DEBITO KILLER GRECIA ULTIMO ATTO ? ADESSO A CHI TOCCA ? E ALTRE NOTIZIE


DEBITO KILLER GRECIA ULTIMO ATTO ? ADESSO A CHI TOCCA ? E ALTRE NOTIZIE [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 17,07.’17 ]

PER UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !

   
 
  Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
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DEBITO KILLER GRECIA ULTIMO ATTO ? ADESSO A CHI TOCCA ? E ALTRE NOTIZIE [ “AZIMUT-NEWSLETTER” :17.07.’17 ]
 
 
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la democrazia è nata in Grecia ed in Grecia, a partire da oggi, la democrazia ha, per decreto parlamentare, cessato di esistere. Tsipras ha smaccatamente tradito la volontà popolare consumando un vero e proprio colpo di stato e condannando il suo popolo alla catastrofe economica. i banksters sentitamente ringraziano

 
C’E’ SEMPRE CHI VINCE E CHI PERDE  MA E’ LA CAPORETTO DEL POPOLO GRECO
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[ TRATTO DAL WEB – LINK ]
gioivedì, 16 luiglio 2015
 
 
Economia.

Dall’Eurogruppo via libera a terzo salvataggio: soggetto ad approvazioni Parlamenti entro fine settimana. Draghi: “Liquidità a Grecia aumentata di 900 mln”. Il parlamento greco approva il piano, ma Syriza si spacca. Tsipras difende con forza la sua scelta. Scontri ad Atene (FOTO). Molti stranieri tra arrestati, tra cui un italiano  LO SPECIALE.

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DOPO LA GRECIA LA TEMPESTA ( COSA C’E’ NEI PIANI DELLA TROIKA ?)
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MILLY – SI FA MA NON SI DICE – STUDIO UNO – YouTube 

03 giu 2010 – Caricato da Milly Carla Mignone

MILLY – SI FA MA NON SI DICE – STUDIO UNO. … MILLY -SI FA MA NON SI DICE – STUDIO UNO …

Si fà, ma non si dice – Italia Sempre 

italiasempre.com/verita/sifamanonsidice1.htm

Musica Italiana – ‘Si fà, ma non si dice’ – Canta Milly & Achille Millo.

Si fà, ma non si dice, si fà, ma non si dice e chi l’ha fatto tace, lo nega e fà il mendace e non ti dice mai la verità.
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…..Si fà, ma non si dice,…..
Risultati immagini per la mitraglietta
Arturo Stenio Vuono [ tratto dall’ultimo editoriale – Arturo Stenio Vuono – presidente “Azimut”]
“…………….Tutto ciò detto, l’idea che, dopo la Grecia laboratorio, la tempesta, prima o poi, investa le nazioni del sud Europa, non ci sembra peregrina; sarà vicina ? o lontana? Non si può dire ma vi sarà e, per quanto riguarda l’Italia, proviamo a darne una sintetica motivazione. ( . . . ) e non a caso il comandante Padoan che, per i suoi trascorsi – bene intendendosi di Grecia -, ripete che siamo sulla strada giusta. Certo che sì, su quella del default – senza il default – che colpisce i cittadini, le loro famiglie e attività; e con il combinato disposto della garanzia per la cupola e quella per il rimborso ai creditori. Un vero capolavoro, a partire dal 2011, con la nota lettera delle direttive – Bce, che si porterà a compimento, con l’ultima tappa – entro il 2018 -, della grande spoliazione. Un capolavoro per la macchina mangiasoldi del più becero statalismo, senza socialità, e fatto in favore del pachiderma, sterile ed impotente, di Bruxelles ovvero dell’Ue – l’Unione ( sovietica ) Europea – che ha ucciso il primato della politica e supportato, per servile funzione, l’egemonia dei proconsoli del dinero e delle consorterie di interessi , apolide, anonime.  Dopo la Grecia, la tempesta.Arriverà, purtroppo. E saranno, per noi,dolori.”
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foto di Dimissioni e tutti a casa.
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DEBITO KILLER
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IN PRIMA PAGINA – SUL “ROMA” – E SEGUE A PAG.47 

