SU GIULIO REGENI L’ALTRA VERSIONE MARXIANA – <> DEL PROTETTORATO ITALIA CHI SI CONTENTA GODE LA CARICA DEI CENTOMILA ( OHIBO’ ) L’EDICOLA E ALTRE NEWS


SU GIULIO REGENI L’ALTRA VERSIONE MARXIANA – << “PRIMARIE” & “PRIMIERI” >> DEL PROTETTORATO ITALIA CHI SI CONTENTA GODE LA CARICA DEI CENTOMILA ( OHIBO’ ) L’EDICOLA E ALTRE NEWS

 
 “Associazione Azimut”
SU GIULIO REGENI L’ALTRA VERSIONE MARXIANA – << “PRIMARIE” & “PRIMIERI” >> DEL PROTETTORATO ITALIA CHI SI CONTENTA GODE LA CARICA DEI CENTOMILA ( OHIBO’ ) L’EDICOLA E ALTRE NEWS –  [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 08.03.2016 ]
 
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Associazione Azimut – WordPress.com

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… E ALTRE NEWS ( PER… azimutassociazione.wordpress.com/2016/02/14/sul … …. 42,134 Visite su Wordpress a cui vanno sommati 99.660 visite ricevute sul

 
OGGI – IN COPERTINA

“Giulio Regeni a Londra ha lavorato per un’azienda di …

www.today.it/cronaca/giulioregeni-intelligence-londra.html

16 feb 2016 – “Giulio Regeni a Londra ha lavorato per un’azienda di intelligence”Chi sta cercando di dare un nome e un volto a chi lo ha brutalmente …

 

GIULIO REGENI/ News, lavorò per un’agenzia d’intelligence

www.ilsussidiario.net/News/…/GIULIOREGENI…-/679790/

16 feb 2016 – Si è scoperto infatti che, secondo quanto riportato da La Stampa, per un anno, da settembre 2013 a settembre 2014, Giulio Regeni ha lavorato …

 
SU GIULIO REGENI L’ALTRA VERSIONE MARXIANA
 foto di Giuseppe Parise.
SU GIULIO REGENI – VEDI : OLTRE
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<< “PRIMARIE” & “PRIMIERI” >> DEL PROTETTORATO ITALIA….. 
 
[ “AZ.” ] – CHI SI CONTENTA GODE…LA CARICA DEI CENTOMILA ( OHIBO’ )
 
IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” ( replica – vedi : oltre )
 
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Roberto Giachetti a Roma, Valeria Valente a Napoli, Roberto Cosolini a Trieste. Questa volta nessuno ‘sgambetto’ dai gazebo delle primarie: vincono i candidati della maggioranza Pd, i ‘renziani’, e sconfiggono nella capitale Roberto Morassut, sostenuto dalla sinistra Dem, e nel capoluogo partenopeo l’ex sindaco Antonio Bassolino. “Siamo molto soddisfatti: c’è stato un bel segnale di partecipazione e passione. Ora andiamo a vincere”, dichiara il vicesegretario Lorenzo Guerini.

A Napoli cresce affluenza, ma a Roma il Pd paga in termini di presenze ai seggi le vicende dell’ultimo anno: i votanti si dimezzano. Sono da poco passate le 23, al termine della lunga giornata dei gazebo, quando Matteo Renzi si congratula al telefono con i vincitori delle primarie. Alla vigilia del voto, il segretario aveva rivolto un invito alla partecipazione, mentre, come sempre in passato, non aveva portato il suo sostegno esplicito a nessun candidato. Ma, osservano i dirigenti Pd, questa volta a vincere sono stati “i renziani”: la strada è ancora lunga, ma il partito – osservano – sta cambiando pelle anche sul territorio.

