ITALIA DEGLI ITALYOTI ED EUROPA DEGLI IDIOTI COME SAREBBE BELLO RITORNARE A DIR


ITALIA DEGLI ITALYOTI ED EUROPA DEGLI IDIOTI  COME SAREBBE BELLO RITORNARE A DIR << “CHE LA VAGA COME LA VAGA MAL CHE LA VAGA LA VA SEMPER BEN” – “MEGLIO UN GIORNO DA LEONE, CHE CENTO ANNI DA PECORA!” >> 

 

ITALIA DEGLI ITALYOTI ED EUROPA DEGLI IDIOTI  COME SAREBBE BELLO RITORNARE A DIR << “CHE LA VAGA COME LA VAGA MAL CHE LA VAGA LA VA SEMPER BEN” – “MEGLIO UN GIORNO DA LEONE, CHE CENTO ANNI DA PECORA!” >> 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 2 MARZO 2016 ]
 
azimutassociazione@libero.it

 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>

Grazie per l’attenzione
 

Associazione Azimut – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/

… E ALTRE NEWS ( PER… azimutassociazione.wordpress.com/2016/02/14/sul … …. 42,134 Visite su Wordpress a cui vanno sommati 99.660 visite ricevute sul

ITALIA DEGLI ITALYOTI ED EUROPA DEGLI IDIOTI  COME SAREBBE BELLO RITORNARE A DIR << “CHE LA VAGA COME LA VAGA MAL CHE LA VAGA LA VA SEMPER BEN” – “MEGLIO UN GIORNO DA LEONE, CHE CENTO ANNI DA PECORA!” >> [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 2 MARZO 2016 ]
 
Frane, vento e nubifragi: allerta meteo. Salgono a sette le vittime del ciclone Golia “Azimut”- se trovi spazi in bianco prosegui ugualmente il servizio continua – ARRIVA L’INVERNO IN PRIMAVERA ?
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( tratto da “Libero” quotidiano.it )
 
“MEGLIO VIVERE UN GIORNO DA LEONE, CHE CENTO ANNI DA PECORA!” (…) Uno dei dogmi del Fascismo, “dittatura antidemocratica.” Poi con EZRA POUND: “Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui.” In democrazia, dopo il probabile accordo tra stato e mafia, si potrebbe scrivere una verità molto diversa: un “dogma” democratico, forse si penserà di non coraggiosi? Non ha nessuna importanza giacché è democratico. “In democrazia possono assassinare giudici e uomini dell’ordine, ma non i politici. Quando la classe politica, è minacciata, è assolutamente necessario fare tutto il possibile per proteggerla”. “Evidentemente” si tratta di una classe troppo importante per un paese democratico. Non dimentichiamo che sono gli “eletti”! In questo caso, con dei terroristi spietati che hanno: denaro, armi e di killer, un accordo con la mafia era ed è ancora ampiamente giustificato. ” I politici italiani devono essere sempre protetti e salvati!” Andreotti c’è riuscito, ma lui andava in chiesa tutte le mattine, Moro probabilmente no! “Meglio che “gli onorevoli” possano vivere cento anni da pecore che un solo giorno da leone”! Un dogma certamente democratico e antifascista! Spiegatemi perché non si è trattato per salvare la vita di Aldo Moro? Semplice; Aldo conosceva troppe verità! Gli “onorevoli” hanno quindi pensato che: Un martire sarebbe stato molto più utile, alla democrazia, da morto! PANE AL PANE! – VINO AL VINO! – MERDA ALLA MERDA! VIVA L’ITALIA! Giancarlo Gallani
 
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: il mercato dei bambini
Date: Mon, 29 Feb 2016 12:38:01 +0000
From: Giancarlo Lehner <giancarlolehner@hotmail.com>
To:  ( . . . )


