UNA DOMANDA DELLE CENTO PISTOLE : E SE LA FACESSIMO FINITA CON BCE E MONETA UNICA DI BELZEBU’ ?


UNA DOMANDA DELLE CENTO PISTOLE : E SE LA FACESSIMO FINITA CON BCE E MONETA UNICA DI BELZEBU’ ?

UNA DOMANDA DELLE CENTO PISTOLE : E SE LA FACESSIMO FINITA CON BCE 
E MONETA UNICA DI BELZEBU’ ? ALTRE NEWS 
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IN COPERTINA

 
UNA DOMANDA DELLE CENTO PISTOLE : E SE LA FACESSIMO FINITA CON BCE 
E MONETA UNICA DI BELZEBU’ ?
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 12 MARZO 2016 ]
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“AZ.” – L’EDICOLA
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——– Original Message ——–

Subject: 11 marzo – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Fri, 11 Mar 2016 04:48:05 +0100
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


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L’aula della Camera ha deciso di rinviare ad altra seduta l’esame della proposta di legge sulla legittima difesa. Il testo è arrivato in aula stravolto in commissione, è stata l’accusa delle opposizioni – Lega e FdI – secondo cui l’iniziale proposta di legge garantiva più sicurezza mentre il testo in discussione in aula è incerto e confuso.      

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“AZ.” – NON HANNO VERGOGNA ( LEGGI L’ARTICOLO SUL “ROMA” )
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Comunali, nun se méttono scuórno

Opinionista: 

Pietro Lignola

I miei lettori più affezionati sanno che non credo alla bontà del sistema democratico nei paesi caldi. I napoletani, come i messicani, gli arabi, i negri dell’Africa e tante altre popolazioni lontane dai poli, hanno bisogno di un “mastogiorgio” che li faccia correre. Difficile, quindi, adattar loro un sistema che funziona in Islanda, in Svezia, in Canada e in Gran Bretagna. La diarchia spartana funzionò mille anni, la democrazia ateniese del dittatore Pericle lo spazio di una generazione e sappiamo quanto male ne pensassero Aristofane e Platone. Adesso il piddì vuole imitare gli Stati Uniti d’America, dimenticando che quel Paese nacque da una sanguinosa guerra di popolo contro gli inglesi per conquistare l’indipendenza, mentre l’Italia fu unificata ad opera di un contractor, ingaggiato dal governo inglese per conto di una società controllata dai Rothschild. Non può essere un caso che le primarie, inventate in Italia dalla sinistra e, disgraziatamente, ventilate anche da altri settori di ciò che resta della politica, siano sempre motivo di scandalo, con il convogliamento di cinesi, musulmani ed altri alieni oppure con la distribuzione di monetine fuori i seggi. Oddio, una cosa buona sembravano averla fatta queste primarie napoletane: l’eliminazione di Antonio Bassolino, l’uomo forte della sinistra, “povero ma aunesto”, l’unico personaggio con un passato da politico. Un passato da dimenticare non soltanto per le ecoballe e la terra dei fuochi, prodotti del tempo in cui l’uomo di Afragola era presidente della Regione e commissario governativo per la bonifica e per la gestione dei rifiuti, ma anche per la desertificazione del Largo di Palazzo, le luci in forma di supposta e gli chalet disneyani nella Villa Borbonica, il dissesto delle casse comunali, l’introduzione delle notti bianche ed altre piacevolezze del genere. Sembrava, a questo punto, che la candidata piddì per Palazzo San Giacomo, dovesse essere tal Valeria Valente, un tempo seguace dell’afragolese ed ora di Matteo il petrusiniéllo. Per saperne di più sono andato su Wikipedia e così ho appreso che ha molto in comune con Bassolino, essendo cresciuta nel partito; il suo cursus honorum inizia come assessore nella seconda giusta Iervolino e prosegue con il seggio a Montecitorio nell’ultima legislatura. La sua specialità sono le “pari opportunità” e il suo pregio principale è il sesso femminile: considerati i precedenti e i contemporanei, vale a dire l’insignificante esperienza gestionale di Rosetta e i recenti exploit delle sindachesse di Quarto e Maddaloni, non si tratta di qualità idonea a promettere alcunché di buono. Ma il sangue (afragolese) non è acqua ed ecco che l’avversario, battuto per poche centinaia di voti, impugna il risultato, esibendo filmati di personaggi che, nei quartieri rossi, distribuiscono monete ai votanti. Spettacolo, invero, assai poco edificante. Debbo dire, però, in difesa di donna Valeria, che quei quartieri hanno sempre votato compatti secondo l’ordine proveniente dal partito, indipendentemente da eventuali bonus. Meraviglia, piuttosto, la maggioranza ottenuta da Votantonio nei quartieri “bene”, a dimostrazione del teorema che a Napoli la borghesia superi di gran lunga la plebe nel difetto di memoria storica, nonché di intelligenza e moralità politica. Le candidature dei piddì, in ogni modo, non sembrano destinate nemmeno ad arrivare al ballottaggio, ove sarà, invece, sicuramente presente Supergiggino, favorito da una tradizione che vuole riconfermati i peggiori sindaci e dalla evidente imbecillità di una gran parte dell’elettorato. Uno che ha donato alla città, oltre che le buche, le piste ciclabili e le zone pedonali, i proclami su una raccolta differenziata rimasta poi al palo, le famigerate regate con i residui lasciati in terra e in mare, i concerti a pagamento nel Largo di Palazzo, il fantomatico Forum delle Culture che ci ha sputtanato in tutto il mondo e, da ultimo, un tetto di plastica per la Cassa Armonica e un muro di pietra lavica nel Lungomare Liberato, può, in verità, essere rieletto soltanto da una massa di imbecilli. Questi sono i personaggi che le varie anime della sinistra ci propongono. E nun se méttono scuórno.

