NEL SEDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI BETTINO CRAXI LO RICORDIAMO – L’EDICOLA E ALTRE NEWS


NEL SEDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI BETTINO CRAXI LO RICORDIAMO – L’EDICOLA E ALTRE NEWS 

Arturo Stenio Vuono ( “Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono )
 BETTINO CRAXI LO RICORDIAMO –  STATISTA EMINENTE E GRANDE LEADER DELLA SINISTRA  CHE AVEVA SCELTO LA NAZIONE. IL SUO PSI NON MARXIANO E NON SUBALTERNO AL CATTOCOMUNISMO. LA VULGATA  DEL DISPREGIO TARDA A MORIRE E LE ISTITUZIONI – TUTTE – SI COMPORTANO COME SE NON FOSSE MAI ESISTITO. NESSUNO MAI, AL SENATO E ALLA CAMERA, A TUTT’OGGI , “RISCHIA” DI RICORDARLO PERCHE’, COME DIRE, “CHI TOCCA I FILI MUORE”. LO FACCIAMO NOI, NEL NOSTRO PICCOLO, CERTO  E’ POCA COSA, NON E’ SUFFICIENTE AD ABBATTERE L’OBLIO, COLPEVOLE, DEI MISERABILI CHE HANNO IMPERVERSATO. MA LO FACCIAMO, CON GRAND EMOZIONE  E COMMOZIONE, NOI CHE NON SIAMO STATI  SOCIALISTI E ABBIAMO SEMPRE MILITATO NELLA DESTRA.
 
[ “AZ.” – 25 GENN. ’16 ]
 
 
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OGGI
 
NEL SEDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI BETTINO CRAXI LO RICORDIAMO – L’EDICOLA E ALTRE NEWS 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 25.01.’16 ]
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Associazione Azimut – WordPress.com

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… Marx voterebbe… azimutassociazione.wordpress.com/2015/12/29/app… …. 40,026 Visite su Wordpress a cui vanno sommati 99.660 visite ricevute sul 

 

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IN COPERTINA
L’amico Giancarlo Lehner, e la coerenza di non essere tra i “bruti di Bettino” – vicino sino all’ultimo al leader -,  a destra, con l’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi nella residenza di questi ad Hammamet nel ’98

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Bettino Craxi – Wikipedia

Passa a L’inizio della carriera politica  – Primo dei tre figli dell’avvocato VittorioCraxi (1906 … della provincia di Messina sui Nebrodi), e di Maria …

Addio a Bettino Craxi stroncato da un infarto – La Repubblica

www.repubblica.it/online/politica/craxi1/caprile/caprile.html

ROMA – Bettino Craxi è morto. Stroncato da un infarto poco dopo le 17 di ieri nella sua villa di Hammamet in Tunisia. La grande casa bianca nella quale si era  …

Sedicesimo anniversario della scomparsa di Bettino Craxi …

www.specchiosesto.it › Politica

5 giorni fa – Domani, 19 gennaio 2016, ricorre il sedicesimo anniversario della scomparsa di Bettino Craxi. La Fondazione Craxi ha organizzato un viaggio …

19 gennaio 2016 : 16° anniversario della scomparsa di …

4 giorni fa – Craxi: via noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi» … 2016 : 16° anniversario della scomparsa di Bettino Craxi – «Craxi: via noi, …

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LINK

Intervista a Bettino Craxi del 11/03/1997 – YouTube

17 gen 2014 – Caricato da RadioLombardiaTube

Intervista di Luca Levati all’ex Segretario del PSI Bettino Craxi in … BETTINO CRAXI – LA MIA VITA …

Intervista a Bettino Craxi tre giorni prima di morire – YouTube

19 gen 2010 – Caricato da anglotedesco

Iceberg (18/01/10)-Intervista a Bettino Craxi tre giorni prima dimorire … BETTINO CRAXI – LA MIA …

Intervista a Bettino Craxi (1989) – Mixer – YouTube

17 lug 2014 – Caricato da Viqueria – Storia

Minoli intervista il segretario del Partito Socialista Italiano BettinoCraxi. … paragonate quel mentecatto …

