OGGI – LA DISSACRAZIONE DEI MITI FASULLI E LA DERIVA DEL NULLA PER NAPOLI ( ARTURO STENIO VUONO E VINCENZO NARDIELLO ) L’EDICOLA E ALTRE NEWS


OGGI – LA DISSACRAZIONE DEI MITI FASULLI E LA DERIVA DEL NULLA PER NAPOLI ( ARTURO STENIO VUONO E VINCENZO NARDIELLO ) L’EDICOLA E ALTRE NEWS

OGGI – LA DISSACRAZIONE DEI MITI FASULLI E LA DERIVA DEL NULLA PER NAPOLI ( ARTURO STENIO VUONO E VINCENZO NARDIELLO ) L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 14 GIUGNO 2016 ]

 
IN COPERTINA
Italo Zicaro ha condiviso la foto di Massimiliano Massacesi.
foto di Massimiliano Massacesi.
Massimiliano Massacesi con Alberto Bocchieri e altre 2 persone.

TROPPO BELLAAAAAAAAAAAAAA

 
PRIMO PIANO
 
“Azimut” – Ufficio Stampa
 OGGI –  i complici del terrorismo E ALTRE NEWS
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ALTRE NEWS

—— Original Message ——–

Subject: I: Lehner: i complici del terrorismo
Date: Mon, 13 Jun 2016 08:55:02 +0000
From: Giancarlo Lehner >
To: ( . . . ) 

Sincera e totale solidarietà agli omosessuali americani e di tutto il mondo, per le vittime ed i feriti della folle strage. Ad uccidere non è stata l’omofobìa – una parola composta del tutto insensata, coniata da un somaro gay a stelle e strisce del tutto digiuno di lingua greca e di malattie mentali  -, bensì il terrorismo islamico. Sarebbe ora che uomini e donne, etero e omosessuali, condannino, senza alcun distinguo, qualsiasi religione che giustifichi il moralismo a colpi di mitra, a cominciare proprio dall’islamismo, interpretato – ma non si tratta di minoranze – proprio come imposizione violenta e spietata di rigidi principi morali.La condanna andrebbe estesa a tutti gli ipocriti, i complici, gli irresponsabili, da Obama sino al signor Jorge Mario, che, quotidianamente, mentono e disinformano (accusano le armi non gli islamisti, attribuendo ai fucili  il libero arbitrio), per non farci vedere la realtà.

Giancarlo Lehner

LA DERIVA DEL NULLA PER NAPOLI  ( “AZIMUT” )

Valeria “Va lent” ma Renzi di più

Opinionista: 

Vincenzo Nardiello

« Scusi, ma lei chi rappresenta? A nome di chi parla? ». « Ma come si permette? Io sono il sindaco di Napoli ». « Di Napoli? Forse di un paio di quartieri…». I numeri sono questi. Devastanti. L’astensione è diventata diserzione di massa. Raccontati il disastro Pd, l’evaporazione del centrodestra e il fenomeno de Magistris, c’è ancora un aspetto che non è stato illuminato abbastanza: i politici – questi politici – non rappresentano più nessuno. O meglio: la rappresentanza si è ristretta a un’espressione di minoranze talmente assottigliate e ridotte da stare al di sotto del minimo sindacale della democrazia. In molti si chiedono come mai la città si tinga sempre più di arancione. Per la verità, più che l’arancione è il bianco il colore che i napoletani sembrano aver scelto: quello della resa. Il colore della rassegnazione. Difficile dargli torto. Politici piccoli piccoli raccolgono consensi piccoli piccoli. D’altra parte, quando in campo i candidati credibili scarseggiano e l’unica certezza dopo le urne sono i morti ammazzati, la bandiera bianca diventa un’opzione con poche alternative. Eppure, nonostante questa disfatta, c’è chi veste i panni del gallo per ballare sulle macerie maleodoranti del proprio partito, nella speranza di rimediare una figura da statista. È il caso di Renzi che, dopo avere ignorato il Sud per due anni e mezzo, dopo averlo considerato una fastidiosa palla al piede del granducato di palazzo Chigi, a ridosso del voto si è improvvisamente accorto che il futuro politico ed economico dell’Italia passa sempre di più dal Mezzogiorno e da Napoli in particolare, che del Sud è il simbolo di potenzialità e difficoltà. Così è venuto più volte, ha promesso soldi, presentato progetti, predetto «un futuro pazzesco per la città», senza rendersi conto che è difficile immaginarsi qualcosa di più pazzesco (e pauroso) del presente. D’accordo, Valeria “Va lent”, ma non era stato Renzi a spendersi personalmente – a costo anche di provocare rotture nel Pd – perché alla fine fosse lei la candidata? Anche al prezzo di chiudere entrambi gli occhi su più di una vicenda imbarazzante? E che dire di quelli che parlavano della Vale come del simbolo dell’estensione della rottamazione renziana in periferia? Eh no, troppo facile per il premier scaricare su altri colpe che sono anche sue. Doveva essere l’alba della nuova era dei 40enni rampanti del Pd, si è trasformata in un tramonto a suon di scandali, inchieste e sconfitte. In questo panorama, in cui a farla da padroni sono il vuoto politico e la mancanza di rappresentanza, l’unico a godere è de Magistris, che con la sua inedita alleanza trasversale – in grado di pescare in ambienti antirenziani del fu ceto medio partenopeo come tra gli antagonisti – ha parecchie probabilità di mettere a segno un clamoroso bis. Paradossalmente, il tentativo di Lettieri e di una parte del Pd di costruire un Partito della Nazione a Napoli rischia di agevolare ancor di più il compito al sindaco uscente, favorendo attorno a lui il coagulo di tutto il variopinto fronte opposto. Al contrario, di una seria alternativa di centrodestra – l’unica in grado di fermare la deriva di una città stretta tra il malaffare delle lobby e la demagogia ribellistica di novelli Masaniello – continua a non esserci traccia. E si vede

