ANKARA DACCA NIZZA E L’ITALIA CHE SI TRASTULLA CI PROTEGGA LO STELLONE !


ANKARA DACCA NIZZA E L’ITALIA CHE SI TRASTULLA CI PROTEGGA LO STELLONE !

anteprima di web
 
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 
 
———————————————————————————————————————————————————————————
“Azimut” – Ufficio Stampa
 
 OGGI – ANKARA DACCA NIZZA E L’ITALIA CHE SI TRASTULLA CI PROTEGGA LO STELLONE ! [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 18 LUGLIO 2016 ]
 

l canto degli Arditi- le fiamme nere – – YouTube

18 giu 2013 – Caricato da CurXio1408

inno degli Arditi: corpo d’armata istituito durante la prima guerra mondiale e che aveva come simbolo …

 
Risultati immagini per dacca bangladesh
Risultati immagini per nizza francia Risultati immagini per roma
[ LEGGI GLI ARTICOLI – VEDI : SOTTO ]
———————————————————————————————————————————————————————————
1 – VINCENZO MANNELLO – DA CATANIA

——– Original Message ——–

Subject: Golpe fallito in Turchia
Date: Sat, 16 Jul 2016 08:29:50 +0200
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )


…ho scelto questo video (visibile a tutti) per far capire piú facilmente perché (entusiasmi di fondo a parte) fosse probabile già stanotte che il Golpe potesse fallire.Guardate la gente,con bandiere ed a mani nude,come blocca un carro armato ad Ankara..dimostra che Erdogan gode di un massiccio appoggio popolare di persone disposte ad affrontare in piazza i militari. Questi,evidentemente,non avevano ordini o capacità e consapevolezza di poter sparare sul popolo…senza contare che Erdogan ha dalla sua polizia,servizi segreti,aviazione,marina ed alcuni alti gradi delle forze armate.Che Usa e Nato abbiano “ispirato” il tentativo golpista solo gli ingenui e disinformati commentatori sui social possono metterlo in dubbio…avendo capito alle due di notte che sarebbe fallito,BombObama e soci Nato hanno ufficializzato il loro “appoggio al governo democraticamente eletto”.Ma (mi rivolgo agli idioti che insultano senza sapere di cosa scrivono) il trattato Nato prevede l’intervento immediato sul terreno delle truppe alleate a fianco del governo minacciato….E la Turchia trabocca di truppe Usa e Nato,compresi 150 militari italiani.Quanto ai miei amici siriani che avevano accolto con sacrosanto entusiasmo la notizia della caduta di Erdogan,capisco la delusione…ma credo sarebbero stati più pericolosi per Assad dei colonnelli agli ordini diretti della Cia piuttosto che un “Sultano” fortemente indebolito da questo tentativo di deporlo (almeno in politica estera).

Ne riparleremo con calma…

https://m.youtube.com/watch?v=AOlPLOndyqU

Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello

 
2 – MARIO BOZZI SENTIERI ( “Secolo d’Italia” )
 
