2 FIABE PER ADULTI E 1 APOLOGO DELLA SPOLIAZIONE SUL GRANDE IMBROGLIO E LA TRUFFA DEL DEBITO


2 FIABE PER ADULTI E 1 APOLOGO DELLA SPOLIAZIONE SUL GRANDE IMBROGLIO E LA TRUFFA DEL DEBITO [ “AZ.” NEWS – 20.07.’16 ]

   
 
  Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
associazioneazimut@tiscali.it – azimutassociazione@libero.it
anteprima di web
 
IN COPERTINA
 
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CAMPA CAVALLO CHE L’ERBA CRESCE…..BUFFONE ! ! !
 
[ da messaggioi”postato” su facebook ]
foto di Arresta  il Sistema.
“…Interventi a tutto tondo nel giro dei prossimi tre anni, dal fisco alle pensioni. Tagli delle tasse per 45 miliardi per una riduzione fiscale in cinque anni: un intervento senza precedenti nella storia repubblicana. Sono alcuni dei punti del premier Renzi all’assemblea del Pd a Milano, ad Expo. Annunci che hanno fatto insorgere l’opposizione, scettica. “Se faremo le riforme nel 2016 elimineremo noi, perché gli altri hanno fatto la finta, la tassa sulla prima casa, l’Imu agricola e sugli imbullonati. Nel 2017 ci sarà un intervento Ires e Irap e nel 2018 interventi sugli scaglioni Irpef e sulle pensioni”. Lo ha annunciato Matteo Renzi all’assemblea del Pd all’Expo, anticipando una “rivoluzione copernicana” per la riduzione delle tasse…..” [ tratto dal web ]
“AZ.” – Lo sciagurato premier, non eletto, a capo dell’esecutivo ch’è sostenuto dai 130 peones abusivi alla Camera e dai 35 puttani al senato; sarà ricordato come il  leader del più alto debito mai raggiunto, della disoccupazione montante e della povertà dilagante, della tassazione esorbitante;altro che renzispot e renziscoop, renzie – fonzie -, questo re travicello e questa testa di turco, il giovin signore della sinistra, ci porta allo sfascio. CALCI NEL DERETANO A MATTEO IL BARONETTO E NON SUICIDATEVI – RIBELLATEVI ! ! !
 
MEMENTO
 
Massimo Iaquinangelo
21 luglio alle ore 10.15
 
21 luglio 1975 Al congresso della Dc Aldo Moro denuncia l’arroganza del potere

http://www.ilmessaggero.it
A Roma, si svolge il consiglio nazionale della Democrazia cristiana che prende atto del malessere se…
foto di Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com.

MAURO SENTINELLI, IL MEGA-PENSIONATO DA OLTRE 90.000€ AL MESE…

“La pensione più alta d’Italia? Quella di Mauro Sentinelli”
http://www.nocensura.com/…/la-pensi

Altro…

 

 
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[ “AZ.” NEWS – 20.07.’16 ]
 
Risultati immagini per dollari e euro
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TRATTO DA STAMPALIBERA
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La vicenda greca spiegata ad un bambino 

Medici Alberto | 17-07-2015 Categoria: Economia Stampa

C’era una volta una regione remota, con sette reami e sette re, riuniti in una confederazione; esisteva anche il mago Drag che aveva raggiunto un accordo con tutti i re e forniva loro il denaro che gli serviva per i loro reami. Funzionava così: lui gli stampava il denaro, e loro dovevano impegnarsi a restituirlo con un interesse. Ad esempio, se gli prestava 100 milioni di dragoni, loro dovevano restituirgliene 105.

E dove li trovavano gli altri 5?

Semplice, se ne facevano prestare altri, sempre dal mago Drag. Ma questo non è tutto, il bello deve ancora venire. Eh già, perchè al mago Drag alcuni re non stavano simpatici, e gli chiedeva un interesse più alto. Così, ad alcuni, che erano suoi amici, chiedeva un interesse più basso, anche soltanto l’uno per cento; ad altri molto più alto, fino al 15 e oltre.

Come funzionava in concreto? Per avere i soldi, i re dovevano stampare dei pezzi di carta con scritto “pagherò“che diventavano dei titoli utli alla riscossione.

Ma se potevano stanmpare questi pezzi di carta con scritto “Pagherò”, tanto valeva che si stampassero il denaro direttamente, no? Così non avrebbero dovuto indebitarsi col Mago Drag!

Questa è una bella domanda. Ma non lo facevano, e nessuno sa il perchè. Un mistero che si perde nella notte dei tempi. Ma il bello viene qui. Il Re di Greconia, il paese che stava più antipatico al mago Drag (forse perchè lì si viveva bene, c’era il male, il sole, le isole, la gente non affannava troppo; non come in Tomania, dove il tempo era grigio, e la gente lavaorava sempre, e non si divertiva mai) doveva emettere questi pagherò con degli interessi altissimi, oltre al 15%; e sai chi li comprava? Prorpio i cittadini di Tomania, che si facevano prestare i soldi a costi irrisori e guadagnavano moltissimo, praticamente senza fare nulla, solo dalla differenza dei tassi (si chiama spread, ma lasciamo stare).