Abbattere la fabbrica che ipoteca il futuro

Opinionista:

Vincenzo Nardiello

C’è una fabbrica che in Italia non conosce crisi. Non conosce austerity. Non conosce freni. È una fabbrica che ogni giorno impegna i nostri soldi e i nostri averi. Senza chiederci neanche il permesso, ovviamente. Stiamo parlando della fabbrica del debito. La stessa che ha portato la Grecia al punto in cui è finita. In piena crisi ad Atene, Bankitalia ha diffuso l’ultimo, drammatico dato sul nostro debito pubblico: a maggio 2.218,2 miliardi. Un nuovo record, la montagna in un solo mese è cresciuta di altri 23,4 miliardi. Vuol dire che Renzi sta continuando ad impegnare il futuro nostro e dei nostri figli esattamente come e più dei suoi predecessori. Appena un mese fa il ministro dell’Economia – uno a cui la galoppata del debito dovrebbe togliere il sonno – ha avuto l’ardire di affermare che « questa del record del debito è una cosa veramente noiosa. Per definizione il debito aumenta ». L’annoiato ministro aggiungeva che « c’è in generale una struttura istituzionale della zona euro decisamente migliore ». Le parole di Padoan non erano una barzelletta raccontata a uso dei creduloni, ma il disvelamento di cosa il Governo pensa davvero. Il debito continua a crescere, ma l’Esecutivo è convinto che non ci sia alcun problema perché conta sullo scudo della Bce di Draghi. Dunque la fabbrica del debito continuerà a lavorare a pieno ritmo. Balle. Non solo non è scritto da nessuna parte che il debito debba aumentare « per definizione », non solo è una zavorra per il nostro Pil, ma questa impostazione è tipica di Paesi – come la Grecia – abituati a cullarsi nell’idea che più sarà grande il debito accumulato più dovranno essere i creditori ad accollarsi l’onere di tagliarlo, visto che il debitore non sarà in grado di ripagarlo. Per non dire del fatto che il Qe della Bce non durerà all’infinito. Fesserie colossali. Chiacchiere degne di un Varoufakis. Tagliare il debito dovrebbe essere la priorità delle priorità. Anzitutto perché potremmo ridurre la mostruosa spesa per interessi, investendo risorse preziose per la crescita; ma soprattutto perché un debito più sostenibile terrebbe l’Italia maggiormente al riparo da attacchi speculativi. L’impostazione di palazzo Chigi, invece, rifiuta l’idea che debito voglia dire asservimento. Che fare? Decidere una grande operazione per ridurre questo macigno che grava sulla crescita e ci rende più vulnerabili degli altri alle crisi. Prima che ce la imponga la Merkel. Le proposte sono note. A iniziare dalla finanziarizzazione del patrimonio immobiliare statale e locale. Ma la sinistra di Renzi e Padoan non lo farà mai. Altrimenti come si fa a dare case ad affitto minimo a politici e amici? È necessaria una grande battaglia antistatalista e antidebito. Subito. Ne va del nostro futuro.  

Sul < Roma >> – PRIMO PIANO – a intera pag. n.7
Gli indizi, le prove, le minacce:
chi vuole destabilizzare l’Italia
di Vincenzo Nardiello

