L’EDICOLA ( “IL SECOLO D’ITALIA” ) E LA CITTA’ DI CAMELOT MEDITERRANEO CIMITERO E SANTA MADRE RUSSIA LA FESTA DI PIEDIGROTTA E ALTRO


L’EDICOLA ( “IL SECOLO D’ITALIA” ) E LA CITTA’ DI CAMELOT MEDITERRANEO CIMITERO E SANTA MADRE RUSSIA LA FESTA DI PIEDIGROTTA E ALTRO [ “AZIMUT-NEWSLETTER”:29.08.’15 ]

L’EDICOLA ( IL “SECOLO D’ITALIA” ) E LA CITTA’ DI CAMELOT MEDITERRANEO CIMITERO E SANTA MADRE RUSSIA LA FESTA DI PIEDIGROTTA E ALTRO [ “AZIMUT-NEWSLETTER”:29.08.’15 ]
   
 
 
 Associazione Culturalsociale “Azimut”
—————————————————————————————————————————————————————————–
IL DUO DELLO SFASCIO ( MATTEO DISPONE E ANGELINO SI ESPONE )
—————————————————————————————————————————————————————————-
IN COPERTINA – Giovedì, 27 Agosto 2015
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Ncd andrà al voto con Renzi: manca solo l’annuncio
DEDICATO AD ALFANO “IL SICULO” ALIAS IL “CARABINIERE ANTITASSE” E “SENTINELLA DI FRONTIERA”
 
 

MA VAFFANCULO – YouTube

15 apr 2010 – Caricato da gianluca74660

+Claudio G. come nel video:A FA LA SPESA MA DA PORTA MAVAFFANCULO SORETE … MA …

———————————————————————————————————————————————————————————
“…dell’indotto cimitero mediterraneo e l’ineluttabile accoglienza…”
———————————————————————————————————————————————————————————
ULTIME DAL WEB
 
———————————————————————————————————————————————————————————
DA ROMA – GIANCARLO LEHNER
L’ecatombe di migranti
———————————————————————————————————————————————————————————

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: i responsabili delle stragi di migranti
Date: Fri, 28 Aug 2015 07:25:29 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


L’ecatombe di migranti va attribuita, in primo luogo, a Sarkozy e ad Obama, autori consapevoli di crimini contro l’umanità e contro l’Europa, quindi, all’Italia imbecille, buonista, obamista e bergoglista, che, prendendoli quasi a domicilio, incoraggia l’emigrazione in massa. Giorno verrà in cui i responsabili della strage a puntate pagheranno tanto scempio. Il fatto di essere soprattutto incoscienti e cretini, a parte Obama, fratello musulmano lucidamente antioccidentale, non li giustifica, essendo, anzi, un’aggravante. 
 
Giancarlo Lehner 
———————————————————————————————————————————————————————————
azimutassociazione@libero.it – associazioneazimut@tiscali.it
“AZIMUT” – NOI ABBIAMO GIA’ SCRITTO
———————————————————————————————————————————————————————————
“…L’esecutivo che ci ritroviamo, figlio d’una sinistra antinazionale, fatto di vassalli e valvassori, di valvassini e macchiette, ci sta portando alla disgregazione.Veramente non se ne può più. Ah, questi italiani – italibani, innamorati dei propri carcerieri, se la bevono – eccome – la versione, tutta zucchero e miele, propinata dalla grancassa mediatica;e che si gingillano a simulare la rivoluzione in rete del grillo; che, insomma, va tutto ben madama la marchesa;che i senza lavoro, senza casa, senza assistenza e senza difesa, perciò, sono l’invenzione della reazione in agguato.Che la gestione, tutta da paese a sovranità limitata, dell’indotto cimitero mediterraneo e dell’ineluttabile accoglienza, che non è roba da ineffabile Onu ed Europa dei lurchi, di yankee,angli e franchi-che l’hanno provocata con le loro primavere-, così è descritta solo dai soliti ed inveterati incalliti, razzisti nostrani. Una propaganda da regime, bugiardo, fatto da miserabili tremebondi, a registro altrui. Sì. Questa è  la vera vergogna degli invertebrati che ci(s)governano.Sempre di più materia, per Lor Signori, da tribunale speciale e da fucilazione alla schiena. Vergogna, tre volte vergogna. Quando li snideremo dal comando ? Coraggio, diamoci una mossa ! Siamo ancora in tempo…” [ tratto dall’ultimo editoriale – a.s.v. ]
———————————————————————————————————————————————————————————
DA NAPOLI – BRUNO ESPOSITO
———————————————————————————————————————————————————————————
La Città di Camelot
—————————————————————————-
STIRPE NON CITTADINANZA: LA FOLLIA DELLO IUS SOLI !
—————————————————————————

Ai ritmi correnti di sviluppo demografico, l’Africa raggiungerà i 2,4 miliardi di popolazione nel 2050: quante centinaia di milioni di queste persone sognano di venire in Europa? Oggi anche il paese forte d’Europa, la Germania, vede crescere la protesta contro gli immigrati, giustificata da numeri incredibili: dopo aver ospitato 174mila presunti rifugiati nel 2014, quest’anno si avvia a riceverne 500mila e sempre di più, a dispetto della limitata superficie e della grande densità di popolazione residente.

I numeri più recenti delineano un processo che potrebbe aver già assunto una propria dinamica impossibile da invertire spontaneamente, perchè appaiono lontanissimi dall’esaurirsi i conflitti in Libia, Siria, Iraq, Afghanistan e Yemen, né offrono alcuna speranza di ripresa le condizioni economiche e sociali disperate in Eritrea, Somalia e Sudan, il terrorismo islamico nel medio oriente e la povertà nell’area sub-sahariana. Pertanto questi flussi si possono arrestare solo con misure protettive drastiche, che risultino dissuasive verso i milioni di disperati che premono al di là del Mediterraneo, perché altrimenti più clandestini riescono ad arrivare oggi in Europa e più ne verranno domani.

Ma proprio sulle reali capacità e volontà europee di intraprendere tali misure, non più rinviabili e oggi, occorre dubitare avendo l’Europa rinunciato a una propria politica estera per sostenere acriticamente quel militarismo americano che ha portato alla distruzione di interi paesi, innescando tutto a carico dell’Europa il meccanismo delle grandi emigrazioni.

