SUL “ROMA” LA GRANDE TRAMA CONTRO L’ITALIA ( VINCENZO NARDIELLO ) RENZI PUNTA ALLA GUIDA DELLA SINISTRA EUROPEA ( LA “SVIOLINATA” DI OTTORINO GURGO ) E ALTRE NEWS


SUL “ROMA” LA GRANDE TRAMA CONTRO L’ITALIA ( VINCENZO NARDIELLO ) RENZI PUNTA ALLA GUIDA  DELLA SINISTRA EUROPEA ( LA “SVIOLINATA” DI OTTORINO GURGO ) E ALTRE NEWS

 

 
 
SUL “ROMA” LA GRANDE TRAMA CONTRO L’ITALIA ( VINCENZO NARDIELLO ) RENZI PUNTA ALLA GUIDA  DELLA SINISTRA EUROPEA 
( LA “SVIOLINATA” DI OTTORINO GURGO ) E ALTRE NEWS
“AZIMUT-NEWSLETTER” – MARTEDI’, 1 MARZO 2016 ]
 
azimutassociazione@libero.it

 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>

Grazie per l’attenzione
 

Associazione Azimut – WordPress.com

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… E ALTRE NEWS ( PER… azimutassociazione.wordpress.com/2016/02/14/sul … …. 42,134 Visite su Wordpress a cui vanno sommati 99.660 visite ricevute sul

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SUL QUOTIDIANO << ROMA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >>
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Ottorino Gurgo – Wikipedia

Ottorino Gurgo (Napoli, 23 novembre 1940) è uno scrittore e giornalista italiano. Vive a Roma. È stato per dieci anni notista politico de Il Giornale, al fianco di ..

Arturo Stenio Vuono “Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono  
IL POST – LA “SVIOLINATA” RISPOSTA AD OTTORINO GURGO
 
Non ha ragione Ottorino Gurgo ( per leggere tutto – vedi : oltre )
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——- Original Message ——–

Subject: FW: Lehner: Previti ed i bischeri capitolini
Date: Sat, 27 Feb 2016 14:36:13 +0000
From: Giancarlo Lehner <giancarlolehner@hotmail.com>
To:  



L’imbecillità dell’intellettuale collettivo della sinistra capitolina non delude mai le attese. Memorabile il candidato sindaco Rutelli, vestito nel 1993 da forcaiolo ottusangolo, del tutto ignaro della Costituzione e della civiltà giuridica, al punto da licenziare l’assessore in pectore Nicolò Amato,  già stimato magistrato, perché, in veste di avvocato, stava difendendo Craxi.Giachetti, persona degna, per nulla trinariciuta, demente o imbecille, dovrebbe spiegare al cretino collettivo del Pd romano che lanciare la campagna elettorale con lo slogan becero e stolido “Chi vota Raggi, vota Previti” significa favorire l’avvocatessa grillina, attribuendole le qualità intellettive e la preparazione giuridica di Cesare Previti. Un Pd dotato di cervello o almeno non bischero avrebbe dovuto, semmai, se intendeva rosicchiare l’immagine della candidata pentastellata, chiedere ai legali, tutti di altissimo livello, dello studio di Via Cicerone un giudizio sullo spessore umano e professionale della allora praticante Virginia Raggi.
Giancarlo Lehner
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SUL “ROMA”

La grande trama contro l’Italia

Opinionista: 

