L’IMBROGLIO DEL DEBITO PUBBLICO ALLA RADICE DEL MALE LE AM-LIRE INTERVENTI GIANCARLO LEHNER EVENTI E ALTRE NEWS


L’IMBROGLIO DEL DEBITO PUBBLICO ALLA RADICE DEL MALE LE AM-LIRE INTERVENTI GIANCARLO LEHNER EVENTI E ALTRE NEWS

 

L’IMBROGLIO DEL DEBITO PUBBLICO ALLA RADICE DEL MALE LE AM-LIRE INTERVENTI GIANCARLO LEHNER EVENTI E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 09.05’16 ]

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L’ IMBROGLIO DEL DEBITO PUBBLICO ( ACCETTATO MA CHE NON ESISTE )
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foto di Sapere è un Dovere.
[“AZ.”] – DAL 2011 – ELIMINATO L’INTRUSO CHE PREPARAVA L’ALTERNATIVA ALL’EURO E AL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE, ALL’UNIONE EUROPEA E ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA,  RENZI IL RE TRAVICELLO, COME I SUOI PREDECESSORI MONTI E LETTA NIPOTE, E’ STATO INSEDIATO E VIENE MANTENUTO IN SELLA PER GARANTIRE LA GRANDE SPOLIAZIONE !!!
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ALLA RADICE DEL MALE LE AM-LIRE
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ATTUALITA’maggio 5, 2016posted by Nicoletta Forcheri

Occupazione silenziosa con le AM-Lire, altro che sovranità!

Scritto da Redazione: http://www.giacintoauriti.eu/notizie/133-occupazione-silenziosa-con-le-am-lire-altro-che-sovranita.html

La banda degli onesti

Riguardo il concetto di “sovranità monetaria” regna molta confusione, cerchiamo insieme di fare chiarezza.Il vocabolario dell’enciclopedia Treccani al termine “sovrano” ci restituisce la seguente definizione:p.2a. “Riferito a un potere o un’autorità, che non ha altro potere o autorità da cui dipenda nell’ordinamento politico-giuridico di cui fa parte; quindi: stato s., nazione s., popolo s., che ha la sovranità”.Sovrano dunque “che sta sopra”, che non è soggetto ad altrui poteri, ossia autonomo, indipendente.La sovranità monetaria è il mezzo attraverso il quale una nazione dirige la propria politica monetaria. Dato lo strumento occorre stabilire CHI adoperi tale strumento ed è doveroso sottolineare la vitale importanza che la sovranità monetaria riveste per un paese.

La moneta non è “solo” lo strumento attraverso il quale dare vivacità economica al paese ma, altresì, un potente mezzo di controllo politico.

  • “Il debito è asservimento” (David Graeber).
  • “Un paese che non si indebita fa rabbia agli usurai” (Ezra Pound)
  • “Datemi il controllo della moneta di una nazione e me ne infischio di chi fa le leggi (Rotschild)
  • Ci sono due modi per conquistare e sottomettere una nazione e il suo popolo. Uno è con la spada, l’altro è controllando il suo debito. (John Adams-Presidente Usa)