Il destino vuole che io sia romano da infinite generazioni. E da quirite affermo con orgoglio liberal che noi, a Roma, in quanto a pederastia e quant’altre trasgressività erotiche, da secoli, da Romolo sino a Bergoglio, non ci siamo fatti mancare niente. Riguardo alla reificazione dell’essere umano, cioè agli schiavi acquistati anche per il proprio piacere, l’Historia ci racconta che, già con lo stoicismo e, poi, col cristianesimo, la mercificazione nella Città Eterna fu considerata abominevole,Per il ritorno alla Kultur della mercificazione delle persone, bisogna arrivare all’oggi, dove una sinistra orfana di tutte le sue radici ideali contrabbanda in foggia di progresso il supermercato degli uteri dove acquistare bambini, magari con sconti ed offerte 3×2 in caso di prenotazioni di parti gemellari.Se questo è il nuovo volto del socialismo, io, vecchio romano tollerante verso tutte le omosessualità e soprattutto  liberalsocialista umanitario, sono costretto, con sdegno e con dolore, a dimettermi senz’altro dalla mia storica area politico-culturale. Lo sdegno, fra l’altro, esonda sino all’urlo, quando siffatta barbarie viene rivenduta come diritto sacrosanto, che lo Stato neo-nazicomunista  dovrebbe garantire.
Giancarlo Lehner
Italo Zicaro ha condiviso la foto di Il Brigante Lucano.
foto di Il Brigante Lucano.

Il Brigante Lucano·

E dopo la legge sulle Unioni Civili il Pd mette sul tavolo anche il tema delle adozioni.

NON PERMETTIAMO A NESSUNO DI DISTRUGGERE LA FAMIGLIA, COSI COME E’ STATA CREATA DA NOSTRO SIGNORE CRISTO GESU’ .

 
Italo Zicaro ha condiviso un link.·
Il parlamentare di Forza Italia si inserisce nella polemica dopo la nascita del figlio di Vendola
ILGIORNALE.IT
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COSENZA

Foto Gualtieri

foto di Giuseppe Gabriele.
foto di Giuseppe Gabriele.
Ebbene, questa mattina sono riuscito a rintracciare Bruno Pelaggi, giocatore di basket a Cosenza negli anni 60, nonché uno dei pilastri in uno a Fabiano, Allori e Lucanto dell’allora San Paolo e Kolbe. 
Risiede in effetti a Perugia e tramite internet e vari tentativi sono riuscito a beccare il numero di telefono e a parlarci. È rimasto meravigliato del fatto che lo ricordavo ancora. Lui esercita la professione, è ingegnere ed è titolare della Ing. Bruno Pelaggi S.r.l. abbiamo colloquiato con affetto e siamo rimasti che se dovesse capitare in zona, cosa un po difficile, ci sentiremo per organizzare una conviviale.
foto di Giuseppe Gabriele.
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ITALIA DEGLI ITALYOTI ED EUROPA DEGLI IDIOTI 
 
[ tratto dal “ROMA” ]

Renzi, Gentiloni, l’Europa e la guerra

Opinionista: 