Inoltre, l’insipienza delle classi dirigenti europee e della stampa e la paralisi morale di vasti strati dell’opinione pubblica stanno trasformando il vecchio continente in una discarica della disperazione e della criminalità. In questo quadro, l’Italia rappresenta il caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare in soli vent’anni da una condizione di nazione prospera e leader industriale in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo degrado politico istituzionale e della legalità.

Il termometro più indicativo della crisi italiana è lo smantellamento del suo sistema manifatturiero (circa 32.000 aziende sono scomparse), vera peculiarità del made in Italy, che ne faceva prima della crisi il più grande produttore in Europa dopo la Germania. Questa situazione ha le sue radici nella cultura degradata dell’élite politica del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico dell’Italia e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione. Di conseguenza, l’Italia si è rinchiusa in una rete di regole internazionali che rendono impossibile ogni iniziativa autonoma e pregiudicano la sua stessa sopravvivenza come Nazione.

Dal 2011, il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall’ufficio dell’ex Presidente della Repubblica, da burocrati di diversi ministeri chiave e dalla Banca d’Italia. Il loro compito è stato quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell’UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Questo è stato ottenuto emarginando il Parlamento a livelli senza precedenti e aggravando la già grave recessione per sacrificare tutto in nome della stabilità. In questo scenario già di per se fosco s’è inserito il problema dell’immigrazione senza regole.

Anzi, sull’onda di precise scelte ideologiche, s’è imposta una visione del fenomeno rappresentato come una risorsa culturale ed economica, un apporto prezioso di lavoro e di ricchezza.

In verità, secondo dati del Ministero della Giustizia, i detenuti stranieri nel nostro Paese sono circa il 40% del totale (una cifra che denota l’altissima propensione al crimine) ovvero quasi 27.000 individui e, poiché ogni detenuto immigrato in Italia ci costa circa 200€ al giorno, si calcola che la presenza di immigrati, costa agli Italiani, solo per quanto riguarda le carceri, circa 2 miliardi di € l’anno, 20 miliardi di € in un decennio che ci avrebbero permesso di investire in ricerca, sanità e pensioni.

Secondo dati del Ministero della Salute, ogni anno gli immigrati, ci costano, solo per i ricoveri, quindi escludendo il Pronto Soccorso e la fornitura gratuita di farmaci, circa un miliardo di euro, ai quali aggiungere un altro miliardo per i costi delle cure d’emergenza e somministrazione di farmaci. Circa altri 4-5-6 miliardi di euro a seconda dell’anno sfuggono dal sistema economico italiano attraverso le rimesse all’estero degli immigrati. Una emorragia di denaro, che implica un notevole danno al sistema delle imprese e alla attività economica nel suo complesso.

Alle voci precedenti, dobbiamo aggiungere le spese che lo Stato, e quindi noi cittadini, deve sostenere per il sostegno economico agli immigrati che, per il 37% vive al di sotto della soglia di povertà e svolge lavori che, se automatizzati, sarebbero un volano alla ricerca e quindi alla crescita economica. Questa voce si compone di costi quali le Pensioni Sociali, di Invalidità e delle Indennità di disoccupazione: visto che circa il 12% degli immigrati è disoccupato. Tutti sommati, questi capitoli di spesa raggiungono e superano il miliardo di euro annuo. Ci sarebbero altre voci in “negativo” da mettere in evidenza, social card, Mare Nostrum-Triton, costi di Asili Nido e Scuole dove il loro peso è superiore alla loro presenza e che costringe gli italiani a spese supplementari per mandare i figli in asili privati, lo Stipendio dei sedicenti profughi, ma bastano queste per dimostrare, non solo l’inutilità economica della immigrazione, ma anche la sua dannosità.

Questa semplice dimostrazione evidenzia come non vi sia alcun apporto della popolazione immigrata alla società nel suo complesso e come vi sia, invece, una emorragia di ricchezza che ogni anno si perde a causa della loro presenza.

Non è un caso, se l’Italia è un paese meno ricco di quello che era negli anni novanta : se importi “poveri”, ti impoverisci. Ma se questa è la situazione, allora a chi giova l’immigrazione? A chi giova avere in Italia milioni di disperati, con usi, costumi, abitudini, sensibilità e credenze totalmente diverse dalle nostre, che si riversano nelle nostre città? E’ evidente, infatti, che una comunità si regge in primis sulla condivisione della stessa cultura, della medesima storia, della stessa sensibilità, ed è proprio da questa condivisione che nascono le regole (le leggi) della comunità stessa. Quando in una comunità vi sono individui che hanno storie, culture, abitudini e sensibilità diverse, spesso difficilmente conciliabili (basti pensare alla cultura islamica) è normale che si crei una destabilizzazione sociale. Allora è chiaro che l’agevolazione dell’immigrazione, il permissivismo esasperato giova, in primo luogo, alla malavita organizzata che trova in questi disperati manovalanza a basso costo per lo sfruttamento della prostituzione, lo spaccio di stupefacenti, il mercato di organi ovvero gli assassini a pagamento etc… Di sicuro, poi, giova alle associazioni (pseudo)caritatevoli che ricevono fondi e sovvenzioni da parte del governo e di organismi sovranazionali che diventano fonte di lucro per queste associazioni. E infine, giova a tutti quelli che hanno interesse a restringere le libertà dei cittadini per avere un controllo totale su di loro. Se si accetta che arrivino in Italia milioni di disperati senza che si possa garantire loro lavoro regolare e condizioni di vita dignitose, si accetta anche che costoro, per sopravvivere, possano delinquere e più atti di delinquenza (furti, scippi, rapine, stupri, risse) si verificano, più cresce la richiesta di leggi restrittive delle libertà, fatte passare come leggi necessarie per la sicurezza.

Infatti, controllando i popoli, sottomettendoli, manipolando le loro coscienze e i loro cervelli si riesce più facilmente a imporre quel nuovo ordine mondiale che i potentati mondialisti promuovono con l’abbattimento di ogni confine, la scomparsa delle Nazioni, l’annullamento delle tradizioni e il meticciato razziale.

