8 AGOSTO 1956 LA TRAGEDIA DI MARCINELLE E L’EMIGRAZIONE, SOPRATUTTO DEI MERIDIONALI, FRUTTO DELLA “MORTE DELLA PATRIA” NEL 1860 E NEL 1943 ALTRE NEWS


8 AGOSTO 1956 LA TRAGEDIA DI MARCINELLE E L’EMIGRAZIONE, SOPRATUTTO DEI MERIDIONALI, FRUTTO DELLA “MORTE DELLA PATRIA” NEL 1860 E NEL 1943 ALTRE NEWS

 

 
 
8 AGOSTO 1956 LA TRAGEDIA DI MARCINELLE E L’EMIGRAZIONE, SOPRATUTTO DEI MERIDIONALI, FRUTTO DELLA “MORTE DELLA PATRIA” NEL 1860 E NEL 1943 ALTRE NEWS ( “AZ.” – 09.08.’16 – aggiornamento al 10 )
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : AGOSTO 2016 ]
 
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8 AGOSTO 1956 – LA TRAGEDIA DI MARCINELLE
 
“…ll disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carboneBois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. Si trattò d’un incendio, causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L’incendio, sviluppatosi inizialmente nel condotto d’entrata d’aria principale, riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 274 presenti, in gran parte emigranti italiani. L’incidente è il terzo per numero di vittime tra gli italiani all’estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson. Il sito Bois du Cazier, oramai dismesso, fa parte dei patrimoni storici dell’UNESCO[1]. ( . . . )
L’industria belga fu scarsamente intaccata dagli effetti distruttivi dellaseconda guerra mondiale; tuttavia ilBelgio, paese di dimensioni modeste, si ritrovò con poca manodopera disponibile. Ciò fece aumentare la richiesta di manodopera da parte del Belgio, soprattutto per il lavoro in miniera. Il 23 giugno 1946 fu firmato ilProtocollo italo-belga che prevedeva l’invio di 50 000 lavoratori in cambio di carbone. Nacquero così ampi flussi migratori verso il paese, uno dei quali, forse il più importante, fu quello degli italiani verso le miniere belghe. Nel 1956 fra i 142 000 minatori impiegati, 63 000 erano stranieri e fra questi 44 000 erano italiani[2]. ( . . . ) ” –  [ tratto da wikipedia ]
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IL CAPO DELLO STATO…E IL PRESIDENTE DEL SENATO…
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“….Ripensare come eravamo per aiutare i migranti di oggi. Nell’anniversario della strage oggi il presidente del senato Piero Grasso, giunto sul luogo della tragedia, ha sottolineato: “Ripensare come eravamo e vivevamo, rafforza la nostra determinazione ad accogliere con spirito di solidarietà chi oggi è costretto a migrare e ha diritto alla protezione internazionale”. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ricordare dall’Italia quella maledetta mattina in cui “lavoratori di dodici diverse nazionalità, tra cui 136 italiani, persero la vita nelle profondità della terra.La tragedia costituì uno dei più sanguinosi incidenti sul lavoro della storia italiana ed europea. Una tragedia assurta a simbolo delle sofferenze, del coraggio e dell’abnegazione dei nostri concittadini che lottavano – attraverso il duro lavoro – per risollevare se stessi e le loro famiglie dalla devastazione del secondo conflitto mondiale. Spero che il ricordo sia di sprone a migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro”. Un messaggio di cordoglio è stato portato anche dal sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Amendola….” – [ tratto dal web ]
COIMMENTO
 “azimutassociazione@libero.it” <azimutassociazione@libero.it>
9-ago-2016 
“Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
 
Con tutto il rispetto per le due massime autorità istituzionali, ci consentiamo il diritto di dissentire dai contenuti delle dichiarazioni, in occasione del sessantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, e ci permettiamo di fare osservare che il fenomeno dell’emigrazione italiana, sopratutto meridionale, non ha alcuna connessione con l’attuale indotto arrivo di migranti come pure, per conseguenza, con il secondo conflitto mondiale; è un fatto storico che gli italiani emigrati sono stati, per ben due volte, il frutto della politica dei Savoia dell’infrancesato  : prima con l’invasione – nel 1860 – del Regno delle Due Sicilie e, dopo, con il golpe del 25 luglio – nel 1943 – in danno di Mussolini e il rovesciamento di fronte dell’8 settembre. L’emigrazione italiana, per ben due volte,  nacque appunto per << La morte della Patria >> nel Sud e nell’intera Italia. Delle vicende del fascismo e dell’antifascismo abbiamo già scritto molto; per quelle del nostro Sud mai troppo ed è bene rinfrescarci la memoria ( vedi : oltre ), il meridione, com’è noto, fu paese d’immigrazione, e non di emigrazione, prima durante il periodo borbonico e, poi,  durante il ventennio. Questa è la verità.

SUL NOSTRO SUD E SULLA EMIGRAZIONE ITALIANA, ETC.: