SGABELLO PUNTELLO STAMPELLA PER I DEMOCRAT SCADE IL TEMPO DI POPOLARI E MODERATI PER LA SINISTRA RIFORMISTA PRIMA O POI FINIRANNO CON IGNOMINIA ALTRE NEWS


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[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 22 MARZO 2016 ]
 
 
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“AZIMUT” –  LA NOSTRA REPLICA SI RENDE NECESSARIA DOPO LE ULTIME “USCITE” DI MATTEO RENZI OVVERO Renzi senza ritegno: “I voti di Denis Verdini ci servono”
( vedi : oltre )
[ DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” ]
SCRIVEMMO DUE ANNI ORSONO
15 FEBBRAIO 2014
[ Arturo Stenio Vuono [ editoriale ]
vuono
<< I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE”

Il 13 febbraio 2014, a Roma, nel corso d’una frettolosa ed improvvisata conferenza stampa ( per noi : “a futura memoria” ), Alfano rilancia l’idea della “rinnovata stampella” al prossimo esecutivo, in prospettiva, della sola egemonia-democrat; le “condizioni” (dixit: o si cambia sul serio oppure al voto… ) lasciano il tempo che trovano. D’altronde l’Angelino–“il galleggiante”– è abbastanza navigato per sapere, perfettamente, che “alzare la posta” del c.d.<< sostegno >> è gioco spericolato; ne sortirebbe, dal tendere – troppo – la corda (  ma si chiede il massimo, per ottenere – almeno – il minimo ), per un braccio di ferro tra il “diversamente berluscones” e il “renzuscones”, un prevalere di quest’ultimo; e il << Giovin Signore >> della Sinistra, oltre che rottamatore, spregiudicato e ambizioso, ha già imparato bene la lezione; e, giammai, sarà la “testa di turco” di nessuno. Ad ogni modo, considerato lo scenario – ormai – da << repubblica delle banane >> e del “baratto”, facile sarebbe il far collimare del Renzi con settori – al senato – dell’opposizione, di “preoccupati” per una sicura non rielezione, ove vi fosse interruzione traumatica dell’attuale legislatura, che – dopo avere liquidato il premier Enrico Letta – si libererebbe anche dell’ex vice. Tutto, e il contrario di tutto, è possibile, alla bisogna – per migrazioni di singoli eletti – , se si eccettua la compattezza di FI ( già PdL ); e con buona pace di chi, ancora oggi, vuole riscrivere la storia ( per via giudiziaria ) di caduta dei governi per presunta “compravendita di senatori” ( ma c’è solo uno – più o meno – “accertabile” da “Toga-Toga” partenopea ); che, more solito, vince sempre il << teorema >> e, per usare il plurale, la << guerra delle parole >>.C’è, veramente, da “scompisciarsi” ! Trattando del tema di Renzi, e della compagine governativa che verrà a guidare, lo stesso  affermava che non si può trattare d’una maggioranza definita di centrosinistra: e ci sarà accanto,come per l’uscente Mr.Letta, il cosiddetto  << nuovo centrodestra >>. Questo vuol dire che la distinzione non è completamente superata e che anzi, col riconoscimento – riconfermato – degli attuali scarsi numeri in parlamento, si è legalizzato un limite che è l’ultimissimo  residuo di una procedura da << prima repubblica >>, cioè dall’antica ritualità delle note alchimie agli attuali, degradati, tempi. Solo , e soltanto, un’ammenicolo, dato che – ormai – nella loro << repubblica napolitana >> , a motivo che–sovente��il popolo “sbaglia” …..[ sic ] , si procede con metodo meno complicato ( l’ultimo premier – indicato, risultato dalle urne, è stato Silvio Berlusconi ) e con la sola benedizione del Colle, più gradimento della Merkel, per – poi – una pedissequa “ratifica” a “Monte Citorio” e “Palazzo Madama”.  Nessuno certo può essere così ingenuo da pensare che il “patriottico” << collaborazionismo >> di Angelino Alfano si risolva tutto in una funzione del neo << moderatismo >>; epperò basterebbe riflettere, per dirne solo una, alla indisponibilità di perdere gli << scranni >>, per accorgersi del disvalore della nuova – ma vecchia – presa di posizione. Ma è pur vero che il problema originario, e principale, l’unico, è rimasto tuttavia quello della difesa di “interessi individuali” e della conservazione delle prebende. Nel rinnovato passo la preoccupazione dominante è e doveva essere quella di scansarsi dai pericoli : la opera più propriamente ricostruttiva, infatti, può cominciare solo, forse,in un secondo tempo, quando – semmai – il ricambio è effettivamente garantito dallo scioglimento precoce delle camere e dalle pronunce del << popolo sovrano >>. E a questa prioritaria meta bisogna guardare fin d’ora con lungimirante consapevolezza, per spiegarci le antinomie tuttora non risolte. Così si può spiegare come il Ncd ( il “Nuovo Centro Destra”? meglio dire solo Nc ovvero  il << Gruppo >> “non classificato”… ) , impegnato sul fronte del c.d. “resistere ad ogni costo”, stazioni ancora ai margini dell’alternanza.<< Paese reale >> e << Paese legale >> vivono tuttora in due mondi separati e l’unico  << rapporto >> per il quale le istituzioni sono legate – comuni ai cittadini, seppure apparentemente, è quello per cui – salvo sempre ad evitarle – sono proprio e solo le consultazioni elettorali. Il fatto democratico, nella sua sostanza, però non interessa più di tanto la pletora tutta degli eletti e non interessa, quindi, a maggior, per mezzo dell’arcinotissimo vetusto  << parlamentarismo >>, la loro attività in modo trasparente e coerente; la coerenza resta estranea alla filosofia dei diversi – sacri, e immutabili, sordi e grigi << Palazzi >>; anzi vi interviene, all’incontrario, battezzata del cosiddetto “mandato senza vincoli” di deputati e senatori. Cosìcchè, costituzione, democrazia, istituzioni e Stato : quattro termini che non hanno, mai, trovato un << centro sistematico >>.Quale sarà l’avvenire? ce lo siamo chiesti, immediatamente, e senza dover attendere gli ulteriori sviluppi del solito “tormentone italico”: dati i termini del problema, così com’è stato da noi stigmatizzato, la soluzione logica appare quella, urgente, d’una nuova legge elettorale, conseguente una chiamata alle urne; e in tale prospettiva, perciò,da doversi includere una normativa avverso il “cambio di casacca”. E’ una soluzione che, almeno sulla carta, risolve le antinomie  sopra accennate, unisce l’elettore all’eletto, e  può eliminare il << trasformismo >>.

