ESTATE ANOMALA BUSSA SETTEMBRE E IL DIBATTITO SUL FUORI TEMA DELLA “RIFORMUCOLA” DI RENZI CONSIDERAZIONI ORTODOSSE E CONSIDERAZIONI ETERODOSSE


ESTATE ANOMALA BUSSA SETTEMBRE E IL DIBATTITO SUL FUORI TEMA DELLA “RIFORMUCOLA” DI RENZI CONSIDERAZIONI << ORTODOSSE >> E CONSIDERAZIONI << ETERODOSSE >>

 
ESTATE ANOMALA BUSSA SETTEMBRE E IL DIBATTITO SUL FUORI TEMA DELLA “RIFORMUCOLA” DI RENZI CONSIDERAZIONI << ORTODOSSE >> E CONSIDERAZIONI << ETERODOSSE >> [ “AZ.” – 20.08.’16 ]
 
 
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : AGOSTO 2016 ]
 
LA COPERTINA
 
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( . . . )
Negli ultimi anni – lo scrittore-regista – si vede sempre meno in pubblico a causa della prosopoagnosia, l’incapacità di riconoscere i volti, anche quelli familiari
RAINEWS.IT
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Italia Malata

== IO VOTO NO ==

DI FRONTE A QUESTO SCEMPIO , IL GOVERNO DI NON ELETTI , CON TANTO DI FACCIA TOSTA INVITA IL POPOLO A VOTARE SÌ .
IMMAGINATE COSA SUCCEDEREBBE N

Altro…

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CONSIDERAZIONI << ORTODOSSE >>
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TRATTO DAL << ROMA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >>

Contano le istituzioni non il futuro di Renzi

Opinionista: 

Ottorino Gurgo

Il dibattito tra le forze politiche appare ormai sempre più concentrato sul referendum che, nel prossimo novembre, dovrebbe dar via libera, secondo i desideri di Matteo Renzi, alla riforma della nostra Carta costituzionale. E, forse, è giunta l’ora di interrogarsi su quale sia la reale portata in gioco in questa consultazione. A leggere i commenti dei mass media e, soprattutto, le dispute sempre più accese che, al loro stesso interno, si vanno accendendo tra i partiti, si ha l’impressione che gli italiani debbano andare alle urne per decidere se mantenere o meno alla guida del governo l’attuale presidente del Consiglio. Non è così. Impostare in questi termini la questione costituisce un micidiale errore al quale ha concorso in maniera determinante – dobbiamo dirlo in tutta franchezza lo stesso premier quando ha affermato che, qualora i “no” dovessero prevalere, egli non esiterebbe ad abbandonare la poltrona di Palazzo Chigi. Ora Renzi sembra essersi pentito di questa dichiarazione, ma “voce dal sen fuggita più richiamar non vale” ed era inevitabile che, dopo un’affermazione di questo tipo, quanti (e non sono pochi) smaniano dal desiderio di rimandare il giovane Matteo nella sua Firenze, passassero all’offensiva, trasformando il voto novembrino in un plebiscito incentrato sul tema “Renzi “sì” – Renzi “no”. L’esito del referendum è stato talmente collegato alla permanenza del presidente- segretario alla guida del governo che questi, volendo a tutti i costi legare il proprio nome alla riforma della Costituzione e rendendosi conto di non godere più del consenso popolare, sarebbe – secondo alcuni – entrato nella determinazione di ribaltare la linea sin qui seguita annunciando che, in caso di vittoria del “sì”, abbandonerebbe la vita politica. È un’ipotesi paradossale alla quale, in verità, non riteniamo di poter prestar fede. Ma il fatto che circoli serve a rimarcare il legame che si è determinato tra l’esito della consultazione e il futuro di Renzi. Ma, in realtà, la vera posta in gioco è un’altra. Siamo pienamente convinti, infatti, che la nostra Costituzione, entrata in vigore il primo gennaio del 1948, sia tra le più belle del mondo se non, addirittura, la più bella. Ma, dal 1948 ad oggi, sono trascorsi quasi settant’anni e, dopo settant’anni, anche le cose più belle devono essere aggiornate, rinnovate, adeguate ai tempi. Lo impongono le trasformazioni che in questo periodo sono intervenute nella società che hanno profondamente modificato il nostro stesso modo di vivere e dalle quali una Costituzione non può assolutamente prescindere senza correre il rischio di collocarsi fuori dal tempo nel quale deve essere operante. Del resto non si può dire che di questa esigenza di modernizzazione le forze politiche non siano state consapevoli se è vero che, dal 1983, cioè già da trent’anni, hanno cercato di realizzare il rinnovamento della Carta. Con questo intento, una dopo l’altra, si sono succedute ben tre commissioni bicamerali (quella presieduta da Aldo Bozzi tra il 1983 e il 1985; quella guidata da Ciriaco De Mita e Nilde Jotti tra il 1992 e il 1994; quella con alla testa Massino D’Alema tra il 1997 e il 1998). Nessuna di queste commissioni è riuscita a condurre in porto la riforma. Ora siamo ad una svolta. Che la riforma, così come Renzi l’ha voluta, sia imperfetta è fuori discussione. Ma vien da chiedersi – non dimenticando il vecchio adagio secondo cui “il meglio è nemico del bene” – se sia davvero il caso di mandare all’aria tutto il lavoro compiuto (al quale, sia detto, per inciso, gli attuali oppositori avrebbero potuto dare, quando se ne è discusso in Parlamento, un più attivo contributo). Una cosa ci sembra certa: se la riforma sarà bocciata passeranno anni prima che ad essa si torni a porre mano e chili di polvere si accumuleranno sulla nostra Carta costituzionale, sino a trasformarla dalla più bella alla più sorpassata del mondo. È questo il tema che dovrebbe esser posto al centro del dibattito e sul quale – entrando nel merito – le forze politiche dovrebbero illuminare i cittadini i quali hanno il diritto di sapere se la riforma per la quale il presidente del Consiglio si batte con tanto vigore, rinnova realmente, sia pure in modo non del tutto perfetto, le nostre istituzioni (che sono quel che conta) o è un “mostro” ed è meglio lasciar le cose come stanno ? Insomma, la vera posta in gioco non è la sorte di Renzi che ci sembrerebbe più saggio legare ad altri temi e ad altri momenti della vita politica, ma l’efficienza delle istituzioni.   