Va da sé, dunque, che un popolo che gode di sovranità monetaria conserva la libertà di non indebitarsi.C’è qui da chiedersi se è vero, che prima del 1981 il popolo italiano godeva di questa libertà.Per rispondere a tale quesito vogliamo ricordare per sommi capi quanto accadde nella notte tra il 9 e il 10 Luglio 1943 nel nostro paese.Forse non tutti conoscono la storia delle AM-lire, la moneta d’occupazione americana. Stampate in un primo momento negli Stati Uniti d’America e poi anche in Italia, presentava vari tagli da 1 lira fino a 500 e 1000 lire[1].Questa cartamoneta giunse inizialmente nel nostro Paese seguendo le truppe americane entrate nel territorio italiano con lo sbarco in Sicilia.L’AMGOT, l’Allied Military Government of Occupied Territories (Governo militare alleato dei territori occupati), fu lo strumento con cui le forze alleate occuparono i territori e l’amministrazione di Austria, Germania, Giappone, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Francia[2] e l’Italia, con le AM-lire, fu il primo Paese dove tale strumento venne utilizzato per sostituire la circolazione monetaria della Lira italiana, abolendone il corso forzoso, con la moneta d’occupazione distribuita dalle truppe alleate.Fu così che un vero e proprio fiume di denaro invase il meridione senza alcun controllo né argine, portando in queste terre un indiscriminato aumento dei prezzi.La conseguenza fu un duplice esproprio subito dai cittadini italiani, i quali vennero depredati del potere d’acquisto delle lire italiane e chiamati a farsi carico del debito scaturente dalla nuova valuta.Pare che la prima “tiratura” fosse pari a circa 143 miliardi di AM-lire. La situazione era aggravata dalla fissazione di un cambio pari a 100 lire per dollaro americano e 400 lire per ogni sterlina inglese.Ciò conferiva ai militari statunitensi un formidabile potere d’acquisto maturato a discapito della popolazione civile, la quale veniva risucchiata in un vortice di disperata miseria.Ci racconta il Malaparte nel suo romanzo “La pelle” come, al domani dello sbarco alleato nella zona di Napoli, imperversassero tragiche condizioni di vita che spingevano giovani donne a vendere il proprio corpo ai militari americani per un dollaro.

Da questo turpe mercimonio, non erano esclusi neppure gli innocenti. Si stima che nel 1944 l’aumento del costo della vita giunse fino al 344,47%[3]. Per fare un esempio tra il 1945-1950 con un intero stipendio si potevano acquistare solo 15 kg di zucchero. Questa fu la ragione principale per la quale si ebbe un parziale ritorno al baratto e alla borsa nera.Pare che con questa valuta gli americani acquistarono diversi possedimenti nella nostra penisola, tra cui la sede dell’ambasciata americana a Roma.La storia della moneta d’occupazione americana terminò il 30 giugno 1950, quando con il D.M. 18.2.1950 venne ritirata dalla circolazione, terminandone il corso legale e addebitandone nel contempo il prezzo ai cittadini della neonata Repubblica.E sì, perché le AM-lire non venivano attribuite al popolo da liberare come mezzo convenzionale, ovvero libere da debito, ma venivano addebitate in cambio di titoli di Stato italiani, come sancito dalla LEGGE 28 dicembre 1952, n. 3598

“Ratifica, con modificazioni, del decreto legislativo 12 dicembre 1946, n. 441, concernente l’autorizzazione al Ministro per il tesoro a stipulare con la Banca d’Italia una convenzione per la esecuzione dell’Accordo monetario, in data 24 gennaio 1946, fra il Governo italiano ed il Governo Alleato”[4]

Qualcuno potrebbe obiettare che godevamo di sovranità monetaria in base all’assunto: “quando la banca d’emissione è pubblica, l’acquisto dei titoli di stato è una partita di giro, un debito verso sé stessi”.Confutare questo assurdo è semplice:

Quando la banca è pubblica che motivo ha lo Stato di emettere titoli di debito per farli acquistare a sé stesso, quando potrebbe emettere moneta direttamente?

Se il debito è finto, perché pagarci gli interessi?

Se vi sono degli interessi allora quel debito non è assolutamente fittizio.

Non fatevi incantare da chi parla di DEBITO SOVRANO.

Il debito è un concetto astratto, esso non può essere sovrano rispetto a un popolo.