Ci si avvierebbe, poi, gradualmente, a una più sicura riforma che supera il c.d.<< bicameralismo perfetto >> ( ed abrogando il senato della repubblica così com’è ), superando – in parte – gli stessi contenuti del titolo quinto della nostra << costituzione repubblicana >>. La nostra visione ( della quale abbiamo evidenziato poco e solo  l’essenziale ) che prende spunto dalle vicende di transfughi del centrodestra; come la nostra proposta innovativa, potendosi rendere rigida – e non mutabile – l’appartenenza ai gruppi parlamentari, sono tuttora motivo di sospetto e peloso “scandalo”. Ma, per ritornare a bomba, quanto al Ncd ( o Nc ?) come collocare – politicamente e culturalmente – i magnifici << 30 >> di “Ali Babà” e l’Angelino che “galleggia”? E’ il consociativismo << democratico >>? << Collaborazionismo >> da e di “vetero repubblikanes”? << Particularismo >> ? << Collateralismo >> ? O puro e semplice << deviazionismo >> ? Quali di tali nostri  concetti interrogativi, spiegano più propriamente l’aspetto che, difficilmente, può interessare sul serio il << politologo >>, il sociologo, o il filosofo, o l’economista? Non è male forse ricordare che la dichiarata funzione di garanzia ( in ambito di ex e nuovo esecutivo ), col riferirsi all’evidente dualismo già  nelle “più coese, strette intese”, Alfano la giustifica come del << carabiniere antitasse >> [ sic ] e la (ri)troviamo, in mancanza, ripresa e ripetuta-poi-sotto la nuova forma di presunto contrappeso per altre questioni, già poste sul tappeto, in tema di “unioni civili”, immigrazione, etc.; che – di certo – non saranno accantonate; e la (ri)troviamo, da sempre, come la blanda funzione per la ripetuta cantilena di assicurare equità – sviluppo – occupazione.Tale specie di  “tesi” è fin troppo logorata: è la tesi che, per l’oggi e come in futuro, non potrà più alimentare altre iniziative politico -istituzionali. Cosa potrà dire, di nuovo, Alfano? “Ai miei: – (prima o poi, il leader del Ncd ) – non ho più nulla da indicare”. Come dire che la “funzione” è una sorta di domanda senza risposta. Ad altri, quindi, lasciamo, volentieri, l’arduo impegno di dare una spiegazione a tali incomprensibili comportamenti del gruppuscolo di “scissionisti”; noi – che la consideriamo come una pagina non meritevole dell’analisi – scegliamo di bollarla , a dir poco, disdicevole. Fare politica è concorrere, ossia: affermare o negare, e quindi non solo porre ma risolvere i problemi, non proporre ma superare obiezioni; non urtare in antinomie ma superarle: cioè per giudicare e scegliere. Ciò, e tutto ciò, solo ciò, sul piano politico, la insegna ch’è, sempre, in ogni tempo e in ogni modo,  da privilegiarsi;la << insegna >> che, come si scriverà, non ha appartenuto – e non appartiene – ai << 30 >>  ( 29 più l’interventore, seppure tardivo, on.le  Schifani) e ad Angelino “galleggiante”. Per il resto, gli altri inutili << sodali >> – alla camera – nulla aggiungono, nulla tolgono.Che tutti costoro siano in buona fede – o meno – non è problema che ci interessa; che, poi, eventualmente, rivengano nella  coalizione  del centrodestra, è tutto un’altro problema; che, infine, pensino – successivamente – di “riposizionarsi” e così di “ricircuitarsi” è solo, soltanto, un loro problema. Quel che conta, e conterà, comunque sia, resta una traccia indelebile – per la similitudine della sottana che se alzata per la prima volta, ulteriormente, sarà sempre così – ,  è l’avere disatteso il mandato dei propri elettori e il programma, la linea di impegno,etc., cosicchè, oggettivamente, scesi a livello di veri e propri spregiudicati << ladroni di voti >>. A tempo debito e opportuno, perciò, nel moniterarli e “rivoltarli come i calzini” ( gli elettori, se del caso, non hanno “l’anello al naso” ), le loro posizioni personali, di << famigli >>, amici degli amici e << compagni di merenda >> , evidentemente, non dovranno essersi “variate”. Oppure no ? Per intanto, e in attesa, un nostro <<  Amen >> ! ! !

