LEGGI INTERVENTI DA IL GIORNALE IL SECOLO D’ITALIA IL ROMA E ALTRE NEWS SERVIZI DA ACCADEMIA DELLA LIBERTA’ COSENOSTREACASANOSTRA


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IL FATTO DEL GIORNO
"Bella stagione" agli sgoccioli: in arrivo freddo, pioggia e neve FREDDO – PIOGGIA E NEVE
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OGGI
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[ “AZ.” ] – 
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[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : MARTEDI’ 2 FEBBRAIO 2016 ]
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IN COPERTINA
Risultati immagini per spqr film Risultati immagini per grassi a palazzo madama
OGGI AL SENATO ( NON PIU’ SPQR )
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SPQR

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Senatus PopulusQue Romanus

SPQR, sigla del latino Senatus Populusque Romanus(Senatvs PopvlvsQve Romanvs), in italiano “Il Senato e il popolo romano”, racchiude in sé le figure che rappresentano il potere della Repubblica romana: ilSenato e il popolo, cioè le due classi dei patrizi e deiplebei che erano a fondamento dello Stato romano. L’acronimo SPQR, nell’accezione fornita dal dizionario “IL” di Castiglioni-Mariotti, vuol dire “Senatus Populusque Quiritium Romanus”, cioè: “il Senato e il Popolo Romano dei Quiriti”; il quirite era infatti il cittadino dell’antica Roma che godeva dei pieni diritti civili, politici e anche militari…

[ TRATTO DAL WEB – LINK ]

Politica.

Prova al Senato, incognita del voto segreto. Family Day non cambia approccio Pd. Renzi, noi facciamo le leggi

FotoCombo Family Day e SvegliaItalia (ANSA)Combo Family Day e SvegliaItalia

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TRATTO DAL “ROMA” quotidiano di Napoli
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Questa civiltà non mi piace

Opinionista: 

