ECCO I VERI HOOLIGANS CHE STANNO DEVASTANDO L’EUROPA PROFEZIE ? ( E CRAXI DIXIT ) L’EDICOLA ALTRE NEWS


ECCO I VERI HOOLIGANS CHE STANNO DEVASTANDO L’EUROPA PROFEZIE ? ( E CRAXI DIXIT )  L’EDICOLA ALTRE NEWS 

ECCO I VERI HOOLIGANS CHE STANNO DEVASTANDO L’EUROPA 
PROFEZIE ? ( E CRAXI DIXIT )  L’EDICOLA ALTRE NEWS 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 19 GIUGNO 2016 ]
 
“Azimut” – Ufficio Stampa
 OGGI –  ECCO I VERI HOOLIGANS….
 ( vedi : oltre )
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Team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
IN COPERTINA
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foto di Giorgio Cremaschi.
Giorgio Cremaschi

ECCO IL CORTEO DEGLI HOOLIGANS CHE STANNO DEVASTANDO L’EUROPA .BISOGNA FERMARLI

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PRIMOPIANO
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[ TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA” ]
Né Brexit né Italy exit: Fratelli d’Italia deve distinguersi da Salvini

Né Brexit né Italy exit: Fratelli d’Italia deve distinguersi da Salvini

venerdì 17 giugno 2016

L’assassinio – le ragioni non sono ancora del tutto chiare – diJo Cox, deputata laburista contraria alla Brexit (Britain exit), disegna una scena tragica alla vigilia del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea: il 23 giugno gli inglesi dovranno decidere votando per “Leave” o “Remain”. Ad oggi, la divisione del campo rimane intorno a questi due possibili esiti del referendum al quale sono chiamati i sudditi di Sua Maestà. Non è possibile adottare altra distinzione e tantomeno farla coincidere con le tradizionali metà campo destra/sinistra e ancor meno con quella conservatori/laburisti. Sia i Tory che i Labour, sono attraversati dai due schieramenti che si contrappongono per il Si e il No all’uscita. La consultazione é stata convocata da David Cameron, primo ministro e leader dei conservatori, sia pure come elemento di pressione suBruxelles per ottenere uno status privilegiato. E poi, come il classico apprendista stregone, l’inquilino di Downing Street non è riuscito a bloccare il meccanismo del referendum, una volta che è partito. Tra gli stessi Tory, a lui si contrappone l’ex sindaco di Londra, Boris Johnson, suo eterno rivale, il quale è il sostenitore più acceso e visibile della Brexit.
Nel Labour, il fronte del “Remain” può contare sul leader Jeremy Corbyn (tiepido) e adesso anche sull’ex premier Gordon Brown, molto attivo in favore del “Remain”; ma la base, il grosso dei Labour, il blocco sociale della “working class” sembra simpatizzare per la Brexit. La quale – stando ai sondaggi – sembrerebbe in vantaggio. Ma, nel Regno Unito, i sondaggi d’opinione non hanno grande affidabilità e si discute molto sulle modalità di rilevamento (via smartphone o telefono fisso; a domicilio o via web; intervistati della City o fuori; anziani o giovani) che influenzano il risultato finale. Fino a qualche giorno fa gli allibratori propendevano per “Remain”, in questi ultimi giorni hanno riequilibrato le scommesse verso il “Leave”.

Salvini: Sì a Brexit, gazebo della Lega per la Itxit

In Italia il più convinto tifoso dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è Matteo Salvini. “”Il Sì alla Brexit potrebbe essere la fine di un incubo, del dominio delle banche e della finanza, la fine dello strapotere di quattro burocrati e l’inizio di un mondo nuovo, fondato sul lavoro, su regole giuste e sul buonsenso”, sostiene il leader della Lega. Ne è talmente convinto che ha annunciato che il Carroccio il 23 giugnoorganizzerà sul territorio nazionale i gazebo per “fare votare anche gli italiani”. Propaganda, più che una puntuale tesi politica. Enfatizzata da un attacco al presidente del Consiglio Europeo, il polacco Donald Tusk, accusato dal segretario del Carroccio di “terrorismo mediatico” per avere paventato, con l’uscita di Londra dall’Ue, “la fine della civiltà occidentale”. Salvini, in questi giorni, ha rincarato la dose anti-Ue:”Il nazismo e Hitler sono stati sconfitti dalla storia. Purtroppo l’Unione Europea di oggi fa gli stessi danni che facevano i carrarmati e le bombe settant’anni fa. Ammazzano con la finanza, invece di utilizzare i fucili, ma il risultato è lo stesso. Invece delle camicie brune ci sono quelli in giacca e cravatta che stanno a Bruxelles. E sortiscono lo stesso identico risultato”, ha detto ai microfoni della Zanzara a Radio 24. Prima della Germania hitleriana, Salvini aveva tuonato contro “il terrorismo europeo di stampo sovietico che cerca di influenzare il voto”. Insomma,camicie brune e Kgb, mescolati insieme pro Brexit: un cocktail non sappiamo fino a che punto appropriato.

