ROMA PIAZZA SAN PIETRO DOMENICA, 4 SETTEMBRE 2016 CANONIZZAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA : E’ SANTA ( MA LO ERA GIA’ ) ALTRE NEWS


ROMA PIAZZA SAN PIETRO DOMENICA, 4 SETTEMBRE 2016 CANONIZZAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA : E’ SANTA ( MA LO ERA GIA’ ) ALTRE NEWS

 
ROMA PIAZZA SAN PIETRO DOMENICA, 4 SETTEMBRE 2016 CANONIZZAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA : E’ SANTA ( MA LO ERA GIA’ ) ALTRE NEWS [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 4 SETT. ’16 ]
[ in questo numero, tra le tante notizie,  : “Arabia Saudita e Sicilia. Cosa sta succedendo? ” – per leggere tutto vedi : oltre ]
 

La Battaglia di Lepanto domenica 7 ottobre 1571 – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=lzpVi8c3AEk

21 dic 2012 – Caricato da Veneto Impero

La Battaglia di Lepanto domenica 7 ottobre 1571 … Quindi Lepanto é una grande vittoria soprattutto …

Mancanti: canzone
UNA BUONA LETTURA  E UNA BUONA DOMENICA !
 
IN COPERTINA – E’ SANTA ! ( ma lo era già )
 (ANSA) CRISTIANESIMO-E’ PER SEMPRE !

ROMA – Domenica, 4 Settembre 2016 : la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, cerimonia in Piazza San Pietro ( per leggere tutto – vedi : oltre )

 
“Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono
Arrivando agli ultimi degli ultimi, in nome e in gloria del Signore, ha completato l’opera mirabile – nei secoli dei secoli – di tutti i nostri Santi. << la più santa tra i cristiani, la più cristiana tra i santi >> [ ALLELUIA ]

Litanie dei Santi in Latino – Litaniae Sanctorum – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=xpCAsZxfMLg

31 ott 2011 – Caricato da 1PreghieraReginaPace

Pagina Facebook “Una Preghiera alla Regina della Pace diMedjugorje”: …

Litanie dei Santi – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=d8nwzr_Bivg
20 feb 2009 – Caricato da Taranto Santa Teresa BG

Parrocchia Santa Teresa del bambin Gesù – Taranto – Visita Pastorale S.E. Mons. Papa – 20 febbraio 2009 …

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LA CRONACA
 
La canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta © ANSA

[ tratto dal web ] – Madre Teresa di Calcutta è stata proclamata santa da papa Francesco. Presenti in piazza San Pietro 120 mila fedeli e pellegrini. —  “Oggi – ha detto il Papa nella messa di canonizzazione di madre Teresa, scandendo con forza le parole – ( . . . ) —“Penso che forse avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla santa Teresa, la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle ‘madre Teresa’”. Così il Papa, in un inserto a braccio della omelia ( . . . ) — ( . . . ) — Madre Teresa di Calcutta, ha sottolineato il Papa nella omelia della messa “si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato;ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini, dinanzi ai crimini – ha ripetuto – della povertà creata da loro stessi”. “La sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali – ha aggiunto – permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri”. (… ) — Roma blindata per la canonizzazione di Madre Teresa. ( . . . ). Una cerimonia, tra l’altro, trasmessa in Mondovisione nei cinque continenti, con oltre 120 enti televisivi collegati. ( . . . )Lunedì 5 settembre sarà inoltre celebrata per la prima volta la festa di Santa Teresa di Calcutta, e sarà il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ad officiare la messa in Piazza San Pietro alle 10.00.( . . . ) “Madre Teresa è una santa per tutti – ha detto ancora – per i poveri e i ricchi, e per il nostro tempo, devastato da tanta violenza e aridità di cuore, perché ha dimostrato che il male, la miseria che tutti portiamo dentro di noi, può essere perdonato e che, afferrando la mano misericordiosa e sicura che Gesù ci tende, le nostre tenebre possono essere superate”. ( . . . )

