ITALYOTI UEISTI MERIKANISTI MONDIALISTI ALLA GOGNA – INTERVENTI DI ARTURO STENIO VUONO E CARMINE IPPOLITO MAURIZIO BLONDET – TRATTO DAL WEB Sulla ihadista Hillary Clinton


ITALYOTI UEISTI MERIKANISTI MONDIALISTI ALLA GOGNA – INTERVENTI DI ARTURO STENIO VUONO E CARMINE IPPOLITO 
MAURIZIO BLONDET –  TRATTO DAL WEB
Sulla ihadista Hillary Clinton

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IN COPERTINA
Incendio all'impianto di Acerra, in fumo tremila balle di rifiuti

E PAOLO BARNARD DIXIT :

( So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco, inutili vigliacchi. Non mi scrivete. )

“…..Non esistono più anticorpi sociali, serpeggia la rassegnazione e il fatalismo. Renzi continua a degradare definitivamente ( . . . . .)  : in fondo è stato assunto…. – in conto terzi – per fare il lavoro sporco… ( . . . . . ) E così hanno assassinato la speranza, hanno cancellato il futuro per i giovani, e tanti, purtroppo, a battergli anche le mani, ( . . . )ad osannarlo… I  controllori hanno assestato una mossa quasi vincente……. Ma non tutto è perduto. Per fortuna sopravvivono sacche…..”
 
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ITALIANI RIBELLATEVI ! ! !

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In “Politica”

IL CIMITERO MEDITERRANEO….
 

L’EDITORIALE – REPLICA

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[ 25 AGOSTO 2015 ]
DUNQUE, dopo averle tentate tutte, preoccupati di non essere abbastanza moderati, ora è giunto il momento dello scontro con i paladini del pensiero unico, non potendo e non volendo, e non dovendo essere complici d’una classe dirigente, si fa per dire, che sta avviando il paese alla dissoluzione; se l’età ce lo consentisse, con le necessarie energie che – purtroppo – non ci stanno più, passeremmo volentieri dalla predicazione all’azione, e la speranza – che non ci abbandona – è che lo facciano, per il futuro prossimo venturo, i nostri figli ed i nostri nipoti.Prima che scadi il tempo utile per scacciare i mercanti dal tempio. Occorre cacciarli, tutti, a calci nel deretano e processarli per alto tradimento.Liberarsi dalle nomenklature, necesse.Siamo preoccupati e siamo indignati, non più disposti a tollerare non solo la casta dei politici ma tutto il vertice della piramide dei privilegiati, di ogni risma, che hanno abbandonato il popolo al proprio miserrimo destino ch’è sempre più facile intravedere;purtroppo. senza sbocchi  o rimedi, dato e considerato che codardi e felloni la fanno da padroni, vere facce di bronzo, ci sentiamo praticamente impotenti.L’esecutivo che ci ritroviamo, figlio d’una sinistra antinazionale, fatto di vassalli e valvassori, di valvassini e macchiette, ci sta portando alla disgregazione.Veramente non se ne può più. Ah, questi italiani – italibani, innamorati dei propri carcerieri, se la bevono – eccome – la versione, tutta zucchero e miele, propinata dalla grancassa mediatica;e che si gingillano a simulare la rivoluzione in rete del grillo; che, insomma, va tutto ben madama la marchesa;che i senza lavoro, senza casa, senza assistenza e senza difesa, perciò, sono l’invenzione della reazione in agguato.Che la gestione, tutta da paese a sovranità limitata, dell’indotto cimitero mediterraneo e dell’ineluttabile accoglienza, che non è roba da ineffabile Onu ed Europa dei lurchi, di yankee,angli e franchi-che l’hanno provocata con le loro primavere-, così è descritta solo dai soliti ed inveterati incalliti, razzisti nostrani. Una propaganda da regime, bugiardo, fatto da miserabili tremebondi, a registro altrui. Sì. Questa è  la vera vergogna degli invertebrati che ci(s)governano.Sempre di più materia, per Lor Signori, da tribunale speciale e da fucilazione alla schiena. Vergogna, tre volte vergogna. Quando li snideremo dal comando ? Coraggio, diamoci una mossa ! Siamo ancora in tempo.
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TALIBANI E “NUOVA PESTE”… – Associazione Azimut

https://azimutassociazione.wordpress.com/2012/…/italibani-e-nuova-pest…

13 dic 2012 – ANTEPRIMA DI WEB : Associazione Azimut – NAPOLI PER INVIO … E PAOLO BARNARD DIXIT : …. azimutassociazione.wordpress.com.

