PADRE FEDELE IL FRANCESCANO FINE DEL COMPLOTTO RESISTENZA GRECA CONTRO TROIKA PONTIDA DAL NORD AL SUD IL RICORDO GEPPY MAROTTA E LAURA ANTONELLI CON ALTRE NOTIZIE


PADRE FEDELE IL FRANCESCANO FINE DEL COMPLOTTO RESISTENZA GRECA CONTRO TROIKA PONTIDA DAL NORD AL SUD IL RICORDO GEPPY MAROTTA E LAURA ANTONELLI CON ALTRE NOTIZIE [ “AZ.”-25.06.’15 ]

[ anteprima di web ]

   
 
  Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
 
 
OGGI-PADRE FEDELE IL FRANCESCANO E LA FINE DEL COMPLOTTO RESISTENZA GRECA CONTRO TROIKA PONTIDA DAL NORD AL SUD IL RICORDO GEPPY MAROTTA E LAURA ANTONELLI CON ALTRE NOTIZIE[“AZIMUT-NEWSLETTER” : 25 GIUGNO 2015]
 
[in questo numero-tra le tante notizie-anche il fuorisacco;per leggere tutto vedi:oltre-dopo la locandina redazionale fine servizio]
Renzi: "L'Italia non è più malato d'Europa ma parte della soluzione"
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LE BALLE – PALLE DEL PIFFERAIO FIORENTINO E LA REALTA’ – MATTEO – IL BARONETTO…  IN CADUTA LIBERA VERTICALE IRREVERSIBILE – FINIRA’ PRIMA DI QUANDO SI PENSI – AL TERMINE DELLA CORSA UN POST CON LA DICITURA “SLOGGIATO” – STATENE CERTI ! QUESTA ZUCCA VUOTA – DALLA LINGUA FACILE E BIFORCUTA – blatera e spaccia per riforme strutturali i soliti provvedimenti congiunturali e clientelari; affoga in un Pd allo sbando e naviga con il solito imbroglio, vergognoso, in particolare nel Lazio e nella Campania; si pasce del semplice maquillage senatoriale e procede, nella generale complicità, a continui colpi di fiducia con il supporto di peones e puttani;vivacchia tra le regalie, i piccoli bonus, promesse per la restituzione del maltolto e per le assunzioni; ha confiscato, per il tramite di balzelli gravanti sulla prima abitazione e per i cosiddetti servizi comunali ( si fa per dire ), la tredicesima mensilità; un taglieggiamento criminale degli italiani, in flagrante violazione del dettato costituzionale sulla contribuzione in rapporto al proprio reddito;e, ciò, va sottolineato, tanto per fare un solo esempio, interessa ben diciannove milioni di famiglie la cui metà è in regime di monoreddito, o d’una sola pensione ; e chi più ne ha, più ne metta.Un vero mascalzone da cacciare a furor di popolo.
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IL COSTO-PER GLI ITALIANI-DELLA “CADUTA” DI BERLUSCONI :

“…L’esperienza italiana lo dimostra: a novembre 2011 la disoccupazione era al 9,2%, mentre ad aprile 2015 (ultimo dato disponibile), ha registrato il 12,4%; il rapporto debito/Pil è passato dal 116,4% a novembre 2011 al 133,1% di oggi; nel 2011 l’Italia cresceva ancora dello 0,6%, mentre il 2014 ha chiuso a -0,4%. Un fallimento su tutti i piani: etico, democratico, economico e di governance…”

LA BRUTALE DEVASTAZIONE E LA GRANDE SPOLIAZIONE DELLA MONETA DEI BANKSTER E DEI LIVREASERVENTI : VASSALLI – VALVASSORI E VALVASSINI DEI PROCONSOLI DEL DINERO…..

Ornella Zagami ha condiviso la foto di Rosario Bellanti.

C’ ERA UNA VOLTA….
IL POPOLO ITALIANO !

foto di Rosario Bellanti.

Non pagare più tasse, questa è la risposta all’inciucio del governo Renzi Alfano..
In un paese dove la pressione fiscale supera il 73%, il reato è il fisco, non è non pagare, ma le tasse…..

I GRANDI E VORACI RODITORI CHE PROSPERANO SULLE MACERIE DELL’IMPRENDITORIA ITALIANA….. 

Nelle notizie

Guarda le prime immagini. Torna la berlina sportiva Made in Italy che sfida i tedeschi …

[ tratto dal “Secolo d’Italia” ]

L’ombra delle banche dietro la morte dell’industriale veneto Egidio Maschio (video)

mercoledì 24 giugno 

 
 

« Sono sconvolto. Con Egidio Maschio ci lascia un grande imprenditore, ma anche un grande uomo che ha legato la sua storia imprenditoriale e personale al Veneto ».  Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la notizia del suicidio, avvenuto all’alba nel suo ufficio di Cadoneghe, di Egidio Maschio, fondatore, con il fratello, del Gruppo Maschio Gaspardo, ed esprime il suo «profondo cordoglio alla famiglia e alle maestranze dell’Azienda». «L’ho sempre stimato – aggiunge Zaia – sia come uomo che come imprenditore: è stato un emblema della determinazione, del coraggio, della voglia di fare, di progredire di creare, tipica della miglior imprenditoria veneta». Maschio era a capo di un gruppo da duemila dipendenti, pensava alla quotazione in Borsa, e un fatturato di oltre 324 milioni di euro all’anno. Soltanto pochi giorni fa l’annuncio dell’assunzione di nuovi manager per gestire l’azienda. Il gruppo Maschio Gaspardo è leader nella produzione di macchine per la lavorazione del terreno, semina, trattamento delle colture, manutenzione del verde e fienagione. Fondato nel 1964 dai fratelli Egidio e Giorgio Maschio, il gruppo ha 15 stabilimenti produttivi, di cui 4 all’estero – Cina, India, Romania e Usa – e 13 filiali commerciali.

Maschio e l’amicizia con Berlusconi

L’imprenditore, 73 anni, si sarebbe suicidato con un colpo di fucile sparato al petto. Ancora da capire le motivazioni del gesto. Alcuni mesi fa Maschio, che ricopriva il ruolo di presidente, ha nominato alcune figure manageriali in grado di condurre l’azienda nei prossimi anni. Azienda che, negli ultimi anni avrebbe fatto grandi investimenti per espandersi all’estero e che recentemente soffriva di un pesante indebitamento con le banche. Gli istituti di credito avrebbero chiesto all’azienda di rientrare dal debito che ammonterebbe a decine di milioni euro. Un paio d’anni fa visitò l’azienda padovana anche Silvio Berlusconi che rimase con « l’amico Egidio » per alcune ore nello stabilimento. La scelta del Cavaliere era dettata dalla stima nei confronti del leader di « una azienda simbolo della capacità imprenditoriale veneta, una multinazionale che da ormai 50 anni produce con successo attrezzature agricole, anche in tempi di cris i».

I SUICIDI…MA SALVO QUELLI PIU’ ECLATANTI ( che non possono essere ignorati – e non si tratta più solo di piccoli imprenditori )…
I SUICIDI NON FANNO PIU’ NOTIZIA – ANATEMA PER GOVERNANTI E MEDIA : MALEDETTI ! FINIRETE CON IGNOMINIA !

Una mamma di 41 anni, separata e con due figli, si è impiccata vicino a Bologna. Le avevano staccato il gas, e per luglio rischiava lo sfratto.
Una preghiera per questa mamma, un abbraccio ai suoi due cuccioli di 10 e 11 anni che non lasceremo soli, e tanta rabbia.
Stato italiano, dove sei?