L’ Art.1 della Costituzione è la prima cosa che ricorda: “la sovranità appartiene al popolo”.Il debito è uno strumento di asservimento, sempre!Inoltre non è affatto vero che debitore e creditore sono la stessa persona perché debitore è lo Stato, creditore è la banca centrale e nessuna delle due “entità” è una persona.E comunque i due soggetti erano ben distinti e separati già prima del 1981.Ovvero, per capirci: tanto lo Stato quanto la banca sono “enti astratti di imputazione giuridica”, ove gli interessi del popolo NONvengono rappresentati.L’astrazione giuridica è l’artifizio usato per evitare che il mantra del debito cada come un castello di sabbia.Inoltre, se corrispondesse a verità l’assunto secondo il quale il nostro paese godeva di “Piena sovranità monetaria” almeno fino al 1981, l’emendamento discusso in assemblea costituente il 24 Ottobre del 1947 sarebbe stato approvato[5].Esso infatti prevedeva “L’autorizzazione del parlamento a battere moneta”.A quel punto avremmo pututo dire che gli Artt. 1, 47 e 117 della Costituzione sarebbero stati applicati e rispettati.Perché, come soleva ricordare il Prof Giacinto Auriti, il contenuto della norma giuridica è duplice.Essa prevede l’interesse giuridico da tutelare e il bene giuridico da tutelare. Se manca uno di questi contenuti la norma resta, come in effetti ora è, lettera morta.Nel nostro caso se prevedi un diritto in astratto senza approntare gli strumenti che lo realizzino, è chiaro che l’impianto normativo diventa uno specchietto per allodole.La ragione per cui chi detiene il potere politico di una nazione emette titoli di debito, obbligando il popolo a pagarne gli interessi, è solo una: il dominio, l’imperio sul popolo.Semplicemente prima del 1981 il popolo italiano veniva chiamato a “sacrificare” una parte del valore da lui prodotto a una classe dirigente nazionale mentre ora è destinato a servire l’alta finanza internazionale che ha un appetito illimitato e, pertanto, una portata devastante.Che sia una classe dirigente o un paese straniero, il debito è l’artifizio attraverso il quale arricchirsi dei valori che il popolo produce.

Per rafforzare la nostra tesi con una fonte ufficiale è sufficiente leggere quanto riportato sul sito bancaditalia.it, dove si legge:

“L’accordo del 24 gennaio 1946 tra il Governo italiano e quello Alleato riconobbe alla Banca d’Italia la facoltà di emettere le Am-lire”, facoltà che risulta essere solo un’alternativa acciocché queste venissero prodotte negli USA[6].

Infatti, il decreto legislativo 12 dicembre 1946, n. 441, firmato dal capo provvisorio dello Stato De Nicola, sancisce all’Art.1:

“Al fine di dare piena esecuzione all’Accordo monetario intervenuto tra il Governo Italiano e il Governo Alleato per l’unificazione, sotto l’autorità del Governo Italiano, della circolazione della Banca d’Italia e della moneta di occupazione alleata (AM-lire), il Ministro per il tesoro è autorizzato a stipulare con la Banca stessa, riconosciuta come l’autorità b emittente di detta moneta di occupazione, una convenzione per regolare i rapporti nascenti dalla detta unificazione, e dalla somministrazione, da parte della Banca d’Italia, alle Forze armate alleate, di biglietti propri e di crediti in lire e ciò a far tempo dal 1° febbraio 1946.”[7]

È qui evidente il rapporto di sudditanza, altro che sovranità.

Nella stessa pagina del sito bancaditalia.it si riporta il “caso Staderini”, tipografia privata incaricata di stampare cartamoneta, menzionando la mancata emissione dei biglietti da 500 e 1.000 lire tipo 1944, commissionata dalla Banca d’Italia quando Luigi Einaudi ne era governatore.L’episodio è avvenuto in seguito all’arresto di due dipendenti dello stabilimento Staderini di Roma accusati di aver falsificato la produzione di moneta[8], che in quel periodo era a tutti gli effetti moneta di occupazione.La vicenda ci ricorda la commedia italiana che riportava spaccati di vita italiana dell’epoca, con pellicole come “La banda degli onesti” e “la saggezza dei governatori delle banche centrali”.Tutto ciò ci rammenta quanto soleva dire il Prof. Giacinto Auriti:

“A noi non interessa che l’emissione avvenga da parte di un’organizzazione pubblica o privata, a noi interessa di chi sia la Proprietà della moneta”.