 

E PAOLO BARNARD DIXIT :

( So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco, inutili vigliacchi. Non mi scrivete. )

 
Arturo Stenio Vuono 13 DICEMBRE 2012

L’ EDITORIALE – ITALIBANI  E “NUOVA PESTE” [Arturo Stenio Vuono ] *

   Questo < cavaliere > , che s’era detto “cotto e stracotto”, ohibò, mette però a rumore tutte le cancellerie degli eurocrati che, vestali della loro Europa,  riprendono a stracciarsi le vesti e gridano alla bestemmia del ritorno. Seguono le strida delle oche in Campidoglio : insomma Attila è alle porte La rinnovata, e irriguardosa, virulenza della stampa estera che la dice lunga sui trascorsi che videro la forzosa resa di Silvio Berlusconi, quando a fine 2011 fu impedito a governare, è un fatto gravissimo che dovrebbe fare insorgere gli italiani se non fossero in preda, ridotti a valletti dei < padroni del vapore >, alla “sindrome di Stoccolma”. Innamorati dei propri carcerieri che hanno ridotto il Paese a non avere un minimo di sovranità ed è, come si vede, in balia dei “borsaioli” : non quelli dello scippo o del furto con destrezza ma dei biscazzieri che la fanno da padroni, con il grande imbroglio dello spread, e in nome del  < Dio Mercato >, il grande totem, violentano e alterano sistematicamente i mercati. Ma si sa, spesso e volentieri, i nostri concittadini soffrono di “memoria corta” , una comoda scorciatoia per non pensare e per non decidere, ampliando alla massima potenza la generale complicità verso chi, da protagonisti d’una sciagurata svolta epocale, hanno ritenuto e ritengono irrilevante l’ondata suicida delle vittime sacrificali e l’impoverimento delle famiglie come il prezzo da pagarsi per riacquistare alla Nazione la cosiddetta “credibilità” internazionale e, meglio ancora, in Europa. E’ il disastro, totale, dei 365 giorni dell’ < antiberlusconismo > che s’è regalato “il Monti”. Si produce sempre di meno, non si consuma più, siamo alla rarefazione della moneta,  e mettere desco diviene ormai difficile per il 30% circa delle famiglie italiane; e “ci svuotano la vita, ci svuotano le tasche” : balzello su balzello, non c’è settore dell’economia ove non sia stato istituito un “pizzo”, nel mentre che, per ogni unico e primo tetto , è imposta la tangente più odiosa, e non è l’unica, c’è anche quella sulla malattia col trucco dei “medicinali equivalenti” , c’è pure quella sul lavoro con l’aggio dello stato sul carburante, eccetera, eccetera.  Ah, questi < italibani > che, ancora, tollerano gli untori della “nuova peste” ! Ahinoi ! Ahinoi ! Ahinoi ! Con buona pace di qualsiasi politologo a la page, ergo, con tutto il rispetto per chi si compiace dell’analisi a cose fatte e a “frittata fatta”, l’avevamo scritto – e messo a preventivo – da più anni : o il centrodestra, oppure il caos, quando, a suo tempo,  si dette inizio alla diaspora del blocco moderato, innovatore e riformista, icasticamente; e ,sempre, più icasticamente, che s’era all’ultima tappa dello sviluppo tecnico – parttocratico e all’approdo ai lidi liberticidi, quando s’insediò uno dei “SuperMario” , nominato proconsole del < Protettorato Italia >. Da due anni, e più, andiamo ripetendo, icasticamente, quel che s’era programmato per il 2013 : un commissario al Colle, per quiescenza di Napolitano, che si chiama Monti, di conseguenza un < governicchio cattocomunista > alla Bersani ; e, bella e pronta, una montata e idonea, a far gioco per i grulli, < opposizione a sua maestà > ch’è tutta, in esclusiva, per il “Beppe “,  il “taccagno  e guitto nazionalpopolare”. Oppure no ?Ah, questi italiani – < italibani > ! Pronti a fare rivoluzione, con chi gioca a “bruciar città”, ma