Vincenzo Nardiello

Il complotto ci fu. E non fu contro Silvio Berlusconi. Ma contro l’Italia. Il leader di Forza Italia ne fu la principale vittima perché premier pro tempore che scelse di difendere la sovranità nazionale. Per questo il Governo, di fronte alle nuove intercettazioni emerse da Wikileaks – che confermano come nel 2011 Roma finì al centro di una trama politico- finanziaria internazionale tesa a mettere il nostro Paese sotto tutela – bene ha fatto a convocare l’ambasciatore Usa. La speranza è che dietro i passi formali ci sia l’effettiva volontà di andare fino in fondo. Perché la situazione non è più tollerabile. È l’Italia, non questa o quella parte politica, ad avere il sacrosanto diritto – ma anche il dovere – di chiedere la verità sui fatti del 2011. La nuova, clamorosa vicenda delle intercettazioni made in Usa definisce ulteriormente un quadro già chiaro da tempo: nell’estate- autunno 2011 l’Italia fu sottoposta a una fortissima pressione internazionale affinché accettasse di finire sotto la tutela del Fmi e della Troika. Una manovra alla quale si sommò il tentativo, riuscito, di disarcionare Berlusconi, il premier democraticamente eletto, che a quella manovra si oppose scontrandosi duramente con la Merkel e Sarkozy. A Bruxelles volevano che Roma bevesse lo stesso amaro calice imposto alla Grecia: il commissariamento. È stato Timothy Geithner, ex segretario del Tesoro Usa, a rivelare nel suo libro “Stress Test” che «ad un certo punto, in quell’autunno, alcuni funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere; volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti dell’Fmi all’Italia, fino a quando non se ne fosse andato». A quella richiesta, che Geithner non esitò a definire «sorprendente», Obama rispose con un secco no perché – sono sempre parole dell’ex segretario Usa – «non potevamo coinvolgerci in un complotto come quello. Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani, io dissi». Parole gravissime e non smentite, sulle quali l’Italia non ha mai chiesto in maniera seria che fosse fatta chiarezza. Si giunse così al G20 di Cannes, dove il Fmi propose un prestito da 80 miliardi per il “salvataggio” dell’Italia. Il governo Berlusconi lo rifiutò. Era il novembre del 2011. Di lì a qualche giorno tutto sarebbe precipitato: l’esecutivo greco sarebbe stato costretto alle dimissioni, sostituito da quello di un banchiere gradito a Bruxelles. Due giorni dopo la scena si sarebbe ripetuta in Italia, con Mario Monti che avrebbe rimpiazzato Berlusconi. Da allora in poi la caduta dell’economia italiana sarebbe stata verticale, a tutto vantaggio dei nostri competitor internazionali. In primis la Germania. Ora, i nuovi file americani non solo dimostrano che Berlusconi fu vittima di un autentico accerchiamento spionistico, ma aggiungono ulteriori particolari a quella manovra. Come l’intercettazione in cui il consigliere personale del premier per le relazioni internazionali, Valentino Valentini, riferì che Merkel e Sarkozy «facevano pressioni sul primo ministro (italiano, ndr) affinché annunciasse forti e concrete misure». Pressioni alle quali Berlusconi scelse di non cedere. E che costarono caro a lui e, soprattutto, all’Italia. 

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SUL “ROMA”

Renzi punta alla guida della sinistra europea

Opinionista: 