Anche le destre populiste europee si dividono su Leave e Remain

In realtà, Salvini va dietro a Marine Le Pen che aveva comunicato di volere attraversare la Manica a fare campagna in favore del Sì. Prudentemente ci ha rinunciato: il Comitato “Leave” aveva fatto sapere che la sua presenza non sarebbe stata gradita. Ma, nel panorama delle “destre” che crescono nel Vecchio Continente, i pareri sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione sono discordi. In Germania, i populisti di Alternative fur Deutschland – che con il 14% sono il terzo partito dopo Cdu e Spd – sono molto critici nei confronti di Bruxelles, ma non si sognano di chiedere l’uscita da una Ue, oggi dominata dalla Germania di Angela Merkel. Afd non si è schierata a favore della Brexit: preferisce attestarsi sulla linea di un riformismo forte, dall’interno, nei confronti delle istituzioni di Bruxelles. “L’uscita della Gran Bretagna dall’Ue sarebbe fatale perché i britannici sono spesso la voce della ragione…e portano con sé correttivi salutari alla pazzia dell’espansione del progetto”, ha detto la leader del partito Frauke Petry. Inoltre – secondo la Petry – se la “Gran Bretagna lascia, perderemo un contributo al bilancio” con la conseguenza che sarebbe Berlino a doversi “prendere sulle spalle le perdite finanziarie dell’Ue”. Chiaro: su qualunque affinità “ideologica” prevale l’interesse nazionale tedesco.
Anche Thulesen Dahl, capo del Partito popolare danese, ha dichiarato che “molti danesi sono stanchi del modo in cui funziona l’Unione Europea”, ma chiarendo che il partito – il quale fa parte, insieme ai Conservatori inglesi, del gruppo Ecr al Parlamento europeo – è sulla linea di Cameron: rivendica un trattamento speciale per Copenaghen, ma senza lasciare l’Ue.

L’Europa divisa tra sì e no

A favore della Brexit e quindi per una Öxit (Österreich exit) è, invece, schierata l’Fpo che, con Hofer, ha mancato di un soffio la presidenza della Repubblica austriaca; stessa posizione, hanno l’estrema “destra” fiamminga, Vlaams Belang, che ha raddoppiato i suoi voti due anni fa e il Partito della Libertà olandese, il cui leader Geert Wilders pensa che la “Brexit renderebbe più facile per altri Paesi fare la stessa scelta”. A gennaio Wilders ha avuto quasi un terzo dei seggi in Parlamento – 42 su 150 più di Laburisti e Liberali considerati insieme – e un sondaggio dà un’ipotesi di “Nexit” (Netherland exit) vincente, pur di poco, nell’opinione degli olandesi. Da notare che, invece, i governi a guida nazional-populista dell’Europa centro-orientale vogliono lucrare sull’eventuale Brexit per aumentare il loro peso contrattuale; ma Varsavia, Budapest, Praga e Bratislava non pensano affatto di andarsene dall’Ue e perdere fondi europei e libertà nel movimento dei propri lavoratori su cui stanno costruendo il loro modello di sviluppo. Lo stesso premier ungherese, Viktor Orban – l’uomo nero del muro anti-immigrati – sulla Brexit è molto conciliante: non la vuole per gli inglesi e non vuole nemmeno una Huxit (Hungary exit) perché non intende perdere la sua fetta di torta delle sovvenzioni europee; a parte che quasi tutto l’export del Paese non va oltre i confini dell’Unione. Chi glielo farebbe fare? Farage avverte i ragazzi italiani: con la Brexit non c’è più posto

