ALL’ORIZZONTE DEGLI INTERROGATIVI VINCE IL GOVERNO DELLA FINANZA ? TRIONFA L’ANTIBERLUSCONISMO ? SARA’ STAFFETTA TRA RENZI CONDUCATOR E IL NUOVO CONIGLIO – GRILLINO – DAL CILINDRO ? ALTRE NOTIZIE


ALL’ORIZZONTE DEGLI INTERROGATIVI VINCE IL GOVERNO DELLA FINANZA ? TRIONFA L’ANTIBERLUSCONISMO ? SARA’ STAFFETTA TRA RENZI CONDUCATOR E IL NUOVO CONIGLIO – GRILLINO –  DAL CILINDRO ? ALTRE NOTIZIE

“AZIMUT-NEWSLETTER” : DOMENICA, 3 GENNAIO 2016
UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA

Associazione Azimut – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/

Non… azimutassociazione.wordpress.com/2015/12/28/il-… …. 39,835 Visite suWordpress a cui vanno sommati 99.660 visite ricevute sul precedente Blog …

 
OGGI  
ALL’ORIZZONTE DEGLI INTERROGATIVI VINCE IL GOVERNO DELLA FINANZA ? TRIONFA L’ANTIBERLUSCONISMO ? SARA’ STAFFETTA TRA RENZI CONDUCATOR E IL NUOVO CONIGLIO – GRILLINO –  DAL CILINDRO ? ALTRE NOTIZIE
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : DOMENICA, 3 GENNAIO 2016 ]
 
 [ TRATTO DAL WEB – IL “ROMA” QUOTIDIANO DI NAPOLI” – LINK ] : Botti, in Italia 190 feriti. In due perdono una mano
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IN COPERTINA
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da messaggio su facebook
2 ore fa · 

PAROLE IN LIBERTA’
“Non vi è sulla terra autorità tanto rispettabile in se stessa, o rivestita di un diritto tanto sacro che vorrei lasciar agire senza controllo o dominare senza ostacoli.”
(Alexis Tocqueville, filosofo, politico e storico francese, 29 luglio 1805 – 16 aprile 1859)

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ALLA RADICE DEL MALE E SALVO L’IMPONDERABILE
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2011 – 2015 – 2016  [ L’IMPONDERABILE : FORSE CHE SI’… E FORSE CHE NO… ]
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Risultati immagini per berlusconi al quirinale dimissioni 2011Salvini: "Uniti vinciamo. Alfano cretino". Risposta: "Quaquaraquà" 2016 ? 
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ALLA RADICE DEL MALE 
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da messaggio facebook
 

Il più bel discorso di un Presidente della Repubblica.

Il celebre discorso di fine anno di Cossiga della durata di soli tre minuti e mezzo
YOUTUBE.COM
[ “AZ,” ] Dopo, com’è noto, al “grande picconatore” della repubblica ingessata e della democrazia bloccata, purtroppo, infine  sono subentrati i picconatori della più ampia maggioranza parlamentare, nella storia della “seconda repubblica”, che ci doveva traghettare nella << terza  >>  e che hanno determinato il ritorno alla << prima >> dei  veterorepubblikanes. E andò così, come scrivevamo in epoca non sospetta, ” (… ) con l’antagonismo a comando, dell’arcinoto antiberlusconismo ( . . . ); l’antiberlusconismo che, prima, si regalò il prode Signor Prodi e, poi, il bocconiano Mister Monti; che s’è regalato il premier nipote Letta e che, in tale linea, si regalerà Renzi il bello e semprechè,  ( . . . ), il grillo sparlante non faccia  il botto e bottino di voti. E così, sino ai nostri giorni, con il Renzi – conducator che, ove non completi bene la grande spoliazione, sarà licenziato e avremo l’altro coniglio, tirato fuori dal cilindro, già di riserva : sarà partorito dalla catena di sant’antonio ( ci perdoni il Santo ) dei Soros – finanziere ( con mandato di arresto internazionale, pendente, decretato da Putin ), Casaleggio ( l’imprenditore – patron ), il Grillo (s)parlante ( alla pecunia avvinto come l’edera ) e pronto il Di Maio ( oggi ben pasciuto – ex disoccupato partenopeo ) e compagnia cantante. Proprio così !
SALVO L’IMPONDERABILE…..
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2011 E ANNI SEGUENTI – DA ALLORA NON E’ CAMBIATO NULLA – ANZI SEMPRE PEGGIO 
( DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” )
 
