L’EUROPA CHE SBALLA E L’ASSE <> CON L’AMMENICOLO DELL’ITALIOTA-MEZZADRO CHE (VENTOTENE ) VAL BENE UNA MESSA


L’EUROPA CHE SBALLA E L’ASSE << “LURCHI” & “FRANCHI” >> CON L’AMMENICOLO DELL’ITALIOTA-MEZZADRO CHE (VENTOTENE ) VAL BENE UNA MESSA

 
L’EUROPA CHE SBALLA E L’ASSE << “LURCHI” & “FRANCHI” >> CON L’AMMENICOLO DELL’ITALIOTA-MEZZADRO CHE (VENTOTENE ) VAL BENE UNA MESSA [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 24 AGOSTO 2016 ]
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : AGOSTO 2016 ]
 
LA COPERTINA
 
© AP
[“AZ.”] – DUE LEADER E MEZZO SI PARLANO ADDOSSO, NEL BUEN RETIRO BLINDATO, COME IL PROGRAMMA DETTO’……(SULLA “GARIBALDI” A  VENTOTENE – 22 AGOSTO 2016  – FRANCOIS HOLLAND, ANGELA MERKEL E “IL RENZI”…… ) – tratto dall’editoriale a commento della giornata – vedi : sotto
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 “AZIMUT” – IL POST DEL PRESIDENTE
Arturo Stenio Vuono
VENTOTENE VAL BENE UNA MESSA
Arturo Stenio Vuono
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NAPOLI, 24 AGOSTO 2016
   Due leader e mezzo si parlano addosso, nel buen retiro blindato, come il programma dettò.
   L’incrociatore portaeromobili, dei 577 “garibaldini” di bordo ( solo per via del nome dell’incrociatore ), salpando da Napoli arriva al largo di Ventotene e ospita il vertice ( “… Cunsiglio ‘e vorperammaggio ‘e galline:consiglio di volpidanno di galline… ); Angela Merkel e Francois Hollande, giunti all’aeroporto partenopeo di Capodichino, lunedì 22 u.s., e, dopo, per il prosieguo – con l’elicottero – per l’isola pontina, indi sulla portaerei per il convito confidenziale, regalano a Matteo Renzi una giornata di “marcia trionfale” e una benevole sospensione, a tanto finalizzata, del predominio ( e del veni, vidi, vici : « venni, vidi, vinsi » ). Fatto il piacere, aderendo alla supplica, il ritorno – stesso modo e stesso mezzo – per il ritorno in Germania e Francia. Misure di sicurezza a go go, con spazio aereo in parte interdetto, eccetera ( ma chi li vede ? chi li sente ? chi li pensa e chi li minaccia ? ); quando costò la doppia trasferta, per l’accoglienza degli ospiti, sotto forma  di << affare di stato >>, del giovanotto ?
   Lasciamo ai lettori le fatiche, e la noia, del districarsi nell’enfasi della cronaca – resoconto dei media ( di ieri 23 ), tutto miele e zucchero, nel segno dell’autocelebrazione di “Matteo il fiorentino”; “il Renzi” che, per mantenersi a galla – tra il Nazzareno e Palazzo Chigi, si spende in una – tra le tante – sue “combinate” ( per “l’interesse dell’ Italia – ohibò ), che rendono molto sul piano di ricerca della notorietà; ma, come sempre,  con il poco o il niente di risultati, in quanto all’Europa con ripetitive petizioni di principio su quel che vagheggia – fa tutto lui – ma che non c’è. Le ovvietà, inconcludenti, che ormai stancano e irritano i molti e che, da qualche tempo, si meritano le scudisciate degli osservatori più onesti – e ce ne sono – , più neutri e più accorti.
       Il premier, incollato alla poltrona che – oggettivamente – vacilla, alla vigilia dello “storico 22 agosto” ( ospite al tradizionale al << Caffè della Versilia >>, interrogato dal giornalista mediaset Paolo Del Debbio ), ha cavalcato il delirio dell’onnipotenza: << ( sull’Europa ) << Con Merkel e Hollande nell’isola pontina per rilanciare l’Ue a partire dal basso >>; ha poi chiaramente nascosto la manina: << ( sull’economia ) Non va benissimo crescita zero come la Francia ma speriamo di chiudere il 2016 a più 1% >>; ammansito altri e imprevisti dissenzienti : << ( sull’Anpi ) I partigiani vengano alla festa dell’Unità con me…>>; ammonito uno degli oppositori interni : << ( su D’Alema ) Non utilizzi la consultazione popolare dell’autunno per tentare di rincorrere una rivincita >>; e ha rassicurato i titolari degli scranni : << ( sul referendum ) Al voto comunque nel 2018 >>. Questo il personaggio che, a resistere – resistere – resistere , ricorre e corre a Ventotene.
   Lasciamo la cronaca e una qualche più seria osservazione, invece, merita l’assolto compito di legare l’incontro dei tre ( due leader e mezzo ) con le vicende che, tra il 1941 e il 1944, portarono alla gestazione del Manifesto  – di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi ( con la successiva collaborazione di Eugenio Colorni ) << Per un’Europa libera e unita >> ( e altro che, nel tempo e ad oggi, seguì per l’unità del vecchio continente ); trattasi del lungo editoriale che ha visto la comparsa – sul quotidiano “Il Mattino” di Napoli ( in prima e alla pagina 9 ), sempre alla vigilia dell’incontro, – del fondo, a firma di Biagio de Giovanni, << Gli ideali di Ventotene e la crisi dell’Europa >>. Articolo che diamo – sicuramente –  per letto ( con titolo e sottotitoli ) : “L’analisi – Ventotene, un sogno non infranto L’Europa nazione unica alternativa – Renzi, Merkel e Hollande domani sulle orme di Spinelli e Rossi”; “La storia – Il Manifesto nasceva come alternativa ai totalitarismi ma è intatta la prospettiva” ; ” Il rebus – Il progetto dei fondatori in larga parte irrealizzato ma cosa accadrebbe se fallisse? “; e altro per le biografie dei promotori.
   Non è nostra intenzione minimizzare i contenuti dell’articolo. Se pregevole quanto all’esposizione, ineccepibile sul piano storico e puntuale sui fatti – salvo le nostre riserve, a riguardo dell’unificazione europea, – ; unità perseguita, e che ha ricchezza di pagine storiche e, in merito,  ideali nutriti per due millenni; Ventotene, perciò, non può, di certo, essere l’ << ombelico del mondo >>. E, infine, non ne condividiamo le conclusioni : << Speriamo che la provvidenza che, secondo alcuni, governa la storia umana, illumini le menti degli uomini di Stato riuniti a Ventotene >>. 
    Nossignori, diciamo, proprio impossibile. Nel convivio s’è vista – purtroppo – l’Europa che sballa; n evidenza l’impotenza dell’asse tra lurchi e franchi; e, a mezzadria il Renzi, che – ad esso – solo Ventotene val bene una messa.
 
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NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE ( tratto dal “Secolo d’Italia” )
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No alla riforma costituzionale in nome della libertà e di una vera democrazia

No alla riforma costituzionale in nome della libertà e di una vera democrazia

lunedì 1 agosto 2016 

Noi, cittadini di una Nazione democratica, consapevoli che un libero parlamento è il presidio delle libertà costituzionali della persona, riteniamo che la stabilità dei governi non possa essere costruita sull’asservimento delle Camere al potere esecutivo. Per questo pensiamo che il capo dell’esecutivo debba essere eletto direttamente dai cittadini, rendendo così stabili i governi, non più sfiduciabili da una occasionale maggioranza parlamentare e insieme facendo finalmente libero il parlamento di esercitare pienamente il potere legislativo e di controllo, votando, se necessario, anche contro il governo, senza il condizionamento di provocarne con ciò la caduta.

 Gli errori della riforma costituzionale

La legge elettorale deve poi assicurare una rappresentanza reale e non falsata, delle forze politiche esistenti e una effettiva libera scelta degli elettori dei loro rappresentanti, perché questa, questa sola, è la vera essenza della democrazia. Il combinato disposto riforma costituzionale-legge elettorale, predisposto dal governo Renzi, produce invece effetti opposti, da un lato rende completamente asservito il parlamento all’esecutivo per assicurarne la stabilità, dall’altro priva praticamente i cittadini del diritto di scelta dei propri rappresentanti, tanto alla Camera che al Senato. Quest’ultimo organo, poi, mantenuto in vita con tutte le sue strutture, ma senza più le caratteristiche di Camera elettiva, diviene un vero e proprio fattore di confusione istituzionale, perché, privo di molte competenze attualmente regionali o condivise, mantiene però competenza sulle leggi costituzionali e sulle leggi europee, pur essendo nominato dai consigli regionali. La riforma elettorale è legata alla riforma costituzionale anche dal fatto che non prevede più elezioni politiche per il senato, senza però che esso sia stato ancora definitivamente abolito, come Camera pienamente deliberante, con il rischio conseguente di stallo politico-elettorale, per la contraddizione che si potrebbe produrre tra le due camere, dopo l’esito referendario. Una situazione anomala, che il governo ha scientemente determinato per provare a creare un fatto compiuto, con poco rispetto della scelta che i cittadini democraticamente faranno nel referendum. Il quadro normativo, mal definito e farraginoso, sui limiti di intervento deliberante del Senato nei rapporti con la camera, sarà poi foriero di inefficienze e di un contenzioso di fronte alla corte costituzionale, maggiore di quello che si è provato ad eliminare nei rapporti diretti con le Regioni. Ma il fatto fondamentale resta quello del deficit di democrazia, del Parlamento ridotto a strumento tecnico del governo, composto in massima parte da nominati e in cui una ridotta minoranza potrebbe trovarsi a governare con ampia maggioranza, in virtu di una legge autoritaria. È una riforma costituzionale che tradisce sostanzialmente la costituzione stessa nei suoi principi fondanti e che sbarra la strada ad una vera riforma con elezione diretta del capo dell’esecutivo, accoppiata a collegi uninominali, che assicuri una democrazia reale ed efficiente. La riforma del governo Renzi non porta ad una democrazia che decide, ma ad un autoritarismo inefficiente.

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IL CASO ETTORE MUTI ( tratto dal “Secolo d’Italia” )
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Il caso Ettore Muti, il parroco all’Anpi: siete come i sinistri bravi di don Rodrigo

Il caso Ettore Muti, il parroco all’Anpi: siete come i sinistri bravi di don Rodrigo

domenica 21 agosto 2016 

Non sono mancate parole dure alla commemorazione annuale del gerarca fascista Ettore Muti al cimitero di Ravenna, organizzata dall’Associazione Arditi d’Italia. A celebrare la messa è stato don Lorenzo Lasagni, parroco di Pisignano di Cervia, che si è scagliato, tra l’altro, contro “l’attacco frontale e sconsiderato all’istituto della famiglia basata sull’unione tra uomo e donna”, e le “combinazioni arcobaleno contro natura: la natura non è un’opinione”.
La messa si tiene ogni anno in occasione dell’anniversario della morte di Muti, che fu aviatore, militare e, per un anno, segretario del Partito nazionale fascista, per poi essere ucciso dopo la caduta del fascismo, in circostanze mai chiarite. Don Lasagni già due anni fa aveva fatto parlare di sé per una dura omelia nella stessa occasione. In apertura ha precisato di aver inviato il testo dell’omelia di quest’anno “al mio vescovo, in modo che si possa regolare”. E ha aggiunto che lo stesso vescovo “mi ha comandato di non parlare di Ettore Muti. Ma io voglio parlare di Gesù Cristo”. Ha poi fatto riferimento alle “ideologie totalitarie del Ventesimo secolo, in primis il comunismo”. E ha attaccato coloro che, nei giorni scorsi, avevano inviato appelli alle autorità affinché vietassero la cerimonia: tra gli altri, l’Anpi e i deputati Andrea Maestri e Giovanni Paglia. “Moderni don Rodrigo – ha detto – con l’aiuto di sinistri bravi progettano di mandare a monte un momento di preghiera e umanità. Questi nostri concittadini sono titolari per dinastia politica della cattedra di democrazia e difensori della Costituzione a seconda delle indicazioni del partito”. Poi gli strali contro “l’abominevole delitto dell’aborto di Stato”, la “manipolazione degli embrioni” e, appunto, le unioni gay. Il sacerdote ha inoltre rivolto una preghiera per “quella poliziotta di Ravenna insultata e violentata verbalmente”: il riferimento è all’agente che, nei giorni scorsi, aveva pubblicato su Facebook un post contro i parcheggiatori abusivi, definiti “puzzoni mantenuti a cui tutto è permesso dall’amministrazione comunale”. Dopo la messa, un corteo di alcune decine di persone (sotto gli occhi delle forze dell’ordine) ha deposto una corona di fiori sulla tomba di Muti. Nessun simbolo politico, nessun saluto romano, come da prescrizioni delle autorità. Presente un piccolo drappello di contestatori, alcuni dei quali portavano una maglietta con la scritta “Partigiano della Costituzione”. Ma non ci sono stati momenti di tensione. Ancora una volta, dunque, l’Anpi ha pensato bene di sollevare un polverone per nulla: chi ha paura di una messa? Nessuno. Sono questi illegittimi custodi della democrazia ad aver bisogno di polemiche fasulle per giustificare la loro inutile esistenza politica.

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ALTRE NEWS

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( . . . ) ·

MICHELE MARCHIO
21 Agosto 1990 – 21 Agosto 2016

Sono trascorsi 26 anni…ma è sempre presente in NOI !

UN GRANDE UOMO

Con le sue battaglie in Consiglio Provinciale, in Consiglio Comunale, alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica.