DIFFONDI IN RETE — Passa il mouse su Catena Umana si aprirà una finestrella, clicca sul Mi piace e seguici! Grazie….
O dal sito web www.catenaumana.it

foto di Catena Umana.
[ QUESTA SINISTRA E’ UN FLAGELLO – MA AL PROSSIMO APPUNTAMENTO ELETTORALE ( QUANDO LO CONSENTIRANNO ) NON SERVIRA’ A SALVARLI IL TIRANNICUM – ITALICUM : BASTERA’ UNA LISTA ( E UN LOGO CHE RACCHIUDA I SIMBOLI DELLE FORZE CHE SI COALIZZERANNO NEL CENTRODESTRA ) PER DISARTICOLARE IL PROGETTO DEL RENZISMO E SUPERARE  LO SCHEMA SERVILE E BIFRONTE DELLA RESA ALLA TROIKA  GIA’ PROGRAMMATO; OVVEROSIA – CON IL DUO MATTEO & BEPPE – MAGGIORANZA PERMESSA E OPPOSIZIONE CONSENTITA ]
Risultati immagini per salini e berlusconi
STIAMO ARRIVANDO !
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L’OPINIONE – DA ROMA GIANCARLO LEHNER
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: 4 omicidi impuniti
Date: Sun, 21 Jun 2015 08:18:38 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Mi sono sognato che l’Italia disponeva di servizi segreti  dotati della necessaria autonomia per fregarsene di Lula e dei suoi complici, organizzando il rimpatrio coatto del comunista pluriomicida Cesare Battisti dal Brasile. Poi, purtroppo, mi sono svegliato.
Giancarlo Lehner
 
 

——- Original Message ——–

Subject: Lehner: Obama e Bergoglio uniti nella lotta
Date: Tue, 23 Jun 2015 11:33:30 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )
Il compagno Obama e il peronista Bergoglio, uniti nella lotta, lavorano alle primavere europee con l’obbiettivo di libicizzare il Vecchio Continente.
Giancarlo Lehner
 

——- Original Message ——–

Subject: Lehner: perché Obama non ci spia?
Date: Wed, 24 Jun 2015 13:01:23 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Il compagno Obama fa spiare i presidenti di tutto il  mondo, fuorché i nostri, i quali, essendo succubi e proni, la spia nell’interesse della Casa Bianca se la fanno da soli.
Giancarlo Lehner
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IN COPERTINA
 
IL FRANCESCANO PIU’ AMATO DELLE CALABRIE E LA FINE DEL COMPLOTTO 
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[ da messaggio – “postato” su facebook ]
 

Padre Fedele assolto. Giustizia gli restituisce onore. Per molti di noi non l’aveva mai perso ‪#‎Fedelelibero‬

foto di Enza Bruno Bossio.
[  NELLA FOTO DI ARCHIVIO : PADRE FEDELE  ]
 
 
[ tratto dal web ]
  • Calabria
  • Padre Fedele: assolto in secondo processo appello
 
Padre Fedele in una foto di archivio (ANSA)
 

Padre Fedele, l’ex frate accusato di violenza sessuale ai danni di una suora, è stato assolto per non aver commesso il fatto nel secondo processo d’appello dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente condanna. ( . . .  ) 

Padre Fedele oggi non era presente in aula. ( . . . )

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UNA GRANDE BATTAGLIA DI CIVILTA’ MA C’E’ CHI LA GUASTA…..

[ leggi il post – dopo l’articolo tratto dal “Secolo d’Italia” ]

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Family day. "Siamo un milione". "Il festival dell'omofobia" - Video
 

Family Day, una piazza straripante che nessuno può ignorare

sabato 20 giugno

La folla è imponente. Gli scrosci violenti di un temporale fuori stagione la rendono, per quanto possibile, addirittura eroica. Di certo, non può essere ignorata. E i primi a capirlo sono stati i “nemici” del Family Day come il sottosegretario Ivan Scalfarotto, che ha parlato di «manifestazione inaccettabile» beccandosi il sarcasmo di Roberto Formigoni («ha perso la testa»), o come Monica Cirinnà, senatrice democratica ma soprattutto relatrice del disegno di legge sulle unioni civili, che non fa mistero di nutrire ora qualche apprensione circa la rapida approvazione del testo che porta la sua firma.

Partiti e Chiesa più defilati rispetti al primo Family day

Sarà pure – come altezzosamente sostiene il senatore del Pd Andrea Marcucci – che gli organizzatori della manifestazione «hanno sbagliato secolo», ma con questa piazza, che ha rilanciato il ventre profondo del Paese, è tutta la politica a dover ora fare i conti. Da oggi è più chiaro che esiste una fetta non trascurabile di italiani (la maggioranza?) che non appare disposta a subire l’introduzione di norme ritenute configgenti con la famiglia basata sul diritto naturale e laicamente consacrata dalla nostraCostituzione. Tanto più che, a differenza di quella di oltre dieci anni fa, la straripante piazza di oggi è più spontanea e meno ipotecata dal peso dei partiti e delle stesse gerarchie vaticane. Se allora i vescovi occuparono la prima linea, oggi la Chiesa di Francesco si è quasi defilata. Segno evidente di un cambio di rotta nell’individuazione delle priorità delle emergenze morali e sociali del nostro tempo.

Forza Italia ritorni nella trincea dei valori non negoziabili

Lo stesso, sul versante laico, si può dire dei partiti del centrodestra, oggi in ordine sparso sui cosiddetti diritti civili. La campana suona soprattutto (ma non solo) per Forza Italia, che ha concesso negli ultimi tempi più di un’apertura alle unioni gay. La foto di Berlusconi in mezzo a Francesca Pascale e aVladimir Luxuria è più di una svolta congressuale perché ha segnato l’abbandono da parte del perno della coalizione moderata della trincea della non negoziabilità di valori fondamentali in nome di un relativismo etico ammantato di principi liberali. Ecco, se c’è una lezione che impartisce la sterminata moltitudine di piazza San Giovanni è che da oggi, su questi temi, per il centrodestra sarà più conveniente schierarsi apertamente che defilarsi lungo la comoda scorciatoia di una tartufesca libertà di coscienza.

[ “AZIMUT” ] – UNA GRANDE BATTAGLIA DI CIVILTA’ MA C’E’ CHI LA GUASTA….. leggi il post ( ha proprio ragione )

Quindi Quindi la star catacumena esimio signor arguello leggo ha finalmente scoperto le cause del dell’omicidio! Ma certo se tu donna nn ami più il tuo uomo è normale che egli senta il desiderio irrefrenabile di farti fuori o ancora meglio di ammazzarti i figli ma è logico!!!! Quindi il messaggio è donne ascoltate amate i vostri uomini nonostante tutto, non pensiate d avere il diritto di smettere di amare se non volete scatenare la belva che è in lui! Eh si w il family day manifestazione ricca di messaggi profondi!!! Ma vi dovrebbero chiudere la bocca, vergognatevi vi riempite la bocca di sani principi ma siete solo dei frustrati maschilisti! E le pecore sotto ad applaudire! Va bhe….sei un grande signor Kiko….un grande cogl….

Kiko Arguello, iniziatore del cammino neocatecumenale, ha parlato dal palco del Family Day sabato 20 giugno a Roma causando imbarazzi e reazioni in…
HUFFINGTONPOST.IT
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IL LECCA – LECCA AD MAIORA SEMPER [ dal “Secolo d’Italia ]
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A Fabio Fazio la Rai ha regalato il “Rischiatutto”. Sarà un quiz “rosso”

mercoledì 24 giugno 

La Storia racconta che un bel giorno a Fabio Fazio affidarono Sanremo. Il Festival era troppo nazional-popolare, i critici lo giudicavano sempre con snobistico disprezzo. C’era l’esigenza di farlo diventare un po’ più “rosso” per conquistare il cuore dei radical chic e soprattutto per regalare una vetrina da milioni di spettatori ai “santoni” anti-berlusconiani dello spettacolo. Quale scelta migliore se non quella di Fazio e di Luciana Littizzetto? Dopo i primi fuochi d’artificio, però, ci fu il crollo: gli ascolti calarono raggiungendo livelli bassissimi, le vendite dei dischi (o meglio, del cd) furono ridotte al lumicino. La Storia, sempre quella con la S maiuscola, racconta che al posto di Fabio Fazio fu chiamato Carlo Conti, che con una rapida cura rimise in piedi il Festival, ascolti record e vendite di cd notevoli. Un Festival più tradizionale e meno politico.