[PER LA CRONACA COMPLETA RINVIAMO ALLA RASSEGNA STAMPA-DOMANI]

I LINK

MADRE TERESA di Calcutta: La Provvidenza – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=hK2rhP8ncpg

25 mar 2012 – Caricato da Blog CATTOLICI

MADRE TERESA di Calcutta: La Provvidenza … Oltre 180 argomenti, per la maggior Gloria di Dio …

Ama la vita – Madre Teresa di Calcutta – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=ZzFYf5wfr0M

06 gen 2014 – Caricato da Giusy Frenna

Ama la vita – Madre Teresa di Calcutta Ama la vita così com’è Amala … Your browser does not currently …

MADRE TERESA – Il film completo di Mondo TV! – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=HXUI5yBvSdo

10 nov 2014 – Caricato da I film di Mondo TV

Non perdere i film per bambini targati Mondo TV: rivivi la storia di Madre Teresa di Calcutta! NON …

DISCORSO PER IL NOBEL DELLA PACE DI MADRE TERESA …

https://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0

28 mar 2011 – Caricato da 62Mandrake

Il celebre discorso di M.Teresa di Calcutta alla consegna del nobel per la pace del 1979 nel quale …

Santa Madre Teresa di Calcutta “la notte oscura dell’anima” – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=U0KpSLvZ9y4

28 gen 2012 – Caricato da kitajima74

Madre Teresa di Calcutta e” la notte oscura dell’anima”, dalla prima … It was difficult to watch this …

Inno alla Vita – Madre Teresa di Calcutta – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=bF443JdAzS8

06 mag 2008 – Caricato da RAFFAELE KR

Inno alla Vita – Madre Teresa di Calcutta. una della poesie più belle.

Madre Teresa di Calcutta: ciò che conta. – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=F_imqoa26NY

28 mag 2009 – Caricato da oceanidigrazia

Madre Teresa di Calcutta: ciò che conta. … 05 /09/1997 – Muore Maria Tersa di Calcutta Il mondo piange …

La vita è… (Madre Teresa di Calcutta) – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=ACV_blfCQos

28 feb 2014 – Caricato da CrossinMedia Group

“La vita è…”, una bellissima poesia della Beata Madre Teresa di Calcutta, incontra musica e immagini …

Madre Teresa di Calcutta – Il meglio di te – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=2Lw_0ipl9TM

14 lug 2009 – Caricato da corrado maria giove

Amare con tutto il cuore e gratuitamente, equivale a dare sempre il meglio di sè stessi. Una preghiera di …


Nelle notizie

Madre Teresa – “La madre dei poveri” – di Pina Cataldo e Michele Sciancalepore. Tv2000it.

(  E L’ARTICOLO DELLA VIGILIA  / per leggere tutto – vedi : sotto )

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sabato 3 settembre 2016 – Il Sismografo

ilsismografo.blogspot.com/2016/09/vaticano-la-canonizzazione.html

22 ore fa – Madre Teresa, la santa degli ultimi del mondo. Il Mattino (FrancaGiansoldati) Era una donna minuscola ma il suo cuore era … Nel 2007 Padre Kolodiejchuk, Postulatore della Causa di Canonizzazione, ha pubblicato un libro …

