AMMINISTRATIVE 2016 A NAPOLI LA NOSTRA SCELTA OLIVIERI DA COSENZA LEHNER DA ROMA MANNELLO DA CATANIA NARDIELLO DA NAPOLI CORRISPONDENZE E L’EDICOLA


AMMINISTRATIVE 2016 A NAPOLI LA NOSTRA SCELTA OLIVIERI DA COSENZA LEHNER DA ROMA MANNELLO DA CATANIA NARDIELLO DA NAPOLI CORRISPONDENZE E L’EDICOLA

“Azimut” – Ufficio Stampa
 
 OGGI – AMMINISTRATIVE 2016 A NAPOLI LA NOSTRA SCELTA OLIVIERI DA COSENZA LEHNER DA ROMA MANNELLO DA CATANIA NARDIELLO DA NAPOLI CORRISPONDENZE E L’EDICOLA [ “AZ.-NEWS” : 30.05.’16 ]
 
 
 
Associazione Culturalsociale “Azimut” Napoli
info 340 3492379 
 
info 339 2004026
 azimutassociazione@libero.it
 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
Tel. 081 7701332
 
 © ANSA
 
(tratto dal web ) – AVERSA (CASERTA), 28 MAG – ”Vincere a Napoli, Milano e Roma è possibile. Subito dopo le amministrative apriremo i Comitati per il no al referendum, per impedire a Renzi di fare un regime”. Queste le tappe indicate da Silvio Berlusconi ad Aversa (Caserta). Il leader di Fi, accompagnato da Francesca Pascale, ha ricevuto grandi manifestazioni di simpatia dai sostenitori nel Teatro Metropolitan e ha stretto decine di mani firmando autografi al termine della manifestazione.Berlusconi ha anche criticato la posizione di Confindustria che si è schierata per il sì al referendum costituzionale di ottobre. “Io li definisco aspiranti sudditi” ha detto il leader di FI. “La riforma costituzionale di Renzi è pericolosa – ha aggiunto – è un vestito che Renzi si è cucito addosso su misura”.Forza Italia sostiene ad Aversa il candidato sindaco Giampaolo Dello Vicario.Successivamente l’ex premier ha proseguito il tour elettorale a Caserta.
———————————————————————————————————-
AMMINISTRATIVE 2016 A NAPOLI – LA NOSTRA SCELTA (vedi : oltre  )
———————————————————————————————————
( da post su facebook )
Foto scattate presso Lungomare Via Caracciolo

foto di Alessandro Petriccione.
"Equilibri.Proporzioni.Simmetrie."
foto di Anna Anksunamun.
foto di Giuseppe Coppola.
foto di Pasquale Illiano.
 
“Azimut” – il presidente
 AI LETTORI – VISITATORI E AI NOSTRI “CONTATTI”
 
In prossimità del voto amministrativo a Napoli, seppure gravato dalla proliferazione di liste e dalla scarsa qualità di candidature, credo sia opportuno estendere alla Vostra cortese attenzione una valutazione meritevole di scelta e di sostegno; trattasi del giovane dr. ALESSANDRO SANSONI in lista  con “PRIMA NAPOLI” per il COMUNE; fine intellettuale e componente l’Ordine dei Giornalisti partenopei che, da giovanissimo, ha sempre mantenuto una militanza politica di grande coerenza, onesta e trasparente.Tanto mi permetto di sollecitare che, a prescindere da scelte di schieramento e per il Sindaco, è garanzia – in caso di elezione – d’una qualificatissima rappresentanza nel futuro consiglio comunale ( lo stesso viene sostenuto in molte municipalità da candidature a lui collegate come, ad esempio, nella sesta dove è in lista la ragazza Miriam Lanzetta di Ponticelli ). Per quanto riguarda il territorio collinare, in cui da sempre opera la nostra associazione, è presente l’amico BRUNO GUIDA in lista con “RIVOLUZIONE CRISTIANA” per la quinta municipalità di ARENELLA – VOMERO; la lista, autonoma e indipendente da tutto e tutti, sostiene la candidatura di Sasso – presidente; nel panorama politico, sul territorio, sempre presenti molti che non hanno dato buona prova di se, tale candidatura – e la lista sopracitata – possono rappresentare non solo una buona novità ma il tentativo di un serio e vero progetto di rinnovamento.
———————————————————————————————————-
OLIVIERI DA COSENZA
———————————————————————————————————