Mr Farage: bye bye Regno Unito

Ma torniamo in Gran Bretagna. Qui è in gran spolvero Nigel Farage, il leader dell’Ukip (Uk Independence Party), il partito lib, di “destra”, anti-Ue, che si batte da sempre per il divorzio di Londra da Bruxelles. Farage – che al Parlamento Europeo fa gruppo con M5S al quale è legato da un misterioso mastice, probabilmente di fattura casaleggiana – è il maggiore sponsor, insieme a Johnson, del “bye bye” del Regno Unito. Intervistato da Aldo Cazzullo (Corriere, 11 giugno) Mr. Farage che si autodefinisce “un guerriero dell’indipendenza del Regno Unito” e ritiene che Gianroberto Casaleggio fosse “un genio”, ci annuncia: “Grillo e io distruggeremo la vecchia Unione Europea. Il 19 giugno i 5 Stelle eleggono il sindaco della capitale e cambiano l’Italia. Il 23 giugno la Gran Bretagna esce dall’Unione e cambia l’Europa. Avremo un effetto domino. Dopo di noi gli altri Paesi del Nord se ne andranno uno dopo l’altro. Per prima la Danimarca, poi l’Olanda, la Svezia, l’Austria. Questo referendum è l’evento più importante dal 1957: l’Ue sta per crollare. Disintegrata in tanti pezzi”. Un timing rivoluzionario. Il leader dell’Ukip può credere o dire ciò che vuole, anche il fatto che lui e Grillo abbiano in mano l’Europa. Vedremo. Più importante è quello che manda a dire ai nostri giovani: ” I ragazzi italiani che lavorano nella City, come nei ristoranti, sono meravigliosi. Non ho nulla contro di loro. Ma non reggiamo più: la sanità pubblica sta saltando, i nostri giovani non trovano casa e lavoro, Londra non è più una città inglese. Gli italiani in gamba potranno continuare a venire; ma con le nostre regole, non con quelle di Bruxelles”. È chiaro. Se passasse la Brexit, ci sarebbe un giro di vite nei flussi d’ingresso che colpirebbe anche gli italiani che arrivano in Gran Bretagna col ritmo di 50 mila l’anno (un terzo si stabilisce a Londra). Non è una cosa da poco: il socio europeo di Grillo (il quale però mantiene una certa ambiguità) ci avverte. Che ci possano essere sconvolgimenti nelle Borse, inclusa quella di Milano e che i titoli bancari possano subìre gravi perdite, può riguardarci; ma molto più deve toccarci la condizione degli italiani che vivono in Inghilterra: il loro lavoro, il diritto ai servizi sanitari, la loro qualità di vita. I connazionali che vivono in GB sono 600 mila e ci interessano molto: il loro interesse è il nostro, è l’interesse nazionale.