Ottorino Gurgo

Diceva Helmut Kohl che “l’uomo politico senza ambizioni è come un cane da caccia che resta a cuccia”. E tutto si può dire a Matteo Renzi, tranne che sia privo di ambizioni. L’ambizione è stata la molle che lo ha pilotato nella sua escalation verso il potere, da quando, a soli 29 anni, cominciò il suo cursus honorum diventando presidente della provincia di Firenze, a quando, “rottamando” la vecchia nomenklatura del suo partito, puntò con successo alla leadership nazionale. Dire, come fanno coloro che all’interno e all’esterno del suo partito lo contestano, che Renzi non abbia portato a compimento nessuna delle riforme promesse, non corrisponde al vero. Molte delle promesse fatte, piacciano o non piacciano, Renzi le ha mantenute. In due anni di presidenza del Consiglio, compiuti il 22 febbraio scorso, ha portato a compimento – citiamo a memoria e potremmo essere responsabili di qualche omissione – la riforma del mercato del lavoro che ha provocato una flessione del tasso di disoccupazione, l’abolizione della tassa sulla prima casa, la riforma della legge elettorale, della carta costituzionale, della pubblica amministrazione e della scuola. Tutto ciò senza contare il buon successo dell’Expo milanese e, soprattutto, l’accresciuta considerazione dei partner europei che il nostro giovane premier ha affrontato senza le acquiescenze e le timidezze dei suoi predecessori (Monti e Letta, tanto per non far nomi). Detto questo, non possiamo, tuttavia, ignorare il rovescio della medaglia. Non possiamo, cioè, non prendere atto del fatto che Renzi, per quanti sforzi abbia fatto, non ha sfondato. I sondaggi lo danno in regresso rispetto all’exploit iniziale; per far approvare in Parlamento un provvedimento deve sudare le proverbiali sette camicie e cercare consensi all’esterno della propria maggioranza (quelli di Verdini, ad esempio) mentre il suo partito è attraversato da profonde lacerazioni interne. Sono cose delle quali Renzi, che tutto è fuorché uno sciocco, non può non rendersi conto. Ma poiché, come abbiamo osservato all’inizio è mosso da una grande ambizione, ecco ch’egli sembra ora puntare – e la notizia non trova smentite nel suo entourage – ad un’altra prestigiosa poltrona: quella di leader della sinistra europea. Non si tratta di un obiettivo facile da conseguire, ma Renzi ha certamente presente la vecchia massima secondo cui, “mirando alla luna, anche se si sbaglia, si atterrerà tra le stelle”. Da tempo, del resto, la sinistra europea è priva di una leadership autentica: non c’è più Willy Brandt; non c’è più Helmut Schmidt; non c’è più François Mitterrand; non c’è più Enrico Berlinguer, tanto per citare alcuni tra i suoi più autorevoli esponenti. Matteo Renzi – diciamolo in tutta franchezza – non è al livello di questi suoi predecessori (almeno per il momento). Ma, volgendo lo sguardo attorno, non si vedono nella sinistra europea, leader dotati di particolare autorevolezza. Anche per questo, frustrato da quelle che considera le “incomprensioni” dei suoi connazionali, il nostro presidente del Consiglio può puntare a mettere il cappello sulla poltrona di numero uno del socialismo europeo. Renzi ha dalla sua la giovane età e il fatto di essere un socialista anomalo: più un riformista che un socialista, come ha acutamente notato Marc Lazar, storico e sociologo francese, tra i maggiori esperti della sinistra europea e di quella italiana in specie. La battaglia che il nostro premier sta conducendo all’interno della Ue per ottenere un allentamento del rigore economico imposto dalla Germania così da poter attuare una politica di riforme, s’inserisce proprio in questo contesto; nel suo tentativo, cioè di proporsi come il più accreditato fautore di una politica riformista. Una tappa fondamentale per questa escalation renziana si giocherà il prossimo 12 marzo a Parigi dove, per iniziativa del presidente francese, si riuniranno i leader del Pse. A questo appuntamento Renzi si presenterà forte dell’appoggio del Fondo monetario e del presidente americano Obama, favorevole ad una politica europea fondata su parametri di maggiore flessibilità, qual è, appunto, quella sostenuta dal presidente del Consiglio italiano. E a Parigi, Renzi cercherà, superando riserve e diffidenze, di stringere un’alleanza con Hollande e con lo spagnolo Sanchez. È cominciata, insomma una grande partita nella quale Renzi cercherà di assumere quel ruolo di protagonista che in Italia – nemo propheta in patria – rischia di sfuggirgli di mano. 

ITALIA MALATA E SINISTRA GIACOBINA

 28 febbraio 2016

ITALIA MALATA E SINISTRA GIACOBINA
Italo Zicaro ha condiviso la foto di Italia Malata.
Adesso ·

Arturo Stenio Vuono “Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono  
IL POST – LA “SVIOLINATA” RISPOSTA AD OTTORINO GURGO
 
Non ha ragione Ottorino Gurgo

Non ha ragione, cari lettori, a licenziare una sviolinata pro renzismo, una spugna che assorbe tutto e tutti, senza un minimo di supporto al suo osanna per il giovin signore della sinistra che, ormai da due anni, prospera con la sua corte dei miracoli, in un vero e proprio scenario da uomini e topi , sulla pelle degli italiani;il predestinato e imposto, mai indicato su una scheda elettorale e de nessuno votato,  ha prontamente consolidato  una democrazia di minoranza, tanto estranea quanto anomala, con un non consenso che ha raggiunto il livello massimo storico. Ma come si sa, per i conigli tirati fuori dal cilindro, da sempre l’intellighènzia tira la volata; e la storia si ripete, non a caso i lazzari – al tempo del sanfedismo – fecero proprio il che “chi tiene pane e vino deve essere giacobino”. Così si tesse l’inno al presunto riformismo, semmai trionfa il trasformismo e l’operare da gattopardi in linea con il “che cambi tutto affinchè nulla cambi”; il re travicello, affabulatore e funambulo, è il premier d’una Italia malata, alla mercè dell’ondata di corruzione in atto e d’una rete estesa di conflitti di interessi. La guida del protettorato Italia. Non ha ragione, chissenefrega di Obama, e del Fondo monetario, e della Germania. Certo, il pifferaio fiorentino può contare sull’impunità accordata e la garanzia del solutus; e durare a lungo , piccoli puttani e voltagabbana  crescono e nessuno che gli faccia le pulci. Continuare con il cuci e scuci, con la decretazione a pioggia, privo d’una maggioranza politica in parlamento e a colpi dell’abusato voto di fiducia. Ma Ottorino Gurgo non ha ragione  perchè cresce il degrado, l’impoverimento generale e la decadenza del belpaese. Non ha ragione perchè la casa brucia. Noi la pensiamo diversamente e siamo in buona compagnia.