Pietro Lignola

Il governo di Matteo Renzi, come già osservai tre settimane fa, sembra volersi interessare a ciò che accade fuori dei confini e che, ovviamente, incide in misura fin troppo rilevante sulla vita dei cittadini. In linea di principio, si tratta di cosa buona e giusta. Resta da stabilire, tuttavia, se si sta facendo sul serio o si tratta soltanto di selfie postati per distogliere l’attenzione dal fallimento della politica interna. In questi due anni di occupazione delle poltrone governative, infatti, nulla è stato realizzato dal petrusinièllo sul fronte interno, ad eccezione di tre cose assai poco apprezzabili. La prima è l’occupazione permanente delle finestre mediatiche, alla faccia della “par condicio” tanto di moda ai tempi di Berlusconi; c’è da domandarsi che fine abbiano fatto gli osservatori e le authority che in passato si agitavano tanto. La seconda è l’acquisto di parlamentari per puntellare la maggioranza, salito a livelli che fanno rimpiangere il trasformismo dell’epoca prefascista; anche qui ci sono dei dispersi, posto che le inchieste della magistratura, in gran moda prima del golpe di Napolitano, sono tornate nel mondo delle fiabe. La terza è varare, con l’accompagnamento di fanfare e applausi registrati, leggi con incomprensibili intitolazioni anglosassoni e ugualmente oscure finalità (tranne che in materia bancaria, laddove “Etruria interest”); di rimedi alla crisi non si parla, né di altre cose che possano interessare i cittadini, ma soltanto di riforme che, evocando Sodoma e Gomorra, risultano sgradite alla maggioranza degli italiani. Stendiamo un velo pietoso sulle vicende boccaccesche relative ai viaggi del piccolo Matteo a Riad e del premier iraniano a Roma e limitiamoci a qualche cenno sull’attivismo europeistico del Nostro che, oltre ad aver battuto i pugni sul tavolo, ha scongiurato, a suo dire, il temutissimo Brexit. “Sta sereno” – vorremmo dirgli – “tutti sanno che le tue bizze con Juncker e compagni sono destinate al mercato interno; non rischi, dunque, il trattamento riservato a Berlusconi perché loro si rendono conto che non fai sul serio”. Non vorremmo però costringerlo a fare scongiuri, sentendo un incipit che potrebbe ricordargli il povero Letta. Veniamo, infine, al dunque. Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni è stato in Turchia dal 21 al 23 febbraio per un incontro bilaterale con il collega turco Mevlut Çavuşoğlu e una riunione dell’High Level Partnership sulla Somalia. Lasciamo perdere la Somalia dove, alti o bassi che siano i livelli, imperano terroristi e pirati. Nel colloquio con il turco, Gentiloni ha detto una cosa giusta e una sbagliata. Quella giusta è il no alla richiesta turca di un’adesione al progetto d’invasione della Siria: probabilmente persino Gentiloni ha capito che Erdogan non vuol combattere l’Isis ma i curdi. Quella sbagliata è: “Siamo interessati ai passi in avanti compiuti dalla Turchia sulla strada dell’adesione all’Unione europea; il nostro Paese ha sempre appoggiato questo processo di avvicinamento e lo farà ancora di più in questo periodo». Frasi di circostanza? Far entrare in Europa un paese musulmano sempre più fondamentalista, dove le libertà fondamentali sono praticamente azzerate, è un’idea talmente sciocca che un governo come il nostro può prenderla seriamente in considerazione. Tanto più che si tratta di uno stato aggressivo e violento, dedito al genocidio (lo praticò in danno del popolo armeno e vuol provarci con i curdi) e alla guerra di conquista, che mosse a Cipro e progetta ora in Siria. Sono curioso di sapere quali siano i passi in avanti che inducono Gentiloni a prospettare un sempre maggiore appoggio per l’entrata in Europa: restano il negazionismo sul genocidio armeno e l’occupazione militare di Cipro est. Può darsi, tuttavia, che qualcosa sia cambiato: l’Europa è diventata una tale schifezza che nemmeno l’ingresso della Turchia potrebbe peggiorarla!   

[ TRATTO DAL WEB ]

Sorgente: Figli e figliastri: tutte le deroghe e furbate permesse dalla UE agli altri Paesi | Scenarieconomici.it

 


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Se c’è un articolo involontariamente umoristico nei Trattati europei questo è l’art. 3 del TUE, il quale, fra le varie mirabili cose che dovrebbe fare la UE afferma spavaldamente “Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.“.Coesione economica? Solidarietà fra gli Stati membri? Vi pare che ci sia coesione economica guardando questo?

target2-2014

Per capire quanta coesione ed omogeneità vi sia in Europa basta vedere poi qualche dato riguardo al rispetto delle regole di bilancio.Nella UE vige la più completa anarchia: secondo gli ultimi dati Eurostat per quanto riguarda il rapporto deficit/PIL si passa dalla Spagna che viaggia da anni con deficit intorno al 6% (5,9% nel 2014), ed al Portogallo stabile sopra il 7% (7,2% nel 2014) che non subiscono procedure di infrazione, all’Italia che nel 2014 era sul 3% e viene costantemente ripresa se prova a chiedere una qualche flessibilità. La Francia, anch’essa abbondantemente sopra i limiti di Maastricht, pur passata dal 5,1% del 2011 al 3,9% del 2014, ha già fatto sapere che non solo non rientrerà nei parametri previsti, ma che farà ulteriore deficit nel 2016 e nel 2017, ufficialmente per combattere il terrorismo dopo i fatti tragici di Parigi, e che nessuno si azzardi a contestarle qualcosa. A chi interessa ecco la tabella completa

