“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO – SECONDA PUNTATA


“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO –  SECONDA PUNTATA

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 
“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO –  SECONDA PUNTATA [ “AZ.” – 04.05.’16 ]
 
 Elias Metropolita di Beiruth

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Iosif Stalin 

Iosif Vissarionovič Džugašvili (in russo: Ио́сиф Виссарио́нович Джугашви́ли ( Ста́лин); in georgiano: იოსებ ბესარიო�ის ძე ჯუღაშვილი, Ioseb
e il  metropolita ortodosso di Beirut  pope russo di nome Elias.
 
 
 
 
 
 
 

Quando in Russia s’instaurò il comunismo esistevano tre grandi cattedrali dedicate alla Madonna di Kazan, prima anche cronologicamente era la cattedrale dell’ Annunciazione a Kazan dov’era l’icona originale, seconda la cattedrale di Mosca, terza la cattedrale di Pietroburgo ( Leningrado) dove si veneravano copie dell’icona originale, divenute ormai anche loro storiche.

Come la maggioranza delle chiese russe subirono, dopo la rivoluzione d’ottobre, spoliazioni, riusi non a scopo di culto, chiusure e demolizioni, in particolare la cattedrale dell’Annunciazione di Kazan, svuotata di tutto, fu adibita parte ad Archivio di Stato e parte a fabbrica di tabacchi, quella di Mosca fu demolita per ampliare la Piazza Rossa mentre quella di S.Pietroburgo fu trasformata in museo, il Museo dell’Ateismo.

Per questo gli oggetti di culto e perciò anche le icone furono spersi o deposti in qualche deposito, l’icona originale di Kazan non si ritroverà più, si salvarono quella di Mosca ancor oggi esposta al culto e quella di San Pietroburgo sì proprio lei, l’icona settecentesca giunta a Giovanni Paolo II e poi resa al popolo russo, peraltro molto preziosa col manto d’argento, oro e pietre preziose.

Sul finire degli anni ’30 sistemate con purghe colossali le questioni interne al PCUS, Stalin dettò le linee guida della politica russa per il futuro, scritte nel Piano Quinquennale che era emesso dal CCP (Comitato Centrale del Partito o Comintern) e sanciva il programma a cui la Russia doveva tendere in tutti i campi, nei cinque anni successivi all’emanazione.

All’interno di questo Piano era incluso il “Piano quinquennale per l’ateismo” con il quale veniva affrontat il problema, mai risolto dalla rivoluzione d’ottobre, dell’estirpazione della spiritualità e del sentimento religioso insiti nel popolo russo, problema cioè di fare del popolo russo un popolo veramente ateo.

In questo documento di programma é chiaramente espressa l’intenzione di giungere alla chiusura di tutte le chiese ed all’eliminazione dei preti, beninteso di ogni fede,si era nel 1938 per ciò che ne  sappiamo della persecuzione religiosa fino a quell’anno ed in base alle purghe iniziate poco prima da Stalin ed ancora in atto, chissà cosa sarebbe avvenuto se questo Piano fosse stato attuato.

Comunque và considerato che se il PCUS nel 1938  riconosceva sussistere un problema religioso, nella Russia d’allora, allora significava che il popolo di Dio almeno fino a quel momento esisteva ancora e malgrado tutto aveva resistito,.

Ma nel 1941 la Russia viene attaccata dalla Germania, l’inizio della guerra è un disastro pei russi, Stalin appare inebetito e lascia le sue armate senza ordini per settimane, ma quando i tedeschi sono davanti Mosca ed assediano Leningrado (ex San Pietroburgo) fa alla radio un discorso rivolto alla nazione, all’armata popolare ed al popolo tutto, un discorso a dir poco fuori dalla prassi.

Non inizia come di solito con il canonico “Compagni e compagne” bensì con un inedito “Fratelli e sorelle”, incita alla resistenza perché sono in pericolo i valori tradizionali russi e l’esistenza stessa della Santa Madre Russia dice, il suo patrimonio morale, culturale e la sua identità e definisce la Chiesa Ortodossa Russa patriottica e popolare.

Al Kremlino riceve  una delegazione del clero ortodosso e consente all’elezione di un Patriarca russo, cosa fino ad allora categoricamente rifiutata, dispone che al fronte gli ufficiali conducano i soldati in battaglia col vecchio grido zarista di “Avanti con Dio!” e nei reparti combattenti accanto al commissario politico, compare di nuovo il cappellano militare, come ai tempi dello zar.

Molte chiese sono riaperte al culto, a Leningrado (S.Pietroburgo) assediata viene presa da dove era depositata l’icona della Madonna di Kazan che é portata in processione solenne per la città, al suo seguito oltre il clero ed il popolo anche i maggiorenti cittadini del partito comunista, per essere di nuovo riposta sull’altare già suo nella Cattedrale, riattata in fretta e furia al culto.

La stessa icona a bordo di un aereo militare viene fatta volare sulla città di Mosca vicina a cedere e quando vi si combatterà sulla città di Stalingrado, è noto che Mosca non cadde ed a Stalingrado i tedeschi subirono una sconfitta fra le più decisive della guerra.

Ma cosa stava succedendo in Russia in quell’ultimo scorcio dell’estate del 1941?  

Meglio ancora cosa stava succedendo alle più alte gerarchie comuniste dell’URSS e visto poi che queste s’identificavano in un solo uomo, cosa succedeva a Iosif  Vissasionovic Dzgasvili, meglio conosciuto come Stalin?

Per un intreccio misterioso agli uomini tutto era iniziato a Beirut, in quel calderone all’apparenza caotico di popoli e di fedi che è sempre stato il Libano, metropolita ortodosso di Beirut era un pope russo fuoriuscito all’indomani della rivoluzione d’ottobre, di nome Elias.

Elias era una sorta di asceta simile ad un’eremita, sul tipo di quelli che l’ortodossia aveva dato alla Chiesa Cristiana dei primi secoli e per quanto anticomunista viscerale viveva in apprensione quasi al limite della sofferenza fisica pensando a Mosca, per lui e per ogni ortodosso la terza Roma che, era in procinto di cadere ed essere occupata dai tedeschi.

Con la partecipazione tipica di un eremita si isolò nella cripta della sua chiesa ed iniziò a pregare senza soste la Madre di Dio, per la salvezza del suo popolo e della sua patri, al terzo giorno che pregava, la Vergine gli apparve su una colonna ardente la Vergine e gli affidò questo messaggio:

“Bisogna riaprire in tutta la Russia chiese e monasteri. I sacerdoti devono essere liberati dalle loro prigioni. Non cederanno a Leningrado se porteranno in processione l’icona così venerata di Kazan. Questa deve poi essere onorata anche a Mosca ed a Stalingrado”.

Elias scrisse subito una lettera ai vertici del clero ortodosso russo che, inoltrata tramite ambasciata fu fatta arrivare al generale Boris Shaposnikov, capo di stato maggiore dell’Armata Rossa che la fece recapitare a Stalin con la raccomandazione di tenerne conto e non sottovalutarla.

Và chiarito che il generale Shaposnikov, era un valoroso e competente ufficiale ascoltato e ben visto da Stalin, malgrado fosse credente e non lo nascondesse ed anche per questo venne scelto dal clero ortodosso quale latore del messaggio, del metropolita Elias, al dittatore.

Questi fatti straordinari al limite dell’incredibile sono raccontati da Vittorio Messori nel suo libro “Ipotesi su Maria”e a loro volta ripresi da una biografia su Stalin scritta da Edvard Radzinkij noto drammaturgo e storico russo, molto conosciuto alla nomenclatura russa  pre e post bolscevica.

