CONTRO RENZISPOT E RENZISCOOP IN ELICOTTERO A NAPOLI E IN FAMILISMO A ROMA ALTRE NEWS ( “Misteri antichi e Pensiero vivente” – Presentazione a Napoli – Lehner : il giornalismo degradato – e altro )


CONTRO RENZISPOT E RENZISCOOP  IN ELICOTTERO A NAPOLI  E IN FAMILISMO A ROMA ALTRE NEWS ( “Misteri antichi e Pensiero vivente” – Presentazione a Napoli – Lehner : il giornalismo degradato – e altro )

CONTRO RENZISPOT E RENZISCOOP  IN ELICOTTERO A NAPOLI  E IN FAMILISMO A ROMA ALTRE NEWS ( “Misteri antichi e Pensiero vivente” – Presentazione a Napoli – Lehner : il giornalismo degradato – e altro ) – [ “AZ.-NEWS” : 07.04’16 ]
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IN COPERTINA [ DAL WEB ]

 
LA CRONACA [ DAL WEB ]
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CONTRO RENZISPOT E REZISCOOP IN ELICOTTERO A NAPOLI E IN FAMILISMO A ROMA ALTRE NEWS ( “Misteri antichi e Pensiero vivente” – Presentazione a Napoli – Lehner :il giornalismo degradato – e altro )
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[ DAL WEB ] – Momenti di tensione sul lungomare di Napoli tra le forze dell’ordine e un gruppo di manifestanti – circa un centinaio dei comitati di cittadini di Bagnoli, collettivi studenteschi e centri sociali – contro l’arrivo in città del premier Matteo Renzi. La visita del presidente del consiglio è prevista per il pomeriggio per la cabina di regia su Bagnoli. Sono stati sparati lacrimogeni e anche alcune bombe carta. La gran parte del corteo si è divisa e allontanata dal punto di scontro con i manifestanti che lanciavano pietre contro le forze dell’ordine, che hanno azionato gli idranti. Gli attivisti hanno bloccato il traffico sul lungomare, ferme diverse auto con cittadini a bordo che cercavano di passare tra i divisori di plastica.Ad aprire il corteo uno striscione con la scritta: “Napoli sfiducia il Governo Renzi” e un grande pupazzo di Pinocchio che indossa una maglia con la scritta Pd.I manifestanti hanno intonanato cori contro l’esecutivo e in tanti indossano maschere di pulcinella. Tra i cartelli: “Napoli città ribelle”, “No al Governo delle lobby e degli speculatori”, “Non c’è trippa per ratti, Renzi torna nelle fogne”. Da un palazzo laterale in piazza Dante, alcuni manifestanti hanno esposto uno striscione: “Renzi via da Napoli”.Quattro poliziotti – si apprende da fonti della Questura di Napoli – sono rimasti feriti dal lancio di pietre effettuato da alcuni manifestanti all’altezza dell’incrocio tra via Partenope e via Colonna, a Napoli. Gli agenti hanno usato idranti e lanciato lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

“Non date ascolto alle ricostruzioni farlocche: a Bagnoli non c’è nessuna cementificazione. Bonifichiamo le terre, bonifichiamo il mare: stiamo procedendo alla più grande opera di recupero ambientale della storia italiana. Vale più di dieci abbattimenti di ecomostri. Con buona pace delle polemiche di chi per anni non ha mosso un dito. Noi siamo quelli che messi davanti alle responsabilità, non ci prendiamo paura. Abbiamo promesso di sbloccare l’Italia. E lo faremo, con umiltà e coraggio”. Lo afferma Matteo Renzi.“Oggi presentiamo il progetto di bonifica” di Bagnoli – ha scritto Renzi su Facebook -. “Non c’è nessuna cementificazione, ma solo il rispetto rigoroso del piano regolatore di Vezio De Lucia. E non solo: eliminiamo la “colmata”. Eliminiamo cioè il più grande scandalo ambientale, bonificando 230 ettari e rimuovendo due milioni di metri cubi tra colmata e mare di rifiuti lasciati per anni in condizioni atroci”. 

