LA NOSTRA MEDICINA PER LA REPUBBLICA MALATA POPOLO ITALIANO ALZA LA TESTA E ALTRE NEWS ( “Shakespeare, agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica” – Recensione di Pierluigi Fiorenza e altro )


LA NOSTRA MEDICINA PER LA REPUBBLICA MALATA POPOLO ITALIANO ALZA LA TESTA E ALTRE NEWS ( “Shakespeare, agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica” – Recensione di Pierluigi Fiorenza e altro )

LA NOSTRA MEDICINA PER LA REPUBBLICA MALATA POPOLO ITALIANO ALZA LA TESTA E ALTRE NEWS ( “Shakespeare, agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica” – Recensione di Pierluigi Fiorenza e altro )
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 12.03.2016 ]
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LA NOSTRA MEDICINA PER LA REPUBBLICA MALATA [ da “Archivio – online” ]
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[ REPETITA IUVANT ]

 REPLICA – SINTESI – EDITORIALE E 2014 

MESSAGGIO DAL QUIRINALE E MESSAGGIO DAL CITTADINO – AL VISITATORE E AL LETTORE – ARTURO STENIO VUONO, PRESIDENTE DI “AZIMUT”
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 3 GENN, ’14 ]
 “L’INGESSATORE… E’ SEMPRE LA CONTROPARTE PER GLI INNOVATORI: CI SONO INGESSATORI GRANDI…, INGESSATORI PICCOLI…E, POI, GLI INGESSATORI-STATO COME NEL CASO DELL’ITALIA”
[ EDITORIALE – REPLICA ]
<< MESSAGGIO DAL QUIRINALE E MESSAGGIO DAL CITTADINO >>

vuono
AL VISITATORE E AL LETTORE
    Ai nostri giorni il mondo istituzionale e quello della << società civile >> , seppure logorati dall’invadenza tecnocratica – dai << poteri forti >> – dalle “consorterie anonime” egemoni ed estranee a una qualsiasi investitura popolare, restano sempre  divisi in campi contrapposti da due tesi antagonistiche – per il recupero del << primato della politica >> – che investono non solo la sostanza della << Politica >> – in quanto tale – ma il tessuto economico – sociale della nazione. In tale, non fruttuoso, conflitto di fondo si identificano nel “fronte di ingessazione” e nel “fronte di innovazione” i due tipi di approccio alla gestione  dello Stato. Il grande compito che preme e che ci sta davanti, un compito che richiede non meno immaginazione che volontà, è quello di giungere a una nuova etica della << casa comune >> su cui possa fondarsi la valorizzazione delle non più rinviabili riforme strutturali del << sistema Italia >>.
 
    Ci sembra pacifico che nel ricondurre il discorso centrale delle riforme all’etica – e cioè alla scienza della condotta umana – si voglia fare riferimento alla concezione ( dell’etica ) come scienza dei mezzi idonei al raggiungimento dei fini cui, per l’appunto, la condotta dei rappresentanti del popolo deve essere indirizzata : scienza che deduce, quindi, sia il fine che i mezzi della natura degli eletti in repubblica.
 
    Una nuova etica della << casa comune >> ?
 
    E’ questo il problema centrale delle nostre riflessioni. E ciò sia a livello micropolitico – economico sia a livello macropolitico – economico; sia con riferimento all’auspicato revisionismo costituzionale, quale prioritario obiettivo della nostra società e dell’intero paese, sia con riferimento alla richiamata esigenza d’una neo struttura per lo Stato e alle, conseguenti, modifiche delle articolazioni politico – sociali.
 
    Iniziamo col dire che gli eletti – quali risultano in Italia dalla costituzione repubblicana del 1948 e dell’intero sistema politico vigente – sono una fondamentale categoria dello Stato, dello Stato cioè che fa derivare la funzione della loro titolarità – ed i loro privilegi di ordine giuridico – dall’essere ( essi eletti ) i titolari dei mezzi di gestione della politica “senza vincoli per il mandato”.
 
