L’analisi (di M.Veneziani). Caro Nichi, la maternità non è in vendola… – I CINQUESTELLE GRANDI TRAFFICHINI DAL DOPPIO VOLTO – CARO RENZI “Di fiducia si può morire” – CORRISPONDENZE DA COSENZA LECCE NAPOLI – ALTRE NEWS


L’analisi (di M.Veneziani). Caro Nichi, la maternità non è in vendola… – I CINQUESTELLE GRANDI TRAFFICHINI DAL DOPPIO VOLTO – CARO RENZI “Di fiducia si può morire” – CORRISPONDENZE DA COSENZA LECCE NAPOLI – ALTRE NEWS

 “Associazione Azimut”

L’analisi (di M.Veneziani). Caro Nichi, la maternità non è in vendola… – I CINQUESTELLE GRANDI TRAFFICHINI DAL DOPPIO VOLTO – CARO RENZI “Di fiducia si può morire” – CORRISPONDENZE DA COSENZA LECCE NAPOLI – ALTRE NEWS

[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 07.03.2016 ]
 


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OGGI – IN COPERTINA 
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Il dito nell’occhio Associazione culturale

PAROLE IN LIBERTA’
“I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, ma sono i governi che devono aver paura dei propri popoli.”
(Thomas Jefferson, politico, scienziato e architetto statunitense, 3º presidente degli Stati Uniti d’America, è inoltre considerato uno dei padri fondatori della nazione, 13 aprile 1743 – 4 luglio 1826)

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L’analisi (di M.Veneziani). Caro Nichi, la maternità non è in vendola…

Pubblicato il 2 marzo 2016 da Marcello Veneziani
Categorie : Politica
Nichi Vendola

Nichi Vendola

No, Nichi, la maternità non è in vendola. La donna non è soltanto una mammifera da usare ,ingravidare e poi gettare come una buccia. Il bambino non è un pupazzo che ti puoi fabbricare dove vuoi e come vuoi e te lo porti con chi vuoi, strappandolo alla madre e al suo habitat, basta che paghi. La paternità non è un capriccio o un desiderio, ma è una responsabilità che segue un atto d’amore e se per indole o per scelta, per natura o per cultura, non ci sono le condizioni per procreare accetta i limiti della condizione umana e vivi la tua vita.

È rimasto ben poco del lato nobile del comunismo in quella scelta, qualcosa che offende il proletario, nella sua condizione sociale, operaia e nel suo statuto stesso di colui che fa la prole… Al suo posto c’è qualcosa da eltonjohn, bastano i soldi e ti fai quel che vuoi, pure un figlio su commissione… No, nichi, preferivo il compagno e conterroneo Peppino Di Vittorio all’omunismo senza c e al tuo Nichi-lismo.

@barbadilloit

Di Marcello Veneziani
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I GRANDI TRAFFICHINI DAL DOPPIO VOLTO ( CINQUESTELLE E IL GRILLO PER I GRULLI ) – DA MESSAGGIO SU FACEBOOK
 
Movimento 5 Stelle
 
 
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A NAPOLI CI PIOVE

Grande partecipazione di napoletani alla manifestazione a piazza Garibaldi per il recupero dal degrado della piazza biglietto da visita di Napoli ….in primo piano le bandiere italiane …. Finalmente …… Sovrani insieme …. Con salvini per Napoli

foto di Claudio Renzullo.
 
Gianluca Cantalamessa e Noi con Salvini – Napoli hanno condiviso il post diNoi con Salvini – Napoli.

Oggi eravamo tantissimi. Abbiamo urlato a gran voce:”Non siamo disposti a cedere pezzi di sovranità.Piazza Garibaldi è ancora Napoli, è ancora Italia, prima gli italiani, prima i napoletani”. Grazie a tutti, le vostre numerosissime voci si sono sentite FORTI e CHIARE.

Parte in questo week end la campagna tesseramento 2016 del movimento…
WWW.ILMATTINO.IT
  • Piazza Garibaldi è Napoli. Ed è in Italia. E non abbiamo ceduto la sovranità ad un paese straniero. No clandestini, no abusivi. ‪#‎tuNapoli‬

  • Oggi eravamo tantissimi. Abbiamo urlato a gran voce:”Non siamo disposti a cedere pezzi di sovranità.Piazza Garibaldi è ancora Napoli, è ancora Italia, prima gli italiani, prima i napoletani”. Grazie a tutti, le vostre numerosissime voci si sono sentite FORTI e CHIARE.