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DA ROMA – GIANCARLO LEHNER
Risultati immagini per giancarlo lehner  il giornalismo degradato
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: il giornalismo degradato
Date: Wed, 6 Apr 2016 07:04:52 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


La storia dei fondi Panama fa riflettere sulla mutazione genetica  sino alla teratologia del giornalismo.Con Mani pulite il cronista si derubricò a colorare le figurine pervenute – attraverso la donna delle pulizie, secondo l’arguto Scalfaro – dalle Procure. Da allora, la progressione di carriera fu dettata dai picchi forcaioli conseguiti come protagonisti del circo mediatico-giudiziario.Il degrado della professione tocca il fondo, oggi, con lo scandalo Panama, frutto non di una coraggiosa e perigliosa inchiesta giornalistica, bensì di una misteriosa fonte di spionaggio informatico made in Usa in grado di inondare le redazioni vassalle con milioni di files rubati. Il giornalista, così, dal colorare le figurine è disceso a  sguattero di cucina addetto a selezionare e differenziare la spazzatura-refurtiva speditagli via e-mail.Anzi, è l’intero circo a degradare, visto che le stesse Procure diventano terminali periferici della Hacker-Spectre.
Giancarlo Lehner
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[ TRATTO DAL << ROMA >> DI NAPOLI ]

Vicenda di familismo della peggior specie

Opinionista: 

Orazio Abbamonte

[ PER LEGGERE TUTTO – VEDI : OLTRE ]
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A NAPOLI ( NON )CI PIOVE…..
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[ TRATTO DAL “ROMA” DI NAPOLI ]

Arriva Renzi, cortei e proteste: città divisa in due. Scontri sul lungomare, 11 agenti feriti. Annuncio su Bagnoli: « La colmata sarà rimossa »

Forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa, tensione sul Lungomare e a piazza Vittoria con sassaiola contro la polizia e lancio di lacrimogeni. Traffico paralizzato, cecchini appostati ed elicotteri sorvolano il perimetro. Il premier a Nisida incontra i detenuti poi il forum al “Mattino”. Picierno: fatti gravissimi, sindaco prenda le distanze

Cortei di protesta a Napoli nel giorno della visita del Premier Matteo Renzi. Oltre duemila persone stano prendendo parte alle manifestazioni contro il Governo. Anche gli Assessori Comunali Carmine Piscopo ed Alessandro Fucito hanno partecipato all’apertura della manifestazione di questa mattina in piazza Dante. “Siamo andati a portare la nostra vicinanza alle associazioni, ai comitati studenteschi, alle donne ed agli uomini che oggi in occasione della visita del presidente del Consiglio hanno deciso di esprimere le proprie istanze – affermano – Istanze con le quali l”amministrazione comunale si confronta e sulle quali lavora ogni giorno. Abbiamo riscontrato un clima di grande partecipazione democratica e pacifica e ci auguriamo che lo stesso clima accompagni la manifestazione fino al termine della giornata”.

Tensione tra le forze dell’ordine e i manifestanti che protestano contro il governo e Matteo Renzi, in occasione della sua presenza in citta’. Sassaiola e lacrimogeni si sono verificati nella zona del lungomare e a piazza Vittoria. I manifestanti cercano di avvicinarsi alla sede del “Mattino” e la polizia risponde con gli idranti. Uno dei poliziotti rimasti feriti sul lungomare dal lancio di pietre di alcuni manifestanti – secondo quanto riferiscono fonti della Questura di Napoli – è stato portato all’ospedale Loreto Mare dove è stato refertato e medicato. Gli sono stati applicati quattro punti di sutura alla tibia destra. È intanto di dieci il numero di poliziotti che hanno riportato contusioni.