quando è in programma tutto, e intero, il copione che deve consentirsi, senza serie conseguenze per i soliti noti in “servizio permanente effettivo”,  onde metabolizzare la giusta e sacrosanta rabbia a monte. Il popolo, quello vero, avrà occasione di reagire ? Chi vivrà, vedrà !Se lo speriamo, non lo crediamo. Come, in illo tempore, si dimostrò che la < gladio rossa > esisteva, con innumerevoli depositi di armi pronti alla bisogna, è incontestabile che tutto l’apparato delle cellule ex-Pci ( ? ) non è stato mai dismesso e lavora, all’unisono, con i pennivendoli della < macchina mediatica >, la “grande mentitrice e meretrice”; e, perciò, siamo stati invasi da fannulloni “trinariciuti” , imbeccati dalla velina di turno, usi a girar tabaccherie, bar, altri punti di ritrovo e sui mezzi pubblici, per mischiare le carte; e cioè a pubblicizzare, insinuando, la nota filastrocca del Monti che c’è per conto di Berlusconi, veramente da scompisciarsi, una bugia ch’è diventata, purtoppo, quasi verità. Potremmo dire, per ipotesi, tutto vero e tutto giusto; se non fosse che, il Pierluigi  amerikano rossopomodoro – Pd e il Pierferdinando – Udc solito a dire < io c’entro > , sostenitori a spada tratta dell’agenda – Monti, non ci risulta che siano andati ad Arcore ma spesso ospiti dei conciliaboli di “Palazzo Chigi”. E ora che, spezzando la spirale dell’abbraccio mortale in cui s’è voluto cacciare il PdL, per avere voluto includersi nello sgabello di sostegno alll’attuale esecutivo,  Berlusconi pare intenzionato ad andare allo scontro finale che precederà la prossima primavera, impegnandosi ad affrontrare la < madre di tutte le battaglie >, come la mettiamo ? Cosa racconteranno agli italiani ?Ah, quesri < italibani >, che attendono l’apocalisse e la “fine del mondo” secondo le profezie dei maya, e ignorano la catastrofe che li sta sommergendo irreversibilmente. Sarà in grado, ancora una volta, di porvi rimedio con la sua discesa in campo  Berlusconi ? Forse che sì, forse che no, ma quale altra alternativa hanno partorito – nel frattempo – le iniziative dei picconatori che, precisamente su mandato dei potentati di casa nostra ed esteri,  non potendo  facilmente demolirlo  politicamente, ne hanno “sfregiato” la figura  e , traendo la scaletta dal Satiricon , ne hanno fatto una sorta di Trimalcione  da “festini”. Una vergogna !Si fermeranno ? ; ne sarà consentito, dagli  avversari , il rientro ? ; ne sarà sostenuto dagli amici e dal Pdl, e possibili alleati, il nuovo compito di leader ? Proprio non lo sappiamo.La Sinistra dei gattopardi, già le prove fatte, ha sinora partorito vecchi e nuovi arnesi e ha insediato i Fassino, Pisapia, De Magistris e gli Orlando – Cascio, eccetera, Non sarà difficile, dunque, riportarci ad un nuovo Marrazzo, tanto per fare un solo esempio.Alla faccia del rinnovamento ! Ma…Ma gli italiani – < italibani >, com’è noto, da qualche anno a questa parte, onde emendarsi dall’errore e dallo “sgarro” del < deviazionismo berlusconiano >, sono ritornati, allineati e coperti, ad armonizzarsi col < sistema di potere > dei dissipatori e degli sciagurati dilapidatori, i ras delle clientele, gli artefici del debito che ci pesa sul groppone.Assassini che meritano l’accusa di alto tradimento e la fucilazione a schiena!Se così è,  per come detto di < italibani > e “nuova peste”,  agli italiani che per metà rifluiscono al solito richiamo delle sirene di “ludi cartacei” che non devono però cambiare nulla, e per l’altra buona metà frastornati e non più lucidi  che restano a casa,  concludiamo, dunque, chiaro e tondo, soltanto con un fottetevi e non ci sfottete più. Capite ?

