LA BOSCHI SULLE RIFORME IN PANNE E UNA TANTUM SULL’ANPI “CI AZZECCA”…..DA QUALCHE ANNO E PIU’ GLI ADULTI TACCIONO MA I RAGAZZI PARLANO, ECCOME !


LA BOSCHI SULLE RIFORME IN PANNE E UNA TANTUM SULL’ANPI  “CI AZZECCA”…..DA QUALCHE ANNO E PIU’ GLI ADULTI TACCIONO MA I RAGAZZI PARLANO, ECCOME !

LA BOSCHI SULLE RIFORME IN PANNE E UNA TANTUM SULL’ANPI  “CI AZZECCA”…..DA QUALCHE ANNO E PIU’ GLI ADULTI TACCIONO MA I RAGAZZI PARLANO, ECCOME ! [ “AZIMUT-NEWSLETTER” – 24.05.’16 ]
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DA QUALCHE ANNO E PIU’ GLI ADULTI TACCIONO MA I RAGAZZI PARLANO, ECCOME ! UN CAMPIONE DELLA VERA “MEGLIO GIOVENTU’ ….” ( vedi : oltre )
“Azimut” – il presidente
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“Azimut” – Ufficio Stampa
 
LA BOSCHI SULLE RIFORME IN PANNE E UNA TANTUM “CI AZZECCA”…..
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Vale la pena ascoltarlo fino in fondo e condividerlo! “Questo paese ha bisogno di…
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UNA TANTUM “CI AZZECCA”…. [ “Azimut” – Napoli ]
DA ROMA – GIANCARLO LEHNER
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: distinguere i partigiani dagli assassini
Date: Mon, 23 May 2016 07:25:16 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )


Ha ragione Bersani: i veri comunisti non debbono distinguere. Infatti, il sito dell’ANPI, non distinguendo tra veri partigiani ed assassini condannati all’ergastolo (vedi la sentenza della Corte d’Assise d’Appello, 1957), insiste nel panegirico di Franco Moranino. Ricordiamo i nomi dei partigiani vittime di Moranino: Emanuele Strassera,  Gennaro Santucci, Ezio Campasso, Mario Francesconi, Giovanni Scimone. Il beniamino dell’ANPI, inoltre, fece ammazzare Maria Santucci e Maria Francesconi, le compagne degli assassinati Gennaro e Mario, colpevoli d’aver chiesto notizie dei loro uomini. Da notare che anche le due donne furono eliminate con tecnica bolscevica: un colpo alla testa come le altre vittime italiane (e non solo) di Stalin e Togliatti. In un passo della sentenza si descrive la deriva criminale ben oltre la barbarie dello stalinista Moranino: «Perfino la scelta degli esecutori dell’eccidio venne fatta tra i più delinquenti e sanguinari della formazione. Avvenuta la fucilazione, essi si buttarono sulle vittime depredandole di quanto avevano indosso. Nel percorso di ritorno si fermarono a banchettare in un’osteria e per l’impresa compiuta ricevettero in premio del denaro».L’ANPI, che difende un partigiano assassino e dimentica i partigiani assassinati, ancora nel 2016 lascia scritto nel suo sito che Moranino fu vittima di “una montatura giudiziaria”.Le sentenze non si rispettano, se condannano un comunista.L'”eroe” dell’ANPI non finì in galera, ma fu salvato dal Pci, che prima lo spedì a Praga e, poi, ricattando, minacciando e promettendo voti, ottenne sconto di pena e, infine, la grazia. Franco Moranino, tornato in Italia, fu premiato con l’elezione al Senato della Repubblica. Gli italiani intellettualmente onesti, diversamente da Bersani, sanno distinguere e distinguono come bene ha fatto Maria Elena Boschi

Giancarlo Lehner

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IL PARADOSSO…..
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Sapevi che il primo articolo della Costituzione fu scritto da un fascista?