[ da archivio azimut online ]

OGGI: UN FRONTE TRASVERSALE DEGLI ITALIANI PER LA SALVEZZA E’ L’APPELLO DI “AZIMUT” – NAPOLI. ALTRE NEWS…

 
 
 
 
 

 

1 Vote
Thursday, September 26, 2013
[ dopo il termine del servizio, il << fuorisacco >> ] :
Opere del GRUPPO SUD in mostra a Napoli

OGGI : UN << FRONTE TRASVERSALE DEGLI ITALIANI >> PER LA SALVEZZA. E’ L’APPELLO DI “AZIMUT” – NAPOLI. ALTRE NEWS… [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : GIOVEDI’, 26 SETTEMBRE 2013 ]
 La crescita economica? Arriverà ma non per tutto il Sud  
“…Quando la  << casa comune >>  è a rischio d’incendio e di crollo, ogni cittadino compie il suo dovere, senza se e  ma, similmente a quando il fuoco sta per invadere una casa o un sismo ne potrebbe minare la stabilità; per l’incendio vicino si forma una solidale catena di secchi d’acqua, atta allo spegnimento, e per il pericolo del ripetersi delle scosse si portano a cautelare salvamento persone e cose. Prima che arrivi ogni tipo di soccorso e s’intravedano gli interventi.Ognuno non fa caso a chi ha a fianco, non si chiede da dove provenga o in nome di cosa è arrivato. Così come per l’agire, nell’emergenza, è l’esercizio del << coraggio civile >> , parimenti, e in specie, è per tempi eccezionali il prevalere del << patriottismo >> . In entrambi i frangenti conta, perciò, una sola divisione : da una parte chi corre per il salvataggio e chi attende per lo << sciacallaggio >>.Coloro che hanno agito, e che hanno fatto fronte comune, si conosceranno e si spiegheranno dopo. Cosicchè, oltre ogni muro, oltre ogni steccato, nasca il << partito degli italiani >> : del nuovo centrodestra ( ? ), o meglio ( ? )della << destra – centro >>, sì, ma non basta; e vengano gli astensionisti disposti a reagire, gli orfani d’ogni sinistra , delle sinistre, se avversi alla << restaurazione >> , gli antagonisti stanchi della protesta senza progetto e sbocco, tutti gli italiani di buona volontà che – da destra, o al centro, come alla sinistra – con onestà, e coerenza, hanno però rigettato / rigettano il vecchio << sistema di potere >>.Un “fronte trasversale degli italiani” per la salvezza…”
 
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CORRISPONDENZE ( diamo voce a tutti )
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——- Original Message ——–

Subject: DA OGGI SU ROMA RIMANGO IN SILENZIO, MA SENZA PRIMARIE STORACE E’ L’UNICA SPERANZA
Date: Sun, 28 Feb 2016 06:16:01 +0100
From: Newsletter Alemanno <noreply@newsletter.alemanno.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it


 

DA OGGI SU ROMA RIMANGO IN SILENZIO, MA SENZA PRIMARIE STORACE E’ L’UNICA SPERANZA

 