All’Italia, in attuazione del piano di ripopolamento predisposto da molto tempo in sede Onu, è stato imposto di accogliere tutti i clandestini ed i profughi in arrivo dal mare e il governo di sinistra ha prontamente obbedito, anzi ha fatto di più, non si è limitato ad accogliere e a trasbordare dai barconi tutti i migranti in arrivo dall’Africa, ma ha inviato le navi della Marina a prelevarli fino a due miglia dalla costa libica, creando così una sorta di servizio traghetti che ha incentivato ancora di più le partenze e gli imbarchi per l’Italia di centinaia di migliaia di africani, mentre altri milioni aspettano il loro turno, dalla Nigeria al Sudan dall’Etiopia all’Eritrea. Aspettano l’occasione per partire ed imbarcarsi per l’Italia attraverso il “corridoio libico”.

E ora ne vediamo le conseguenze: decine di disperati che in situazioni di emergenza dormono sui cartoni per giorni, accampati dentro le stazioni o nei giardini e che utilizzano la strada come una latrina, alcuni malati di scabbia e di altre malattie infettive; oppure altre migliaia inseriti in alberghi e riforniti di cellulari e confort (mentre tanti italiani vengono tenuti nella miseria senza alcuna assistenza) che pretendono di tutto, che esibiscono parassitismo e arroganza, che hanno fatto impennare l’indice della criminalità, del disagio e degli stupri nel nostro Paese.

Mentre a migliaia continuano a essere sbarcati sulle nostre coste, in giro per il Paese ci sono altre centinaia di clandestini fuggiti dai centri di accoglienza per non farsi identificare, tutti privi di documenti, che vengono respinti da quel nord Europa che non li vuole e che noi non sappiamo rimpatriare.

In questa situazione, la sinistra ha intenzione di porre in campo due provvedimenti criminali, che sarebbero all’origine per il nostro Paese di destabilizzazione sociale e genocidio etnico. In primo luogo, come svela Monica Cerutti, assessore regionale all’immigrazione della Giunta Chiamparino che guida la regione Piemonte, non saranno solo i veri profughi (che del resto sono molto pochi) ad essere accolti nelle città, ma anche i clandestini, cioè coloro che continuano ad arrivare sulle coste italiane anche da Paesi non in guerra e che quindi non hanno diritto alla qualifica di profugo ma sono clandestini a tutti gli effetti.

Leggendo il “Piano regionale per l’accoglienza dei flussi non programmati” – un vero e proprio piano di ripopolamento con africani al posto dei piemontesi – pubblicato sul sito dell’assessore che riprende anche un comunicato stampa diffuso dalla Regione nel quale si dettano le linee per accogliere gli immigrati fino al 2020, si scopre che: “E’ obiettivo della Regione promuovere attraverso gli assessorati competenti e l’Uncem (Unione dei Comuni ed enti Montani) azioni volte a favorire il ripopolamento dei borghi in terreni alpini e più in generale aree soggette a fenomeni di abbandono residenziale coinvolgendo i migranti.”. Insomma, i flussi migratori scatenati volontariamente dai poteri globalisti verranno utilizzati dai servi esecutori di questi stessi poteri, presenti nelle istituzioni nazionali e locali, per favorire la sostituzione etnica del popolo italiano.

In secondo luogo, la sinistra si appresta a varare a settembre l’introduzione dello Jus Soli come criterio di acquisizione della cittadinanza, in sostituzione del vigente criterio dello Jus Sanguinis. Qualora passasse questo sciagurato e criminale progetto, sarebbe sufficiente a chiunque nascere sul suolo italiano per essere automaticamente considerato un cittadino.

E’ facile immaginare, con l’attuale incontrollata situazione degli arrivi, con la sostanziale invasione di oltre 100mila profughi arrivati negli ultimi mesi, con la presenza di migliaia di donne incinte e col rapporto tra la crescita demografica degli africani e quella degli italiani, quale devastante sovversione sociale e quale irrimediabile alterazione etnica lo Jus Soli provocherebbe nel nostro tessuto identitario, nazionale, culturale e razziale.

Per imporre questo progetto criminale, si vogliono abolire tutte le tradizioni che potrebbero creare un argine alla deriva mondialista, tacciando di razzismo tanto più quelle che, essendo giuste e naturali, non potrebbero essere estirpate. Prima fra tutte il possesso del proprio territorio, della propria casa, da parte dei diversi popoli europei, individuando come “stranieri” gli abitanti di un altro territorio.

Neppure i fallimenti delle varie integrazioni europee, da quella inglese a quella francese, rappresentano un monito per chi si rifiuta di vedere e capire. Le sommosse e gli attentati terroristici che hanno colpito le città europee sono opera di immigrati di seconda e terza e perfino quarta generazione, così come lo sono i guerriglieri partiti dall’Europa verso lo Stato islamico. Il folle disegno dei nostri governanti vorrebbe ridurci nelle stesse condizioni di quei Paesi europei che già conoscono il degrado della promiscuità, delle banlieue, i pericoli del terrorismo, l’inquinamento della razza.

Il concetto di diversità che in tal modo, contro qualsiasi evidenza e contro l’uso della ragione e della logica, si vorrebbe abolire, costringendoci con la forza del potere politico e la complicità di giornalisti e intellettuali a fingere che non esistano diversità di lingue, di costumi, di religioni ed eliminando i confini fra Nazioni e Continenti, avrebbe come conseguenza un nuovo assetto sociale in cui nessuno è più “straniero”, né individuo né popolo e non deve essere neppure “visto” come straniero, grazie anche alla demonizzazione dei termini considerati non politicamente corretti.

Invece le razze esistono ed è stupido e ipocrita negarlo. La natura ha provveduto a fornire carnagioni, capelli, struttura ossea adatte al territorio poco soleggiato del Nord così come ha provveduto a quelle adatte al sole del Sud. Il giudizio sulla loro maggiore o minore attrattività dipende esclusivamente dall’uomo, al quale appaiono di solito più accettabili le cose che gli somigliano perché le riconosce, gli sono più familiari, le sente più “sue”. E di fatto sono più sue, come i figli somigliano ai genitori, i parenti si somigliano fra loro, i membri di un popolo pure. Sono simili, pur in un’immensa varietà, anche le caratteristiche psichiche, intellettuali e di carattere dei membri di un popolo. Ed è altrettanto chiaro e naturale che si trovi più facilmente qualche motivo di scusa in una famiglia per i reati commessi dai propri parenti così come si trova più facilmente in un popolo per i reati commessi dai propri connazionali, piuttosto che per gli stranieri.

