VALERIO ZANONE NON E’ PIU’ SILENZIO E RISPETTO MOLTO LIBERALE E POCO LIBERISTA UNA TRA LE RARE ECCEZIONI DI COERENZA ED ONESTA’ NELLA <> E ALTRE NEWS


VALERIO ZANONE NON E’ PIU’  SILENZIO E RISPETTO MOLTO LIBERALE E POCO LIBERISTA UNA TRA LE RARE ECCEZIONI DI COERENZA ED ONESTA’ NELLA << PRIMA REPUBBLICA >> E ALTRE NEWS

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OGGI – VALERIO ZANONE NON E’ PIU’  SILENZIO E RISPETTO MOLTO LIBERALE E POCO LIBERISTA UNA TRA LE RARE ECCEZIONI DI COERENZA ED ONESTA’ NELLA << PRIMA REPUBBLICA >> E ALTRE NEWS
[ “Azimut-NewsLetter” : sabato, 0 gennaio 2016 ]
 
Arturo Stenio Vuono Poco se mi considero, molto se mi confronto” ( “Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono ) – Faccio precedere queste poche righe dall’aforisma; in ricordo di Valerio Zanone, fu molto liberale e poco liberista, di certo coerente ed onesto, a parte che noi schierati su altra linea, oltremodo doveroso onorarlo, pubblicando la serie di post – facebook dell’amico Italo Zicaro di Cosenza; un politico di spessore, tra i pochi esempi di pulizia nell’ambito di tutto ciò che ha rappresentato la nostra << prima repubblica >>.
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IN COPERTINA
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foto di Il dito nell'occhio Associazione culturale.
Il dito nell’occhio Associazione culturale


(Vilfredo Pareto, ingegnere, economista e sociologo italiano, 15 luglio 1848 – 19 agosto 1923)
se trovi spazi in bianco
prosegui ugualmente
il servizio continua
di LaPresse
Roma, 7 gen. (LaPresse) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, appresa la notizia della morte dell’onorevole Valerio Zanone, ha inviato alla moglie, signora Maria Pina, e alle figlie Silvia, Laura e Giulia, un messaggio nel quale ricorda “la profonda amicizia, umana e politica, che mi legava all’onorevole Zanone, intelligente e moderno custode della grande tradizione liberale italiana”. Lo comunica una nota del Quirinale.”In tutti i numerosi incarichi da lui rivestiti, segretario di partito, parlamentare, sindaco, ministro – prosegue Mattarella – ha sempre portato il suo alto senso dello Stato, la sua rettitudine, la sua lungimiranza e il suo peculiare tratto personale, improntato a garbo e umanità”.
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IN RICORDO E IN ONORE DI VALERIO ZANONE
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DA MESSAGGI SU FACEBOOK
 
Italo Zicaro ha condiviso un link.
Partito Liberale Italiano
PARTITO LIBERALE ITALIANO
 
Italo Zicaro ha condiviso il post di Michele Fioroni.
·

Se ne è andato una persona per bene, un galantuomo, certamente una persona che ha dato alla politica più di quanto ha ricevuto. Di estrazione culturalmente malagodiana, non sempre sempre ho condiviso alcune sue scelte, prima fra tutte quella di confluire nell’Ulivo dopo lo scioglimento del Partito liberale, ma ho sempre rispettato il suo rigore morale e l’onestà intellettuale. La politica perde un protagonista di quella prima repubblica che continua a regalare ai necrologi personaggi di spessore ben più profondo dei tanti riciclati, spregiudicati affaristi e cialtroni della seconda. Il Partito Liberale di cui Zanone ha fatto parte era un partito in cui il pensiero era sinonimo di confronto, ed il rispetto della diversità di vedute era un elemento di accrescimento. Con Valerio Zanone si ricorda oggi non solo una persona, ma una fase storica, un’epoca, come sottolinea l’articolo di Antonio Patuelli di oggi su La Nazione, in cui “le culture civili e le idee avevano più forte rilievo”; ricordo anche una mia personale stagione politica dove i modelli erano personaggi come Giovanni Malgodi e Aldo Bozzi che, citando ancora il ricordo di Patuelli, quando si riunivano “era un confronto fra illuminate e complementari culture basate su principi di libertà e democrazia” ed è anche per questo che oggi mi sento di ringraziare un uomo che, a noi giovani liberali, ha certamente insegnato tanto. Luca Anselmi Davide Parodi Filippo NutiRiccardo Conforti Alessandro Di Odoardo