“AZ.” – LE PRESENZE DEI CONSIGLIERINI USCENTI PARTENOPEI SENZA INFAMIA 
E SENZA LODE…CHE S’INDUSTRIANO PER IL RINNOVO DELLO SCRANNO…..
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“AZ.” – E IL GIOVIN SIGNORE DELLA SINISTRA  VENNE A COSENZA  
A FARE IL PISTOLOTTO AL “NUOVO CHE AVANZA”…..
AH ! QUESTO RENZI CHE VIAGGIA BEN A DISTANZA DALLA GENTE
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Amministrative Cosenza, Democratici Progressisti in campo con Lucio Presta

Presenteranno un lista propria composta da 16 donne e 16 uomini. Giudiceandrea: “Aspettatevi belle sorprese”

Giuseppe GiudiceandreaI Democratici Progressisti si aggiungono alla schiera di sostenitori del candidato sindaco del centrosinistra a Cosenza: per Lucio Presta arriva l’appoggio della lista che si prefigge di essere rappresentazione politica delle “varie anime che compongono la sinistra attiva e

Altro…

Presenteranno un lista propria composta da 16 donne e 16 uomini. Giudiceandrea: “Aspettatevi belle sorprese”

COSENZAPOST.IT

“AZ.” – COME AL SOLITO…VEICOLARSI IN POLITICA !

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—-Messaggio originale—-
Da: ACList <info@alleanzacattolica.org>
Data: 10/03/2016 17.28
A: <an.arenella@libero.it>
Ogg: ACList07/2016: Alleanza Cattolica – No alla trasformazione del Family Day in un partito

 