NAPOLI. Qui si fa peccato di sicuro. È impossibile non pensare male. L’Italia vive una successione di eventi che, collegati o meno che siano, danno i brividi. Il guaio (per noi poveri mortali, ovvio) è che nel mezzo di questa tempesta Renzi, invece che nei panni del nocchiero, appare sempre più in quelli del naufrago; un apprendista stregone che ha innescato un gioco poi rivelatosi più grande di lui. E che ora rischia di ritorcerglisi contro. Negli ultimi giorni i segnali di un possibile effetto boomerang si sono moltiplicati. – tempismo perfetto – Andiamo con ordine. Il giornale che avete tra le mani fu tra i pochi a sollevare dubbi e interrogativi sugli accadimenti che portarono il fu rottamatore a Palazzo Chigi. Una vicenda che apparve fin dall’inizio opaca, non spiegata fino in fondo, come a protezione di un non detto che fosse politicamente scomodo.Più ancora del cambio senza voto popolare, a destare non poche perplessità fu il mutamento repentino – consumato in poco più di 48 ore – dell’atteggiamento nei confronti del governo Letta nei palazzi che davvero contano della politica italiana. Bene. Anzi, male. Non sembra un caso, infatti, che le intercettazioni del premier pubblicate da Il Fatto Quotidiano riguardino proprio il periodo d’incubazione del passaggio Renzi-Letta a palazzo Chigi e citino Napolitano, all’epoca supremo arbitro di quella contesa politica. Con incredibile tempismo, inoltre, le frasi “rubate” a Renzi sono uscite circa 48 ore dopo la funambolica ricostruzione della caduta di un altro Governo, quello di Prodi, anche questa – ma tu guarda la coincidenza – effettuata proprio per via giudiziaria e che è costata la condanna di Berlusconi a Napoli. È vero, per fare una prova due indizi non bastano. Ce ne vogliono almeno tre. Il problema, però, è che qui di indizi ce ne sono a iosa. – gli indizi –Nell’arco di pochi giorni, Renzi ha incassato vari colpi: 1) la conclusione (per ora) ultramiliardaria della crisi greca per l’Italia non promette nulla di buono; 2) Confindustria, dopo aver tirato a lungo la volata al Governo, negli ultimi giorni ha sferrato un attacco tanto improvviso quanto difficilmente spiegabile; 3) in una parte dell’estabilishment economico che conta, quello che ha i maggiori legami a livello internazionale, avanza l’idea che l’Esecutivo si vada via via consumando, bollendo sulla graticola dei suoi errori, soprattutto in politica economica ed estera. Al punto che vi sono imprenditori (Della Valle docet) che ne chiedono al Quirinale apertamente la sostituzione; 4) della magistratura in parte si è già detto; 5) nello scacchiere europeo l’irrilevanza è la cifra dell’azione del nostro Esecutivo (basta vedere come abbiamo condotto la trattativa sulla Grecia, un po’ con la Germania e un po’ con la Francia, giusto per assicurarci di scontentare entrambi); 6) con la gestione della crisi di Atene la Merkel ha inviato un segnale chiaro a tutti, in primis all’Italia: domani potrebbe toccare anche a voi.Si potrebbe continuare, ma per ora fermiamoci qui. – i punti fermi – In questo regno del caos, dove tutto si muove in maniera imprevedibile e disordinata, due sono i punti fermi per l’Italia: 1) l’impossibilità di votare in tempi relativamente brevi, visto che fino a quando non diverrà legge il nuovo Senato dovremmo andare alle urne con l’impazzimento di leggi elettorali diverse per le due Camere; 2) la debolezza dei nostri conti pubblici che, anche per colpa delle cose non fatte dall’attuale Governo (leggi taglio di spese, debito e tasse), restano esposti ai pericoli di attacchi speculativi.In questo scenario non occorrono piromani esperti per appiccare l’incendio. Basta una scintilla qualsiasi. Magari provocata in maniera involontaria e in uno scenario apparentemente lontano. In quest’ottica la bolla cinese, l’offensiva dell’Isis e l’instabilità nordafricana non appaiono variabili di poco conto. – tre domande facili – Intendiamoci, nessuno sostiene che tutti questi fatti siano frutto di un medesimo disegno preordinato, né che l’Italia sia vittima di chissà quale complotto, ma essi concorrono oggettivamente ad amplificare il rischio destabilizzazione che circonda palazzo Chigi e del quale l’Esecutivo stesso è in parte responsabile.D’altra