Avrebbe compiuto 80 anni il 22 gennaio. Dopo la fine del Pli è stato nell’Ulivo con Romano Prodi e nella Margherita con Francesco Rutelli
ROMA.CORRIERE.IT
Italo Zicaro ha condiviso il post di Marco Volante.
foto di Marco Volante.
Marco Volante· 

Il mio amico Valerio Zanone ci ha lasciati. Un uomo colto e gentile, un politico fautore della laicità, attento alle esigenze dei cittadini lgbt, il maestro che mi ha insegnato che liberale è, prima che un’ideale, un processo mentale e una pratica politica che ha senso nella misura in cui tende al progresso democratico e al bene comune. A tanti di noi resta molto di Valerio Zanone e per questo lo sentiamo vicino.

 
 

Gianfranco Passalacqua

conclusioni di Valerio Zanone al congresso del Partito Liberale che si tenne il 18 novembre del 1981 a Firenze ( grazie ad Ernesto Paolozzi):

“Liberale è darsi una regola piuttosto che doverla ricevere.
Liberale è la società aperta che riconosce a ciascuno il diritto e la possibilità di diventare ciò che vuol essere.
Liberale è rinunciare all’illusione della società perfetta, ma cercare ogni giorno di correggerne qualche imperfezione.
Liberale è l’iniziativa individuale combinata con la responsabilità collettiva.
Liberale è il rifiuto di staccare nel tempo la libertà e la socialità; ai marxisti che promettono la libertà dopo la socialità, ai conservatori che promettono la socialità dopo la libertà, i liberali devono rispondere che libertà e socialità si guadagnano e si perdono insieme.
Liberale è la sintesi difficile non impossibile, fra l’efficienza del mercato, le riforme della socialità, le regole della democrazia.
Liberale è chi non delega e non si sottomette, chi chiede al grande fratello pubblico il conto delle spese.
Liberale è chi ha letto vent’anni fa il romanzo di Orwell, scopre che il fatidico 1984 è alle porte, e prepara la difesa contro la più illiberale delle diseguaglianze, quella che potrebbe istaurarsi fra una massa livellata e un’oligarchia di livellatori.
Liberale è il rifiuto di separare il tempo della propria vita, di scinderlo fra un tempo di lavoro senza fantasia e un tempo libero senza significato.
Liberale è la voglia di cambiare ogni tanto lavoro e pensieri, di imparare qualcosa anche quando è finita la scuola.
Liberale è per noi, italiani, credere nella vivacità e opporci alle politiche che la mortificano, respingere le lamentazioni catastrofiche, avere fiducia in questo paese dissestato e grande; e cercare nelle ragioni della libertà le nostre ragioni di speranza”.

 
Italo Zicaro ha condiviso il post di Rete Liberale.
·

Rete Liberale 

Condividiamo qui di seguito, insieme al dolore per l’irrimediabile perdita, il ricordo di Valerio Zanone, scritto da Renato Lupoli, che gli è stato particolarmente vicino negli ultimi anni della sua vita politica.