    Noi riteniamo che tale affidamento debba essere, prima di ogni altro – futuro – provvedimento, totalmente modificato. All’eletto – soggetto deve sostituirsi la rappresentanza – soggetto, in parlamento, con un vincolo – inderogabile – al mandato che discenda, esclusivamente, pena la decadenza – ed il subentro di Altri – , e dal partito o coalizione, e dal programma, perciò solo dall’appartenenza dichiarata – con indicazione del premier – per le urne. E in tale considerazione non è la filosofia di questa architrave istituzionale che va modificata, ma la filosofia del sistema nel quale, essa, è calata. E ciò per la semplice consìderazione che la forma a << democrazia diretta >> ( che è disciplina diversa dal vetusto << parlamentarismo >> ) non subisce giudizi di valore. Questa, la mancata riforma delle riforme, via via proposte, che ha portato alla cosidetta << democrazia bloccata >>.
 
    E il discorso giuridico ?
 
E’ noto, infatti, che il sistema politico che fa capo al primo, e grande, cosiddetto  << compromesso storico >> della costituente repubblicana è caratterizzato dal passaggio dalla rilevanza della nozione di governo – con vertice per “passaggio monarchico” alla rilevanza della nozione di governo con vertice “per delega della sovranità popolare”. Tale svolgimento – che sembrava utopia sino alla fine degli anni trenta dello scorso secolo – fu reso, poi, possibile dal fiorire degli studi giuspubblicistici, al termine del precedente regime ( << eccezionale – mussoliniano >> ) , e non solo – come comunemente si pensa – ad opera dell’emergente  antifascismo. Così nacque la nostra repubblica : con tutti i suoi “vizi” e le sue “virtù, e per certi versi una << grande incompiuta >>.
 
    Se ciò è vero, come è vero, riteniamo tuttavia che la evoluzione ultima di tale svolgimento restò bloccata, ai fini di doversi – nel contempo – garantire stabilità e governabilità, dal prevalere del  << proporzionalismo >> che si ricomponeva – e si disfaceva – di volta in volta, in coalizioni parlamentari  a << post >>; e che ha generato una malintesa prerogativa – di parlamentari con “carta bianca”  – atta così  a determinare il corso, la vita dell’esecutivo e, in pratica, la sorte di ogni legislatura repubblicana. Gli eletti, peraltro, con riferimento – anche – a fatti di legge, agivano nel particolare << status >> della procedura immunitaria che poteva portare, pure, alla << autoassoluzione >> ; istituto che, con la sua abolizione “tout court”, ha mancato però di raggiungere un punto di equilibrio; e tant’è che, nel recente, improprie e raffazzonate – quanto demagogiche – normative, aggiuntesi in materia, hanno escluso un qualsiasi << contrappeso >> e, all’opposto, decretato l’obbligatorietà della loro “decadenza”, per semplice presa d’atto di pedissequa esecuzione. Ma, questo, è altro problema.
 
    La “risultante” del metodo, puro e semplice, di << rappresentanza proporzionale >> , infatti, non si manifestò mai in modo organico a garantire legislature piene; e, nel corso degli ultimi quattro lustri, infine, si è giunto all’attuale parlamento dei cosiddetti << nominati >> ( purtroppo, ancora, senza “vincoli di mandato” ), che, seppure metodo imperfetto – a motivo dell’uso che se n’è può fare ( virtuoso o meno ) – , ha tuttavia posto fine a quel << preferenzialismo >> , di origine, sempre influenzato – se non “inquinato” – dall’apparato clientelare , dal sostegno – più o meno sotterraneo – di  << lobby >> e delle più diverse << aggregazioni di interessi >> che, com’è noto, preferiscono l’agire – indirettamente – per “via extraparlamentare”. Ma, in verità, sussiste a monte l’ostracismo – da parte delle forze politiche – al riconoscimento giuridico dei partiti e allla loro registrazione, e a normative che attengono il concorrere con “metodo democratico” ( anche al loro interno ) alla vita della repubblica; e che, a tutt’oggi, restando solo << associazioni di fatto >>, non si obbligano a preliminari procedure di legge ( pubbliche ) per la selezione dei loro candidati. Con buona pace delle c.d. attuali “primarie” et similia.
 