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L FIORENTINO DIRECTOR
 Renzi e Hollande: "Insieme per cambiare l'Europa"
IL FIORENTINO DIRECTOR
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IL FIORENTINO DIRECTOR
 
URGE < SFRATTO >…
IL FIORENTINO DIRECTOR
 

Arriva il Direttore – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=Yt7riYUbXPc

13 mar 2008 – Caricato da Vittorio Peron

Nilla Pizzi e L’Orchestra Angelini ♪ Vola Colomba ♫ Video & Audio Restaurati HD – Duration: 4:25 …

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CONSIDERAZIONI  << ETERODOSSE >>
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Il fuori tema della “riformucola” di Renzi
 
“Azimut” il presidente
Arturo Stenio Vuono Arturo Sternio Vuono
 
AI LETTORI
   Ai nostri giorni – delle ragioni già abbiamo scritto molto – il mondo è ormai diviso irreversibilmente in campi contrapposti da due tesi antagonistiche che investono la sostanza della politica ( e il suo primato, o meno, sull’economia ), In tale conflitto di fondo – innegabile – definiamo neo “democraticismo” e ( in embrione ) << populismo >> i due tipi di approccio alla governabilità. Il grande compito storico che ci sta davanti – inutilmente “negato” – , un compito che richiede non meno immaginazione che volontà, è quello di giungere a un’etica della competizione su cui possa fondarsi la valorizzazione del confronto e dello scontro.
   Ci sembra pacifico che noi, nel ricondurre il discorso centrale della contrapposizione all’etica – e cioè alla scienza della condotta umana – intendiamo riferirci alla concezione ( dell’etica ) come scienza dei mezzi idonei al raggiungimento dei fini cui la condotta degli uomini dovrebbe essere indirizzata: scienza che deduce, quindi, sia il fine che i mezzi dalla natura dell’uomo ( della nuova contrapposizione ), avversario o nemico ? è altro problema.
   Una nuova etica della << Politica >> ?
E’ il problema centrale delle nostre considerazioni. E ciò sia a livello micropolitico sia a livello macropolitico; sia con riferimento ad ogni Stato, a base della società, sia con riferimento alla struttura economica che ne discende e alle derivate articolazioni politico-sociali.
   La Stato, da noi, è l’assieme delle categorie giuridiche ed economiche della società, della società cioè che fa derivare le sue funzioni di titolarità – e i suoi diritti – dall’essere libera e facultata a mezzo della legislazione “democratica”.
  Ebbene noi riteniamo che tale struttura debba essere modificata. Al “democraticismo” deve accompagnarsi il riconoscimento della legittimità del << populismo >>. E in tale considerazione non è la filosofia della funzione dello Stato che va modificata, ma la filosofia del sistema politico-economico ( dal parlamentarismo alla democrazia diretta ) nel quale s’è calato. E ciò per la semplice considerazione che il  reale pluralismo ( che è cosa diversa dalla teorica enunciazione delle libertà ) non può subire giudizi di valore.
   E il discorso giuridico?
  E’ noto, infatti, che il sistema politico che fa capo all’attuale codificazione s’è ultimamente caratterizzato – per quanto specificatamente si riferisce ai diritti della rappresentanza – dal tentativo di passaggio dalla rilevanza della nozione di esclusiva “decisionalità degli eletti” alla ipotesi di rilevanza della nozione di predeterminata – elettoralmente – “funzione delegata” in entrambi i rami del parlamento. Tale svolgimento, che sembrava utopia allorchè vi furono diverse enunciazioni, seppure non compiuto, s’è reso possibile per il pronunciamento, un poco comune a tutti ( almeno sulla carta ), in specie nell’ultimo decennio, in favore di riforme e di nuove regole per le urne.