Intervista Bettino Craxi 1997 – Europa e Trattato di Maastricht

12 ott 2012 – Caricato da Gennaro Salvatore

Bettino Craxi, in una intervista del 1997, parla dell’Europa e dicome essa influirà sull’Italia …

CRAXI – L’EUROPA SARA’ UN INFERNO – YouTube

13 dic 2012 – Caricato da byoblu

Iceberg (18/01/10)-Intervista a Bettino Craxi tre giorni prima dimorire … BETTINO CRAXI – LA MIA …

Craxi accusa Napolitano di aver taciuto sul finanziamento …

27 mag 2011 – Caricato da Follow your dreams

Durante il processo Cusani, Bettino Craxi accusa l’allora Presidente della Camera … Edit 7/08/2012 …

BETTINO CRAXI: “L’EUROPA SARA’ UN INFERNO …

14 mag 2012 – Caricato da bob Desnos

Help us caption & translate this video! http://amara.org/v/E72k/ … Iceberg (18/01/ 10)-Intervista a Bettino …

Bettino Craxi: intervista di Porta a porta del 13 … – Rai

07 feb 2012 – Vai all’archivio diPorta a Porta 2011-2012. Bettino Craxi: intervista diPorta a porta del 13 Novembre 1996. Durata:00:00:50; Andato in …

Craxi sapeva tutto: L’Europa sarà un INFERNO! (VIDEO …

http://www.notiziedalweb.org/videocraxi-europa-inferno/

(VIDEO) Ecco perchè fu fatto fuori. craxi … Proprio quello a cui ci fa pensare questaintervista di Bettino Craxi, registrata in Tunisia durante il suo esilio volontario.

Hammamet, l’ultima intervista a Craxi (1^ parte) – Panorama

http://www.panorama.it › News › Politica

18 gen 2013 – Le conversazioni informali di Bettino Craxi con la nostra Paola Sacchi, a tredici anni dalla sua scomparsa, raccolte ad Hammamet tra il 1997 ed ..

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SEDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI BETTINO CRAXI
 
Il dramma alle 17 di ieri sera. Aveva 65 anni
L’ex leader del Psi era stato operato a novembre

Addio a Bettino Craxi
stroncato da un infarto
Con lui c’era solo la figlia Stefania

di RENATO CAPRILE

 

ROMA – Bettino Craxi è morto. Stroncato da un infarto poco dopo le 17 di ieri nella sua villa di Hammamet in Tunisia. La grande casa bianca nella quale si era rifugiato nel ’94 e dalla quale in tutti questi anni aveva inviato fax, polemizzato, partecipato alla vita politica italiana e soprattutto gridato la propria innocenza. 


Non gli è riuscito dunque di tornare in Italia da uomo libero come aveva desiderato fino all’ ultimo, non ci tornerà da morto. “Non chiedo carità pelose – aveva detto rifiutando sdegnosamente l’offerta di arresti domiciliari per il suo grave stato di salute – non sono né un latitante né un fuggiasco, sono un esule politico e se non posso tornare a casa mia da uomo libero, preferisco rimanere qui, anche da morto”.

Era malato Craxi, molto malato. Di una grave forma di diabete che gli aveva progressivamente attaccato i reni e indebolito il cuore, trasformando le ultime settimane della sua vita in un inferno di medici, ospedali e interventi chirurgici. Da qualche giorno però le sue condizioni sembravano migliorate. Tanto che ieri ad Hammamet accanto a lui c’erano soltanto Stefania, la figlia, e il nipotino di dieci anni. Bobo, l’altro figlio, era in Italia. E Anna, la moglie, aveva approfittato di questo miglioramento per andare in Francia anche lei per curarsi.