—-Messaggio originale—-

Da: “Giancarlantonio Olivieri”

Data: 27-mag-2016 20.40

A: “Vuono”<an.arenella@libero.it>, “Arenella Ferruccio Massimo”<azimutassociazione@libero.it>

Ogg: Zù Franciscu

Egregio direttore,
 
Sono lieto che nella ricorrenza anniversaria del 24 maggio hai riproposto sul blog la saga di Zù Franciscu, anche perché ho la presunzione di ritenere d’avere innescato sull’argomento un filone di saggi, testimonianze, articoli, libri ed altro tutti su questa falsariga, prima pressocchè inesistente, ignorata o negletta.
A mò di esempio ti cito il libro di tale Lorenzo del Boca intitolato “Sangue terrone” la recensione del quale breve ma esplicativa puoi leggere sul sito libreriauniversitaria.it, richiamando autore e titolo, sono contento significa che vale la pena seminare, la verità é una pianta che cresce sempre, pure in condizioni avverse.
Io non ho letto questo libro, mi auguro che l’ autore scriva per onorare la storia e non per cavalcare l’onda e fare cassetta, anche perché leggo che propone altri titoli sempre in tema di denuncia di bugie e di falsità storiche, ce n’é bisogno a patto che si dica alla gente la verità il resto anche una analisi più storicista e dettagliata se il caso verrà da sé.
A meno che non ci sia sempre un Napolitano di turno che vieterà, magari istituendo un’apposito reato che persegua il parlar male della prima guerra mondiale sul tipo di quello che si vuol fare per “tutelare” l’olocausto.
Continuare perciò ad etichettare questa guerra come una guerra buona, come la conquista del Sud col Regno delle due Sicilie, la guerra di secessione in  America e tutte le guerre combattute dai sempre eroi-buoni anglo americani contro chicchesia e per qualsiasi motivo.
Comunque il mio intento era, oltre che testimoniare come le vere vittime di quella guerra furono i meridionali i soldati-contadini in primis, ma non di meno le popolazioni civili con i nuclei familiari amputati ed immiseriti con l’economia solo agricola definitivamente distrutta e sopratutto rimarcare l’inganno col quale s’ impose alla nazione l’idea della guerra ed il disegno infame, allorché la disfatta divenne quasi certezza, di darne la responsabilità more solito al meridionale.
E’ in questo disegno che l’alto comando venne affidato a Diaz dopo che fu rimosso Cadorna, inetto macellaio e dopo che quel dannato fronte dell’ Isonzo perse d’ importanza allorché il fronte del Piave si rinsanguò di truppe fresche all’ oscuro degli orrori dei due anni precedenti e che Diaz trattò come soldati, non già come carne da cannone, operando di fatto quella pacificazione tra truppa ed ufficiali che non ultima portò alla vittoria.
nostri storici veramente infimi, non ne ho mai trovato uno che si salvi dall’ovvietà e dalla vacuità, sempre afflitti dallo stilema comune di osannare la grande guerra combattuta per Trento e Trieste e deprecare l’ altra quale avventura in cui il fascismo trascinò suo malgrado la povera Italia.
Mai che abbiano rimarcato come Diaz non fu solo un capo ma fu sopratutto artefice della vittoria, comportandosi coll’ umanità e col carisma, tipico di un meridionale, trasmesso alle truppe, insieme alla motivazione per la quale il fante era lì a battersi e morire, Diaz é sempre stato uno da ignorare per gli storici, essendo la dimostrazione lampante della stupidità savoiarda.
Come pure della seconda guerra mondiale, gli storici non han mai rimarcato come essa avvenne col consenso popolare, della casa regnante e quasi unanimamente degli stati maggiori e fu combattuta con impegno,dedizione ed onore almeno fin quando una monarchia pavida con un codazzo di generali da tavolino abbandonò Roma per fuggire a Brindisi.
Ora per un motivo ora per un’altro hanno raccontato la storia sempre tesi a compiacere il potere in auge al momento, senza obiettività continuano a farlo tutt’ oggi ed hanno sempre bisogno che gli si dia l’ avvio per cambiare qualcosa delle loro scalette.
Comunque benvenuta la verità, non può che fare del bene a tutti ed in questa certezza mi sa che rimetterò mano ( o penna se preferite ) ai miei ricordi d’adolescenza e di giovane, ai colloqui che ebbi non solo con Zù Franciscu ma con reduci e veterani di tante guerre diverse e continuare a scrivere de  ” L’ altra Storia “, magari dopo vedremo rivalutate anche le guerre fino ad ora ritenute “fasciste”, perché ti assicuro di cose da raccontare ce ne sono e tante.
Tante cordialità e saluti;
                                                                                                      Olivieri Giancarlantonio
 