[ tratto dal web ]
costituzione

Roma, 20 mag – “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Quante volte abbiamo letto questo frase, sferzati da qualche professoressa democratica intenta a farci scoprire le meraviglie della Costituzione “più bella del mondo”. Eppure la frase suona come già sentita. La Carta, come sappiamo, è del 1948. Ma appena cinque anni prima, in Italia, era apparso un altro documento fondativo, che al punto 9 recitava: “Base della Repubblica Sociale e suo oggetto primario è il lavoro manuale, tecnico, intellettuale in ogni sua manifestazione”. Era il Manifesto di Verona della Rsi. Certo: l’articolo 1 della Costituzione contiene quella parola, “democratica”. Ma non dimentichiamo che il punto 4 della Carta di Verona recitava: “La negativa esperienza elettorale già fatta dall’Italia e la esperienza parzialmente negativa di un metodo di nomina troppo rigidamente gerarchico contribuiscono entrambe a una soluzione che concili le opposte esigenze”. Insomma, un sistema semi-democratico. Questo non significa che le due carte – l’una scritta nel pieno di un disperato quanto eroico esperimento rivoluzionario, l’altra scritta all’ombra dei carri armati nemici – siano moralmente equivalenti, ma indica che il preteso spartiacque etico che sarebbe sancito dalla Carta del ’48 fra la barbarie fascista e il radioso avvenire antifascista è una bella panzana.

Anche perché quel primo articolo della Costituzione fu scritto da un personaggio che con il fascismo qualche rapporto lo ebbe. Parliamo di Amintore Fanfani. Di estrazione cattolica, il futuro padre costituente ottenne nel 1936 la cattedra di storia delle Dottrine Economiche e fu un entusiasta seguace del corporativismo. In seguito collaborò con la Scuola di mistica fascista, essendone professore e scrivendo articoli per la sua rivista Dottrina fascista, finendo perfino per firmare il Manifesto della razza. Nello scritto Il problema corporativo nella sua evoluzione storica (1942), Fanfani scriveva che “il corporativismo fascista è tornato all’idea di una costituzione organica della società; ha abbandonato i presupposti del movimento operaio precedente, relativi ad un fatale ed incontenibile cozzo degli interessi delle classi; ed ha sostenuto che per raggiungere mete di giustizia e di progresso sociale occorreva tener presente e difendere gl’interessi delle singole categorie, armonizzati tra loro […] Al di fuori ed al di sopra dell’ordinamento corporativo, ma disciplinatore e garante del suo funzionamento in armonia con i principi che lo fecero promuovere, deve ritenersi il Partito nazionale fascista, l’unico ammesso nel regime fondato da Benito Mussolini”. Un’adesione completa, quindi, alla visione gerarchica del corporativismo fascista.

Va inoltre ricordato che Fanfani collaborò al progetto di una monumentale Storia del lavoro curata da Riccardo Del Giudice, importante sindacalista fascista. Non si trattava di un’analisi settoriale ma una vera e propria rilettura della storia della civiltà dal punto di vista del lavoro. Era una nuova interpretazione storica di ampio respiro, che emergeva. Ha scritto lo storico Giuseppe Parlato: “L’affermazione che il lavoro […] potesse esprimere nuovi valori e nuove gerarchie ebbe un’importanza determinante nel disegnare il ruolo preciso della nuova ‘ideologia’ fascista”. Il lavoro diventava centrale non solo nell’economia, ma nell’intera società, che doveva trasformarsi in quella “civiltà del lavoro” a cui era dedicato il “Colosseo quadrato” dell’Eur. “Colto in tale ottica, il concetto di lavoro, progressivamente, era destinato a perdere le connotazioni essenzialmente economiche che gli erano proprie, per acquisirne altre, più generali e più funzionali a una lettura e a un uso politici del concetto stesso: la storia del lavoro come momento unificante e interpretativo della storia della società”. Il progetto fu grandioso, ma interrotto dalla guerra. Ne uscirono solo due volumi, nel 1943, uno dei quali curato proprio da Fanfani. Il quale, attenzione, dopo la guerra fu tra i sostenitori di una ripresa del progetto, che fu continuato da ambienti cattolici come se niente fosse.

Anche le idee sociali di Fanfani non erano cambiate granché. Lo si vide, appunto, al dibattito all’Assemblea costituente. A Togliatti, che per il primo articolo voleva la formula “Lo Stato italiano è una Repubblica di lavoratori”, e ai liberali, che preferivano una maggiore attenzione ai valori di libertà, l’esponente democristiano proponeva quella che sarebbe diventata la formulazione definitiva, spiegando: “In questa formulazione l’espressione democratica vuole indicare i caratteri tradizionali, i fondamenti di libertà e di eguaglianza, senza dei quali non v’è democrazia. Ma in questa stessa espressione la dizione ‘foondata sul lavoro’ vuol indicare il nuovo carattere che lo Stato italiano, quale noi lo abbiamo immaginato, dovrebbe assumere. Dicendo che la Repubblica è fondata sul lavoro, si esclude che essa possa fondarsi sul privilegio, sulla nobiltà ereditaria, sulla fatica altrui e si afferma invece che essa si fonda sul dovere, che è anche diritto ad un tempo per ogni uomo, di trovare nel suo sforzo libero la sua capacità di essere e di contribuire al bene della comunità nazionale. Quindi, niente pura esaltazione della fatica muscolare, come superficialmente si potrebbe immaginare, del puro sforzo fisico; ma affermazione del dovere d’ogni uomo di essere quello che ciascuno può, in proporzione dei talenti naturali, sicché la massima espansione di questa comunità popolare potrà essere raggiunta solo quando ogni uomo avrà realizzato, nella pienezza del suo essere, il massimo contributo alla prosperità comune”.