* presidente Associazione “Azimut” – Napoli

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( TRATTO DAL “ROMA”
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Verso l’estinzione del popolo italiano

Opinionista: 

Carmine Ippolito

Papa Francesco denunzia l’iniquità sociale del sistema: troppi “anziani” scartati come ruderi prima del tempo e troppi “padri e madri di famiglia oppressi dall’angoscia di non potere garantire un futuro ai propri figli”. E, nel frattempo, la sinistra italiana abbandona il fronte della tutela delle garanzie sociali spostando il suo raggio di azione politica sui “diritti civili”. Il Pd renzistizzato ha saldato il fronte con la “meglio gioventù” di ex Forza Italia sul terreno della costruzione di un progetto “nuovo” di società fondato su meccanismi di ingegneria antropologica. Il quesito ovviamente sorge spontaneo: riconoscere agli omossessuali il diritto a regolarizzare le loro unioni può considerarsi davvero una conquista di civiltà nel mentre lo Stato rinunzia a garantire – anche agli stessi omosessuali – diritti fondamentali e prioritari quali lavoro, casa, tutela della salute ed ogni forma, fino ad oggi conosciuta, di giustizia sociale? Opportunamente, all’indomani dell’approvazione al Senato del testo di legge sulle cosiddette unioni civili, “qualcuno” che “resta comunista” (Rizzo) ha opportunamente osservato: adesso Vendola potrà comprarsi un figlio ma la proletaria che lo votava non potrà farsi una famiglia! Non è certamente un caso, allora, che i Paesi dell’ex blocco sovietico abbiano esplicitamente vietato nelle loro costituzioni la parificazione delle unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio tra uomo e donna. Oltre la mistificante confusione del bla bla bla generale, si accantona un dato oggettivo: la famiglia tradizionale resta la cellula primordiale su cui fonda la costruzione di qualsivoglia sano modello di società. E resta l’interrogativo: raggiunta la maggioranza in un Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale per l’approvazione di un disegno di legge destinato a stravolgere la vita delle generazioni future, il partito della Nazione, capeggiato da un gruppo di saccenti hipster in giacchetta slim, verso quale destino conduce il Paese? I dati Istat sul calo demografico sono drammatici. Nel 2015 sono nati in Italia solo 488mila bambini. Quello registrato dall’istituto di statistica è il dato più basso dall’unità di Italia allorquando la popolazione era meno della metà. Le morti, oltre 650mila, sono aumentate del 10% rispetto all’anno precedente. Qui non si tratta di fascisticamente affermare che numero è potenza, ma di prendere atto che la diminuzione della popolazione è un inequivocabile segnale della sfiducia popolare. L’estinzione del popolo italiano si avvicina, peraltro, anche tenuto conto dell’elevata percentuale di bimbi stranieri tra le poche nascite registrate nell’ultimo anno e del fatto che, nel medesimo periodo, oltre centomila persone hanno lasciato il territorio nazionale per emigrare altrove. Oltre ogni retorica di regime, l’analisi seria della situazione economica non conduce a prospettive migliori. Un recente studio della London School of Economics conclude affermando che l’Italia è il caso perfetto di una Nazione che, in soli 20 anni, è riuscita a passare da una condizione di prosperità economica all’attuale condizione di progressiva desertificazione industriale e commerciale. Un vero e proprio processo di terzomondializzazione da cui ne consegue, contrariamente agli scopi delle politiche di austerità imposte dall’Europa, il crollo delle finanze del Paese. Ed infatti, i ricavi della tassazione diretta, in luglio, sono diminuiti del 7% . Il debito pubblico non accenna a calare, restando fermo sopra il parametro del 130% ed oltre i 2200 miliardi di esposizione. Nessuna misura è allo studio di Governo e Parlamento per arginare il progressivo smantellamento di un sistema manifatturiero che era il più grande in Europa. Tale apparato, per effetto della crisi, è andato progressivamente distrutto e 32000 aziende sono scomparse. Questo è il tema centrale che colpevolmente tutto il ceto politico colpevolmente da troppo tempo elude. La classe politica italiana ottusamente si ostina a disconoscere che l’apertura indiscriminata di prodotti industriali – importati a basso costo da paesi dove la produzione fonda sullo sfruttamento della manodopera – avrebbe distrutto le nostre aziende impegnate nella produzione. L’ingresso nell’eurozona, le politiche immigratorie, il pareggio di bilancio e l’austerità hanno fatto il resto. La previsione finale: dalla rottamazione del partito del proletariato alla rottamazione nazionale.  