Ma non avevi detto che i cittadini di Tomiania erano grandi lavoratori? E perchè volevano guadagnare facendo i finanzieri?

Anche questo, lo ignoro. Forse avevano trovato un modo per fare i soldi senza lavorare e, sotto sotto, non sarebbe dispiaciuto neanche a loro lavorare un po’ meno e godersi la vita un po’ di più. Ma insomma, quando il re di Greconia si rese conto che tutti i soldi che gli venivano prestati andavano nelle tasche dei cittadini di Tomania che incassavano la differenza di tassi (lo spread), e che, nonostante il loro debito aumentasse sempre di più la popolazione stava sempre peggio, cominciò a dichiarare di non poter pagare. Apriti Cielo!!! Il mago Drag andò su tutte le furie, dichiarò che non si poteva ammettere che il regno di Greconia uscisse dalla confederazione, e decise di prestare nuovi soldi, a condizione che gli abitanti di greconia diventassero più bravi, facessero meno vacanze e lavorassero di più.

Non capisco però una cosa, anzi due. La prima: perchè i cittadini di Greconia accettarono le condizioni? Non potevano rifiutarle ed uscire dalla cofederazione?

Sì, in effetti era quello che avevano deciso, con un referendum. Ma il re di Greconia pensò di infischiarsene del suo popolo, e di seguire gli ordini del mago Drag.

La seconda: perchè mago Drag, che odiava Greconia, fece tanto casino per tenerla nella confederazione?

Semplice: come avrebbe potuto, altrimenti, continuare il giochetto in cui, apparentemente, lui era buono perchè forniva prestiti, ma in realtà tutti i soldi che gli dava finivano nelle tasche dei suoi amici di Tomania? In secondo luogo, in questo modo riusì ad imporre delle condizioni al popolo di Greconia che nessuno, neanche il re di Greconia stesso, avrebbe mai approvato. Era in qualche modo il vero padrone di tutta la confederazione.

Ma questa favola non finisce con “e tutti vissero felici e contenti” !!!

Non è ancora finita, non è ancora fnita…

 
 
 
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IL GATTO, LA VOLPE E IL TOPOLINO
Redazione | 17-07-2015 Categoria: Società Stampa

Le opinioni eretiche

di

di Michele Rallo

 

http://www.ereticamente.net/

Se dovessi raffigurare i protagonisti della politica internazionale nelle vesti dei personaggi delle vecchie fiabe, non avrei dubbi: Obama lo identificherei con il Gatto della favola di Pinocchio, Angela Merkel con la Volpe (sempre di collodiana memoria), e Tsipras – indovinate un po’? – con il Topolino che compare qua e là in tante storielle, senza tuttavia ottenere mai un ruolo di un qualche prestigio.

Eppure il buon Alexis era riuscito ad apparire per un momento come un personaggio di primo piano, aveva ruggito come il Leone di una favola di Esopo, e aveva fatto sognare il Paese delle Meraviglie (l’Unione Europea) con il suo referendum-sfida. Poi, però – probabilmente in sèguito ad una telefonata gattesca – aveva licenziato Alice-Varuffakis e aveva ingoiato il Rospo: un Rospo assai brutto, neanche travestito da Principe Azzurro come nella fiaba dei Fratelli Grimm. Contrordine, compagni – avrebbe celiato Guareschi – abbiamo scherzato.

Non che ci fosse da attendersi chissà quali epocali cambiamenti da quel referendum. Sarebbe finito a tarallucci e vino, come avevo scritto in chiusura dell’articolo della settimana scorsa. Ma un po’ di dignità si, quella me la sarei aspettata dal Topolino greco. E invece no. La controproposta ellenica è l’accettazione pressoché totale della proposta dei cosiddetti creditori, e non si capisce – a questo punto – perché il leader di Syriza abbia perso tanto tempo per dire un semplice “si”. Così come – rovescio della medaglia – non si capisce perché la Volpe germanica insista per un patriottico “no”, considerato che il Topolino ha ceduto su tutta la linea. O, meglio, lo si potrebbe capire soltanto se, per un attimo, si ponesse mente a ciò che Germania e Grecia realmente rappresentano – in questo momento – sulla scena europea: il più solido e potente Paese della ricca Europa settentrionale e, rispettivamente, il più spiantato e squattrinato Paese dell’Europa meridionale; ovvero, i campioni di due entità “regionali” diversissime tra loro, incompatibili, inconciliabili, con interessi economici apertamente confliggenti.

La colpa di quanto sta avvenendo, dunque, non è del “sistema” tedesco né di quello ellenico, bensì di quell’allegra brigata di “geni della finanza” che nel 1992, varando questa incredibile Unione Europea, pensò bene di ficcarvi dentro, alla rinfusa, l’opulenta Europa teutonico-scandinava e la più modesta Europa latino-mediterranea, per tacere di un ipotizzato “allargamento ad est” rivelatosi poi – e non avrebbe potuto essere diversamente – un clamoroso fallimento. Che Berlino ed Atene non avessero nulla in comune lo capiva anche un bambino; che i banchieri di Lussemburgo non avessero interessi coincidenti con quelli dei pastori dei Balcani, idem. Eppure, ci hanno costretti (anche truccando i conti di qualche Paese) a stare insieme in 28, a rispettare le stesse regole, ad adeguarci agli stessi “parametri”, ad obbedire alle stesse “direttive”. Roba da manicomio. E gli effetti non hanno tardato a manifestarsi, come ben sappiamo noi Italiani.