La cabina di regia su Bagnoli “è un luogo pericoloso dal quale ci teniamo a distanza”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a margine dell’apertura degli spazi per il Palazzetto del Cinema giovane, in merito alla visita in città del premier Renzi, che questo pomeriggio parteciperà alla cabina di regia su Bagnoli in Prefettura. “Mai come in questi cinque anni si è fatto tantissimo, abbiamo smascherato un’operazione illecita e vergognosa – aggiunge de Magistris – . Il Presidente del Consiglio dovrebbe fare solo una cosa, invece della passerella politica per nascondere le primarie del Pd: cominciare a fare la bonifica. Se riesce a realizzarlo gli scriverò una lettera, ma non lo farà. Possiamo mai credere a Renzi quando ci dice che a luglio andremo a farci il bagno a Bagnoli, che le primarie a Napoli sono andate bene e che quanto successo in Basilicata se lo inventano i magistrati come le Olimpiadi? La cabina di regia è una stanzetta preconfezionata – conclude de Magistris – , ma Renzi non riuscirà a mettere le mani sulla città”.  “La cabina di regia non è un luogo in cui ci si abbraccia. E’ un posto dove si crea una torbida saldatura tra presunto interesse pubblico e ben individuato interesse privato. Il Presidente del Consiglio non è un rottamatore, è il più forte saldatore di interessi assolutamente non trasparenti che si siano visti in Italia negli ultimi anni. Non ci andremo a sedere in luoghi dove accadono cose che nulla hanno a che fare con gli interessi della città”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a margine dell’apertura degli spazi per il Palazzetto del Cinema giovane, in merito alla visita in città del premier Renzi, che questo pomeriggio parteciperà alla cabina di regia su Bagnoli in Prefettura. “Renzi andrà a ‘Il Mattino’, poi chiuderà la cabina di regia su Bagnoli, farà i suoi incontri politici e la sua passerella elettorale. Mi sembra evidente l’operazione politica che sta mettendo in campo il Presidente del Consiglio”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a margine dell’apertura degli spazi per il Palazzetto del Cinema giovane, in merito alla visita in città del premier Renzi, che questo pomeriggio parteciperà alla cabina di regia su Bagnoli in Prefettura.

RENZI A NISIDA. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è giunto anche a Nisida, prima tappa a sorpresa della visita alla città di Napoli. Il premier è accompagnato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e con lui ha incontrato anche i giovani detenuti del carcere. Dall’isola, che si trova all’estrema propaggine di Posillipo, si vede l’intera area di Bagnoli. Dunque la visita sembra avere anche un valore simbolico, dal momento che il premier parteciperà questa sera in prefettura a Napoli a un incontro per la bonifica dell’area. 

RENZI AL MATTINO. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è giunto nella sede del quotidiano “Il Mattino”, a Napoli, dove parteciperà a un forum al termine del quale si recherà in Prefettura, in piazza del Plebiscito, per partecipare alla cabina di regia su Bagnoli. Al suo arrivo, un gruppetto di una decina di persone ha scandito slogan contro il premier e il governo. «Oggi presentiamo il progetto di bonifica» di Bagnoli. «Non c’è nessuna cementificazione, ma solo il rispetto rigoroso del piano regolatore di Vezio De Lucia. E non solo: eliminiamo la “colmata”. Eliminiamo cioè il più grande scandalo ambientale, bonificando 230 ettari e rimuovendo due milioni di metri cubi tra colmata e mare di rifiuti lasciati per anni in condizioni atroci» ha detto il premier Matteo Renzi che ha poi aggiunto: «Il piano regolatore per Bagnoli non lo fa il commissario o il presidente del Consiglio ma è quello che Vezio De Lucia», allora assessore della giunta Bassolino, «aveva fatto a suo tempo. Non c’è un centimetro cubo in più». 