DAL GENERALE AL GIROTONDINO, ECCO I SEI CANDIDATI

Adesso a Roma e Napoli la sfida è tutta in salita ma, assicurano a una voce i dirigenti Pd, a partire dal presidente Matteo Orfini, “possiamo vincere”. A Roma, spiegano, potrebbe giocare a favore del Pd la forte frammentazione degli avversari. A Napoli, la città più ostica, si punterà “sull’effetto novità” di Valente che comunque aveva già fatto parte della Giunta di Rosa Russo Iervolino. “Napoli ha scelto di guardare avanti con una nuova classe dirigente”, esulta l’ex pupilla di Bassolino, che vince con il 46% contro il 40% dell’ex sindaco. “Ci ho messo tutte le mie forze, continuiamo la battaglia per Napoli”, dice Bassolino che ammette di essere stato “sconfitto”. E al Pd sono persuasi che non farà mancare il suo sostegno. Ben più netta la vittoria di Giachetti: 64% contro il 27% del principale sfidante. “Oggi abbiamo giocato un’amichevole. Ora voglio vincere le elezioni e non è così scontato”, dice il candidato sindaco. “Lo sosterrò da subito”, dichiara Morassut, che era sostenuto dalla sinistra Dem. Adesso per reazione, sostiene più d’uno, la sinistra extra Pd potrebbe provare – ma non è semplice – a convogliare le forze su Massimo Bray.

Sempre sul fronte renziano, c’è la vittoria del sindaco uscente di Trieste, Roberto Cosolini, confermato con 4.447 voti, il 65,02%, mentre lo sfidante, il senatore Francesco Russo, sceso in campo all’ultimo momento, si è fermato al 34,98%, con 2.392 preferenze. A Bolzano, dove hanno votato in 1.791, ha vinto Renzo Caramaschi, ex general manager del municipio. A Grosseto ha vinto, con 3.576 voti, Lorenzo Mascagni.

Record di affluenza a Benevento, dove vince Raffaele Del Vecchio con il 66% dei voti. In tarda serata, i dirigenti del Pd descrivono Renzi molto soddisfatto per la prova di partecipazione ai gazebo.

“In centomila – è il bilancio del capogruppo Pd Ettore Rosato – hanno partecipato. Altri si accontentano di qualche click o mostrano una frammentazione totale senza un’idea”. Il riferimento implicito è da un lato ai 5 Stelle, che hanno scelto Virginia Raggi a Roma con 3862 votanti, dall’altro alla destra. Nella capitale la partecipazione è dimezzata rispetto alle primarie del 2013 (furono 100mila, ora sono stimati 50mila).

Ma, osserva Guerini, “è un buon risultato considerata la situazione da cui partivamo”. Nelle altre città, rileva il vicesegretario, il trend di partecipazione sale: a Napoli erano stati 16.500 lo scorso anno, oggi 30.000. Ma la minoranza Pd ricorda che nel 2012 per le primarie Bersani-Renzi avevano votato in 67 mila a Napoli, 230 mila a Roma: “C’è un disagio politico e una disaffezione molto preoccupante”, attacca Federico Fornaro, che denuncia come si stia restringendo il perimetro degli elettori del centrosinistra. Miguel Gotor critica la gestione della vicenda Marino e poi la gestione commissariale di Orfini nel partito a Roma e dice che “non è serio né consolatorio dire ‘poteva andare peggio'”. “Sono senza vergogna – replica il renziano Ernesto Carbone – i voti loro li hanno mai presi?”. E Orfini rincara la dose: “Nel 2013 c’erano le truppe cammellate”.

[ tratto dal web ]

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“AZIMUT” – IL NOSTRO 8 MARZO ( CI SONO DONNE E DONNE… )

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Gennaro Pirozzi ha condiviso il post di Stefano Giuliano Romano.
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foto di Stefano Giuliano Romano.

Il 7 marzo del 1908 nasceva la grandissima Anna Magnani…!!!

Il suo ricordo oggi, dopo tantissimi anni, è più vivo che mai! 🌹

foto di Francesca D'Andrea.
“AZIMUT” – IL NOSTRO 8 MARZO ( CI SONO DONNE E DONNE… )

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SU GIULIO REGENI L’ALTRA VERSIONE MARXIANA ( vedi : dopo i link )

Giulio Regeni torturato perché pensavano che fosse una spia

08 feb 2016 – Il Cairo, fiori e candele per Giulio: sit-in all’ambasciata italiana … Egitto,Giulio Regeni: il ricercatore trovato morto al Cairo … Chi lo ha sistematicamente seviziato era convinto di poter ottenere informazioni che il povero Giulio non poteva … Lo hanno appunto lavorato alle mani, ai piedi e quindi al tronco.

Giulio Regeni: la pista dei Fratelli musulmani, ma gli …

www.panorama.it › News › Esteri

19 feb 2016 – Giulio Regeni, ricercatore italiano, è scomparso al Cairo il 25 … Perquesto le autorità italiane restano in attesa, di capire se vi sia …. Chi ha fermato Regeni “ha pensato fosse una spia: chi viene in Egitto a studiare i sindacati?