Cioè interessa che la produzione di moneta non avvenga contro debito e che la moneta non sia della tipografia ( pubblica o privata) ma del popoloDi recente l’on. Paolo Ferrero, Ministro della solidarietà sociale del Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all’8 maggio 2008, segretario di Rifondazione Comunista dal 27 luglio 2008, ha dichiarato:“Per questo noi proponiamo che la Banca Centrale sia pubblica e presti i soldi agli Stati“.Prestiti, ovvero debito, debito e ancora debito, le provano tutte.Ora tentano di confondere la gente paragonando goffamente e surrettiziamente la proprietà popolare della moneta con l’helicopter money di Milton Friedman.Ma occorre tenere a mente che tra proprietà e possesso la differenza è sostanziale.Ciò che davvero libererebbe i popoli dal martirio del debito è una corretta emissione monetaria.Occorre cioè tenere distinto momento dell’emissione da quello della circolazione.La moneta nasce come simbolo di costo nullo e assume valore SOLO quando inizia a circolare, inglobando potere d’acquisto.Per questo motivo non ci stancheremo di chiedere la fine del capitalismo, partendo dalla radice del male.Occorre cioè che ogni popolo sia riconosciuto proprietario della sua moneta e riacquisti la dovuta dignità.

 

Scritto da: Redazione – Scuola Studi Giuridici e Monetari “Giacinto Auriti”

(citare la fonte in caso di diffusione )

note

[1] Emissioni Banca D’Italia,

https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/musei-collezioni/museo-banconota/emissioni/index.html#5, 05/2016.

[2] Les billets de banque de l’Amgot,

http://web.archive.org/web/20051112214405/http://www.memorial.fr/archives/collec_obj_hist_2.asp, 05/2016.

[3] Inflazione. Costo della vita nel corso di 140 anni,http://cronologia.leonardo.it/inflazio.htm, 05/2016.

[4] LEGGE 28 dicembre 1952, n. 3598,

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=mShVYmFl5h0PduZ8+B6GaQ__.ntc-as3-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1953-01-20&atto.codiceRedazionale=052U3598&elenco30giorni=false, 05/2016.

[5] Sara Lapico, Scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, La Costituente rifiutò di inserire la Sovranità Monetaria,

http://www.giacintoauriti.eu/notizie/131-la-costituente-rifiuto-di-inserire-la-sovranita-monetaria.html, 05/2016.

[6] Emissioni Banca D’Italia, op.cit., nota [1].

[7] DECRETO LEGISLATIVO DEL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO 12 dicembre 1946, n. 441,

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1946/12/23/046U0441, 05/2016.

[8] Gianni Graziosi, Mille lire al mese, http://www.panorama-numismatico.com/wp-content/uploads/mille-lire.pdf, 05/2016.

INTERVENTI GIANCARLO LEHNER

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: riecco Alemanno
Date: Tue, 3 May 2016 09:54:25 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )


L’abominevole uomo delle nevi capitoline,  l’ex sindaco Gianni Alemanno, tuttora bramoso di poltrone, entra nella squadra di Calce e martello. Al confronto con la formazione di Marchini- Alemanno, il club dei Brocchi del Milan, quello addirittura capace di strappare un punto al Frosinone, fa un figurone.  
Giancarlo Lehner

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: 15 anni a Nucci. E a Pasolini?
Date: Tue, 3 May 2016 14:11:53 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


15 anni di carcere per Claudio Nucci, colpevole di aver fatto sesso con tre minorenni costretti a prostituirsi. Si tratta, in effetti, di ebofilia e non di pedofilia, la qualcosa non giustifica e non assolve, certo. Anzi, la sentenza del Gup non fa una piega. Se a Pier Paolo Pasolini, che adescò qualche centinaia di minorenni, gli avessero comminato tre ergastoli, forse gli avrebbero salvato la vita.

 
Giancarlo Lehner
 

——– Original Message ——–

Subject: FW: Lodi è la punta dell’iceberg
Date: Thu, 5 May 2016 10:36:52 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To: ( . . . ) 