Con la strage di Dacca è morta l’utopia del mondo globalizzato

Con la strage di Dacca è morta l’utopia del mondo globalizzato

lunedì 4 luglio 2016 –

A Dacca, nel massacro compiuto al ristorante Holey Artisan Backerey,  non sono morte  “solo” venti persone, letteralmente scannate dall’odio integralista. A morire è stata anche un’idea di “globalizzazione”, quale certa cultura si era impegnata a diffondere nell’ultimo ventennio. A confermarcelo sono, tra le altre,  le storie delle nove vittime italiane. Storie di gente che si è messa in gioco sui nuovi scenari del mondo senza confini, condividendo l’idea di fondo dell’utopia globalista, attenta verso l’altro da sé  e quindi pronta a conoscerlo e a tendergli la mano. Stessa sensibilità non hanno manifestato gli assassini di Dacca, come, ancor prima, quelli del Bardo di Tunisi, del Grand Bassam in Costa d’Avorio,  del parigino Balaclan, dell’aeroporto di Istanbul.  A quegli  assassini non interessa sapere chi hanno di fronte. Sparano nel mucchio, magari salvando  chi sa recitare versi del Corano, in piena coerenza con i versetti secondo cui un credente non può uccidere un altro credente ed i nemici, una volta fatti prigionieri, diventano proprietà dei vincitori, che possono ridurli in schiavitù o ucciderli.A Dacca è morta  l’idea della globalizzazione facile, del mondo reso uguale dalle connessioni in tempo reale, dagli spostamenti rapidi, dai confini azzerati, da una cultura piatta e diffusa, un mondo costruito a partire dalla fine degli Anni Ottanta del ‘900.  Secondo gli obiettivi allora definiti a livello generale,  elaborati e diffusi da una serie di think tank e rimarcati dalle Grandi Conferenze Internazionali, l’umanità  doveva essere  incamminata verso l’omogeneizzazione delle culture, la relativizzazione delle religioni dogmatiche, il freno immediato alla natalità, la creazione progressiva di Stati più globali opposti a quelli nazionali – come ha efficacemente sintetizzato Ettore Gotti Tedeschi, in “Negli affari vince Caino”.Il risultato di questo “progetto globale” è, oggi,  un Occidente sempre più sbandato e culturalmente smarrito, costretto a fare i conti con un mondo islamico forte delle sue certezze spirituali ed impegnato a trasformarle in atti concreti e spietati, secondo  norme che sfuggono alla nostra sensibilità, ma sono ben coerenti ad un organico dettato religioso, applicato, questo sì, a livello globale.Di fronte a fatti terribili come il massacro di Dacca c’è chi si è appellato ad un pacifismo ad oltranza, intravedendo nella possibile via del dialogo un primo passo decisivo per l’abolizione della guerra, di ogni guerra. In fondo – a ben guardare –  l’idea della pace mondiale, senza se e senza ma, non è che la continuazione, con altri mezzi, di quella visione globalizzata, che tanti danni ed illusioni ha creato nell’ultimo ventennio. Ben altra è evidentemente la strada da percorrere.Non di utopie estreme abbiamo bisogno. Né di un globalismo indifferenziato. Ma neppure di un bellicismo senz’anima. Le guerre – non da oggi – si vincono sul terreno militare ma anche su quello delle idee e dei valori per i quali val la pena combattere e magari morire. Da qui bisogna ripartire per cercare di dare risposte mature alla crisi internazionale, all’attacco terroristico e  ai processi di destabilizzazione. Magari ricominciando ad elaborare un nuovo lessico collettivo, grazie al quale opporre   ad un generico globalismo, relativista e sterile, parole e sensibilità nuove, in grado di parlare al profondo delle coscienze occidentali, riuscendo a sollecitare nuove volontà e motivazioni autentiche. La sfida è aperta.

3 – DI REDAZIONE ( “Secolo d’Italia” )

La rabbia di Marine Le Pen: «Basta guerre di parole, servono atti concreti»

La rabbia di Marine Le Pen: «Basta guerre di parole, servono atti concreti»

venerdì 15 luglio 2016 

«La lotta contro il fondamentalismo islamico deve iniziare». È tranchant il commento che Marine Le Pen affida a Twitterdopo la notizia dell’attentato terroristico di Nizza. Intervistata poco più tardi da Le Figaro online,  la leader del Fronte National si è detta «molto arrabbiata» per la strage di Nizza e l’incapacità del governo Hollande di prevenire e contrastare il terrorismo internazionale. Marine Le Pen: ora servono atti concreti «Non è stato attuato nulla di tutto ciò che abbiamo proposto – ha detto Marine Le Pen – l’urgenza ora è combattere l’ideologia su cui si fonda il terrorismo. E su questo punto non è stato fatto nulla, assolutamente nulla». Per il momento, ha proseguito la leader della destra francese, «siamo in una guerra di parole, di comunicazione. Il lutto nazionale finirà come lo stato d’emergenza in lutto nazionale permanente». La Le Pen, di fatto, ha accusato il governo di Hollande di «non voler condurre la lotta contro il fondamentalismo islamico. Ora basta. Servono a atti». Dalla chiusura delle moschee salafite alla decadenza della nazionalità la Le Pen accusa il governo francese di non aver accolto neanche una delle proposte avanzate dal Front National.