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Vladimir Putin – “Italia, allora cosa aspetti a uscire dall’euro e tornare alla lira? Non stavi forse meglio prima. Governanti agite bene, agite ora” [ tratto dal web ]

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Durante una conferenza stampa tenuta al Cremlino, il presidente russo Vladimir Putin, non ha risparmiato critiche all’Europa: “Non ho ancora ben capito che ruolo svolga oggi l’Europa. Sembra un’organizzazione che manca di una struttura coesa e compatta, non c’è insomma una spina dorsale. Vedo che l’Inghilterra terrà un referendum per uscirne. Beh, mi sembra il minimo: quale Stato vorrebbe mai appartenere a un’organizzazione così fragile?”

Poi continua “Furba è stata l’Inghilterra a mantenere la sterlina, la sovranità monetaria e bancaria è importante. Ma questo non è accaduto negli altri Paesi membri che, convinti che una moneta nazionale sarebbe stata troppo debole, si son lasciati abbindolare da un presunto progetto di forte moneta unica. Ma guardatevi ora? Stavate meglio prima o adesso? Rispondete da soli a questa domanda, interrogate le vostre coscienze e capirete” poi rivolgendosi all’Italia, al centro della scottante situazione immigrazione vista la sua posizione geografica sullo scacchiere geopolitico, ha detto: “Italia, allora cosa aspetti a uscire dall’euro e tornare alla lira? Non stavi forse meglio prima. Governanti agite bene, agite ora”. Parole forti quelle del leader russo che hanno fatto, in breve tempo il giro del mondo e del Bel Paese, riaprendo il dibattito sulla sovranità monetaria.

Secondo il giornalista Andrea Screzi: “L’Europa, così com’è, è un fallimento e andrebbe rivista la sua posizione per quanto riguarda la politica e l’economia. Putin lancia un messaggio forte pur dalle mille contraddizioni”.

Altri non hanno recepito o ben capito il discorso del presidente russo, prendendolo più come una provocazione che altro. Intanto il dibattito impazza e tutto il Paese sta rovesciando fiumi di parole sui social network sulla questione. E tu da che parte stai? Scrivicelo nei commenti

L’EVENTO

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MAURIZIO BLONDET – TRATTO DAL WEB
Sulla ihadista Hillary Clinton
You are here: Home > Libia. Vera storia della jihadista Hillary Clinton, mezzana del caos.

Da qualche settimana il Washington Post e il New York Times stanno conducendo con grandi mezzi una sottile operazione: scagionare Hillary Clinton, allora segretaria di Stato, di quel che ha fatto in Libia. Hillary è la candidata preferita dell’Establishment, specie ora che si deve assolutamente evitare che alla Casa Bianca vada Trump.   Se le cose sono andate così male e la Libia è oggi uno stato fallito, è colpa di una serie di fortuite e sfortunate circostanze; lei, la Cltinon, ha deciso l’intervento per proteggere i civili libici dalla strage che stava compiendo il loro dittatore.Per fortuna s’è formata in Usa un gruppo civico di base, la Citizen Commission on Benghazi (CCB). Lo scopo di questi cittadini: stabilire la verità su quanto accadde a Bengasi l’11 settembre 2012, quando fu attaccata la sede distaccata dell’ambasciata americana e i terroristi massacrarono l’ambasciatore Chris Stevens e tre difensori, Marines. La loro indagine (cito) “ha dimostrato che Gheddafi era un nostro alleato di fatto nella guerra al terrorismo islamico…e come l’amministrazione Obama e Hillary Clinton decisero di sostenere  ribelli legati ad Al Qaeda, invece che tenere negoziati di tregua con Gheddafi,  ciò che avrebbe portato alla sua abdicazione e alla transizione pacifica del potere”.