Cs 27.05.2016
———————————————————————————————————-
LEHNER DA ROMA
———————————————————————————————————-

——- Original Message ——–

Subject: Lehner: c’è stato del marcio in Austria?
Date: Tue, 24 May 2016 09:20:16 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Van der Bellen o Hofer? Premesso che entrambi i crucchi mi sono indifferenti, galleggia nella mente il referendum del 1946 (Monarchia o Repubblica?).Allora, a colpi di brogli (accertati), la Repubblica trionfò. Ebbene, paiono strani questi voti per corrispondenza, facilmente manipolabili, capaci di ribaltare il risultato a favore, non della liberaldemocrazia contro la perfida destra, bensì dei potentati dell’EUrss e del nuovo Anschluss pro IV Reich.
 
Giancarlo Lehner
 
 

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: Obama non sta bene
Date: Sat, 28 May 2016 12:09:41 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )


Prendere ordini da qualcuno più potente non sarebbe poi così umiliante, se quel qualcuno associasse alla potenza anche l’intelligenza. Il nostro guaio, però, è che ci comanda uno scimunito, totalmente paranormale specie in politica estera. Tralasciando le primavere arabe, il bombardamento della Libia, l’appoggio a tutti gli avversari di Assad, Califfo compreso – grullerie che non paga il Citrullo statunitense, bensì noi – , che dire dell’ultima botta antiaristotelica, cioè A è nonA? Da un lato, infatti, Hussein Obama, sorretto dai suoi vassalli cinici e bari della Nato e della UE, ha spinto Putin nelle braccia della Cina, creando un preoccupante ferreo asse orientale; quindi, accortosi che l’impero Giallo è il più insidioso nemico degli Usa – di cui la Cina possiede quasi l’intero debito pubblico – , corre, in funzione anticinese, a baciare i piedi ai pazzi criminali di Pearl Harbour.Insomma, prima ne rafforza la strapotenza, poi s’ingozza di sushi per diminuirla.
Ecco, obbedire ad Obama è come farsi dettare il compito da un grillino affetto, per giunta, da demenza senile.
Giancarlo Lehner
 
 
 

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: dalla parte della Polonia
Date: Wed, 25 May 2016 09:29:17 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


UE, Nato, Obama creano il disastro in Ucraina. La Polonia accoglie un milione di profughi da quella terra, garantendo loro scuole di lingua e istituti professionali, eppure i mandanti della guerra civile in Ucraina criticano il governo polacco, perché accoglie  più cristiani che islamici. Siffatta schizofrenia dei buonisti accoglisti fa pensare che l’obamismo sia, ormai, il sintomo della demenza senile dell’Occidente.
Giancarlo Lehner

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: a Roma, vige il politicamente incapace
Date: Thu, 26 May 2016 10:22:29 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Sovrano e Sovranità popolare a Roma non  formano sempre coppia esemplare. 
Il fatto che Marino, a furor di popolo sovrano, sia stato eletto sindaco, induce a sospettare che i residenti nell’Urbe non siano alieni da insani gesti. Se, tra poco, opteranno pure per la Raggi, allora non resterà che certificarne l’incapacità di esercitare il diritto di voto.
Giancarlo Lehner
 