FdI mediti: criticare l’euro, ma non uscire dall’Ue

L’ entusiastico “apparentamento” tra le “destre” radicali in Europa non ha fondamenta: proprio perché “rights”, esse sono legate all’idea stessa di Nazione. Ciascun Paese partorisce una sua “destra”; la quale, per sua stessa natura, “vede” sempre e solo l’ interesse nazionale. Il proprio, naturalmente. Non le si può chiedere di perseguire l’interesse nazionale altrui. Neppure in nome di “affinità elettive” che, tra identità e differenze, ci sono nella galassia dei populismi europei. Sarebbe contro natura. Ed è illusorio credere a un’Eurodestra magari guidata dalla Le Pen, che pure ha uno spessore politico e culturale internazionale. Se Salvini aspira a costruire una Lega “nazionale” – impresa di per sé non semplice – farebbe bene a valutare gli effetti immediati e a lungo termine della Brexit. E anche quelli di una futura Itxit (Italy exit). Molto di più dovrebbe farlo Giorgia Meloni, leader della destra parlamentare che ha ereditato il simbolo e il “depositum fidei” di Msi e An. Per calcolo o per prudenza, la presidente di Fratelli d’Italia, reduce dall’affermazione personale e anche politica nelle Amministrative a Roma, non si è ancora pronunciata sulla Brexit. Ha fatto bene nell’immediato; ma a condizione di non lasciare questo spazio “vuoto” e di non delegare a Salvini la rappresentanza della posizione di Fdi su un tema così importante che agita il discorso pubblico in Europa e nel mondo. Questione che è anche di matematica politica: a che cosa è servita, anche da destra, la critica – per buona parte giusta – a un’Europa troppo sbilanciata sugli interessi della Germania e di fatto guidata dalla Merkel, se poi il probabile effetto dell’addio di Londra spoglierebbe l’Unione di un partner di peso – qual è l’Uk – in grado di contrastare una Eu troppo “tedesca” ? Perché – anche sotto questo profilo – la “destra nova” di Salvini e a maggior ragione della Meloni si dovrebbe sbracciare per la Brexit ? Inoltre: che vantaggio avrebbero Lega e FdI se, con la vittoria della Brexit, venisse meno un Paese, grande e ricco, riottoso quanto si vuole, ma in grado di dare una mano nella redistribuzione dei rifugiati tra i Paesi europei ? Non è questa una delle richieste più pressanti dell’Italia ? E poi: perché mai perdere la destra “conservative” di Cameron – che domani non ci sarà più negli organi comunitari, incluso il Parlamento europeo – certo tanto diversa da Fdi e ancor più dal Carroccio, ma sempre utile come sponda politica e culturale, alternativa al Pse di Hollande, Renzi e Martin Schultze ? E, guardando più avanti: può anche andare bene una posizione di forte critica all’euro, fino alla “minaccia” di uscire dall’eurozona: un passo che in un programma di governo andrebbe ponderato con molta attenzione; ma può un partito come Fratelli d’Italia seguire le ruote del Carroccio nell’avventuristica idea di un’Itxit, di un’Italia che abbandona l’Unione Europea ? Un partito “nuovo”, rappresentato in Parlamento, con una leader giovane, che comincia a essere conosciuta anche all’estero, che ha il 20 per cento dei consensi nella Capitale, potrà mai scegliere di posizionarsi – anche sul piano dell’estetica politica – su postazioni anti-europee così nette, “più a destra” di Orban e della Petry ? Non � nella sua tradizione, piuttosto, una critica martellante e patriottica, ma dall’interno dell’Unione, nonostante le sue maledette contraddizioni ? Un conto è che questo estremismo euro-scettico lo interpreti Salvini, un altro che possa domani farlo la “right” erede dell’idea dell’Europa-Nazione, oggi solo romantica; ma erede anche del “Sì” convinto ai Trattati istitutivi della Comunità europea, che la generazione politica la quale ha preceduto Giorgia Meloni – quella di Almirante, Romualdi, Rauti – ha scritto nella tradizione e nella cultura politica della destra italiana. Un “Si” sempre attuale che – comunque vada il referendum a cui è chiamato il popolo britannico – è diametralmente opposto al “Sì” di oggi alla Brexit e domani all’uscita dell’Italia dall’Unione Europea.


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PROFEZIE ? ( E CRAXI DIXIT )
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POVERA PATRIA !
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44. Povera Patria, de Franco Battiato – YouTube

25 ott 2007 – Caricato da EvoluzioneSFC

Povera Patria, del album Come un cammello in una grondaia (1991) … TI PRENDO IL VIDEO E LO …

Arriva il Direttore – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=Yt7riYUbXPc
 
[ “AZ.” ] – BUFFONI DI CORTE DELLA << REPUBBLICA NAPOLITANA >> E DEL “PROTETTORATO ITALIA” – MATTEO IL BARONETTO E LA VELINA BOSCHI – GRILLO IL GOFFO GIULLARE  E IL DI MAIO DESIGNATO – ABBIAMO GIA’ RASCHIATO IL FONDO DEL BARILE – MA DOVE ANDREMO A FINIRE ?
 
“Azimut” – il presidente
LA DISSACRAZIONE DEI MITI FASULLI 
( da nostro editoriale della vigilia )
BALLOTTAGGI QUI’ LO DICO E QUI’ LO NEGO CHE NULLA CAMBIERA’ – I TITOLARI DEGLI SCRANNI  GIA’ ELETTI TRA FESTE E CENE E PANTOMIME…..