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Riguardo al rapporto debito/PIL quasi nessun Paese rispetta i limiti del 60% previsti, anzi la media dei 28 Paesi UE è salita da 85,5% della fine del 2013 al 86,8% della fine del 2014, ma ci sono Paesi che viaggiano con un rapporto del 27% come la Bulgaria o del 23% come il Lussemburgo e Paesi come la Grecia che sfiorano il 180%. In Italia siamo arrivati al 137% ed incombono le cosiddette clausole di salvaguardia che il governo Renzi ha solo fatto slittare al 2017: aumento dell’IVA di 2 punti nel 2017 e di un ulteriore punto nel 2018 ed aumento delle accise per 350 milioni di euro sia nel 2017 che nel 2018. Ecco il grafico dei debiti in UE

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Anche la c.d. “area Schengen” è ormai lasciata alla discrezione dei singoli membri: attualmente sono 6 i Paesi che hanno ripristinato i controlli alle frontiere unilateralmente ed uno di questi, l’Austria, minaccia in primavera di costruire una recinzione fra sé ed i confinanti meridionali (Italia e Slovenia).Ma quello che realmente è un capolavoro di ipocrisia è la presunta solidarietà che dovrebbe animare i rapporti fra Stati membri e garantita dalla UE: il principio vigente si può sintetizzare così: le norme per gli amici si interpretano, per gli altri si applicano.Prendiamo la Germania, che indubbiamente all’interno delle istituzioni europee ha parecchi “amici”. I tedeschi hanno ottenuto di mantenere l’eccezione sui collocamento di titoli pubbici che permette loro, con un escamotage già qui esaminato, di tenere bassi gli interessi sui Bund. Hanno una contabilità pubblica particolare che permette loro di eliminare del passivo dal conto dello Stato il debito contratto dalla Kfw (l’equivalente tedesco della nostra Cdp). Hanno i Lander che, avendo un’autonomia di bilancio ed una contabilità separata, non rientrano nel conteggio del debito statale ai fini del pareggio di bilancio. Ultimo, ma non minore vantaggio, specie quando gli interessi per finanziarsi erano più elevati, lo Stato si è potuto finanziare ai tassi previsti dalla BCE per gli istituti bancari, avendo una partecipazione in almeno la metà delle banche, sfruttando il fatto che le banche pubbliche o con partecipazione pubblica sono equiparate a quelle private.Dall’alto di questi vantaggi la Germania impone disciplina di bilancio e rigore agli altri Paesi e costringe all’austerità ed ai tagli le altre economie attraverso le raccomandazioni della Commissione europea e della BCE.Sappiamo poi benissimo che le banche francesi, tedesche ed olandesi sono state salvate con denaro pubblico e che, dopo che ciascuno di questi Paesi ha risolto i suoi problemi, la UE ha deciso che d’ora in poi gli aiuti di Stato sono vietati e deve essere applicata la nuova normativa sulla risoluzione delle crisi bancarie (la direttiva BRRD), con il famigerato bail-in. L’Italia si è trovata a dover salvare alcune sue banche stranamente proprio in coincidenza con questo cambiamento ed i titoli bancari sono andati a picco. Ma anche sul bail-in vi sono figli e figliastri…Un articolo di due giorni fa uscito sull’edizione cartacea del Sole24Ore svela l’ennesimo trucchetto che permetterà alle banche degli altri Paesi che lo hanno già adottato o lo stanno adottando di non subire i contraccolpi di mercato e di essere più concorrenziali nella raccolta: l’holding bancaria.Questo strumento, utilizzato originariamente dalla Svizzera e dall’Inghilterra, permette di formare una specie di “scudo” a protezione di una banca attraverso la creazione di una società che ne detiene il capitale, la holding, la quale, in forza di una interpretazione “elastica” della normativa sul bail-in, sarebbe lei a rifinanziare un eventuale dissesto bancario mediante l’azzeramento dei propri azionisti ed obbligazionisti. La Banca sarebbe così libera dall’obbligo di aggredire i risparmi dei propri investitori e potrebbe continuare a finanziarsi con proprie obbligazioni ad interessi bassissimi e non subire contraccolpi sul valore dei suoi titoli in Borsa.Questo trucco, frutto di una lettura disinvolta della direttiva, non sembra che sarà applicabile al sistema finanziario italiano, sia per la mancanza di investitori privati che possano formare una holding, sia perché l’Italia ha contrattato con la Commissione una soluzione delle sofferenze bancarie (le Bad bank c.d. light) che renderebbe ormai inutile questo strumento, visto che tali sofferenze saranno già oggetto di una pesante svalutazione a carico dei bilanci degli istituti finanziari.Avremo così in Eurozona banche protette che sfrutteranno la loro solidità apparente per agire sul mercato con rating superiori, nonostante la loro fragilità per la esposizione in derivati (come quelle francese e tedesche), e banche non protette che, pur essendo più sicure perché meno esposte, scontreranno rating più bassi e quindi interessi più alti per il rischio diretto di bail-in.Questo è solo l’ultimo esempio della disomogeneità e della furbizia che regna in Europa. La domanda che sorge spontanea (almeno a me) è sempre quella: che ci stiamo a fare? 