—————————————————————————————————–

PIETRO LIGNOLA ( << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >>

—————————————————————————————————–

Austria: brogli, menzogne e silenzi

Opinionista: 

Pietro Lignola

“Apensare male del prossimo si fa peccato ma ci s’indovina” è un vecchio proverbio, riportato già dal Giusti nella propria raccolta, ma reso celebre da Giulio Andreotti. Le vicende austriache confermano la verità di quest’adagio: anch’io, come tanti, ero rimasto insospettito dal sorpasso postale del candidato sostenuto dai partiti sconfitti, dagli opinion maker italiani ed europei e dal mondo islamico. Ora la suprema magistratura austriaca, accogliendo il ricorso del partito nazionalista di Hofer, ha annullato il ballottaggio, riconoscendo la sussistenza di molteplici e gravi irregolarità nello scrutinio, con particolare ma non esclusivo riferimento al voto per posta. La Corte non ha parlato di brogli, ma è facile intuire che le irregolarità erano indecenti e non soltanto formali, al punto da indurre giudici espressi dal regime a una così grave e inconsueta decisione. L’Austria, evidentemente, non è l’Italia, ove monarchia sabauda e repubblica si legittimarono con plebisciti e referendum da teatro dell’assurdo. Il sistema mediatico nostrano, ovviamente, non ha dato alla notizia il risalto che meritava. Si tratta, invero, del secondo pesante ceffone, dopo la Brexit, al burosauro che ha le sue tane a Bruxelles e a Strasburgo ed ai suoi padroni palesi e occulti. A proposito della Brexit, è divertente notare come le catastrofiche previsioni sulla finanza inglese dopo il voto antieuropeo si siano rivelate assolutamente fasulle: le borsa di Londra non soltanto ha perso, nell’immediato, molto meno delle consorelle continentali, ma ha avuto un immediato recupero: la Gran Bretagna, insomma, non sembra danneggiata dal divorzio annunciato, mentre l’Eurabia ne soffre. Farage ha vinto la sua lunga battaglia e progetta di ritirarsi dalla politica, Juncker perde le staffe e la Merkel prova a salvare il salvabile, perché Quarto Reich uber alles. Le vicende europee, però, sono una commedia rosa rispetto a quanto succede altrove, dove imperano i buoni musulmani “moderati”: a Dacca, ad esempio, ove fra le vittime di Allah figurano dieci italiani, ivi compreso un bambino non ancor nato. A lui non hanno potuto chiedere, come alle altre vittime, di recitare il Corano; ma la madre non aveva il velo e tanto bastava per sgozzarla uccidendo lei e la creatura che portava nel grembo. Ridicola la reazione delle nostre istituzioni, che si limitano a proclamare giornate di lutto: si vede che il mitico Regeni, per il quale si è scatenato l’inferno diplomatico e il suicidio economico, valeva assai più di dieci italiani che non se l’erano andata a cercare. Il sistema mediatico, una volta tanto, non è riuscito a far finta di niente: anche gli organi di regime hanno dovuto finire per ammettere che la religione c’entra, e come! Si dà il caso, infatti, che le belve assetate di sangue non erano poveri fedayn maltrattati e assetati di vendetta, ma benestanti e colti figli di papà, istigati da un docente della loro università alla bestiale violenza in nome di Allah. La strage era stata annunziata e le autorità locali nulle hanno fatto per evitarla: l’Italia, però, non ha richiamato l’ambasciatore, non ha protestato, non ha inviato poliziotti e magistrati per appurare formalmente la verità (sostanzialmente palese a tutti). I “musulmani moderati”, come sempre, brillano per il loro silenzio: proverbialmente “chi tace acconsente” e come non acconsentire se gli stragisti esperti in lettura coranica hanno correttamente applicato i dettami del “Libro”, pur non ricercando il martirio (e che, so’ sciémi?) come i loro fratelli meno ricchi e istruiti, che (quando non possono stuprare donne infedeli) hanno bisogno di andare nell’aldilà per trovare un sufficiente numero di vergini arrapate. Fra tutti i silenzi, però, ce n’è uno che non riesco proprio a sopportare: quello del nostro Papa Francesco che, nel suo particolare amore per musulmani e luterani, ha deplorato l’accaduto senza lasciare in alcun modo intravedere la matrice islamica dell’orrendo crimine. Va bene che dobbiamo amare i nemici e porgere l’altra guancia: ma non sarebbe il caso di amare anche gli amici e i fratelli in Cristo e condannare l’errore che ispira i malvagi? 