Altro

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21 agosto ( . . . )
21/08/2014 
Quando le idee erano più importanti degli slogan, quando la struttura di partito era un valore aggiunto, quando al posto delle polemiche sui burkini si faceva cultura politica e di governo…quando si diceva “vai al partito e parlane con Donato”. 
Ciao Don
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Maurizio Pinna

( . . . )

Ieri,15 agosto 2016, trentotto amici hanno gradito gli auguri di Ferragosto apprezzando, senza timore, lo stile e il testimonial scelto per la giornata estiva pensando al mare e al pattino, alla nostra gente e alla nostra terra, alla nostra storia e alla nostra cultura.

A tutti voi che non avete esitato di esserci giunga tutta la mia ammirazione.

——– Original Message ——–

Subject: Letterina ai giornali
Date: Mon, 22 Aug 2016 04:12:02 +0200
From: archifress@tiscali.it
To: associazioneazimut@tiscali.it

Come si permette la polizia francese di abbattere a pistolettate il povero Mohamed Lahouaiej Bouhlel autore col camion della strage sul lungomare di Nizza? E di aver abbattuto senza pensarci un momento anche il povero Adel Kermiche e il suo compagno, sgozzatori del prete in Normandia? E la polizia tedesca come si è permessa di freddare sul marciapiede il povero 17enne afghano Muhammad Riad che ha ferito col machete cinque passeggeri di un treno? Ma siamo impazziti? In Italia devono venire questi poliziotti esagitati, a rieducarsi in Italia, paese del diritto rovesciato, ove di sicuro avrebbero incontrato solerti magistrati che li avrebbero incriminati per omicidio, eccesso di difesa, tortura e un’altra mezza dozzina di reati. Questa è l’Italia signori e signore, che vi piaccia o no

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LA VERITA’ SU ASSAD 
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L’imperialismo non ammette Stati sovrani e popoli liberi. La verità su Assad

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Mario Rossi

21 agosto ( . . . )

Forse, non tutti sanno che:

La famiglia Assad appartiene agli alawiti. La parte più tollerante dell’Islam.
Le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini nella sanità e nell’istruzione.Nei Paesi dell’area mediorientale, la Siria è annoverata fra i più progressisti in termini di diritti di genereIn Siria le donne non sono obbligate a indossare il burqa. La Sharia (la legge islamica) è incostituzionale.La Siria è l’unico paese arabo con una costituzione laica e non tollera movimenti estremisti islamici.Circa il 10% della popolazione siriana appartiene ad una delle molte denominazioni cristiane presenti sia nella vita politica che sociale. Questa tolleranza religiosa è unica nella zona.In altri paesi arabi la popolazione cristiana è inferiore all’1% a causa dell’ostilità sostenuta.La Siria è l’unico paese del Mediterraneo che resta il proprietario della sua compagnia petrolifera, che ha chiesto di non privatizzare.In Siria viene concesso il mutuo sociale di dignità per acquistare casa con prestiti molto agevolati. La Siria ha una apertura alla società e alla cultura occidentale come nessun altro paese arabo.Fino a prima della guerra civile, l’Italia ha stretto molti accordi di collaborazione con la Siria.In occasione della visita in Siria nel 2010, Napolitano elogiava Assad e sua moglie per aver reso la Siria un paese civile, laico, tollerante e rispettoso delle minoranze.Nel corso della storia ci sono stati cinque papi di origine siriana.Benedetto XVI nel suo discorso all’ambasciatore siriano presso la Santa Sede ha definito la Siria come un esempio unico al mondo “di pacifica coesistenza e tolleranza tra i seguaci di diverse religioni”Prima della guerra civile era l’unica zona tranquilla senza guerre o conflitti interni.La Siria è l’unico paese arabo senza debiti con il Fondo monetario internazionale ed ha una sua sovranità monetaria.E’ uno dei pochissimi paesi al Mondo insieme a Russia, Cina, Afghanistan, Iraq, Sudan, Libia, Cuba, Nord Corea, Iran e Islanda a non avere una Banca Centrale Rothschild.La Siria ha ammesso i rifugiati iracheni senza alcuna discriminazione sociale, politica o religiosa.Bashar Al-Assad ha un altissimo consenso popolare.Lo sapevate che la Siria ha una riserva di petrolio di 2.500 milioni di barili, il cui funzionamento è riservata per le imprese di proprietà statale?In una delle e-mail rivelate da Wikileaks, Hillary Clinton scriveva: “Il modo migliore di aiutare Israele a gestire la crescente capacità nucleare dell’Iran è aiutare il popolo siriano a rovesciare il regime di Bachar al-Assad”. Aggiungendo “sarebbe buona cosa minacciare di morte direttamente la famiglia del presidente Assad”.Avete bisogno di qualche altra spiegazione?
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT”  NAPOLI 
 
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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FINE SERVIZIO
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