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COME SAREBBE BELLO RITORNARE A DIR << “CHE LA VAGA COME LA VAGA MAL CHE LA VAGA LA VA SEMPER BEN” – “MEGLIO UN GIORNO DA LEONE, CHE CENTO ANNI DA PECORA!” >> 

Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono ··
AL CONSIGLIERE COMUNALE DI NAPOLI
dott. Andrea Santoro
[ martedì, 1 marzo 2016 ]
Arturo Stenio Vuono

Caro Andrea, grazie molte per l’invito alla riunione odierna, da Te promossa, iniziativa proposta a tutti gli ex-An; com’è noto, da alcuni anni, rientro ormai nella categoria degli appartati. Considera che l’invito è accettato, seppure non partecipante fisicamente, nell’inviarTi questo breve saluto. Raramente mi pervengono inviti, salvo quelli di Amedeo Laboccetta per diversi convegni, il Tuo è l’eccezione. Credo che, seppure non uomo di certezze ma di dubbi, la mia attività di oltre cinquant’anni sia stata sempre coerente, forse potevo fare meglio e di più; il percorso, di cui non ho rimpianti e di cui non mi rammarico, è stato sempre sulla dritta via : dal Msi al Msi-Dn, dall’alleanza nazionale al polo; e in ultimo, sulla strada maestra, sino al partito unico di centrodestra in linea con quanto indicato da Pinuccio Tatarella. La storia non ha i binari obbligati come le ferrovie e coloro che non si sono opposti alla liquidazione del Pdl e alla disintegrazione della più ampia maggioranza parlamentare della storia repubblicana, alla conseguente restaurazione del sistema di potere e cattocomunista che occupa irreversibilmente il Quirinale e Palazzo Chigi, hanno torto e a tutt’oggi non hanno offerto una migliore alternativa. Saluto tutti, senza eccezione alcuna, tutti gli amici e camerati che considero miei fratelli, inclusi quelli con cui spesso mi sono contrastato. Non biasimo chi vuole, tuttavia, uscire dalla situazione attuale di diaspora della Destra; però credo che il treno passi una sola volta e noi lo abbiamo, ormai, perduto; e, nella migliore ipotesi, il tutto potrà avvenire per un riposizionamento, per la sopravvivenza, e per un rientro soltanto nella cronaca minore.E vorrei tanto sbagliarmi. Auguro, sinceramente, un “Buon lavoro”.

Metti in evidenza il post———————————————————————————————————————-

ITALIA DEGLI ITALYOTI ED EUROPA DEGLI IDIOTI 

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DUE ANNI ORSONO – A CAVALLO TRA IL LETTA NIPOTE E IL RENZI MATTEO – INIZIO’ L’ERA DEL TRASFORMISMO, ECCETERA, COSA E’ CAMBIATO ?
[ da “archivio azimut online” ]
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18 FEBBRAIO 2014 – replica
 
[ A PROPOSITO DI QUESTO VERO E PROPRIO “DELIRIO DI ONNIPOTENZA” … PER NON DIRE ALTRO…]
[ IN QUESTO NUMERO : GLI << UTILI IDIOTI >> E GLI “INUTILI IDIOTI” – ETC. ]
L’EDITORIALE DI ARTURO STENIO VUONO – PRESIDENTE DI “AZIMUT” – VEDI : OLTRE ]
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[ “AZIMUT” – NAPOLI : AH – QUESTO “ANGELINO” ! UOMO DI BUONA VOLONTA’ …!” – ABBIAMO GIA’ DETTO, E SCRITTO : ( SUI )  << 30  >> – O “31” ( SENATUR – NCD ) DI ALI BABA’ ! – E L’ANGELINO ( ALFANO ) IL “GALLEGGIANTE” – ( SEMPRE ) AL GRIDO DI : << A CHI IL POTERE ? A NOI ! – A CHI IL “RESTAR IN SELLA ? A NOI ! ” – (IERI ) “FORZA ENRICO SEI TUTTI NOI ! “(OGGI ) “FORZA MATTEO SEI TUTTI NOI !” ]
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IN COPERTINA  