Pietro Lignola

Io aspettavo da parecchio tempo una settimana senza notizie di particolare rilievo per condividere con gli amici lettori qualche riflessione sull’economia. Intendiamoci: la mia ignoranza sull’argomento è totale e assoluta e, a dirla tutta, si tratta di una materia che non studierei mai, così come non studierei la tortura. Parlo, ovviamente, di ciò che l’economia è diventata nella società in cui viviamo: qualcosa di assolutamente disumano, nella quale non soltanto i valori tradizionali, ma anche i principi che m’insegnarono all’università hanno più ingresso. Iniziamo ab ovo. Nella più remota antichità era l’Eden: l’uomo si sfamava raccogliendo frutti, fronde e radici delle specie vegetali e procurandosi, con la caccia e la pesca, le carni delle specie animali. Ciò che occorreva all’uomo era, in ultima analisi, prodotto e offerto esclusivamente dalla natura, ossia dalla creazione divina. Il primo passo versa la civiltà fu la rivoluzione agricola: l’uomo asservì, con la pastorizia, alcune specie animali e discriminò quelle vegetali con la coltivazione dei campi. Nacquero i villaggi e la prima forma di commercio, il baratto, nel quale oggetto di scambio erano beni reali, d’immediato consumo. Chi, ad esempio, allevava polli, aveva uova eccedenti i propri bisogni e le scambiava con le mele del vicino. Il secondo passo fu la creazione del denaro, vero e proprio sterco del diavolo: qualcosa che non ha alcuna intrinseca utilità, poiché non si mangia, non si beve e ci allontana da Dio. L’economia agricola, oltre a produrre i primi genocidi (argomento su cui dovrò ritornare nella prossima settimana morta), aveva dato inizio alla guerra dell’uomo contro la natura, alterando l’equilibrio delle specie animali e vegetali a danno di quelle ritenute dannose o semplicemente inutili. La rivoluzione monetaria creò la ricchezza e la povertà, ossia lo sfruttamento e l’oppressione di uomini a danno di altri uomini. Un migliaio di anni prima che Gesù Cristo esaltasse i poveri, proclamando esser più facile che un cammello (rectius: una fune) entrasse nella cruna di un ago anziché un ricco nel regno dei cieli, Licurgo, il saggio legislatore del regno spartano (durato mille anni), vietò l’uso dei metalli preziosi. La moneta spartana doveva essere di ferro, affinché nessuno fosse in grado d’accumularne tanta da poter opprimere i suoi simili. Il terzo passo, che segnò l’ingresso nell’età contemporanea, fu la sostituzione della moneta reale, fatta d’oro, argento e altri metalli, con la moneta cartacea. Un ulteriore distacco dalla natura: la carta moneta non ha alcun valore intrinseco, non potendo essere adoperata neanche per adornare le donne e gli altari, ma dà ai potenti la capacità di creare il danaro e di attuare una maggiore oppressione sugli altri uomini. Diminuisce la percentuale dei ricchi, aumenta il numero dei poveri. Arriviamo, così, al quarto passo, consentito dalla globalizzazione e dall’informatizzazione. Il denaro perde finanche la tangibilità, consentendo l’accumulo e la gestione d’immense ricchezze (e il necessario sterminio di milioni di essere umani) con un semplice tocco su una tastiera. Un tocco che è sufficiente a rendere più poveri miliardi d’individui. Quest’ultima rivoluzione ha portato con sé il trionfo del relativismo, spezzando gli ultimi legami con la tradizione, con la natura e con Dio e aprendo la strada a tutti gli orrori del mondo in cui viviamo. Orrori rispetto ai quali le già mostruose tragedie del ventesimo secolo cominciano a sembrare cose da educande. Qualcuno potrebbe chiedermi qual è stato lo stimolo immediato a questa riflessione. Potrà sembrarvi strano, ma si tratta di pensieri suscitati dalla lettura delle notizie e, soprattutto, di qualche articolo di noti economisti che ci hanno governato, sul forte rallentamento dell’inflazione. Secondo la new economy l’inflazione è un bene essenziale e la sua mancanza provoca seri danni. A chi? L’inflazione è la variazione del rapporto fra moneta e beni di consumo, per cui i prezzi dei beni reali aumentano. Questo significa che i percettori di redditi fissi (impiegati, operai e soprattutto pensionati) s’impoveriscono, potendo acquistare meno cibarie e meno oggetti di vestiario. Per gli economisti è un bene, tanto chi se ne frega di impiegati, salariati e pensionati, che pur sono la maggioranza della popolazione? Se la massa s’impoverisce, chi si arricchisce ulteriormente? I padroni del mondo, che man mano s’impossessano, attraverso le multinazionali, della totalità dei beni reali e, attraverso la New economy, della totalità dei beni rappresentativi. Tutto questo spiega perché l’artigianato e la piccola industria stiano scomparendo. La produzione di beni deve essere un monopolio e la massa degli umani va ridotta a un gregge di schiavi affamati, stipati nelle metropoli come i polli di allevamento nella stia. Tutto questo, amici lettori, non mi piace per niente. Ecco perché la fine del mondo (vale a dire di questa civiltà) non mi angoscia più di tanto. C’è forse qualcosa che merita di essere salvato?  

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TRATTO DA ACCADEMIA DELLA LIBERTA’
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“ROTTAMATORI” E MARTIRI

“ROTTAMATORI” E MARTIRI
 
Quando si affacciò al palcoscenico del teatrino della politica italiota, il Renzi, creato dal nulla, si auto proclamò “rottamatore”. Sono malignamente convinto che l’aggettivo non sia stata farina del suo sacco, ma parola individuata a tavolino dai maghi della comunicazione, dagli esperti di marketing, dalle teste d’uovo dei media. 
 
Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la “scienza” del trasmettere messaggi sa benissimo come in questo squinternato Stivale la voglia di nuovo, di altro dal presente, di rottura con la casta sia prepotentemente crescente e mascheri una voglia di rivoluzione sociale, di cambiamento epocale che terrorizza i parassiti della casta, i detentori del potere. 
Il cinquanta per cento di astensioni, la scelta del Movimento che si presenta come alternativa (via via Di Pietro,  la Bonino ,  la Lega , Grillo e compagnia bella), anche se meteore storiche, aggiungono al 50% di non votanti un’altra significativa percentuale di ….ribelli; aggiungete le schede bianche e quelle nulle ed avrete l’immagine in diretta del fallimento della democrazia parlamentare).
Di fatto il “Bomba” (soprannome del Renzi all’università, in virtù di quanto le sparava grosse), si fa bello con le penne di un pavone asfittico e striminzito, ma sempre inutile ed imbelle corvo politico restando. Lo lasciano giocare con un potere che non c’è, con nodi gordiani italici, con mentalità medievali di occupazione del sottobosco strutturale, con il riempimento delle poltrone con amici ed amici degli amici: il tutto in funzione della logica dei servi. In Italia fate quello che volete, purché siate ubbidienti e a 90 gradi sulle questioni che contano: banche, politica estera, disponibilità alla svendita, non politica industriale, apertura all’invasione, forze armate ausiliarie dell’impero (dopo gli Stati Uniti siamo lo Stato con il maggior numero di militari impiegati all’estero in missioni …..di pace), Renzi ubbidisce per mantenere la poltrona: il padrone sono me! Non deve temere nulla, il Matteo: anche gli altri esponenti della casta parassita, di cosiddetta destra, o di cosiddetta sinistra, sono coperti ed allineati. Tutto va ben, madama la marchesa….
Mi torna alla mente un’altra persona, che ebbi l’onore, il piacere di incontrare:Jorg Haider.
Meteora politica, stella fuori dal coro, uomo di coraggio, di messaggio politico chiaro e forte, di crescente popolarità. Non scendeva a patti col potere adunco e con le orecchie lunghe e con i nasi grifagni. Non amava la democrazia, anche se era costretto a giocare con le regole imposte. Sparigliava le carte del potere, e mandava messaggi anche fuori dall’Austria. Quando lo incontrai me lo disse chiaro: dobbiamo stare nelle regole dell’Europa. Per ora. I giovani maschi spicci, le belle ragazze decise, che erano il suo gruppo di “pretoriani”, avevano gli occhi limpidi, lo sguardo deciso, la speranza nel cuore. Magari un rigonfiamento indicativo sotto la giacca, non si sa mai. Ma non ci fu bisogno di molte parole: basta con lo schema attuale, cambiamo! Ed il cambiamento lo iniziò coi fatti. Volo a Tripoli, accordo con Gheddafi, decisione di una nuova banca europea, non asservita alla Goldman Sachs, banca nuova garantita dalle 150 tonnellate d’oro di Gheddafi.
Insopportabile, per il potere parassita che ci soffoca, che intride l’Europa.
Insopportabile.
E Jorg Haider fu assassinato.
Poi lo fu anche il tiranno di Tripoli, ma questa è un’altra storia, altrettanto sconcia e repellente.
Jorg Haider fu assassinato e dai media, in brevissimo tempo fu steso il silenzio per sbiancarne il ricordo,
Sembra quasi offensivo raffrontare le due vite, e me ne scuso. Renzi è tranquillo e si gode il ruolo di lacché: non corre e non correrà mai pericoli, lui. Non ci pensa neppure, sicuro come è di eseguire con puntualità gli ordini.
Jorg Haider resterà nella storia, come sempre succede ai veri rivoluzionari. Non oggi, non domani, ma dopodomani le sue idee, i suoi progetti verranno ripresi e messi in vita. Anzi, si sta cominciando, in un numero crescente di Stati europei. Le mani adunche possono assassinare un Uomo, non un Popolo, non un’Idea.
Matteo Renzi e Jorg Haider: povera Italia, come siamo ridotti!
Domenica, 31 gennaio 2016.
Fabrizio Belloni
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TRATTO DA COSENOSTREACASANOSTRA

martedì 15 dicembre 2015

Trasferimento blog

IL BLOG SI E’ TRASFERITO ALL’INDIRIZZO
HTTPS://NICOLETTAFORCHERI.WORDPRESS.COM
QUESTO SITO RIMANE APERTO COME ARCHIVIO DEGLI ARTICOLI

E DELLA SELEZIONE DI ARTICOLI DI NICOLETTA FORCHERI DAL 2007 

AD OGGI
NFORCHERI 15/12/2016

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image
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TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA”
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Se il capitale e il lavoro si danno la mano

Se il capitale e il lavoro si danno la mano

mercoledì 13 gennaio 2016 – 18:34

A- A- A+
 

Dopo anni di chiusure acritiche e di conflittualità sociale i sindacati italiani sembrano essere avviati sulla strada della partecipazione. La proposta è contenuta nel documento “Un moderno sistema di relazioni industriali”, che verrà presentato nei prossimi giorni da Cgil, Cisl e Uil. Il documento rappresenta il tentativo da parte delle Confederazioni sindacali di aggiornare il sistema contrattuale, dopo il fallimento, alcuni mesi fa, della trattativa con la Confindustria, unitamente alla richiesta di una legge per rendere validi per tutti i minimi retributivi fissati nei contratti e all’indicazione di adottare un modello partecipativo con i rappresentanti dei lavoratori coinvolti nelle scelte strategiche delle imprese.