Giulio Regeni, a Londra ha lavorato per un’azienda di …

www.tgcom24.mediaset.it/…/giulioregeni-a-londra-halavoratoper-un-a…

16 feb 2016 – Giulio Regeni, a Londra ha lavorato per un’azienda di intelligence – La società a cui il ricercatore avrebbe colalborato sarebbe la Oxford …

“Nel gruppo di chi ha sequestrato Giulio Regeni l’uomo che …

www.lastampa.it › Cronache

13 feb 2016 – “Nel gruppo di chi ha sequestrato Giulio Regeni l’uomo che voleva … L’ho riconosciuto proprio per questo motivo: era lo stesso che aveva 

[ DA COSENZA ]

 
foto di Giuseppe Parise.
Giuseppe Parise

5 febbraio · 

MORIRE DA MARXISTI OGGI

Ancora una volta un compagno viene brutalmente ucciso. Compagno è un termine legato alla coscienza, alla lotta di classe e alla militanza diventato per molti inusuale in questa ultima fase storica. Giulio Regeni aveva scelto il suo modo per essere un compagno e di esprimere la sua vicinanza alla lotta di classe e ai lavoratori. La sua vita di studente prima e di ricercatore marxista dopo è stata tutta protesa verso l’ analisi e l’ evoluzione dei movimenti operai. La sua ricerca l’ ha portata direttamente sul campo, in uno dei luoghi dove la lotta di classe è più dura e difficile, l’ Egitto. 
Collaborava con il giornale il Manifesto e puntualmente arrivavano le sue analisi e i suoi reportage che venivano pubblicati sotto uno pseudonimo. L’ hanno ucciso gli apparati di sicurezza egiziani del regime del generale Al Sisi che hanno cercato di camuffare poi quella che è stata un’ esecuzione al termine di brutali torture lo scorso 25 gennaio anniversario della rivolta di piazza Tahrir.
Non è la prima volta. Si parla di 600 oppositori fatti sparire dagli “squadroni della morte”. Un anno fa veniva uccisa per la strada Shaimaa el Saabbagh giovane giornalista e militante del partito egiziano “Alleanza popolare socialista”.
Giulio aveva appena inviato un articolo pubblicato dal manifesto sulla riorganizzazione dei sindacati indipendenti oggi in Egitto sotto il regime di Al Sisi. Un analisi lucida e precisa che metteva in luce come la lotta di classe da parte dei lavoratori organizzati in quel paese sia ancora attiva e come covi sotto le ceneri di una repressione brutale. Con queste parole terminava il suo pezzo:

“sfidare lo stato di emergenza e gli appelli alla stabilità e alla pace sociale giustificati -dalla guerra al terrorismo- significa oggi pur se indirettamente mettere in discussione alla base la retorica su cui il regime giustifica la sua stessa esistenza e la repressione della società civile.”

Il regime di Al Sisi oggi è un alleato del Governo italiano e al capitalismo occidentale. Basterebbe ricordare l’ accordo commerciale sugli enormi giacimenti di gas egiziano da parte di ENI o gli otto miliardi di euro in interscambi commerciali con gli imprenditori italiani. Non solo ma Al Sisi sarà la colonna portante del prossimo intervento occidentale militare in Libia.
La morte brutale di Giulio è un bastone tra le ruote per il governo Renzi che deve essere rimosso al più presto. Non deve essere messa assolutamente in discussione l’ immagine di questa alleanza strategica.
Noi sappiamo che il mandante di questo omicidio non ha altro nome che quello del capitalismo. La classe operaia egiziana sarà sempre di più organizzata come Giulio aveva messo in luce nella sua analisi. La lotta di classe in Egitto e nei paesi arabi del Mediterraneo non può essere fermata come hanno dimostrato le mobilitazioni delle ultime settimane dei giovani tunisini.
Non dimenticheremo Giulio Regeni che ancora una volta ci ha mostrato che la lotta di classe è fatta di coscienza, passione e organizzazione e che la vittoria del movimento operaio è sempre possibile.