( . . . ) Più volte abbiamo messo in evidenza che lo schema elettorale consentito, il renzismo imposto e il grillismo di riserva, è una perfetta derivazione dei satrapi del’Ue; maggioranza e opposizione di sua maestà, nel’attuale democrazia di minoranza, possono avere ruoli intercambiabili. Non a caso, con riferimento ai prossimi ballottaggi – ad esempio – per Roma e Torino, i pentastellati si affannano a ribadire la loro ripulsa del populismo e dell’antipolitica, si chiamano fuori all’insegna del movimento di lotta e di governo. Da anni lo diciamo. Scenario tripolare, sulla carta, nel protettorato Italia e nella repubblica napolitana, il tutto è consentito fuorchè una logica alternativa di un possibile centrodestra rinnovato; e Milano – l’eccezione, pure in caso di riuscita, è una rondine che non fa primavera…. ( . . . )

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POST – VERITA’ / 1
Italo Zicaro ha condiviso il post di Antonio Oriolo.
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Antonio Oriolo

15 giugno ( . . . ) · Ginosa, Puglia · 

Ieri sera intorno alle 19.30 sono stato a farmi una pizza d’asporto in una nota pizzeria di Ginosa. Nell’attesa entra una signora anziana, e inizia a chiedere i prezzi delle pizze alla cassiera…ad un certo punto l’anziana donna dice sottovoce alla cassiera:” quella che costa di meno quanto viene?” Avevo intuito…. mi sono avvicinato alla signora con discrezione e capendo il suo disagio ho chiesto se potevo pagare la sua pizza. Lei guardandomi mi dice: “abbiamo lavorato una vita e oggi non possiamo permetterci niente perché non ci si arriva a fine mese”……la pizza non è per me e per mio marito che non sta molto bene e l’altra sera parlando tra noi mi disse che aveva il desiderio di mangiare una pizza. Con la scusa di scendere in farmacia volevo fargli una sorpresa stasera. Sapevo che per dignità non avrebbe mai accettato…gli dissi allora che era il mio compleanno e che lei mi ricordava la mia mamma e che mi sarebbe piaciuto offrirgli la pizza. Accetto’ ed insieme alla pizza anche una “raffo”,una birra che consumano i tarantini….La mia pizza era pronta e mentre andavo via salutando….. lei mi bloccò ringraziando mi dice “dimmi la verità oggi non è il tuo compleanno” ….me la sono abbracciata e sono andato via. La mia riflessione stamattina è una domanda: “Ma in che STATO di merda noi viviamo?”

———————————————————————————————————————————————————————————-POST – VERITA’ / 2
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“Ormai conosciamo la legge segreta di questo vocabolario e sappiamo che oggi la guerra più terribile può essere condotta solo in nome della pace, l’oppressione più terrificante solo in nome della libertà e la disumanità più abietta solo in nome dell’umanità”. C. Schmitt

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POST – VERITA’ / 3

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“Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo.”

(Johannes Wolfgang von Goethe, scrittore e statista tedesco. 28 agosto 1749 – 22 marzo 1832)


Vedi altre reazioni
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POST – VERITA’ / 4
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Italo Zicaro ha condiviso il post di Francesco Anoldo.
foto di Francesco Anoldo.
Francesco Anoldo

QUESTO GIOVANE CARABINIERE.MUORE PER SALVARE LA MACCHINA RUBATA DI UN CITTADINO.
NESSUNO È SCESO IN PIAZZA PER LUI?
NESSUNO HA FATTO VOLARE PALLONCINI?
È MORTO NEL TENTATIVO DI PRENDERE LA MACCHINA RUBATA DA PERSONE DI UNO DI NOI.
ALLORA MI CHIEDO LA SUA VITA CHE HA DATO PER PROTEGGERE NOI.
VALE MENO?
CIAO EROE E SCUSACI.

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POST – VERITA’ / 5
 
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Italo Zicaro ha condiviso la foto di Deborah Bergamini.
foto di Deborah Bergamini.
Deborah Bergamini

29 marzo · 

Sanzioni alla Russia inutili e dannose per il nostro Made in Italy.

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LEHNER – DA ROMA
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——- Original Message ——–

Subject: Lehner: I guai di Pd e FI
Date: Fri, 17 Jun 2016 10:11:53 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Se Atene piange, Sparta non ride. 

Il Pd ha in seno D’Alema, il vinattier di Otricoli; Forza Italia il duumvirato Calippo-Luxuria.