Craxi aveva 65 anni. Ne avrebbe compiuti sessantasei il 24 febbraio prossimo. La cronaca degli ultimi suoi istanti di vita è breve e drammatica. Sembra una giornata tranquilla. Con Craxi che si mostra di buon umore, mangia con appetito e nel pomeriggio si concede un tè alla menta. Poi va a riposare. Intorno alle 17 si alza per andare in bagno ma rifiuta di farsi accompagnare da Stefania. “Grazie, ce la faccio da solo”. Ed è in bagno che Stefania lo troverà poco dopo agonizzante. Ed è probabilmente lì che Bettino le muore tra le braccia ragalandole un ultimo sguardo d’amore. Poi Stefania trova la forza di chiamare un’autoambulnza che arriva dopo poco e porta l’ex leader socialista alla clinica “Les violettes” praticamente già morto. Morto, beffa del destino, proprio nel giorno in cui la Camera aveva dato il prima via libera alla Commissione d’inchiesta su Tangentopoli per la quale Craxi si era a lungo battuto.

Gli ultimi mesi di vita di Bettino Craxi sono una interminabile via crucis di ricoveri, analisi e bollettini medici. Dove dolore e polemiche, visto che Craxi non è un malato qualunque, si intrecciano innescando polemiche a non finire sull’ipotesi di aprire o meno un “corridoio umanitario” che colleghi Hammamet a Roma e che consenta a Craxi di curarsi in Italia. Una battaglia che inizia il 13 settembre dello scorso anno con le prime notizie dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute ed entra nella fase più acuta il 24 ottobre, quando Craxi viene ricoverato ad Hammamet nella clinica “Les violettes” per problemi cardiaci.

A settembre del ’99 le prime avvisaglie di un calvario che sarebbe durato quattro mesi. La dottoressa Ornella Melogli, sua diabetologa da anni, lo visita e trova le sue condizioni “critiche” tanto da consigliarne il ricovero a Tunisi. Partono gli accertamenti e il 24 ottobre Craxi entra all’ospedale militare di Tunisi per una improvvisa crisi cardiaca complicata da una insufficiente funzionalità epatica. Dopo una settimana l’ex leader socialista comincia a migliorare e il 30 ottobre i medici sciolgono la prognosi. Il 9 novembre, una nuova crisi cardiaca, un nuovo ricovero all’ospedale di Tunisi. I medici lo dimettono il 13 novembre ma parlano della necessità di un intervento al cuore per inserire un by-pass per aggirare la disfunzione vascolare.

Craxi ribadisce, di fronte alle offerte di un salvacondotto umanitario per farsi curare nel suo paese, che rientrerà in Italia solo da “libero cittadino”, e che “con l’aiuto di Dio” spera di uscire “presto e bene da questa incresciosa situazione”. Il 30 novembre un’équipe italo-tunisina gli asporta il rene destro. L’intervento riesce perfettamente. Craxi lascia l’ospedale di Tunisi l’11 dicembre e torna ad Hammamet. Trascorrerà Natale e Capodanno in convalescenza. Dieci giorni fa l’ultima visita di controllo. Sembrava stesse migliorando. E invece un infarto se lo è portato via in un pomeriggio di pioggia ad Hammamet, la sua casa per oltre cinque anni e forse anche la sua tomba.

(20 gennaio 2000)