 Fabio Fazio al posto di Mike Bongiorno

Era nell’aria la riconferma: a Sanremo tornerà anche il prossimo anno Carlo Conti. E al caro Fazio che gli diamo?, si sono chiesti i vertici Rai. Mica lo si può mortificare… Ecco che dal cilindro esce fuori un’idea. Una grande idea. Quasi geniale. Gli diamo ilRischiatutto. Sì, proprio così, lo storico programma presentato dall’irraggiungibile Mike Bongiorno. Un programma storico che fece diventare storici anche i suoi concorrenti, dalla prima campionessa Silvana Guerriero a Giuliana Longari (la famosa “signora Longari”, con annessa la leggendaria battuta di Mike che poi fu smentita) per continuare con il simpatico farmacista Andrea Fabbricatore e finire con il concorrente più celebre, Massimo Inardi, il medico con la passione della parapsicologia. L’eredità di tutto questo tesoro televisivo passa a Fazio, con la speranza che non ripeta la nefasta esperienza di Sanremo. Di un Rischiatutto rosso non ne abbiamo bisogno, c’è già il Pd di Renzi, basta e avanza.

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SIAMO TUTTI ATENIESI

RESISTENZA GRECA CONTRO TROIKA
 
( E BRUNETTA PAVENTA CHE… )
 
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Oggi Tsipras incontra Juncker, Lagarde e Draghi. Syriza divisa
 
 
 
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[ tratto dal web ]
Passi avanti della Grecia, ma ancora l’accordo non c’è. “L’Eurogruppo – fa sapere il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis – si riunirà di nuovo in settimana, ci serve un accordo nei prossimi giorni. Le proposte greche sono un passo accolto con favore ma serve altro lavoro con le istituzioni.””Visto il poco tempo che le istituzioni hanno avuto per analizzare le nuove proposte – ha chiarito il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem – non abbiamo potuto dare una visione finale. Ci hanno dato una prima impressione, ora parte subito il lavoro tecnico per fare i calcoli e raggiungere un accordo in settimana”.”Ritengo avremo un accordo entro questa settimana, anche se non sarà facile”. Così il presidente della Commissione Ue Juncker arrivando allo Justus Lipsius per il vertice dell’Eurozona. “Lavoreremo come abbiamo fatto negli ultimi tre giorni per trovare un accordo entro fine settimana”, ha precisato, “abbiamo ancora un lungo percorso da fare”.La Bce avrebbe dato il via libera ad un aumento della liquidità d’emergenza disponibile per le banche greche di 1,3 miliardi, portando il meccanismo ‘Ela’ a 87,2 miliardi.”Non c’è niente di nuovo, non abbiamo ricevuto proposte di sostanza dalla Grecia, non si può preparare un summit senza di esse” aveva detto il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble entrando all’eurogruppo. Ma Angela Merkel, parlando a Magdeburgo, e ribadendo che una decisione oggi sarà possibile sulla base di un accordo con le tre istituzioni. “Se l’intesa e la decisione su Atene non arrivano oggi – dice la Cancelliera – ci sono ancora molti giorni di tempo in questa settimana per arrivare a una decisione”. Le tre istituzioni stanno valutando una sola proposta, che è “quella che ha la firma del premier greco” Alexis Tsipras, così il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, a chi chiede quale sia la proposta che si sta valutando in queste ore, per arrivare ad un accordo sulla Grecia.Pessimista il ministro delle finanze finlandese, Alexander Stubb: “Non so se faremo un accordo, ho aspettative molto basse per la giornata”.”C’è stata un po’ di confusione con le versioni delle proposte arrivate – sostiene il ministro delle Finanze irlandese Michael Noonan – la mia aspettativa è che ci riuniremo di nuovo giovedì, prima del prossimo summit”.Per il ministro spagnolo dell’economia Luis De Guindos, “un accordo oggi non è possibile”.
 

Default Grecia, la Bce alza liquidità emergenza a 89 mld euro

Lo riferisce il Financial Times

 

La Bce ha alzato la liquidità d’emergenza (Ela), fornita dalla banca centrale greca agli istituti ellenici, a circa 89 miliardi di euro, secondo quanto riferisce il Financial Times.

– Grecia, si punta a intesa in settimana, resta nodo debito 

L’Eurosummit sulla Grecia fa progressi, questa volta sembrano reali e si punta ad un’intesa in settimana. “Dobbiamo trovare un accordo questa settimana semplicemente perché non abbiamo i tempi supplementari”, ha detto il presidente Jean Claude Juncker al termine della riunione a tarda sera. Pur essendo arrivate tardi, tanto che né le istituzioni né l’Eurogruppo hanno potuto esaminarle, le nuove proposte greche sono considerate una buona base su cui lavorare. Domani (mercoledì) sera si riunirà quindi un altro Eurogruppo e giovedì i leader dovrebbero mettere il sigillo finale nel summit Ue. Ma nonostante un altro rinvio, i mercati non si scoraggiano e chiudono positivi, e le banche greche ottengono una nuova iniezione di liquidità dalla Bce.

“Quella presentata da Atene è una buona proposta ma bisogna lavorarci su e ci resta molto poco tempo”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel a fine lavori. Concetto ribadito dal direttore generale del Fmi Christine Lagarde: “C’è ancora molto, moltissimo lavoro”. Il presidente Francois Hollande spiega che due ministri greci resteranno a Bruxelles per limare le misure e lavorare alle proposte alternative al taglio delle pensioni minime che Tsipras non vuole toccare. Tutto questo entro le prossime 48 ore. Anche Tsipras vuole vedere altre aperture da parte dei creditori. “La palla è ora nel campo della leadership europea”, ha detto al termine dell’Eurosummit. Del resto Atene ha inviato le nuove proposte “molto, molto tardi” ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. E’ per questo che le istituzioni non hanno potuto valutarle, e i ministri da lui presieduti non hanno potuto dire la loro per preparare l’Eurosummit, come prevedeva il programma. L’Eurogruppo si è quindi confrontato solo un paio d’ore, per poi darsi appuntamento nuovamente a mercoledì sera. Pur senza risultati tangibili, l’Eurosummit è stato comunque un momento importante nel negoziato greco. E’ la prima volta che i leader dell’Eurozona hanno discusso apertamente del caso Grecia, assieme al presidente della Bce Mario Draghi e alla Lagarde.

“Tsipras ci ha assicurato che continuerà a collaborare, le nuove proposte sono un passo molto positivo”, ha detto il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, che aveva convocato il summit affinché tutti mettessero “le carte sul tavolo”, in modo da “mettere fine alle strategie e a questo gioco d’azzardo politico”. Per il premier Matteo Renzi “Atene deve far fronte ai suoi impegni che sono di natura economica, ma anche l’Ue deve far fronte ai suoi obblighi morali nei confronti di un Paese come la Grecia”, anche perché “non è solo una discussione di natura economica”, ma anche “su che tipo di comunità vogliamo per il nostro futuro”.

Intanto il lavoro tecnico sulle nuove proposte greche è già ripartito. Il nuovo documento, ha spiegato il ministro dell’Economia greco Giorgios Stathakis, contiene nuove tasse sui ricchi e sulle aziende, un aumento dell’Iva su alcuni prodotti – elettricità esclusa – ma non ulteriori tagli a pensioni e stipendi pubblici, come volevano le istituzioni. Atene, ha spiegato, ha accolto le richieste dei creditori di raggiungere un avanzo primario dell’1% del Pil quest’anno, del 2% l’anno prossimo e del 3% nel 2017. E, per ora, è consapevole che non ci sarà un accordo sulla ristrutturazione del debito, nonostante le pressioni di Syriza. Ma si aspetta che i partner la mettano in agenda per i prossimi mesi. “Oggi non abbiamo parlato dei dettagli, ma la questione della sostenibilità finanziaria del debito deve far parte dell’accordo” e “in seno all’Eurogruppo bisognerà anche parlare delle condizioni di finanziamento”, ha detto la Merkel precisando però che “non si discute di ristrutturazione”.