Edvard Radzinkij ben accreditato negli ambienti culturali internazionali, giusto per poter redigere la sua biografia su Stalin aveva avuto libero accesso a tutti gli archivi russi, d’altronde non poteva avere alcun interesse ad inventare questi fatti.

Ma oltre ogni considerazione e valutazione un fatto assevera, ponendo serie prerogative di verità, quanto asserito da Radzinkij nella sua biografia su Stalin e ripreso da Messori nel suo “Ipotesi su Maria”, fatto accertabile ed incontrovertibile in quanto verificato dai documenti ufficiali.

Nel 1947 il premio Stalin sorta di Nobel del PCUS conferito a chi russo o meno aveva dato lustro, o reso servigi, od onore in ogni campo all’URSS ed al comunismo viene tra altri conferito ad un prete russo metropolita a Beirut in Libano, in merito ai servizi da lui resi alla Russia durante la Grande Guerra Patriottica, nel conferimento è citato il nome del prete Elias, a noi già noto.

Si sa anche che Elias non andò a Mosca a ritirare il riconoscimento e devolse la somma congiunta, comunque ingente a favore degli orfani di guerra, Messori con un pò di sarcasmo nota come nella stessa tornata il premio fu assegnato anche a Pietro Nenni che, coi soldi, si costruì una villa.

Ma qual’erano i servizi resi da questo Elias all’URSS in guerra? Come mai Stalin sentì il bisogno quasi dovere morale, di riconoscere quanto avvenuto nominando e premiando dinanzi al mondo un prete sconosciuto? O forse intendeva ringraziare chi non poteva nominare? Alla fin fine era pur sempre capo di uno stato che professava l’ateismo come una religione.

Altro fatto inconfutabile è che nel dopoguerra la persecuzione religiosa in Russia si mitigò molto, le chiese restarono aperte, anzi col pretesto dell’arte ne furono restaurate parecchie, l’esercizio del culto non fu più perseguito e la Chiesa ortodossa venne designata quale Chiesa di Stato, mentre il paventato Piano per l’ateismo del 1938 non fu mai più attuato.

C’è comunque una domanda da porsi forse più importante di ogni altra,”Come mai tra due mali uno peggio dell’altro, quali nazismo e comunismo, come ebbe a definirli papa Pio XII ( Pacelli) uno la peste e l’altro il colera, la Provvidenza optò, almeno apparentemente per il comunismo sovietico?

Qui ritengo si riproponga l’essenza fideistica dell’essere cristiani, il fatto che i valori e le opere senza la fede sono sterili e fini a sé stessi, credo però che a tanti anni dai fatti siamo in grado di collegare la storia finora trascorsa con quella attuale e possiamo scorgere la trama tessuta tra gli avvenimenti per la quale l’antecedente giustifica il susseguente e viceversa.

Per inciso non penso affatto che la Provvidenza opera nell’ottica dei tempi e dei desiderata umani, come non credo neanche che in tema di storia ed in particolare di guerre Dio parteggi per l’una o l’altra parte,  gli uomini lo invocano tutti e dovunque nel momento del pericolo, ma sono tutti figli suoi e Lui non combatte per l’uno contro l�altro.

Penso però che Stalin, ex seminarista figlio di poveri contadini georgiani, svezzato in una cultura popolare dove la religiosità coi suoi riti, i suoi usi ed i suoi credi permeava tutto, solo con sé stesso e con la gravità del momento fu, suo malgrado intimamente colpito dal messaggio di Elias.

D’altronde era sempre un russo capo da molti anni della Russia per questo la conosceva bene e ne percepiva l’umore ed i bisogni, capiva che allorché tutto sembrava precipitare occorreva qualcosa che agisse come un catalizzatore per unire e compattare il popolo russo, donandogli le motivazioni necessarie a combattere il nemico ed a superare il pericolo.

Capiva e sapeva altresì che il comunismo non era in grado di farlo questo, non da solo almeno e non era in grado di farlo semplicemente perché non era un valore per il popolo russo, il quale lo subiva si ma non lo sentiva suo e questo in modo particolare nella tarda estate del 1941.