———————————————————————————————————-
MANNELLO DA CATANIA
———————————————————————————————————-
 

——– Original Message ——–

Subject: RadiTirananchio gracchia ma non ascolta
Date: Thu, 26 May 2016 10:43:30 +0200
From: Vincenzo Mannello
To: ( . . . )


RadioTirananchio impazza in vista delle prossime amministrative a Roma ed altre importanti città…ogni giorno ospiti “illustri” e meno famosi ci deliziano per due ore con approfondite analisi sui mali delle precedenti amministrazioni e sulle taumaturgiche ricette dei candidati (vecchi e nuovi) che rimetteranno tutto a posto.Zanchini,fior di conduttore esperto in cabotaggio radiofonico,a tutti offre una ribalta per rispetto della “par condicio” partitica….tranne che agli astensionisti !!Ignorando (come del resto tutti gli altri suoi colleghi di RadioTiranauno e pure televisivi) che almeno metà degli italiani non votiamo piú (a Bolzano ieri il 60% di astensionismo),si permette pure di dare lezioni di civismo democratico citando o dando la parola ad “illustri” personaggi che invitano “a votare in ogni caso”.Magari glissando sul fatto che,per gli astensionisti,quelli nominati siano feccia da cui stare lontano proprio perché esponenti della partitocrazia corrotta e corruttrice.Resta il fatto,incontrovertibile,di come sia possibile che,in un “servizio pubblico”,non si trovi un solo ospite che rappresenti il variegato mondo del #nonvotare….O meglio,la risposta è elementare :RadioTiranauno è emittente del regime partitocratico,si pretende forse che dia spazio a quanti non ci credono piú ??


Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello

 

——– Original Message ——–

Subject: Favor : lo scudo dell’impotenza (voluta)
Date: Sat, 28 May 2016 11:21:37 +0200
From: Vincenzo Mannello 
To: ( . . . )


Nessuno,neppure il piú incallito xenofobo (o presunto tale) dovrebbe essere rimasto insensibile alla vista (fotografica e televisiva) della piccolissima bambina salvata dal naufragio dei giorni scorsi nel “Mar Lorum”.Tutti,mi voglio augurare,riteniamo che i bimbi  vadano tutelati ad ogni costo da guerre,fame e tragedie varie come le pericolosissime “traversate” del Mediterraneo…che tali non dovrebbero essere considerando il fatto che,appena partiti barconi e gommoni,i migranti lanciano Sos programmati per avvisare le vedette della  “raccolta in mare”.Chiaramente,una volta ammassati, gli occupanti diventano a rischio e capovolgono spesso le imbarcazioni per la troppa (giustificatissima) “ansia da recupero”, dando vita alle “tragedie del mare”.E così,strizzati tra il dovere di “obbligo di salvataggio” degli equipaggi incaricati e la umana comprensione per quanto avviene, perdiamo la capacità di analizzare il perché non si sia in grado di porre freno al “fenomeno migrazione”.In Italia specialmente, visto che da noi arrivano tutti “via mare”…dalla Libia quasi sempre.E qui inizia l’ipocrita gioco delle parti tra il nostro governo, l’Unione Europea, l’Onu, la Nato e persino il jihadismo libico…tutto supportato da gran parte dei media.Altrove, nell’ Europa Centrale e dell’Est (ma pure a Calais), hanno innalzato muri di filo spinato ed usato le maniere forti per limitare l’afflusso incontrollato di profughi ed affini…in Italia non è possibile perché è il Mediterraneo il confine : l’acqua dove è obbligo morale ed internazionale salvare chi si trovi in difficoltà.Già a suo tempo, non appena iniziati i viaggi, avevo indicato la soluzione piú ovvia per fermare esodo e stragi di innocenti : bombardare e distruggere le imbarcazioni ed i depositi dei trafficanti “prima” dell’uso,agli attracchi od in spiaggia.Io, come tanti altri, fummo ignorati dalle autorità e dai media generalisti e pure segnati come “guerrafondai ignoranti”.
La Libia era nel caos e le leggi internazionali vietavano qualunque intervento militare.Supreme balle,per coloro (tantissimi) che non hanno l’anello al naso eseguono l’informazione libera…il caos lo avevamo creato noi occidentali Gheddafi ed ammazzandolo brutalmente servendoci dei tagliagola di oggi.In totale violazione delle leggi internazionali,peraltro.Ma,faccio appello alla attenzione dei lettori, già da due mesi la Libia ha un “governo legittimo”, imposto dall’Onu, dagli Usa, dalla UE e pure dall’ Italia con la forza e senza alcuna “elezione democratica”.Al Sarraj, il presidente, tale è perché sostenuto con le armi da truppe americane, inglesi, francesi e (si dice) pure italiane.Allora, come la mettiamo ??Visto che ora siamo “alleati” perché non gli diamo una smossa ??Abbiamo di tutto davanti le coste della Libia : navi da guerra, marò, elicotteri, droni, cacciabombardieri, persino aerei radar…Gli altri stati occidentali fanno quel che vogliono, quando vogliono e come decidono loro…per una volta perché l’Italia non usa il suo potenziale militare autonomamente per difendere i propri confini da questa potenziale invasione (ci sono 400.000 migranti ammassati in Libia) ??Non dobbiamo attaccare nessuna postazione militare libica alleata, o colpire civili innocenti… solo barconi alla fonda e gommoni prima che ci salgano i migranti….Se ci dormisse qualche trafficante di povera gente, avremmo pure fatto un’opera buona !!Chi ci governa non può sempre farsi scudo dell’immagine della piccolissima Favor di turno…

Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello
 
———————————————————————————————————-
NARDIELLO DA NAPOLI
———————————————————————————————————-

——- Original Message ——–

Subject: Recensione libro Armando De Simone
Date: Sat, 28 May 2016 15:28:59 +0100
From: vincenzo nardiello 
To: arturo vuono <associazioneazimut@tiscali.it>


Caro Vuono,
a questo indirizzo mail potete trovare la recensione del libro di Armando uscita sul Secolo d’Italia. Sono sicuri che vi farà piacere leggerla.
Enzo
 
FARA’ PIACERE ANCHE AI LETTORI – VISITATORI E AI NOSTRI “CONTATTI”.
L’incredibile vita di Carlo Gentile, padre “coraggio” del leader degli indiani

L’incredibile vita di Carlo Gentile, padre “coraggio” del leader degli indiani

sabato 28 maggio 2016

«Lo sguardo fiero degli indiani, di quelli semplici come dei capi tribù più importanti, che emerge da ciò che resta del repetorio fotografico del pionere napoletano, trasmette tutto l’orgoglio della lotta intrapresa contro il genocidio progettato e messo in atto dall’invasione dei bianchi». Invasione, dunque. Ricordate questa parola e fissate bene questa immagine. La “fotografia” è del giornalista Vincenzo Nardiello, autore della prefazione (nonché curatore del volume, postumo) al libro diArmando De Simone dedicato a Carlo Gentile, un napoletano dalla vita incredibile e leggendaria, vissuta negli anni in cui il colonialismo sabaudo e le spolazioni ai danni del meridione post borbonico si mischiavano, oltre Oceano, ai processi di “desertificazione” culturale ed etnica dei nativi d’America per mano dei civilissimi “bianchi”. In quel racconto di De Simone – molto più di una biografia – c’è la descrizione di una sopraffazione culturale che si consumava nel golfo di Napoli e al sud ai danni di una capitale culturale e scientifica, trasformata in periferia del Regno d’Italia, mentre negli stessi anni si spegnevano i fuochi delle battaglie impari di Cochise e dei suoi Apache nelle praterie dell’Arizona, come in un copione parallelo che si sviluppava su due fronti lontani e intangibili tra loro.

