GLI ARTICOLI DELLA DOMENICA : ALBERONI MAGDI CRISTIANO ALLAM SALLUSTI TARCHI E ALTRE NOTIZIE


GLI ARTICOLI DELLA DOMENICA : ALBERONI MAGDI CRISTIANO ALLAM SALLUSTI TARCHI E ALTRE NOTIZIE [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 19 GENN. ’16 ]

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 la foto di Sputtaniamotutti.
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IN EVIDENZA
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foto di Vergogna Finiamola Fate Girare.
Vergogna Finiamola Fate Girare

GLI IMMIGRATI INVECE…

grazie Francesco

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IN VETRINA
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 la foto di Gabriele Storani. 
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IL POPULISMO ( …MAMMA ! LI POPULISTI… )
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Tarchi: non demonizzate il populismo, semmai studiatelo meglio

Tarchi: non demonizzate il populismo, semmai studiatelo meglio

domenica 17 gennaio 2016 

Molta letteratura di parte e interessata respinge il populismoaccusandolo di cavalcare la paura degli individui e delle comunità che si sentono minacciate dagli stravolgimenti della globalizzazione. Parte proprio da qui l’analisi del politologo Marco Tarchi sull’ultimo numero diDiorama che in copertina ha un titolo provocatorio: “Imprenditori della paura”. ma chi sono, veramente, gli imprenditori della paura? I leader populisti? Secondo Tarchi no, anzi al contrario coloro che speculano sulle paure collettive sono proprio quelli che agitano allarmismo e catastrofismo per fermare l’avanzata dei movimenti populisti. 

Tarchi: si vuole impedire di capire a fondo l’avversario

Un esempio? Il primo ministro francese Manuel Valls che, al ballottaggio per le regionali, ha dichiarato che un successo del Front National avrebbe portato alla guerra civile. Questo atteggiamento ha un duplice scopo: si punta non solo alla classica demonizzazione dell’avversario ma soprattutto si vuole impedire di conoscere in modo adeguato il “nemico”, perpetuando nei suoi confronti un clima di totale emarginazione. Si tratta di atteggiamenti che vediamo concretizzarsi in Olanda, Norvegia, Svezia, Finlandia, Francia, Svizzera, Danimarca e da ultimo in Polonia e Ungheria cioè ovunque i partiti populisti conquistano consenso e spazio di manovra.

I nemici del populismo sono i veri censori del pensiero

Per Marco Tarchi dunque si tratta di uno “psicodramma” organizzato e voluto: “La paura diventerà ovunque, come già sta accadendo, l’arma più usata per impedire al popolo di pronunciarsi liberamente al momento di scegliere a chi affidare i propri destini politici. Un vero e proprio apparato di terrorismo psicologico entrerà in azione con i mezzi più subdoli e un grande potenziale di mobilitazione per impressionare l’elettorato e spingerlo a cedere a impulsi irrazionali. Non c’è più ormai alcuna ragione di dubitarne: oggi sono i nemici del populismo i veri imprenditori della paura, i censori del pensiero, gli istigatori del linciaggio morale degli avversari”.

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GLI ARTICOLI DELLA DOMENICA ( DA “il GIORNALE” di MILANO )

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TRE ARTICOLI
 

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Commenti:

45 

Siamo già sottomessi. Inutile fare attentati

L’Isis non ci ha attaccato nonostante l’Italia sia porto franco per terroristi. Merito nostro: abbiamo rinunciato alla dignità