SABATO 3 SETTEMBRE 2016

Il Mattino
(Franca Giansoldati) Era una donna minuscola ma il suo cuore era cosi capiente da poter contenere un oceano. Tutti sapevano di lei, bastava il nome, non c’ è mai stato bisogno di spiegare niente sul suo conto. Sin dagli inizi degli anni Cinquanta la fama di Madre Teresa aveva già valicato i confini dell’ India. Fu Pio XII ad approvare il primo nucleo delle Missionarie della Carità. Indossava un sari bianco bordato di azzurro, in mano un rosario, ai piedi i sandali e quei suoi temi, quelle sue passioni, i poveri, gli slum, i lebbrosi, il recupero dei morti. «Una suorina un po’ strana», raccontarono un giorno ad un giornalista americano dell’ Associated Press in cerca di storie nuove in India.Gli dissero di Madre Teresa e Joe McGowan, che oggi ha 85 anni, rimase due giorni a seguirla nei bassifondi di Calcutta. Uscirono i primi articoli su di lei, e da allora divenne una figura globale. Oggi il volto solcato di rughe di Madre Teresa, raffigurato in un arazzo gigantesco, sventola sotto il sole sulla facciata della basilica di San Pietro, dalla Loggia delle Benedizioni. Domani mattina il Papa la proclamerà santa. Quando morì, nel 1997, Papa Wojtyla avrebbe voluto saltare le tappe dell’ iter previsto e farla santa per acclamazione, subito, così sottopose il quesito ad un gruppo di cardinali di curia ma prevalsero i «no», non era opportuno semplificare le regole perché si sarebbe creato un precedente. Per la gente di tutto il mondo però era una santa vivente già da un pezzo, senza le rigide regole della Congregazione a certificarlo. Papa Francesco ha voluto che Madre Teresa, accanto a Padre Pio, fossero i testimonial del giubileo della misericordia. Sul sagrato, domenica mattina, saranno presenti le delegazioni di tredici Paesi, tra cui l’ India rappresentata ad altissimo livello e il giovane miracolato brasiliano, Marcilio Haddad Andrino, guarito da una terribile infezione al cervello. Il miracolo tanto atteso per la santità. Si prevede poi l’ arrivo di almeno 100 mila pellegrini da ogni parte del mondo. Le misure di sicurezza restano altissime, l’ area vaticana è stata naturalmente bonificata e transennata, e per entrare nella piazza (con il biglietto) ci sarà da fare un po’ di fila. Madre Teresa amata e rispettata da induisti, buddisti, musulmani, atei, è una santa moderna che andrebbe rivalutata non solo per l’ esempio caritatevole che ha dato, una specie di eroina dell’ assistenza ai poveri, ma anche per la mistica e la visione di assoluta fedeltà alla persona di Cristo nonostante «l’ oscurità» che tormentava il suo cuore. I dubbi di fede e su un Gesù che non riusciva a sentire. La notte dell’ anima, come lei stessa ha raccontato al suo padre spirituale, padre Joseph Neuner, che è durata fino alla sua morte. Nel 2007 Padre Kolodiejchuk, Postulatore della Causa di Canonizzazione, ha pubblicato un libro (Sii la mia luce, Rizzoli, 18,50 euro) con i carteggi tra loro. Molti mistici in passato, per esempio San Giovanni della Croce, hanno sperimentato e descritto il tormento del dubbio e della solitudine di una ricerca senza tregua. Madre Teresa scriveva: «A volte la morsa del dolore è così grande che riesco a sentire la mia voce gridare, mio Dio aiutami. Quando guido le mie sorelle ad avvicinarsi moltissimo a Gesù, quando insegno loro ad amarlo con devoto e personale amore, desidero tanto essere capace di fare lo stesso. Mentre io sono proprio sola, vuota, esclusa, proprio non voluta». In piazza domani ci sarà anche lui, Marcilio Haddad Andrino, il brasiliano guarito per intercessione di Madre Teresa di Calcutta da una terribile infezione al cervello, miracolo che ne ha aperto la strada alla canonizzazione. Ad accompagnarlo, anche la moglie Fernanda, che con lui ha vissuto in prima persona, nel 2008, la storia di questa straordinaria guarigione, dichiarata scientificamente inspiegabile dalla consulta medica delle Cause dei santi. «Sono molto grato per questo miracolo – ha detto oggi in una conferenza stampa in Vaticano -. La parola principale è gratitudine». Si è chiesto perché proprio a me? «Dio è misericordioso – risponde imperturbabile – e guarda tutti noi. Oggi è toccato a me e domani potrebbe toccare a un altro. È la misericordia di Dio. Non mi sento speciale». E «gratitudine immensa» ha espresso anche la moglie, che con lui ha avuto la gioia di avere due figli a dispetto delle previsioni nefaste. «Facciamo una preghiera molto forte in famiglia – dice Fernanda – vogliamo trasmettere questo ai nostri figli e alle altre persone. La misericordia di Dio è per tutti, cade su tutti noi».