Addio all’ultimo grande Liberale.
di Renato Lupoli

Valerio Zanone non è più. Dopo un anno di lunga malattia è morto stamane nella sua casa romana.
Zanone era l’ultimo grande Liberale italiano. Ed è stato liberale per la sua concezione della vita, della cultura e della politica. Un politico di professione, si sarebbe detto oggi. Ma non un professionista della politica.
Un Uomo – con la maiuscola, un mensch – severo con se stesso, rigoroso, colto, autoironico.
Abbiamo avuto il privilegio, in epoche diverse, di essergli vicini, e gli siamo stati vicini sino all’ultimo. Gli dobbiamo quello che siamo oggi, figli di una educazione severa.
I liberali italiani gli devono molto.
Prese in mano il glorioso Partito Liberale Italiano, quello di Giolitti, figura a lui carissima, di Croce ed Einaudi e di Malagodi, evitandone l’estinzione nel 1976.
E diede nuova linfa al partito ed alla sue idee. Ma non dimenticò che il liberalismo non è confinato ad un partito. Uno dei suoi primi atti fu quello di slegare la Fondazione Einaudi dal ruolo di Fondazione di partito, per darle respiro politico e lottò sino in fondo per garantirne sempre la sua indipendenza ed autorevolezza, anche negli ultimi mesi, quando la sua battaglia era contro un male maggiore di qualsiasi malignità umana.
Tentò di evitare la fine del Partito Liberale durante la temperie di tangentopoli, mettendo in gioco la sua onestà, che era onestà intellettuale e personale.
Con la fine della Prima Repubblica non finì il suo impegno politico. Per coerenza rifiutò le comode sirene e tentò di contaminare col suo liberalismo l’Ulivo prima e la neonata Margherita, nelle liste della quale venne eletto al Senato nel 2006.
Nel suo ultimo intervento in Senato, il 26 febbraio 2008, sulle missioni militari italiane all’estero, dichiarò
“Se mi è permessa una parola di congedo, voglio dire soltanto che sulle questioni internazionali, come su quelle interne, ho procurato, nel Gruppo dei Democratici, di non discostarmi mai dalla tradizione liberale, cui appartengo, e dalle idee liberali, che mi appartengono.”
Fu felice qualche anno dopo, di veder eletto nella sua Torino uno dei suoi figli politici più cari, Alberto Musy, e soffrì come un padre nel vederlo morire ingiustamente.
Ci lascia, ma non ci abbondona il suo alto esempio. Esempio che parte dalla capacità di riconoscere i propri errori, e dalla consapevolezza che la battaglia per quell’idea liberale cui aveva consacrato la sua esistenza non può esser abbandonata, nonostante le alterne fortune del liberalismo italiano.


 
Italo Zicaro ha condiviso il post di Giammarco Brenelli.

Giammarco Brenelli

Valerio Zanone , uomo di alta cultura e di rigore non comune. L’avevo conosciuto ben prima che divensse il segretario del PLI ,poi continuando negli anni, ben meno stimolanti, della cosiddetta seconda Repubblica.E’ rimasto sempre attento ed aperto alle novità, cogliendo, spesso con una semplice frase, interpretazioni illuminanti…… da ultimo in questi mesi di sua grande sofferenza parlavamo dei romanzi piu’ recenti, e poco della triste e superficiale politica di oggi. Aveva difficoltà…”una volta leggevo i giornali in poco piu’di mezz’ora, ora ci metto due ore… ” Ma era lucidissimo…. andando indietro negli anni ricordo che durante la campagna elettorale delle Europee del ’99 (lui capeggiava la lista per FDL e La Malfa per il PRI) abbiamo passato lunghe ore in macchina girando, da una città all’altra della Lombardia, e tra un apprezzamento politico e l’altro mi chiedeva se mi interessava che lui mi raccontasse di qualche romanzo che aveva letto di recente. Addio Valerio.: dal ’76 in poi la minoranza liberale ha caratterizzato ,ben più dei suoi numeri ,quei decenni per rappresentare quel tanto di liberale ,di laico ed europeo che resisteva ,e resiste a malapena, in questi anni.