 

E RENATO BRUNETTA PAVENTA CHE…[tratto dal “Secolo d’Italia”]

L’Europa a trazione tedesca colpevole della tragedia greca

Emerge il vizio antidemocratico della Merkel che ha già colpito il governo Berlusconi nel 2011: l’incapacità di soluzioni cooperativistiche, ma solo egemoniche. Per cui quando il giocatore Germania trova di fronte a sé un altro player ancor più spudorato e senza scrupoli, il gioco implode

Renato Brunetta – Dom, 21/06/2015

Comunque andrà lunedì, sarà un disastro. Perderà la Grecia; perderà l’Europa; perderà la credibilità dell’euro. E perderà, soprattutto, la democrazia. La questione greca si sta rivelando sempre più un gioco a somma negativa, in cui tutti perdono e nessuno vince.

Verrà a galla il vizietto dell’Europa a trazione tedesca: l’incapacità di soluzioni cooperativistiche, ma solo egemoniche. Per cui quando il giocatore Germania trova di fronte a sé un altro player ancor più spudorato e senza scrupoli, il gioco implode. Saltano le regole, salta la scacchiera. Resta solo l’amara impressione che sia in atto un braccio di ferro disastroso, che fa male a tutti. E che dimostra che l’attuale Europa non ha intelligenza politica e democratica, ma vive di violenza tecnocratica, di dominio della Germania, con vassalli ipocriti come la Francia, e servi sciocchi come l’Italia di Monti, Letta e Renzi. Una Germania forte con i deboli, che poi, però, a volte si vendicano; e debole con i forti, come con Obama. Bel risultato dell’Europa deviata dei burocrati e di Angela Merkel. Con il triste finale di partita che il vecchio Continente non esiste più politicamente, ma è destinato a diventare una mera espressione geografica.

Per gli « adulti >> ( copyright Christine Lagarde, come insulto nei confronti dei greci) il calendario è già scritto. Domani: Consiglio europeo per discutere del caso Grecia; dopodomani: senza un accordo, e quindi senza aiuti, la Grecia non paga il miliardo e mezzo dovuto al Fmi; 1° luglio: corsa agli sportelli delle banche greche, che il governo solo chiudendo le banche, come già accaduto a Cipro due anni fa. 2 luglio: proteste di piazza contro il governo Tsipras fino a determinarne la caduta; 3 luglio: costituzione di un governo tecnico di unità nazionale; 4 luglio: ripresa dei negoziati a Bruxelles, con nuovi interlocutori greci, che accettano le condizioni imposte dall’Europa.

Un film già visto, purtroppo, con l’Italia nel 2011, quando al G20 di Cannes del 3 e 4 novembre si cercò di commissariare il nostro Paese, offrendo 80 miliardi di dollari di aiuti, in cambio di riforme sangue, sudore e lacrime imposte dalla Troika. L’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che, a differenza dei suoi interlocutori, credeva, come ancora crede, nella democrazia e nella sovranità nazionale dei singoli Stati rifiutò. Tornò in Italia, ma pochi giorni dopo il suo governo fu sostituito da un esecutivo tecnico, guidato da Mario Monti, che giurò il 16 novembre. Il tutto con la regia del peggior presidente della Repubblica che abbiamo mai avuto: Giorgio Napolitano. A onor del vero, anche il piano di quell’autunno 2011 era stato progettato in anticipo, già dall’estate, e fu illustrato all’allora segretario al Tesoro degli Usa, Timothy Geithner, da due non meglio identificati officials , due ministri di governi dell’Eurozona. Geithner riferì a Obama, che replicò: «I think Silvio is right».

La storia si ripete. E vengono i brividi solo a pensarci. L’Italia nel 2011 ci è cascata per tradimenti interni alla maggioranza di governo e alle istituzioni. Per lunedì a Bruxelles tifiamo amaramente Grecia. Non perché non abbia colpe, ma perché non ci piace questa Europa, non è quella che abbiamo sognato. Tanto più che, facendo cadere governi legittimi e sostituendoli con esecutivi tecnici non si risolvono neanche i problemi economici dei Paesi in difficoltà. L’esperienza italiana lo dimostra: a novembre 2011 la disoccupazione era al 9,2%, mentre ad aprile 2015 (ultimo dato disponibile), ha registrato il 12,4%; il rapporto debito/Pil è passato dal 116,4% a novembre 2011 al 133,1% di oggi; nel 2011 l’Italia cresceva ancora dello 0,6%, mentre il 2014 ha chiuso a -0,4%. Un fallimento su tutti i piani: etico, democratico, economico e di governance. Ed è proprio quest’ultima, la governance europea, che esce sgretolata dalla vicenda greca. Per l’Europa, la trattativa in corso su Atene è un gioco lose-lose , per usare la terminologia cara al ministro Varoufakis. Comunque vada lunedì le istituzioni europee usciranno a pezzi dal vertice. Se l’accordo con la Grecia si fa, l’Europa perde perché salva un Paese restio al rispetto delle regole e pieno di responsabilità. D’altro canto, se l’accordo non si fa, e si realizza lo scenario descritto all’inizio, con il cambio di governo in Grecia, l’Europa perde perché si conferma il vizietto di far fuori i governi che non si allineano al mainstream dei Paesi forti.

Dopo l’esperienza italiana del 2011, sarebbe un altro segnale inaccettabile. Non possiamo andare avanti con un’Europa dove gli esecutivi che non sono d’accordo con la Germania vengono fatti saltare. Rispetto all’Italia del 2011, la Grecia oggi qualche responsabilità della situazione in cui versa ce l’ha, mentre il nostro Paese ebbe solo la colpa di trovarsi al centro di una tempesta finanziaria derivante da tensioni sui mercati causate dal Bund tedesco. Ma dal punto di vista delle istituzioni europee e internazionali, Berlusconi, ingombrante garante della sovranità nazionale italiana, doveva cadere. Non a caso, i presidenti del Consiglio che sono venuti dopo, Monti, Letta e lo stesso Renzi, alla sovranità nazionale e alla democrazia italiana hanno abdicato.

L’Europa a trazione tedesca si alimenta dello scippo di sovranità e della delegittimazione dei leader eletti. Il ministro delle Finanze greco l’ha capito bene e l’ha detto fin dall’inizio: «Ci sono alcuni dei negoziatori che vogliono tornare dai propri elettori e dire: “Abbiamo umiliato il governo greco”. Sono personaggi che vogliono il nostro fallimento, e che il nostro esecutivo venga sostituito. Ci ha visto lungo, Varoufakis, il 4 giugno sul New York Times . L’obiettivo dell’Europa, per affermare la propria leadership e quella della Germania, è che la Grecia si penta e chini la testa. Ma i due «bambini» (sempre copyright Lagarde), Tsipras e Varoufakis, hanno chiaro lo scopo dei loro interlocutori e hanno definito la strategia in base a questo: se la Grecia mantiene la coesione nazionale, smaschera il vizietto antidemocratico dell’Europa a trazione tedesca. Dunque tifiamo Tsipras.

Un’Europa affetta dal vizietto antidemocratico è debole, fragile e subalterna. E questo si sta vedendo nella crisi ucraina e nelle sanzioni alla Federazione russa. Da cui l’Europa ci rimette e basta, perdendo l’alleato russo sul quadrante medio-orientale, tanto nella lotta al terrorismo quanto nel fronteggiare l’immigrazione clandestina. L’Ue tedesca torna a essere schiacciata, e impotente, fra due imperi. A questo risultato ha portato far fuori Berlusconi nel 2011, e tentare di far fuori Tsipras oggi. Grazie Merkel, Juncker, Hollande, Lagarde. Grazie Napolitano, Monti, Letta, Renzi.