Cari amici, 

vi invito a partecipare alla grande manifestazione di Francesco Storace domenica 6 marzo alle ore 10 al Teatro Quirino di Roma, anche se io non ci saró.A differenza di altri, ritengo che – fino a quando non avrò risolto i miei problemi giudiziari – sia giusto e doveroso non solo non candidarmi ad alcuna carica, ma non intromettermi in una competizione politica che mi riguarda così direttamente.In questi mesi non ho mai interrotto il mio impegno politico e non intendo farlo nemmeno nel futuro, perché fa parte di una mia scelta di vita che prescinde da ruoli e incarichi. Da quando ho ricevuto, ormai quattordici mesi fa, un avviso di garanzia, ho scelto di operare da semplice militante politico, in attesa che la Giustizia faccia il suo corso e riconosca la mia innocenza. Questo atteggiamento deve diventare ancora più rigoroso di fronte alle elezioni comunali di Roma: i miei interventi pubblici saranno limitati alle questioni politiche nazionali e a un libro che presenterò per raccontare i miei cinque anni in Campidoglio.Prima di tacitarmi, voglio però svolgere alcune brevi considerazioni che lascio alla riflessione di tutti gli amici che andranno a votare a Roma il 5 giugno.Ancora una volta, almeno fino ad ora, il centrodestra sta sprecando un’importante occasione per rompere il tabù sulle Primarie che da sempre limita la sua capacità di scegliere le candidature più rappresentative.
Roma poteva e doveva essere il laboratorio delle Primarie del centrodestra, anche per la molteplicità ed eterogeneità delle candidature che si preparano a sfidare la Sinistra e l’antipolitica del Movimento 5 Stelle. Un’azione convergente di tutti coloro che hanno sempre detto di credere nelle Primarie – da Giorgia Meloni a Francesco Storace, da Matteo Salvini ad Alfio Marchini – poteva imporre questa svolta, senza vincolarla ad un analogo svolgimento in tutte le altre città italiane.Non ho mai fatto mistero e non lo faccio neanche adesso, di guardare con simpatia alla candidatura di Francesco Storace, dopo la comprensibile rinuncia di Giorgia Meloni. Francesco, a differenza di tutti gli altri esponenti politici del centrodestra, non ha mai fatto parte della mia maggioranza in Campidoglio. È stato un oppositore leale ma molto duro, quando altri, che oggi ostentano grande distanza dalla mia amministrazione, occupavano assessorati e consigli d’amministrazione. Peraltro non è stata la prima volta, da quando Storace è uscito da Alleanza Nazionale nel 2007, che ci siamo scontrati dal punto di vista politico e ideologico.Ma Francesco Storace oggi rappresenta, orgogliosamente, l’unico candidato di destra che non si fa suggestionare da fughe dalla politica verso soluzioni «civiche» o «tecniche». Si è battuto più di ogni altro per ottenere le Primarie a Roma come inizio di una stagione di profondo rinnovamento del centrodestra. Tutto questo, insieme a una consolidata esperienza amministrativa che non trova riscontro negli altri candidati, fa la differenza.Queste valutazioni non cancellano, lo ripeto ancora una volta, che la priorità dovrebbe essere quella di offrire al popolo del centrodestra la possibilità di scegliere liberamente un candidato unitario.C’è ancora tempo per un ravvedimento operoso e mi auguro che ciò accada. Roma merita molto di più di un’agonia fatta di vertici di palazzo e di patetici atteggiamenti antipolitici. La nostra meravigliosa Capitale non deve essere riconsegnata alla Sinistra, il cui trentennale governo del Campidoglio è la principale causa del disagio in cui vivono i nostri concittadini.Un cordiale saluto e arrivederci a giugno con una nuova speranza.
Gianni Alemanno
 
alemanno.it
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ALTRE NEWS
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foto di Il dito nell'occhio Associazione culturale.
Il dito nell’occhio Associazione culturale

PAROLE IN LIBERTA’
“La più piccola minoranza al mondo è l’individuo. Chiunque neghi i diritti dell’individuo non può sostenere di essere un difensore delle minoranze.”
(Ayn Rand, filosofa e sceneggiatrice statunitense di origini russe, 2 febbraio 1905 – 6 marzo 1982)

 
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La parlamentare parla a Roma ed è un fiume in piena: “Ho visto ipocrisia e opacità nel mio partito. I colpevoli sono i dirigenti. E tutto resta così com’è”
LIBEROQUOTIDIANO.IT
 