SE GOVERNA LA FINANZA… (VIDEO “AZIMUT” SU YOU TUBE) : CRAZIA SENZA IL DEMOS … 
2° parte intervista ad Arturo Stenio Vuono
ANTEPRIMA DI WEB – CON VIDEO
Scritto : Monday, July 02, 2012 – Per invio : 3 luglio
SE GOVERNA LA FINANZA… ( VIDEO “AZIMUT” SU YOU TUBE ) : CRAZIA SENZA IL DEMOS …..
[ “Azimut-NewsLetter” : martedì, 3 luglio 2012 ] 
 
 
 
Vai al video di questo, odierno, servizio
Associazione Azimut – 3 Luglio, 2012 – link youtube
PER ANDARE AL VIDEO – CLICCA I LINK SOTTOSTANTI

 
 
Parte seconda – intervista

[ a cura : Team “Azimut Online” : coordinatori Fabio Pisaniello webm. adm. /Ferruccio Massimo Vuono resp.le Ufficio Stampa  – ha collaborato Vincenzo Drago ]

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SE TROVI SPAZI IN BIANCO PROSEGUI UGUALMENTE – IL SERVIZIO CONTINUA
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DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE”
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 [ DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” ]
(Editoriale gennaio 2012 )
…Nessun “canto del cigno” e della  <  dissacrazione dei miti  >…

Arturo Stenio Vuono *  

    “  Il  novatore  fa la figura di un rivoluzionario e vede levarsi contro di lui  tutti i difensori della tradizione ridotta a meccanismo funzionale delle idee consacrate, delle abitudini radicate.

                Tra gli individui  della stessa categoria sociale, tra coloro che appartengono alla stessa professione , la rivalità  genera la gelosia, e l’invidia scatena la lotta”.

         Con l’Anno del Signore 2012, la parabola di Silvio Berlusconi  sembra volgere al termine, almeno  depurata – oggettivamente – dall’imponderabile  che, però, ne può – sempre – cambiare il corso; e, nel citare una delle affermazioni di Serge Voronoff, non si intravedono ancora – per intanto –  ( … ) alternative credibili e trasparenti prospettive, tanto per la verità asettica, da parte di tutti coloro che, allo scopo , avendo eccitato il “braccio della legge” ( ! ), ne hanno voluto lesionare la figura con la strumentale barbarie del martellamento continuo da “vizi privati e pubbliche virtù” e la ferocia del sistematico picconare sino a giungere alla violenza – anche – da “espropriazione patrimoniale”.

            Questi i mezzi, al di là del  bene e del male – che ha riguardato e riguarda l’ex premier -, usati e abbondantemente utilizzati, incontestabilmente, con sadico cinismo e “sapientemente”, in uno scontro, inaudito, incivile, dissennato, che non trova riscontro in vicende politiche di nessun paese della terra;  e, invero, mai applicato in alcuna nazione onde estromettere, espellere, l’antagonista di turno dei cosiddetti   < apparati  >  ,”onnipotenti e immarcescibili” ; liberarsi di antagonisti, i “nemici” – in tutti i tempi -, che siano stati….   / siano…. <  grandi  >  o  <  piccoli >  e, nella fattispecie, a ultimare: insinuando, e “la calunnia è un venticello”, dato e considerato che, come si dice e si ripete, “mettendo le mani avanti”, volontariamente è stata gettata la spugna. Fine della parabola ? Forse che sì, forse che no.