Sotto, i morti di BengasiSotto, i morti di BengasiFu il figlio del dittatore, Saif, a cercare contatti con gli occidentali dopo che questi avevano ottenuto dall’Onu il mandato per l’intervento militare (17 marzo 2011) col pretesto che Gheddafi “stava massacrando il suo stesso popolo” (la guerriglia scatenata dagli islamisti era in corso). I “cittadini per Bengasi” hanno raccolto nel 2014 la testimonianza giurata del vice ammiraglio Chuck Kubik, che in quei giorni mise in contatto i rappresentanti di Gheddafi con il generale Carter Ham, il capo dell’AFRICOM (il comando supremo Usa in Africa). Kubik ha testimoniato: noi americani chiedemmo agli emissari una prova per dimostrare che chi li mandava era il loro capo: per esempio, ritirare le truppe alla periferia di Bengasi. Poche ore dopo, vedemmo che le truppe si ritiravano da Bengasi e da Misurata; fu concordata una tregua di 72 ore. Era l’inizio di una trattativa, e la controparte dimostrava la sua serietà. Gheddafi offriva d dimettersi. Gli alti ufficiali Usa si approntavano a trattare. “E allora ci è arrivata quella telefonata; l’idea fu silurata sopra la testa dell’AFRICOM”.Obama e la sua segretaria di stato Hillary volevano non solo rovesciare Gheddafi, ma erano ben consci che stavano dando il potere a terroristi di Al Qaeda. Il Katar e gli Emirati Arabi stavano spedendo armamento pesante ai ‘ribelli’ islamisti “sotto la protezione e supervisione Usa e NATO”: questo si deduce da un’altra testimonianza giurata raccolta dall’organizzazione civica CCB , la ex dirigente della CIA Clare Lopez. Gheddafi, racconta la Lopez, “collaborava da anni a tener sotto Al Qaeda nel Maghreb Islamico. Nelle sue prigioni c’erano i jihadisti di AL Qaeda”. Il governo del dittatore era riuscito anche a intercettare parte delle forniture di armamenti che Katar e Emirati mandavano ai wahabiti libici. Enormi forniture, come ha raccontato la Lopez, evocando “una visita a Tripoli dei delegati (degli Emirati)”, dove questi “scoprirono che metà del carico di armamenti del valore di un miliardo di dollari (!) che avevano pagato per i ribelli,   era stato deviato da Mustafa Abdul Jalil, i capo dei Fratelli Musulmani nel Comitato di Transizione Nazionale Libico, che l’aveva venduto a Gheddafi”: uno squarcio illuminante sul livello patriottico del personaggio, ma anche dei doppi e tripli giochi che avvenivano in quel vero nido di vipere e scorpioni che risulta essere il Comitato di Transizione, da cui – secondo la narrativa – era la opposizione moderata anti-Gheddafi,   che preparava l’instaurazione della demokràtia. Tant’è vero che Jalil, il suddetto rappresentante del Brothers, organizzò l’assassinio del general maggiore Abdel Fatah Younis, ex ministro dell’interno di Gheddafi passato all’opposizione, perché aveva scoperto che metà delle armi passavano nelle mani di Gheddafi; e incaricò dell’assassinio Mohamed Abu Khattala: il personaggio che, secondo gli americani, ha guidato l’assalto alla sede diplomatica quell’altro fatale 11 Settembre (2012) in cui i suoi uomini hanno ucciso (e sodomizzato da morto) l’ambasciatore.Per questo motivo gli americani hanno catturato Abu Khattala e lo tengono prigioniero, senza precisa accusa, fuori dalla circolazione. Personaggi istruttivo, Abu Khattala era stato liberato dalle galere di Gheddafi nei primi giorni della “primavera libica”pagata dal Katar su supervisione NATO; aveva formato una sua milizia islamista chiamandola dal nome di uno dei compagni del Profeta “ Obeida Ibn Al Jarra” (una ventina di individui), ovviamente intruppandosi con Ansar Al Sharia (alias AL Qaeda) e il Comitato Supremo di Sicurezza,   che – sotto lo stentoreo nome – era l’apparato di sicurezza rivoluzionario creato dallo Stesso Comitato di Transizione Nazionale per propria autodifesa, nel vuoto i potere determinato dalla caduta di Gheddafi. Criminalità comune, qaedismo, buoi affari sporchi, islamismo e affarismo uniti nella lotta, Fratelli Musulmani che stanno con Al Qaeda ma la tradiscono per denaro, eccetera. Il New York Times ha dipinto una Clinton costretta a armare jihadisti perché “sempre più preoccupata che il KAtar stava fornendo armi soltanto e certe fazioni di ribelle, milizie di Misurata e brigate islamiste selezionate”. Insomma: ha davuto armare l’ISIS perché il Katar, disubbidiente come sempre ai voleri americani, armava Al Qaeda.