PICIERNO. “I fatti di Napoli sono gravissimi e il sindaco dovrebbe prenderne le distanze, se avesse un minimo di senso e di rispetto per le istituzioni. E invece da mesi il sindaco De Magistris ha assunto un atteggiamento inaccettabile sulla questione Bagnoli”. Lo scrive in una nota Pina Picierno europarlamentare del Pd. “Lo scontro istituzionale, culminato nel rifiuto di partecipare alla cabina di regia, è stato condito da parole incredibili e violente. Oggi al corteo di protesta, al quale hanno partecipato anche membri della giunta, si é superato ogni limite: la sassaiola e gli scontri con la polizia hanno trasformato il lungomare in un vero e proprio luogo di guerriglia. Sono vicina al poliziotto che compiendo il suo dovere è stato ferito in questa guerriglia insensata”, aggiunge. “Dico al pessimo sindaco di Napoli -conclude Picierno- che fare il rivoluzionario su twitter puó essere un passatempo e neppure troppo simpatico, diventa un’attività irresponsabile se si ricopre un ruolo istituzionale”.

 15:16 6/04

 

Vicenda di familismo della peggior specie

Opinionista: 

Orazio Abbamonte

La storia dell’emendamento inserito lo scorso 18 dicembre (dopo un primo tentativo andato male) nella legge finanziaria ha giocato un brutto scherzo alla credibilità del Governo Renzi. Tutti sanno cosa ci sia dietro il fitto reticolo di disposizioni affastellate senza alcun (percepibile) criterio nelle leggi-carovana italiane – quella “di stabilità” a far da prima. C’è il mondo semioscuro d’interessi mai espressi alla luce del sole, e tantomeno discussi nelle aule parlamentari: interessi dei quali si fanno portatori personaggi altrettanto opachi, dal mestiere qui da noi indefinito, forti d’assai discutibli strumenti di pressione. E dunque non è che meravigli un emendamento introdotto alla chetichella in favore di una grassa multinazionale, stavolta la Total. In questo caso, però, le componenti imbarazzanti non vengono dal fenomeno lobbistico in sé; ci sono altri particolari a discreditare seriamente l’Esecutivo Renzi. Partiamo dal fatto. Con quell’emendamento si è deciso che la procedura dell’art. 52 quinquies del testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità (327/2001) sia estesa per legge anche alle opere necessarie a trasferire idrocarburi in raffineria, ai terminali costieri nonché alle opere infrastrutturali dei porti strumentali allo sfruttamento delle concessioni per le estrazioni petrolifere. Con queste un po’ astruse espressioni la legge produce un risultato non da poco: trasferisce sostanzialmente le decisioni in materia dalle autorità locali al governo (di Matteo Renzi), cosicché se quelle s’oppongono alla realizzazione delle opere, il Consiglio dei ministri può imporle e troncare ogni discussione. Quel che l’indagine della Procura di Potenza ha messo in chiaro, è che dietro il non innocuo articoletto c’è l’interesse della Total, appunto, che ha impianti estrattivi in Lucania e che intende trasportare il greggio in quel di Taranto – la già tribolata città dello scandalo inquinamento ad opera dell’Ilva – per lì raffinarlo (producendo inquinamento ulteriore). Ed ha messo anche in chiaro, che il tutto è avvenuto grazie alla mediazione del compagno del dimissionario ministro Guidi, un ingegnere imprenditore destinatario d’importanti incarichi professionali, proprio da parte della Total. Questo a stare alle indagini in corso, secondo se n’è letto sui giornali. Non è una bella vicenda. Perché è anzitutto una vicenda di familismo e della peggior specie, se tutto sarà confermato – ma per l’opinione pubblica è già tutto chiaro. Di familismo ad opera del Governo del nuovo, di quello che dovrebbe trasformare l’Italia per cavarla dal pantano nel quale ristagna, in molta parte proprio in ragione di familismi e clientele che annichiliscono le pubbliche funzioni. Una storia in cui è coinvolta, con diverso ruolo, anche il ministro Boschi, già fonte d’eterne polemiche, perché a sua volta accusata d’essere personalmente protetta dal Premier, come la più ben voluta dei suoi ministri. È una storia in cui il Governo – già considerato troppo condiscendente alle potenti lobbies bancarie, assicurative, ed in generale confindustriali (la Guidi è un’ex vicepresidente di Confindustria) – si dimostra riferimento assai gradito appunto a questi centri di potere economico, che lo vogliono a decidere sui loro interessi, in luogo degli enti locali. È una storia in cui l’interesse delle comunità locali, e dunque l’interesse politico, è stato chiaramente posposto rispetto all’interesse dell’investitore economico. È una storia in cui tutto è avvenuto senza pubblica discussione – sotto la protezione del voto di fiducia al Governo – e senza alcuna verifica delle ricadute ambientali: lasciandosi così l’impressione che proprio il Governo non abbia svolto quella funzione mediatrice della politica, posta a far da argine alle istanze prepotenti dell’economia. È una storia in cui è percepibile che molti hanno mentito, molti hanno brigato, in tanti sono stati in conflitto d’interessi, nessuna delle Autorità indipendenti ha svolto la propria funzione: insomma, è una storia dove l’apparato politico- istituzionale ha dimostrato forti tratti d’inconsistenza. Dopo una vicenda del genere, probabilmente l’unico modo di recuperare credibilità per il Governo sarebbe di sospendere per decreto legge la disposizione e sottoporsi al dibattito parlamentare per confermare la validità della norma, cioè a dire dimostrando che essa costituisce un appropriato punto d’incontro tra la cura degli interessi collettivi e le esigenze del mondo produttivo. Si riporterebbe così la vicenda nell’alveo istituzionale ed il Governo proverebbe di non aver tradito gli interessi del Paese per usar cortesie ad una potente multinazionale straniera. Ma una soluzione del genere richiederebbe gran senso dell’istituzione, e presupporrebbe il rispetto dei processi istituzionali, semplicemente in quanto tali. Non credo ci sarà da aspettarselo, almeno a quel che si è visto sinora.  

