“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO – TERZA PUNTATA


“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO –  TERZA PUNTATA

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 
“CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO –  TERZA PUNTATA [ “AZ.” – 04.05.’16 ]
 
 
Risultati immagini per eltsin
 Risultati immagini per soros 
MARIA IVANOVNA PUTINA CON WLADIMIR PUTIN ( BAMBINO ) – il finanziere George Soros e  Boris Eltsin il presidente dimissionario [ Boris Nikolaevič El’cin, traslitterato comunemente Eltsin, o Yeltsin (in russo:Бори́с Никола́евич Е́льцин?bʌ’rʲis nʲikʌ’ɫajɪvʲiʧ ‘jelʲʦɪnButka1º febbraio 1931 – Mosca23 aprile 2007), Primo presidente della Federazione russa  1992 ]

La destabilizzazione politica fu tentata in Russia, fomentando colpi di stato e secessioni in tutta la Federazione, specialmente nelle aree caucasiche ed asiatiche, giungendo a scatenarvi il terrorismo ed il fondamentalismo pseudo islamico, con guerriglie ed attentati che coinvolsero i civili e questa è una storia sanguinosa vissuta quasi in diretta, sia pure se da spettatori, anche da noi.

Ma non gli andò bene, la risposta del governo russo, per qualche tempo fiacca e indecisa,divenne d’un tratto pronta e adeguata all’insidia portatagli tanto che, all’attacco finanziario reagì mettendo in galera alcuni potenti oligarchi multimiliardari e sequestrandogli i capitali.

Costoro mantenevano intelligenza con la finanza straniera (anglo americana) che, in combutta ed in simbiosi con le ben note agenzie di raiting, operavano sui mercati internazionali ed interni a scapito degli interessi finanziari, economici e politici della Russia.

Questi cavalli di troia furono isolati dal contesto finanziario e di potere che gli permetteva d’agire, con la confisca dei capitali e spezzando la catena burocratica amministrativa che controllavano e li sosteneva, furono perciò posti in condizioni di non nuocere e perseguiti ovunque anche all’estero, là dove tanti di loro si rifugiavano e guarda caso di preferenza in Gran Bretagna.

Fu emesso un ordine d’arresto e d’espulsione per tutto il territorio russo contro Soros, il finanziere apolide ungherese esperto nel provocare crisi economiche di stati sovrani, collegato ai maramaldi locali ed alle solite agenzie di raiting internazionali, tutti al soldo della finanza anglo-americana.

Fu proprio Soros che destabilizzò la lira nei primi anni ’90 complice il governo Amato e altri, coi  suoi giochetti costrinse la Banca d’Italia a svalutare e gli italiani a subire un odioso prelievo coatto sui c/c, però in Italia questo brigante non fu perseguito come fecero i russi, ma bensì omaggiato e riverito dai vari Amato, Ciampi, Prodi e via discorrendo.

La Federazione Russa inoltre affrontò la minaccia secessionista vanificando i tentativi georgiani e ceceni di distaccarsi ed il terrorismo fondamentalista fu debellato in modo tale d’inibirgli ogni possibilità di ripresa, mentre i professionisti del terrore, confluiti in Russia alla bisogna da tutto il mondo, furono costretti ad abbandonare frettolosamente il paese.

In politica estera la Russia rispose con efficacia ai tentativi d’isolamento politico e strtegico fatto cono varie scuse dalla Nato (sanzioni ed Ucraina), proponendosi quale alternativa e riferimento a tutti quei paesi impegnati a districarsi dal soffocante abbraccio della democrazia made in Usa o solo a rifiutarne le avances.

Ma cos’era successo alla Russia che durante le presidenze di Gorbaciov ed Eltsin sembrava essere preda di chiunque ne volesse un pezzo, incapace d’arrestare le spinte eversive interne ed i tentativi di colonizzazione economica di governi stranieri e d’avventurieri internazionali, corrotta e debole non più soggetto ma oggetto di politica internazionale.