parte, il messaggio recapitato dalle intercettazioni pubblicate è chiaro: Renzi era controllato già prima di diventare presidente del Consiglio. Domandine innocenti: che altro avrà detto il premier sul conto di alleati e nemici? Su quali e quanti nomi avrà sbroccato in libertà al telefono quand’era ancora “solo” segretario del Pd e sindaco di Firenze? Ed è soltanto un’infelice coincidenza il fatto che proprio adesso hanno preso a circolare voci – fantapolitica che pare fatta apposta per esercitare pressioni – sull’ipotesi di un nuovo cambio di governo? – i puntelli di renzi. – Dalla sua Renzi ha tre fattori: l’alleanza con Marchionne che gli garantisce una sponda con il presidente Usa, Obama; il sostegno di Mattarella, che di fatto lui ha eletto, e infine, cosa più importante di tutte, l’assenza di un leader in grado di unire il campo avverso. Tutte cose vere. Per adesso. Eh sì, perché Marchionne è un businessman ed è molto attento ai cambiamenti del vento: se avvertisse un mutamento di clima c’è da scommettere che difficilmente si sacrificherebbe per l’amico Matteo. Quanto a Obama, resterà alla Casa Bianca solo un altro anno, e quando sarà chiaro che la sua eredità sarà costituita dall’aver contribuito in maniera determinante a scatenare il caos globale, state pur certi che essergli stato “amico” smetterà d’essere un titolo di merito.Resta Mattarella. Il Presidente della Repubblica è uomo leale. Allo stato è lui l’argine più solido sul quale il premier può contare. Ma va ricordato che anche Letta aveva il pieno e incondizionato sostegno di Napolitano. Poi in poche ore Renzi gli strappò la campanella di mano in una gelida scenetta che ha già fatto storia. Per quanto riguarda la mancanza di un leader nel centrodestra, infine, si tratta di una condizione che nessuno è in grado di dire quanto durerà, ma tutti fin d’ora sanno che è destinata a finire. Fallita l’operazione di fagocitare i voti berlusconiani, prima o poi Renzi si potrebbe trovare un competitor agguerrito. – la reazione –
A riprova del fatto che non si tratta di vaneggiamenti, lo stesso premier ha avvertito la pericolosità del quadro. E negli ultimi giorni ha reagito come il leone che si accorge di essere stato catturato quando la gabbia si è già chiusa: dimenandosi disperatamente. Da un lato sta accelerando l’“operazione Verdini”, una manovra che ricorda i peggiori rituali trasformisti, volta a sottrarre a Berlusconi dei parlamentari per puntellare la maggioranza, rimpiazzando così le defezioni nel suo stesso partito; dall’altro ha lasciato trapelare di essere pronto a tutto, finanche ad un clamoroso colpo di teatro come abolire l’Imu sulla prima casa. Naturalmente senza dire con quali soldi, visto che tra poco si dovranno reperire oltre 16 miliardi solo per evitare che aumentino Iva e accise, mentre un altro miliardo e mezzo servirà per i contratti dei dipendenti pubblici dopo la sentenza della Consulta. Alla fine c’è chi dice che potrebbero essere oltre 25 i miliardi che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dovrà trovare con la legge di Stabilità. Senza contare che dovremo tirare fuori altri denari per l’ennesimo salvataggio greco. Vedremo, ma si tratta di mosse che – se sbagliate – rivelano su quale spiaggia (pericolosamente vicina all’ultima) lo stesso Renzi è consapevole di potersi arenare. –caos destabilizzazione –Con debito e spesa pubblica che continuano a salire e sofferenze bancarie al livello di guardia, è difficile dire in che direzione evolverà la crisi di casa nostra. Ma che ci siano tutte le condizioni per destabilizzare l’Italia, beh, questo appare addirittura evidenteÈ in questo contesto magmatico e dall’incerta evoluzione che si stagliano le intercettazioni uscite sul conto del premier. E magari le altre che potrebbero ancora uscire. Sarà bene ricordare che dal ’92 ad oggi tutti i rivolgimenti politici in Italia hanno visto come testa d’ariete ben determinate inchieste giudiziarie. Con il loro strascico d’intercettazioni e più o meno interessate “manine” internazionali. Non tranquillizza neanche il fatto che le frasi del premier date in pasto all’opinione pubblica siano penalmente non rilevanti. Un’altra costante, com’è noto, della storia giudiziaria da Mani Pulite ad oggi.

