PER NON DIMENTICARE : LIBIA GHEDDAFI E ALTRO


PER NON DIMENTICARE : LIBIA GHEDDAFI E ALTRO 

 
PER NON DIMENTICARE : LIBIA GHEDDAFI E ALTRO 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 6 AGOSTO 2016 ]
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : AGOSTO 2016 ]
 
IN COPERTINA
 
 
Da “Azimut Archivio Online” : azimutassociazione@libero.it
scritto: 15-set-2015
Anteprima di web : “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
Servizio monotematico : LIBIA
REPLICA – VEDI OLTRE
 
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NEL TEMPO DELL’UVA E DELLE CASTAGNE ECCO PERCHE’ COL << NO>>
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da messaggio “postato” su facebook

( . . . )

Con un NO ti spicci
La Costituzione italiana è quella che fino a qualche mese fa era considerata la più bella del mondo. “Un giorno, all’improvviso”, un report della JP Morgan – banca d’affari ritenuta dal governo americano responsabile della crisi delle obbligazioni spazzatura – afferma che le Costituzioni del Sud Europa devono essere cambiate perché presentano caratteristiche che appaiono inadatte alle riforme ispirate alle dottrine dell’austerità e rigore cui stanno impiccando il destino nostro e delle future generazioni. Il venire meno dell’elettività dei Senatori – unitamente alla nuova legge elettorale – priverà l’elettore del diritto di scegliere l’eletto che sarà nominato direttamente dalle segreterie di partito. I parlamentari saranno sensibili non più alle aspettative di chi li ha eletti ma, per garantirsi la rinomina, alle aspettative di chi li ha designati. Con l’approvazione del di questa sciagurata riforma è, dunque in gioco il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla nomenclatura!

http://www.pupia.tv – “Napoli vota No, per il Sud in Costituzione”. Questo il titolo dell’iniziativa…
YOUTUBE.COM
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da messaggio “postato” su facebook
( . . . )  il post ( . . . )
· 

Cinque anni fa ridevano. Ma adesso che il Paese è diventato una polveriera piena di profughi e terroristi i Grandi ammettono: «Che errore non ascoltare il…
ILGIORNALE.IT
 
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Quattro anni e mezzo dopo quelle sghignazzate hanno, però, un sapore assai più amaro. Soprattutto per chi allora era convinto di possedere la verità e si ritrova oggi a gestire le conseguenze dei propri errori. Prendiamo la Cancelliera «ridens». Oggi, dopo aver inforcato una cantonata dopo l’altra sul fronte immigrazione, si ritrova costretta ad ammettere che l’unico a vederci lungo su questioni come la Libia, diventata nel frattempo il vero rebus della politica di sicurezza europea, era il tanto vituperato Silvio Berlusconi. La sorprendente ammissione, intercettata e subito rivelata da Renato Brunetta, arriva durante il summit del Partito Popolare di due giorni fa a Bruxelles. In quell’occasione, come ricorda il presidente dei deputati di Forza Italia, la Merkel elogia esplicitamente Berlusconi lodando «la sua azione di raccordo con Gheddafi che di fatto permetteva, negli anni pre-2011, di gestire la difficile situazione libica». Le lacrime di coccodrillo spese in memoria di Berlusconi non sono un’esclusiva della Cancelliera. Una settimana fa anche Barack Obama ha riconosciuto indirettamente gli errori commessi in Libia nel 2011 quando la Nato lanciò, rifiutandosi d’ascoltare il parere di Berlusconi, la campagna di bombardamenti culminata con l’uccisione di Muhammar Gheddafi. Una campagna fomentata da due alleati come il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico David Cameron che Obama non esita a definire «alleati parassiti ed interessati» nell’intervista uscita la settimana scorsa su «The Atlantic». L’attacco di Obama agli alleati francesi ed inglesi chiarisce indirettamente come la campagna libica lanciata dall’Alleanza Atlantica nel 2011 non sia stata condotta per difendere una fantomatica rivoluzione, ma semplicemente per mettere le mani sulle fortune libiche e cancellare i rapporti privilegiati intessuti da Silvio Berlusconi. Anche Obama, insomma, sembra sospettare che Cameron e Sarkozy abbiano approfittato dell’isolamento di Berlusconi per tentar di scippare le commesse dell’Eni e trasferirle alla Total e alla Bp, ovvero alle rispettive compagnie petrolifere di bandiera. Ed abbiano nascosto il tutto sotto la maschera di un intervento indispensabile per difendere la popolazione civile dalla rabbia del dittatore. Peccato che quel tentativo abbia portato al caos il Paese trasformandolo nella nuova frontiera dello Stato Islamico e in un immenso serbatoio di profughi. La prima a difendere le posizioni berlusconiane sulla Libia era stata l’ex segretario di Stato Hillary Clinton. Nel suo libro «Hard Choices» («Scelte Difficili») uscito nel 2014 ricorda la furia con cui Berlusconi contrasta, durante al il vertice di Parigi del 2011, l’interventismo francese in Libia minacciando di negare alla Nato l’utilizzo delle basi sul suolo italiano. «Berlusconi sentiva che in prima linea ci dovesse essere l’Italia e non la Francia, anche per la sua posizione strategica nel Mediterraneo» scrive la Clinton ammettendo, subito dopo, che sarebbe stato più saggio dargli ascolto. «A parte l’ego ferito – scrive Hillary Clinton – Berlusconi e altri avevano buone ragioni per essere preoccupati: senza una linea di comando e controllo chiara, tutto può sfociare in una confusione pericolosa». Cinque anni dopo nessuno sa ancora come porre rimedio