Perché tutto ciò? Semplice: per lo stesso motivo per cui, fra qualche giorno, Grecia e “debitori” saranno costretti a trovare un’intesa. Perché questo è l’interesse degli Stati Uniti d’America: oggi, a tenere la Grecia dentro l’UE; ieri a favorire la creazione dell’€uro. Lo ribadisce, ancora in questi giorni, uno fra i più brillanti blogger italiani, Marcello Foa: «Obama non può permettere il “grexit” perché il progetto dell’euro è fondamentale per la Casa Bianca, che lo ha sempre sostenuto dietro le quinte. Anzi, come è emerso dalla pubblicazione di alcuni documenti desecretati della CIA e del Dipartimento di Stato, lo ha ispirato e guidato sin dall’inizio per il tramite dei padri fondatori del progetto europeo.»

La Volpe tedesca, invece, benché attenta a non irritare il Gatto nero, ha altri interessi. Vuole affermare il modello di una “sua” Unione Europea e di un “suo” euro, soprattutto nel momento in cui si avvicina l’altro referendum – quello britannico – che potrebbe segnare l’uscita di Londra (che già non fa parte dell’area euro) anche dalla struttura politica dell’Unione Europea. La Germania, inoltre, è fra i Paesi europei quello i cui interessi maggiormente contrastano con l’escalationmilitare che gli USA vogliono imprimere alla crisi con Mosca. La Volpe lo ha ben presente, e il Gatto sa perfettamente che la Volpe non sarebbe l’alleato più fidato nel caso di una guerra anti-russa.

In tutto ciò, il Topolino sembra rientrato disciplinatamente nei ranghi. Ma ha reso comunque un apprezzato servigio ai campioni veri delle battaglie anti-euro ed anti-UE, che già scaldano i muscoli in vista delle prossime scadenze. Ha dimostrato, con il suo pur inutile referendum, che il ricatto della paura può comunque essere battuto – e largamente – nelle urne. Il 61 per cento di “no” greci avranno un peso anche sulle scelte future di altri Paesi europei, sul referendum inglese non meno che sulle presidenziali francesi del 2017.

ULTIMA ORA: Apprendo dai telegiornali i termini del diktat (arrogante, umiliante, cattivo) imposto dalla Merkel e accettato supinamente da Tsipras. Dire vergognoso è dire poco. È una rappresaglia da guerra di conquista, sullo stile di quelle che, in epoca medioevale, s’imponevano ai Paesi vinti per impedire che potessero mai più risollevarsi. Ed è, al tempo stesso, un avvertimento mafioso alle altre Nazioni: non provate a ribellarvi, perché fareste la fine della Grecia. Nonostante tutto, però, sono convinto che il meccanismo dell’usura internazionale abbia i giorni contati. E a fare giustizia, democraticamente, con il voto, saranno proprio i popoli ricattati. Appuntamento al 1917, con il popolo inglese e con il popolo francese.

 

 
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IL MACIGNO AL COLLO
Redazione | 15-07-2015 Categoria: Società Stampa

Di Fabio Calabrese

Questa volta comincerò raccontandovi un breve apologo.

C’era una volta un uomo che era caduto nelle mani dei suoi nemici. Questi gli legarono al collo un grosso macigno e lo buttarono in acqua. Mentre annaspava nel disperato tentativo di rimanere a galla, l’uomo cercava di sciogliersi dal collo la corda che lo legava al macigno.

Allora, i suoi carnefici gli dissero:

“Ma come? Proprio ora che hai difficoltà a rimanere a galla, vuoi toglierti il salvagente?”

Il nome dell’uomo potrebbe essere Grecia ma anche Italia, o quello di uno qualsiasi dei Paesi che sono entrati nella trappola dell’eurozona. Il nome del macigno, invece lo conosciamo bene: si chiama euro.

Sicuramente, nessuno di noi ha alcun motivo di compiacersi delle recenti vicende della Grecia, semmai occorre notare la profonda incoerenza e vigliaccheria del governo di sinistra retto dal premier Tsipras. Questi ha portato il suo partito, Syriza, da partitino marginale alla sinistra del Pasok, il partito socialista ellenico a maggioranza di governo, promettendo fuoco e fiamme, di liberare i Greci dalla trappola in cui gli euro-usurai li hanno messi, e poi, alla prova dei fatti, non ha avuto nemmeno il coraggio di respingere l’ennesimo piano “di salvataggio” proposto dagli usurai di Bruxelles, ma ha affidato la cosa a un referendum popolare, tanto per lavarsene le mani, mentre il ministro dell’economia Varoufakis non ha aspettato neppure l’esito del referendum per annunciare le proprie dimissioni “per facilitare la ripresa dei negoziati”, come dire, aggiungere al danno la beffa, oltre che una vistosa fuga dalle responsabilità.