 
SEDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI BETTINO CRAXI
 
Anniversario della scomparsa di Bettino Craxi «Craxi: via noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi» Per ricordare l’anniversario della scomparsa di Bettino Craxi, avvenuta il 19 gennaio 2000, riproduciamo alcuni brani tratti dal volume B. Craxi, Io parlo, e continuerò a parlare. Note e appunti sull’Italia vista da Hammamet, a cura di A. Spiri, Mondadori 2014, € 18,00, che raccoglie gli scritti del leader socialista durante gli anni dell’esilio tunisino, “scritti che oggi appaiono assolutamente profetici”. I brani sono significativi per i temi che trattano e per il taglio con cui essi sono affrontati: emerge la visione di uno statista profondamente radicato nella sinistra e nella tradizione socialista, non subalterno ai poteri della finanza e alle lobby di vario genere, uno statista che analizza i problemi nazionali e internazionali mettendosi sempre dal punto di vista degli interessi del mondo del lavoro, con grande lucidità e autorevolezza, senza opportunismi, senza demagogia, senza abiure o apostasie; che torna a denunciare la natura da sempre illegale del finanziamento di tutti i partiti dopo averlo fatto alla Camera, con coraggio e lealtà, sfidando i dirigenti politici, che sedevano con lui in Parlamento, ad alzare la mano e a smentirlo se quanto affermato non rispondesse alla verità. Ma nessuno ha osato fiatare, nascondendosi dietro un silenzio ipocrita e vile. Ora, superata l’ubriacatura giustizialista, responsabile del vuoto politico della cosiddetta seconda repubblica, e toccati con mano l’ipocrisia e il falso moralismo dei suoi protagonisti, da qualche anno si assiste alla riconsiderazione e alla rivalutazione del ruolo politico rivestito da Craxi, come leader di partito e come capo del governo. Il volume di Valerio Riva, Oro da mosca, collana Oscar Storia, Arnoldo Mondadori editore, Milano 1999, pp. VIII- 890, €. 13,00, fornisce ampia documentazione dei finanziamenti illeciti erogati, in dollari, dalla Russia al PCI (graziato, chissà perché, dai giudici di Milano!), su richiesta esplicita di Togliatti, Secchia, Longo, Cervetti, Cossutta, Berlinguer, ecc., ecc., per un totale di lire 2.486.680.400 soltanto dal 1971 al 1990 (il calcolo si basa sulle ricevute firmate dai rappresentanti italiani del PCI incaricati di riscuotere i finanziamenti). CURINGA, li 19 gennaio 2016 LA COMUNITÀ SOCIALISTA DI CURINGA torità competenti, gruppi finanziari collegati alla finanza internazionale, diversi gruppi, speculando sulla lira evidentemente sulla base di informazioni certe, che un’indagine tempestiva e penetrante avrebbe potuto facilmente individuare, hanno guadagnato in pochi giorni un numero di miliardi pari alle entrate straordinarie della politica di alcuni anni. Per non dire di tante inchieste finite letteralmente nel nulla. Sono cose che i potenti, o alcuni di loro, si possono permettere impunemente senza che questo costituisca motivo di scandalo, di indignazione popolare e men che meno oggetto di appropriate e approfondite indagini… (pp. 12, 17-18) D’Alema ha detto che con la caduta del Muro di Berlino si aprirono le porte ad un nuovo sistema politico. Noi non abbiamo la memoria corta. Nell’anno della caduta del Muro, nel 1989, venne varata dal Parlamento italiano una amnistia con la quale si cancellavano i reati di finanziamento illegale commessi sino ad allora. La legge venne approvata in tutta fretta e alla chetichella. Non fu neppure richiesta la discussione in aula. Le Commissioni, in sede legislativa, evidentemente senza opposizioni o comunque senza opposizioni rumorose, diedero vita, maggioranza e comunisti d’amore e d’accordo, a un vero e proprio colpo di spugna. La caduta del Muro di Berlino aveva posto l’esigenza di un urgente “colpo di spugna”. Sul sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attività politiche, in funzione dal dopoguerra, e adottato da tutti anche in violazione della legge sul finanziamento dei partiti entrata in vigore nel 1974, veniva posto un coperchio… (p. 124) Io ho usato il linguaggio della verità, a differenza di altri che non lo hanno fatto, e mi sono assunto le responsabilità che mi dovevo assumere come segretario di un grande partito democratico letteralmente distrutto da una ondata di giustizialismo, il cui scopo principale non era e non è la lotta alla corruzione, ma il buon funzionamento di una orologeria politica che oggi del resto continua nella sua opera nefasta perseguendo nuovi obiettivi… (p. 48). Il flusso finanziario proveniente dall’Est e diretto al PCI fu per anni costante e di robusta portata. Vi concorrevano finanziamenti diretti, iscritti nel bilancio del PCUS, rendite da attività commerciali di favore, tangenti di imprese italiane che lavoravano in più paesi… Da più di un documento risulta che questa collaborazione durò sino al 1990… (pp. 126, 127). La montagna ha partorito il topolino. Anzi il topaccio. Se la Prima Repubblica era una fogna, è in questa fogna che, come amministratore pubblico, il signor Prodi si è fatto le ossa. Se la Prima Repubblica era invece qualcosa di meglio, anche per lui le condizioni della sua crescita erano state migliori… (p. 135). I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un’appendice ai dieci comandamenti. I criteri con i quali si è oggi alle prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date. L’andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La situazione odierna è diversa da quella sperata. Più complessa, più spinosa, più difficile da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poiché si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il futuro dell’Europa Comunitaria, come tutti i Trattati può essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero ormai di paesi aderenti. Questa è la regola del buon senso, dell’equilibrio politico, della gestione concreta e pratica della realtà. Su di un altro piano stanno i declamatori retorici dell’Europa, il delirio europeistico che non tiene contro della realtà, la scelta della crisi, della stagnazione e della conseguente disoccupazione. Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro… (pp. 152-153). La pace si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato, e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni nazione ha una sua identità, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non può rinunciare. Più nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. Cancellare il ruolo delle nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle più ampie unità che si vogliono costruire. Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare». 
 