Successe che Eltsin malato decide di dichiarare a termine la sua presidenza e nel 1996 chiama a sé un oscuro ufficiale del Kgb dimessosi nel 1991 che, lo stesso anno era stato assunto al municipio di San Pietroburgo quale addetto agli scambi commerciali della città con l’Europa.

Di fatto era il vicesindaco e l’uomo di fiducia del sindaco Sobcak, per inciso colui che ridiede alla città il vecchio nome di San Pietroburgo abolendo quello di Leningrado imposto dai bolscevichi alla morte di Lenin (facendo un referendum tra i cittadini).

Quest’oscuro ufficiale del Kgb è Putin che, caduto il muro di Berlino nel 1991 torna da Dresda,  dove prestava servizio nel Kgb, a San Pietroburgo sua città natale il cui sindaco Sobcak è un ex  professore, a suo tempo relatore della tesi di laurea di putin in Diritto Internazionale.

Tra i due, sino dall’epoca della tesi, s’era instaurata amicizia e fiducia fondata su una sostanziale identità di vedute e concordanza di idee, tanto che nell’agosto del 1991 Putin si dimette dal Kgb per entrare a far parte del team di Sobcak, nominato da quest’ultimo, al municipio di Pietroburgo, con le mansioni prima citate.

Qui ha modo di venire a contatto con la politica di un certo livello e sposa le critiche di Sobcak al governo centrale del presidente Eltsin, accusato di fare troppe concessioni agli oligarchi che lo sostengono, di non essere sufficientemente deciso contro le ingerenze di questi nel governo, di tollerare la corruzione ai vertici dello stato e d’essere corrotto lui stesso.

E’comunque vero il governo Eltsin ha tutte le lacune che Sobcak gli imputa e soprattutto tollera e subisce l’influenza dei grandi elettori ricchissimi, ciascuno dei quali ha un enorme potere in settori primari della produzione e dell’economia, potere che esercitano in autonomia come dei ministri, a volte anche in antitesi ed opposizione al governo e sempre per fini ed interessi personali.

Altra critica rivolta ad Eltsin è non aver fatto e non fare nulla per combattere la povertà crescente della gran parte della popolazione russa e di non porre argine all’arricchimento sfrenato dei nuovi ricchi che, tanto scalpore fecero anche qui da noi alla fine del secolo scorso.

Malgrado ciò Eltsin nel 1996 chiama Putin e lo mette a dirigere la Sicurezza della Presidenza, cosa del tutto anomala primo perché è uno sconosciuto, secondo perché è un suo critico avverso , terzo dato che gli assegna una carica sì consona alle sue competenze, ma che permette a chi ce l’ha di sapere tutto di tutti e d’adire ai segreti del potere e di chi lo detiene, il che è di per sé un potere.

 Ma può anche darsi che, Eltsin resosi conto dello sbando verso cui derivava la Russia e che stava conducendola allo sfascio decise di porvi rimedio ma resosi conto di non avere tempo e né energia per farlo giunge, da solo o consigliato, alla determinazione di dare il potere a Putin, ravvisandogli doti, determinazione, mentalità e capacità per riuscire dove egli non poteva più fare nulla.

Sia come sia Eltsin si dimette il 31/12/1999 e nomina Putin ponendolo a fare funzioni di capo del governo, di fatto il primo ministro e sei mesi dopo, alla scadenza del mandato elettorale di Eltsin, indette le nuove elezioni Putin si candida col partito  Russia Unita ed è eletto, il 26/03/2000, per la prima volta quale Presidente della Federazione Russa.

Inizia di fatto l’era Putin, nel 2004 c’é il secondo mandato, nel 2008 ancora primo ministro e dopo un’altro mandato elettivo del 04/03/2012 con scadenza il 2018 ma, ai nostri scopi la rievocazione dell’ascesa di Putin a capo della Federazione Russa può anche fermasi qui.