Magdi Cristiano Allam – Dom, 17/01/2016 

Com’è possibile che in Italia non ci sia stato un grave attentato terroristico islamico, come quelli che hanno insanguinato Parigi nel gennaio e nel novembre del 2015, nonostante che siamo oggettivamente la principale porta d’accesso dei terroristi provenienti dal Mediterraneo?Nonostante che l’Italia sia per eccellenza il porto franco dei terroristi islamici, dove entrano, escono, risiedono ed operano a proprio piacimento, contando sul fatto che siamo l’unico Stato al mondo che ha legalizzato di fatto la clandestinità? Nonostante che la sicurezza interna sia stata gravemente minata dalla scomparsa nel nulla di almeno 240 mila clandestini, considerando che solo tra il 2014 e il 2015 sono entrati 330 mila clandestini, mentre risultano ospitati nei centri di accoglienza circa 90 mila clandestini?Nonostante che l’Italia sia l’unico Stato al mondo che fa entrare centinaia migliaia di clandestini sprovvisti di documenti, limitandosi a registrare le generalità che loro declinano a piacimento, mantenendoli a proprie spese?Nonostante che la stragrande maggioranza dei clandestini che l’Italia accoglie siano giovani musulmani di sesso maschile dai 20 ai 30 anni, profilo corrispondente a quello degli attentatori delle stragi perpetrate ovunque nel mondo?Nonostante che l’Italia sia l’unico Stato al mondo che collabora direttamente con gli scafisti, concordando tempo e luogo della consegna dei clandestini, e indirettamente con i terroristi islamici che dal 2011 controllano le coste libiche da cui salpano le imbarcazioni, evidenziando che scafisti e terroristi islamici sono soci in affari e si spartiscono i proventi del traffico dei clandestini? Nonostante che l’Italia sia l’unico Stato al mondo in cui i clandestini e gli immigrati si fanno beffe degli ordini di espulsione, continuando a risiedere nel nostro Paese con o senza documenti d’identità contraffatti modificando a piacimento le proprie generalità? Nonostante che tutti i musulmani, sulla base di un detto di Maometto, siano convinti che Roma, in quanto dimora della Chiesa cattolica e simbolo della cristianità, sarà sottomessa all’islam e, pertanto, legittimano ogni azione che persegua tale finalità?Nonostante che l’Italia, quale custode del più cospicuo patrimonio cristiano e culturale dell’umanità, abbia una infinità di obiettivi che secondo i terroristi islamici devono essere colpiti e distrutti, quali chiese e musei? Nonostante che lo stesso «califfo» Abu Bakr al-Baghdadi, capo dello «Stato islamico» dell’Isis, abbia condannato l’Italia come il «nemico crociato», annunciato che saremo il loro prossimo bersaglio, anticipando la loro conquista con video, immagini e proclami altisonanti? Nonostante che le nostre forze dell’ordine, con un’età media di 45 anni, carenti sul piano dell’armamento e dell’addestramento, malpagate e non tutelate dalla legge, siano nettamente svantaggiate nella guerra sferrata da giovani terroristi islamici adeguatamente armati e determinati a morire da «martiri», dicendoci con il sorriso sulle labbra «così come voi amate la vita, noi amiamo la morte»?Nonostante che i nostri Servizi segreti, gettonatissimi dai «figli d’arte» che si garantiscono lauti stipendi a prescindere dai meriti, perseguono l’obiettivo minimale della prevenzione degli attentati ma non dello sradicamento delle cause che generano il terrorismo, intercettando solo la punta dell’iceberg ma ignorando l’iceberg?