Però non preoccupatevi, a Bruxelles faranno di tutto perché la Grecia rimanga nell’euro. Se un Paese dell’eurozona uscisse dalla trappola della moneta unica, ripristinasse la moneta nazionale, e la sua economia cominciasse a riprendersi, questa sarebbe l’eventualità più temuta dagli eurocrati che faranno di tutto per scongiurarla, potrebbe mettere fine all’ipnosi che tiene tutti incatenati all’euro come galline affascinate da un serpente.

Io credo che non possiamo non tenere d’occhio anche la situazione italiana. Cosa significano realmente le “rassicuranti” affermazioni del “nostro” premier Matteo Renzi, che possiamo stare tranquilli perché l’Italia “ha fatto le riforme”. Un Paese che si sta progressivamente de-industrializzando, le cui aziende sempre più chiudono o sono vendute all’estero e passano di proprietà di Paesi extraeuropei, dove la disoccupazione giovanile è al 46% e l’imposizione fiscale ha raggiunto il 53% (oltre la metà del reddito), dove i contratti non sono rinnovati, i salari non sono adeguati all’inflazione e la famiglie hanno difficoltà sempre maggiori ad arrivare alla fine del mese, può stare tranquillo?

Ma cerchiamo di capire cosa sono queste famose riforme che secondo il nostro premier giocattolo dovrebbero costituire la nostra salvaguardia. A prima vista, sembra un discorso delirante: in che modo le privatizzazioni, lo sfaldamento del patrimonio pubblico, lo smantellamento dello stato sociale, la diminuzione delle garanzie per i lavoratori avvenuta con il job’s act, o addirittura l’introduzione di un principio di privatizzazione dell’istruzione con la riforma della scuola, potrebbero impedire la necrotizzazione del nostro tessuto industriale e lo scivolamento della nostra economia nel Terzo Mondo, questo non è dato di sapere, ma in tutto ciò c’è una logica sia pure aberrante, “vi è del metodo in questa follia”.

A spiegarcelo è stato il predecessore dell’attuale premier, Mario Monti, rispetto al quale Renzi si pone in una linea di assoluta continuità, in un incauto e troppo esplicito discorso tenuto alla LUISS il 22 febbraio 2011:

“Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile e conclamata.

Abbiamo bisogno delle crisi per fare passi avanti, ma quando una crisi sparisce, rimane un sedimento perché si sono messe in opera istituzioni, leggi, ecc… per cui non è pienamente reversibile”.

In poche parole, cessioni progressive di sovranità nazionale, e/o privatizzazioni (che in definitiva è la stessa cosa, perché questa “Europa” è l’Europa del grande capitale privato) in cambio di un momentaneo allentamento dello strangolamento economico.

In pratica, la (momentanea) tranquillità che ci assicura Renzi non è quella di chi vive nella legalità, ma quella di chi ha appena pagato il pizzo alla criminalità, magari senza accorgersi che gli è stato sottratto dalla tasca.

Con Monti, Letta e Renzi, l’Italia ha prontamente ceduto a tutti i ricatti “dell’Europa”.

In questi giorni mi è capitato di sentire commenti di diverse persone esprimenti il desiderio di avere anche noi un referendum analogo a quello greco, in modo che anche gli Italiani possano esprimersi sul loro destino, sull’euro e sulla UE, in modo da essere trattati per una volta come cittadini invece che sudditi di serie B. E’ un desiderio estremamente legittimo, ma purtroppo inattuabile, e coloro che lo formulano dimostrano di non conoscere le leggi che governano il nostro Bel Paese.

Sebbene sembra che siano davvero in pochi a saperlo, la “nostra” costituzione, “la più bella del mondo” secondo le sinistre, PROIBISCE che i trattati internazionali possano essere oggetto di consultazione referendaria. E’ una storia molto interessante, che vale la pena di rievocare brevemente. Quando la “nostra” costituzione è stata redatta, non era ancora stato firmato il Trattato di Pace. All’epoca, la sconfitta italiana, forse ancor più di quella tedesca e giapponese nel secondo conflitto mondiale, era netta e incontrovertibile, anzi, eravamo crollati due anni prima dei nostri alleati, ma bisogna ricordare che la fine del conflitto aveva segnato anche una profonda frattura tra i vincitori, aprendo di fatto la lunga stagione della Guerra Fredda, e questo avrebbe potuto portare a una revisione del Trattato di Pace, che era stato pesantemente iniquo soprattutto per gli Italiani del Confine Orientale. I “nostri” politici dovevano chiudere a priori la porta a una possibilità simile per dare da subito la dimostrazione di quel servilismo verso le potenze straniere vincitrici del conflitto, che da allora ha sempre caratterizzato la politica italiana.

Questo articolo della costituzione è poi tornato buono in occasione del nostro ingresso nella NATO e poi nella UE, per l’adesione all’Euro e al trattato di Lisbona; in ogni caso sono state decisioni prese passando sulle nostre teste, a cui ci è negato a priori il diritto di replicare.

