L’ITALIA RENZISUDAMERICANA CON TELEVENDITA ALLA VANNA MARCHI E DISPENSA DI MANCE CON “VOTO DI SCAMBIO” GALEOTTO FU IL PETROLIO E L’EMENDAMENTO L’EDICOLA E ALTRE NEWS


L’ITALIA RENZISUDAMERICANA CON TELEVENDITA ALLA VANNA MARCHI E DISPENSA DI MANCE CON “VOTO DI SCAMBIO” GALEOTTO FU IL PETROLIO E L’EMENDAMENTO L’EDICOLA E ALTRE NEWS

 

L’ITALIA RENZISUDAMERICANA CON TELEVENDITA ALLA VANNA MARCHI E DISPENSA DI MANCE CON “VOTO DI SCAMBIO” GALEOTTO FU IL PETROLIO E L’EMENDAMENTO L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.-NEWS” : 06.04’16 ]
foto di Santo De Marco.
  
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Associazione Azimut – WordPress.com

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IN COPERTINA
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L’ITALIA RENZISUDAMERICANA
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CON TELEVENDITA ALLA VANNA MARCHI 
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E DISPENSA DI MANCE CON “VOTO DI SCAMBIO”…..
 
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MATTEO IL PREDESTINATO – CABALA E SMORFIA – NUMERI E SIGNIFICATO 
 

Babbeo Renzi da Mike Bongiorno! lo riconoscete? (studiate …

16 feb 2014 – Caricato da MAX collana eXoterica

matteo renzi alla ruota della fortuna LEGGI: http://specieumanaprogetto3m- nuovaedizione.blogspot.it/

 
48 Il morto che parla ‘O muorto che pparla

1994 – ALLA RUOTA DELLA FORTUNA CON LA VINCITA – BOTTINO DEI 48 MILIONI – 48 E ROTTI

80 La bocca ‘A vocca

ATTIVITA’ RECENTI – PREMIERATO A COLPI DI OTTANTA – 80

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[ TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA” ]
Renzi s’inventa lo spot per uscire dall’inferno: 80 euro alle pensioni minime

Renzi s’inventa lo spot per uscire dall’inferno: 80 euro alle pensioni minime

martedì 5 aprile 2016

Come uscir fuori dall’inferno? Semplice, con un’altra performance da Carosello. Nel momento peggiore del suo governo – con la questione del petrolio che ha travolto la Guidi (e non solo) e che si somma alla questione delle banche – Matteo Renzi si affida a un altro spot. Un po’ di propaganda mischiata alla solita ondata di promesse, la tecnica è sempre la stessa e il numero magico è 80. Sì, perché ora sbandiera un’altra idea: « È difficile alzare le pensioni minime, in questo momento abbiamo dato la precedenza al ceto medio e alle famiglie con reddito di 1500 euro al mese. Allo studio c�è allargare gli 80 euro a chi prende la pensione minima. Vedremo se saremo in grado di farlo », dice nella diretta twitter e facebook da Palazzo Chigi.

 Gli spot di Renzi non finiscono mai

Non gli è andata giù la dichiarazione dell’Anm (« le dichiarazioni di Renzi sono inopportune nei tempi ed inconsistenti nei fatti », in relazione alle parole del premier sul paragone tra le inchieste della Procura di Potenza sul petrolio e le Olimpiadi). Per rispondere, rispolvera un po’ di antiberlusconismo: « Oggi leggo sui giornali “Renzi accusa i magistrati”. Ma dove? Quello che accusava i magistrati qui ci stava qualche anno fa. Noi i magistrati li incoraggiamo a fare il più veloce possibile e a parlare con le loro sentenze. Più vanno a sentenza più siamo contenti ». Ed ecco confezionato un altro spot, stavolta sulla sicurezza: « Se oggi vi dicessi che i reati in Italia stanno diminuendo, che è la realtà, mi prendereste per sprovveduto perché l’opinione pubblica pensa che l’Italia sulla sicurezza sia in difficoltà ma non è vero ». E il referendum? «Il quesito non parla di nuove trivelle ma di tirar fuori il gas e petrolio che c’è. Se decidiamo di dire basta andiamo fuori a comprare dagli arabi e dai russi? Io sono per usare quello che c’è. Spero che questo referendum che potrebbe bloccare 11mila posti di lavoro, fallisca ».

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DA “il Giornale” di MILANO
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E il Quirinale si sfila dallo scandalo: silenzio finché le cose non si chiariscono

Mattarella non interviene. Solo due settimane fa lo stop alla nomina di De Giorgi a capo della Protezione civile

Massimiliano Scafi – Mer, 06/04/2016 

Roma – Petrolio e politica, la materia scotta parecchio, meglio quindi tenersene alla larga, forse anche perché gli sviluppi sono davvero imprevedibili.