Ruggero Rognoni

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 276261_1002645712_5204015_n “Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono
 
[ a margine del post – facebook che abbiamo pubblicato ‘, un breve commento ]
Spigolando, digitando e curiosando in rete – come spesso accade – ci siamo imbattuti nella notizia più sopra riportata; è a cura di Marisa Righetti, una nostra cara amica degli anni giovanili, nella nostra città di origine – Cosenza -, che non ritrovavamo da più di mezzo secolo; da quando, sul finire degli anni cinquanta, ci legò una comune militanza nell’A.s.a.n. “Giovane Italia”, l’associazione studentesca di azione nazionale – organizzazione parallela alle formazioni giovanili del Movimento Sociale Italiano. Con Marisa il ricordo del comizio, al termine d’uno sciopero degli studenti medi cosentini, che tenemmo in piazza della Stazione. La ritroviamo, per così dire, posizionata in ben altra sponda e, ciò, non deve meravigliare : potremmo fare l’elenco, lungo, dei moltissimi giovani che hanno fatto almeno un giorno di presenza nel Msi e che, poi, la vita ha condotto in altre direzioni. Non giudichiamo. Su Regeni, dal suo punto di vista, ha condiviso una “versione marxiana”, nulla da eccepire, tutto giusto e torna se non fosse che : primo, vera la notizia, incrociandosi con le altre – accertate -,  ne uscirebbe compromessa proprio la sua memoria con una macchia di doppiogiochismo; secondo, dato e considerato il nicchiare dei Renzi e dei Gentiloni, del caso non si verrà mai a capo, farne un martire comunista può servire a tutto ma non aiuta alla conoscenza della verità, e consentirà solo di archiviarne la storia; terzo, quanto alla tutela della classe operaia e l’azione avverso il capitalismo, e lo diciamo con tutto il rispetto per Marisa, sono coordinate che, per il passato come per il presente, eventualmente – secondo le circostanze storiche e in forme diverse – , possono essere di tutti fuorchè realmente dei comunisti. In Italia, ad esempio, per il recente,”repubblica napolitana” docet. E qui vult capere, capeat. Speriamo, sinceramente, che la nostra opinione, e la nostra riflessione, non le dispiacerà. E ci auguriamo, comunque sia, che risponda alla nostra richiesta di amicizia – facebook.
 
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Stakanov era uno ma le vittime dello stalinismo 
furono milioni !! [ VINCENZO MANNELLO – DA CATANIA ]
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——– Original Message ——–

Subject: fuorilegge lo Stakanov di Renzi ?
Date: Sun, 6 Mar 2016 22:36:16 +0100
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )


Eh,no..da pensionato ex dipendente pubblico (già sindacalista,non della triplice) e come comune cittadino non posso passar sopra alla vicenda del direttore della Reggia di Caserta. Quello,secondo notizie stampa,accusato da alcuni sindacalisti di “lavorare troppo,specie di notte” ed altre violazioni contrattuali e di sicurezza del Museo casertano.Come prevedibile,visti i tempi di caccia ai “fannulloni”, l’Italia intera è insorta a difesa dell’eroico e stoico dott. Felicori che,novello Stakanov nostrano,perde tempo e sonno per il bene dei visitatori (in aumento) della Reggia.Renzi,da buon furbastro qual è, ha bollato i lavoratori che segnalavano il caso come profittatori che non hanno capito che “il vento è cambiato,la pacchia è finita”….subito seguito da CgilCislUil nella condanna e pure con la espulsione dei rei di tanto misfatto.La stampa,congolante,ha straripato all’autogol dei malcapitati sindacalisti,nemici dei veri lavoratori,dei visitatori ,della cultura e dell’Intero popolo italiano…Bene,bravi tutti…autogol e palla al centro !!Peccato che la moviola,di chi non difenda interessi governativi e mediatici “di massa”, riveli un fallo iniziale grande quanto il palazzo dell’europarlamento di Bruxelles :“Attuazione delle direttive europee in materia di orario di lavoro…Decreto legislativo, testo aggiornato 08/04/2003 n° 66, G.U. 14/04/2003″ che,letteralmente,così sancisce :“La nuove norme disciplinano l’orario normale di lavoro, le ferie, il riposo, lavoro straordinario, lavoro notturno, lavoro a turni, lavoro mobile, lavoro offshore.In particolare si segnalano le seguenti novità:– la durata media dell’ orario normale di lavoro non deve superare le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario;– ogni lavoratore ha diritto nel corso delle 24 ore di un periodo minimo di risposo di 11 ore;– la pausa di lavoro e’ prevista qualora l’orario di lavoro giornaliero superi le sei ore;– il ricorso alle prestazioni di lavoro straordinario deve essere contenuto e comunque non deve superare le 48 ore settimanali di orario normale;– il lavoratore notturno, ovvero colui che lavora almeno 3 ore nel periodo notturno tra le ore 24 e le 5 di mattina, non deve lavorare più di 8 ore nell’arco delle 24 ore, e deve avere una valutazione da parte delle strutture pubbliche petenti del suo stato di salute;– per ogni periodo di sette giorni il lavoratore deve beneficiare di un periodo minimo di riposo ininterrotto di 24 ore, di regola la domenica, a cui si sommano le 11 di riposo giornaliero;– ogni lavoratore deve beneficiare di ferie annuali retribuite di almeno quattro settimane”.È l’Europa che ci ha chiesto queste norme !! Non ritengono quanti pubblichino e leggano la mia nota che Renzi per primo sia tenuto al rispetto della vigente legge ?Con al seguito : governo,istituzioni,apparato burocratico e TUTTO il personale in servizio,DIRIGENTI in testa ??Se i fatti segnalati dai lavoratori sono corrispondenti al vero,non c’entra nulla la difesa di fannulloni e simili,il direttore della Reggia di Caserta è un alto dirigente che viola ben precise norme di legge sul lavoro e su quello notturno in particolare…il suo !!Se poi lo stesso voglia fare volontariato od opere di bene per motivi personali,faccia pure…ma non nello stesso luogo di lavoro ove esercita il proprio potere amministrativo.