Facebook0 Twitter G

———————————————————————————————————————————————————————————
TRATTO DAL NOSTRO ULTIMO SERVIZIO IN RETE – PREAVVISO SU FACEBOOK
——————————————————————————————————————————————————————————–
Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 17 LUGLIO 2016 
Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
AZIMUTASSOCIAZIONE.WORDPRESS.COM

————————————————————————————————————————————–

[ PROFEZIE ? – DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE ]

l 2016, purtroppo, sarà peggio. Tutto, verso il loro 2018, sempre …

https://azimutassociazione.wordpress.com/…/il-2016-purtroppo-sarapeg

28 dic 2015 – Il 2016, purtroppo, sarà peggio. Tutto, verso il loro 2018, semprepeggio. Cosa dire … Amen! [ “AZIMUT-NEWSLETTER” :28 DICEMBRE 2015 ].

—————————————————————————————————————————————-
Risultati immagini per arturo stenio vuono Risultati immagini per matteo renzi
DOVE GOVERNA LA SINISTRA
Risultati immagini per 2016Risultati immagini per matteo renzi dc
“…Il 2016, purtroppo, sarà peggio. Tutto, verso il loro 2018, sempre peggio. Cosa dire ? Non sappiamo più cosa dire. Amen.”!

276261_1002645712_5204015_n“Azimut” – il commento

Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione
[ stralci dal nostro ultimo editoriale  ( vedi : sotto ) – CON MATTEO RENZI : tutti gli apparati del vecchio sistema di potere cattocomunista ]
————————————————————————————————————————————-
( . . . ) Che la sinistra sia un vero flagello, non è il frutto di un pregiudizio ideologico ma la realtà;forte con i deboli e debole con i forti, aliena a una qualsiasi forma di etica, intrisa da uno sciagurato giacobinismo, sorretta e puntellata da tutti gli abusivi degli scranni e di puttani, voltagabbana, decisamente funzionale al sistema di potere e, perciò, beneficiando del solutus della giustizia, l’architrave dello stato dell’arte che si manifesta come il totale, e consentito, conflitto di interessi. Il piccolo e grande cabotaggio, fatto di affari e dominato dal particulare, con buona pace dei vassalli – valvassori – valvassini che ne sono il puntello vergognoso ( . . . ) I nostri governanti, supportati da campagne mediatiche di manipolazione e disinformazione , abbaiano ma non mordono; e fanno il loro antico mestiere di sempre. Svendere l’Italia. Il 2016, purtroppo, sarà peggio. Tutto, verso il loro 2018, sempre peggio. Cosa dire ? Non sappiamo più cosa dire. Amen.”!
————————————————————————————————————————————-
LE NOSTRE LOCANDINE
————————————————————————————————————————————-
  
 
“AZIMUT” – LA POSTAZIONE TELEMATICA DELLA LIBERTA’
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT”  NAPOLI – IN SITO WEB L’INFORMAZIONE ONLINE NON CONFORMISTA [ TRA CRONACA E STORIA ] CONTRO IL SISTEMA DELLA MENZOGNA ! ! !
 NON CI IMBAVAGLIATE !
———————————————————————————————————-
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 
 
ARTICOLI RECENTI ( link clicca e leggi )
 
 
FINE SERVIZIO
Annunci