 
ACList07/2016
Quick Links

Alleanza Cattolica – No alla trasformazione del Family Day in un partito
 
Roma, 10 marzo 2016 (l.c.). Alleanza Cattolica, che è presente nel Comitato Difendiamo i nostri figli fin dalla sua fondazione e ora con due esponenti nel comitato nazionale, non aderir� al movimento politico “Popolo della famiglia” promosso da Mario Adinolfi e Gianfranco Amato. Nel 2014, ben prima della nascita del comitato Difendiamo i nostri figli, il sociologo torinese Massimo Introvigne, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica, aveva pubblicato un articolo sulla “Nuova Bussola quotidiana” dove sosteneva l’opportunità di creare un “Partito delle famiglie”. “L’articolo – ricorda ora Introvigne – poneva tre condizioni ben precise perché potesse nascere un nuovo movimento politico con possibilità di aspirare al governo del Paese e non a uno zero virgola o a un due per cento che non risolverebbero i problemi di rappresentanza politica di un’area ampiamente orfana. Prima condizione: non essere un partito di scopo ma avere un programma dettagliato, non limitato ai soli riferimenti ai grandi principi o alla dottrina sociale della Chiesa, su tutto quanto un governo deve fare in campi come la politica estera, l’immigrazione, il lavoro, le banche, la giustizia, la corruzione, e così via; e per i comuni e le regioni su tutti i temi pratici che rientrano nelle loro competenze. Avrebbe dunque dovuto essere promosso da una squadra con persone di competenza riconosciuta nei vari settori, dall’economia alla sicurezza e al diritto. Seconda condizione: non essere un partito confessionale, e contare su significative presenze anche di non cattolici e non credenti. Terza condizione: avere come azionisti, non unici ma significativi, i grandi movimenti cattolici che si riconoscono nella dottrina sociale della Chiesa, perché ogni movimento politico che nasce deve potersi avvalere di strutture in qualche modo già organizzate e presenti sul territorio, a meno di partire con disponibilità immense di denaro”. “È evidente – prosegue la nota – che, ferma la stima e l’amicizia per alcune delle persone coinvolte, il Popolo della famiglia non nasce con alcuna di queste tre caratteristiche, e sembra piuttosto la risposta sbagliata e destinata all’insuccesso a un problema reale. La risposta vera va costruita con pazienza e nel rispetto delle tre condizioni che indicavamo già nel 2014. Bene ha fatto dunque il comitato Difendiamo i nostri figli a prendere le distanze dal nuovo movimento e bene farebbero i suoi promotori ad autosospendersi dal comitato per evitare equivoci”.

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“AZ.” – CAPITALISMO ASSISTITO !
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Felice Bigliardo ha condiviso un link.
Come gli Agnelli hanno rapinato lItalia lungo un intero secolo
WWW.ITALIANOSVEGLIA.COM


SONDAGGI TG LA7
7 MARZO 2016 nel corso del telegiornale diretto da Enrico Mentana ) 
AVVISO AI NAVIGANTI
Arturo Stenio Vuono 11 Marzo  2016 – “L’AVEVAMO DETTO E RIDETTO” [Arturo Stenio Vuono ] *
In tema di sondaggi, non ci siamo fatti abbindolare dalla leggenda metropolitana, pubblicizzata dall’ossessionante grancassa mediatica, che voleva un neo centrodestra, con o senza Silvio Berlusconi, spaccottato e perdente;in materia dell’italicum-tirannicum, scritto e riscritto, almeno da un anno, che al contrario sarebbe stato sufficiente  per competere un listone, con un semplice logo ( cerchio racchiudente i tre simboli di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia ), e prevalere. I dati delle ultime intenzioni di voto, di ciò ci convincono ancora di più. Uno , infatti, registra e recita così :“Chi va al ballottaggio? Il Centrodestra ( che perderebbe sia contro M5S che contro il Pd al secondo turno ) paradossalmente è in testa nelle intenzioni di voto al primo turno.” – E aggiungiamo, tutto giusto, se non fosse che il sondaggio interessa solo e soltanto chi, all’oggi, conferma di portarsi alle urne; che la novità d’una lista unitaria, promossa da Berlusconi – Meloni – Salvini, e non di certo è un paradosso, con la partecipazione del cavaliere alla campagna elettorale – candidato o meno -, invece, stimolerebbe una maggiore partecipazione al voto di parte dei già astenuti – delusi di destra; e, quindi, la possibilità che il centrodestra prevalga addirittura al primo turno, superando il quorum del 40%, senza alcuna necessità di andare al ballottaggio. Elucubrazioni le nostre ? Non lo pensiamo, dal momento che la maggioranza degli abusivi democrat e gli oppositori a cinquestelle di sua maestà, i voltagabbana e i puttani  sempre contrari , infatti, da qualche tempo, se ci fate caso, di elezioni anticipate non ne vogliono proprio sapere. Appassionatamente uniti a guadagnarsi il 2018.
ARTURO STENIO VUONO
* presidente Associazione “Azimut” – Napoli
 