Questa è la scelta del Colle, questa la linea che Sergio Mattarella ha dato giorni fa ai suoi collaboratori e che verrà seguita fino a nuovo ordine, almeno fin quando le cose non saranno più chiare. Dopo il decennio di interventismo spinto di Napolitano, il nuovo presidente ha dato un altro taglio al ruolo. Nessuna particolare sorpresa dunque per il passo di lato del capo dello Stato sul caso Potenza-Total. Innanzitutto dal punto di vista politico. C’era da sostituire la dimissionaria Federica Guidi, in altri periodi storici il Quirinale avrebbe detto la sua, invece stavolta si è preferito autorizzare subito il premier ad assumere l’incarico ad interim dello Sviluppo economico. Certo, si tratta di un ministero chiave, però Matteo Renzi ha bisogno di tempo per trovare un sostituto e, prima di decidere, vuole far passare l’onda lunga delle mozioni di sfiducia. Dal Colle, semaforo verde. E dal punto di vista giudiziario la prudenza è ancora più marcata, dato che nell’inchiesta c’è finito pure il capo di stato maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi: noi non c’entriamo, non sappiamo nulla, la cosa non ci riguarda, non abbiamo nulla da dire, questo è il succo delle laconiche risposte. Eppure, sostengono in tanti in Transatlantico, il presidente della Repubblica è anche capo della magistratura e capo delle forze armate italiane: in Italia c’è la separazione dei poteri, però possibile che in qualche maniera non avesse saputo di che cosa stesse bollendo in pentola? Tanto più che nelle settimane scorse l’ammiraglio De Giorgi era tra i candidati più accreditati per la direzione della Protezione civile. Invece poi il governo per quella poltrona ha scelto la soluzione interna: Fabrizio Curcio, direttore delle emergenze di via Ulpiano, l’uomo che insieme a Franco Gabrielli ha portato via dal Giglio la Costa Concordia. Qualcuno, una quindicina di giorni fa, ipotizzava che fosse stato proprio Mattarella a bloccare la nomina di De Giorgi. «Le perplessità del presidente della Repubblica erano più che fondate – ha scritto Il Fatto Quotidiano – visto che la procura di Potenza sta indagando sull’ammiraglio». Magari, ha pensato qualcun altro, il Colle era stato informato in anticipo e non ha dato il suo placet. Ma la circostanza viene seccamente smentita: il Quirinale non ha ricevuto nessun avviso del genere dai magistrati della Basilicata. E non basta: il presidente non ha mai bocciato alcuna candidatura e non ha espresso alcuna «perplessità». Nel pomeriggio Mattarella e De Giorgi erano nella stessa sala a Ciampino per la festa dei 93 anni dell’aeronautica militare. Nessun commento dal capo dello Stato. Poche parole dall’ammiraglio: «Mi auguro che la stessa rilevanza mi sarà riservata quando, spero al più presto, la mia situazione sarà completamente chiarita».

 

Matteo, il GuardaBoschi

Matteo Renzi ha fretta di chiudere la questione. Troppa fretta. C’è da salvare il governo, ma ancora prima c’è da salvare la Boschi

Alessandro Sallusti – Sab, 02/04/2016 

Matteo Renzi ha fretta di chiudere la questione. Troppa fretta. Quella dell’emendamento canaglia sul petrolio, che è costata la testa al ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, è una di quelle grane che, se non vengono subito disinnescate, rischiano di deflagrare con effetti devastanti.

C’è da salvare il governo, ma ancora prima c’è da salvare Maria Elena Boschi, la premier ombra coinvolta fino al collo anche in questo pasticcio. Lei stando alle intercettazioni aveva garantito alla Guidi che l’emendamento caro al fidanzato sarebbe andato in porto; lei – come ministro dei Rapporti con il Parlamento lo aveva firmato e presentato al Senato, ben nascosto in una piega della legge di stabilità approvata lo scorso anno con tanto di fiducia.Ma se la Guidi può essere decapitata senza tante storie, Maria Elena è intoccabile, c’è Renzi il GuardaBoschi a vigilare. Come accadde per il caso Etruria, anche questa volta la Boschi è innocente per definizione. Eppure, che quell’emendamento fosse roba bollente era ben noto. La prima anomalia è che una «questione strategica per l’energia», come l’ha definita ieri Renzi, non fosse stata oggetto di un apposito decreto di cui vantarsi alla luce, ma declassata ad anonimo emendamento. È il modo classico che la politica usa per fare impicci. Qualcuno però se ne accorse, e siamo alla seconda anomalia. Quelle poche righe tanto care al compagno della Guidi, ed evidentemente non solo a lui, il governo provò a inserirle una prima volta ad ottobre nel maxi decreto Sblocca Italia in discussione alla Camera. Missione fallita, perché il presidente della commissione, Ermete Realacci, è sì del Pd ma non fesso: lo bollò come irricevibile, con grande sconcerto dei proponenti. Che tornarono poco dopo alla carica al Senato, con gli appoggi che oggi sappiamo e col risultato ormai noto.Egregio presidente Renzi, una «questione strategica per il Paese» può svilupparsi nottetempo tra trucchi e imbrogli manco fosse una questione tra carbonari? Io direi di no. Egregio presidente, vuole farci credere che lei e la signora Boschi non sapevate che mestiere facesse il compagno della ministra Guidi? Egregio presidente, davvero lei vuole liquidare la vicenda, uso sue parole, con un «tutto questo casino per una telefonata inopportuna»? Di inopportuno, in questa storia, c’è ben altro. E che, le piaccia o no, verrà a galla.