Per il mondo del lavoro quest’ultima proposta è una vera e propria rivoluzione.

I sindacati parlano esplicitamente di “centralità del valore e dei principi del dettato costituzionale. L’art. 46 della Costituzione, infatti, dato il fine dell’armonia tra elevazione economica e sociale del lavoro e le esigenze della produzione, cita esplicitamente “…, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.””

A questo scopo vengono individuate tre “aree di partecipazione”: partecipazione alla governance, partecipazione organizzativa, partecipazione economica-finanziaria. Al fondo il rilancio del “Dialogo Sociale”: “il perseguimento dell’equilibrio condiviso tra le esigenze di sviluppo e di competitività delle imprese e la salvaguardia dei diritti del lavoro e della coesione sociale a partire dalle retribuzioni, si fonda – si legge nel documento – sulla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e del sindacato alla costruzione della solidità e della efficacia, a tutti i livelli, dei liberi e autonomi istituti negoziali tra le parti sociali”.

Siamo ancora alle affermazioni di principio, ai buoni propositi. Ma certamente di svolta si può parlare. Passare dal conflitto alla partecipazione significa infatti rompere con il vetero-classismo per incontrare le idee della più avanzata dottrina sociale. Significa portare finalmente la voce dei lavoratori all’interno degli organi decisionali delle aziende, innescando un ampio e salutare processo di integrazione sociale. Significa realizzare standard più alti dei livelli informativi e dell’efficienza gestionale delle aziende, maggiore integrazione tra lavoratori e management, miglioramento delle strategie delle imprese. E non solo. Una lettura “lunga” della partecipazione può favorire la dinamicità produttiva; creare le condizioni per una reale mobilitazione delle forze sociali, delle risorse nazionali, delle competenze tecniche e spirituali della Nazione; restituire centralità al lavoratore; attuare una concreta, ma non demagogica, giustizia ridistributiva,

C’è – come si vede – molto da discutere ed anche molto tempo da recuperare. Gli argomenti non mancano. Ora si tratta di verificare le volontà in campo. E di passare dalle parole ai fatti. Con l’augurio che la proposta partecipativa dei sindacati non sia una mera provocazione.

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ALTRE NEWS
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Italo Zicaro ha condiviso la foto di Matteo Anzalone.
foto di Matteo Anzalone.
Matteo Anzalone a Avvocati italiani

Non potevo non postarla…

Luciano F. Marranghello

Stamattina leggendo il giornale ho appreso della proposta del Cardinale Scola di istituire una festitivita’ islamica pubblica nel nostro calendario. 

Se ancora non lo ha fatto nessuno spero di avere la primigenitura : Caro Cardinale ma ‘nvedi de anna’ a fanculo !

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TRATTO DA STAMPA LIBERA

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A supporto del familiy day
Medici Alberto | 31-01-2016 Categoria: Spiritualità Stampa

Oggi si ritrova a Roma una moltitudine di fratelli e sorelle per testimoniare con la presenza fisica (c’è rimasto altro, in questa finta democrazia?) l’ovvio: che un bambino nasce dall’unione di un uomo e una donna e non si può ridurre ad oggetto del “diritto” di qualcun altro. Onore a chi si sacrifica per dare testimonianza; non lasciamoli soli, anche chi non è andato può fare molto, con la preghiera. La preghiera, il desiderio ardente e la fede salda nel risultato può tutto. Facciamo la nostra parte!