Occhio, a volte ritornano.

 
[ TRATTI DAL << ROMA ( il GIORNALE di NAPOLI” ) >> – giovedì, 16 Luglio 2015 ]
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L’ULTIMA VARIABILE INDIPENDENTE – L’ULTIMO PREMIER ELETTO – L’ULTIMO RESISTENTE
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[ TRATTO DAL WEB – LINK ]
Nelle notizie
 

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi (fotogramma) ROMA – Li carica con un’arringa.Berlusconi: “Se mi condannano, spero che facciata la rivoluzione” 

La Stampa – 17 ore fa

Berlusconi ai suoi: «Folle rottamare Fi». «Italicum subirà cambiamenti» – Corriere.it 

Corriere della Sera – 18 ore fa

Altre notizie su berlusconi

“AZIMUT” – IN PARTE INASCOLTATI…MA INSISTIAMO…

DAL NOSTRO SERVIZIO IN RETE : 

PARLA BERLUSCONI (IL MATTINO) – “AZIMUT”: LA DERIVA LIBERTICIDA DEL REGIME E I “TRANSFUGHI DI DESTRA” CHE FAN DA SPONDA

[REPETITA IUVANT–DA ARCHIVIO AZIMUT ONLINE : 25.11.2013 ]

L’APPELLO –  APPELLO A SILVIO : “TIRATI FUORI”
L’ITALIA NE HA BISOGNO ! ! !“PINUCCIO” NON AVREBBE, ULTERIORMENTE, ESITATO AD < ANDARE OLTRE > !
 
Egregio Presidente Silvio Berlusconi,
LA “CASTA”, NEI < PALAZZI >, NONOSTANTE LA TUA DISPONIBILITA’ – CARO PRESIDENTE – DELLA COSIDDETTA “VITUPERATA PANCIA DEL PAESE”, DI CERTO, NON NE VUOL SAPERE PROPRIO NULLA. PER LA SALVEZZA DELLA NAZIONE : DA QUESTO GOVERNO, DA QUESTA EUROPA, DA QUESTO EURO, TIRATI FUORI ! PERCHE’, UNA VOLTA TANTO, NON FARE COME GIA’ FECERO GLI < ANGLI > : “EUROPEI – CON STERLINA”….. ( “PERFIDA ALBIONE”, DOCET ). 
L’ITALIA NE HA BISOGNO ! ! !
Berlusconi: "La Convenzione è tempo perso, lavori il Parlamento"
[ LE CONTINUE VERITA’ SU SILVIO BERLUSCONI – LEGGI L’ULTIMA ]

“Berlusconi fu costretto a dimettersi da capo del governo perché voleva uscire dall’euro”: lo conferma il presidente dell’Istat tedesco

di Giacomo Galanti

(L’Huffington Post) – Clamoroso: Silvio Berlusconi aveva avviato le trattative in sede europea per uscire dalla moneta unica. A rivelarlo è Hans-Werner Sinn, presidente dell’istituto di ricerca congiunturale tedesco, Ifo-Institut, durante il convegno economico “Fuehrungstreffen Wirtschaft 2013″ organizzato a Berlino dal quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”. Quella di Sinn è una voce autorevole, tanto che potremmo paragonare l’istituto da lui presieduto all’italiano Istat . “Sappiamo – ha detto Sinn – che, nell’autunno 2011, l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha avviato trattative per far uscire l’Italia dall’Euro”.Intervenendo in un dibattito dedicato alla crisi europea e agli effetti sui paesi meridionali dell’eurozona, Sinn ha aggiunto di “non sapere per quanto ancora l’Italia ce la farà a restare nell’Unione Europea: l’industria nel nord del paese sta morendo, i fallimenti delle imprese sono ormai alle stelle e la produzione industriale è in continuo calo”. La possibilità di un’uscita, forzata o voluta, “è sempre concreta per Francia, Grecia e Italia”, ha detto ancora il presidente di Ifo-Institut, sottolineando che, in ogni caso, il salvataggio di due paesi come la Francia e l’Italia, con un ammontare di crediti in percentuale del pil pari a quelli concessi alla Grecia, “ci costerebbe qualcosa come 4.500 miliardi di euro”.Ma tornando a quell’autunno di due anni fa, se il tentativo di Berlusconi di uscire dall’Euro c’è stato veramente, di certo non gli portò fortuna. È proprio in quel frangente che per l’ultimo governo guidato del Cavaliere tutto cominciò a precipitare. Lo spread iniziò a salire, già dall’estate, arrivando a toccare vette allarmanti e l’economia del Paese andava verso il collasso. L’esecutivo era sempre più logoro, tanto che l’11 novembre del 2011 il Cavaliere rassegnò le dimissioni. Fu quella l’anticamera della nascita del governo tecnico presieduto dall’ex commissario europeo Mario Monti.C’è chi poi, in questi passaggi concitati, ha visto un complotto ai danni dell’allora premier. Non una persona qualunque, dato che stiamo parlando di Lorenzo Bini Smaghi, ex membro della Bce, la Banca centrale europea. In un suo recente libro intitolato “Morire di austerità” (editrice Il Mulino), l’economista spiega come “la minaccia di uscita dall’Euro non sembra una strategia negoziale vantaggiosa (…). Non è un caso che le dimissioni (…) di Berlusconi siano avvenute dopo che l’ipotesi di uscita dall’Euro era stata ventilata in colloqui privati con i governi di altri paesi”.