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GHEDDAFI A ROMA: BERLUSCONI A CIAMPINO
DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” – ALCUNI LINK 2013 / 2015
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2011 2015 – MU’ AMMAR GHEDDAFI : <> – (“così passa la gloria del …

https://azimutassociazione.wordpress.com/…/2011-2015-mu-ammar-ghe

25 set 2015 – Associazione Culturale Azimut … Da “Azimut Archivio Online” : azimutassociazione@libero.it scritto: 15-set- … Subject: FW: Lehner su Gheddafi.

SPECIALE MU’ AMMAR GHEDDAFI | Associazione Azimut

https://azimutassociazione.wordpress.com/…/speciale_mu_ammar_gheddafi

30 ott 2013 – 26/ott/2012 – Associazione Azimut Anteprima di web : Friday, October 26, 2012 E .mail : LA … La NEMESI: Su Gheddafi ed altro… … Blogsu …

gheddafi | Associazione Azimut

https://azimutassociazione.wordpress.com/tag/gheddafi/?iframe=true…

30 ott 2013 – Posts about gheddafi written by Production Reserved. … NORBERT HOFER SOLO T… su RAPPORTO SVIMEZ AZIMUT AI GIOV…

[ da “azimut archivio online” – da redazione ( a Cosenza ) per le Calabrie ]

[“AZ.” ]     (  DALLE CALABRIE – COSENZA – “NEMESI” )

[ Olivieri Giancarlantonio  – Cosenza li 23.10.2011 ]

ODE

 Cosenza 

2011
 [ ACCADDE IERI  – “AZIMUT” / ARCHIVIO ]                

 Nemesi                                                                                                                  

Il magiaro, per ventura

ma non per caso capo                                                                            

dei  Franchi, emulo  del                                                                         

grande corso

ma forse..più banalmente,

semplice esattore d’insoluti

o  esecutore dei desiderata

di  pifferai avidi,

fomentò la lega

ed aizzò l’attacco

Alto disse, è il

grido che ci giunge

per la democrazia e

forte è l’anelito

alle libertà dei libici

Ah!nomi  magici,

il cui pronunciar muove

aerei e navi e bombe

intelligenti.. ed assassini

Quel Muammar Gheddafy,

incalzò è un satrapo,

 un terrorista,

un pericolo per il progresso,

per l’umanità e per la pace

 

E a portar pace, giù guerra

casa per casa,

bomba per bomba  ad ammazzar

cattivi ed appoggiare buoni

c’erano tutti a far piover bombe

sulla Libia e su Muammar

Tutti  padroni e lacchè,

in un patto da branco

Anche Silvio,l’amico,

Ah! com’era stato meglio,

per l’Italia, non esserci

Ed un giorno di ottobre lo vedemmo                                               

Ed un giorno di ottobre lo vedemmo

il Grande Fratello ce lo mostrò

lacero insanguinato pesto,

come il Cristo di Gibson, ma arabo

Ancora vivo ma un’attimo dopo,

mai visto, già morto dissero poi

che lo stanarano da un tubo

implorante e tremebondo,

e  le TV mostrarono il tubo

ma non mostrarono Muammar

mentr’era stanato dal tubo

tremante ed implorante

Certo,chi mostrerà mai

ciò che non è stato?

E sovviene un cappotto

tedesco a celare un Duce

in pavida fuga,ma nessuno

né partigiano né tedesco

né repubblichino mostrò una foto

Così il venti di ottobre

uccisero  Muammar Gheddafi,

Il giorno prima Madame Sarkosy 

ha partorito Julie, per papà Nikolas

Chi sa se il sangue 

porterà buon augurio

alla piccola Julie,

Che certo è innocente

 ma cosa ne penserà

la Nemesi?

