“NOI VOGLIAMO DIFENDERE CON LE UNGHIE E COI DENTI LA VALLE DEL PO NOI VOGLIAMO CHE LA VALLE DEL PO RESTI REPUBBLICANA IN ATTESA CHE TUTTA L’ITALIA SIA REPUBBLICANA” ( MUSSOLINI DICEMBRE 1944 )


“NOI VOGLIAMO DIFENDERE CON LE UNGHIE E COI DENTI LA VALLE DEL PO NOI VOGLIAMO CHE LA VALLE DEL PO RESTI REPUBBLICANA IN ATTESA CHE TUTTA L’ITALIA SIA REPUBBLICANA” ( MUSSOLINI DICEMBRE 1944 )

 
IN COPERTINA ( prima della Rsi )

“NOI VOGLIAMO DIFENDERE CON LE UNGHIE E COI DENTI LA VALLE DEL PO NOI VOGLIAMO CHE LA VALLE DEL PO RESTI REPUBBLICANA IN ATTESA CHE TUTTA L’ITALIA SIA REPUBBLICANA” ( MUSSOLINI DICEMBRE 1944 )
 

Aderirono alla R.S.I. – YouTube

27 ago 2012 – Caricato da NERO ITALICO

il 25 febbraio del 1945 nei camerini del Teatro della Pergola venne … GUARDA E DIFFONDI TUTTI I …

Inno della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945) – YouTube

31 mag 2011 – Caricato da InniNazionali

Inno della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945) …. renzi è un pirla come tutti quelli che lo …

  
[ “AZ.”-NEWS” : 30 APRILE 2016 ]
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Noi vogliamo difendere, con le unghie e coi denti, la valle del Po (grida: « Sì! »); noi vogliamo che la valle del Po resti repubblicana in attesa che tutta l’Italia sia repubblicana. (Grida entusiastiche: « Si! Tutta! »)
[ dal discorso di Mussolini – dicembre 1944 al Teatro Lirico di Milano

Il discorso di Mussolini al “Lirico” di Milano | Temi di storia

temidistoria.altervista.org/il-discorsodimussolinialliricodimilano/

12 gen 2015 – Mussolini parla al “Lirico”; a sinistra Barracu e Pavolini Il 16 dicembre 1944, … Il discorso del Lirico, in realtà l’ultimo ………………di un Mussolini stanco, … 2). Proponiamo qui il testo integrale del lungo discorso di Mussolini.

 
I VIDEO 
 

Benito Mussolini – Milano: Discorso del 16 Dicembre 1944 …

06 ago 2012 – Caricato da TEMPOLESSMUSIC

Benito Mussolini – Roma: Discorso del 9 Maggio 1936 (ConTesto) – Duration: 10: 45. TEMPOLESSMUSIC …

Ultimo discorso pubblico del Duce Benito Mussolini al …

09 apr 2013 – Caricato da VOCEDITALIA

Ultimo discorso pubblico del Duce Benito Mussolini alla Guardia nazionale repubblicana al Teatro ..

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PRESENTE!!!!!!
Il 28 aprile 1945, mani ignobili assassinarono S.E. Benito Mussolini.

foto di Giuseppe Alviti.
 I “VINTI” DELL’IDEA CHE HA VINTO – VINCE – VINCERA’ 
 
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28 APRILE 1945 – 28 APRILE 2016 : 71° ANNIVERSARIO DEL BARBARO ASSASSINIO DI BENITO MUSSOLINI E DI TUTTI I 300.000 CADUTI DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA – azimutassociazione@libero.it <azimutassociazione@libero.it> –  28-apr-2016 – “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>

HTTP://AZIMUTASSOCIAZIONE.WORDPRESS.COM – ASSOCIAZIONE “AZIMUT” – NAPOLI

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foto di MSI-Sezione Sergio Ramelli-Torino Nord.

 
 
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l’ULTIMA INTERVISTA rilasciata al giornalista Paul Gentizon Dopo una lungo storia dell’epopea mussolinana, così il grande giornalista svizzero conclude: “Vin…

L’ultima intervista a Benito Mussolini – Libero

digilander.libero.it/storiafascismo/Documenti/ultima_intervista.htm

Volevo offrire al Duce l’intera collezione, insieme coi prospetti e i grafici della tiratura, che da 18.000 copie vendute nel primo anno di vita era ora asceso a …

Mancanti: gabella ‎azimut
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[Risultati immagini per basilica di san ferdinando napoli NAPOLI : 28 APRILE 2016 – LA SOLITA DISINFORMAZIONE ]
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Tensione in piazza Trieste e Trento a Napoli: alcuni giornalisti sono stati aggrediti e … da tradizione, l’anniversario della morte di Benito Mussolini, fucilato il28 aprile 1945.