<< ALTRO TURNO – ALTRO GIRO >> … [ “AZIMUT” – NAPOLI : LA “GIOSTRA” DEI << TRANSFUGHI >> …]

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Arturo Stenio Vuono [ editoriale ]

vuono

GLI << UTILI IDIOTI >> E GLI “INUTILI IDIOTI” – ETC.

Il percorso del gruppuscolo di scissionisti, inverecondi, del centrodestra – che ne vorrebbero uno “nuovo di zecca ” ( a Lor simiglianza ) – si dimostra, sempre più, accidentato; e, per l’ultima occasione, alla convention degli amministratori locali Ncd ( ohibò ), ha visto l’ex delfino del << cavaliere >> calcare la scena, in tono direi arrogante – se non tracotante -, per rivendicare una presunta “spinta riformatrice” [ sic ] pro secondo governo della sinistra che è in procinto di insediarsi ( il primo, premier Letta, lo divenne, di fatto, negandosi istanze politico-sociali di adesione, concordate con  tutto il centrodestra, e con la copertura fornita dalla mini – scissione del “salto della quaglia” ); mettere in forse, alla buon’ora, una qualsiasi – futura – alleanza elettorale Ncd Fi; aggiuntosi, come volevasi dimostrare, inopinatamente, ai detrattori di Silvio Berlusconi, anche per il << siculo >>, ora, il << male assoluto >>. Originato tale comportamento, meglio dire che l’Angelino ha colto la palla al balzo ( non vedeva l’ora ), dall’ esternata constatazione, asettica e pacata, da parte di Silvio Berlusconi, che i parlamentari del cosiddetto, da Loro, nuovo centrodestra rinverdiscono – absit iniuria verbis – il ruolo di << utili idioti >>; ruolo che, nella storia repubblicana,  è stato una costante del deleterio << trasformismo >>; cioè del basso livello, “ricattatorio”, da “ago della bilancia” – com’è a tutti noto – che ha rappresentato, in ogni tempo, il vero e proprio cancro di tutte le legislature. Il controgiro di parole, in risposta, ovvero a botta e risposta, lanciato da Alfano sui troppi “inutili idioti” che, da sempre, a suo dire, hanno circondato Silvio Berlusconi : lapsus linguae o lapsus freudiano ? autogol ? significando, forse, l’ << escusatio non petita – accusatio manifesta >>? La reazione e le considerazioni, si fa per dire, del “bruto di Silvio” –  per il tramite della filippica, tra il ringhio e l’insulto, – ruotano attorno a tre tesi : due di politica spicciola , una di presunta << politica nobile >>. La cinica distinzione – nel << nostro >> – dei due aspetti ( l’utile e l’inutile ) degli << idioti >>; il ricorso all’arcinoto << antiberlusconismo >> , la più coerente incarnazione – nella fattispecie – dei gretti comportamenti e dei particolari impulsi del singolo; l’indebita rivendicazione, volendosi sostituire alla funzione storica del centrodestra, a fare la mancata << rivoluzione liberale >>. Mi consentirà l’Angelino di dire con tutta franchezza che ho l’impressione che la << confusione >> che albergava in tutto il centrodestra, per via dell’adesione all’eccezionalità delle << larghe intese >>, continua ad albergare nei sessanta parlamentari che lo seguono e non saprei dire in quanti degli elettori che, eventualmente, lo seguirebbero. E’ noto come la << confusione >> che fu dell’intero PdL ( oggi FI ) ha almeno una qualche radice di giustificazione: il non sottrarsi a fronteggiare l’emergenza che ne segnò l’inizio. Ma se quella fu << confusione >>, determinata a contribuire per risvolti decisivi sul piano della realtà politica, la sua ( sempre più evidente ) rischia di essere paralizzante. Non consente, a nostro avviso, di operare con rigore e metodo. E’ risaputo come le polemiche sul carattere contingente della trascorsa “partecipazione governativa” si sono, ormai, dissolte ( per merito, in primis, di Silvio Berlusconi ) , separando nettamente la funzione di una teoria dell’attività pratica ( dalla quale ci si è tirati fuori – e andando all’opposizione) da quella per la realizzazione delle riforme e incentrando nell’esercizio delle scelte, meglio se condivise, il carattere della stessa attività politica. L’attività politica è la teoria, è la spiegazione razionale dei comportamenti