Potrebbe confondere facilmente il diritto a “dirigere” con quello,improprio,a”comandare”….dimenticando che Stakanov era uno ma le vittime dello stalinismo furono milioni !!


Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello

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 [ “Az.-News” : 05.03.’16 ]

L’EDITORIALE – REPLICA

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  • [ versione per la stampa ]
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  • PRIMAVERA AL VOTO MA L’URNA PIANGE
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  • Arturo Stenio Vuono *
Ha ragione Giuseppe Scalera che nel suo recente intervento, “Acrobati  del consenso verso le amministrative”, conclude che “la gente, giorno dopo giorno, preferisce rifugiarsi nel privato” ( 1 ); e se Napoli è in sofferenza, non di meno Milano e Roma, eccetera.La morte della politica, con la p in maiuscolo, si chiama democrazia di minoranza e, ove non si vada al ballotaggio, un qualsiasi sindaco è eletto al massimo con il consenso solo di un quarto dei cittadini iscritti a votare, figuriamoci al secondo turno. Disaffezione e astensionismo sono ormai fenomeni consolidati, l’anomalia e la patologia indotta che, con tutta evidenza e senza che nulla si faccia per rimuoverla, si registra quotidianamente e che, da sinistra a destra, e al centro, suona tra la gente annoiata ed irritata con il “delle amministrative chissenefrega”.L’alternativa in concreto non esiste, tra l’onanismo sterile e scontato della rete e i mal di pancia in ambito delle ex coalizioni opposte che furono;è tutto un bailamme di candidati alla poltrona a primo cittadino di sinistra che godono del dichiarato supporto di esponenti della società civile in odore di destra; e di quelli di presunta destra che si accompagnano a teste d’uovo notoriamente e da sempre a sinistra. Non mancano altri che, necessitando di rientri e di riposizionamenti, si inventano liste soltanto utili ad ambire a un quorum che consenta la conquista di uno scranno ed il loro ingresso in consiglio. Una gran confusione e la fine delle ideologie, tutte, e di quella che fu l’ex forma-partito.Il resto, a completare l’opera, lo fanno le cosiddette primarie, in programma o invocate e non svolte, l’affare del politichese tutto a domicilio privato delle clientele richiamate e delle truppe cammellate precettate, con buona pace anche dello “scassare” dei gattopardi. Primavera al voto sarà ma l’urna piange. Un tormentone indecoroso, così nasce il rigetto e  l’aumentare degli appartati.
( 1 ) Scalera sul “Roma”
 
 * presidente Associazione Culturasociale “Azimut” Napoli
 
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ALTRE NEWS ( DA NAPOLI )
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