    Dico ciò perchè nel mio passato – breve passato, il più vicino e a parte il pregresso che mi ha portato a convergervi , d’una convinta partecipazione al  < progetto tatarelliano  >  di cambiamento… e di superamento dell’anomalo  <  sistema di potere  >  ( . . . . . . )  – i ricordi più icastici sono quelli che non hanno alcuna correlazione con la “politica – politicante” : perchè alla Politica, invece, m’ha interessato esclusivamente una visione della vita e della società, veramente e realmente indipendente, e una sana concezione delle cose esasperatamente ed anacronisticamente onesta; e, poi,  con una chiara e precisa ideologia, sempre – e  senza soluzione di continuità – intessuta di  < Patria e Libertà  >  . Molte volte, sul nostro sito – blog, è apparso il chiaro riferimento al compianto Giuseppe ( “Pinuccio” ) Tatarella; e spesso, e volentieri, pubblicando – in tema – interventi del giornalista, Vincenzo Nardiello, ripresi dal quotidiano  <<  Roma  >>  di Napoli (…).

    Nell’oscurità in cui pare caduto questo mio breve e ultimo passato, “le luci vive del ricordo sono rade ed avvolte in una nebbia più o meno densa a seconda che fatti, avvenimenti, abbiano avuto un seguito conseguenziale oppure si sono esauriti in se stessi e non proiettino alcun effetto al di là della propria essenza”. Per il leader – per ogni leader – che ho condiviso ( sino a quando, subentrando l’abbandono, non ha “virato” oppure  scelto la  <  retrocessione  >  ), per ognuno che si sia fatto il referente di tanti e tanti giovani, con la fortuna di avervi – anche – il proprio figlio,  poi divenuti uomini e tutti ben figuranti nella vera nostra < società civile  >  , dalle prefetture ai giornali, nelle diverse  libere – autonome professioni, in fabbrica, etc. ( e non più tanto ! ) come me, la repubblica dei nostri padri aveva trovato, dopo un lungo periodo di conflitto tra il  cosiddetto – supercitato –  <  paese reale  >   e il cosiddetto – tanto celebrato – <  paese legale  >  , già all’indomani della “grande implosione” ….. di circa vent’anni orsono, la concreta possibilità dell’aspirazione al realizzarsi e, alfine, all’inverarsi della vagheggiata  <  Grande Riforma  >:e, quindi,  per l’apostolato d’ una  efficiente <  Nuova Repubblica  >  , all’insegna dell’agognata – sperata  < modernizzazione  >  : dal presidenzialismo che avrebbe dovuto preparare l’esercizio di governo per mezzo dell’introdotto bipolarismo, e dalla notissima, chiarissima, innovativa,  formula della  < democrazia dell’alternanza  >  , territorialmente decentrata e “federalista”, con una destra non più “patriottarda e sciovinista”, e una sinistra non più “ancorata ad una tradizione falsata se non (già)  ripudiata”, e senza più l’ambiguità del  < centrismo pendolare  >  , l’Italia, la nostra “Italia bella”, una nazione – ancora – non “pacificata”, appariva – finalmente – consegnata a una nuova , più coerente, “classe dirigente” perchè si costruisse, alfine, quella  <  casa comune  >  , veramente sentita e condivisa, ed il totale azzeramento dell’anacronistico, infantile e infertile, meccanismo – un “suicidio” di sempre – del reciproco delegittimarsi. 

    Via via, sino all’attuale, incontrando altri nuovi amici come, ad esempio, Giancarlo Lehner, scrittore e giornalista, storico e studioso, intellettualmente onesto ( e non solo: non avendo, a tutt’oggi, neppure una sua casa in proprietà  ), provenienti da altri “versanti”, oggi deputato per “Campania 2″  ( nel e per il centrodestra )e della cui coerenza, nel passato come nel presente, più che una conferma. A differenza di tanti  <  nostri  >  ( ! ).