È giusto che sia così, salvo che si vogliano distruggere tutti i legami che hanno costruito fino ad oggi le parentele, i gruppi, i popoli, per cadere nel vuoto di una universalità senza volto e senza nome, questa sì razzista, anzi animalesca, in quanto affidata alla biologia e alla sola identità di specie. L’identità, invece, è ciò che siamo per indole, eredità, storia e mentalità, frutto della natura e della cultura sedimentata nei secoli, il dna di una civiltà più l’esperienza che si è stratificata nel tempo. L’identità è la discendenza, l’origine di una famiglia o di un individuo o anche di un gruppo etnico, di un intero popolo, è la stirpe dei latini, cioè il tronco, il ceppo. L’identità non è un fattore inerte, fossilizzato, che si può acquisire con un semplice timbro su un documento, come avviene con la cittadinanza, ma si accompagna a un processo che chiamiamo “tradizione”, ove si trasmettono e si selezionano nel corso del tempo, di generazione in generazione, conoscenze, patrimoni, esperienze di vita e retaggi di sangue e sarebbe folle cancellare la propria identità, ritenendola un ostacolo e una chiusura. Invece un’identità ci vuole per affrontare chi è differente da noi, per essere aperti sia al confronto che al conflitto. Perciò, se accetteremo l’imposizione dello Jus Soli, si materializzerà la minaccia del leader algerino Boumedienne che nel 1974 si rivolse all’Onu affermando: «Presto irromperemo nell’emisfero del nord. E non vi irromperemo da amici, no. Vi irromperemo per conquistarvi. E vi conquisteremo popolando i vostri territori coi nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria».

Questa è l’ultima occasione che ci resta per dimostrare che aveva torto.

Enrico Marino

Pubblicato da Ereticamente il 27 agosto 2015

———————————————————————————————————————————————————————————
DA CATANIA – VINCENZO MANNELLO
Tre “cartoline dalla Sicilia”
———————————————————————————————————————————————————————————
—-Messaggio originale—-
Da: info@vincenzomannello.it
Data: 27/08/2015 10.13
A:    ( . . . )

Ogg: mare sporco,treni e Ct-Sr…tre “cartoline dalla Sicilia”


Tre passaggi,su La Sicilia di giorno 25,hanno catturato la mia attenzione relativamente a quanto trattavano gli articoli in cui erano inseriti : “mare sporco a Fondachello”,”Sicilia dallo slow food allo slow train” e “Ct-Sr via ai lavori nelle gallerie buie”. I 70 e passa intossicati dopo un (non certo) salutare bagno in quelle acque avranno appreso con gioia che non è solo il mare di Mascali ad avere problemi ma “tutto il litorale ionico”,ovvero per circa 180 km di costa…!!  Mizzica,a posto siamo…!! Inutile che,vedendo in mare  macchie maleodoranti e ribollenti,raccogliamo ombrellone e sediolina (quando,purtroppo,non restiamo incastrati dall’aver pagato il lido) per spostarci da qualche altra parte…il rischio rimane troppo alto vista l’ampiezza del fronte “inquinamento”. Però il primo cittadino mascalese tiene a ribadire che “il depuratore consortile” funziona perfettamente e che “l’ Asp (Azienda sanitaria provinciale) controlla,da aprile,due volte al mese” il tratto di competenza…stop !! Dico (scrivo) : due volte al mese da aprile ??? Ovvero, 9 o 10 volte ad oggi ??  Luglio ed agosto,con centinaia di miglia di bagnanti in acqua hanno contato su 3-4 controlli di “campioni prelevati” dalla Asp ?? Ecco il dettaglio che mi ha colpito e che pongo alla attenzione dei lettori : può mai essere questo un controllo sufficiente ? Personalmente,recatomi a volte da quelle parti,ho pure avuto timore di bagnarmi visto lo schifo in acqua…sempre,si vede sono stato sfortunato in relazione ai prelievi…Passiamo alle dichiarazioni dell’amministratore di Ferrovie e del ministro Del Rio che hanno celebrato,assieme alla Tav in Italia (leggasi  Nord-Centro),l’importanza del “treno lento”, quello che porta i turisti alla visita del barocco siciliano e della Valle dei Templi…oddio,pensavo si riferisse ai normali collegamenti esistenti tra le città siciliane che turisti ne portano pochissimi ma che,in quanto a lentezza,credo siano tra i primi al mondo !! Dettaglio che gli illustri personaggi non hanno spiegato : ammesso si realizzasse (non ci crederò neppure dall’aldilà) una Tav sicula,davanti allo Stretto si rimarrà in contemplazione o si leviterà per virtù sovrannaturale ?? Terza ed ultima osservazione : l’Anas ha aspettato (senza degnarsi di dare spiegazioni) metà anno per iniziare i lavori di riaccensione delle luci nelle gallerie della Ct-Sr !! La “manutenzione straordinaria” citata ha bisogno di tutti quei corollari previsti dal “protocollo di legalità” ??  Per una somma (1.130.000 euro) la quale,rapportata alla disponibilità in miliardi dell’Anas,sarebbe come cambiare una lampadina in famiglia ?? Allora la dicano tutta : il viadotto Himera lo vedranno nuovamente in piedi i nostri nipoti (forse) e la Rosolini-Gela non vedrà mai la luce…


Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello

queste osservazioni,pubblicate su La Sicilia di ieri,presumo (purtroppo) siano comuni pure a tante regioni,non solo del Sud…

———————————————————————————————————————————————————————————
DA NAPOLI – MASSIMO IAQUINANGELO
La Festa di Piedigrotta
———————————————————————————————————————————————————————————
   
Massimo Iaquinangelo
26 agosto alle ore 21:18
 
Festa di Piedigrotta 2015: il programma completo

http://www.vesuviolive.it
A partire da giovedì 3 settembre avrà inizio una delle feste religiose più antiche di Napoli: la Fes…
 
 
 
 
 
ECCO IL PROGRAMMA COMPLETO
 

A partire da giovedì 3 settembre avrà inizio una delle feste religiose più antiche di Napolila Festa di Piedigrotta.

Quest’anno la ricorrenza, che avrà come tema “Con Maria e con il Creato lodiamo il Signore”, oltre a preghiere, celebrazioni eucaristiche e cortei, prevede una pesca di beneficenza presso il salone della parrocchia ed una mostra fotografica degli “ex voto della seconda guerra mondiale” che si terrà alla cappella del battistero.