Per la verità, questa non è la sola trappola inserita nella costituzione “più bella del mondo” per ridurre praticamente a zero quel diritto già più apparente che reale, di decidere del proprio destino che le democrazie fingono di riservare ai loro sedicenti cittadini. Per esempio, vi siete mai chiesti cosa significa l’affermazione contenuta nella “nostra” costituzione, che deputati e senatori sono eletti “senza vincolo di mandato”? Fuori dal tecnicismo giuridico-burocratico, che significa? Significa in realtà una cosa molto semplice: che una volta eletti, onorevoli e senatori non sono tenuti a rispondere ai cittadini del loro operato. Credetemi, lo stato che abbiamo è EATTAMENTE quello disegnato dalla costituzione “più bella del mondo” e che la sinistra vorrebbe immodificabile per l’eternità.

Poiché nei “compagni” la supponenza è sempre pari soltanto all’ignoranza, costoro probabilmente non sanno di essere in conflitto con la stessa Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo approvata dalle Nazioni Unite, che vieta agli stati di dotarsi di costituzioni immodificabili, perché “una generazione non può estendere la propria dittatura sulle altre”, all’infinito per tutto l’avvenire. E che generazione poi! Quella dei “padri costituzionali” forgiati dalla “resistenza”, cioè il tradimento più abietto della nostra storia.

Ma torniamo alla situazione presente e agli usurai eurocrati che stringono in una morsa di ferro l’economia non solo della Grecia ma dell’intera Europa.

Che le crisi possano essere provocate ad arte, è un fatto, è non è nemmeno difficile capire come. Con l’euro, gli stati europei hanno rinunciato alla loro sovranità monetaria cedendola alla BCE, un’istituzione PRIVATA che può creare debito quando e quanto vuole attraverso il meccanismo del signoraggio, ossia facendo pagare loro il valore nominale del denaro che stampa.

Se non fosse tragico, sarebbe addirittura umoristico scoprire, come è avvenuto in questi giorni, che anche noi Italiani condividiamo una fetta non trascurabile di credito verso la Grecia, credito INESIGIBILE s’intende, quando fino a cinque anni fa la Grecia non ci doveva nulla. Il fatto è che, sempre a nostra insaputa, perché i nostri politici non si degnano di informare i cittadini – da BESTIAME quali ci considerano – se ne possono fare a meno, lo stato italiano si è accollato una parte consistente del debito greco NON per aiutare i Greci, ma per salvare le banche francesi e tedesche creditrici della Grecia, perché è ben chiaro che – qualunque cosa succeda- le banche sono quelle che non devono mai rimetterci.

E’ sorprendente la disinvoltura con la quale gli eurocrati fanno ammissioni imbarazzanti, si vede proprio che contano sulla distrazione e la smemoratezza della gente. Dopo le incaute ammissioni di Monti, sentite cosa ha recentemente dichiarato Jacques Attali, banchiere e presidente della “Commissione per la crescita”, di cui fa parte anche Mario Monti:

“Cosa credeva la plebaglia europea? Che l’euro fosse stato creato per la loro felicità?”.

Un’affermazione come questa ci fa capire moltissime cose, potrebbe essere addirittura la chiave di lettura degli ultimi tre secoli di storia europea. Tutte le rivoluzioni “liberali” e “socialiste” che si sono succedute in Europa da quella francese del 1789 (ma forse si può risalire alle due rivoluzioni inglesi del 1640 e 1688), sono state manovrate da chi aveva il preciso scopo di far passare il potere “dai castelli alle banche” (come si disse a proposito della rivoluzione francese del 1830, ma in realtà in questo modo si può rendere in sintesi il significato di una storia plurisecolare), di sostituire la tradizionale aristocrazia del sangue con la rapace oligarchia del denaro, per la quale la gente comune contava solo come utile massa di manovra, ma dei cui diritti e delle cui condizioni di vita, in realtà non importava nulla, e oggi, dopo secoli di “conquiste democratiche” e di “conquiste sociali”, ci presenta un salatissimo conto.

Accanto alla dichiarazione di Attali, si può mettere quella non meno tracotante di quel serpente vestito da donna che risponde al nome di Christine Lagarde: La Grecia deve restituire fino all’ultimo centesimo. E se i bambini greci muoiono di fame, non frega nulla. E certo, non hanno forse il torto di essere bianchi ed europei? Non spetta mica loro il pietismo che si riserva ai bambini africani!

Parlare di un “debito della Grecia” nei confronti di chicchessia in Europa, è una mostruosa ironia. Se appena allarghiamo la nostra considerazione oltre i dati strettamente economici che sono gli unici che interessano a questa Europa di usurai, noi possiamo tranquillamente affermare che l’Europa, ma possiamo dire tutta l’umanità, hanno un debito ENORME nei confronti della Grecia. Cosa mai sarebbe la civiltà Europea senza Omero ed Esiodo, senza Eschilo, Sofocle ed Euripide, senza Leonida, senza Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, senza Fidia e senza Pericle?