   Parve, a suo tempo, che il centrodestra avesse dato tale consegna, per una futura e felice prospettiva, a questo nostro “Popolo di fazioni e di guerra civile, di Guelfi e di Ghibellini” : ne avesse fatto, precisamente e prioritariamente, una missione e l’obiettivo principe; non era mai stato superato il passato più lontano, e quello più recente, specie in termini di ricaduta negativa – nel tempo e in precedenza –  come sulle subentrate e nuove generazioni; e. comunque, questa congerie di diversità ch’erano proprie della penisola, non solo tra il nord e il sud, checchè se ne dica, sempre sedimentate e profonde. Con buona pace di chi, in quest’anno, tranquillamente, semplicisticamente, ha viaggiato – burocraticamente – nell’attuale centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia; ulteriore occasione, abortita, nel persistere ad ignorare l’altra buona faccia della << storia negata  >>  : in primis, come quella “sudista”,  che l’alacre, indefesso e zelante lavoro editoriale, a menadito, del volitivo Pietro Golia – presidente di “Controcorrente Edizioni” Napoli , ha riportato – come sempre – in superfice.

    E tanto per fare solo due esempi , da sempre, consegnati ai posteri: “e come potevano essere uguali o simili le interpretazioni che alla spedizione dei cosiddetti Mille davano un ex garibaldino ed un ex soldato del Regno delle Due Sicilie ? ? ! “ ; e come potevano essere uguali o simili le interpretazioni che alla cosiddetta “guerra di liberazione” davano un ex “partigiano rosso” ( altro discorso per i reparti militari del “Regno del Sud” e le formazioni clandestine, nella “resistenza” al nord ) ed un ex volontario della Repubblica Sociale Italiano ( o della “resistenza fascista” nel meridione ) ? ? ! – Forse che l’ex garibaldino, come l’ex partigiano, era più italiano degli altri sol perchè avevano vinto ? ? ? ! ” – “Non tutti gli individui che poi dovevano costituire il Popolo Italiano, avevano avuto la fortuna di trovarsi dalla stessa parte della barricata, da quella della vittoria”.

   Berlusconi e il cosiddetto “vituperato berlusconismo”, sino a quando fu possibile, e in piedi i patti e le alleanze della coalizione di forze nuove – al governo dell’Italia -, sopirono passioni e misero in campo una nuova accettazione della  <  vittoria  >  – da parte di tutti – senza ( più ) offesa per gli “sconfitti”. Non offesero ( più ) gli “sconfitti” e non si limitarono a “parteggiare”esclusivamente, per quelli che, nei diversi tempi storici, furono detti i soli  e “in regola”  <<  unitari  >>  . Ciò, per me, faceva parte – pure – del  <<  Progetto  >> : quando, tutti, dicevamo : “per la Politica – che vola alta – occorre, sempre, avere un sogno”.

  Il mio ambiente, a partire da quel ch’era stato della lunga militanza “missina”, e poi di An, e ancora poi del “Polo” e con il PdL, identificò in Berlusconi,  nei Fini, Bossi e Casini, come legati a un patto indissolubile ( e – tra di loro –  ”chi non ha sbagliato, scagli la prima pietra” ), l’espressione più pacatamente di una solida alleanza ,”pacifica e casalinga”, stanca della solita apologia di martiri ed eroi – che escludessero ogni altro – per considerarsi, ormai, “un numero bastevole per  <  fare >  una Storia nazionale, per tener vivo lo scolastico amore di patria”.

   Di Silvio Berlusconi “sentii parlare come d’un Santo”; e, viceversa, da parte di chi – pregiudizialmente – giungeva ad auspicare “la morte in assoluta inedia” dell’  <  Uomo del Biscione  >  . Di Berlusconi sentii parlare quando si ritraevano le macchine di politici diretti ad Arcore; di Berlusconi sentii parlare quando seguivano le adunate in piazza come le adunanze, ristrette, nel salotto della sua residenza – romana – del “Palazzo Grazioli”. Voglio dire che non l’ho, mai, direttamente, incontrato e credo che non sia il caso neppure di pensarlo per il futuro; e a farlo, solo idealmente, gli avrei detto : molto, in verità, avrei da dirLe – Presidente – e d’insoddisfazioni, e di rammarico, per cui converrà; ma per i pochi minuti che mi può concedere ciò che ha più importanza, su tutto, è quello di avere impedito che ci sfondasse la  <  gioiosa macchina da guerra  > , e che i postcomunisti ( ? ) prendessero le redini del governo , e quel ch’era il peggio : solo con il consenso di uno – su quattro italiani ( al massimo con un terzo di elettori, convinti, andati alle urne ).