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

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PONTIDA DAL NORD AL SUD 
 
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Pontida, 21 giugno 2015: il mio discorso siete VOI!

 
 
 

L’ AMORE PER LA MIA NAPOLI, LA DIGNITA’ DEL POPOLO NAPOLETANO, IL BLASONE DELLA NS STORIA PRIMA DI TUTTO.

Per questi motivi ieri ho deciso di partecipare, insieme a 15 ragazzi meravigliosi di vari quartieri e di vari comuni della ns provincia, all’ evento di Pontida organizzato dalla lega e dal movimento Noi con Salvini. Non vi nascondo che quando siamo arrivati e ci siamo trovati in mezzo ad un mare di camicie verdi abbiamo temuto per un momento che potesse accadere qualcosa

Altro

 
 
…. Ma avevo bisogno di capire realmente stando in mezzo ad un popolo orgogliosamente nordista, la loro reazione nei confronti di ragazze e ragazzi orgogliosamente meridionalisti. In mezzo al pratone ed alle decine di migliaia di persone “toste” , molte delle quali con i calli in mezzo alle mani per il duro lavoro fatto per una vita (e per me è motivo di rispetto e di merito) abbiamo srotolato IL NS STRISCIONE DI 4 METRI CON LA SCRITTA “NAPOLI”. Insieme ad i miei amici ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo detto ” o adesso o mai più” e l’ abbiamo alzato in modo tale che tutte le 50.000 persone lo potessero vedere. E’ PARTITO UN APPLAUSO DA PARTE DI TUTTI I PRESENTI DA BRIVIDI !!!!!! Non un fischio, non una battuta, solo gente che si è avvicinata per chiederci, visti i km percorsi per arrivare fino a li, se avessimo avuto bisogno di qualcosa. Alcuni di loro ci hanno detto “preferiamo costruire il nostro futruro con voi, piuttosto che con le tante persone che vedono la politca come un mercato”. E questo vale anche per noi che siamo del sud. Pontida non è un appuntamento “glamour” Ci sono le persone, così come ce ne sono tante al sud ed al centro, che in silenzio lavorano 12 ore al giorno ed hanno fatto grande il ns paese. I coglioni (scusate l’ eufemismo) esistono dovunque al sud ed al nord, a destra ed a sinistra. Il nostro obiettivo è fare un movimento che unisca le tante persone radicate sui loro territori esaltandone le grandezze e le peculiarità. Il campanilismo che esiste tra Brescia e Bergamo, cosi come tra Salerno e Cava dei Tirreni, deve essere un punto di forza del ns movimento. L’ Italia è il paese più bello del mondo proprio perchè è così vario e noi non vogliamo appiattire le differenze. Noi vogliamo esaltarle. Noi non vogliamo che i ns dialetti spariscano, non vogliamo che le tradizioni millenarie dei tanti paesini si confondano e si omologhino sotto la bandiera magari di un supermercato francese o di una multinazionale americana. PRIMA DI TUTTO I SICILIANI, I LOMBARDI , I CAMPANI, ETC. , PRIMA I NOSTRI POPOLI , PRIMA LE NOSTRE IDENTITA’, PRIMA LA NS STORIA, PRIMA I NOSTRI FIGLI. IN POCHE PAROLE PRIMA GLI ITALIANI. Siamo all’ inizio dell’ inizio. E non abbiamo paura !!!!
 
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IL RICORDO
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NAPOLI – RICORDO DEL VALENTE E GENEROSO IMPRENDITORE MILITANTE NAZIONALPOPOLARE
( CON UN VIDEO DEI SUOI AMICI E CAMERATI PARTENOPEI )
 

21 giugno : solstizio d’estate ! L’anno scorso in questo stesso giorno il Leone Indomito , il Guerriero che aveva combattuto tenacemente contro la malattia , mi diede L’ ultimo saluto con un ultimo fremito !!! Martedì 23 lo ricorderemo tutti insieme alle ore 19 presso la chiesa dei pallottini in corso europa al vomero

 — con Luciano Auriemma Numero Uno.

foto di Maurizio Esposito.
 
NAPOLI – L’INDIMENTICABILE GEPPY MAROTTA ( NELLA FOTO – DI ARCHIVIO – DA GIOVANE )
 
 

VIDEO

· 7

 
 
 
 

Aveva 14 anni quando l’ho conosciuto . Frequentava il liceo scientifico al VII di via Manzoni . Inizio’ a frequentare via scarlatti 44. Era il 7 maggio 1972, il giorno delle elezioni …

foto di Maurizio Esposito.
 
  • Maurizio Ruggiero Caro maurizio,quante cose belle abbiamo diviso al vomero con geppi,quante avventure,scontri,risate….eravamo alla moschettieri,tutti per uno ,uno per tutti
  • Giacomo Padula Avevamo 13 anni………..
  • Mario Mascolo nel 1973 entro al settimo scientifico e dopo qualche giorno litigo con delle zecche ….si mette male ma arria Jeppi , mi da una mano e mi dice e tu chi sei ? dopo qualche giorno mi porta in sezione ed inzia la nostra lunga storia di amicizia e cameratismo con lui e tutti gli altri fratelli !!! nobis
 
 
 
 
 
 RICORDANO LAURA ANTONELLI
 
 · Napoli ·

Oggi, è per me una giornata triste per aver appreso la dipartita della bella Laura Antonelli che con il suo meraviglioso film “Malizia”circa 50 anni orsono mi fece rivivere il periodo più bello della mia fanciullezza, quando all’età di dodici anni mi innammorai perdutamente della mia insegnante di scuola “Adriana” Albergò in me per molti anni il primo sentimento d’amore verso una donna con un viso d’angelo e di una bellezza da incantare proprio come quello di Antonella. Ho sap

 
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DA ROMA – CON FURORE…PER LA POLTRONA [ leggi l’articolo del “Secolo d’Italia” ]
 
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Un bravo a Lando Chiarini, pseudonimo di un grande personaggio che conosco da ragazzo e che di tanto in tanto bacchetto pure…

Ma sì, dovremmo addirittura ringraziarlo il pencolante sindaco Marino quando ci esorta a «ritornare nelle fogne». Già, perché dagli anni ’70 (quando lo slogan…
SECOLODITALIA.IT|DI LANDO CHIARINI
 
 
A Marino “risponde” Benito Mussolini: « Quanti peli per un coglione solo »
di LANDO CHIARINIlunedì 22 giugno
 
Ma sì, dovremmo addirittura ringraziarlo il pencolante sindaco Marino quando ci esorta a « ritornare nelle fogne ». Già, perchè dagli anni ’70 (quando lo slogan era chic e persino trendy in alcuni salotti “de sinistra”) a oggi ne è passata di acqua nelle chiaviche. Che Marino, detto il Marziano, non se ne sia accorto è affar suo. Del resto, non si è accorto – lui, l’onesto, il moralizzatore – che il suo vice chiedeva favori a Buzzi, figuriamoci se poteva rendersi conto che rispolverando davanti ai militanti della festa dell’Unità uno degli stilemi più frusti degli Anni di piombo, finiva per consegnare se stesso alla petulanza di una ripetizione priva d’identità, incarnazione kitsch di un sindaco incapace non solo di badare agli interessi dei romani ma anche di tenere politicamente testa – lui dopotutto eletto dai cittadini – a un Renzi tutto sommato abusivo nella guida del governo.
 
Ignazio Marino a passeggio per cloache
Fosse andato anche Marino a passeggio per cloache rodendo ferri arrugginiti e bevendo acque reflue, oggi forse non andrebbe in giro per le sette chiese in cerca di garanti e protettori cui rivolgersi, piangente e gemente, al solo scopo di tenere ancora incollate le sue terga pro-tempore sulla super-poltrona del Campidoglio. Il sindaco, però, si lamenta solo in casa. Fuori fa la faccia feroce. Un po’ come quei dittatorelli da Stato libero di Bananas che richiamano in servizio l’antico nemico esterno al solo scopo di prevenire rivolte interne. E quella che si prepara dentro al Pd, cui per tessera appartiene, deve mettergli davvero paura se lo ha costretto – lui sempre così bamboccionamente giulivo – a rispolverare il più abusato slogan degli anni di piombo solo per tentare la carta disperata dell’antifascismo in funzione empatica con i militanti della festa.
 