[ tratto dal “Roma” ]


“Azimut” – il presidente
LA DISSACRAZIONE DEI MITI FASULLI 
( per leggere tutto – vedi : oltre )
 
L’EDICOLA

——– Original Message ——–

Subject: 13 giugno – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Mon, 13 Jun 2016 05:27:06 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


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Lunedì, 13 giugno 2016
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Il fronte britannico filo-Ue gioca tutte le cartucce e schiera oggi persino l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, massimo dignitario ecclesiastico della gerarchia anglicana, con un’esplicita dichiarazione di voto in vista del referendum del 23 giugno. “Io voto per restare”, annuncia Welby dalla prima pagina del Mail on Sunday.  

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L’IDEA DI DESTRA DEL GIORNO

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
 
LA DISSACRAZIONE DEI MITI FASULLI 

Tratto da anteprima di web – nostro prossimo servizio in rete – Associazione Culturalsociale “Azimut” Napoli
https://azimutassociazione.wordpress.com– [“AZ.”] – VOTO ITALY 2016 E LA NAPOLEIDE DEI LUDI CARTACEI LE SCUDISCIATE DI LEHNER E DI MANNELLO L’EDICOLA ALTRE NEWS. [ “AZ.” – 11 GIU. 16 ] –
44. Povera Patria, de Franco Battiato – YouTube –https://www.youtube.com/watch?v=3UUS65a1c6Y
AI LETTORI – VISITATORI E AI NOSTRI “CONTATTI” – Prima di occuparci del voto Italy 2016 diciamo subito che il “CHIEDETE E VI SARA’ DATO – BUSSATE E VI SARA’ APERTO”, a Napoli, non trova mai una buona e giusta accoglienza;ma su questo ritorneremo. – Intanto abbiamo tratto dal quotidiano “Roma” l’articolo che segue. – È la fine di un ciclo, non ha vinto nessuno di Pietro Lignola –
All’indomani del voto amministrativo e dei relativi scrutini, l’argomento di questa conversazione settimanale è praticamente obbligato. I dati sono oggettivi e, di conseguenza, i commenti possono divergere radicalmente soltanto se la passione politica oscura la razionalità. Gli amici lettori, perciò, dovranno perdonarmi se troveranno nel mio discorso valutazioni che hanno già letto altrove. I commenti postelettorali provenienti dai partiti che hanno partecipato ai ludi cartacei sono, di regola, uguali e diversi al tempo stesso: tutti sostengono, in qualche modo, di aver vinto. Ciò che, in realtà, è vero solo per qualcuno e solo in parte. Stavolta le cose erano un po’ diverse, perché solo il Pd renziano, con il suo progetto di diventare il partito unico, era presente dappertutto; le liste civiche, un tempo prerogativa dei piccoli comuni, dilagano. In ogni modo, a mio sommesso avviso, non ha vinto nessuno. Se vogliamo essere più precisi, un vincitore c’è: il non voto. La novità è che l’astensionismo non è più soltanto l’effetto di pigrizia e d’indifferenza: chi segue i social network ha potuto leggere numerosi inviti all’astensione, motivati con il disgusto verso le candidature e, a ben vedere, verso lo stesso sistema elettorale. Un disgusto che non può essere superato da ritocchi alle leggi elettorali, poiché investe lo stesso principio di democrazia rappresentativa. L’astensione dal voto, il rifiuto delle urne è l’unico indice in crescita costante, un’elezione dopo l’altra. L’art. 48 della Costituzione, tuttora vigente, recita: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è un dovere civico”. L’obbligatorietà del voto è stata abrogata con il decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 534 che, in sostanza, ha riconosciuto l’astensione come scelta politica. Una scelta che si avvia, ormai, a diventare maggioranza. I partiti politici della Prima Repubblica sono scomparsi. Qualcuno prova ancora a usare le vecchie sigle, sicché troviamo a volte nelle schede liste denominate partito comunista italiano, democrazia cristiana, partito liberale, partito repubblicano: raccolgono, però, lo zero e qualcosa per cento ciascuna. La Seconda Repubblica va anch’essa scomparendo. L’unica sopravvivenza apparente è il Partito democratico, che, tuttavia, dopo aver attraversato una serie di mutazioni, è tempo di denominare “il partito di Renzi”. Questo partito renziano, dopo il boom iniziale, non ha fatto che scendere, tornando, oggi, alle percentuali del vecchio Partito comunista; con la differenza che si tratta di percentuali calcolate su una massa di votanti, ridottasi di un terzo. Un fatto che mi sembra molto positivo, poiché riduce le probabilità di una dittatura del petrusiniéllo toscano. L’altro polo, quello berlusconiano, è in via di estinzione. L’exploit milanese non deve illudere, poiché altrove, come a Napoli e a Roma, le percentuali sono a una cifra. Fratelli d’Italia è a livelli cui il glorioso Msi non si era mai inabissato, anche nei momenti peggiori. La lega salviniana non sfonda, nonostante l’inesauribile attivismo del suo capo. Ci sono, poi, le forze della Terza Repubblica. I pentastellati, nonostante le buone affermazioni di Roma e Torino, non sembrano poter diventare forza di governo, sia perché non coprono tutto il territorio, sia per il difetto di una classe dirigente, sia per le pessime figure rimediate nei Comuni ove hanno preso il potere. Resta de Magistris, Deus avertat. Un Masaniello senza alcun Genoino alle spalle e senza neanche l’attenuante dell’origine plebea. Non abbiamo, purtroppo, un viceré o un cardinale in grado di farlo tacere. Abbiamo oltre il venticinque per cento degli aventi diritto al voto che lo sostengono per continuarsi a fare i cazzi loro occupando immobili senza pagare il fitto, parcheggiando in quarta e quinta fila senza pagare multe, buttando i rifiuti dove gli pare e approfittando delle buche stradali per fare causa al Comune. Speriamo, solo, che in sede di ballottaggio chi non fa parte dei centri sociali, della camorra o dei salotti radical chic vada a votare contro di lui per evitare il peggio. Mi rendo conto che il quadro non è roseo. Non potrebbe esserlo, poiché la nostra sedicente democrazia è in piena agonia. Giambattista Vico diceva che, a questo punto, o s’inizia un nuovo ciclo, come le piante a primavera, o si cade sotto il dominio straniero. Sotto Bruxelles già siamo caduti; ai perfidi burocrati, purtroppo, stanno per sostituirsi gli islamici integralisti. Renzi li sta già facendo eleggere nei consigli comunali.

