“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO – PRIMA PUNTATA


“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO –  PRIMA PUNTATA

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO –  PRIMA PUNTATA [ “AZ.” – 04.05.’16 ]
 

Inno nazionale della Russia traduzione / sottotitoli in italiano … 

18 lug 2012 – Caricato da Mirko Loche

Tutti gli inni nazionali tradotti in italiano sul canale youtube di MirkoLoche. … Peccato che il nuovo …

Inno Nazionale Russo – YouTube 

20 apr 2008 – Caricato da Karl Dreisler

l’inno Russo insieme a quello del Regno delle due Sicilie sono i più … tra la russia e bielorussia che 

“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO –  PRIMA PUNTATA [ “AZ.” – 04.05.’16 ]
 
 
 
Risultati immagini per putin
Vladimir Vladimirovič Putin 
(in russo: Владимир Владимирович Путин Leningrado, 7 ottobre 1952)
 
INTRODUZIONE
 
—-Messaggio originale—-

Da: Giancarlantonio Olivieri
Data: 3-mag-2016 15.18

A: “Arenella Ferruccio Massimo”<azimutassociazione@libero.it>, “Vuono”<an.arenella@libero.it>

Ogg: accompagnamento a caos degli uomini e disegno di Dio

Caro direttore,
Sovente la grande storia si svolge sotto i nostri occhi e non ce ne accorgiamo troppo presi a seguire problemi inessenziali offertici da gentucola che non merita.Sono sempre stato interessato a Putin e dopo un pò l’interesse é diventato favore, per il suo parlare chiaro,l’agire franco,il modo come si é posto con chi riteneva d’essere padrone del mondo e di come ha posto la Russia nel contesto delle nazioni. Il fatto poi che certi giornali, nostrani ed esteri, hanno sempre avuto in uggia l’uomo e lo statista, me l’ha reso anche più gradito, è valsa quella che definisco proprietà transitiva, cioè se Repubblica, TV, Corrierone ecc. ne dicono male dev’essere il contrario. Sul Web ho cercato i fatti salienti della sua vita e quando, com’era inevitabile, questi si sono  incrociati con la storia russa ho incontrato la Vergine di Kazan con la sua icona che, in breve m’é apparsa vero filo conduttore delle vicende che, hanno coinvolto e coinvolgono tutto il  mondo, non solo la Russia.
 
Storia che mostra come certe forze che a tratti si scatenano nel mondo, spesso per pura bulimia di potere ad un certo punto sono arrestate, sulla via di Damasco ( mai come ora il richiamo s’addice), da qualcuno che domanda loro, “perché fai questo?” qualcuno che può essere un’angelo a volte o un Putin tal’altro. Mi ha molto appassionato la ricerca, gli intrecci che sono comparsi e le conclusioni a cui man mano sono arrivato, anche perché ho una certa proprensione alle icone dato che, da cosentino la Patrona di Cosenza é la Vergine del Pilerio posta nel Duomo, raffigurata in un’icona su tavoletta di legno con la Madonna che allatta il Bambino, appartenente al tipo Galaktotrophousa credo significhi “Madonna che allatta”.
 
Ancora in provincia di Cosenza a Rossano c’è un’altra icona ad affresco nota come Achiropita cioé,  non dipinta da mano umana, icone di fattura mediterranee non orientali ma non scordiamo che fu il Sud d’Italia, la Calabria con l’Anatolia, e la culla dell’eremitaggio bizantino all’origine delle Chiese rupestri, i cui affreschi sono precursori dell’iconografia.
Questo per dire che l’ortodossia ha fortissimi legami con l’Italia ed il meridione in particolare, pochi sanno d’altronde che la stessa chiesa ortodossa russa ha molte eparchie in Italia, foltissime quelle pugliesi con rapporti continui con la Chiesa Russa e che, adirrittura nel Salento hanno sviluppato il culto della Nuova Odigiatria il culto cioé della, Vergine col Bambino che indica la via, come quella di Kazan ma allargato a nuovi modelli iconografici.
 