In “Carlo Gentile, un napoletano tra gli indiani d’America” (Controcorrente, pp.207,  10 euro), Armando De Simone, giornalista napoletano più vicino al profilo dello storico che del cronista politico, ripercorre le tracce di un pioniere della fotografia italiana, nella seconda metà dell’Ottocento, che decide di partire alla scoperta del mondo a lui più lontano, quello degli indiani delle riserve. E lì prima si innamora di quegli indomiti guerrieri pellerossa, non ancora storditi dall’alcol e dalla violenza della razza bianca, poi adotta un bambino rimasto orfano “comprandolo” per trenta dollari d’argento, l’equivalente di sei cavalli. Quel bambino diventerà prima un bravo medico poi un grande leader dei nativi, fondando il più importante movimenti di rivendicazione politica dei diritti degli indiani d’America: Wasaja, poi ribattezzato Carlos Montezuma, oggi è nei libri di storia, e con lui anche quel padre adottivo, Carlo Gentile, che sognò un ritorno a Napoli per tutta la vita ma poi morì, suicida, in America, col grande rimpianto di aver perso, perché andate distrutte, le sue migliori collezioni fotografiche realizzate in una vita di lavoro da “artista” e sperimentatore nel nascente settore della fotografia.

Carlos Montezuma, però, fu il suo grande capolavoro. Wassaja (che significa “segnalazione” o “cenno”) era figlio naturale di un capo di nome Co-cu-ye-vah. Nell’ottobre del 1871, all’età di 5 anni, Wassaja “Carlos” fu catturato da una banda di predoni indiani insieme ad altri bambini per essere venduti in cambio di denaro o cavalli. Nel piccolo e sperduto villaggio di Adamsville in Arizona il bambino incontrò Carlo Gentile. Quel binomio divenne inscindibile: viaggi, lavoro, rivendicazioni, fino a quando Carlos – costretto a una vota di sacrifici per pagare gli studi al figlio – scese in campo ufficialmente per fondare la Society of American Indians, la prima organizzazione per i diritti civili creata e diretta dagli stessi nativi americani.

Ma Gentile, di nome e di fatto, quando pensava alle battaglie degli indiani ragionava anche su quelle del suo Regno d’origine, di cui nel libro Armando De Simone racconta il progressivo smantellamento economico e culturale da parte degli “unificatori”, fino alla inevitabile fuga verso un mondo migliore di milioni di persone, verso l’America,con l’inizio del fenomeno delle maxi emigrazioni che De Simone racconta con accenti che suggeriscono incredibili parallelismi con quanto accade oggi lungo le nostre coste. «Ma Gentile si imbarca per migliorare se stesso, non per inseguire un sogno lontano e dai contorni confusi e poco definiti, insegue una passione che lo sorprende, lo prende, è la passione umana che lo sospinge. Pura concreta, oltretutto, da poter essere rinchiusa in una camera oscura. E migliorando se stessa migliorerà il mondo – scrive il giornalista del “Roma” Vincenzo Nardiello – Un mondo a lui fino allora sconosciuto, che il fotografo partenopeo aveva raggiunto proprio con l’obiettivo di comprenderlo ed immortalarlo affinché potesseessere divulgato – attraverso la fotografia – in Italia e in Europa». Un mondo, quello di Gentile, di cui ci restano molte immagini, non tutte, ma soprattutto l’esempio, grazie alla ricerca, durata anni, di Armando De Simone. Un “pioniere” della libertà, anche lui, come Wassaja.

———————————————————————————————————-
CORRISPONDENZE
———————————————————————————————————-

——– Original Message ——–

Subject: “Italiani” n. 179: TE LO DO IO IL VOTO
Date: Thu, 26 May 2016 14:37:04 +0200
From: archifress@tiscali.it
To: associazioneazimut@tiscali.it
———————————————————————————————————-
L’EDICOLA
———————————————————————————————————-
 

——– Original Message ——–

Subject: 28 maggio – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Sat, 28 May 2016 05:19:13 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Sabato, 28 Maggio 2016
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata

«Noi dobbiamo prendere coscienza del pericolo che ci può essere con la modifica della Costituzione perchè andremo verso una deriva autoritaria senza fine». Lo afferma Silvio Berlusconi nel corso di un comizio elettorale a Napoli a sostegno di Gianni Lettieri.

Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata

L’IDEA DI DESTRA DEL GIORNO

Email
Facebook
Twitter
Google+
Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
 
 
 
 
FINE SERVIZIO
 
Team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...