Giancarlo Lehner

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MANNELLO – DA CATANIA
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——– Original Message ——–

Subject: Etna : Patrimonio oltraggiato
Date: Fri, 17 Jun 2016 09:45:00 +0200
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )


Eh,no..non ci sto !! Sulle “schifezze sull’Etna” (discariche,incuria,sporcizia ed amenità varie) sembra quasi abbiano scoperto tutto gli “stranieri” Giada ed Enrico…che,inviate e postate le loro sacrosante osservazioni a chi di dovere e sui social,hanno “smosso le acque” della “indignazione” indigena.Centinaia di consensi  al post che ha denunciato il misfatto ed oggi le repliche verbali dell’Ente Parco dell’Etna e dei sindaci di Belpasso e Randazzo su La Sicilia…Peccato che proprio Tony Zermo ed il quotidiano di Catania (ed Isola tutta) abbiano  condotto vere e proprie battaglie per evidenziare le “sconcezze” segnalate oggi dai due meritevoli turisti…per anni,mica solo una volta, ci si è rivolti alle competenti istituzioni per porre un freno allo “schifo” dell’abbandono e della incuria del Vulcano e di tutte le infrastrutture collegate. E,dopo la attribuzione del “Patrimonio dell’umanità”, sempre La Sicilia ha messo in guardia dalla concreta possibilità di perdere il titolo.Questo per precisone di informazione…poi,per mio personale autoriconoscimento, rivendico di avere segnalato l’andazzo diverse volte nel decennio scorso (anche con foto allegate) e pure essendo ospitato nella rubrica apposita.Senza particolare amarezza mi ricordo di non avere trovato alcun pubblico sostegno alle mie segnalazioni, nessun “indignato” mi venne a supporto…ma tant’è, io scrivo quel che reputo vada segnalato,non cerco sicuramente “consenso” politico o di immagine.Ritengo grave,invece, che siano “passate in carrozza” le tante campagne di sensibilizzazione e denuncia di Zermo e de La Sicilia…se siamo nuovamente allo stesso punto (fermo) vuol dire che neppure la stampa riesce a “smuovere le acque”.Come,purtroppo,dimostrato anche per TUTTE  le altre “manchevolezze” catanesi e siciliane. 


Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello

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L’EDICOLA
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——– Original Message ——–

Subject: 18 giugno – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Sat, 18 Jun 2016 05:50:06 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


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Sabato, 18 giugno 2016
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“Questa è l’ultima goccia di fango prima del ballottaggio“: così Virginia Raggi, a due giorni dal ballottaggio a Roma, reagisce alle polemiche sollevate dal Pd in merito a due consulenze avute dalla Asl di Civitavecchia nel 2012 e nel 2014 (per complessivi 13mila euro) di cui non si fa cenno però nelle dichiarazioni pubblicate dal Comune come previsto dalle norme sulla trasparenza.

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L’IDEA DI DESTRA DEL GIORNO

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Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

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Subject: 17 giugno – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Fri, 17 Jun 2016 05:07:15 +0200
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To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


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Venerdì, 17 giugno 2016
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Una deputata britannica laburista, Jo Cox, schierata contro la Brexit, è morta a seguito dell’aggressione subita oggi a Birstall, vicino a Leeds, da un uomo che avrebbe gridato “Britain first” (la Gran Bretagna prima di tutto).

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SITI CHE RIPRENDONO – A RIFERIMENTO – INTERVENTI TRATTI DAI NOSTRI SERVIZI IN RETE
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Il dissenso clandestino 1943-1945 nelle regioni meridionali occupate …

thule-italia.com/wordpress/il-dissenso-clandestino-1943-1945-nelle-regio…

10 mag 2011 – IL DISSENSO CLANDESTINO 1943-1945 NELLE REGIONI MERIDIONALI OCCUPATE DAGLI ANGLO-AMERICANI. MEZZOGIORNO E …

 

matteo renzi stop al finanziamento partiti Archives | Il Mondo

ilmondo.myblog.it/tag/matteo-renzi-stop-al-finanziamento-partiti/

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… CULTURALSOCIALE “AZIMUT” A NAPOLI – SPAZIO APERTO, LIBERO, SENZA “FILTRI” O “CENSURE”. https://azimutassociazione.wordpress.com. Leggere il …

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Scaricare L’aquila e il condor. Memorie di un militante politico (Le …

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Cosenza comune unico: una necessità da attuare con lungimiranza …

http://www.savaglio.eu › Politica › Politica in Calabria

La necessità di creare un Comune unico tra Cosenza e il circondario.

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