Da “ho ripreso a pensare”      Cosenza 23.10.2011

Olivieri Giancarlantonio

[ ACCADDE IERI  – “AZIMUT” / ARCHIVIO ]
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CORRISPONDENZE
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: basta con l’antidoping soltanto nello sport
Date: Thu, 4 Aug 2016 10:44:39 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  (  . . . )


Sono un atleta, mi sbuccio un ginocchio, mi spalmo una pomata, e così rischio d’essere escluso dalle Olimpiadi, magari da un drogato addetto all’antidoping. Se invece sono un cantante, uno showman, un attore, un regista, e quant’altri assai poco leali, che si sono imposti sui concorrenti grazie alle pippate ed alle sniffate corroboranti, capaci di garantire ispirazione e prestazioni performanti, allora raccolgo consenso, successo, fama. A quando l’antidoping per tutti? Dal ciclista al magistrato, dal pilota al tranviere, dal professore all’opinionista, dal chirurgo al musicista, dall’attuale pontefice al camionista, dal governante all’imam, etc. etc. etc. tutti andrebbero controllati ed eventualmente sputtanati, stigmatizzati e licenziati.Il povero Pantani fu demonizzato a sangue e sospinto al suicidio, in quanto ciclista. Fosse stato un cantante, quand’anche propagandista di droghe, sarebbe tuttora vivo, vegeto ed onorato.Oppure, accettiamo fatalisticamente la deriva degli strafatti ed esclamiamo “tana libera tutti”, smettendola di considerare lo sport il capro espiatorio da sacrificare, per esorcizzare la tragica realtà di un mondo di drogati.

Giancarlo Lehner

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: psicotico pur di non dire terrorista
Date: Thu, 4 Aug 2016 13:28:37 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  / . . . )


In Occidente, non tutti i pazzi sono uguali.Ad esempio, non tutti i malati di mente accoltellano ed ammazzano i passanti.Tutti gli alienati maomettani, però, accoltellano ed ammazzano sempre i passanti.

Giancarlo Lehner


 
Una lacrima
ci seppellirà
 
di Gianluca Pettinato
 
Una lacrima sul viso. L’Europa che non esiste – quella divisa su tutto, che non ha una politica estera comune, non ha un esercito comune né una politica dell’immigrazione – ha finalmente il suo simbolo unificante: un volto che piange. È la nuova bandiera dell’Ue da esporre in occasione di attentati terroristici. Com’è accaduto a Nizza, dove a travolgere l’Europa è bastato un camion. Anche lì – come a Dacca, Madrid, Londra, Mosca, Bruxelles, Parigi e mille altre volte – piangere è stata la cosa che ci è riuscita meglio. E poi la commozione, lo sgomento, le condanne morali, la promessa che «i terroristi non cambieranno le nostre vite», che «difenderemo i nostri valori» (quali?) e bla bla bla. Infine, la rassicurante presa d’atto che da questo tipo di terrorismo «è impossibile difendersi». E poi la fregnaccia delle fregnacce. Quella che le supera tutte e corre di bocca in bocca ai negazionisti dell’uso della forza come unico modo di combattere il terrorismo islamista: «Serve più intelligence». Un’insopportabile nenia, utile solo a negare l’uso della forza militare e un’elementare verità: se sei in guerra devi colpire duro. Altrimenti morirai.Ma la morte – si sa – è sempre degli altri. E una lacrima non si nega a nessuno. Dunque presto dimenticheremo Nizza come abbiamo dimenticato Dacca e tutto il resto. Anche in questo caso i lucciconi lasceranno il posto alle tirate politicamente corrette sul multiculturalismo: la vera risorsa, l’autentico antidoto contro il virus dell’odio. Che poi la realtà dica che Francia, Usa, Inghilterra, Belgio e tutti i modelli portati ad esempio del trionfo del multiculturalismo siano miseramente falliti, e si siano trasformati in un cancro che sta divorando le nostre società, è una bazzecola. La realtà non è come la vorremmo? Pazienza, bisogna insistere. E continuare a morire.Spente le fiaccole del nostro dolore, espresso il cordoglio a reti unificate, torneranno tutti a parlare di accoglienza e a fingere di non vedere l’essenza di questa tragedia: che il terrorismo nasce dall’interno dell’Islam e si nutre delle parti più aggressive e sanguinolente del suo testo sacro. Dirlo, ovviamente, non significa sostenere che tutti gli islamici siano terroristi, ma riconoscere che il fondamentalismo non è il frutto di una rottura con la tradizione, ma nasce, cresce e si propaga nel cuore della umma dei fedeli musulmani. È per questo che i suoi proseliti sono tanti. Quante volte avete sentito un leader islamico importante di una Nazione occidentale chiedere ai musulmani di ripudiare il jihad? Quanti hanno fatto nomi e cognomi di jihadisti? È un fatto che i tagliagole islamici colpiscano i cristiani, anche se noi ormai siamo cristiani solo nella loro immaginazione sanguinaria. Certo, poi c’è anche la guerra civile nel mondo musulmano, ma questi vogliono distruggerci, non convivere. Dominarci, non integrarsi. Continuiamo a rifiutarci di comprendere questo snodo centrale dell’intera vicenda terrorista perché temiamo l’accusa di razzismo, xenofobia e le mille altre diavolerie inventate da quelle élite salottiere e sinistre che un musulmano o un profugo non l’hanno mai neanche visto. Su certe terrazze – si sa – è difficile fare certi incontri. Questa mancata presa di coscienza, che si traduce in cattiva coscienza, sta armando i nostri carnefici perché ci impedisce di elaborare politiche di contrasto militare al terrorismo. Le uniche in grado di garantire un minimo di efficacia.
Una lacrima ci seppellirà.
Gianluca Pettinato
 