Nonostante che il Ministero dell’Interno s’ispiri all’italica filosofia del «vivi e lascia vivere», astenendosi dallo scontro frontale con la struttura del terrorismo islamico radicata nel nostro territorio, limitandosi a espellere i singoli «burattini» e le «teste calde» che in modo improvvido si sono esposti pubblicamente? Nonostante che il nostro Governo pratichi la politica dello struzzo negando la realtà della guerra globalizzata e l’adozione di provvedimenti d’emergenza, escludendo un impegno militare diretto e mai e poi mai con forze di terra neppure in Libia?Nonostante che la nostra Magistratura sia sostanzialmente ingenua, lassista e ideologicamente collusa, pretendo l’abolizione del reato di clandestinità, legittimando e scagionando chi predica il terrorismo islamico equiparandolo alla libertà d’espressione? Nonostante che in Italia Stato e Chiesa convergano sulla legittimazione dell’islam a prescindere dai suoi contenuti e sulla proliferazione di moschee e di scuole coraniche? Nonostante che tradizionalmente l’Italia sia stata debole con il terrorismo, sottoscrivendo accordi sottobanco, a partire dal «Lodo Moro» negli anni Settanta con il colonnello Stefano Giovannone del Sismi, che ci preservava dagli attentati in cambio del consenso implicito all’attività logistica dei terroristi palestinesi sul nostro territorio, quali il transito dei loro militanti e il procacciamento delle armi? Ebbene, proprio perché l’Italia è la principale porta d’accesso e un porto franco dove i terroristi islamici operano a piacimento, che ha legittimato la clandestinità e l’auto-invasione collaborando con scafisti e terroristi, che mantiene a proprie spese chiunque sbarca e tra loro si annidano i terroristi, che ha forze dell’ordine e Servizi segreti inadeguati, un ministero dell’Interno e un Governo pavidi e inetti, una Magistratura compiacente, uno Stato e una Chiesa islamicamente corretti, non abbiamo finora subito un grave attentato terroristico islamico. La verità è che non ci colpiscono non solo perché non corrisponderebbe al loro interesse, ma perché sostanzialmente ci comportiamo come se fossimo già sottomessi all’islam. Prima ancora che ci taglino la testa, ci siamo arresi rinunciando alla nostra sovranità, dignità e libertà. Svegliamoci!magdicristianoallam.it

 

Riabilitiamo la Russia per salvare l’Europa

Gli europei lavorino per riavvicinare Mosca e Usa. Solo così si batterà l’Isis

Francesco Alberoni – Dom, 17/01/2016 

Nel 1979 mentre Khomeini stava andando al potere in Iran, ho fatto un viaggio nei college Usa per vedere come i miei colleghi sociologi e politologi studiavano la rivitalizzazione dell’islam.

Mi ero accorto che in molti Paesi islamici era in atto un grande movimento collettivo islamista antioccidentale, ma non ho trovato nessuno che se ne occupasse. E quando dicevo loro che nel Novecento c’erano stati il comunismo, il fascismo, il nazismo e ora stava esplodendo l’islamismo mi guardavano sbalorditi.In seguito gli americani hanno combattuto i regimi laici di Saddam Hussein, Gheddafi, Assad e si sono accorti che dopo averli sconfitti erano gli islamisti che prendevano il potere. Hanno cercato di combatterli con l’aiuto dei Paesi arabi, ma costoro in realtà li armavano e li finanziavano. Cosi il grande movimento collettivo islamista, dopo l’Iran, ha di fatto conquistato l’Afghanistan, l’Irak, la Siria, la Libia, ha infiltrato la Turchia, l’Indonesia, l’Africa, minaccia l’Arabia Saudita, penetra in Europa. E gli americani sono impotenti.

Gli europei hanno seguito gli americani in tutti i loro capricci, anche quando – dopo la scomparsa dell’Urss – hanno continuato la Guerra fredda contro la Russia, minacciandola con la Nato, condannandola per la Crimea a colpi di sanzioni, fino a dividerla dall’Europa di cui ha sempre fatto parte politicamente e culturalmente. Gli americani non si sono accorti del terribile nemico islamista e hanno continuato a combattere quello che sarebbe stato il loro più naturale alleato.Cosa possiamo fare noi europei, noi singoli cittadini? Cercare di cambiare il clima culturale di diffidenza verso la Russia. Ricordiamo a tutti che apparteniamo alla stessa civiltà. Facciamo finire la Guerra fredda, creiamo un fronte comune occidentale di amicizia e fiducia. Creiamo occasioni di incontri. Facciamo finire le sanzioni. Aiutiamo Russia e Ucraina a trovare un accordo creando una costituzione che dia grandi autonomie. Lavoriamo tutti per ricreare la pace fra America, Europa e Russia.

 

I pozzi avvelenati di Renzi

Spuntano i contatti di papà Boschi con la massoneria. Il premier trema. Anche i poteri occulti lo mollano

Alessandro Sallusti – Dom, 17/01/2016 

Ci mancavano pure faccendieri massoni, già noti alle cronache, ad avvelenare l’inizio anno del premier e dei suoi uomini (e donne).