La Festa di Piedigrotta sarà inoltre affiancata l’11 settembre dalla XV edizione de“La Notte della Tammorra“ che rientra nel programma di iniziative culturali“Imago Mundi: feste e santi della Città di Napoli”.

Programma completo:

Giovedì 3 settembre
Ore 18,30: Preghiere, Santo Rosario e litanie cantate.
Ore 19,00: Celebrazione eucaristica “Maria Vergine fonte della salvezza”.

Piedigrotta

Venerdì 4 settembre
Ore 19,00: Pellegrinaggio della Parrocchia S. Maria del Buon Consiglio (Posillipo): Culto mariano; confronto-scambio e preghiera del S. Rosario.

Sabato 5 settembre
Ore 6,00: Voce alla Madonna.
Ore 7,00: Preghiere, Santo Rosario e antichi canti.
Ore 8,00: Celebrazione Eucaristica: “S. Maria porta del cielo” e al termine saluto tradizionale alla Madonna di Piedigrotta con volo di uccelli.
Ore 19,30: A S. Maria del Parto: “Jamme a truvà a Maria”.
Ore 20,00: Messa dei pescatori sull’arenile di Mergellina presieduta da Don Franco Bergamin.
Corteo di barche, quindi S. Messa e poi, processione con il quadro della Madonna portato dai 18enni in basilica.

Domenica 6 settembre
Ore 19,00: S. Messa degli artisti animata dal Coro “Libenti Animo” e celebrata dall’Abate Vincenzo de Gregorio.
Ore 22,30: Appuntamento in P.zza Torretta e processione in chiesa per gli “auguri” alla Vergine e Madre di Piedigrotta.
Ore 23,15: Rosario di Piedigrotta.
Ore 24,00: Inno alla Madonna, auguri e scampanio festoso.

Martedì 8 settembre
Ore 12,00: Supplica alla Madonna di Piedigrotta e S. Messa. Presiede Don Ercole Turoldo, Visitatore.
Ore 19,00: Celebrazione per le famiglie presieduta dall’Abate Generale Don Giuseppe Cipolloni.

Giovedì 10 settembre
Ore 21,00: XXXIII EDIZIONE DELLA “SERENATA ALLA MADONNA”: La tradizione religioso-popolare nelle espressioni artistiche napoletane. Fatti, personaggi, leggende.

Sabato 12 settembre
Ore 12,00: Celebrazione eucaristica e affidamento della parrocchia alla Madonna di Piedigrotta.
Ore 17,00: Presso la fontana del Sebeto riunione dei bambini con vestitini di carta.
Ore 18,00: Partenza del corteo verso la basilica.
Ore 19,00: Concelebrazione con i sacerdoti del Decanato presieduta da S. Em. Rev.ma il Cardinale Crescenzo Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli.
Inizio del ministero parrocchiale di Don Franco Bergamin.
Premiazione del “Concorso Piccoli Madonnari”.

Per info: info@madonnadipiedigrotta.it
Per ulteriori informazioni su “La Notte della Tammorra”: 0813425603 – 3388615640 -info@lanottedellatammorra.it – infoeventi@domusars.it

Per esser sempre aggiornato su tutto ciò che succede nella tua città seguici anche su facebook, diventa fan della nostra pagina!



——————————————————————————————————————————————————————————–
NON SOLO LA “BOLLA CINESE”
———————————————————————————————————————————————————————————
EMIDDIO NOVI
Il mondialismo e la turbofinanza stanno morendo della loro avidità. Per 20 anni un migliaio di delinquenti fiancheggiati da mercenari nei sistemi mediatici, a capo di grandi Paesi come gli Stati Uniti e la Germania, nelle università e negli snodi di gestione e controllo della politica e dell’economia si sono impossessati della ricchezza del mondo. Lo hanno fatto in molti casi con la complicità delle banche centrali che invece di difendere i popoli hanno assecondato chi li derubava e voleva schiavizzarli. Non è affatto vero che la crisi di questi giorni vede come protagonisti i risparmiatori e i loro sudati gruzzoli parcheggiati nelle banche o investiti nelle Borse, vere e proprie centrali malavitose dove si tosano le greggi dei risparmiatori e si specula. Il male oscuro della nostra economia è provocato dall’avidita’ della turbofinanza: le banche centrali per uscire dalla cristi del 2007-2008 hanno stampato soldi a gogo’. Soprattutto gli americani.
Ma anche la morigerata e austera Bce. Solo che quei soldi invece di finire nelle tasche delle famiglie che consumano o sostenere l’industria che produce, li hanno letteralmente regalati agli avventurieri della finanza e ai banchieri. Con quei soldi si è continuati nella follia di speculare, investire nei derivati, scommettere sul nulla. Le banche controllano il mercato delle materie prime. Decidono i prezzi del grano, del petrolio, del rame ecc.,poi scommettono sull’andamento dei prezzi che loro decidono. Una presa in giro. Non rischiano nulla perché sono i giocatori a decidere se deve uscire il rosso o il nero. Questo è soltanto uno degli esempi dell’#economia che i bari della #finanza hanno prediletto. Ma gli avidi non avevano capito che stavano programmando la loro condanna a morte. Le loro ricchezze sterminate si sono realizzate anche perché con il mondialismo e la #globalizzazione hanno impoverito quelli che erano i paesi industrializzati che consumavano di più. Hanno distrutto il ceto medio, impoverito le classi popolari espropriato la borghesia imprenditoriale. Alla fine l’economia reale si è ribellata. Gli impoveriti consumano di meno, gli imprenditori non investono, i paesi emergenti come la Cina hanno supplito alla caduta delle esportazioni investendo nel l’edilizia e nelle grandi opere. Alla fine in Cina è scoppiata la bolla del cemento armato. I paesi produttori e esportatori di materie prime con le politiche al ribasso imposte dagli Stati Uniti e dai banchieri comprano meno prodotti tanto dalla Cina, quanto dai tedeschi e dagli americani. La grande finanza a questo punto è ridotta a giocare con le sue centinaia di migliaia di miliardi come a monopoli. Le politiche dei sacrifici imposte ai popoli stanno provocando una reazione che fa venire la sudarella fredda ai banchieri. I partiti populisti si rafforzano ovunque. Negli Stati Uniti la gente esasperata si raduna attorno a Donald Trump, un immobiliarista ricco per miliardi che spernacchia Obama, WallStreet e l’ideologia del politicamente corretto. Il sogno di popoli dormienti, che si astengono dal voto, disposti a entusiasmarsi per prodotti politici tipo Obama, Tsipras e Renzi si sta trasformando in un incubo. Quello della reazione populista. Come non incazzarsi quando si viene a sapere che una grande banca tedesca tiene nella sua pancia 50.000 miliardi di spazzatura finanziaria. Come si fa a tollerare che la Merkell con questo letame in casa si permette di moraleggiare sui 350 miliardi di debiti della Grecia, di cui più della metà sono interessi.