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Commenti (3)

Scritto da Rossi Mario
01-02-2016 09:02

OGGI, SAREBBE O NO PIU’ OPPORTUNO SCENDERE IN PIAZZA PER AFFERMARE LA “DIGNITIY DAY”? Rimango un perplesso constatare che con tutte le ingiustizie e brutture che continuano ad accadere nel mondo, si scenda in piazza “armati con i propri sani principi cattolici” contro coloro che con sensibilità e vissuti diversi dai nostri, chiedono dei diritti non solo per sé ma per i propri figli (già nati da precedenti relazioni fra due etero). Sono cattolico, praticante, sposato da più di 30 anni ma riesco a convivere con situazioni famigliari diverse dalla mia. Ho sentito affermare ad un padre di famiglia: “Se educhiamo bene i nostri figli, non diventano omosessuali!” Preciso anche che ho due maschi e una femmina eterosessuali ma non perché con mia moglie sono riuscito a dare loro una educazione migliore rispetto a ciò che hanno saputo fare genitori di figli omosessuali! Quindi, ciò che continuo ad esporre non è perché sono di parte! Ma è la povertà mentale a turbarmi e a svalutare quei principi cristiani in cui credo fermamente! Quasi ogni giorni si viene a conoscenza di fatti di cronaca dove purtroppo anche disabili vengono sfrattati perché indigenti e letteralmente abbandonati dalla società con il loro pesantissimo carico di sofferenza. Sempre più bambini vivono situazioni famigliari molto fragili, con troppi problemi da sopportare per le loro ancora deboli spalle…e noi, a marciare nelle piazze per la “Family Day”! Perché invece TUTTI INSIEME: eterosessuali, omosessuali, cattolici, buddisti, mussulmani, ebrei, etc… di razza caucasica (per chi non lo sapesse quella “bianca”), negra, asiatica, pure aliena se ci fosse qualche esponente di chissà quale altro pianeta su questa terra, insomma, qualsiasi essere vivente di BUONA VOLONTA’, non scendiamo in piazza per affermare la DIGNITY DAY, contro la povertà, la malavita organizzata, contro ogni forma d’ingiustizia, sopruso contro i più deboli, contro realtà come la “terra dei fuochi”…etc? (Ci si può purtroppo sbizzarrire per trovare gli argomenti PER CUI ANDARE CONTRO!). Non si vorrebbe normalizzare e stabilizzare la maternità surrogata mercificando gli uteri di donne consenzienti e interessate solo al guadagno oppure sfruttate (nei Paesi poveri obbligano queste gravidanze per poi strappare le creature dalle proprie mamme). Finora ciò avviene “grazie” a coppie ETERO, anche omosessuali, ma queste sono in minoranza! I figli non sono un diritto! Sacrosanto! Ripetiamolo alle coppie etero che mettono al mondo i figli per salvare un matrimonio in crisi; oppure, che ricorrono alla fecondazione artificiale anche a tarda età per raggiungere la meta della maternità e della paternità come sono riusciti a realizzarsi prima nella professione! Sono poi coppie di genitori attempati che fanno molti danni ai “figli oggetto”! Non è sufficiente a mio avviso essere una coppia etero e sposata in chiesa per riuscire a creare nel modo più sano e corretto una famiglia!

Scritto da Taldeg James
01-02-2016 09:02

Le cifre “a membro di segugio” sulla partecipazione al family day dimostrano inequivocabilmente che uno dei punti in comune tra gli estremisti religiosi è il rifiuto della matematica.

Scritto da PIVA TORRIDO
31-01-2016 18:01

In uno Stato dove chi governa e anche senza consensi, fa confusione con diritti civili che non centrano niente con la sacralità della famiglia che da certezza e futuro ai popoli, uno stato che vuole legalizzare unioni dI persone solo per porci comodi o interessi economici o per sussistenza e uno stato infame, vigliacco,parassita che parla di buona scuola per far diventare i bimbi culattoni emarginando vecchi e giovani aiutando le banche e i clandestini, uno stato che viola la Costituzione Italiana!Dobbiamo svegliarci e mandarli a casa e senza trattamenti economici.

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tratto da “il giornale” dI Milano – link

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L’opinione

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L’EDICOLA

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——– Original Message ——–

Subject: 2 febbraio – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Tue, 02 Feb 2016 05:22:03 +0100
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Chiama in causa civilmente il ministero dell’Interno, Angelino Alfano, ma anche quello della Giustizia, Andrea Orlando oltre alla presidenza del Consiglio dei ministri. Sono stati citati tutti per danni (per un totale di due milioni di euro) dai familiari di David Raggi, il 27enne di Terni ucciso nella notte tra il 12 e il 13 marzo del 2015, fuori da un locale di piazza dell’Olmo, da un marocchino ubriaco.   

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