— ARTURO STENIO VUONO : Dopo l’intervento del giudice Lignola, illustre magistrato partenopeo in quiescenza, qualche breve nostra integrazione. Più volte abbiamo messo in evidenza che lo schema elettorale consentito, il renzismo imposto e il grillismo di riserva, è una perfetta derivazione dei satrapi del’Ue; maggioranza e opposizione di sua maestà, nel’attuale democrazia di minoranza, possono avere ruoli intercambiabili. Non a caso, con riferimento ai prossimi ballottaggi – ad esempio – per Roma e Torino, i pentastellati si affannano a ribadire la loro ripulsa del populismo e dell’antipolitica, si chiamano fuori all’insegna del movimento di lotta e di governo. Da anni lo diciamo. Scenario tripolare, sulla carta, nel protettorato Italia e nella repubblica napolitana, il tutto è consentito fuorchè una logica alternativa di un possibile centrodestra rinnovato; e Milano – l’eccezione, pure in caso di riuscita, è una rondine che non fa primavera.

Quanto a Napoli, nel clima torbido di sempre, mai sono consentite nuove entrate, sia per il comune che per le municipalità, e vi troviamo i soliti noti – uscenti che festeggiano il rinnovato scranno; il fenomeno del trionfo di bottini preferenziali, con il continuo cambio di casacca, è vieppiù accentuato nell’ambito del disastro che si registra per il centrodestra, giunto a fatica al secondo turno, su un Pd lacerato e a pezzi. Sia che vinca de Magistris o Lettieri, gli ineffabili campioni che esultano dei loro personali risultati, ottenuti a condizione di non togliere neppure un voto ad arancioni e rossi, andranno a scaldare i banchi senza nulla aggiungere e nulla togliere. Capolavori del suicidio, tanto per dirne una, come nella zona collinare dove il centrodestra è ormai sparito per portare in consiglio solo il candidato – presidente e qualche presenza. D’altronde, se vincente al ballottaggio, per il centrodestra poco cambia; ai già eletti, in sollucchero, si aggiungerebbero – tra altri – diversi per passaggio monarchico. Uno scenario senza altro commento. Questo passa il convento !

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
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