L’affaire di Lodi, punta dell’iceberg alla deriva verso il Pd-Titanic, è la giusta nemesi per la sinistra che si oppose ad ogni riforma della giustizia, dall’altra parte promessa, minacciata e conclamata, eppur mai realizzata, anche dall’egualmente inane centrodestra.Insomma, sono finiti i bei tempi dello strabismo, quando la magistratura di lotta e di governo non individuò il destinatario del miliardo di Gardini al Pci-Pds. Bei tempi,  quando la Paola Occhetto beccata col malloppo, per giunta insanguinato, perché proveniente dall’Eumit-Stasi, e rinviata a giudizio nel 1993, non patì non dico una lieve condanna, ma neppure uno straccio di sentenza.Bei tempi quelli di Greganti e dell’acquisto dell’appartamento di via Tirso, a Roma, che, pur denotando un evidente tasso di improbabilità,  fu preso per buono, per la salvezza del Pci-Pds santo e vergine, sempre agitante le questioni morali, mentre incassava financo i dollari del Pcus.Bei tempi, quando gli armadi delle Botteghe Oscure vennero sigillati dall’Arma Benemerita in maniera non proprio inviolabile, cioè con nastro adesivo da pacchi, tant’è che la pm Tiziana Parenti, dopo due giorni, li trovò desertificati, eppure con chiare tracce di carte asportate.Potrei riempire centinaia di pagine sullo strabismo dei bei tempi, ma non intendo disturbare i moralizzatori della Anm. Certo è che il Pd paga e pagherà duramente il suo irresponsabile e vigliacco concorso a solidificare lo squilibrio istituzionale.
Giancarlo Lehner

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: no e poi no al carcere a chi nega la Shoah
Date: Wed, 4 May 2016 09:04:48 +0000
From: Giancarlo Lehner
To: ( . . . ) 


Da liberaldemocratico e da cittadino italiano di origine israelita rifiuto decisamente la proposta di legge, in discussione al Senato, in base alla quale si comminano sei anni di carcere a chi abbia negato la Shoah. Uno dei tratti tipici della cultura liberale e della nobile tradizione ebraica è, al contrario, la strenua difesa della libertà di pensiero e di critica, certo non la sanzione penale per chi opina in maniera discutibile o non veritiera. La sanzione penale, in un Paese acculturato, tollerante e civile, non può colpire i malpensanti, ma soltanto coloro che dal legittimo soggettivo punto di vista trascendono, incitando all’odio, alla violenza, all’antisemitismo militante ed armato.I sei anni di galera, intanto, io li darei ai senatori, impudenti analfabeti di ritorno, che hanno proposto e che intendono votare siffatto obbrobrio.
Giancarlo Lehner

CORRISPONDENZE

——– Original Message ——–

Subject: COMUNICAZIONE 81.2016
Date: Wed, 4 May 2016 09:12:25 +0000
From: “Segreteria – Fondazione AN” <segreteria@fondazionean.it>
To:  ( . . . )


Carissimi,

 

vengo con la presente a fornirVi un sintetico riepilogo delle più recenti iniziative della Fondazione. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di dar corso ad una serie di iniziative in difesa dei valori tradizionali con particolare attenzione ai temi della famiglia, della sicurezza, del lavoro e più in generale dei fondamenti etico-culturali sui quali si è formata la nostra civiltà. Nel contesto di dette campagne saranno promosse alcune iniziative di carattere nazionale direttamente dalla Fondazione e, parimenti, si sono già avviate sul territorio le iniziative di carattere locale sui medesimi temi patrocinate dalla Fondazione.

 

E’ stata altresì deliberato di adeguatamente celebrare il 70° anniversario della nascita del Movimento Sociale Italiano attraverso la realizzazione di una mostra permanente che ripercorra con immagini e materiale d’epoca la storia del MSI, allestita all’interno della nuova struttura polivalente di via della scrofa 41 (in corso di definitiva ristrutturazione), che, previa conferenza di stampa di presentazione nel mese di giugno, sarà poi inaugurata subito dopo la pausa estiva. Sempre nel contesto di tale celebrazione saranno tenute due manifestazioni nazionali, a Roma, di inaugurazione e chiusura del ciclo celebrativo, tre, sempre nazionali, per macroaree geografiche (nord-centro-sud) e settimanalmente, nei nuovi locali, saranno tenute tavole rotonde tematiche sull’azione politica svolta dal MSI.

 

Tenuto conto, poi, del successo ottenuto dal primo corso di Formazione politica, il Consiglio ha deliberato di tenerne altro per l’anno 2016-2017 i cui corsi saranno tenuti sempre nella nuova struttura di via della scrofa 41 tenuto conto della modularietà della stessa e di realizzare contemporaneamente più eventi.

 

Tutti i dettagli relativi alle iniziative di cui sopra saranno tempestivamente pubblicati sul sito della Fondazione. 