    Così stando le cose, siamo del parere che proprio sbloccando tale – incompleto – svolgimento verso la “rappresentanza – soggetto”, di cui abbiamo già detto, si ricolloca – sulla diritta via – anche, e prioritariamente, la evoluzione del concetto di democrazia in << democrazia diretta >> . La non precedenza che abbiamo stigmatizzato  e che, a tutt’oggi,   piace agli << ingessatori >> , come ben sa l’attuale capo dello Stato – al pari di come fu per non pochi dei suoi predecessori – , e che ci  richiama all’esigenza delle riforme ( e che ne fa ragione di permanenza “straordinaria” al Colle ), vanificherà – comunque sia – qualsiasi provvedimento di ristrutturazione istituzionale e, in primis, la valida perfettibilità d’una qualsiasi, nuova, legge elettorale che non la contempli. Tale precedenza, invece,  è “conditiosine qua non”, riguardo a tutte le proposte di riforma elettorale  che, poi, si inquadri in un moderno progetto di << ingegneria costituzionale >>. Legge, con urgenza, che sin d’ora preceda l’elaborazione – e la realizzazione – della nuova ed  invocata  << ossatura dello Stato >> ; a ciò non facultate le due camere dell’oggi anche, e per conseguenza, della recente pronuncia della Corte Costituzionale che ne ha dichiarato, com’è noto, e definitivamente,  “incostituzionale” l’elezione.
 
    La nuova << ossatura dello Stato >>, in grandi linee, è così – per sintesi – : elezione diretta del Capo dello Stato ( con l’eventuale sua, riconferma – ma non oltre un secondo mandato ), per il periodo coincidente con le consultazioni al << quinquennio rigido >> di governabilità – a guida del premier “indicato” – che non preveda meccanismi di mutazione delle rappresentanze parlamentari; << sistema monocamerale – maggioritario >> , con composizione numerica ridimensionata ( al 60% di << maggioranzanza >> e 40% di << minoranza >> ); passaggio al secondo turno ove nessun partito – o coalizione di partiti – abbia, in prima battuta, acquisito il 51% dei suffragi ( con gli << apparentamenti >> delle forze già uscite “minoritarie” ) e concorrendo solo i primi due partiti –  o le prime due coalizioni di partiti – per la finale ripartizione degli eletti in misura  di cui, prima, abbiano detto; assemblea delle << rappresentanze e competenze >> , in luogo dell’attuale senato della repubblica, senza ulteriori oneri a carico dello Stato ( salvo i rimborsi per le “sessioni di convocazione ” : richieste dalle procedure per i “pareri obbligatori ma non vincolanti” ); è  assemblea composta da rappresentanti delle regioni, delle << aree metropolitane >> , di quelli dell’associazione dei comuni, associazioni di categoria, sindacati, etc., e dagli altri << nominati >> ( ex – senatori a vita ) per “meriti speciali e particolari”. Le nuove << normative >> , ovviamente, ne prevederanno forme – e modalità – in quantochè tutto il resto è da considerarsi un’ammenicolo.
 
Nelle considerazioni che abbiamo sintetizzato ci siamo riferiti, prevalentemente, a tematiche politico – istituzionali che, inevitabilmente, portano a specifiche implicazioni economico – sociali. Tale problematica, pur nei limiti delle nostre riflessioni, non può non considerare il “terreno” dal quale, solo, in futuro, può trarre permanentemente forza vitale. E in questo “terreno” è anche – sopratutto – il principio dell’autonomia dei cittadini, autonomia che si realizza con la << democrazia diretta >> rispetto all’attuale sistema politico – da superarsi – e, con questo, rispetto allo Stato così come oggi è. L’autonomia che renda compiuto il principio, basilare, pilastro in parte prima della << magna cartha >>. di << sovranità al popolo >>.
 