Per intanto a chiunque abbia appena un briciolo di onestà mentale appare chiaro che, questa storia dell’ascesa al potere di Putin ha un qualcosa di diverso dalle comuni storie di potere, con lotte tra uomini o fazioni, trame, congiure, compromessi e via dicendo, appare più come l’opera d’un mago burlone che estrae dal cilindro un coniglio a tutti sconosciuto e da tutti inatteso.

Abbiamo già rievocato a grosse linee l’operato del governo Putin, di come la Russia si riappropria del ruolo che gli spetta tra le nazioni e torni ad essere soggetto di politica propria e non già oggetto di politica altrui, del ritorno dell’orgoglio e del consenso di popolo e non insistiamo più su ciò.

Ci interessa semmai analizzare ciò che Putin prepone per caratterizzare il ruolo russo nel consesso degli stati, per come questo s’evince dalle sue dichiarazioni e dalle scelte operate di conseguenza, quasi come un codice etico o promemoria spirituale al quale si ispira l’azione del governo, ma è necessario tornare un pò indietro nel tempo a qualche anno prima.

Primi di gennaio del 1953 prossimo in Russia il Natale ortodosso, a Leningrado nevica e fa freddo due ombre imbacuccate avanzano caute nella penombra della sera al riparo sotto il colonnato della cattedrale di Kazan, quella che precede appare curva su di sé come se stringesse al petto un fagotto da dissimulare e proteggere.

Qualcuno apre una porticina laterale dall’interno della cattedrale facendole entrare, il pope che le ha aperto guida ad una cappella laterale prossima all’entrata dove, in una nicchia è il battistero di legno laccato istoriato d’avorio e d’oro, la luce di una lampada ad olio rivela col pope una donna che ha tra le braccia il figlio neonato ed un uomo anziano che li accompagna.

La donna scopre capo e piedi al neonato che, sul camicino ha appuntata con una spilla una crocetta d’oro, quindi il pope inizia il rito battesimale per il quale tutti loro sono lì convenuti, rito che data la segretezza è molto stringato e sbrigativo.

Il pope domanda il nome da imporre e l’anziano padrino risponde Vladimir, il pope allora con una valva di pecten d’argento versa acqua sulla fronte e sui piedi del bimbo (simulando l’immersione) ed impone il battesimo pronunciando l’ancestrale formula d’accoglienza e benedizione, poi madre e padrino si segnano e baciano le manine e la fronte del bimbo.

Fuori dalla cattedrale Maria Ivanovna Putina, madre del neobattezzato, si sente libera, realizzata e fiera d’aver fatto quel che più desiderava dal 7/ottobre/1952 cioè da quando ha partorito suo figlio, non l’ha fermata niente né l’opposizione del marito, né l’ostilità del partito niente ha fatto ciò che sua madre aveva fatto con lei anni prima, anche la croce d’oro è quella donatale dalla madre per il suo battesimo, conservata gelosamente. 

Il 7/01/2012 é Natale ortodosso, a San Pietroburgo (ex Leningrado) nella cattedrale di Kazan si sta per celebrare la messa di mezzanotte, il rito ortodosso è orpelloso e lungo l’ambiente luccica d’ori, di bronzi e d’ottoni lucidi, di ceri accesi, di festa insomma, gli officianti hanno abiti talari sontuosi e sfavillanti, tra i fedeli c’è Putin che ha acceso un cero e segue in raccoglimento la funzione.

All’uscita ai giornalisti, complice l’atmosfera natalizia struggente e carica di nostalgie rievocative, Putin racconta fatti inediti della sua vita e rivela:  “….questa chiesa mi é particolarmente cara fui battezzato qui in segreto da mia  madre accompagnata da un vicino di casa, all’insaputa di mio padre funzionario del PCUS ed ateo, sempre in questa stessa chiesa furono celebrati i funerali dei miei genitori”.

Aggiunge poi che, nel 1993 in seguito ad un incidente stradale dal quale sua moglie usci incolume da ateo-agnostico qual’era divenne osservante e praticante e da allora ha sempre portato al collo la croce che sua madre gli diede al battesimo.