Per cui può dirsi che noi meridionali conosciamo l’ortodossia ancor prima che questa s’instaurasse in Russia, d’altro canto un russo credo sia molto affine ad un meridionale e non capisco allora perché l’Italia faccia sanzioni alla Russia dato che questa non ci ha fatto nulla.
Ha! scusate dimenticavo, l’ Europa segue l’impostazione politica verso la Russia dettata dall’alleato Bombobama, l’Italia segue l’impostazione politica dell’Europa, perciò le sanzioni alla Russia che provocano forti danni economici all’Europa ed ancor più all’Italia, ragione di più per abbandonare quest’unione di pezza e di pazzi.
Invio “CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO”
Molte cordialità,
Giancarlantonio Olivieri 
 
Cosenza 03/05/2016
 
PRIMA PUNTATA
 

Il caos degli uomini ed il disegno di Dio.

   l’icona della Vergine di Kazan

Il 28 agosto 2004 papa Giovanni Paolo II ridava alla Russia ed al popolo russo, riponendola nelle mani del clero ortodosso nazionale, l’icona della Vergine di Kazan, scomparsa dalla cattedrale di San Pietroburgo sin dal 1904.

L’icona ricomparsa in occidente all’indomani della rivoluzione d’ottobre, viene contrabbandata da molti avventurieri e passa per le mani di vari acquirenti, nel 1950 è in Inghilterra poi negli States, dove nel 1964 viene esposta all’ Esposizione Universale di New York e qualche anno dopo viene acquistata dall’associazione Blue Army  (Armata Blu).

Ai dirigenti di questa associazione cattolica, sorta negli Usa ma diffusa in tutto il mondo, era noto il valore simbolico e mistico dell’icona che, venne acquisita per una cifra imprecisata ma ingente grazie ad una colletta indetta fra gli aderenti alla Blue Army degli Stati Uniti.

Dal 1970 l’icona fu custodita in una cappella presso il santuario di Fatima dove la Blue Army ha la  sede, anche perché l’associazione tra le sue principali finalità ha quella di zelare il culto mariano, specialmente quello connesso alla Madonna di Fatima ed al compiersi delle rivelazioni fatte nelle apparizioni, meglio conosciute come “segreti di Fatima”.

E’peraltro noto a tutti, essendo stati svelati, come il terzo di questi segreti predica la “conversione” e  la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, dopodiché il mondo potrà godere di un lungo periodo di pace e di stabilità.

Intanto la Chiesa Ortodossa russa prese a reclamare l’icona, da secoli protettrice e patrona dei russi e della Russia, venerata dagli ortodossi ma in generale da tutti i russi anche se non cristiani infatti chiese e cattedrali a Lei dedicate sono tantissime, come anche le riproduzioni dell’icona nei secoli, alcune delle quali divenute esse stesse oggetto di culto e venerazione dei fedeli, tanto da far perder la memoria dell’icona originale.

Nel 1993 nel bel mezzo della polemica, anche d’accenti acri, con una decisione inaspettata ed i cui retroscena non sono mai stati ben chiariti e credo non lo saranno mai, la Blue Army decide di dare l’icona a Giovanni Paolo II il che equivaleva a rimettere al Papa ogni decisione in proposito.

A questa determinazione la chiesa ortodossa russa non si oppone, anzi l’accetta senza la minima obiezione, Roma in questa storia anche senza nessuna ammissione esplicita è vista come garanzia e le si riconosce, anche se implicitamente, la supremazia iniziatica e decisionale.

Il papa era ben conscio della valenza dell’icona per il popolo russo, ne era pure devoto e conosceva il suo ruolo nella storia passata del mondo prevedendone quello futuro, l’espose nella sua cappella privata e tutte le mattine che si alzava a Roma pregava al suo cospetto, come testimoniato da lui e da tutti coloro che gli stavano intorno.

Peraltro è facile immaginare la grazia che impetrava dato che, già da qualche anno aveva ripigliato l’iter d’unificazione tra le chiese Cattolica ed Ortodossa, Giovanni Paolo II cattolico dell’est che, era vissuto al fianco della Chiesa d’Oriente aveva molto chiare le difficoltà insite nel superare la divisione plurisecolare tra le due chiese cristiane.

Da uomo di fede, comprendeva che solamente un miracolo poteva far riprendere e progredire il cammino della riunificazione e se trattenne presso di sé undici anni l’icona della Vergine di Kazan non fu solo per poterla pregare de visu, ma soprattutto per aspettare il momento adatto per renderla alla Russia ed al popolo russo.

Momento adatto ai sensi del risultato atteso non solo religioso ma anche storico e politico, datosi che in gioco c’era anche la riacquisizione della Santa Madre Russia al consesso Cristiano, anche per rinsanguare una comunità cristianità occidentale ormai esausta, pressoché vinta e soccombente nella lotta contro il relativismo agnostico che, è la veste edulcorata dell’ateismo.

Un ateismo frammassone di stampo edonistico e materialista molto ideologizzato convinto di una sua missione universale da compiere, ben inserito nelle istituzioni e detiene nelle sue mani potere

e informazione in particolare negli USA ed in EU, insomma nel cosiddetto Occidente.