 
La battuta di Benito Mussolini su Bombacci
L’ha giocata, quella carta, anche perché ha capito (gli capita di tanto in tanto) che non bastava farsi vedere in bicicletta o girare zaino in spalla con quell’aria da eterno studente fuori corso, della serie tanto paga papà finché dura, per conquistare il cuore dei romani. Così come si è reso conto che nello stesso Pd non gli ha giovato più di tanto giocare a fare il disobbediente civile celebrando nozze gay. Insomma, ogni gesto, ogni parola, ogni atto oggi appare inutile, fuori posto o fuori tempo massimo. Persino la sua folta barba sembra accreditare il giudizio renziano di  un’onestà inversamente proporzionale alla capacità e che noi topi di fogna, poco adusi ai paroloni eleganti, siamo costretti a sintetizzare nella battuta fatta (ingiustamente) circolare da Benito Mussolini su Nicolino Bombacci ai tempi della comune militanza socialista: « Quanti peli per un coglione solo ».
QUESTA SINISTRA E’ UN FLAGELLO
Italo Zicaro ha condiviso la foto di Catena Umana.
foto di Catena Umana.

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O dal sito web www.catenaumana.it

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QUESTA NOSTRA RUSSIA DELLA TRADIZIONE E QUELL’AMERIKA DELLA CONTRADDIZIONE….
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Bruno Esposito – Camelot
   
 
La cerimonia d’insediamento di Putin con un protocollo “imperiale ” in luoghi consacrati da antica tradizione, a riprova che il comunismo è stata solo una “sovrastruttura ” che non ha benché minimamente inciso sulla saldezza e profondità dell’animo popolare.
Chi ha tempo per guardare il video non può che percepire ed interiorizzare una grande forza a presidio dei valori permanenti dell’uomo contro ogni degenerazione materialista. Le immagini impongono, naturalmente, il confronto con analoga cerimonia Usa fra Coca cola, chipster, applausi e risate sguaiate.
La Tradizione ha ritrovato un saldo ed invincibile punto di riferimento.
Vladimir Putin inaugurated as President of Russia.07.05.12 – В.Путин.Инаугурация

Владимир Путин.Церемония инаугурации Президента России. 7 мая 2012 года Москва Vladimir Putin inaugu…
 
 
 

ameri-cani vi finirà peggio che con il Vietnam. ..
Prenderete sonore pedate nel culo!!!

 
[ TRATTO DAL “SECOLO D’ITALIA” ]

Crociata contro la bandiera sudista: non rappresentò mai lo schiavismo

martedì 23 giugno –

 


È una crociata, lanciata sull’onda dell’emozione per la strage di Charleston, quella che gli Stati Uniti,presidente Obama in testa, hanno lanciato contro la cosiddetta bandiera della Confederazione così come la conosciamo oggi, la Stainless banner, la “Bandiera senza macchia”. In realtà, la bandiera ufficiale della Confederazione fu sin dal 1861 la Star & Bars, la Stelle e Barre (che un po’ ricorda quella attuale degli Stati Uniti), sostituita solo nel 1863, una prima volta, e poi altre due volte nel corso della guerra. Quella che oggi Washington vuole abolire è quella adottata nel marzo 1865, ossia alla fine del conflitto. Per intenderci, è quella che ha una croce di Borgogna blu su fondo rosso, con 13 stelle bianche sul blu, che rappresentano gli Stati del Sud secessionisti. Diciamo subito che la bandiera confederata è oggi ricordata nelle bandiere nazionali di Florida, Georgia, Mississippi, Alabama e Carolina del Nord e che laStainless banner è diffusa in tutto il Sud degli States. Compare in molto edifici pubblici e case private, è il simbolo di associazioni di ogni tipo, comprese quelle dei bikers. È fonte di innumerevoli gadget, da adesivi a riproduzioni, da portacenere a tazze di porcellana a oggettistica varia. È profondamente radicata nei sentimenti degli americani del Sud, anche perché, va sottolineato, la guerra civile americana fu un conflitto che unì il popolo americano, non divise, sia pure con tutti gli strascichi, anche sanguinosi, che vi furono negli anni successivi il 1865.

La bandiera del Sud è oggi ricordata in molte bandiere Usa

Tra l’altro la Carolina del Sud, che oggi invoca la soppressione del vessillo confederato, fu il primo Stato a secedere dall’Unione per aderire alla Confederazione. Da lì provennero uomini come il generale Pierre Beauregard, confederato e vincitore di Fort Sumter, e Andrew Jackson, presidente degli Stati Uniti prima della guerra di secessione. In tutto il Sud inoltre vi sono centinaia, se non migliaia, monumenti dedicati all’esercito confederato e ai suoi ufficiali più valorosi, musei, università, locali, sale pubbliche, dedicate al Dixie. Per non parlare di una sterminata letteratura e della musica. Già, musei: non ha torto il presidente Barack Obama quando asserisce, cavalcando l’onda, che il posto della Stainless banner è in un museo, e questo può anche essere giusto. Non è veritiero però il motivo per il quale in queste ore si demonizza un simbolo al quale milioni di americani sono sinceramente affezionati: perché sarebbe, secondo le solite anime belle e superficiali, il simbolo dello schiavismo. Non è ovviamente affatto così, così come non è vero che quella sanguinosa guerra si combatté per la questione della schiavitù. Quella era solo un aspetto – e neanche il più importante – degli attriti tra Unione e Confederazione, attriti che avevano ben altre radici. Lo schiavismo era diffuso in tutti gli Stati Uniti, anche negli Stati nordisti, e non è certo un mistero che lo stesso presidente Lincoln, elevato oggi a campione dell’abolizionismo, avesse schiavi di sua proprietà, e che molti Stato nordisti erano, insieme, anche schiavisti. La schiavitù quindi c’entra ben poco con la bandiera che oggi si vorrebbe bruciare in maniera demagogica. La cosa strana è che la Stainless banner, che così come è riprodotta oggi non fu mai bandiera confederata, si diffuse nei decenni successivi alla fine della guerra, per proseguire durante tutto il Novecento, diventando protagonista di moltissimi eventi soprattutto nei tredici Stati ex confederati. Voglia di rivincita, desiderio di conservare la propria identità, rimpianto per una guerra perduta o semplice rancore verso i profittatori del Nord che dal 1965 calarono come avvoltoi al Sud per depredarne i beni? Forse tutte queste cose insieme. Certo è che la Bandiera senza macchia non sarà cancellata dal cuore di milioni di americani con una semplice legge o perché qualche catena di negozi non la venderà più. E il fatto che la ostentasse un pazzo omicida non può certo cancellarne la storia.

 
Bruno Esposito ti ha invitato al suo evento
 
Gli USA vogliono scatenare la guerra in Europa?
Venerdì 10 luglio alle ore 17.00
Complesso monumentale di santa maria la nova a Napoli
 
“La Città di Camelot” sceglie, come sua prima iniziativa, il tema della geopolitica. Sono in atto decisioni gravi che attengono al futuro prossimo del Pianeta.
Anche Emanuele Bifaro e altre 8 persone sono nella lista degli invitati.
        