Ma l’autodafé sulla supremazia ideale e spirituale nella vita dei popoli, sole qualità che elevano il livello morale dei cittadini e perciò delle società civili Putin lo pronuncia, al Valdai International Discussion Club, con un discorso tenuto il 19/settembre/2013 che, credo valga riportare nei brani salienti, per come esso é postato e tradotto sul sito “Basta Bugie”.

“..i paesi euro atlantici stanno ripudiando le loro radici, persino le radici cristiane che costituiscono la base della civiltà occidentale. Essi rinnegano i principi morali e tutte le identità tradizionali, culturali, religiose e financo sessuali. Stanno applicando direttive, che parificano le famiglie a convivenze di patners dello stesso sesso, la fede in Dio con la credenza in Satana. ”

Ed aggiunge “..ci siamo lasciati alle spalle l’ideologia sovietica e non c’è ritorno..” ma un deciso no anche a “..a un liberalismo estremo all’occidentale. Senza i valori incorporati nel Cristianesimo e nelle altre religioni storiche, senza gli standard di moralità che hanno preso forma nei millenni, le persone perderanno inevitabilmente la loro dignità umana. Ebbene noi riteniamo naturale e giusto difendere questi valori..”.

Nello stesso mese papa Francesco gli invia una lettera chiedendogli di adoperarsi per scongiurare un intervento armato in Siria, che Obama e compagnia cantante minacciano auspice l’Onu con la scusa delle armi chimiche, per intanto nel Mediterraneo si fronteggiano una flotta americana ed una flotta russa è in arrivo anche una flotta cinese.

Il mondo ancora una volta sospende il fiato, i notiziari parlano di un lancio di missili sulla Siria da parte di navi americane, non seguono aggiornamenti, dopo si sa che i missili sono esplosi in aria o caduti in mare, intanto Obama annuncia che non attaccherà la Siria a patto che questa distrugga il suo arsenale chimico.

Nell’occasione l’Italia di Renzi presta mezzi e faccia a questa pantomima, con la quale si dà modo ad Obama, alla Nato ed all’Onu di salvare la faccia, per intanto la Russia fa sapere di disporre di sistemi d’arma in grado di disturbare i vettori a guida remota, è perciò in grado d’intercettare ogni tipo di missile.

La pace mondiale è salva molto incerta e relativa ma salva, ma non in Siria dove arriva dall’Iraq, in cui è appena nato, un protagonista nuovo certo ISIS o ISIL iniziali di Stato Islamico dell’Iraq e della Siria una e Stato Islamico di Iraq e del Levante l’altra, scegliete voi quale vi và meglio, per intanto ISIS o ISIL annuncia d’instaurare a cavallo del confine d’Iraq e Siria un “Califfato”.

Autonominato califfo un certo Al Bagdadhi un iracheno, personaggio di cui abbondano le foto che  lo ritraggono assieme al factotum di Obama e di Hilary Clinton in Medio Oriente senatore McCain già candidato alla Casa Bianca nonché infaticabile sostenitore ed organizzatore, col ministro degli esteri Kerry, della guerriglia anti governativa in Siria.

Questa CIA che perde il pelo ma non il vizio e firma sempre le stronzate che combina, colla mania tutta americana degli acronimi svela al mondo chi ha partorito ISIS o ISIL per utilizzarlo poi agli scopi geopolitici che, gli Usa ( più giusto dire la governance Usa ) perseguono in Medio Oriente sin dalla prima guerra del Golfo.

 
 
TERZA PUNTATA – ( fine )
 

Il caos degli uomini ed il disegno di Dio. [ continua ]

© Copyright   – Tutti i diritti riservati
 
[ è consentita la riproduzione : citando la fonte e con il benestare dell’autore ]
 
azimutassociazione@libero.it

 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>

Annunci

5 pensieri su ““CAOS DEGLI UOMINI E DISEGNO DI DIO” DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO – TERZA PUNTATA”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...