N. B.— I documenti riprodotti nelle pagine seguenti sono tratti dal libro di Valerio Riva, Oro da Mosca, sopra citato: 1) Copia della richiesta (in cirillico) di finanziamento da parte di Enrico Berlinguer (1976) di 1.000.000 di dollari e dei documenti nn. 122 (relativo alla richiesta di Berlinguer), 121 e 123; 2) copia di alcune ricevute per quietanza da parte degli incaricati di riscuotere le somme erogate da Mosca. 862 O ro da M osca Co b. cexpeTHO 0 C0 EA51 nAfTKA u K K D C C ,j*, Y3X X ofipaTUJiCH reHepanbHHfi ceKpetapb ¿Ì-Cm Q“ K O M n a p T H H TOB. 3 f i P U / f 0 7 ? e O ~fU . M Z y ,3 o ( m / T – M a 7 0 7 OT C t ic /r tr s r /c c jó o << noMonpj b pa3Mepe Y .6 ‘0 0 . 0 3 ( 7 « p o – i Ha pacxoflH, CBH3aHHue c npoBefleraieM npeflBudopHoft KOimaHHH no BHdopaM b napjiaMeHT. y^oiTHBafl Becbiia BaxHoe 3HaueHne npe^cTOHnpix bh(5opob m h ¿ e s > /c < ^ < 6 jr jw c < * jc flpy3e», C’WTajm Cu i;ejiecoo<5pa3HHM yflOBjieTBopHTb 3Ty npocbóy. IlpoeKT HOCTaHOBJieHHH Uji HICC npmiaraeTCH. ” Man 1976 rofla Richiesta di finanziamento da parte del segretario del PCI Enrico Berlinguer, 1976. Documento n. 122. 756 Oro da Mosca minoranze etniche per studiare la soluzione della questione nazionale in URSS sull’esempio di una delle repubbliche federate (7 persone per 10 giorni); 2-3 conferenzieri e 2 insegnanti del p c i (per 10 giorni); fino a 12 funzionari di partito sulle questioni di partito correnti (per 7 giorni); 5-6 inviati speciali del PCI per reportage giornalistici s u H’u r ss (per 10 giorni). 2 Inviare in Italia: una delegazione del p c u s per affrontare i problemi inerenti al lavoro di organizzazione di massa, prevista dal programma del 1975 (8 persone per 12 giorni); una delegazione del PCUS per affrontare i problemi inerenti alla politica economica del PCI (5 persone per 10 giorni); una delegazione culturale del p c u s (5 persone per 10 giorni); q u a ttro fu n z io n a ri p e r p a rte c ip a re a c o n v e g n i e sim p o s i d e l PCI (p e r 7 g io rn i); 8 conferenzieri e due insegnanti da inviare nelle scuole di partito del PCI (per 10-12 giorni) per accordo con la direzione del PCI. 121 Segretissimo – d o ssier sp e c ia l e 26 marzo 1976 Al cc del pcu s Oggetto: questione della Sezione internazionale del CC del p c u s Al cc del PCUS si è rivolto il membro della direzione e della segreteria del Partito comunista italiano, compagno Cervetti (messaggio cifrato da Roma n. 432 del 19 marzo 1976) chiedendo di fornire al suo partito un aiuto finanziario per l’importo di un milione di dollari. Riteniamo opportuno soddisfare questa richiesta degli amici italiani ascrivendo la spesa al Fondo di assistenza. Si allega bozza di delibera del CC del PCUS. B. Ponomarev [Sul doc., nella parte superiore del foglio figurano 6 firme autografe di approvazione.] ALLEGATO Segretissimo – d o s s ie r s p e c ia le – V. 3/25 30 aprile 1976 Ai comp. Andropov e Ponomarev Delibera del cc del pcu s Oggetto: questione della Sezione internazionale del cc del p c u s 1 Prestare nel 1976 un aiuto finanziario al Partito comunista italiano per l’importo di 1.000.000 di dollari. 