    Di Berlusconi, poi, sentii parlare molto in quantochè, intercettato ventiquattrore su ventiquattro, se ne fece strame, mediaticamente, e non solo, <  ad usum Delphini  >  ; e di Berlusconi, infine, sentii parlare poco quanto all’attività prioritaria, in “Palazzo Chigi”, pervicacemente ed ostinatamente. “oscurata” e “alterata”; essendo che, esondando “toghe di accusa” ( ma quale la verità dai processi ? ), constantemente e sistematicamente, e sino a tutt’oggi, ha dominato – invece – la negazione di ogni tentata legittima difesa; che, nel contempo, i “manipolatori in servizio, permanente – effettivo” sono riusciti a fare scambiare per una sorta di predilezione, e non per il diritto alle giuste tutele, all’arcinota via delle cosiddette  <  leggi ad personam  > .

   Nessuno, in merito, a ben denunciare la lacuna  della carenza, se non la totale mancanza, d’una guarentigia costituzionale anche per il presidente del Consiglio ( per l’oggi era Berlusconi, come il domani per Altri ); poteva, ecco la nostra domanda dalle  <  cento pistole  >  , la presidenza del Consiglio trasferirsi, a tempo pieno, nelle aule del palazzo di giustizia a Milano ?

    Non “santificato” Berlusconi, e più in avanti,  fui tutto preso  “dalle discussioni lunghissime e spesso vivaci in cui faceva assai frequentemente capolino l’espressione  < Democrazia  >  ” …e si ritornava al frustro ripetersi, in alternativa, di “certi nomi  che riempivano la bocca ed incutevano ossequio riverente” : s’era, dunque, al ripristino dell’elenco da  <  prima repubblica  >  ; ovvero di tutti gli “uomini eccellenti” la cui eredità, tra le tante, un debito pubblico – astronomico – ch’è causa, prima, se non unica, dell’attuale  <  crisi di Lor Signori  >  ; una “congiuntura”, per conseguenza,   che ci sta gettando sul lastrico.; e che ha esposto / espone la Nazione al “gioco al massacro” di  anonime  <  consorterie usuraie  > , “leghe kriminalglob”  e “congreghe di biscazzieri di borsa”, che – ora – vogliono tutta la “trippa” ( ! ) .

   Ciò, nonostante, van per la maggiore proprio i  “paladini della salvezza” che, impudentemente, se ne dichiarano i  fedelissimi, autentici,  <  discepoli  > , emuli  degli “Illustri uomini del passato” ( ad oggi, mai “pentiti” o “dissociati ” ).

   Ma noi, noi abbiamo una  <  memoria da elefante  >  ! �Di Democrazia, parola pronunciata con sacro rispetto, e di Parlamento, altrettanto sacro Istituto ed anzi l’Istituto nel quale ed attraverso il quale la Democrazia si esprime”, se ne fa paravento l’assieme, trasversale, dei tantissimi – incartapecoriti  <  vetero repubblikanes  >  che ricorrono alla  “fascinosa contrapposizione” verso  il  <  Berlusconi usurpatore > .

   E, per intanto, si ritorna a tessere “l’elogio del Parlamento” ( di quando era il “Loro”, caro Lei ! ), forse che l’attuale si chiami d’un altro nome ?; e per Dio che orrore ! si’, ma non è “elettivo”, fatto di cosiddetti < nominati  >  ( dei quali, però, si avvalgono tutte le forze politiche, niuna esclusa ); e si ricordano, con nostalgia, le “libere campagne preferenziali” ( cioè di quel che altri, detti i denigratori”, dicono del  c.d.<  mercato delle vacche  > ! ); e si ricordano “gli scandali denunciati dal Parlamento, quello antico, allorchè veniva qualche amico di Roma a riferire che quel comune conoscente o quel tale nostro parente aveva comprato una villa od aveva una o più amanti del gran mondo” ( ohibò ! ).