Nella storia era già accaduto altre volte che la Russia uscisse da situazioni che apparivano senza via d’uscita, accadde anche quella volta e come tutte le altre volte il miracolo lo fecero la steppa russa con la sua immensità, la neve dell’inverno russo e la fede del popolo russo.

Comunque il comunismo in termini sia ideologici che storici non sopravisse granché al nazismo,  meno di mezzo secolo dalla fine della guerra collassò su sé stesso, si dissolse senza motivi gravi e apparenti e questo avvenne con l’URSS che era ancora uno stato grande, forte e temibile.

I soloni delle chiacchiere, così usati dalle “democrazie” al pari dei ministeri della propaganda nelle dittature, ci spiegarono che collassò perché la sua economia era insostenibile, perché era l’Impero del Male, perché spargeva guerre e discordia nel mondo e bla bla bla via su questo andante.

Nell’elogio sperticato dell’Impero del Bene  (leggesi Usa che è uguale) raccontarono molte cose in mille salse, tutte con l’epilogo esplicito o sottointeso comunque scontato che prediceva, ora che il mondo è governato solo dai “buoni” vedrete come, felicità, giustizia e progresso trionferanno.

Restava solo che andassimo tutti in piazza a ballare il girotondo osannando alla dea Ragione, pure in qualche parte del mondo questo avvenne.

Nel seguito mano a mano, anno dopo anno, evento dopo evento, apparve chiaro a tutti che l’URSS     dissolvendosi aveva ceduto il posto ad una nuova Russia il cui ruolo nella storia del mondo andava ben oltre quello assolto dall’ex Unione Sovietica di semplice equilibrio, opposizione e contrappeso al blocco occidentale, atlantico e “democratico”.

Quest’ultimo poi se possibile ancora peggiore di quello sovietico, in esso la menzogna e l’inganno erano stati elevati a prassi politica usuale e corrente, allo scopo d’ingannare il mondo e i loro stessi  popoli onde poter giustificare guerre, colpi di stato, assassinii politici, massacri, aggressioni e cose simili, avverso a nazioni e popoli sovrani.

Tutto questo per le più disparate ragioni strategiche o politiche, quasi sempre al fine di depredare le risorse economiche degli stati bersaglio ovvero per semplice vendetta verso capi di stato invisi e sempre con lo stesso ritornello, abbattere i “tiranni” e portare la “democrazia” nel mondo.

Quando c’era l’URSS la scusante era, il pericolo comunista, ora è esportare la democrazia?  Solo e sempre aggressione, pura e semplice.

Dall’alto dei suoi dogmi economici-finanziari quest’Occidente, si convinse che il blocco sovietico cadde solamente perché non resse il paragone col suo sistema politico-economico e coll’arroganza tipica di chi si ritiene incontrastato, ignorò l’azione decisiva di papa Giovanni Paolo II credendo di poter fare e permettersi tutto a scapito di chiunque.

Infatti profittando dell’iniziale debolezza della nuova Russia,ne tentò la colonizzazione economica e lo smembramento politico con l’aiuto d’oligarchi, funzionari e finanzieri locali infedeli, corrotti e prezzolati, per mettere le mani sull’industria estrattiva dei settori energetico e minerario, sulla industria pesante, su quella manifatturiera, sul mercato interno e su quanto d’appetibile c’era.

Tutto sulla falsariga di quanto fatto in Italia, Grecia, Spagna e prima in America latina, Indocina e Sud Est asiatico coll’aiuto decisivo di statisti e manager comprati, dell’onnipresente Kissinger in visita di cortesia nello stato-vittima e di un tal Soros, per preparare, agevolare e sostenere manovre di pirateria economica-finanziaria, ovunque perpetrate e comunque condotte. 

 
SECONDA PUNTATA – ( fine )
 

Il caos degli uomini ed il disegno di Dio. [ continua ]

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