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CALABRESI EMERITI E BENEMERITI
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[ TRATTO DAL WEB ]

Cosenza – Premiato Filippo Crea, eccellenza della cardiologia nel mondo 

Quando Papa Giovanni Paolo II venne ricoverato per l’ennesima volta al Policlinico Gemelli, nel 2005, pochi mesi prima di morire, al suo capezzale, nell’equipe medica che lo aveva in cura, c’era, oltre al medico personale del Pontefice, Renato Buzzonetti, e al suo cardiologo Attilio Maseri, anche il prof.Filippo Crea, il più giovane (allora aveva 52 anni), della squadra di medici che assistevano Papa Wojtyla. Sì, proprio il cosentino Filippo Crea, direttore dell’istituto di cardiologia dell’Università Cattolica di Roma e allievo del professor Maseri (che era anche il medico della Regina di Inghilterra) con il quale aveva vissuto un’importante esperienza di ricerca clinica all’Hammersmith Hospital di Londra.

Ieri sera il prof.Filippo Crea, ora Ordinario di Cardiologia all’Università Cattolica di Roma, dove è anche direttore del dipartimento di Medicina Cardiovascolare e della Scuola di specializzazione in cardiologia è tornato nella sua Cosenza per ritirare dalle mani del Sindaco Mario Occhiuto il riconoscimento assegnatogli dalla Commissione Cultura di Palazzo dei Bruzi per gli alti meriti scientifici e per l’eccezionale contributo offerto alla ricerca cardiovascolare, ma anche – come recita la motivazione – per l’alto merito di aver portato fuori dalla Calabria e all’estero encomiabili valori culturali e scientifici”.

La cerimonia di consegna del riconoscimento si è svolta in una gremitissima Sala “Quintieri” del Teatro “Rendano”, alla presenza del Sindaco Mario Occhiuto.

“La professionalità e la persona del Prof.Crea ha detto Occhiuto – ci rendono orgogliosi di essere cosentini, anche perché spesso non riusciamo a cogliere questa professionalità elevata che ci fa pensare che, come cosentini e calabresi, ce la possiamo fare. In casi come questo, è come se ci riconoscessimo nei molteplici meriti di questo illustre concittadino. La presenza a Cosenza del Prof.Crea ci deve spingere a pensare con orgoglio a questo grande capitale umano di professionalità che vengono dalla nostra terra. Siamo felici di averla qui – ha aggiunto Occhiuto rivolgendosi a Crea – Il riconoscimento che le viene assegnato dalla Commissione cultura e dalla città di Cosenza è poca cosa rispetto a quanto lei ha fatto per la scienza e per la comunità, ma siamo certi che per lei avrà un significato importante”.

Ad introdurre la cerimonia era stato il Presidente dell’organismo consiliare Claudio Nigro per il quale “Filippo Crea è da ritenersi un orgoglio non solo per la città di Cosenza, ma per la Calabria intera. Con il suo impegno professionale e culturale si è affermato in Italia e nel mondo divenendo una personalità eminente ed una vera e propria eccellenza.”

La relazione centrale della Commissione è stata svolta dal Vice Presidente Maria Lucente. “Filippo Crea – ha esordito – occupa un posto di rilievo nel mondo scientifico e medico, ma è pienamente nel cuore del cosentino, orgoglioso per questa eccellenza. Una popolazione in genere è sempre afflitta per gli stereotipi e le negatività che si associano, suo malgrado, ad una sorta di fatale dna sociologico, quasi esistenziale, e soffre perché gli altri rimuovono la sua storia e la sua cultura. Per cui, quando un suo cittadino riesce ad imporsi in spazi culturali, professionali ed umani come quelli del prof.Crea, questo popolo si esalta ed opera una magica osmosi o omologazione: è come se tutti noi riuscissimo ad assorbire e ad appropriarci di una parte di quella stima, di quel rispetto che il nostro concittadino registra dappertutto, anche in mondi ed ambienti scientifico-professionali di livello e di spessore straordinariamente alti.

La Lucente ha detto inoltre che “quello attribuito al prof.Crea dalla Commissione Cultura, anche se arriva dopo tanti altri riconoscimenti prestigiosi, è il più importante attestato di stima perché, accanto all’ovvia motivazione della riconosciuta fama internazionale del professore e dei suoi traguardi professionali, c’è la forte dimensione emotiva, affettiva, di noi cosentini, di noi calabresi”.

Maria Lucente ha ricordato anche il padre del prof.Crea, Mimmo, assessore per due legislature nel Comune di Cosenza, quando era Sindaco Fausto Lio, e lo zio, il preside Salvatore Crea, espressioni di una famiglia numerosa e presente nel tessuto politico, professionale e associativo della città e dell’hinterland. La Vice Presidente Lucente ha, infine ringraziato, l’illustre ospite anche per l’impegno profuso in direzione della battaglia, persa amaramente, per l’apertura della Facoltà di Medicina nell’Università della Calabria e della cardiochirurgia a Cosenza.

Non nasconde l’emozione e la sua gratitudine il prof.Filippo Crea, non appena prende la parola. “Sono grato alla Calabria per diversi motivi: perché mi ha dato i geni e perché mi ha dato i maestri, il primo dei quali è stato mio padre che mi ha insegnato il piacere dell’onestà, come Angelo Baldovino, protagonista dell’omonimo testo pirandelliano che soleva ripetere che gli uomini onesti sono come i santi negli affreschi delle Chiese. Questo imprinting mio padre me lo ha dato sin da quando ero in fasce”. Poi Filippo Crea rivolge uno sguardo in platea e saluta il prof.Giuseppe Plastina, notissimo ed apprezzato cardiologo cosentino e il suo professore di matematica che è venuto a vederlo. “La conoscenza – sottolinea – è un albero fragile e piccolo che ha bisogno di essere innaffiato. I miei maestri lo hanno innaffiato con intelligenza e sapienza e quest’albero è cresciuto”. Poi, un pensiero rivolto alla scuola. “La scuola attuale sta soffrendo – dice- . Le fondamenta di un popolo civile sono nella scuola”. Quindi elenca un altro motivo della sua gratitudine. “Sono, inoltre, grato alla mia terra perché mi ha trasmesso la passione per la medicina”.

E racconta un significativo aneddoto di quando era bambino. “Mio nonno aveva un bar nel centro di Fuscaldo e, si sa, nei paesi i bar sono come il centro dell’universo con tutto il campionario di varia umanità che vi si raduna. Ed è in quel bar che mi è nata la curiosità per l’uomo. La medicina non è altro che un bellissimo viaggio intorno all’uomo. Quei caratteri umani che ho incontrato nel bar di mio nonno mi hanno affascinato e sono andato avanti per la mia strada. Chi ha contribuito a segnarmi è stato anche Giovanni Spadafora, il medico di famiglia, un grande medico che mi ha fatto capire qual è la medicina più importante: lo stesso medico. Il professionista che non sa questo, parte male. A 18 anni ho preso la decisione di diventare medico e sono partito, con la piena approvazione della mia famiglia”.

Subito dopo Filippo Crea invita tutti i calabresi, politici in testa, “a darsi una mossa per far arrivare la facoltà di Medicina all’Università della Calabria”, progetto per il quale si era speso in prima persona e per lungo tempo. “E’ un peccato – dice – far partire i talenti che qui nascono ogni giorno”. E ricorda il suo maestro Attilio Maseri, oggi ottantenne, che continua a vedere ed al quale ha esternato la sua soddisfazione per il riconoscimento tributatogli dalla città di Cosenza, mentre è sul punto di partire per l’Università di Harvard dove terrà una lettura sulle cause dell’infarto. Racconta ancora dei battibecchi affettuosi con Luca Cordero di Montezemolo al quale ha sempre detto che il lavoro più bello del mondo è quello del clinico, anziché dell’imprenditore. Applica ai suoi pazienti il metodo induttivo adoperato nella giallistica da Sir Arthur Conan Doyle e da Agatha Christie per venire a capo dei casi più intricati. “Quando ho davanti a me un paziente – confessa – prima lo ascolto, poi lo visito, raccolgo gli indizi, proprio come si fa nei gialli, e, infine arrivo al colpevole, diagnosticando la patologia di cui soffre. E’ il metodo del detective che deve seguire il medico, anche perché ogni paziente è diverso dall’altro.” Avviandosi alla chiusura si ritiene “un uomo fortunato, perché ho realizzato i miei sogni. Ho curato oltre al Papa, un Premio Nobel e un Premio Oscar”. Ma non ne rivela il nome, trincerandosi giustamente dietro il segreto professionale. “Sto in minima parte contribuendo a creare la medicina del domani e sono fiero di poter trasferire le mie conoscenze ai giovani, come in una sorta di passaggio delle consegne” e come dimostra, con una punta di orgoglio, il numero di cardiologi (100) formati, due dei quali sono diventati ordinari negli Stati Uniti.