———————————————————————————————————————————————————————————

IL BEPPE DELLA PREMIATA DITTA “CASALEGGIO & GRILLO” ( E IL M5S PER I GRULLI )
———————————————————————————————————————————————————————————
[ da messaggio “postato” su facebook ]
Beppe Grillo, nel 1992, era a bordo della Britannia. Sì, proprio quella Britannia, sulla quale i potentati della perfida Albione costrinsero il Governo Ita
LAVOCEA5STELLE.ALTERVISTA.ORG|DI L’OSSERVATORE POLITICO
 
 
Beppe Grillo, nel 1992, era a bordo della Britannia. Sì, proprio quella Britannia, sulla quale i potentati della perfida Albione costrinsero il Governo Italiano a dare il via alle privatizzazioni industriali, ovviamente allo scopo di arricchire ancora di più chi tiene in mano. Assieme all’attuale leader del M5S erano presenti Mario Draghi, Mario Monti, Emma Bonino, Giuliano Amato, vari esponenti della famiglia Agnelli, il presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, il presidente dell’ Ina, Lorenzo Pallesi, Jeremy Seddon, direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, il direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta e decine di altri manager ed…
( CONTINUA )
 
 
PER LEGGER TUTTO – CLICCA SUL TESTO ( VEDI : SOPRA )
———————————————————————————————————————————————————————————
E’ Santa, è Madre, è Russia.
——————————————————————————————————————————————————————————-
Una magistrale testimonianza di Pietrangelo Buttafuoco del clima che si respira in RUSSIA che posso confermare avendolo vissuto negli stessi giorni:

Qui a Mosca si celebra la Santa Madre Russia
_________________________________________
Il pope intima il vade retro Satana e tutti, in chiesa, si volgono verso Ovest e ripetono col sacerdote l’anatema al Demonio.
___________________________________________
DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO – 17 AGOSTO 2015

Anche mezz’ora per un chilometro. Pieno centro. Sono strade a otto corsie, quattro per ogni direzione, ma il traffico di Mosca non consente di procedere spediti. Tutta quella lamiera, di cui nessuna di utilitaria, improvvisamente sparisce.

Nel volgere di pochi minuti si spalanca il deserto e da ogni parte – dalle cupole a cipolla delle chiese come dalle torri del Cremlino – risuonano le campane e i carillon: tutta una festa ad accompagnare il passaggio lento e solenne di una limousine blindata che dalla Tretyakov si destina alla basilica di Cristo Salvatore. I pedoni, affollati sui larghi marciapiedi, sono in ginocchio. Molti scattano foto con gli smartphone e non mancano però di segnarsi nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Una scena simile, nello stesso momento, sta accadendo a Baku, in Azerbaijan: passa Ilham Aliyev, il presidente azero e però, con le macchine, devono sparire anche i pedoni. Qualcuno si trova sul terrazzo del Museo Nazionale e deve abbassarsi sotto il livello della balaustra. I cecchini, sorvolando con gli elicotteri, intimano a tutti i bipedi di non farsi vedere. Ancora una limousine – e però scortata da un codazzo di grugni – avanza. E va veloce. In un istante Baku si ripopola. Chissà dove se ne va il signor presidente. Si nota la chioma di Mehriban Arif qizi Aliyeva, la signora presidenta, molto glamour.

Forse più di mezz’ora per un chilometro. Una fiumana di moscoviti attende sul sagrato della basilica ma l’automobile di cui è distinguibile, nello scampanio, il trattenuto ruggito della benzina Lukoil accoglie gli inchini e i baci e davvero si fa fatica a distinguere, in tema di Asia, tra i titoli dei giornali di oggi e quelli dell’800.

A Baku se ne va a spasso un autocrate che sa far sfoggio di sé, a Mosca – la terza Roma, “non ci sarà mai la quarta!” dicono – è la sacrissima icona della Madre della Tenerezza che sta attraversando la città di tutte le Russie.

Le campane fanno festa e per i credenti è un privilegio lasciarsi attraversare dallo sguardo di Colei che è archetipo di tutte le icone sante. Fu Luca, l’evangelista, a realizzarne il ritratto contemplando direttamente la Vergine, Madre di Gesù. San Luca dipinse questa tavola ancor prima che Maria si avviasse alla Dormizione, ciò che per gli occidentali è l’Assunzione ma che per i cristiani ortodossi e per gli islamici è un’esistenza vigile in questo come nell’altro mondo e per ben due volte, nella storia, Mosca s’è salvata grazie a questa icona.

Tamerlano è giunto alle porte della città. Ha già messo a ferro e a fuoco il principato e l’intero territorio dell’Anello d’Oro. E’ pronto a impossessarsi di Mosca ma questa città – la “seconda Gerusalemme” per i cristiani, “seconda AlQuds” per i musulmani – si salva con questa icona alzata in ostensione, come a far da scudo agli attendamenti degli invasori. Tamerlano, la stessa notte in cui gusta la vittoria, riceve in sogno Miriam Ibn Isa, ovvero Maria madre di Gesù, la donna indicata quale prescelta dal Corano e da lei riceve l’ordine di non procedere oltre. L’invincibile Tamerlano si sveglia e comanda ai suoi, ormai pronti a far bottino della preziosa città, di tornare indietro.

La seconda volta accade – il nemico è alle porte – nella Seconda Guerra Mondiale. L’esercito tedesco è a soli venti chilometri dal centro di Mosca. La partita, nello scacchiere del Grande Gioco, è a favore di Adolfo Hitler. La popolazione è ridotta alla fame, atterrita e però decisa a combattere. Giuseppe Stalin convoca i metropoliti della Chiesa ortodossa e si fa consegnare l’icona. L’affida all’equipaggio di un aereo militare con il preciso ordine di portarla a bordo, compiere tre giri sulla città e restituirla, dopo, ai pope.