determinati dal motivo di conseguire, come obiettivo principe, i fini nella maggiore misura possibile; è, per l’oggi, considerata la parte – sopratutto privilegiata – d’una rivendicazione più generale : l’alternativa e l’alternanza; e, come tale, e solo come tale, l’attività politica si sottrae ai giudizi di bene e di male.Non vi rientra, e non vi rientrerà, quella di cui si gloria e si compiace la guida, autoreferenziale, del Ncd che – da tempo – fa parte di quel << nuovo >> che più vecchio non si può; non si sottrae ai giudizi di valore che si riferiscono, per l’uomo, al << dover essere >>. La dissacrazione di tale << nuovo >> che avanza investirà, prima o poi, pure tutti gli altri protagonisti – montati mediaticamente – come nel caso anche dei Grillo ( 1 )  e dei Renzi ( 2 ); il cui aspetto sconosciuto, il verace, non è ancora di dominio della pubblica opinione e che, tuttavia, inizia a trapelare da diversi report in rete. La politica, non é, di per sé, il gretto << particulare >> o la “convenienza”. Sono i risultati dell’attività politica che possono essere censurati, a seconda che decadino in manifestazioni di << politica politicante >>. Ma i << risultati >> dell’attività politica dipendono dagli uomini e dall’uso che ne fanno in ambito delle istituzioni politico – economiche – giuridiche nelle quali si opera. E, così, senza  mai confondere << politica >> con  “politica – politicante”, non ci pare – per l’appunto – che l’esperienza del Ncd si sia posta al servizio dell’interesse superiore che implica l’esigenza permanente di rigetto del << frazionismo >> e dell’operare, cicero pro domo sua, con e per il << separatismo >>; tal’è il carattere distintivo – da vero e proprio vicolo cieco – ch’è tipico di ogni forma d’incoerenza che ha un solo sbocco:il << trasformismo >> e l’illecito operare a mezzo del << cambio di casacca >>. Il dato etico della politica, l’esigenza, cioè, di priorità della coerenza, anche nella politica, si risolve non mutando la << funzione >>, ma facendo sì che le funzioni possano combinarsi – sempre – con il mandato popolare. Il dato etico della politica si risolve, cioè, a livello di comportamenti e a livello di politica coerente. Non è questa, di certo, la via che ha intrapreso Alfano; che si iscrive nell’albo dei “misteri d’Italia” ( ma non tanto “misteriosi” ) e tra la schiera dei paladini del << nuovo >> che più vecchio non si può. Addio ! Vada, dunque, incontro al suo destino : la meteora, brillante di luce riflessa per una qualche – momentanea – briciola di potere, con la finale disintegrazione dell’inevitabile declino. Non ci sarà, vogliamo crederlo, posto per  “pugnalatori contriti” come, per “compassionevole misericordia”, verso gli immancabili “pentiti” o “dissociati” da accogliersi in guisa del ritorno di “figliol prodigo”.  Verrà il << tempo delle mele >> – che l’Angelino lo voglia o no – quando la sinistra sarà pronta per le urne, ( . . . ). Addio “garanzie” ! Addio, Angelino !

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[ NOTE ] – ( 1 ) Su Beppe Grillo e l’intreccio : la “Casaleggio Associati”, gli ambienti finanziari internazionali e ambasciatori Usa a Roma, etc., abbiamo già – in rete – pubblicato una molteplicità di servizi.

( 2 ) Per Matteo Renzi, sospeso – ovviamente – il giudizio, che non mancherà a fronte di quel che sortirà – in concreto – dal lavoro del prossimo esecutivo, però ci sembra giusto l’informare su tutto quello che lo precede; ad esempio le pubblicazioni, in merito, tratte da Stampa Libera ( vedi : oltre ).

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“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli 
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E.mail: an.arenella@libero.it (segreteria)-massimovuono@libero.it (ufficio stampa)
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team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
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Ferruccio Massimo Vuono
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