 

Un caro saluto

 

Franco Mugnai

EVENTI
—-Messaggio originale—-
Da: cerchionapoli@gmail.com
Data: 3-mag-2016 17.31
A: ( . . . )
Ogg: COMUNICATO STAMPA Megaride 12 Maggio 2016 001
 

COMUNICATO STAMPA

Giovedì 12 maggio,   alle ore 17,30,   presso  il Circolo  Culturale “Megaride” in Via santa Lucia 110, Ermanno Corsi condurrà il quarto incontro della rassegna “Il filo di Arianna”da lui stesso ideata con l’obiettivo di favorire riflessioni collegiali su temi e aspetti della nostra contemporaneità.

Il tema prescelto, in questa occasione, dagli organizzatori, insieme al presidente del Circolo Enzo Meo, è “Occidente e Oriente: culture a confronto dalla Religione allo Stato”.

L’articolato  argomento  sarà introdotto dalla Rettrice dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Elda Morlicchio, mentre l’approfondimento di alcuni aspetti sarà affidato al Responsabile del “Progetto Etnie” del MIBACT,  Pierfanco Bruni , al Docente di storia e Istituzioni del mondo Musulmano dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Agostino Cilardo e  a Mario Forte, che ha ricoperto il ruolo di Parlamentare Europeo negli anni 1989 – 1994.

Il Cantautore Lino Brandizzi eseguirà alcuni brani musicali tra Oriente e Occidente.

Il coordinamento degli incontri è curato da Paola Franchomme, Paola Pisano e dal Direttore de IL CERCHIO, Giulio Rolando che, nell’occasione, metterà a disposizione degli intervenuti l’ultimo numero della rivista che contiene alcune importanti testimonianze su aspetti della questione.


Alessandro Ricciarelli ha condiviso il suo evento.
20MAG

Ven 20:00 · Pescia

I prossimi appuntamenti

foto di Edda Negri Mussolini.
foto di Edda Negri Mussolini.
foto di Edda Negri Mussolini.
ALTRE NEWS

Le sei ragioni del Brexit per uno storico sindacato inglese

Le sei ragioni del Brexit per uno storico sindacato inglese

INTERVISTA A UN SEGRETARIO DEL RMT, IL CELEBRE SINDACATO BRITANNICO DEI FERROVIERI E DEI TRASPORTI

 
Il sindacato dei trasporti RMT spiega le sei principali ragioni per le quali darà indicazione ai suoi membri di votare per uscire dall’Unione Europea al prossimo Referendum, parla Brian Pascoe della segreteria nazionale :

1. Lasciare l’UE per porre fine agli attacchi ai lavoratori delle ferrovie

Le nuove politiche ferroviarie europee sono impostate per approfondire ulteriormente il processo di privatizzazione del settore ferroviario e la sua frammentazione. Ciò produrrà anche ulteriori attacchi alle condizioni di lavoro e all’occupazione, inoltre l’impianto legislativo dell’UE renderà pressoché impossibile rendere nuovamente di proprietà pubblica l’intero settore ferroviario.
2. Lasciare l’UE per porre fine agli attacchi ai lavoratori marittimi e degli offshore

L’UE ha promosso la sottoquotazione e il conseguente dumping sociale che ha portato alla decimazione dei lavoratori marittimi del Regno Unito. Lo stesso sta oggi avvenendo nel settore offshore. Sono le stesse direttive dell’UE che ora richiedono la messa in gara anche per i nostri servizi di traghetto pubblici.

3. Lasciare l’UE a porre fine agli attacchi ai diritti dei lavoratori
E ‘un mito che l’UE sia a favore dei lavoratori. l’Unione Europea, infatti si sta attrezzando con un nuovo quadro politico che attacca i diritti sindacali, la contrattazione collettiva, le garanzie del lavoro e dei salari. Questo è quanto viene già applicato nei paesi che hanno sopportato i “salvataggi” dell’UE.

4. Lasciare l’UE per porre fine all’austerità
Se si entra in un Unione ci si aspetta che i membri dell’Unione si proteggano l’un l’altro nei momenti di difficoltà. L’Unione Europea ha fatto l’esatto contrario. Ha usato la crisi economica per imporre austerità e privatizzazioni agli stati membri. Invece di proteggere posti di lavoro e gli investimenti il rigore dell’UE sta guidando l’austerità del Regno Unito .