L’idea del lavoro non solo come diritto, ma anche come dovere, peraltro, veniva dritto dritto dalla Carta del lavoro fascista. Con questo non si vuole ovviamente tessere l’elogio del “fanfascismo”, come lo chiamava Lotta continua nel ’71, o trasformare le partecipazioni statali della Prima Repubblica in un episodio della lotta del sangue contro l’oro. Andando in comodo esilio in Svizzera negli anni finali della guerra, Fanfani ha compiuto la sua scelta. E non basta certo un po’ di assistenzialismo per fare di uno Stato il nostro Stato. Ma la continuità di temi e uomini fra la riflessione fascista sul lavoro e quella presuntamente antifascista dovrebbe dare da riflettere a chi scambia l’attuale Carta costituzionale per un documento dei centri sociali.

Adriano Scianca


Read more at http://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/costituzione-fascista-45223/#xdtko9luh5q2Rgmh.99

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L’EDICOLA
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——– Original Message ——–

Subject: 23 maggio – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Mon, 23 May 2016 06:01:01 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


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Lunedì, 23 Maggio 2016
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“Il 22 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante. Io sono qui per dire che, quando sarò eletta sindaco, uno degli impegni che mi prendo è quello di intitolare una strada di Roma a un uomo che è stato fondamentale nella storia della destra italiana e nella storia della politica italiana”.

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L’IDEA DI DESTRA DEL GIORNO

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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documentario sulla repubblica di salò. ATTENZIONE:DOCUMENTARIO CARICATO PER INTERESSE STORICO E ASSOLUTAMENTE NON PER INNEGGIARE A PERIODI DRAMMATICI DELL’UM…
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AMMINISTRATIVE 2016 – NAPOLI E LA SCELTA
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foto di Alessandro Sansoni.
333 – 4849598
foto di Giuseppe Sasso.
ALLA QUINTA MUNICIPALITA’ – ARENELLA VOMERO
CON GIUSEPPE SASSO CANDIDATO PRESIDENTE
Perché é doveroso credere ancora nella forza dei nostri valori e dei nostri ideali. Perché meritiamo rappresentanti che alzino la voce, ma la voce delle istanze dei propri concittadini. Perché possiamo distruggere l’apatia della nostra generazione ed essere risarciti delle delusioni che ci ha dato la mala politica. Perché vogliamo impegno, chiarezza e trasparenza.
Solo alcuni dei motivi che hanno alimentato il mio desiderio di scendere in campo al fianco di Alessandro Sanso

Altro…

foto di Miriam Lanzetta.

Ho appena terminato la registrazione di una bella puntata di ‘Aspettando le comunali’, condotto dalla bravissima collega Maria Grazia Romano, presso gli studi di Julie Italia. La trasmissione andrà in onda domani sera alle 22.15 su Sky, canale 819, e in varie repliche, tra cui il 24 maggio alle 21.30, su Julie, canale 19 del digitale terrestre.

foto di Alessandro Sansoni.
 
ATTIVITA’ DELLE LISTE IN CAMPO CON IL CENTRODESTRA

( . . . ) su post facebook

eccovi serviti antinapoletani nel cuore e nella mente…..dedicata a chi sparla a vanvera della ns citta’ senza capirla e senza conoscerla…ma solo x continuare lo scempio iniziato con l’arrivo dei garibaldini in sicilia mandato dai piemontesi sabaudi……non vi faremo rubare piu’ nulla……forza vesuvio riscaldaci e lavaci a gratis !!! RIVOLUZIONE sara’ in ogni strada in ogni incrocio in ogni marciapiede…..riprendiamoci cio’ che e’ nostro e di nessun politico faccendiere che con quella faccia cosi piena di nei da sembrare il figlio illeggittimo di bruno vespa ci vuol rubare …qui x lui e tutti i politici la porta IS CLOSED FOR EVER !!!!!

foto di Biagio Sasso.
foto di Biagio Sasso.
FINE SERVIZIO
Team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
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