Napoli, tensioni alla messa in suffragio di Mussolini: cronisti …

http://www.ildesk.it/2016/…/28/napoli-tensioni-alla-messa-in-suffragio-di-muss

12 ore fa – Napoli, tensioni alla messa in suffragio di Mussolini: cronisti malmenati. 28 aprile 2016. Campania 0. 695. Napoli, tensioni alla messa in …

Messa per Mussolini a Napoli, i nostalgici aggrediscono i …

youmedia.fanpage.it/video/aa/VyJHYeSwl84Prtww

Messa per Mussolini a Napoli, i nostalgici aggrediscono i giornalisti. pubblicato il 28 aprile 2016 alle ore 19:33. Aggrediti e malmenati i giornalisti presenti alla …

Messa per Mussolini, aggredita la stampa dai fascisti

http://www.cno-webtv.it/messa-per-mussolini-aggredit-s/

A Napoli, dopo la messa per ricordare Benito Mussolini i giornalisti sono stati aggrediti dai … 19:39 28 aprile 2016 … Cerimonia Mussolini: la stampa aggredita.

Alla messa in suffragio di Mussolini cronisti aggrediti fuori …

http://www.lastampa.it/2016/04/28/…messa-in…mussolini…/pagina.html

Ultima ricerca: 28/04/2016 – VIDEO … A Napoli nella Basilica di San Ferdinando si è svolta la messa in suffragio per Benito Mussolini. I reporter presenti, dopo …

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ALTRE NEWS
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TRATTO DAL WEB
Home  Calabria  Fascisti calabresi pronti a commemorare domani l’omicidio di Mussolini
fascisti calabria

Fascisti calabresi pronti a commemorare domani l’omicidio di Mussolini

Riceviamo E PubblichiamoApr 27, 2016CalabriaNessun Commento

A distanza di settantuno anni camerati continuano a definire la morte del duce: ”Un’esecuzione avvenuta senza alcun processo”.

 

REGGIO CALABRIA – Domani, 28 aprile i Camerati Calabresi ricordano a 71 anni dal suo omicidio Benito Mussolini, tutti i caduti della Repubblica Sociale Italiana, delle foibe, sotto i colpi della barbarie partigiana e tutti coloro che hanno creduto nell’onore e nella grandezza del popolo italiano. “La destra calabrese – scrive in una nota il presidente di Alleanza Calabrese Enzo Vacalebre – celebrerà l’anniversario di un abominio consumato dai cosiddetti padri della Repubblica Italiana. Una commemorazione sarà celebrata a Reggio Calabria alle 17.00, a Piazza Martiri della Rivolta. Noi non scordiamo. Noi ricordiamo e ricorderemo tutti i nostri martiri.

 

A prescindere dai numi tutelari della democrazia calabrese che in questo periodo vediamo più impegnati a frequentare i tribunali che a seguire le esigenze dei cittadini. Ad un anno dall’”obbedisco” dell’arcivescovo Morosini alla sinistra, per non celebrare la Messa in ricordo del Duce, dopo trentacinque anni che la stessa veniva officiata e grazie al “niet” comandato. La chiesa reggina è stata abbondantemente ripagata. Con le unioni civili e con il gay pride. La curia di Reggio Calabria recitò che “pur essendo lecito celebrare la santa messa in suffragio dei defunti, la celebrazione viene sospesa per la strumentalizzazione della stessa per fini politici”. Strumentalizzata da chi. Questa è stata la carità cristiana di Morosini. Tutti si sono ribellati lo scorso anno alla parola omicidio. Esempio di odio che si rincorre negli anni, nei decenni. L’odio dei vincitori. L’odio dei barbari.

 

Falcomatà, Magorno, Bossio, Romeo. Oggi, invece, sono impegnati tra Reggio, Rende, Cosenza, Campania, Lazio, Lombardia, Gomorra, Sodoma a cercare di fare la conta tra indagati ed arrestati. Come Diogene cercano con il lanternino la legalità, la trasparenza, la democrazia, a piedi scalzi, assieme a Rosy Bindi tra mafiosi, camorristi, ‘ndranghitisti. Il problema loro era solo la messa per il Duce. Nessun problema. Morosini ha perso noi, parte miserrima della comunità cattolica calabrese. Nel frattempo può aumentare i posti letto per i migranti con le sue associazioni. Aumentando il fatturato. Ma il problema di base per la sinistra rimane lo stesso. La parola omicidio la ribadiamo anche quest’anno. Perché fu un’esecuzione vera e propria decisa senza un processo. Quindi rimarrà nei secoli sempre un bieco omicidio. Come quelli che seguirono dopo la cosiddetta liberazione. Migliaia di uomini, donne e bambini trucidati”.