5.Lasciare l’Unione europea per fermare l’attacco al nostro Servizio Sanitario Nazionale
Il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) il Trattato Commerciale in corso di negoziato tra l&#

39;UE e gli Stati Uniti promuoverà le grandi affari intorno alla spesa pubblica, tra cui la protezione sociale e altre istituzioni tra cui il nostro Servizio Sanitario Nazionale (NHS)! Le normative ambientali, diritti del lavoro, la sicurezza alimentare, le leggi sulla privacy e molte altre garanzie saranno sottomesse al diritto delle aziende di fare sempre maggiori profitti.


6. Lasciare l’Unione Europea per sostenere la democrazia

La stragrande maggioranza delle leggi che influisce sulla nostra vita sono ora realizzate nell’UE e non nel Regno Unito. Noi non abbiamo voce in capitolo su tali leggi. Come ha detto alla fine Tony Benn, nel 1991 …”Stiamo discutendo se i cittadini britannici devono essere autorizzati ad eleggere coloro che fanno le leggi in base alle quali sono governati. L’argomento non ha è nulla a che fare con la richiesta di ottenere più il congedo di maternità dalla signora Papandreou [un commissario europeo] “RMT diffonderà i sei punti chiave direttamente ai suoi membri in tutti i settori dell’industria e dei trasporti attraverso il sindacato RMT, le news, attraverso le filiali, i rappresentanti e attraverso le piattaforme dei social media del sindacato.

Il Segretario Generale della RMT, Mick Cash ha detto: “RMT è orgogliosa di difendere la sua tradizione di opposizione progressista e socialista contro l’Unione Europea, un’organizzazione che si è sposata alle privatizzazioni, all’austerità e che attacca la democrazia.”Sarebbe francamente ridicolo per un sindacato come il nostro per sostenere la permanenza in un club di boss che mirano a vietare la proprietà pubblica delle nostre ferrovie, che attacca i settori del trasporto marittimo e offshore e sostiene la privatizzazione del NHS e altri servizi essenziali da cui dipendono i nostri membri.

“RMT ha esposto chiaramente ai nostri membri le sei ragioni principali per votare per lasciare l’UE e su questa piattaforma faremo una campagna molto dura.”


aprile 2016

*Articolo ripreso da un post Facebook di Giorgio Cremaschi che ringraziamo

 
 
 

——- Original Message ——–

Subject: Lehner: le vittorie di Pirro di FI
Date: Fri, 6 May 2016 08:24:13 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Tralasciando l’obbrobrio di una Forza Italia alleata, di fatto, con la magistratura di lotta e di sgoverno tesa a fermare Renzi, ammesso che Marchini sia davvero il candidato vincente a Roma, c’è da chiedersi come governerà con l’accozzaglia disomogenea che lo sostiene. All’amico Silvio vorrei ricordare che già abbiamo patito e scontato grandi successi elettorali, sistematicamente seguiti, però, dall’impossibilità e/o dall’incapacità di governare. Le vittorie di Pirro, in questa stagione, non aiutano i quiriti, bensì gli abominevoli analfabeti dai congiuntivi ostrogoti.
Giancarlo Lehner
 
[ tratto dal quotidiano “Roma” ]
 

Lo strabismo mediatico

Opinionista: 