Qui sarà bene ribadire un concetto che ho espresso altre volte, ma sul quale è bene essere estremamente chiari. Io ho espresso più volte sulle pagine di “Ereticamente” quello che definirei un patriottismo europeo. Senza per questo sacrificare le loro identità storiche, oggi i popoli del Vecchio Continente hanno più che mai bisogno di unire le forze, di lottare spalla a spalla per contrastare la decadenza imposta loro, la sudditanza al dominio americano, l’americanizzazione e l’impoverimento della nostra cultura, il declino demografico, l’imbastardimento portato dall’immigrazione allogena.

Questo può sembrare in contraddizione con il giudizio estremamente duro che si può dare, che francamente meritano le istituzioni cosiddette europee. In realtà la contraddizione non c’è, la UE non è l’Europa più di quanto un tumore sia la persona che ne è affetta.

I popoli europei devono riprendere in mano il loro destino, e per farlo, è prima di tutto della vampiraglia eurocrate che si devono sbarazzare. Questo vale per i Greci e per tutti noi.

Poco più sopra ho ricordato il debito che l’Europa e il mondo intero hanno nei confronti della Grecia. Di questa eredità, in particolare due esempi devono esserci di ispirazione: il pensiero politico di Platone e la determinazione di Leonida.

 

Pubblicato da Fabio Calabrese il 14 luglio 2015

Fabio Calabrese

 

Nato a Trieste il 12 novembre 1952, coniugato, due figli. Laureato in filosofia, docente di scuola superiore. Scrittore di letteratura fantastica con all’attivo numerose pubblicazioni, tra cui alcune in Gran Bretagna, Polonia, Francia. Studioso di neopaganesimo e di neoceltismo. Attivo da molti anni come opinionista politico dell’Area, ha collaborato con “Rinascita”, “Ciaoeuropa”, “Italia sociale”, “L’uomo libero”, il Centro Studi La Runa e negli ultimi anni soprattutto con “Ereticamente”, dove è una delle firme maggiormente rappresentate.

 
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IL RAZZISMO ANTITALIANI…..
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Profughi di origine Siriana a bordo di un barcone alla deriva © ANSA
redditometro.jpgManovra, pioggia di tasse: su l'Iva, benzina più cara e imposte di bollo in banca. DI' LA TUA
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 “Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono
Che vi piaccia o meno, fatto salvo il doveroso principio del soccorso umanitario ai migranti, è ora che cessi questo vergognoso business dell’accoglienza, con gli annessi e connessi delle corruttele, che viene mantenuto in vita da una vasta consorteria di interessi sulla linea : più ne arrivano, meglio è. Già dire questo basta per essere tacciati di razzismo, a rischio di essere sottoposti a iniziative giudiziarie, e di polizia, se del caso ad essere bastonati se lo si manifesta in piazza. A parte il solito e sterile bla bla bla governativo, non s’impone all’Onu d’intervenire a monte – per competenza – sulle partenze dei rifugiati e darvi sistemazione all’origine, non s’impone a tutti i paesi europei di fare la loro parte secondo le richieste e le preferenze di coloro che arrivano, l’Italia non è più solo approdo e transito; e tutto ciò la dice lunga, i profughi e la loro ospitalità, stanno diventando la prima industria della nazione.Se un nostro cittadino resta senza lavoro, una famiglia senza casa, oppure l’anziano che non può più curarsi e nutrirsi , i giovani senza occupazione, etc., la risposta di prefetti, sindaci e governatori, imposti dall’esecutivo di sinistra alla sistemazione dell’immigrato, risponderanno che non vi sono risorse e disposizioni in materia. Quando c’era la lira queste schifezze non li abbiamo mai viste. Gli italiani vengono lasciati soli. Se questo non è razzismo antitaliani, come chiamarlo ?
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E A PROPOSITO E NON SOLO – GIANCARLO LEHNER ( DA ROMA )
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: il vignettista Giannelli fa pena
Date: Sun, 19 Jul 2015 08:32:31 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Vignettista famoso pubblica vignetta con italiani rientranti dalle vacanze, stupiti nel vedere il loro appartamento occupato da africani. Nulla di strano, né, purtroppo, di insolito, eppure alcuni califfi del pensiero unico buonista protestano, demonizzando l’autore, il quale, invece  di rispondere “Je suis Hebdo”, si giustifica, degradando se stesso e la satira.Il nuovo pensiero unico, dopo quello nazicomunista,  chiama alla resistenza  a colpi di anticonformismo e di sintagmi politicamente scorrettissimi tipo: nel Medio Oriente solo Israele significa civiltà e libertà.
Giannelli mi fa pena.
Giancarlo Lehner
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E A PROPOSITO E NON SOLO VINCENZO MANNELLO(DA CATANIA)
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—-Messaggio originale—-
Da: info@vincenzomannello.it
Data: 20/07/2015 17.49
A:  ( . . . )
Ogg: Scelba,Mancino e strane manovre