http://m.huffpost.com/it/entry/4322353?utm_hp_ref=italy

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OPPORTUNISMO – CINISMO – ARROGANZA E TRASFORMISMO….
[ tanto da guadagnarsi un salvacondotto sino al 2018…. ]
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Parlano i nuovi «Responsabili» « Silvio è finito Andiamo tutti con Verdini » . Intervista al Sen. D’Anna pubblicata sul quotidiano “Il Tempo” 15.07.2015

Siamo Ricostruttori non Rottamatori. Siamo Liberali no Statalisti!!
VINCENZODANNA.IT
Per leggere tutto – clicca. Se fosse vero il teorema, ad usum delfini, del personaggio già potremmo considerare l’intervista così : maramaldo – uccidi un’uomo morto; ma a ben vedere le cose non stanno proprio così; Silvio Berlusconi non è morto, Renzi non durerà a lungo e coloro che hanno agito, e agiscono, per conservarsi il cadreghino, come sempre, finiranno con ignominia.
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IL NOSTRO SUD – A NAPOLI
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Gianluca Cantalamessa e Mariano Falcone sono stati taggati in un post.
Una cinquantina di manifestanti aderenti ai centri sociali ed ai collettivi studenteschi ha tentato di impedire la conferenza stampa del neonato comitato provinciale partenopeo di Noi con Salvini, costola centro meridionale della Lega Nord.
FASCINAZIONE.INFO
Per leggere la notizia – clicca. Tutto quello che si muove al sud può considerarsi positivo; cosa utile, a nostro avviso, che costituisce una ricerca per la nuova resistenza che in futuro colpirà i nostrani proconsoli del dinero e i livreaserventi degli ueisti e dei lurchi. Nel meridione, come la storia insegna, l’opposizione – prima ai francesi e poi ai piemontesi – fu globale e popolare. C’è da sperare…..
 
 

Napolincanto – Canto dei Sanfedisti – YouTube

30 giu 2010 – Caricato da PasqualinaNives

A tutti i patrioti, definiti per spregio “lazzaroni”, che lottarono e morirono per Dio, la Patria e il Re contro …

Napolincanto – Libertà (Brigante se more) – YouTube

30 giu 2010 – Caricato da PasqualinaNives

Napolincanto – Libertà (Brigante se more) …. E nel finale, la bestemmia è contro la falsa libertà dei ..

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Caos migranti: scontri e manganellate alla periferia Nord di Roma © ANSA
Lazio.

LE FOTO – Gli agenti caricano e forzano il blocco contro l’arrivo di extracomunitari. Cassonetti e balle di paglia dati alle fiamme. Caos anche nel Trevigiano: Sindaco Quinto, migranti via entro ser

[ tratto dal web – link – vedi : sopra ]
 
I SUICIDATI DAL SISTEMA DI POTERE ( PER FORTUNA, NELLA SFORTUNA, UNO SI SALVA )
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[ da messaggio “postato” su facebook ]
( . . . )  il video di Tommaso Longobardi.