    Autonomia, diciamo,  e non “contrapposizione”. Autonomia, linfa vitale di una articolazione entro uno Stato, però, né  ( solo ) partitocratico, né ( solo ) sindacatocratico. Uno Stato nel quale partiti e sindacati concorrano sì, ma non esclusivamente,  alla formazione degli organi di esso Stato: ma di uno Stato che non sia occupato né dai partiti, né  dai sindacati. Così come abbiamo già accennato  quanto al progetto di << ingegneria costituzionale >> che, indubitatamente, andrà – nei particolari – studiato e sapientemente meditato.
 
Questa la risposta che, all’ottavo messaggio dal Quirinale ( di fine anno ), può e deve dare il semplice cittadino. Un compito – e lo  ripetiamo – richiedente non meno immaginazione che volontà.

 

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Mannello : oh quant’è buono l’olio tunisino…
——– Original Message ——–

Subject: oh quant’è buono l’olio tunisino…
Date: Fri, 11 Mar 2016 12:13:44 +0100
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )


…ovviamente quello che entrerà in Europa “senza pagare dazio” ed in nome del “sostegno” alla Tunisia nella sua lotta contro il   “terrorismo” dell’Isis. Mah..,mi sfugge il perché si debbano favorire i prodotti di alcuni paesi del Nord Africa, inondando i nostri supermercati di ortofrutta varia (pomodorini ed arance in testa) nonché rifornendoli di olio (piú o meno vergine) e pesce (di allevamento o congelato),per combattere il Califfo ed i suoi seguaci…
Gli si diano piú euro ed armamenti appropriati, oppure inviamo da quelle parti i nostri droni e le truppe speciali che sono ad un passo,in Libia !! No..,facciamo entrare l’olio ed affini,così hanno deciso ben 500 eurodeputati contro 100…Mogherini e Pd d’accordo !! Misteri della politica : in Puglia,con la xilella, devastano gli oliveti e distruggono pure le piante sane…in Tv difendono l’agricoltura meridionale ed a Bruxelles votano con la Merkel ed i paesi nordici !! Peraltro cosa fanno gli interessati del settore agroalimentare ?? Protestano,”vibratamente” ma mai come i francesi che danno fuoco pure ai municipi… E,diciamola tutta, comprano pure qualche uliveto o serra in Tunisia… L’argomento è semplice e complesso nello stesso tempo,non bastano pagine per spiegarlo (oltretutto non ne capisco granché). Però una realtà è indiscutibile : l’UEismo è una iattura per tutti i cittadini europei (caste escluse)…ma per alcuni (Grecia,Italia,Spagna e Portogallo) piú nefasta che per gli altri !! Tutto le decisioni UEiste che riguardano il settore agroalimentare portano alla distruzione delle nostre pregiate filiere produttive,troppo di qualità per sopravvivere alle schifezze da propinare ai consumatori europei… E,amici lettori,non abbiamo ancora subito il peggio : arriva il TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) !! Importeremo tutte le schifezze del mondo in nome del “libero scambio”,senza alcuna protezione di fatto da frodi e manipolazioni genetiche…. Non per combattere il Califfo e lo Stato Islamico,ma per agevolare il vero padrone del mondo : il Grande Satana delle multinazionali !!


Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello

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 Lehner: l’Impero dell’Imbecillità
——– Original Message ——–

Subject: Lehner: l’Impero dell’Imbecillità
Date: Fri, 11 Mar 2016 08:43:23 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )


“Obama il grande” è il titolo con omissis di un fresco di stampa. Il fratello musulmano, infatti, è un grande… burattino diversamente intelligente, a lungo, nelle mani della Clinton, mandante di tutte le sciagurate primavere arabe e dell’omicidio di Gheddafi. Ora, Barack Hussein si dice pentito e definisce “scrocconi” Sarkozy e  Cameron, graziando Napolitano e la gran maggioranza dei parlamentari italiani con un altro omissis: il pur meritato epiteto di “servi sciocchi”. 
Un tempo, ci insidiava l’Impero del Male ad Est, ora ci rincretinisce l’impero dell’Imbecillità  ad Ovest.
Giancarlo Lehner

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COSENZA
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Nella sala di un cinema nel centro cittadino l’ex sindaco Mario Occhiuto dinanzi ad una sala gremitissima di cittadini e senza alcun codazzo di politi…
LAVOCECOSENTINA.IT
 
 
Francesca Vuono ha condiviso il post di Giovanni Cipparrone.
foto di Giovanni Cipparrone.
Ggiovanni Cipparrone

Ie · 

E abbiamo detto tutto…..a che serve fare sfilate con laa maserati se a Cosenza non vi filano….BRAVA CCOSENZA INDIFFERENZA

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Da: Redazione Controcorrente <redazione@controcorrentedizioni.it>
Data: 10/03/2016 16.48
A: “Redazione Controcorrente”<redazione@controcorrentedizioni.it>
Ogg: “Shakespeare, agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica” – Recensione di Pierluigi Fiorenza

A proposito di…
 
–>

SHAKESPEARE

Agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica. 

La morte misteriosa.

di ANGELO ACAMPORA

(Edizioni Controcorrente)

Intrighi politici, battaglie epiche, cialtroni matricolati e spie irriconoscibili. Ossia un caleidoscopico che solo un ispirato commediografo avrebbe saputo scrivere.Prove storiche alla mano, peraltro inconfutabili, e con poche ipotesi da verificare, Angelo Acampora ha realizzato una nuova pagina della biografia di William Shakespeare che ha veramente del clamoroso.Sfidando la critica puritana e i blasonati biografi del drammaturgo di Stratford on Avon, Acampora è giunto a incredibili sorprese già racchiuse nel titolo del suo libro “Shakespeare, agente segreto al servizio di sua maestà britannica. La morte misteriosa” (Controcorrente edizioni).
Con una raffinatissima ironia e attraverso la rilettura didocumenti storici, Angelo Acampora ha scoperto la doppia identità di Shakespeare: commediografo per la delizia del suo pubblico e spia per conto della regina Elisabetta I.  Chi meglio di un teatrante, abituato a recitare e quindi a ingannare il pubblico sera dopo sera, poteva dissimulare la propria identità senza destare sospetti? D’altra parte la sovrana, considerati i pessimi rapporti con papa Pio V e il re di Spagna Filippo II, aveva  bisogno di uomini che sapessero infiltrarsi nelle linee nemiche e informarla delle loro mosse anzitempo. Non a caso anche Christopher Marlowe, altro illustre commediografo dell’epoca, era un agente segreto britannico. E presumibilmente spia doveva essere, come si legge nel libro di Acampora, anche Giordano Bruno con lo pseudonimo di Hanry Fagot.Al di là dell’appassionante vicenda che vede Shakespeare come un agente segreto alla corte di sua maestà britannica, quindi quasi come un James Bond ante litteram, il libro racconta una serie di avvenimenti, spesso taciuti dagli stessi manuali di storia.Ad esempio l’autore si sofferma sull’utilità del compasso per la balistica militare, sull’importanza dei cannoni di nuova generazione nel conflitto tra inglesi e spagnoli, sui teatri che potevano essere considerati come una vera e propria zona franca dove poteva avvenire di tutto, e ancora sull’alimentazione di Shakespeare e dei suoi contemporanei.
Per non parlare poi dell’affascinante ipotesi di un tour italiano dell’autore di Otello, avvenuto seguendo la pista dell’acqua da Verona a Milano.Insomma un libro di storia, teatro e mistero scritto come un romanzo appassionante che coinvolgerà il lettore pagina dopo pagina. 

Pierluigi Fiorenza

Docente di materie letterarie, giornalista

Il volume può essere ordinato
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