   Se ciò è vero, come è vero, dobbiamo però dire che la evoluzione definitiva di tale svolgimento è rimasta bloccata dal permanere del privilegio, fruente da senatori e deputati, cosiddetto delle “mani libere”; cioè, il principio, definitivamente distorto dalla dominante rilevanza soggettiva data alla figura dell’eletto : titolare ( all’interno del parlamento e all’esterno di esso ) dei diritti derivanti dal << mandato senza vincoli >>; diritti – senza obblighi – derivanti dall’esercizio illimitato delle attività di legislatura e non limitato alle scelte, secondo libertà e coscienza, sulla formazione delle singole leggi.
   Così stando le cose, siamo del parere che proprio sbloccando lo svolgimento verso la meta del superamento di un vetusto << parlamentarismo >> ( di certo non il meglio della costituzione repubblicana ) – operante in un quadro di pedissequa accettazione delle direttive sovranazionali – può realmente riformarsi la nostra << magna carta >> il cui articolato, nei principi, gode – unanimemente – d’una forte condivisione.
 Nelle considerazioni che abbiamo in breve sviluppato ci occupiamo, prevalentemente, di tematiche che attengono i molti e diversi comportamenti di << democratici >> e << populisti >>; e, oggettivamente, può ritenersi – un paradosso ( ma a ben vedere non è tale ) – che questi ultimi, gli “eversori”, al contrario sono portatori delle nuove istanze di tutela e ammodernamento a riguardo di trattati, e le convenzioni, che non funzionano oltre che per la legittima difesa dall’egemonia – su tutto  – della finanza, questa sì l’eversione.
  Ma è ovvio che non ignoriamo che tale problematica non può non considerare che il “terreno” – per il futuro prossimo venturo, dal quale può trarre permanentemente forza vitale la nazione -, come ogni altra – segnatamente in occidente -, è la ricerca di un modus vivendi tra le due tesi antagonistiche.E in questo “terreno” è anche la salvezza del sistema sociale, salvezza rispetto al sistema politico e, con questo, rispetto allo Stato.
   Salvezza, diciamo, e non “compromesso”. Salvezza: linfa vitale d’una costituzione riformata entro uno Stato, però, né succube, né rinunciatario, né subalterno. Uno Stato nel quale gli eletti concorrano sì alla formazione delle regole di esso Stato ( non concedendosi deroghe “cicero pro domo sua” ) : ma di uno Stato che non sia occupato né dai nominati, né dagli imposti.
    Ciò che ripetiamo è una breve sintesi di quanto ha già visto la luce – in tempi diversi e a “caldo” – nei nostri precedenti scritti. Sarà aggiornata e, via via integrata, ma già la riteniamo d’attualità in vista del prossimo referendum e al logico, conseguente, intensificarsi  del dibattito sulla “riformucola” dl Renzi.
   Che cosa ne pensano , di queste nostre considerazioni << eterodosse >> , gli arcinoti << grandi >> e << piccoli >> ( analisti, intellettuali, filosofi, etc. ) dei quali si serve l’asfittica politica italiana ?
   Le hanno letto – costoro  ( protagonisti del fuori tema ) – le pagine che va scrivendo il << populismo >> ?
 