2 Incaricare il Comitato per la sicurezza di Stato presso il Consiglio dei ministri dell’URSS di trasferire i mezzi finanziari. [In calce al doc. compare l’annotazione: «Formalizzare», firmato K. Bogoljubov.] 122 Segretissimo – d o ssie r sp e c ia l e 12 maggio 1976 Al cc del p c u s Oggetto: questione della Sezione internazionale del cc del p c u s Al cc del PCUS si è rivolto il segretario generale del Partito comunista italiano, compagno Enrico Berlinguer (messaggio cifrato da Roma n. 707 dell’ll maggio 1976) chie- Documenti 757 dendo in forma urgente un aiuto finanziario pari all’importo di 1.000.000 di dollari in vista delle spese connesse alla campagna elettorale per le elezioni politiche. Tenendo conto che le prossime elezioni rivestono una grande importanza per gli amici italiani, riteniamo opportuno soddisfare detta richiesta. Si allega bozza di delibera del cc del pcus. B. Ponomarev [Sul doc., nella parte superiore del foglio, figurano 7 firme autografe di approvazione, riconoscibili quelle di Suslov, Podgomyj, Pel Se, Andropov, Mazurov, Ustinov.] ALLEGATO Segretissim o – dossier sp eciale – V. 7/64 13 maggio 1976 Ai comp. Andropov e Ponomarev: tutto; al comp. SveSnikov: solo punto 2 Delibera del cc del pcus Oggetto: questione della Sezione internazionale del cc del pcus. 1 Stanziare nel 1976 per il Partito comunista italiano la somma di 1.000.000 di dollari. 2 Incaricare la direzione della Gosbank dell’URSS (compagno SveSnikov) di rilasciare al Comitato per la sicurezza di Stato presso il Consiglio dei ministri dell’URSS la somma di 1.000.000 di dollari per scopi speciali. 3 Incaricare il Comitato per la sicurezza di Stato presso il Consiglio dei ministri dell’URSS di trasferire i mezzi finanziari. Segretario del c c [In calce al doc. compare una annotazione: «Formalizzare» firmata K. Cernenko, 13 maggio 1976.] 123 Segretissim o – dossier speciale 22 luglio 1976 Al cc del pcus Oggetto: questione della Sezione internazionale del cc del p c u s La direzione del Partito comunista italiano si è rivolta al cc del pcus chiedendo un aiuto finanziario supplementare per l’importo di due milioni di dollari (messaggio cifrato da Roma n. 1038 del 14 luglio scorso). Riteniamo opportuno soddisfare parzialmente detta richiesta. Si allega bozza di delibera del cc del pcus. B. Ponomarev [In testa al doc. compare un timbro con la seguente scritta: «Far circolare tra i membri del Politburo del cc del pcus per votazione». Nella parte superiore del foglio figurano alcune firm e autografe di approvazione.] ALLEGATO Segretissim o- dossier speciale – V. 19/24 26 luglio 1976 Ai comp. Andropov e Ponomarev: tutto Delibera del cc del pcus Oggetto: questione della Sezione internazionale del c c del p c u s 1 Riservare al Partito comunista italiano nel 1976 1.500.000 dollari. f r Esempi di firme per quietanza. Documenti n. 55 (Barontini), 112 (Gasperoni), 124 all. I (Cappelloni), 135 allegato (Antelli). filavò /lovu-Ol A % ‘uM iutin, I ì t r ” KO-OQQ S ***><> Unu, m , . £ * * ^ y « ? r _ f’to VX M » ^M- (&A 4 fr&O” &&c ( i ) U- i
 
SEDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI BETTINO CRAXI

Sedicesimo anniversario della scomparsa di Bettino Craxi

specchiosesto 18/01/2016 Politica Lascia un commento 59 Viste

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Garofano-rossoDomani, 19 gennaio 2016, ricorre il sedicesimo anniversario della scomparsa di Bettino Craxi. La Fondazione Craxi ha organizzato un viaggio commemorativo ad Hammamet.
Alcuni di noi, cui Craxi è rimasto nel cuore, si sono ritrovati per decidere se far partecipare una propria delegazione alla cerimonia sulla tomba di Bettino, come fino al 2010.
La maggioranza, ritenendo ancora esserci la mancanza di sicurezza per tale viaggio, ha deciso di ricordare la memoria di Bettino, pubblicando un articolo di Fabrizio Rondolino, redatto a quel tempo per l’Unità, per descrivere cosa è accaduto all�uscita di Craxi dal Raphael Hotel.

M.G. 

1992 non è una serie su Tangentopoli, sul finanziamento illecito della politica o sulle inchieste del pool di Milano: è una mediocre collezione di luoghi comuni contro Craxi e contro Berlusconi che, francamente, non merita di esser vista né commentata, se non come segno di una malattia profonda del nostro spirito pubblico. Che cosa fosse Mani pulite, io l’ho capito la sera del 30 aprile 1993. Quel pomeriggio avevo un appuntamento all’hotel Raphael con Gennaro Acquaviva, capo della segretaria socialista, per convincerlo a convincere Craxi a rilasciarmi un’intervista per l’Unità.
I rapporti fra Pds e Psi, nel fuoco di Tangentopoli, erano praticamente inesistenti. Col senno di poi, direi che è questa la causa fondamentale del crollo della democrazia in Italia. Col senno di allora, ero incuriosito da Craxi (che non avevo mai conosciuto di persona) e desideravo saperne di più. Acquaviva mi disse che non sarebbe stata cosa facile, e ci lasciammo con l’impegno a rivederci nei giorni successivi. Anziché tornarmene al giornale, rimasi davanti al Raphael per aspettare l’uscita del segretario socialista: chissà, forse sarei riuscito ad avvicinarlo e – questo era il sogno di tutti i cronisti politici, allora – forse sarei riuscito a salire in macchina con lui per scambiare quattro chiacchiere.
Quel giorno, a piazza Navona, c’era una manifestazione del Pds convocata per protestare contro la mancata autorizzazione a procedere contro Craxi. La sera prima, infatti, la Camera aveva respinto a maggioranza la richiesta della Procura di Milano, e i ministri di area pidiessina (Barbera e Visco) si erano immediatamente dimessi dal neonato governo Ciampi. Occhetto aveva finito da poco di parlare, quando – saranno state le otto di sera – Craxi uscì dal Raphael. L’albergo era circondato dai manifestanti (post-)comunisti arrivati alla spicciolata dalla vicina piazza, e io ero pacificamente in mezzo a loro, ancora convinto di poter avvicinare il leader socialista per la mia intervista. Sottolineo questo dettaglio perché ciò che accadde poco dopo – gli insulti, le banconote sventolate e soprattutto il fitto lancio di monete – fu per me del tutto inaspettato, inatteso e persino inconcepibile. Indietreggiai di qualche passo e rimasi immobile a fissare la scena – quella stessa scena poi riproposta centinaia di volte dai telegiornali – per un tempo che mi parve infinito, e che si concluse infine con l’auto blindata di Craxi che faticosamente fendeva la folla urlante.
Qualcuno già allora paragonò l’episodio a piazzale Loreto: non perché Craxi fosse Mussolini, ma per la disumana violenza della plebe selvaggia. Per quanto mi riguarda, quel giorno la mia opinione su Mani pulite cambiò radicalmente.
Ero anch’io, come quasi tutti i (post-)comunisti, un giustizialista e un antisocialista – mi capitò persino, e oggi me ne vergogno sinceramente, di incorniciare il primo avviso di garanzia ricevuto da Craxi nel ’92. Quella sera davanti al Raphael capii che cosa effettivamente fosse il giustizialismo, che cosa fosse Mani pulite, che cosa fosse l’anti-craxismo che Berlinguer ci aveva insegnato e che Occhetto andava coltivando: nient’altro che una folla inferocita che tenta il linciaggio.
Se ripropongo questo ricordo, è perché credo da tempo che quel 30 aprile 1993 sia stato il punto di non ritorno della sinistra italiana, oltrepassato il quale non ci sarebbe mai più stata, in Italia, una sinistra riformista unita e vincente (Renzi, comunque lo si giudichi, è tutta un’altra storia). Quelle monetine hanno consegnato il Paese a Berlusconi e a Di Pietro, hanno abolito la democrazia dei partiti e hanno ridotto il Parlamento a ostaggio delle procure. Eppure ancora ci accapigliamo, e non soltanto a sinistra, sulla “riabilitazione” di Craxi: al contrario, dovremmo chiedere noi alla memoria di Craxi un segno di perdono. (Fabrizio Rondolino)