Abu KhattalaAbu KhattalaIn realtà il giudice Andrew Napolitano, dopo inchiesta, ritiene che quelle armi che il Katar spediva ai suoi ribelli preferiti in Libia, erano armi che gli Usa avevano venduto al Katar, su specifico mandato di Hillary Clinton, la quale al proposito ha mentito sotto giuramento durante l’audizione al Senato sulla tragedia dell’ambasciatore inLibia.   Le armi erano lanciarazzi kalashnikov, missili a spalla dell’Est Europa, e delle spedizioni si occupavano ditte Usa, autorizzate legalmente al traffico di armamenti, che non hanno mai fatto mistero di   lavorare coi sevizi e il Dipartimento di Stato. Le autorizzazioni rilasciate a queste ditte dal Dipartimento di Stato sono aumentate vistosamente mentre sulla poltrona sedeva la Clinton: “Oltre 86 mila licenze per il valore di 44,3 miliardi di dollari sono state concesse nel 2011 – un aumento di oltre 10 miliardi di dollari rispetto all’anno prima”.Uno di questi commercianti, Marc Turi, ha aggiunto: “Quando il materiale atterrava in Libia, metà andava da una parte, metà dall’altra:  questa metà è quella che è ricomparsa in Siria”: In Mano al Califfato. Risultato, Marc Turi è stato arrestato per traffico d’armi.

http://www.foxnews.com/opinion/2015/10/29/cannot-allow-hillary-clinton-midwife-to-chaos-and-public-liar-to-be-our-next-president.print.html

Turi ha detto: “Obama ha incriminato me per proteggere Hillary”. Chissà perché se l’è messo in testa.Come tocco finale, c’è da ricordare che quell’11 Settembre, quando i comandi americani potevano intervenire rapidamente da Sigonella per salvare l’ambasciatore e i Marines che lo stavano difendendo – per radio udivano le loro richieste disperate di aiuto – qualcuno ordinò ai militari di non far nulla, to stand down: i servitori dello Stato erano diventati testimoni di un mercato losco diventato un disastro criminale, su cui era meglio tacessero per sempre.Questa è la Libia dove adesso Obama vuole che mandiamo cinquemila italiani. Così ha ridotta lui e la sua segretaria di Stato, che adesso po’ andare alla Casa Bianca.  Il giudice Napolitano: “Non possiamo permettere che Hillary Clinton, questa mezzana del caos e pubblica mentitrice, sia il prossimo presidente”.

http://www.foxnews.com/opinion/2015/10/29/cannot-allow-hillary-clinton-midwife-to-chaos-and-public-liar-to-be-our-next-president.print.html

Per fortuna noi qui abbiamo il Corriere della Sera, a scriverci sopra abbiamo il columnist principe, Angelo Panebianco, che titola: “All’Europa conviene Hillary” alla Casa Bianca. Perché – spiega l’alto analista – la vittoria di Trump “sarebbe positiva per Vladimir Putin e i suoi amici” europei, mentre “Hillary Clinton promette una continuità con il passato che sarebbe seppellito, se vincesse Trump”.La continuità con questo passato è quel che vuole Panebianco e chi gli suggerisce. ( . . . ) 

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team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
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