Si susseguono in Italia le continue richieste di associazioni e partiti di sinistra   per stroncare in via giudiziaria tutte le manifestazioni di “apologia di fascismo” messe in atto sul territorio nazionale.Tutte…,non quelle “violente” ma qualunque attività esercitata in tal senso con parole,scritti o gesti che inneggino al Fascismo…Si va così dal bar della bergamasca,che espone all’interno foto,bandiere e cimeli vari, ai negozi di souvenir sparsi in tutta Italia….da Predappio a Taormina basta la visione di un busto di gesso del Duce o di un fascio in pietra lavica per far gridare al “lupo nero” qualche atterrito “democratico ed antifascista” !! Tanti,no….se ce ne sono centinaia di miglia di pezzi in giro vuol dire che altrettanti cittadini o stranieri li comprano.Sono Fascisti ?? Sicuramente non tutti…saremmo già al potere,in caso contrario !!Ricordo che,qualche mese fa,un piccolo “balilla” ha rischiato l’espulsione dall’asilo (pubblico)  perché salutava romanamente !!Mentre a giovanotti piú grandicelli è bastato salutare “impropriamente” ,detenere bandiere della Rsi,vessilli e stampati con celtiche ed affini…per finire sotto processo  con l’accusa di apologia del bieco regime….Ricostituzione,no…con questa imputazione si finisce per decenni in galera…ma occorrono “fatti” concreti e (purtroppo) di concretezze in Italia non ce ne sono.Indicati questi brevi e sintetici riferimenti, mi allargo…perché,partendo dalla presenza dei “fascisti” di Casa Pound o di Forza Nuova alle recenti manifestazioni contro i clandestini (o profughi che siano) tenute da cittadini esasperati,si pretende la “estensione” della legge Mancino a chi non subisca passivamente le decisioni del governo. Tradotto…chi si oppone o protesta in piazza “contro” la distribuzione dei migranti decisa da Renzi,Alfano e dai vari Gabrielli rischia di vedersi incriminato per “odio razziale” e (ovviamente) per manifestazione fascista…con prospettiva di lunga condanna.Questo fronte “resistenziale” si salda con la chiesa,i cosiddetti “buonisti” e quasi tutti i media di informazione…quindi una “potenza di fuoco” politica,economica e giudiziaria veramente notevole…e si vede dalle botte che subito hanno preso inermi cittadini che protestavano contro l’arroganza governativa.Finito ? No..,oggi mi dilungo un poco perché ritengo necessario allacciare quanto sopra con questo intervento (scritto il 7 luglio ma non pubblicato) riguardante alcune “strane” celebrazioni.Se il lettore avrà la bontà di leggerlo fino in fondo,troverà il collegamento con quanto esposto sopra…(almeno così mi auguro). 


“Salvatore Novembre,operaio caduto in difesa della democrazia e dei diritti del lavoro”. Così recita la targa che,su perentoria richiesta della Cgil,le istituzioni  catanesi hanno deciso di porre in piazza Stesicoro,a memoria dei tragici fatti del lontano luglio 1960 quando scoppiarono in tutta Italia “spontanee” manifestazioni di protesta per impedire lo svolgimento a Genova del congresso del Msi. Ovvero, un partito legittimamente rappresentato in parlamento (e che appoggiava il governo Tambroni) non avrebbe dovuto tenere la propria assise perché così avevano deciso la Cgil,il Pci,l’Anpi e tutta la sinistra partigiana italiana. Che all’epoca ( tutt’ora ??) fossero in piena funzione le serafiche “volanti rosse”,dispensatrici (in tutto il Nord) della “giustizia proletaria” che abbatté come cani migliaia di vittime innocenti nel dopoguerra,era solo un dettaglio da non considerare. Per rammentarlo correttamente ai lettori : il governo Tambroni giudicò che le proteste violente messe in atto andassero contrastate pure con l’uso delle armi da fuoco e così si ebbero 11 morti e centinaia di feriti tra i manifestanti (i feriti  della polizia non contano mai per comunisti ed affini). Palermo,Reggio Emilia,Licata e Catania furono teatro degli “omicidi da parte di poliziotti drogati e con la bava alla bocca”. Così (relativamente a Reggio Emilia) ho sentito incredibilmente affermare a Zapping (RadioTiranauno) tempo fa (con il concorso pure di Landini). Tanto da arrivare (con la commossa comprensione del conduttore) alla richiesta di incriminare poliziotti e quanti ancora in vita per il massacro.Non so,per tornare a Catania,se si spingeranno fino a tanto i paladini della democrazia catanesi (Bianco compreso).Lo strano rinfocolare queste richieste “resistenziali” (avallate da Renzi,Mattarella fino a Bianco),secondo me,trova spiegazione nel tentativo delle istituzioni di tenersi buone le anime della “sinistra” radicale rispolverando le vecchie glorie del mito partigiano. Invece il tutto non porta ad altro che ad una maggiore confusione ed all’aumento di un clima di odio e di scontro con chi non la pensi come “loro” o,semplicemente,ragioni con la propria testa. Come si può invocare “democrazia” quando si celebra come eroico il voler impedire (pur sapendo che ci sarebbero scappati i morti) ad un partito (allora il Msi) di tenere il proprio congresso ?? E pure rimettere sotto processo poliziotti ,che fecero il proprio dovere 50 anni fa obbedendo agli ordini del governo mi fa sorgere il legittimo dubbio che la sinistra (antagonista e partigiana) si stia preparando a qualche altro bis !! 