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DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” 
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L’EDITORIALE – REPLICA

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[ 25 AGOSTO 2015  – REPLICA ]
DUNQUE, dopo averle tentate tutte, preoccupati di non essere abbastanza moderati, ora è giunto il momento dello scontro con i paladini del pensiero unico, non potendo e non volendo, e non dovendo essere complici d’una classe dirigente, si fa per dire, che sta avviando il paese alla dissoluzione; se l’età ce lo consentisse, con le necessarie energie che – purtroppo – non ci stanno più, passeremmo volentieri dalla predicazione all’azione, e la speranza – che non ci abbandona – è che lo facciano, per il futuro prossimo venturo, i nostri figli ed i nostri nipoti.Prima che scadi il tempo utile per scacciare i mercanti dal tempio. Occorre cacciarli, tutti, a calci nel deretano e processarli per alto tradimento.Liberarsi dalle nomenklature, necesse.Siamo preoccupati e siamo indignati, non più disposti a tollerare non solo la casta dei politici ma tutto il vertice della piramide dei privilegiati, di ogni risma, che hanno abbandonato il popolo al proprio miserrimo destino ch’è sempre più facile intravedere;purtroppo. senza sbocchi  o rimedi, dato e considerato che codardi e felloni la fanno da padroni, vere facce di bronzo, ci sentiamo praticamente impotenti.L’esecutivo che ci ritroviamo, figlio d’una sinistra antinazionale, fatto di vassalli e valvassori, di valvassini e macchiette, ci sta portando alla disgregazione.Veramente non se ne può più. Ah, questi italiani – italibani, innamorati dei propri carcerieri, se la bevono – eccome – la versione, tutta zucchero e miele, propinata dalla grancassa mediatica;e che si gingillano a simulare la rivoluzione in rete del grillo; che, insomma, va tutto ben madama la marchesa;che i senza lavoro, senza casa, senza assistenza e senza difesa, perciò, sono l’invenzione della reazione in agguato.Che la gestione, tutta da paese a sovranità limitata, dell’indotto cimitero mediterraneo e dell’ineluttabile accoglienza, che non è roba da ineffabile Onu ed Europa dei lurchi, di yankee,angli e franchi-che l’hanno provocata con le loro primavere-, così è descritta solo dai soliti ed inveterati incalliti, razzisti nostrani. Una propaganda da regime, bugiardo, fatto da miserabili tremebondi, a registro altrui. Sì. Questa è  la vera vergogna degli invertebrati che ci(s)governano.Sempre di più materia, per Lor Signori, da tribunale speciale e da fucilazione alla schiena. Vergogna, tre volte vergogna. Quando li snideremo dal comando ? Coraggio, diamoci una mossa ! Siamo ancora in tempo.
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TALIBANI E “NUOVA PESTE”… – Associazione Azimut 

13 dic 2012 – ANTEPRIMA DI WEB : Associazione Azimut – NAPOLI PER INVIO … E PAOLO BARNARD DIXIT : …. azimutassociazione.wordpress.com.

 

E PAOLO BARNARD DIXIT :

(So bene che non siete capaci di reagire,non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco, inutili vigliacchi. Non mi scrivete. )

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L’EDICOLA

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——– Original Message ——–

Subject: 6 aprile – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Wed, 06 Apr 2016 04:53:05 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Mercoledì, 6 aprile 2016
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Come uscir fuori dall’inferno? Semplice, con un’altra performance da Carosello. Nel momento peggiore del suo governo – con la questione del petrolio che ha travolto la Guidi (e non solo) e che si somma alla questione delle banche – Matteo Renzi si affida a un altro spot. Un po’ di propaganda mischiata alla solita ondata di promesse, la tecnica è sempre la stessa e il numero magico è 80.

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L’ITALIA RENZISUDAMERICANA CON TELEVENDITA ALLA VANNA MARCHI E DISPENSA DI MANCE CON “VOTO DI SCAMBIO” GALEOTTO FU IL PETROLIO E L’EMENDAMENTO L’EDICOLA E ALTRE NEWS 

[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 6 APRILE 2016 ]

[ “Az.-News” : 06.04.’16 ]
“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli 
Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379
E.mail: an.arenella@libero.it (segreteria)-massimovuono@libero.it (ufficio stampa)
[per sostenere l’associazione-solo su su c/c  banc. intestato Arturo Stenio Vuono]
Iban IT74 YO1O 1003 4351 0000 0003 506  BIC IBSPITNA         Banco Napoli SpA Filiale Na. 35 Via Onofrio Fragnito nn. 28/52   80131 Napoli
 
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE �AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut�: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
 
azimutassociazione@libero.it

 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>

VISITA IL SITO

Associazione Azimut – WordPress.com

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