CDa: azimutassociazione@libero.it <azimutassociazione@libero.it>

Data: 23-gen-2016 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi  : 
SEDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI BETTINO CRAXI

 
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COSE DI CASA NOSTRA
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Ottima l’iniziativa di chiamarla lega Italia ma il premier non Salvini ma un nome piu’identificabile come cdx a Berlusconi la scelta

“Lega Italia” e Salvini candidato. Ecco il listone del Centrodestra – INSIGHT – Decolla il progetto di “Lega Italia”, già auspicato nel maggio del 2015 dal…
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Dio prima li fa e poi li accoppia

foto di Antonio Mazzone.
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NOI IN RETE – LINK
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NAPOLI : “SANGUE INNOCENTE STATO INESISTENTE” ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) – “CASO SARRI” – “UNA MAMMA ED UN PAPA’ NIENTE DI DIVERSO” ( CONVEGNO IL 25 P.V: – CIRCOLO LA CONTEA ) E ALTRE NEWS DA ITALIA E MONDO
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 24.01.’16 ]
UNIONI CIVILI ( ANNESSI E CONNESSI ) NON CONFONDERE LA FAMIGLIA VOLUTA DA DIO CON LE ALTRE UNIONI ( IL PAPA ) IRROMPE ANCHE CELENTANO E ALTRE NEWS
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 24.01.’16 ]
OGGI
 
NEL SEDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI BETTINO CRAXI LO RICORDIAMO – L’EDICOLA E ALTRE NEWS 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 25.01.’16 ]
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L’EDICOLA
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——– Original Message ——–

Subject: 24 gennaio – Leggi le principali notizie della domenica
Date: Sun, 24 Jan 2016 05:16:11 +0100
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
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Domenica, 24 gennaio 2016
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Finalmente Papa Francesco batte un colpo contro il politically correct e l’ideologia gender. “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”: così il Pontefice a pochi giorni dall’approdo in Aula del ddl sulle unioni civili.

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