L’ultimo ingresso nel magico mondo che fa da contorno a Matteo Renzi è Flavio Carbone, discusso uomo d’affari e di trame già coinvolto in quasi tutti i misteri e gli scandali degli ultimi quarant’anni. Sostiene di avere avuto un ruolo di consulente attivo negli affari di Banca Etruria, addirittura di essere stato consultato più volte da papà Boschi e di averlo ricevuto nel suo studio romano.

Di certo i Boschi non potevano non sapere in che mani si stessero mettendo, perché quello di Carboni è nome sconosciuto al pubblico ma notissimo alla nomenclatura, al mondo degli affari e, soprattutto, a quello giudiziario.Ognuno è libero di frequentare chi vuole, ma certo qualche cosa non torna nella favola dei ragazzi prodigio Renzi-Boschi acqua e sapone cresciuti tra boy scout, presepi viventi e contadini scarpe grosse e cervello fino. Un giorno, a occhio non lontano, scopriremo la vera storia dell’ascesa di questo cerchio magico fiorentino e di quel blitz che li ha portati a governare il Paese senza passare dalle urne. Per ora accontentiamoci di annotare che quantomeno la buona stella li ha abbandonati.

Prima Roma, diventata lo zimbello d’Italia per l’incapacità del Pd di gestire il fenomeno Marino. Poi l’inchiesta sul padre di Renzi per truffette di periferia, poi lo scandalo dell’Etruria, banca di famiglia (Boschi) e il governo che salva gli amici e non i risparmiatori.Si gira pagina: 2016. Renzi inaugura trionfante l’anno borsistico con la quotazione della Ferrari. In due settimane la Borsa perde il 10 per cento e il gruppo di Marchionne brucia oltre cinque miliardi. Un disastro. Il premier fa spallucce: colpa dei gufi. Ma l’Europa gli dice chiaro di smetterla di fare il pirla e di truccare i conti del Paese. E ora arriva pure il faccendiere massone a raccontare, manco fosse Buscetta, presunte verità inquietanti.Intanto il gradimento degli italiani per il premier abusivo sfonda in discesa quota 30 per cento, livello da allarme rosso. Vuoi vedere che il Paese reale, quello dei salotti buoni e quello dei poteri occulti si è stufato di questo signore venditore di fumo ancora prima di quanto anche noi potessimo immaginare?

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L’EDICOLA

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——– Original Message ——–

Subject: 18 gennaio – Leggi le principali notizie del lunedì
Date: Mon, 18 Jan 2016 05:33:05 +0100
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Lunedì, 18 gennaio 2016
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“Chiediamo al Governo di annunciare ufficialmente che, in caso di chiusura delle frontiere da parte dell’Austria, l’Italia chiuderà contestualmente il proprio confine con la Slovenia”. Una richiesta, quella del presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che arriva nel giorno dell’annuncio, da parte dell’Austria, della sospensione degli accordi di Schengen.

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“AUGURI A PAPA’ SGARBI” – GIANCARLO LEHNER : IL PRIGIONIERO “ANTONIO GRAMSCI TRADITO  PERSEGUITATO STRUMENTALIZZATO DA TOGLIATTI”  E ALTRE NEWS – [ “AZ.” – 18.01.’16 ]
 
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Giancarlo Lehner, a destra, con l’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi nella residenza di questi ad Hammamet nel ’98

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LA STORIA
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 la foto di Francesco Davoli.

Il meno che si possa fare è togliere i loro nomi dalle strade italiane ed al loro posto s’innalzi quello dei loro persecutori, iniziando da quanti vennero bollati come “briganti” perchè resistettero alla loro invasione ed ai loro tradimenti

foto di Francesco Davoli.
Francesco Davoli 

La truffa dell’Unità d’Italia: dal ladro Garibaldi ai Rothschild

Questa è la vera storia d’Italia

685.000 persone uccise nel Meridione, 500.000 arrestate, molti delle quali deportate nei lager sabaudi a Finestrelle, località a 2000 metri in Piemonte, dove i prigionieri venivano sciolti nella calce viva; 62 paesi distrutti e incendiati. Tutti gli ordini religiosi soppressi da una legge dello Stato. Persecuzioni ai cristiani.