 
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Rottamazione nazionale. La società versa in una condizione di ingiustizia diffusa. Lo denunzia Papa Francesco: troppi ” anziani ” scartati come ruderi prima del tempo, troppi ” padri e madri di famiglia oppressi dall’angoscia di non potere garantire un futuro ai propri figli”. E, nel frattempo, la sinistra italiana abbandona il fronte della tutela delle conquiste sociali scegliendo, insieme ai fuoriusciti di Forza Italia, il terreno della costruzione di un progetto ” nuovo” di società fondato su meccanismi di ingegneria antropologica. Il quesito ovviamente sorge spontaneo: riconoscere agli omossessuali il diritto a regolarizzare le loro unioni può considerarsi davvero una conquista di civiltà nel mentre lo Stato rinunzia a garantire – anche agli stessi omosessuali – diritti fondamentali quali lavoro, casa, tutela della salute e giustizia? Opportunamente, all’indomani dell’approvazione, in uno dei due rami del parlamento, del testo di legge finalizzato alla sovversione dei principi tradizionali ed alla banalizzazione del matrimonio, “qualcuno” che “era comunista” ha osservato: adesso Vendola potrà comprarsi un figlio ma la proletaria che lo votava non potrà farsi una famiglia! Non è certamente un caso, allora, che i paesi dell’ex blocco sovietico abbiano esplicitamente vietato nelle loro costituzioni la parificazione delle unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio, cellula primordiale su cui fonda la costruzione di ogni sano modello sociale. Prospettive: Verso quale Nazione ci conduce il partito della Nazione, capeggiato dallo psicodelirante delirante in giacchetta slim? Un’ ipotesi: dalla rottamazione del partito del proletariato alla rottamazione nazionale.

foto di Carmine Ippolito.

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7° anniversario della scomparsa di “Pinuccio Tatarella” 09 …

12 feb 2016 – Caricato da RadioTRC TV

Incontro organizzato dall’Amministrazione Comunale di Cerignola presso la Sala Mascagni del Teatro .

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—-Messaggio originale—-
Da: ACList <info@alleanzacattolica.org>
Data: 27/02/2016 11.43
A: <an.arenella@libero.it>
Ogg: ACList06/2016: Unioni Civili. Alleanza Cattolica: «La Camera introduca l’obiezione di coscienza»

 
ACList06/2016
Quick Links

Unioni Civili
Alleanza Cattolica: «La Camera introduca l’obiezione di coscienza»
 
Roma, 27-2-2016 (l.c.) «La Camera introduca l’obiezione di coscienza per i funzionari pubblici che si rifiuteranno di “celebrare” o registrare unioni civili tra omosessuali». Lo chiede in una nota Alleanza Cattolica, facendo riferimento al noto caso statunitense di Kim Davis e a quello europeo di Lilian Ladele. «Nel caso Ladele – spiega il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica – una funzionaria inglese che si era rifiutata di celebrare un’unione civile fra persone dello stesso sesso – si trattava proprio di unione civile, non di matrimonio – fu licenziata. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato legittimo il licenziamento in assenza di una norma britannica specifica che autorizzi l’obiezione di coscienza. È dunque evidente che principi elementari di libertà di coscienza e religiosa richiedono che la Camera dei Deputati introduca nella legge sulle unioni civili il diritto per i sindaci e gli altri funzionari all’obiezione di coscienza».

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Questa mail è stata inviata a an.arenella@libero.it, da parte di info@alleanzacattolica.org |
alleanza cattolica | via del Teatro Valle 51 | Roma | 00186 | Italy
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Subject: 28 febbraio – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Sun, 28 Feb 2016 05:46:06 +0100
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


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È stato assaltato da un gruppo di quindici, venti persone, con il volto coperto, il banchetto di Noi con Salvini di Tor Pignattara, uno dei 41 allestiti per sondare il gradimento dei romani sui diversi nomi in ballo come candidati a sindaco.

Leggi tutto ›

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Enzo Palumbo ha presentato il ricorso che farà intervenire la Consulta sull’Italicum, non ancora applicabile: “Tanti punti irragionevoli”
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Antica fiera di San Giuseppe!

 
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Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
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2 pensieri su “SUL “ROMA” LA GRANDE TRAMA CONTRO L’ITALIA ( VINCENZO NARDIELLO ) RENZI PUNTA ALLA GUIDA DELLA SINISTRA EUROPEA ( LA “SVIOLINATA” DI OTTORINO GURGO ) E ALTRE NEWS”

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