( DAL “GIORNALE D’ITALIA” )

STORIA

28/04/2016 06:20

28 aprile, settantuno anni dopo

È il giorno del ricordo di un assassinio che ancora oggi reclama la verità

28 aprile, settantuno anni dopo

In memoria di Benito Mussolini, nell’anniversario della sua morte

“Appeso per i piedi alla sua sorte di amare invano ed essere odiato tanto…”.

Versi che mi risuonano nella mente mentre percorro, passo dopo passo, le stradine di Mezzegra, sul lago di Como. Sono i versi della canzone che Leo Valeriano ha voluto dedicare a quel giorno di aprile di settantuno anni fa. Dedicati a un uomo e ad una donna la cui esistenza era stata falciata da una scarica di proiettili e i cui corpi erano stati esposti al pubblico ludibrio in una giornata che la Patria ricorderà come la sua pagina più buia.

Mi guardo intorno, mentre il vento si fa sempre più forte: sembra voglia portare via i brutti pensieri, le amarezze, il dolore, le immagini di sangue che si accavallano nella mente, senza riuscirvi.

Senza riuscirvi, perché è un dolore che non si può cancellare. Ogni passo sembra un macigno sulla terra che ancora grida il suo bisogno di urlare la verità, una verità che ci viene negata ancora oggi, sette decenni dopo.

Ogni respiro sembra una lama affilata che vorrebbe tagliare il tempo e lo spazio, per sollevarsi da questa terra e guardare giù, nel tentativo di fornire una spiegazione plausibile agli orrori di cui riescono ad essere capaci gli uomini. Perché restando con i piedi a terra, no, non si riesce a spiegare.

“La storia si fa con i documenti”: lo scrivo sempre, ogni giorno, su queste colonne. Ma ciò che accadde 71 anni fa l’ho esaminato mille volte, con i documenti, con le testimonianze, con la scienza. Basta sfogliare questo quotidiano, digitare le parole chiave, e quelle inchieste si possono trovare, una dietro l’altra: giorni, mesi, anni… nei luoghi, sulle carte, alla ricerca di chi sa ed è ancora qui per raccontare. Oggi no, oggi è solo il giorno del ricordo, della commemorazione, dell’amarezza, dei sentimenti, delle emozioni.

Torno da un lungo fine settimana a Predappio, dove ho trascorso giorni interi tra la Cripta dove Benito Mussolini riposa con i suoi familiari, la casa dove è nato a Dovia e quella dove dimorò con i suoi cari, a Villa Carpena. Giorni di immersione totale in questa dimensione straordinaria che è quel pezzo della nostra storia troppo a lungo vilipeso. Ripercorrendo con la mente le stradine di Mezzegra penso a quanta ingiustizia accompagna ancora oggi queste vicende, a quante menzogne sono state dette e scritte, a quanto odio deve albergare in certi cuori, e mi chiedo perché.

“Perché fa comodo, ancora”, mi rispondo da sola.

Molte immagini si accavallano davanti ai miei occhi mentre ripercorro quei luoghi, quei giorni… le pianure pontine baciate finalmente dal sole, piene di gente al lavoro, dopo la bonifica; i grandi palazzi razionalisti, in cui ancora oggi impiegati carichi di carte percorrono i corridoi; il ponte Mussolini, splendido emblema di un’epoca e di un uomo; il grande obelisco con su scritto il suo nome, che qualcuno ha tentato inutilmente di cancellare; l’Archivio, con i suoi magazzini carichi di carte, e su ciascuna la sua firma; le montagne di libri conservati nella Biblioteca Nazionale, con le sue note a margine; villa Carpena, che lui volle dare agli sfollati in tempo di guerra; l’Eur, con le sue strade larghe e funzionali; la Via del Mare, creata per dare lo sbocco a Roma; l’Ara Pacis, salvata dall’erosione del tempo che passa; piazzale Loreto, fredda come il marmo, e mi torna alla mente una foto, che ho avuto occasione di vedere su un social qualche giorno fa, del mio amico Marcello Gorgoni che andava a posarvi un fiore… settantuno anni dopo. Un fiore a piazzale Loreto: è un emblema, è il simbolo della vita che vince sulla morte, dell’amore che vince sull’odio, della verità che vince sulla menzogna.

Immagini, sensazioni … sono centinaia, non riesco a distinguerle agevolmente, si accavallano una sull’altra in uno di quegli strani scherzi che fa la mente quando è costretta ad elaborare troppe informazioni tutte insieme.