   “Ah, che tempi quelli della democrazia; pardon della Democrazia, con tanto d’iniziale ben maiuscola, ma non tutta maiuscola…tanto per non mischiare il sacro con il profano”, ma non tutta maiuscola come il BERLUSCONI. Cosicchè, nel recente, conclama la “falange di congiurati” : che ( in illo tempore ) “…nessun ministro arricchito, per carità nemmeno a pensarlo ! Ed anche che qualora per assurda ed inverosimile ipotesi un Ministro si fosse arricchito, allora entrava in gioco la inesorabile funzione del Parlamento pronto a stroncare ogni illecito, sia pur di minima entità, del governo e dei governanti.

   E che serietà quella democrazia”. Aggiungasi, alfine estromesso – poi –  l’  <  intruso  >  , in specie per l’oggi, e “che discorsi moderati e tutti permeati di cosciente tecnicismo” finalmente ritornato ad “Organo davvero legislativo tutto intento ad emanar Leggi perfette e solo a questa fatica appassionatamente dedito ! “; tant’è che, realizzata, infine,  dagli apolidi  <  poteri forti  > la ( loro ) massima potenza di espansione, nel riuscire a fare credere che non esistino, si lavora e si “esegue”, si approva tutto quel che non si condivide [ sic ! ], una vera e propria goduria per “robotici illuminati” e i loro “blesi compagni di merenda”.

   E, in ultimo, in luogo di Silvio Berlusconi, sento – invece – il “riparlare di parlamentarismo”  ( del “Loro”, caro Lei ! )…”Quei rappresentanti del popolo che vivevano solo per il bene supremo della Nazione alieni, sì, da  <  pose  >  e da ostentazione, non si curavano in nessun modo dell’interesse particolare…, e tantomeno poi, del proprio, a cui anteponevano sempre e comunque, il bene della colllettività. E, se tanto m’è concesso, integro. “E non è che si trattasse di uomini speciali, di nomi per così dire scelti fra i più capaci ed i più onesti. No, per carità ! Erano uomini qualunque nati ed educati in Democrazia in cui erano tutti onesti, perchè in Democrazia l’onestà era la norma comune e quasi priva di eccezioni; erano uomini che il Popolo sceglieva nel suo seno, in idilliaca armoniosa concordia d’intenti e che mandava al Parlamento spesso nonostante la loro caparbia modestia che il Popolo doveva faticare a vincere onde far loro accettare il mandato parlamentare”.

   Ed era questo Eden che la lunga “parentesi berlusconiana” aveva impedito di continuare a prosperare, mai per il  <  particulare  >  , nel solo interesse del popolo italiano ( capite ? ); e dunque, in conclusione, quale la nostra definitiva posizione ?

   Sarà.. ma, a prescindere dall’esito dell’umana e istituzionale ”vicenda Berlusconi”, nessun “canto del cigno” , per quanto ci riguarda, intravediamo all’orizzonte; noi, noi non abbiamo portato “il cervello all’ammasso” e nulla possiamo avere in comune con “demenziali associazioni a scopo politico”, con la p ben minuscola e tutta minuscola. D’altronde, sempre e vieppiù possibile, anzi, semmai, l’esercizio della  <  dissacrazione dei miti  >.

    Per me, quanto a me, infatti, tutto ciò si traduce nell’imperativo, qualunque sia l’avvenire, a costo dell’  < indigenza  > e della “ fame”, del rifiutare – come sempre –  di nutrirmi “di tutte codeste vitamine democratiche”.

* presidente Associazione CulturalSociale ”Azimut”

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IL VENTENNALE DELLA DISCESA IN CAMPO DI BERLUSCONI – SENZA CHIEDERE PERMESSO – CONSIDERANDO E … Associazione Azimut · January 12 …

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AUGURI DA FULVIO GRIMALDI
Redazione | 31-12-2015
Catagoria: SocietàFREE
N° commenti: 0

Il cardinal Burke arruola credenti.
Redazione | 31-12-2015
Catagoria: SpiritualitàFREE
N° commenti: 0

BUON 2016!
Administator | 31-12-2015
Catagoria: AltroFREE
N° commenti: 2

2016: Se non ci sarà più gente come me / voglio morire in Piazza Grande / coi gatti che non han padrone come me / attorno a me

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