 
Italo Zicaro ha condiviso il post di Valter Grossi.
foto di Valter Grossi.
Valter Grossi

Amico fraterno, mentore politico, esempio di intransigenza e rigore morale, abbiamo combattuto battaglie impossibili, sostenendo la causa di un liberalismo inclusivo. Quarant’anni passati insieme tra alterne fortune, illusioni, speranze, non ti dimenticherò mai, perché poche persone come te lo meritano, pochi come te hanno ricevuto più amarezze e torti in rapporto a tanta solida e discreta grandezza. Grazie per avermi cambiato la vita! Grazie Valerio!

Italo Zicaro ha condiviso il post di Beppe Facchetti.
foto di Beppe Facchetti.
Beppe Facchetti

Penso da questa mattina a Valerio Zanone e cerco di distogliere inutilmente il pensiero. Troppi ricordi, troppe cose fatte insieme o fatte senza neppur sentirsi e concordarle, come quella – fondamentale – di testimoniare un liberalismo che sapesse prendere le distanze dalla destra, eppur capace di rispettarla nei suoi errori, in particolare del peggiore tra tutti: la deriva personalistica, premessa del populismo. Andando insieme e faticosamente a far comprendere alla sinistra che nessuna vera rivoluzione è possibile senza il riformismo liberaldemocratico e senza il rispetto laico di tutti gli orientamenti. Altrimenti diventa una scorciatoia pericolosa che non rispetta l’umanesimo che è in ciascun individuo.
Indimenticabili le battaglie dei primi anni 70 portando il PLI là dove era urgente e necessario, nel campo laico, democratico, europeo, quello stesso che Giovani Malagodi aveva descritto nella dichiarazione di Oxford 1967. Persino, in quegli anni, una campagna elettorale con lui in Sicilia nel 1971, dormendo di giorno in piccoli alberghi e girando dal tardo pomeriggio sulle piazze (affollate) del siracusano… E poi lo strappo del 1976, esattamente quarant’anni fa, la sue segreteria, il lib lab, il pentapartito, l’ingresso in Parlamento di una schiera di quarantenni, tra cui un amico indimenticabile, Paolo Battistuzzi, che avevano rinnovato con lui il vecchio PLI. E infine la Margherita, senza illusioni ma cercando di trovare il meglio, come solo i liberali possono fare, negli avversari di sempre – cattolici e postcomunisti – per cambiare in senso moderno la sinistra, con un amico come Francesco Rutelli, confidando nelle sue origini radicali, che gli consentivano di aver letto Piero Gobetti, come tutti noi negli anni più giovani.
Ciao, Valerio. Il discorso sarebbe troppo lungo per nuovi mezzi di comunicazione come questo, un po’ ostici per la tua cultura straordinaria, da cui tutti abbiamo imparato qualcosa. Vorrei usare la tua ironia e il tuo sarcasmo, il tuo senso dell’umorismo straordinario per sdrammatizzare questo momento, ma non cui riesco.

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Subject: 9 gennaio – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Sat, 09 Jan 2016 05:35:10 +0100
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Sabato, 09 gennaio 2016
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«Sto lontano dal Mulino Bianco, perché il politicamente corretto mi annoia e non riesco a rimanere distante dalla comicità. Spero che la vena non si esaurisca, ma ammetto, il problema me lo pongo». «Nel mirino c’è Renzi come ieri c’era Berlusconi. Sono un operaio della presa per il culo e se devo smontare il mito, colpisco chi va per la maggiore. Sparare sulla Croce Rossa non ha senso».

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Subject: 8 gennaio – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Fri, 08 Jan 2016 05:37:01 +0100
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Venerdì, 08 gennaio 2016
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La faccenda di Quarto, ossia il caso dei voti camorristi arrivati al Movimento di Beppe Grillo, rischia di far saltare il giocattolo messo in piedi dal comico genovese per “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno” e mandare all’aria tutto il marciume di una classe politica infetta, corrotta e incapace.

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