SIAMO IN UNA DITTATURA – CHE FINE HA FATTO LA COSTITUZIONE? ULTIMO VULNUS SOTTO IL PARAVENTO DELLE LORO “UNIONI CIVILI” E ALTRE NEWS


SIAMO IN UNA DITTATURA – CHE FINE HA FATTO LA COSTITUZIONE?
ULTIMO VULNUS SOTTO IL PARAVENTO DELLE LORO “UNIONI CIVILI” E ALTRE NEWS

OGGI A ROMA – CATTOLICI IN PIAZZA
[ resoconto nel prossimo servizio ]
 
I primi sfileranno al Circo Massimo e tra essi ci saranno Le sentinelle in piedi, Alleanza Cattolica, Cl, Scienza e Vita, Neocatecumenali, Rinnovamento per lo Spirito, Movimento per la Vita, il Forum delle Famiglie. –  Azione cattolica e altre associazioni sposano invece la linea del sì al riconoscimento dei diritti alle coppie gay, pur senza equiparazione col matrimonio e senza adozioni. 
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Arturo Stenio Vuono ( “Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono ) 
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SIAMO IN UNA DITTATURA – CHE FINE HA FATTO LA COSTITUZIONE? ULTIMO VULNUS SOTTO IL PARAVENTO DELLE LORO “UNIONI CIVILI” E ALTRE NEWS
[ “Azimut-NewsLetter” : 30 Gennaio 2016 ]
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SIAMO IN UNA DITTATURA, CHE FINE HA FATTO LA COSTITUZIONE ? L’esternazione non è nostra, e ci ha colpito il fatto che a pronunciarsi, in una bottega, fosse un amico di vecchia data; un nostro amico, fra i tanti, che per anni di certo non l’aveva mai pensata così. Moderatissimo, prudentissimo, sempre pronto a contrapporci la classica toppa e a prendere tempo. Cosa significa ? Che la misura è colma ! Noi, per intanto, nulla dobbiamo aggiungere a tutto quello che, in materia, scriviamo a partire dal 2011. Ci limitiamo a (ri)pubblicare quello che – in rete – continua a circolare : “SE LO RACCONTI NON TI CREDONO – L’ATTUALE PARLAMENTO E’ STATO VOTATO CON UNA LEGGE ELETTORALE NON COSTITUZIONALE, FATTO DA PARLAMENTARI NON SCELTI DAI CITTADINI E GIA’ ELETTO UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ( NAPOLITANO ) CHE NON POTEVA ESSERE RIELETTO.. ( IN VIOLAZIONE ALL’ART. 85 DELLA COSTITUZIONE ), CUI E’ SUBENTRATO MATTARELLA ( IN UNA SITUAZIONE IMMUTATA ), ALTRESI’ – PER COSI DIRE –  HA PURE ELETTO UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ( RENZI ) APPOGGIATO DA UN’ALLEANZA VOTATA DA NESSUNO E IL CUI NOME NON ERA INDICATO SU NESSUNA SCHEDA ELETTORALE; E CHE AVEVA GIURATO DI NON DIVENTARE MAI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SENZA PASSARE DALLE URNE. STANNO FACENDO LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE “CASUALMENTE” SIMILE A QUELLA DELLA P2 CHE ARCHITETTAVA UN COLPO SI STATO; IN CUI VIENE CREATO UN AUMENTO DELLE FIRME NECESSARIE AI CITTADINI PER FARE LEGGI O REFERENDUM, UN SENATO DI IMMUNI NON ELETTI DA NESSUNO E CON UN CAPO DELLA DELLA MAGGIORANZA CHE CONTROLLA ANCHE LA MAGISTRATURA – E TI RACCONTANO CHE “NON E’ UN COLPO DI STATO” – TU SEI D’ACCORDO CON LORO ?” – Tutto ciò, cime da noi spesso e pubblicato, è stato predisposto a partire dal “golpe biancorosso” che estromise il governo Berlusconi. Oppure no ?
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IN COPERTINA
foto di 9 Dicembre Forconi.
9 Dicembre Forconi

+++AFFOLLATA RIUNIONE DE PD+++
ANCHE LORO STANNO ASPETTANDO RENZI…
INTANTO PER RIEMPIRE LA SALA, STANNO ASPETTANDO CHE ARRIVINO UN PO D’IMMIGRATI DELL’ULTIMA ORA….