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 —-Messaggio originale—-
Da: Redazione Controcorrente <redazione@controcorrentedizioni.it>
Data: 05/04/2016 17.45
A: “Redazione Controcorrente”<redazione@controcorrentedizioni.it>
Ogg:
“Misteri antichi e Pensiero vivente” – Presentazione a Napoli

Presentazione del libro

MISTERI ANTICHI
E PENSIERO VIVENTE
di Stefano Arcella

Edizioni 
Controcorrente
 
Sabato 9 aprile 2016
Ore 17:00
Associazione Culturale “Il Cervo Bianco”
Via Santa Lucia, 107 – Napoli
 

Interverranno

Daniele Laganà

Coordinatore del “Cervo Bianco”

Stefano Arcella

Autore del libro

 
 
 
 
 
 
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ALTRE NEWS
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foto di Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com.
Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com con Domenico D’Ambrosio .

Ma i referendum sull’ACQUA se li ricorda ancora qualcuno? I famosi quesiti sull’acqua bene comune, tanta gioia dopo il raggiungimento del quorum, e poi… E POI?

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OGGI

TRA BREVE IN RETE

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[ “Az.-News” : 07.04.’16 ]
“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli 
Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379
E.mail: an.arenella@libero.it (segreteria)-massimovuono@libero.it (ufficio stampa)
[per sostenere l’associazione-solo su su c/c  banc. intestato Arturo Stenio Vuono]
Iban IT74 YO1O 1003 4351 0000 0003 506  BIC IBSPITNA         Banco Napoli SpA Filiale Na. 35 Via Onofrio Fragnito nn. 28/52   80131 Napoli
 
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE �AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut�: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
 
azimutassociazione@libero.it

 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>

VISITA IL SITO

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