A VOLTE RITORNANO ( MA HA FATTO CILECCA )
 

Facimme ‪#‎TAMMTAMM‬
Tutti al voto
Trova il tuo seggio:

 
IL NEO ANTOFASCISTA….
Non fosse per la nausea, rimarrebbe solo la tristezza. La baracconata romana…
LAVOCEA5STELLE.ALTERVISTA.ORG|DI L’OSSERVATORE POLITICO
 
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 ( sul “Roma” )

Renzi, non dimenticare il monito di Andreotti

Opinionista: 

Ottorino Gurgo

“Di fiducia si può morire”. Così Giulio Andreotti, facendo ricorso a una delle sue battute al fulmicotone, ammonì un presidente del Consiglio che faceva con troppa insistenza ricorso alla questione di fiducia per ottenere dal Parlamento l’approvazione di provvedimenti del suo governo, a non eccedere nel servirsi di questo strumento che, alla lunga, per chi ne fa eccessivo uso, può rivelarsi deleterio. A nessuno come al vecchio Giulio poteva attribuirsi quella locuzione, attribuita ad Orazio – castigat ridendo mores (con il sorriso sferza i costumi) – che gli antichi romani ponevano sul frontone dei loro teatri. E Matteo Renzi farebbe bene a tener conto del suo ammonimento. Nessuno, tra coloro che si sono succeduti alla guida del governo, dal dopoguerra ad oggi, infatti, ha fatto, come lui, così frequente ricorso al voto di fiducia. E questo è un fatto tutt’altro che positivo. In primo luogo perché dà fiato a quell’accusa di autoritarismo che da più parti viene rivolta al nostro presidente del Consiglio. Fu Giorgio Napolitano, che pure di Renzi è stato ed è deciso sostenitore ad avvertire che l’avvalersi della fiducia “non dovrebbe comunque eccedere i limiti oltre i quali si verifica una inaccettabile compressione delle prerogative delle Camere”. In realtà, alla Costituente, il ricorso alla fiducia per ottenere l’approvazione o la reiezione di un provvedimento, fu motivo di discussione e si convenne di non farne cenno nel testo della Carta perché – si osservò – nell’approvazione o nel rigetto del provvedimento le Camere sarebbero state costrette a tener conto di elementi e di considerazioni prettamente politiche, del tutto estranei alla bontà intrinseca del disegno di legge e sarebbe stata menomata la libertà di decisione delle Camere. Ma c’è un altro dato del quale, a nostro sommesso avviso, Renzi dovrebbe tener conto. Ed è che, contrariamente alle apparenze, assicurarsi mediante la fiducia che un provvedimento venga approvato, non è una manifestazione di forza, ma di debolezza. Sono soprattutto due, a ben vedere, le motivazioni per le quali viene posta la questione di fiducia. La prima è quella di stroncare l’ostruzionismo delle opposizioni (ma per conseguire questo obiettivo è ora di gran moda l’orrendo “canguro”). La seconda è l’esigenza di serrare le file di una maggioranza che, evidentemente, se in condizioni di esprimersi liberamente, rischierebbe di sfaldarsi. Intendiamoci. Abbiamo detto in più d’una occasione di non condividere certe forme di ostruzionismo. Ma l’appello alla fiducia per stroncarlo, ci sembra un’aprioristica rinuncia al dialogo e all’esercizio di quel potere di convincimento basato sulla forza degli argomenti di cui un governo dovrebbe disporre. Ancor più debole il governo si rivela se, a indurlo alla richiesta di fiducia, è l’esigenza di tenere unita una maggioranza nella quale i dissenzienti sono in numero così elevato da mettere a rischio l’approvazione di una legge che l’esecutivo ha a cuore. Qui la fragilità del governo è più che palese. E Renzi che ha esultato per l’approvazione della legge sulle unioni civili, dovrebbe, forse, mitigare il proprio entusiasmo riflettendo su un verso del più famoso tra i suoi concittadini: “Il modo ancor m’offende…” e domandandosi quanto vale, in realtà, quella fiducia estorta. Con brutale franchezza potremmo dire, infatti, che il porre la questione di fiducia per far approvare un provvedimento equivale a una sorta di ricatto politico. In partica, il governo dice ai parlamentari della sua maggioranza: “O mangi questa minestra o salti dalla finestra”. Ancor più in chiaro: “Non votando la fiducia il governo cadrà. Con ogni probabilità ciò comporterà l’anticipato scioglimento delle Camere e tu, parlamentare dissenziente, te ne tornerai a casa anche perché difficilmente verrai rimesso in lista”. Insomma, un modo assai poco elegante di coartare la volontà altrui. Come può, una operazione di questo tipo, non essere definita una manifestazione di debolezza. Di fragilità estrema da parte di chi la pone in essere? Ecco perché ci permettiamo di suggerire a Renzi di non andar fiero del suo record e di non dimenticare il monito del vecchio Giulio che di queste questioni se ne intendeva davvero.  