Controlla il danaro, l’emissione e la distribuzione, ha la sua punta di lancia nella finanza ed ha eretto a nuovo albero della libertà il Profitto quasi etica morale, unico fine da perseguire sia per gli stati che per i cittadini ma in modo tale che i ricchi divengono più ricchi mentre la più parte delle persone impoverisce, per tasse, balzelli vari e mancanza di lavoro.

Peraltro il Papa nell’attesa non già decisionista, solitaria o azzardata al riparo dell’usbergo usuale del papato e della Chiesa di Cristo, Usbergo formidabile per scegliere i tempi, i luoghi e gli uomini adatti ed opportuni alle finalità attese, pensiamo allo Spirito Santo che nella storia mai ha deluso la sua alleanza col popolo Cristiano, il suo popolo appunto.

Nel frattempo a Roma fu un andirivieni dei leader della nuova Russia che, invitavano il papa ad una visita pastorale lui avrebbe certo voluto come avrebbe voluto anche consacrare la Russia al Cuore  Immacolato di Maria, ma prima era necessaria anzi indispensabile l’unità con gli ortodossi,  Giovanni Paolo II fu come Mosè, vide la terra promessa ma non poté camminarci su.

Il tempo per rendere l’icona di Kazan venne nell’agosto del 2004, i luoghi furono Roma e Mosca, gli uomini papa Giovanni Paolo II, il presidente del Consiglio per l’Unità dei Cristiani card.Kasper per i cattolici, il patriarca metropolita di Mosca Alessio II per gli ortodossi russi.

La ritualità dell’evento fu anche unica ed appropriata, curata e scelta da papa Giovanni Paolo II in persona, quale s’addiceva al commiato da Roma ed al bentornato in Mosca di una Regina.

Il 25/agosto/ 2004, nell’aula Paolo VI in Vaticano Giovanni Paolo II con un rito di venerazione per il quale aveva scritto personalmente la preghiera, consegnò l’icona al cardinale Kasper che la prese in consegna per ridarla al popolo russo, ovviamente Kasper fu scelto in quanto era il Presidente del Consiglio per l’Unità dei Cristiani, carica che era tutto un programma.

 Il 28 agosto 2004 nel corso di una solenne cerimonia, tenutasi nella Cattedrale della Dormizione a Mosca officiata dal Patriarca Alessio II, Kasper  restituì l’icona al beneamato popolo russo e con questo gesto non solo la Madonna di Kazan tornò in Russia, ma venne deputata come mediatrice e protettrice del percorso di riunificazione tra cattolici ed ortodossi.

Il vecchio Papa doveva sentire d’essere prossimo alla fine, sapeva di non poter affidare solo a mani umane la prosecuzione del progetto di riunificazione che aveva intrapreso, conosceva bene le stratificazioni secolari di polemiche, di lotte, di diatribe, d’interessi e di pregiudizi tra le gerarchie cattoliche ed ortodosse, per questo capiva che gli uomini, lasciati soli a loro stessi avrebbero fatto fallire il progetto.

Perciò rimise tutto nelle mani della Vergine di Kazan, l’unica atta a mediare il miracolo e ridando l’icona alla Russia la lasciava in eredità a tutto il mondo anche perché, quale profondo conoscitore dei russi e della loro storia, sapeva bene quante volte e con che efficacia la Vergine era intervenuta in aiuto del popolo e della nazione russa.

Fin qui avvenimenti relativamente recenti che, però uniscono con un filo misterioso e con un fine unico due luoghi, tra loro lontani nello spazio e nel tempo Fatima e Kazan, due località nelle quali la Madonna s’é mostrata agli uomini e dove gli uomini la riconoscono, l’onorano e la pregano.

Di Fatima sappiamo molto, vale la pena perciò conoscere qualcosa di più sulla Vergine di Kazan e sull’icona, sulla sua storia, su come ci è pervenuta, su come ci è stata tramandata, su come l’hanno presentata e ce la propongono la tradizione e l’iconografia storico-popolare.

L’icona originale era dipinta su una tavoletta di legno di 27×22,5 cm, non era di fattura russa bensì bizantina, era del tipo “Odigitria” letteralmente  “Colei che indica la via”, con la Vergine a mezzo busto che sostiene Gesù bambino in piedi sulle ginocchia che, punta il dito ad ammonire, benedire ed a mostrare la via.