I piloti sovietici, appena rientrati alla base, ricevono un contrordine: devono prima tornare da Stalin e, in seguito, andare dai metropoliti. Il custode del materialismo storico e scientifico afferra l’icona con le proprie mani e se la porta nel proprio ufficio. Nessuno è con lui. I testimoni sentono sbattere la porta e poi – come un tonfo – avvertono un secondo rumore, qualcosa che cade: aveva fatto il seminario, Stalin; l’unica cosa che aveva letto era la liturgia e ciò che aveva imparato a fare, prima di trasformare la basilica di Cristo Salvatore in una piscina pubblica, era cadere in ginocchio. Da quel momento in poi i tedeschi, inspiegabilmente, non riescono più a sparare un colpo. I cingoli dei panzer cedono, gli aerei non si alzano in volo e gli stendardi delle divisioni – sono gli stessi che ancora oggi vengono trascinati nellaParata della Vittoria sulla Piazza Rossa – diventano bottino per Santa Madre Russia.

Mosca festeggia oggi il Millennio di San Vladimir, e così il patriarca Cirillo, con Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, inaugura una nuova chiesa. La funzione solenne si officia nella basilica di Cristo Salvatore, la chiesa che nelle festività di trono, popolo e altare, accoglie la Madonna della Tenerezza. Già rasa al suolo, scavata nelle fondamenta per farne, fino all’epoca di Boris Eltsin, la piscina dei moscoviti, questa basilica ha aggiornato, con il ritorno all’origine, lo skyline di Mosca. Per ogni nuovo grattacielo c’è un grappolo di chiese nuove e la Russia, caso unico nella cristianità, dalla caduta dell’URSS vive la singolarità di un fatto: le richieste d’ingresso nei seminari, sia maschili che femminili, superano le disponibilità ed è – come notizia – ben più di un uomo che morde un cane: conferma, in Russia, una specificità teocentrica se non proprio teocratica perché una scena come quella delle strade a otto corsie svuotata per far passare la Madonna, bagnata dallo scampanio e dai baci di benedizione dei credenti, sarebbe impossibile perfino a Roma, capitale della cristianità.

Ho visto il lago, a Mosca. E’ il lago dei cigni, quello di Tchaikovsky. Vi si specchia il convento di Novodevicij. E’ per buona parte, adesso, impacchettato per i restauri. All’interno del cortile, tra le tombe, c’è quella della prima badessa chiamata qui dopo il crollo del potere sovietico. Era, nientemeno, che un astrofisico, e fu quella che materialmente costruì la fibra per le tute dei cosmonauti incaricati di arrivare sulla luna e poi comunicare – accadde proprio così – “Dio non c’è”.

Hanno avuto estirpato Dio in tutti i modi, i russi: il tritolo, come per i Budda distrutti in Afghanistan dai talebani, ha ridotto in polvere chiese d’inestimabile valore; con le icone, preziosissime, i bolscevichi facevano il tiro a segno; intere cittadelle conventuali, il cui pregio artistico era, all’epoca, pari al sito di Palmira in Siria, sono state cancellate dalla palingenesi ideologica. E le torrette medievali che oggi fanno da porta d’ingresso alla Piazza Rossa sono solo delle copie perché quelle originali furono fatte saltare in aria per agevolare l’ingresso in piazza ai carri armati e ai missili per la festa del Primo Maggio.

Ho visto, appunto nella cappella di Tretyakov, la Madonna della Tenerezza, l’icona dipinta da San Luca. L’ho contemplata nel luogo scelto a custodia e ho visto il popolo in fila, il tempo di un solo bacio, nel frattempo che un’inserviente passa un panno per disinfettare il vetro di protezione. E’ quello stesso popolo fino a qualche tempo fa in paziente attesa al Mausoleo di Lenin. Accanto alla teca ho visto un sismografo ma l’unico terremoto che fa sorridere Maria è una bimba di tre anni, occhi blu e capelli biondi, col velo regolarmente annodato al collo perché in chiesa, in Russia, le donne entrano col capo coperto e per gli uomini è fatto obbligo di decoro. Nessuno protesta per come nel mondo libero anglo-sassone ci si indigna per le donne col velo in moschea e sempre in chiesa, sempre in Russia, il posto del Diavolo è a Occidente mentre la luce, la verità e così il bianco dello Spirito Santo, l’azzurro di Dio, il rosso del Sangue – i colori della bandiera russa – stanno a Est.

Il pope intima il vade retro Satana e tutti, in chiesa, si volgono verso Ovest e ripetono col sacerdote l’anatema al Demonio.

Ho visto, in piazza della Rivoluzione, un uomo e una donna incamminarsi verso il monumento a Carlo Marx. Lei è bionda, alta di calcagno e indossa un tailleur. Lui, barba bella assai e capelli raccolti in una coda, è un monaco. Sembrano marito e moglie perché svelano una fisicità intima ma da vicino – i due, proprio a spasso – si rivelano madre e figlio. Un venditore di minutaglie, semini e caramelle, inciampa e scaraventa addosso al monaco il suo carico e così quel sant’uomo si ritrova coi bruscolini sulla tonaca, sul mento e sulla testa.

Ride lei, ride lui e ride l’ambulante che fa gara con la madre per pulire quella santa veste. A lavoro finito lo prende per la coda il suo bambino con la barba di San Nicola e gli stampa un bacio. “Meglio vedere una volta che cento volte sentir dire”. E’ una specie di mantra russo e quei due – madre e figlio, a spasso, appena visti – sono la spiegazione di ciò che nell’attualità, attraverso la storia, è diventa la Russia.

L’airone ha la purezza e il necessario coraggio per affrontare il cobra. “Spesso la vita è una candela i cui fuochi sono due: uno alla base e l’altro al vertice”. Parlano attraverso metafore i russi, fossero colorati di verde, per come mi spiega un amico moscovita, riusciremmo a comprenderli meglio ma sono apparentemente uguali e poi fanno cose – tipo annodare in chiesa o in macchina i nastri in omaggio alla Flotta russa; accendere candele nella Basilica di San Nicola a Kronstadr in memoria di Kolchak, l’ammiraglio dei russi bianchi – cose che noi non faremmo mai.