Tra gli altri intervenuti il consigliere Mimmo Frammartino che ha insistito sulla “necessità di portare avanti la Calabria dei ritorni e, non delle partenze che ci hanno afflitto tantissimo”, il consigliere Francesco Perri per il quale “il prof.Crea è tra le tante figure ospitate in commissione cultura, il gioiello più bello della nostra collezione” e, inoltre, il consigliere regionale Orlandino Greco che ha portato il saluto del Presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, l’on.Pierino Rende, il Sindaco di Mendicino Antonio Palermo e quello di Castrolibero Giovanni Greco e il cardiologo Pietro Niccoli.

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ALTRE NEWS – CORRISPONDENZE E MESSAGGI
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[ LA RIVISTA – NUOVO NUMERO ]

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Subject: “Italiani” n. 169: Perfino Jovanotti
Date: Sun, 21 Jun 2015 11:59:07 +0200
From: archifress@tiscali.it
To: associazioneazimut@tiscali.it

 
   
Massimo Iaquinangelo
21 giugno alle ore 14.17
 
La Biblioteca Vaticana digitalizza i manoscritti di Dante – Roma – Repubblica.it

roma.repubblica.it
La Biblioteca Apostolica Vaticana metterà online e a disposizione di tutti i manoscritti di Dante Al…
 
   
Massimo Iaquinangelo
21 giugno alle ore 8.54
 
Vasilis Vasilikos: “La Grecia potrebbe entrare nell’area rublo”

m.ilgiornale.it
La crisi della Grecia continua ad allrmare i mercati. Gli economisti provano ad azzardare gli scenar…
 
Ornella Zagami ti ha invitato a mettere “Mi piace” a Cuib Evita Pèron San Giovanni La Punta Catania
page_profile_picture Cuib Evita Pèron San Giovanni La Punta CataniaOrganizzazione no profitPiace a Ornella Zagami.
Una Pagina che ti piace sta cambiando nome.
“Circolocentogiovani Roma” diventerà “Onestà Sovranità Legalità a Roma
 
Facebook Logo Nuovi “Mi piace” per Associazione Azimut
Ciao Ferruccio Massimo,
A Rosario Annunziata piace Associazione Azimut.
   
Massimo Iaquinangelo
23 giugno alle ore 6.43
 
Portalelavoro.com

http://www.portalelavoro.com
ATM apre le selezioni in molti settori 23/06/2015 – Nata nel 1931, l’Azienda Trasporti Milanesi è un…
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[in questo numero-tra le tante notizie-anche il fuorisacco;per leggere tutto vedi:oltre-dopo la locandina redazionale fine servizio]
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IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE – A PRESTO !
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
 
IL FUORISACCO
 
Augura buon compleanno a Flavio Boccia
 
Martedì 23 giugno
 
Flavio Boccia
 
 
 
IL FUORISACCO
Ilia Olivieri ha condiviso un link.
Le mie parole sono sassi precisi aguzzi pronti da scagliare su facce vulnerabili e indifese sono nuvole sospese gonfie di sottointesi che accendono negli occ…
YOUTUBE.COM
 
IL FUORISACCO

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IL GRANDE BUSINESS – CON BUONA PACE DEGLI ACCOGLIENTI…..

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Droni e sensori olfattivi, il dramma dei migranti diventa un business
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Droni e sensori olfattivi, come il dramma dei migranti diventa un business

L’Europa non bada e spese per vigilare sui propri confini. Sia con l’utilizzo di sistemi tradizionali, sia con lo studio e la sperimentazione di nuove sofisticate tecnologie

 
 
 
 
 
 

 

di G.M.B.
FINE SERVIZIOLo scorso anno – secondo i dati di Eurostat – circa 625 mila persone hanno chiesto asilo in uno dei 28 Paesi dell’Unione europea, il 44 per cento in più rispetto all’anno precedente. Gli arrivi sono cresciuti, come sempre accade, in coincidenza con l’aggravarsi delle crisi internazionali. E si ha avuta una nuova conferma del fatto che gli ostacoli di vario genere che vengono frapposti tra l’Occidente e i percorsi dei migranti hanno ben poca efficacia. Chi fugge da una guerra non bada alle difficoltà e ai pericoli: pensa soprattutto a scappare. Anche quando sa benissimo di mettere a rischio la propria vita.Ma l’Europa non bada e spese per vigilare sui propri confini. Sia con l’utilizzo di sistemi tradizionali, sia con lo studio e la sperimentazione di nuove sofisticate tecnologie. I costi della “sorveglianza”, infatti, sono enormi. L’agenzia europea per il controllo delle frontiere-Frontex – dal 2004 a oggi è costata oltre un miliardo di euro. E altri 225 milioni sono stati spesi dal 2002 al 2013 in progetti di Ricerca sulla sicurezza. Mentre, per i soli centri di coordinamento delle informazioni, Eurosur, (il programma dedicato al confine meridionale del Continente), dal 2011 è costato oltre 200 milioni.Questi e altri dati sul “business della sorveglianza” emergono dall’inchiesta The migrant files, condotta dallo stesso team internazionale di giornalisti che lo scorso anno diffuse il bilancio più aggiornato sul numero dei migranti morti durante la traversata del Mediterraneo.Esiste dal 2003 (fu istituito dalla Commissione europea) – spiegano gli autori dell’inchiesta – un gruppo di ricerca sulla sicurezza, ma dalla sua nascita si è riunito solo due volte. Ciò non ha impedito all’Unione europea e All’Agenzia spaziale europea di finanziare svariati progetti per la difesa dei confini, per un totale appunto di 225 milioni di euro. Il team di giornalisti ne ha esaminati 39 imbattendosi in nomi suggestivi (Mariss, Limes, Dolphin) e in tecnologie raffinatissime. Per esempio “sensori olfattivi” per individuare più facilmente la presenza di esseri umani ai valichi, robot terrestri, droni. Non esistono ancora notizie sulla loro efficacia e praticabilità, si sa però che la difesa della “Fortezza Europa” è un business che coinvolge aziende del calibro di Airbus e Finmeccanica. La prima è risultata presente in dieci, la seconda in sedici dei 39 progetti.Le cifra di Frontex e quelle relative agli investimenti sulla ricerca, tuttavia diventano poca cosa se messe a confronto con gli 11,3 miliardi che a partire dal 2000 sono stati spesi per i respingimenti. Con un problema ulteriore, molto serio. Il team di giornalisti investigativi mette sotto accusa il sistema Eurodac, quello che consente di comparare le impronte digitali e, per esempio, verificare che un migrante è stato registrato in Italia anche se al momento dell’identificazione – con l’obiettivo di aggirare il regolamento di Dublino- aveva dato un nome falso. L’accusa è pesantissima: i giornalisti affermano che in almeno dieci casi Eurodac ha sbagliato e ha determinato il rimpatrio di persone che risiedevano regolarmente. Ma non solo: un dipendente di un’azienda che produce i macchinari per scansionare e confrontare le impronte digitali ha affermato (sotto la garanzia dell’anonimato), che ogni scanner programmato per produrre un certo numero di rapporti falsi.La ricerca isola e analizza anche le spese fatte dai singoli Paesi. L’Italia, quanto a investimento per la sicurezza, ha nella sua contabilità i diciassette milioni erogati a partire dal 2011 per sostenere gli interventi anti-immigrazione della Libia. 
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