DI QUESTI POVERI NESSUNO ORAMAI NE PARLA…ORA CI SI RIEMPIE LA BOCCA DI SOLIDARIETÀ SOLO PER GLI IMMIGRATI CLANDESTINI ..forse perché sono diventati un business o solo perché tutti ne parlano e nessuno realmente se ne interessa..

87.946 visualizzazioni
“Ho visto un siciliano piangere. Suo padre voleva darsi fuoco”
Un video toccante, che fa venire il groppo alla gola, da guardare e fare guardare. In Italia storie così accadono ogni giorno, nell’ indifferenza dei politici ed anche di molti cittadini…
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DA ROMA – GIANCARLO LEHNER
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: vite parallele, Bergoglio e El Chapo
Date: Wed, 15 Jul 2015 13:38:46 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Crea sconcerto che il narcotrafficante non pentito Joaquin El Chapo Guzman sia scappato dal carcere.  Crea disgusto, in Terra e non solo, che Jorge Mario Bergoglio, falce, martello e spinello di coca, rimanga, non pentito, dentro la Chiesa.
 
Giancarlo Lehner
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ULTIME – NOSTRE – E.MAIL ANTEPRIMA DI WEB
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 
 
GRECIA EGITTO E ALTRE NEWS ARTICOLI VINCENZO NARDIELLO ( IL “ROMA” ) – [ “AZ.”-13.07.’15 ]
 
 
NON SOLO GRECIA  FINANZA GLOBALE TECNOCRATI E SERVENTI ANCHE IN ITALIA [ “AZIMUT NEWSLETTER” : MARTEDI’, 14 LUGLIO 2015 ]
 
 
QUEL 14 LUGLIO 1970 REGGIO DI CALABRIA PRIMA RIVOLTA “IDENTITARIA” D’EUROPA [ “AZIMUT-NEWSLETTER” – 14 LUGLIO 2015 ]
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MILITANTI PARTENOPEI DELLA DESTRA CHE CI LASCIANO
NON DIMENTICHIAMOLI !
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[ da messaggio “postato” su facebook  ]

NICOLA RUOTOLO.DETTO NICOL O PAZZ.QUANTI RICORDI.CHE LA TERRA TI SIA LIEVE AMICO E CAMERATA.SEZIONE SAN FERDINANDO,MSI NAPOLI FINE ANNI 70

foto di Salvatore Lezzi.
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DALLE CALABRIE – COSENZA
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[ da messaggi “postati” su facebook ]
 
Stenio Vuono ha aggiunto delle foto all’album COSENZA E IL FASCISMO.
"Mussolini a Cosenza, 30 marzo 1939 in alto a destra l'Ospedale"
"Mussolini a Cosenza, 30 marzo 1939 con Tommaso Arnoni"
"Cosenza da sinistra Tommaso Arnoni, Badoglio, Michele Bianchi"
"Cosenza  Carlo Scorza"
"Corso Umberto anni 30"
+29

——– Original Message ——–

Subject: Cosenza
Date: Mon, 13 Jul 2015 10:01:59 +0000 (UTC)
From: stenio vuono <stevu48@yahoo.it>
To: “Arturo S. Vuono” <associazioneazimut@tiscali.it>


1935…giovane italiane su Corso Telesio
 
[ foto visionabile – tra breve – in rete ]
1935...giovane italiane su Corso Telesio
 
 Esattamente 2 anni fa

In alto mare col mio figlioccio Emoticon smile

foto di Sandro Fabiano.
[ da messaggi “postati” su facebook ]
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A 100 ANNI DALL’ENTRATA DELL’ITALIA NELLA GRANDE GUERRA E DELLA LEGGENDA DEL PIAVE 
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IN ESCLUSIVA – PROSSIMAMENTE – SU “AZIMUT”
 
Risultati immagini per soldati italiani grande guerra sul piave Risultati immagini per 'o surdato nnammurato
 
LA GRANDE GUERRA – L’ALTRA STORIA DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO  –  [ “AZ.” – LUGLIO 2015 ]

foto di Ilia Olivieri. [ “AZIMUT – ARCHIVIO ] NELLA FOTO : COSENZA – MAGGIO 2015 – OLIVIERI GIANCARLATONIO CON UNA DELLE SUE FIGLIOLE ( ILIA )
“L’ALTRA STORIA” – CON L’ INTRODUZIONE DELL’AUTORE – E A  PUNTATE
 
 
[….SI CELEBRA COSI’-VEDI:SOTTO-MA C’E’ L’ALTRA STORIA…..]
 