Sono diventati cristiani appunto perché al tempo dei Rus, osservando i cattolici, si sono ben guardati dal convertirsi perché non volevano saperne di avere al di sopra il Papa. Non sono diventati ebrei perché questi, pur popolo eletto, non garantivano loro una patria. Non sono diventati infine musulmani –nonostante il motto, “gratta un russo e troverai un tartaro” – perché riconoscendone il valore e la fierezza, ahinoi, non bevono alcol e non mangiano la carne del porco.

Passa comunemente per luogo barbaro La Russia, è un antico pregiudizio liberale avallato dal Vaticano che non saprà mai spiegarsi, nei secoli, l’eternità del rito ortodosso, sugello della Terza e definitiva Roma. Ma c’è un senso tutto di realtà in questo mondo perfino fiabesco quando, per strada, qualcuno accarezza “il petto del soldato”, ovvero il dettaglio delle medaglie nella foto dello zar Nicola II. C’è la Russua da una parte e tutto il resto del mondo cosiddetto libero dall’altra: “L’ottimista impara l’inglese, il pessimista il cinese, il realista, invece, impara il kalashinkov”. E’ Santa, è Madre, è Russia.

———————————————————————————————————————————————————————————
L’EDICOLA – Il Secolo d’Italia ( Tutti i link – clicca e leggi tutto )
———————————————————————————————————————————————————————————

——– Original Message ——–

Subject: 27 Agosto – Leggi incipali notizie di oggi
Date: Thu, 27 Aug 2015 00:59:09 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui


Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Giovedì, 27 Agosto 2015
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Ncd andrà al voto con Renzi: manca solo l’annuncio
«L’unica strada seria e dignitosa che ha l’Ncd è quella di organizzare una forte posizione di centro, aggregando tutte le forze disponibili, che sia autonoma sul piano politico-organizzativo e su quello dei contenuti dal Pd, ma che tenga ferma l’alleanza politica e di governo con Renzi. Ogni altra scelta sarebbe irresponsabile», spiega l’ex socialista ed esponente di NCD, Fabrizio Cicchitto.

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata Le Pen o Sarkozy: la destra francese vola nei sondaggi. Adieu Hollande

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata Salvini “apre” al Cav: «Le primarie? Se c’è l’accordo non servono»

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata Giornalista di colore uccide due ex colleghi bianchi. Ma stavolta non è emergenza razzismo…

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata Immigrazione senza tregua: trovati 50 morti nella stiva di un barcone

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Anziana stuprata a Bari, sit-in di protesta di “Noi con Salvini”
Il marxista Morales ordina alla guardia del corpo: allacciami la scarpa 
C’è una “scuola di ladri” per rom a Venezia. I “migliori” vengono a Roma
Quando per l’Expo si costruivano interi quartieri. Il capolavoro dell’Eur
Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
​Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

——- Original Message ——–

Subject: 28 agosto – Leggi lo “Speciale Roma”
Date: Fri, 28 Aug 2015 01:32:05 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Venerdì, 28 agosto 2015
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Tutti i poteri al prefetto. Marino, se hai un minimo di dignità, dimettiti.
Finisce così, nella maniera più ridicola e sconcertante, l’avventura amministrativa di Ignazio Marino. Nè serve ad edulcorare l’amarissima pillola che il Sindaco capitolino deve ingoiare, il fatto che Alfano, ministro degli Interni, abbia affidato al prefetto Gabrielli “l’incarico di indicare col sindaco interventi su alcuni dipartimenti, atti e procedimenti”, quasi a voler far passare l’immagine di un binomio di governo ai vertici della Capitale.

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata Roma, l’ennesimo sfregio: centinaia di topi invadono le vie del Centro storico

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata A Marino resta solo la poltrona. E lui dice: «Bene, sono soddisfatto»

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata Niente voto a Roma per salvare il Pd. Esplode la rabbia: «Governo nauseante»

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata «Mandiamo a casa Renzi». Salvini chiama all’appello anche Grillo 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
NCD alle elezioni con Renzi? E’ bufera nel partito di Alfano
Costi della politica: ecco quanto sborsa ogni anno l’italiano medio
«Vi ho riconosciuti!». I banditi lo ammazzano di botte e gli rubano la fede
Aveva osato chiedere il biglietto: capotreno aggredito dagli immigrati
Quando per l’Expo si costruivano interi quartieri. Il capolavoro dell’Eur
Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
​Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

——- Original Message ——–

Subject: 29 Agosto – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Sat, 29 Aug 2015 01:25:41 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Sabato, 29 Agosto 2015
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Il marò Girone infettato in India: «Ha la febbre dengue, è sotto terapia»
«Sì, Salvatore ha preso questa infezione e si sta curando». Così Michele Girone, il padre del fuciliere di Marina, Salvatore Girone attualmente trattenuto in India conferma le voci secondo cui il marò pugliese è affetto da dengue, una malattia infettiva tropicale ed è ricoverato in un ospedale di Nuova Dehli.

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata Veneziani molto critico con il ticket Salvini-Berlusconi: «Ecco qual è il limite»

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata Polonia, ritrovamento storico: ecco il treno dell’oro nascosto dai nazisti nel 1945

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata Addio signor Rossi: Hu, Chen e Singh i nomi più diffusi tra i commercianti a Milano

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
L’ultima follia: «Diamo i preservativi ai migranti che vanno con le squillo»
Poverina la Innocenzi, va in Iran e viene palpeggiata: il web la fa a pezzi
Tre profughi picchiano i poliziotti e se ne scappano. Sono gli stessi che…
Quando per l’Expo si costruivano interi quartieri. Il capolavoro dell’Eur
Capotreno aggredito sulla tratta Napoli-Caserta: fermato il branco
Secolo d’Italia
———————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————–

FINE SERVIZIO

“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli 
Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379
E.mail: an.arenella@libero.it (segreteria)-massimovuono@libero.it (ufficio stampa)
[per sostenere l’associazione-solo su su c/c  banc. intestato Arturo Stenio Vuono]
Iban IT74 YO1O 1003 4351 0000 0003 506  BIC IBSPITNA         Banco Napoli SpA Filiale Na. 35 Via Onofrio Fragnito nn. 28/52   80131 Napoli
 
——————————————————————
 
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...