Sembra che fu “scritta” (nell’ortodossia le icone sono definite “finestre aperte sul cielo”,di esse non basta valutarne l’immagine, ma devono essere “lette” decifrandone il simbolismo e recependone il messaggio, in tal senso un’ icona non è dipinta, ma “scritta”) a Costantinopoli verso il 1200 e da lì scomparve subito, dopo la conquista della città da parte dei tartari di Tamerlano.

E’controverso se l’immagine giunse a Kazan in questo periodo e fu custodita in un convento o no, certo è che nel 1579 Kazan, da poco riconquistata ai Tartari da parte di Ivan il Terribile, é quasi totalmente distrutta da un violento incendio.

In questo frangente una bambina la cui casa era rimasta bruciata, sognò più volte una bella signora vestita d’azzurro che, gli chiedeva di scavare sotto le macerie in una zona precisa che le indicò,  per riportare alla luce un’ icona che vi si trovava sepolta.

La bambina tale Matriora, lo riferì alla madre che a sua volta lo disse ai preti ma fu inascoltata se non che, sempre in sogno la Vergine fu perentoria per cui la madre portò la bambina nel luogo indicato e lì scavando tra le macerie trovarono l’icona avvolta in stracci ma integra.

Subito avvisato il clero locale la portò in processione per la città collocandola nella Cattedrale dell’ Annunciazione, dove in breve divenne soggetto di culto e venerazione da parte di tutto il popolo e la sua fama valicò presto i confini del Tartisan, di cui Kazan era capitale, per spargersi ovunque nei territori dell’impero russo.

Nel 1612 un’icona ispirata a quella di Kazan fu inviata a Mosca, prossima ad essere conquistata dai polacchi, al suo arrivò la resistenza russa si galvanizzò e nello stesso anno la città fu liberata, del che si diede merito all’intercessione della Madonna e l’icona inviata a Mosca fu posta in una cappella di legno, che ben presto divenne una cattedrale.

Agli inizi del 1700 lo zar Pietro il Grande volle una copia dell’icona da porre in testa alle armate impegnate nella guerra contro gli svedesi e fece voto di farle erigere una cattedrale in cui esporla e onorarla, la cattedrale avrebbe dovuto realizzarsi nella città di S. Pietroburgo, nuova capitale dello Impero russo in costruzione.

Pietro il grande non riuscì a farla erigere la cattedrale a S.Pietroburgo, fu invece czar Nicola I a farne costruire una grandiosa e dal maggior architetto russo di quell’epoca, in stile neoclassico ed ispirata alla basilica Vaticana, con la cupola ed il colonnato a due braccia su sei ordini di colonne, iniziata nel1800 fu ultimata nel 1812,un attimo prima dell’invasione napoleonica.

La vittoriosa resistenza a Napoleone fu anche attribuita all’intercessione della Vergine, il cui culto

era ormai così radicato nei russi da costituire un unicum coll’identità nazionale, fino all’inizio del secolo scorso le cui vicende, sia pure a grandi linee, le abbiamo già rievocate.

Ma in questi tempi d’imperante ed  “illuminato” raziocinio,  più o meno scientifico,potrà obiettarsi che trattasi di credulonerie, retaggio di epoche oscurantiste, di fideismo cieco, di favole raccontate in tutto il mondo e comuni a tutte le religioni, d’oppio sparso a drogare menti e coscienze, vulgate diffuse per mantenere i popoli nell’ ignoranza e nella superstizione.

Contrastare queste tesi è sempre difficile solo con la fede, i credenti non sono tutti teologhi,santi o filosofi mentre, dal secolo dei lumi ad oggi ateismo, agnosticismo, relativismo, utilizzano fior di pensatori, spacciati sempre per menti pensanti dell’umanità e come tali tramandati alla storia ed ai posteri, ognora sorretti dal potere e dai mass media succede tutt’ora.

Perciò è bene aggiungere a questo excursus sulla Vergine di Kazan fatti sbalorditivi quasi ignorati, avvolti dagli storici e dai mass media nell’oblio e nel silenzio rievocativo dato che, sono motivo di non poco imbarazzo per il pragmatismo ateo, “illuminato” e razionalizzante.

Al pari dei miracoli,delle apparizioni e di altri prodigi anche i fatti che rievocheremo di seguito se non spiegarsi, possono essere accettati solamente se mediati con la fede o per dirla coi cultori del pensiero politicamente corretto, solo con argomentazioni di carattere “superstizioso” e questo non può essere per questi nostri “so tutto io”,  ma torniamo a noi. 

PRIMA PUNTATA – ( fine )
 

Il caos degli uomini ed il disegno di Dio. [ continua ]

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MADONNA DEL PILERIO ( COSENZA ) – ICONA ACHIROPITA ( ROSSANO CAL. )
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