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MATTEO IL BARONETTO E LA CANCELLIERA DEI LURCHI
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“AZIMUT” NAPOLI – PICCOLI HOMO-EUROPLIR CRESCONO
 TRACOTANTE – CASALINGO E ARRENDEVOLE IN TRASFERTA
OVVERO LA PADRONA E IL CAGNOLINO
MA LA RESA DEI CONTI, PRIMA O POI, ARRIVERA’
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“AZIMUT” – LA POSTAZIONE TELEMATICA DELLA LIBERTA’
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT”  NAPOLI – IN SITO WEB L’INFORMAZIONE ONLINE NON CONFORMISTA [ TRA CRONACA E STORIA ] CONTRO IL SISTEMA DELLA MENZOGNA ! ! !
 
“AZIMUT” – IL POST DEL PRESIDENTE
    
 
SIAMO IN UNA DITTATURA – CHE FINE HA FATTO LA COSTITUZIONE?
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ANTAGONISTI A CHIAMATA – ROSSI MA GUARDIE BIANCHE DEL SISTEMA DI POTERE
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 © ANSA
(ANSA) – NAPOLI, 29 GEN – Pestaggi e scambi di accuse tra i centri sociali e CasaPound oggi a Napoli: secondo una nota dell’ “Ex Opg Occupato – Je so pazzo”, uno studente di 15 anni, del liceo Vittorini, sarebbe stato preso a pugni da alcuni giovani appartenenti a CasaPound e altri due sarebbero stati presi a colpi di mazze e martelli nei pressi della stazione della metropolitana del Rione Alto. I ragazzi aggrediti – denuncia la nota – sono stati portati in ospedale per traumi al cranio, ferite al volto e sospette fratture alla testa.
CasaPound dà una versione differente dei fatti e annuncia querela: “i militanti sono stati provocati da alcuni studenti del Vittorini. C’è stato un scambio di spintoni da entrambe le parti poi il nostro volantinaggio è ripreso senza problemi”.
Successivamente “una ventina di persone, del centro sociale Ex OPG – Je So’ Pazz, si sono recati nel Rione Alto per attendere uno dei militanti sotto la propria abitazione. Il giovane, che era in compagnia di altri due ragazzi, si è difeso”
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L’EDICOLA – Dal “Secolo d’Italia” ( LA MELONI )
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L’EDICOLA – Dal “Secolo d’Italia” ( IL CAVALIERE )
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Berlusconi: «Lavoro al ricambio, tocca alle nuove generazioni scendere in campo»

Berlusconi: «Lavoro al ricambio, tocca alle nuove generazioni scendere in campo»

mercoledì 27 gennaio 2016 

«Sento su di me la responsabilità di suscitare una nuova generazione di persone che scendano in campo, per affrontare e sconfiggere le attuali minacce alla libertà» Silvio Berlusconi, in occasione dell’anniversario dei 22 anni di Forza Italia, scrive su Facebook anticipando le prossime mosse politiche e strategiche. «A questo compito mi sto dedicando con la mia consueta passione. È una nuova chiamata a scendere in campo a tutte le donne e agli uomini di buona volontà, che amano la loro Patria e la propria libertà. Ce la possiamo e dobbiamo fare. Tutti insieme, anche questa volta, ci riusciremo! ».-

 Berlusconi: oggi c’è una democrazia ferita

« È la situazione che stiamo vivendo a rendere necessario il mio impegno in politica », aggiunge Berlusconi. «Il presente vede una democrazia ferita, con un presidente del consiglio bulimico di potere e in carica grazie ai voti di parlamentari eletti con il nostro simbolo dagli elettori di centrodestra».  Il futuro « vede la possibilità che subentri un governo Cinquestelle, il cui delirante programma basato sull’invidia sociale e sul giustizialismo è sintetizzato dal recente libro di Casaleggio. Di fronte a questa prospettiva, con la forza della mia esperienza e della mia capacità, ancora una volta lavoro per costruire una coalizione di centrodestra competitiva al voto, convincente per il suo programma, vincente per i suoi valori ».