Un’immagine, però, resta stagliata sullo sfondo, oggi: quella Cripta a San Cassiano, dove finalmente Benito Mussolini riposa in pace. E dove ho visto passare, negli ultimi quattro giorni, migliaia di persone. Qualche saluto romano, qualche persona sull’attenti, la maggior parte ferma in rispettoso silenzio e in preghiera. E penso che se settantuno anni dopo succede questo, evidentemente una ragione ci deve essere. E sta nel fatto che la menzogna non ha vinto, che la verità troppo a lungo celata reclama il suo posto. E che lo avrà.

emoriconi@ilgiornaleditalia.org

Emma Moriconi

 

( DAL “GIORNALE D’ITALIA” )

ATTUALITÀ

26/04/2016

Morte del Duce, oltre mille persone a Predappio

Domenica scorsa la commemorazione, moltissimi in visita alla Cripta e a Villa Carpena

Morte del Duce, oltre mille persone a Predappio

Presenti le nipoti Silvia e Edda, il cui appello a una manifestazione sobria è stato accolto dai numerosi intervenuti

Una commemorazione composta e ordinata, quella di domenica scorsa a Predappio: come ogni anno migliaia di persone si sono riunite  in memoria di Benito Mussolini, assassinato il 28 aprile del 1945 e che oggi riposa nella Cripta di famiglia al Cimitero di San Cassiano. Ma quest’anno qualcosa è cambiato: l’appello alla compostezza della nipote Edda Negri Mussolini, espresso nei giorni scorsi, è stato ascoltato e la manifestazione si è svolta in un clima di serenità e di sobrietà. Un corteo ordinato si è mosso nella mattinata da piazza Sant’Antonio per giungere alla Cripta, accompagnato da una fanfara. Un “presente” fuori dal cimitero e poi tutti dentro, sulle note del “Silenzio”. Davanti alla Cripta di famiglia le nipoti Silvia e Edda hanno pregato insieme agli oltre mille intervenuti, poi hanno salutato tutti, ricevuto abbracci e manifestazioni di solidarietà e di affetto. Quindi, seguite da decine di persone, si sono recate nella chiesa di San Cassiano per la Santa Messa, che è stata celebrata in memoria di Benito Mussolini, di sua moglie Rachele e della loro quintogenita Anna Maria, mamma di Silvia e di Edda, scomparsa proprio il 25 aprile del 1968, alla giovane età di 39 anni.

Moltissimi i visitatori che hanno scelto di trascorrere questo fine settimana nella bella cittadina del forlivese, e che hanno avuto l’opportunità di visitare i luoghi storici che il territorio propone: la mostra sulla Battaglia del Grano – che è aperta fino al prossimo anno presso la Casa Natale del Duce a Dovia, proprio sopra la bella Piazza del Mercato di Predappio, e che racconteremo nei dettagli ai nostri lettori nei prossimi giorni; il MAN, Museo Arte del Novecento – in pieno centro, ricchissimo di materiali iconografici tutti originali e del quale abbiamo parlato spesso; la cittadina nel suo insieme – splendido esempio di architettura dell’epoca, con il Palazzo del Fascio la cui Torre Littoria svetta in tutta la sua imponenza; Villa Carpena – che fu la residenza della famiglia Mussolini e che oggi è un Museo, dove migliaia di persone nel fine settimana si sono recate per respirare l’atmosfera di un luogo davvero speciale. Tanti, tantissimi visitatori hanno voluto trascorrere parte della loro giornata nella dimora che fu di Benito e di Rachele, nonostante la pioggia battente, al punto che le visite guidate si sono accavallate fino a pomeriggio inoltrato e hanno ripreso il mattino successivo, proseguendo per tutta la giornata di ieri.

Nella serata di domenica un post su Facebook di Edda Negri Mussolini diceva: “Questa giornata ormai è quasi giunta alla sua conclusione. Volevo ringraziare chi è venuto al cimitero e ha mantenuto quell’atteggiamento di rispetto che avevo chiesto nei giorni scorsi. Tutto si è svolto in maniera tranquilla  sia alla Cripta che in Chiesa. Grazie ai tanti che hanno collaborato affinché ciò potesse accadere. Questo è lo spirito con cui dobbiamo andare avanti e con il quale collaborare. Ancora un grazie di cuore… al prossimo appuntamento noi ci saremo ancora, sempre più uniti nei valori a noi cari”.

emoriconi@ilgiornaleditalia.org

Emma Moriconi


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 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
 
azimutassociazione@libero.it

 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>

A PRESTO !
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