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ALTRE NEWS
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Subject: I: Lehner: ma quanto guadagnano i magistrati italiani, compresi quelli che non scrivono le sentenze.
Date: Tue, 16 Aug 2016 10:07:11 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )

La dottoressa Raineri, magistrato in prestito al Comune ingrillito di Roma, reagendo allo scandalo dei 193.000 euro per fare il capo di gabinetto della Raggi, ha detto che, in verità, ci rimette. Infatti, ha aggiunto:« Il mio cud è 199mila euro solo dalla magistratura, più altri 7mila di commissione tributaria ». Insomma, 17.250 euro al mese, all’incirca la somma di dieci stipendi di altri meno privilegiati vincitori di concorso statale, come gli insegnanti di scuola media.La domanda è quanto guadagnano i magistrati italiani? Sarebbe giusto che, come per i politici o i dirigenti della Rai, fossero resi pubblici i loro stipendi, compresi quelli dei togati che non scrivono le sentenze entro i 90 previsti e neppure entro i 365 giorni.Purtroppo, una classe politica inetta, imbelle, irretita e tremebonda, che ha avuto paura financo di togliere qualche ora alle lunghe ferie togate, non avrà il coraggio di arrecare disturbo alla casta faraonica detentrice del vero potere forte.

Giancarlo Lehner

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Subject: Lehner: mamma li turchi analfabeti!
Date: Wed, 17 Aug 2016 11:16:26 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Stando alle cifre e alle categorie dei turchi accusati di partecipazione al fallito golpe, salta agli occhi che tutti coloro che sanno leggere, scrivere e, in più, quelli che sono stati capaci di esercitare attività professionali di buon livello -artisti,  avvocati, ufficiali, docenti, giornalisti, scrittori, magistrati, etc. etc.- si ritrovano oggi in galera. Se ne evince, dunque, che con Erdogan ed i suoi degni associati (dalla Merkel ad Obama) si schierano compatti soltanto analfabeti militanti, incapaci totali,  duri di comprendonio.Santa Massoneria, tu che ispirasti il grande  Kemal Ataturk, pensaci tu a restituire la Turchia ai turchi dotati di intelletto e qualità.

Giancarlo Lehner

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Pietro Diodato e Stenio Bove hanno condiviso un link.
Garibaldi, l’eroe dei due mondi arrivò a Napoli a bordo di un treno…
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Giovanni Gentile
( . . . )
regia Mirko Adami, Vittoriale degli Italiani, documentario dell’ultima dimora di Gabriele d ‘Annunzio
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L’EDICOLA
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Subject: 19 agosto – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Fri, 19 Aug 2016 05:59:06 +0200
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Venerdì, 19 Agosto 2016
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“Sarei contrario ad una legalizzazione totale. Le droghe leggere rappresentano introiti insignificanti per la mafia. Se controllate, probabilmente evitano interventi chimici che stanno portando anche alla tendenza all’assuefazione o al vizio”.                                                                                                                              Leggi tutto >
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Subject: 18 agosto – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Thu, 18 Aug 2016 06:20:08 +0200
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Giovedì, 18 Agosto 2016
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Vladimir Putin tesse la sua tela. Forse è l’unico a farlo e a saperlo fare. Una tela a maglie strette, una specie di rete, dentro la quale rischiano di restare soffocate l’America presuntuosa e arruffona di Barack Obama e della Hillary Clinton e l’Europa imbelle e supina delle Merkel.                                                                                                                                                       Leggi tutto >
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Subject: 17 agosto – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Wed, 17 Aug 2016 06:19:20 +0200
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Mercoledì, 17 Agosto 2016
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L’emergenza migranti stravolge il linguaggio della sinistra. E non solo della “sinistra fighetta” che ha eletto Capalbio a roccaforte progressista della villeggiatura politicamente corretta.                                                                                                                                                      Leggi tutto >
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Subject: 16 agosto – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Tue, 16 Aug 2016 05:41:05 +0200
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Martedì, 16 Agosto 2016
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«Sono contentissimo della finale che ho disputato. È pazzesco arrivare a due ori, non me l’aspettavo: ero sicuro che sarebbe stata ultima olimpiade e quindi vediamo cosa succederà». Lo ha detto Nicolò Campriani, dopo il trionfo alle Olimpiadi di Rio nel tiro a segno, carabina 50 metri.                                                                                                                                                     Leggi tutto >
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(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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