ALTRE NEWS

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Renzi senza ritegno

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( tratto dal “Secolo d’Italia” )

Renzi senza ritegno: “I voti di Denis Verdini ci servono”

Renzi senza ritegno: “I voti di Denis Verdini ci servono”

domenica 20 marzo 2016 

“Mi dicono: ma tu governi coi voti del centrodestra? Già, perché abbiamo perso le elezioni l’altra volta. La prossima volta le vinceremo e non ci saranno. Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranzaAlfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta”. Lo ha detto Matteo Renzi al congresso dei Giovani democratici, replicando alle critiche interne al Pd. “Sembra si siano svegliati tutti insieme, ma Alfano e Verdini hanno votato la fiducia come era accaduto col governo Letta e il governo Monti”. “Se vogliamo cambiare qualcosa -dice ancora Renzi –  bisogna mettere una legge elettorale in cui chi vince vince. E comunque se nel 2013 abbiamo preso il 25% e nel 2014 il 40% non è che gli italiani hanno cambiato idea, è che forse noi abbiamo cambiato il modo di convincere gli italiani e di portarli dentro una grande scommessa, che è la scommessa per la quale il Pd è l’unica possibilità concreta per rimettere questo Paese dalla parte del futuro, della speranza, del coraggio e non solo della paura”.

E poi Renzi sibila questa minaccia alla minoranza de. “Mi resta l’ambizione di non discutere di piccole beghe ma di temi più grandi. Ma su questo facciamo i conti domani, non è questa la sede per parlarne”. Il domani cui allude  si riferisce alla riunione della direzione Pd.  “E’ naturale che si discuta, una comunità ha delle discussioni. Io sono orgoglioso di un partito che discute: si chiama democratico non perché avevano finito gli obiettivi. Certo, poi mi rimane l’ambizione di discutere di cose serie e non di piccole beghe”,  rimarca REnzi. “Un gruppo dirigente deve essere leader, non follower. Metteteci in minoranza, ce la fate. Abbiate il coraggio di avere delle idee, non prendete in prestito quelle degli altri”.

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——– Original Message ——–

Subject: 21 Marzo – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Mon, 21 Mar 2016 05:44:13 +0100
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Lunedì, 21 marzo 2016
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“Mi dicono: ma tu governi coi voti del centrodestra? Già, perché abbiamo perso le elezioni l’altra volta. La prossima volta le vinceremo e non ci saranno. Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta”. Lo ha detto Matteo Renzi al congresso dei Giovani democratici.

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OGGI – SGABELLO PUNTELLO STAMPELLA PER I DEMOCRAT SCADE IL TEMPO DI MODERATI E POPOLARI PER LA SINISTRA RIFORMISTA PRIMA O POI FINIRANNO CON IGNOMINIA ALTRE NEWS

“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli 
Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379
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[per sostenere l’associazione-solo su su c/c  banc. intestato Arturo Stenio Vuono]
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Uff. Stampa Associaz. “Azimut�: 
 
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