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“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli 
Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379
E.mail: an.arenella@libero.it (segreteria)-massimovuono@libero.it (ufficio stampa)
[per sostenere l’associazione-solo su su c/c  banc. intestato Arturo Stenio Vuono]
Iban IT74 YO1O 1003 4351 0000 0003 506  BIC IBSPITNA         Banco Napoli SpA Filiale Na. 35 Via Onofrio Fragnito nn. 28/52   80131 Napoli
 
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
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Ferruccio Massimo Vuono
 

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… di meno Milano e Roma,… azimutassociazione.wordpress.com/2016/03/06/pri … …. 43,003 Visite su Wordpress a cui vanno sommati 99.660 visite ricevute sul …

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“AZ.” – ROBA DA CHIODI !
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  • 10 marzo 2016

Strage di Primavalle/ La Fondazione AN non dimentichi la famiglia Mattei

☞ Redazione del 9 marzo 2016Nessun Commento

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Tutte le anime della destra postfascista, per una volta, non si dividono. E tornano unite nell’invitare la Fondazione An a sostenere materialmente Antonella Mattei, sorella dei caduti del Msi Stefano e Virgilio, condannata a pagare duecentomila euro di spese legali per un giudizio nel quale chiedeva giustizia per il rogo di Primavalle. Adalberto Baldoni, giornalista e storico della destra italiana, invita ad «una mobilitazione corale affinché la Fondazione possa assolvere all’impegno morale, stabilito da Giorgio Almirante, di essere sempre, come comunità politica, al fianco della famiglia Mattei». Sulla stessa linea Gianfranco de Turris, scrittore (Fondazione Evola): «Non si può dimenticare il vergognoso depistaggio negli anni Settanta con la diffusione di ricostruzioni infami che parlavano di faida interna. Adesso arriva questa sentenza: ha il sapore di una nuova odiosa ingiustizia».

Il funerale dei fratelli Mattei

Il funerale dei fratelli Mattei

All’orizzonte c’è una convocazione straordinaria del cda della Fondazione. Gianni Alemanno e Roberto Menia criticano la sentenza del Tribunale: «È incredibile che proprio nel momento in cui viene riconosciuta alla sorella di Stefano e Virgilio Mattei il diritto ad essere risarcita per i danni subiti, il Tribunale pretenda da lei il pagamento delle spese legali». Da qui la richiesta alla Fondazione An di farsi «carico di tutte le spese sostenute per questa vicenda». L’orientamento della magistratura giudicante è attaccato anche da Fabio Rampelli, deputato di Fdi: «Siamo di fronte ad una giustizia indegna, crudele e irrazionale che arriva al paradosso di perseguitare i famigliari delle vittime». Rampelli ha presentato sulla vicenda «un’interrogazione al ministro della Giustizia».

«La nuova tegola per Antonella Mattei riapre antiche e irrimarginabili ferite. Noi interverremo, e parlo a nome dell’intera Fondazione, materialmente con il nostro segno concreto di vicinanza alla famiglia Mattei. Accolgo l’invito a convocare subito il cda. Al dolore non si deve aggiungere la beffa»: Franco Mugnai, presidente della Fondazione An – al tempo della strage dirigente del Fdg di Firenze – assicura una azione tempestiva. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sosterrà l’iniziativa della Fondazione e «per rispetto profondo verso la famiglia Mattei» invita tutti a «evitare su questa storia clamore o pubblicità. Certe cose si fanno ma in silenzio: ce lo ha insegnato Giorgio Almirante». Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato di Fi: «Dei fratelli Mattei bisogna ricordarsi sempre. La Fondazione deve intervenire e i nostri avvocati devono seguire la vicenda di Antonella Mattei. Sto monitorando anche il caso della sede dell’associazione “Fratelli Mattei”, nel quartiere Marconi, per porre riparo alle code burocratiche lasciate dal passato».

Nel libro «Mio padre era fascista», Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera, ha ricordato che il proprio genitore, Vittorio (fascista barese e fondatore del Msi), fu il legale della famiglia Mattei, e ha evidenziato tra l��altro le ascendenze borghesi dei criminali responsabili del rogo: «Gli assassini, che immaginavano di avere a che fare con chissà quali efferati nemici di classe, forse non erano mai entrati in vita loro in un appartamento di 40 metri quadri».

Michele de Feudis, Il Tempo, 9 marzo 2016

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