Governo cancerogeno 
Così tutti a rischio 

di Gianluca Pettinato 


È ufficiale: il Governo è cancerogeno. La soluzione pasticciata ed emergenziale che l’Esecutivo sta provando a mettere in piedi per salvare Mps, infatti, è molto pericolosa. Come avevamo fatto notare su queste colonne, essa rischia di estendere alle parti sane del sistema la malattia figlia della corsa sfrenata alla finanziarizzazione dell’economia. I 500 milioni chiesti alle casse di previdenza dei professionisti, da versare nel fondo Atlante 2 per comprare le sofferenze di Mps, puzzano non solo del bruciato che c’è, ma di quello che verrà. Evidentemente Renzi considera i patrimoni di queste casse alla stregua delle tasche degli italiani: un bancomat cui attingere in caso di difficoltà. Solo che il compito delle casse di previdenza autonome non è quello di impegnarsi in rischiosissimi acquisti di crediti deteriorati a prezzi che il mercato rifiuta di fare, bensì quello di realizzare investimenti oculati, che salvaguardino il capitale con un rendimento che garantisca un futuro previdenziale ai propri associati. Il tutto, si badi bene, senza oneri per lo Stato. L’operazione che il premier sta facendo, invece, tende di fatto a mettere le mani sul patrimonio delle casse. Oggi per salvare Mps – la banca amica della sinistra – domani chissà. Si sente dire che in cambio di questo impegno, alle casse il Governo assicurerebbe un trattamento fiscale di favore. Sarebbe l’ennesima presa in giro, visto che fu proprio l’esecutivo Renzi a portare la tassazione sul risparmio e gli investimenti finanziari dal 20 al 26%. Una volta palazzo Chigi utilizzava la propria moral suasion per convincere gli investitori a comprare titoli di Stato. Oggi invece “costringe” enti privati a fare investimenti il cui rischio reale e futuro è difficilmente calcolabile. Questo è il modo migliore per estendere il cancro della finanza soazzatura nel nostro sistema economico. Non sta scritto da nessuna parte, infatti, che l’infezione dovuta alla malagestione di certe banche debba estendersi a un pezzo del sistema previdenziale. Oggi tocca ai professionisti, ma domani potrebbe essere il turno di qualcun altro. Cosa accadrebbe se un’altra banca dovesse avere la necessità di vendere crediti deteriorati a prezzi che il mercato rifiuterebbe? Il Governo chiederebbe altri soldi alle casse? Si rivolgerebbe a nuovi soggetti? E a chi? Si sta mettendo in piedi un intervento pubblico mascherato, in cui a pagare però sono alcuni e non altri. Con la conseguenza che la malattia, invece di essere circoscritta, si trasmetta alle parti non malate. È una pazzia. Una pazzia cancerogena che va fermata. Come il Governo che vuole imporcela. 

Gianluca Pettinato

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L’EDICOLA
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——- Original Message ——–

Subject: 5 Agosto – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Fri, 05 Aug 2016 05:36:07 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


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Venerdì, 5 Agosto 2016
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La gara a chi tra Pd e M5S è più “manettaro” ha fatto un’altra vittima: Antonio Stefano Caridi, senatore di Gal, formazione afferente al centrodestra, per il quale l’aula del Senato – in conformità con la proposta della competene Giunta per le Immunità – ha disposto l’arresto accogliendo con 154 si, 110 no e 12 astenuti la richiesta del gip di Reggio Calabria                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Leggi tutto >
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 Religione [ TRATTO DAL WEB ]

2

 

 

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OGGI
PER NON DIMENTICARE : LIBIA GHEDDAFI E ALTRO [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 6 AGOSTO 2016 ]
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 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
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