Gerardo Mazziotti

Dico subito, a scanso di equivoci, che considero autoritario, antidemocratico, illiberale e irrispettoso dei diritti umani il governo egiziano di Al Sisi. E perciò l’Egitto è sconsigliabile a chi volesse andarci per sostenere il dissenso politico e sindacale. Perché si corrono gli stessi rischi di chi fosse andato con lo stesso intento nell’Unione Sovietica di Stalin e dei suoi successori, nella Romania di Ceausescu, nell’Ungheria di Kadar, nella Cecoslovacchia di Gottwald, nella Polonia di Jaruzelsky, nella Germania Est di Honecker, nella Cuba di Castro, nella Cambogia di Pol Pot, nella Cina di Mao, nell’Argentina di Videla e nel Cile di Pinochet. Ma i genitori, gli amici e i colleghi assicurano che Giulio Regeni era andato in Egitto per continuare le sue ricerche e non per contattare i dissidenti politici e sindacali. E non c’è ragione alcuna per dubitare che sia vero. Ma condivido quanto ha scritto Angelo Panebianco (Sette del 26 febbraio scorso): “La tortura e la uccisione del giovane Giulio Regeni non può essere attribuita a uomini della sicurezza egiziana perché appare sorprendente, strano e incomprensibile che venisse fatto trovare il suo corpo torturato in un paese in cui scompaiono tanti oppositori e i corpi non vengono mai ritrovati, come denunciano le famiglie”. I servizi segreti egiziani avrebbero compiuto un omicidio insensato e tale da provocare una crisi diplomatica fra Italia ed Egitto con gravi conseguenze sui rapporti economici tra i due paesi. E se è questa “la verità su Giulio Regeni” che viene chiesta ogni giorno sui giornali, sui Tg, in manifestazioni pubbliche e nei talkshow televisivi questa verità non arriverà mai. Perché esporrebbe il regime di Al Sisi alla condanna e al disprezzo non solamente del nostro paese ma dall’interna comunità internazionale. Con la conseguenza di provocarne la fine. Perciò non riesco a capire perché da tre mesi, ogni giorno che Dio manda in Terra, si continua a chiedere “la verità su Giulio Regeni”. E l’hanno chiesta l’altro ieri anche i partecipanti al concertone del 1° maggio a piazza San Giovanni di Roma. Però non la si chiede sulla scomparsa di 43 ragazzi messicani. Troppo lontana da noi questa vicenda e perché non riguarda un ragazzo italiano? Il regime di Enrique Pena Nieto è una dittatura sanguinaria che ha trasformato il Messico in un paese illiberale, dove i dissidenti vengono torturati, uccisi e fatti sparire. Eppure si sa che le conclusioni della Commissione d’indagine internazionale puntano il dito contro il suo governo. Si sostiene che si tratta un’operazione sporca delle forze dell’ordine locali e federali con la complicità dei servizi d’intelligence. La lotta sporca dei Cartelli messicani della droga non c’entra nulla. Nella relazione della Commissione si legge: “Ecco cosa è accaduto a Iguala la notte del 26 settembre del 2014; a sequestrare e poi far sparire nel nulla i 43 studenti della scuola agraria di Ayotzinapa, uno dei casi più oscuri e clamorosi nella storia violenta dello stato centroamericano, è stata la polizia locale. Con la complicità e la copertura di quella federale e dei servizi di intelligence dell’Esercito”. Il governo di Nieto ha cercato di dipingere gli studenti come degli imprevedibili ribelli che la sera del 26 settembre del 2014 avevano minacciato di fare irruzione nei locali dove si teneva una manifestazione elettorale della moglie del sindaco di Città del Messico, candidata a succedergli. Niente di tutto questo. I 43 studenti di Ayotzinapa facevano parte di un centinaio di ragazzi decisi ad andare nella Capitale, dove il giorno dopo si sarebbe tenuta una manifestazione per ricordare il massacro di studenti universitari nel 1968. La Commissione internazionale ha raccolto tutta la storia in un rapporto di oltre 500 pagine appena consegnato. Le conclusioni sono un atto d’accusa al governo di Nieto. In Messico non è cambiato nulla. Ma i media italiani insistono nel chiedere “la verità su Giulio Regeni”. Ma non la chiedono per tutti i dissidenti che ogni anno vengono fatti sparire dai regimi dittatoriali di mezzo mondo.

PROCESSIONE A COSENZA DEL 3 MAGGIO ( SANTISSIMO CROCIFISSO )

Ezio Ghidini Citro e altre 2 persone hanno condiviso un link.
Molti sono stati i cambiamenti e gli stravolgimenti all’interno della destra…
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L’IMBROGLIO DEL DEBITO PUBBLICO ALLA RADICE DEL MALE LE AM-LIRE INTERVENTI GIANCARLO LEHNER EVENTI E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 09.05’16 ]
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