« Non ho mai considerato la politica una carriera, ma un servizio », conclude Berlusconi. « Non ho mai preteso cariche per me, ma ho preso su di me le responsabilità che la situazione richiedeva. Per questo me ne hanno fatte di tutti i colori, ho pagato e pago un prezzo molto alto ».

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PADRI E FIGLI ( “MIO PADRE ERA FASCISTA” )
tratto dal “Secolo d’Italia”
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“Mio padre era fascista”. È già un caso il libro dedicato dal figlio a Vittorio Battista

“Mio padre era fascista”. È già un caso il libro dedicato dal figlio a Vittorio Battista

venerdì 29 gennaio 2016

Non esistono i padri “fascisti”, esistono i padri e basta. Lo ha scrittoGiampiero Mughini a proposito del bellissimo libro di Pierluigi Battista, Mio padre era fascista (Mondadori, pp.161, euro 17,50) appena uscito e già così centrale nel dibattito sulle memorie, storiche e familiari. Ed è sicuramente vero, ciò che dice Mughini, ma è anche vero che certi padri meritano un ritratto – sia pur postumo – che ne riabiliti agli occhi degli italiani la generosità d’animo, l’onestà intellettuale e l’amore per il proprio Paese. Perché il padre di Battista era un “fascistone” e sui fascistoni i pregiudizi hanno pesato, e molto. E dunque lo sguardo dolente e affettuoso (e non privo di rimorso) di un figlio “traditore” (perché Pierluigi fu da adolescente un estremista di sinistra, salvo poi ravvedersi) riesce a svelare con profondità e delicatezza quelli che erano i tratti caratteristici di tanti padri “fascistoni”. Il ritratto è venuto così bene che questo libro può essere letto, come accadde per quello di Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti, come un passaggio culturale necessario nella storia del costume: il libro di Pansa tolse per sempre l’aureola ai partigiani, questo rende giustizia a quelli che votavano Msi. Scorgiamo pagina dopo pagina il modo in cui questo padre fascista,Vittorio Battista, nato tre giorni prima della Marcia su Roma, reduce della Rsi, prigioniero nel campo di Coltano (lo stesso di Pound…), missino, abbonato al Secolo d’Italia fin dal primo numero, lettore delTempo e del Borghese, avvocato di successo, amico di Almirante, sconfitto ma non vinto, esule in patria (espressione che Battista mutua dal libro di Marco Tarchi) interpreta il suo essere italiano con la sola coerenza possibile a chi è stato “proscritto”, marginalizzato, demonizzato (e dallo stesso figlio incompreso e messo sul banco degli imputati).