4 novembre 1918 : bollettino della vittoria. – YouTube 

04 nov 2013 – Caricato da Il nascondiglio del diavolo

“I resti di quello che fu uno dei piu’ potenti eserciti del mondo risalgono in … generale Armando Diaz 

Bollettino della Vittoria

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

 testo

« Comando Supremo, 4 novembre 1918, ore 12

La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.


La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una czeco slovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita.


La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d’Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l’irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.


Nella pianura, S.A.R. il Duca d’Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.


L’Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza dei primi giorni e nell’inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.


I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.


Il capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Diaz »

Il Piave mormorava (con testo) – YouTube 

14 mag 2009 – Caricato da Francesco Lampasi

Testo della versione completa: Il Piave mormorava calmo e placido al … “La leggenda del Piave” by …

La Canzone del Piave – YouTube 

03 nov 2010 – Caricato da 93theonlyone

La leggenda del Piave, meglio conosciuta come la canzone del Piave, è una delle più celebri canzoni …

 

Massimo Ranieri – ‘O Surdato ‘Nnammurato HD – YouTube 

05 giu 2012 – Caricato da LaMiaBellaNAPOLI

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Massimo Ranieri ‘O Surdato ‘Nnammurato – YouTube 

12 feb 2013 – Caricato da Massimo Ranieri

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ALTRE NEWS – CORRISPONDENZE – MESSAGGI
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 [ da messaggi “postati” su facebook ]
La Città di Camelot
 
   
   
 
 
   
Bruno Esposito
17 luglio alle ore 8.46
 
L_attacco al cuore della Terra.pdf
 

—— Original Message ——–

Subject: Fwd: CIVG Informa N° 69
Date: Tue, 14 Jul 2015 12:45:45 +0200
From: “info@civg.it” <info@civg.it>
To: CIVG <info@civg.it>


 
 [ da messaggi “postati” su facebook ]

    Manifestazione del Mis contro Mis Equitalia a Caserta
 
   
   
 
 
   
Raffaele Bruno
15 luglio alle ore 17.23
 
COMUNICATO STAMPA
IL SEGRETARIO NAZIONALE DEL MOVIMENTO IDEA SOCIALE RAFFAELE BRUNO E GIUSEPPE CUCCURULLO PROTESTANO FUORI ALLA SEDE DI EQUITALIA A CASERTA!
Mercoledì 22 luglio, alle ore 11,00, fuori alla sede di Equitalia di Caserta, in via Lamberti, (zona ex Saint), avrà luogo una conferenza stampa del Segretario Nazionale del Movimento Idea Sociale Raffaele Bruno e del Federale di Caserta Giuseppe Cuccurullo, con volantinaggio, megafonaggio, esposizione di tabelloni e striscioni di protesta, per chiedere la chiusura immediata di Equitalia e un’amnistia fiscale per tutti i cittadini italiani.
LA STAMPA E’ INVITATA!
 
 
 
    Associazione culturale universitaria “NEW POLITIK”
 
   
   
 
 
   
Massimo Iaquinangelo
16 luglio alle ore 14.40
 
Servizi Civile Nazionale – indetto un bando straordinario per la selezione di complessivi 985 volontari da avviare al servizio nell’anno 2015.
Portalelavoro.com

http://www.portalelavoro.com
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE: bando di selezione per 985 volontari 16/07/2015 – GENERALITA’È indetto un…

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IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE – A PRESTO !

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“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli 
Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379
E.mail: an.arenella@libero.it (segreteria)-massimovuono@libero.it (ufficio stampa)
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
 

FINE SERVIZIO

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