Salvini stia attento….

Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

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ALTRE NEWS – CORRISPONDENZE – MESSAGGI
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[ SEGNALAZIONE]

——– Original Message ——–

Subject: “Italiani” n. 171: Comunismo senza Marx
Date: Sun, 19 Jul 2015 06:44:12 +0200
From: archifress@tiscali.it
To: associazioneazimut@tiscali.it

[ DA ROMA ]

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: Pascalistan contro Mariarosaristan
Date: Mon, 20 Jul 2015 07:55:43 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( : . . )


I mass media, dovendo sempre spettegolare su Berlusconi e dintorni, sono arrivati al punto di descrivere un devastante conflitto isterico nel cerchio magico tra Calippo e Califfe. Comunque sia, della presunta batracomiomachia tra Pascalistan e Mariarosaristan, salvo l’effetto nausea, non frega niente a nessuno.
 
Giancarlo Lehner
 
[ DA NAPOLI ]

——– Original Message ——–

Subject: Edenlandia Licenziamenti
Date: Mon, 20 Jul 2015 15:13:41 +0200
From: “Arch. Gaetano Troncone” <tronconestudio@tiscali.it>
To: <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: tronconestudio@tiscali.it


Gentile cittadina/o,

desidero inviarti il link dove potrai leggere/ascoltare il mio intervento a favore dei 54 dipendenti dell’Edenlandia ingiustamente licenziati dalla società che recentemente ha rilevato l’azienda.

Si tratta di una società composta da una cordata d’imprenditori che, dopo aver strappato un vantaggiosissimo contratto di fitto dell’area, non ha rispettato nessuno degli  impegni presi, tra cui quello di iniziare l’attività entro il 21-4-2014, quello di salvaguardare i livelli occupazionali e  di investire per il rilancio dell’ Edenlandia 11.500.000 euro attraverso un piano di sviluppo.

In attesa di conoscere le tue osservazioni e proposte in merito, ti saluto e ti auguro buon lavoro.

http://gaetanotroncone.blogspot.it/2015/07/il-licenziamento-dei-54-dipendenti.html

     

                

Consigliere Comunale Napoli

Arch. Gaetano Troncone

[ DA NAPOLI ]

 
 


—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 19/07/2015 23.55
A: “Associazione culturale \”NEW POLITIK\””<162685761777@groups.facebook.com>
Ogg: [Associazione culturale “NEW POLITIK”] Italia regina del turismo d’estate: batte Francia e Spagna

   
 
    Associazione culturale “NEW POLITIK”
 
   
   
 
 
   
Massimo Iaquinangelo
19 luglio alle ore 23.54
 
Italia regina del turismo d’estate: batte Francia e Spagna

http://www.repubblica.it
Gli stranieri trainano il comparto: crescono dell’1,8% negli ultimi dodici mesi, valgono quasi la me…
 
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A V V I S O
 
Come ogni anno, serve una pausa e un ristoro dalle fatiche quotidiane che ci hanno impegnato e ci impegnano; ai nostri lettori e visitatori, a tutti i nostri contatti, seppure il momento difficile, l’auspicio che possano, ancora, giovarsi di qualche periodo di ferie. Questa odierna e.mail, anteprima di web – nostro servizio tra breve in rete – , segna uno stop feriale; salvo a intervenire con servizi straordinari, se necessario, per fatti importanti; ma non è tutto perchè non vi sarà una vera e propria interruzione. Andrà in rete, in cinque puntate, un lavoro del nostro collaboratore online dalle Calabrie ( l’amico Olivieri Giancarlantonio – da Cosenza ). Di cosa si tratta ? Una dissacrazione della vulgata sui due conflitti mondiali – mettiamo pure in parentesi le note falsità sulla “seconda guerra mondiale, fascista e non sentita” ( delle quali ci siamo più volte occupati ) e parliamo della prima guerra mondiale che dicono, da sempre, “la più sentita e condivisa”…..fu proprio così ! ! ! ? ? ?
AI LETTORI – AI VISITATORI – A TUTTI I NOSTRI CONTATTI
UNA LETTURA PER L’ESTATE – VI ACCOMPAGNERA’ NELLE FERIE
A 100 ANNI DALL’ENTRATA DELL’ITALIA NELLA GRANDE GUERRA E DELLA LEGGENDA DEL PIAVE IN ESCLUSIVA – PROSSIMAMENTE – SU “AZIMUT”
 
Risultati immagini per soldati italiani grande guerra sul piave Risultati immagini per 'o surdato nnammurato
 
LA GRANDE GUERRA – L’ALTRA STORIA DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO  –  [ “AZ.” – LUGLIO 2015 ]

foto di Ilia Olivieri. [ “AZIMUT – ARCHIVIO ] NELLA FOTO : COSENZA – MAGGIO 2015 – OLIVIERI GIANCARLATONIO CON UNA DELLE SUE FIGLIOLE ( ILIA )
 
“L’ALTRA STORIA” – CON L’ INTRODUZIONE DELL’AUTORE – E A  PUNTATE

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“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli 
Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379
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