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NON SOLO POLITICA
( DAL “ROMA” )
Chievo ko e il Napoli può esultare, ma esplode il caso Higuain. I gol

LIVE Napoli-Chievo Verona 3-1
Finalmente Callejon firma il tris

Segna subito Rigoni, poi pareggia Higuaìn e a fine primo tempo Chiriches segna il gol del 2-1

25′ Higuaìn per Allan che trova in area Callejon pronta a firmare il tris

20′ Destro di Higuaìn sulla traversa

10′ Floro Flores per Pellissier

3′ Birsa di testa sfiora il pareggio

Il Napoli non finisce mai. In svantaggio dopo un minuto e mezzo dopo che Chiriches regala un pallone a Rigoni, ha la forza di reagire subito pareggiando con Higuaìn e andando in vantaggio con lo stesso Chiriches. In questa prima parte della gara le azioni da gol non si contano. Si è tirato in porta almeno dieci volte. 

FINE PRIMO TEMPO

44′ Sinistro potente di Ghoulam, Bizzarri compie un miracolo

41′ Insigne stoppa bene su cross di Hamsik ma poi sbaglia mira

38′ Angolo studiato di Jorginho, pallone di nuovo a lui, cross per Chiriches che di testa sigla il vantaggio

26′ Ancora Ghoulam, palla al centro, arriva Callejon di destro ma il pallone viene deviato in angolo

27′ Higuaìn-Insigne-Callejon, lo spagnolo tocca il pallone ma Bizzarri evita il vantaggio

24′ Cross di Ghoulam, testa di Callejon e Bizzarri para

19′ Ancora Ghoulam per Higuaìn, sinistro potente di poco fuori

14′ Destro di David Lopez dalla distanza e palla di poco fuori

11′ Ammonito Castro per fallo da dietro su Hamsik

6′ Hamsik per Ghoulam, pallone a Higuaìn che di piatto pareggia subito

2′ Chiriches regala palla a Rigoni che va in porta da solo e di destro segna con Reina che prova ad evitare il gol

PARTITI

PRIMO TEMPO

Le formazioni ufficiali:

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam; Lopez, Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne. All. Sarri

CHIEVO (4-3-1-2): Bizzarri; Cacciatore, Dainelli, Cesar, Frey; Rigoni, Radovanovic, Castro; Birsa; Mpoku, Pellissier. All. Maran

 20:38 5/03

 
 
 
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A COSENZA

Carissimi. Il Cosenza Uno GruppoScout e la Parrocchia di S. Gaetano invitano tutti gli amici/che di questo gruppo a partecipare giorno 17 marzo ore 18.00 alla S. Messa animata dagli scout, in ricordo di don Luigi Maletta, nel 41* anniversario della sua salita in cielo. Grazie.

foto di Alfonso Monetti.
A LECCE
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ULTIMI ARTICOLI – IN RETE

PRIMAVERA AL VOTO MA L’URNA PIANGE ( se Napoli è in sofferenza, non di meno Milano e Roma, eccetera ) – PERCHE’ DIO HA CREATO LA CALABRIA? ( il video ) ALTRE NEWS

IL CABALLERO : FOSSI MATTO !  IN LIBIA CI VADANO YANKEE ANGLI E FRANCHI ! ! ! A BombObama & C.  – UNA VOLTA CI AVETE GIA’ FREGATO….

OGGI – ANTEPRIMA DI WEB

IL RENZI MATTEO CONDUCATOR VA ALLA GUERRA DALL’ITALIA ALLA LIBIA CON AMORE SBARCA IN BICICLETTA NELLA “QUARTA SPONDA” AISHA GHEDDAFI RITORNA IN CAMPO E ALTRE NEWS

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“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli 
Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379
E.mail: an.arenella@libero.it (segreteria)-massimovuono@libero.it (ufficio stampa)
[per sostenere l’associazione-solo su su c/c  banc. intestato Arturo Stenio Vuono]
Iban IT74 YO1O 1003 4351 0000 0003 506  BIC IBSPITNA         Banco Napoli SpA Filiale Na. 35 Via Onofrio Fragnito nn. 28/52   80131 Napoli
 
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono

 

 

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