Vittorio Battista così simile a tanti altri padri fascisti

Ed è impossibile non provare un’enorme simpatia per un personaggio del genere, così irripetibile nel suo essere Vittorio Battista e così simile, nel linguaggio, nei pregiudizi, nei gusti e nei giudizi, agli altri missini che come lui testimoniavano un’idea a dispetto di tutto e tutti. Ed è impossibile anche non comprendere che quella simpatia, quella benevolenza, quello sguardo assolutorio del lettore è l’effetto ricercato dal figlio scrittore, dal figlio che cerca perdono, dal figlio che cerca l’introspezione espiatrice e la cerca dopo aver trovato il diario mai letto prima del padre ormai morto, il diario in cui Vittorio dà conto della lacerazione in lui prodotta dal vedere il fascismo finire in macerie, dal vedere donne e uomini avventarsi contro di lui, italiano appassionato e combattente leale, come se fosse un mostro sanguinario, “questa bastarda popolazione -scriveva Vittorio Battista – intenta a corteggiare gli stranieri che occupano il suolo della Patria…”. “Tutto si è rotto”, legge su quel diario il figlio Pierluigi, e comprende in quale “baratro è precipitato mio padre nei giorni fatali dell’aprile del ’45”. Questo è il passato che non passa, che il figlio viene a conoscere, a comprendere a fondo, quando è troppo tardi per fare domande e dare risposte. Poi c’è l’impegno della “trasmissione”, quello che i figli dei fascisti nel dopoguerra hanno conosciuto, hanno assorbito, diventando poi magari anche loro neo-fascisti, quasi a voler continuare la guerra che i padri avevano perduto. Questo non fu il destino di Pierluigi Battista, che scelse come lui stesso racconta un dannunziano “andare verso la vita” posizionandosi a sinistra per liberarsi dalle cupe e catacombali atmosfere che il padre gli faceva vivere, appunto, mettendo in essere l’impegno della “trasmissione”. Ed ecco allora l’autore bambino in visita a Littoria-Latina, eccolo in via dell’Impero-via dei Fori Imperiali, eccolo all’Eur e al Foro Mussolini-Foro Italico, a Cinecittà, a vedere con i suoi occhi curiosi la contraddizione tra “lo splendore del prima e lo squallore del dopo“. Ecco lo scrittore bambino imparare che c’erano personaggi famosi della Repubblica “nata dalla Resistenza” che come il padre erano stati nella Rsi, da Giorgio Albertazzi a Walter Chiari, e c’erano campioni che potevano essere chiamati “camerati” come Nino Benvenuti e Gabriella Dorio, e cantanti come la “camerata Gabriella Ferri“. Ed eccolo ancora apprendere i crimini dei partigiani, minuziosamente raccontati nei libri diGiorgio Pisanò, osservare il padre che non festeggiava il 25 aprile, nel ricordo doloroso della sorte della “buonanima” Benito Mussolini, dalle cui tasche rovesciate – era il mantra ascoltato da tanti, tantissimi altri ragazzini come lui, figli di sconfitti ma non vinti – “non era uscita nemmeno una lira”. Eccolo insomma, come tanti figli di missini, respirare in casa quell’aria “revisionista” che solo più tardi avrebbe tolto polvere al Ventennio, liberandolo da incrostazioni storiografiche di parte.

Il parricidio simbolico

E c’è, ancora, il parricidio “simbolico”, la scelta del campo opposto a quello paterno. Il rinfacciare al padre tutto, dai crimini dei nazisti alle torture della banda Koch, pur vedendo che il fascismo paterno era estraneo alle atmosfere nibelungiche del nazionalsocialismo. Ci sono gli scontri, aspri. C’è il rinnegare la dolcezza paterna quando Pierluigi, seduto per terra sui parquet dell’opulenta borghesia progressista, vagheggia un futuro di rivoluzione mentre le madri “di sinistra” portano tè e biscotti ai loro rampolli viziati, impuniti e ubriachi di ideologie malate. E non si limita a questo ma inventa falsi patimenti inflitti dal genitore mussoliniano. Fino al rogo dei fratelli Mattei, in cui brucia la credibilità dei “gruppettari” (i missini li chiamavano così) con i quali il figlio del fascista andava in corteo a gridare “Lollo libero!”. Sono, queste, tra le pagine più toccanti del libro. Pagine in cui non è più possibile barare con le etichette. Il fuoco dell’odio li bruciava i figli dei fascisti, non concedeva loro alcuna dignità, e fuori c’era, pronto, solerte, offensivo, un coro di ipocrisia a coprire quel crimine orrendo. “Sommacampagna, via Noto, Balduina/ fascisti attenti il fuoco si avvicina, si gridava. Sembrava la solita spacconata, era invece una triste profezia, perché il fuoco si avvicinò davvero, anzi divorò tutto”. Vittorio Battista, avvocato di Mario Mattei, mise allora il figlio con le spalle al muro facendogli leggere le carte dell’inchiesta. “Vediamo se capisci qualcosa o ti sei completamente bevuto il cervello, cretino che non sei altro…“. E infine c’è la malattia, lo spegnersi inesorabile di quel padre così speciale, intristito per non avere potuto trasferire ai figli quell’eredità così ingombrante, così pesante, custodita con tanta caparbia volontà. Un’eredità che toccherà al figlio, inviato della Stampa, vedere disperdersi, dissiparsi, trasformarsi, nei giorni cruciali del congresso di Fiuggi. Di nuovo, “tutto si è rotto”. E per Pierluigi Battista sarà come assistere, per la seconda volta, al funerale di papà Vittorio. Un padre finalmente restituito, con un libro sincero e sofferto, al pantheon degli italiani perbene. Fascisti, ma perbene. Fascisti, ma migliori di chi spargeva fuoco sotto le porte delle loro case.