Questo è stato il Risorgimento italiano.

La storia ufficiale racconta che i Mille guidati da Giuseppe Garibaldi, benché disorganizzati e privi di alcuna esperienza in campo militare, avrebbero prevalso su un esercito di settanta mila soldati ben addestrati e ben equipaggiati quale era l’esercito borbonico. In realtà l’impresa di Garibaldi riuscì solo grazie ai finanziamenti dei Rothschild, con i loro soldi i Savoia corruppero gli alti ufficiali dell’esercito borbonico che alla vista dei Mille batterono in ritirata, consentendo così la disfatta sul campo. Dunque non ci fu mai una vera battaglia, neppure la storiografia ufficiale ha potuto insabbiare le prove del fatto che molti ufficiali dell’esercito borbonico furono condannati per alto tradimento alla corona. Il sud fu presto invaso e depredato di ogni ricchezza, l’oro dei Borbone scomparve per sempre. Stupri, esecuzioni di massa, crimini di guerra e violenze di ogni genere erano all’ ordine del giorno. L’unica alternativa alla morte fu l’emigrazione. Il popolo cominciò a lasciare le campagne per trovare altrove una via di fuga. Ben presto il malcontento generale fomentò la ribellione dei sopravvissuti, si trattava di poveri contadini e gente di fatica che la propaganda savoiarda bollò con il dispregiativo di “briganti”, così da giustificarne la brutale soppressione.

A 150 anni di distanza si parla ancora di questione meridionale. ( . . . )

LA LETTERA DI GARIBALDI A COLLODI” NEL ROMANZO “LE CONFESSIONI DI JOSEPH MARIE GARIBALDI'”
«Illustrissimo professore Carlo Lorenzini,
Scrivo con rispetto e gratitudine a Voi che decideste di farmi cosa grata riportando le mie memorie al popolo di una penisola che mai amai come avrei potuto, che mai difesi come avrebbe meritato.
Una penisola che non fu mai e mai sarà la mia patria.
Una penisola meravigliosa che io non solo non unificai, se non unicamente al nome, ma che addirittura divisi, e, per mia colpa, divisa sarà per sempre. codesto giorno, trentuno maggio ottantadue del secolo milleottocento, sono a ricordare la mia vita trascorsa, in attesa che venga definitivamente compiuto il mio destino forse non temo neppure: diciamo che attendo che presto sia fatta giustizia e chi mai può sapere se dopo la morte vi sarà giustizia?!
Voi infatti penserete che io sia felicemente italiano: se così fosse le sorprese non vi mancheranno.
Se vi aspettavate un patriota, troverete un avventuriero.
Se vi aspettavate un probo, troverete un dissoluto.
La spedizione dei mille fu realmente la più vile porcata che il suolo della penisola possa aver mai vissuto e, a questo punto, spero che mai sia costratta a rivedere.
La mia vita era rivolta alla ricerca di fama e ricchezza: mi venne in mente di unificare l’Italia in quanto sarei potuto diventare potente e ricco.
Cercai appoggi, soldi e falsi ideali su cui far leva e trovai qualcuno che, dopo avermi usato, mi mise da parte.
Diciamo subito e senza giri di parole: il patriottismo in Italia non è mai esistito.
Mi ricordano tutti come il patriota Giuseppe Garibaldi, ma queste sono voci, magari leggende, ma certamente menzogne.
Mi chiamo Joseph Marie Garibaldi e, contrariamente, a quanto pensano molti, sono e mi sento francese.
l’Italia del Nord depredò ltalia del Sud con atti di ferocia tale che mai potrà essere cancellata ed ancora accade mentre sto scrivendo…».
Sono passati 154 anni, accade ancora oggi…

 
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