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CHE FINE HA FATTO LA COSTITUZIONE?
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OGGI A ROMA – CATTOLICI IN PIAZZA
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ALTRE NEWS – CORRISPONDENZE 

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—-Messaggio originale—-
Da: Interdependence <redazione@interdependence.eu>
Data: 29/01/2016 21.07
A: “Massimovuono”<massimovuono@libero.it>
Ogg: Newsletter n° 113 – La politica nell’epoca del nichilismo.

 

Se gli altri esseri sono separati da me, sarà legittima la mia indifferenza per la loro sorte; ma se essi sono inseparabili da me come io da loro, se la mia stessa identità è formata dal tessuto delle relazioni in cui sono coinvolto, allora ogni autentica cura verso me stesso coincide con l’agire responsabile nel contesto che mi comprende.

 

Interdependence è espressione di un percorso…

In questo numero

  • La politica nell’epoca del nichilismo.
  • Appello.
  • In dialogo con il movimento gay.
     

 

 

 

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Newsletter n° 113, mercoledì 27 gennaio 2016

La politica nell’epoca del nichilismo.

nietzsche

Una ragione più che sufficiente per spiegare l’attuale crisi in cui versa la politica sta nel cambiamento vorticoso da cui il mondo in cui viviamo è interessato. I ritmi impressi dalla tecnica e dall’economia, soprattutto da che quest’ultima si è fatta sempre più virtuale, paiono infatti escludere quella guida consapevole in cui la politica consiste, con un risultato quanto meno ambiguo  …    Leggi tutto >>

 

Appello.

di Giampiero Leo e Claudio Giuseppe Torrero

Familyday

Raramente come di fronte alla proposta di legge Cirinnà l’opinione pubblica italiana, anzi la coscienza profonda del Paese, è stata posta di fronte a una scelta così grave e impegnativa.

Non ci permettiamo certo di mettere in dubbio la buona fede di tanti, che davvero pensano che a essere in gioco siano i diritti delle persone omosessuali. Sappiamo bene come su queste ultime abbia per lo più …    .. Leggi tutto »

 

In dialogo con il movimento gay.

di Ireneo Dietrich Torrero

gay

Interdependence è un’associazione che riunisce in sé varie visioni sul mondo in una prospettiva di dialogo e di ricerca interreligiosa e interculturale. Il nome suggerisce che non si deve basare il pensiero e l’azione sul conflitto, ma sull’incontro e sulle corrispondenze. L’interdipendenza infatti è alla base dei rapporti umani e dell’essere stesso, che nella sua totalità è interdipendente.

Non posso dunque che desiderare ..  .. Leggi tutto »

 

 

 

 

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Subject: 30 gennaio – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Sat, 30 Jan 2016 05:06:13 +0100
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
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Sabato, 30 gennaio 2016
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«C’è uno spirito europeo che ci unisce». Ha scelto il passo felpato, come era prevedibile, Matteo Renzi in visita a Berlino per l’incontro a due con Angela Merkel. Dopo settimane di scontri a distanza con il commissario europeo e di dispetti alla Cancelliera (che ha risposto tramite la portavoce Christianie Wirts), il premier italiano ha giocato la carta delle cose che uniscono Roma e Berlino, lasciando sullo sfondo i motivi di attrito.

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Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
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Subject: 29 gennaio – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Fri, 29 Jan 2016 05:22:05 +0100
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
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Venerdì, 29 gennaio 2016
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«La vita non si compra. Questa mattina ho partecipato al flash mob organizzato da Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, davanti al Senato contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili per dire no alle adozioni gay e all’utero in affitto». Con queste parole Giorgia Meloni su Facebook ha condiviso l’iniziativa della destra contro il ddl.

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