NON C’E’ SOLO L’IMMIGRAZIONE – INVASIONE
PER LA << GRANDE SOSTITUZIONE >> …..
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“…Siamo diventati italiani con una truffa (il plebiscito) e ne usciremmo con un oltraggio (la svendita)? – Noi non lo dobbiamo permettere…”
( da messaggio “postato” su facebook )

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“Siciliani Liberi” intende porre all’attenzione dei Siciliani tutti, senza alcun isterismo di un segno o dell’opposto, un fenomeno di assoluto rilievo di questi ultimi tempi. Ognuno si tenga le proprie idee al riguardo. Noi facciamo però…
SICILIANILIBERI.ORG|DI MASSIMO
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Arabia Saudita e Sicilia. Cosa sta succedendo?

“Siciliani Liberi” intende porre all’attenzione dei Siciliani tutti, senza alcun isterismo di un segno o dell’opposto, un fenomeno di assoluto rilievo di questi ultimi tempi. — Ognuno si tenga le proprie idee al riguardo. Noi facciamo però alcune osservazioni ed esprimiamo alcune forti preoccupazioni, vista la totale assenza dei “partiti italiani” su di un tema che riguarda il nostro futuro molto da vicino. — Prima i fatti, solo quelli per favore, ché già ci sono troppi pregiudizi in giro. — Il Governo saudita sta investendo in Sicilia. Partiamo da qui intanto. Le cifre di cui si parla si aggirano sui 30 milioni di euro per “restaurare i monumenti della Sicilia islamica”. Ma sarebbero solo una prima “tranche”. Filantropia? Afflato culturale? Vedremo. Gli investimenti sono particolarmente concentrati in provincia di Enna, strategicamente al cuore della Sicilia, ma riguardano in prospettiva tutta l’Isola. Pare che geopoliticamente controllare il centro di un territorio sia il migliore strumento per poi isolare progressivamente ogni “resistenza” ai margini; meglio se il “centro” è poco densamente popolato e la prevalenza di un elemento “alieno” è quindi più facile e rapida. Successe già nel XIV secolo in Asia Minore. La prima sede di stanziamento dei Turchi fu solo l’Anatolia dell’interno. Le popolazioni non turche, quasi tutte greche e cristiane, sopravvissero sulle coste, sempre più verso le coste, ma divise e soggette a continua pressione dall’interno che le ha fatto assottigliare sempre più sino alla totale scomparsa. Turismo e musei? Non solo, a quanto pare. In provincia di Enna deve sorgere la seconda moschea più grande d’Italia. Altre moschee sorgono o sorgeranno qua e là in tutta l’isola, sempre con capitale saudita. Molto spesso proprio vicino alle chiese storiche più importanti, come qualche giorno fa ci hanno raccontato sia accaduto in quel di Partinico. Non abbiamo verificato questa informazione in particolare, ma il dato sembra abbastanza verosimile e generale. — Poi ci sono i “centri di cultura islamica”, con campus universitari annessi. —Proprio a Valguarnera Caropepe ci sarà il grandioso Kingman Salman Cultural Islamic Center. I nostri sindaci – a quanto pare – affamati dallo stato italiano, hanno firmato preliminari di qua e di là, sentendo un profumo di soldi freschi che in Sicilia non si vede da … tempo immemore. — I Sauditi non sono soli in questa campagna. Sono in buona compagnia dei Qatarioti. I quali hanno da poco rilevato ad esempio il San Domenico di Taormina. — Fine dei fatti. — Naturalmente questi fatti sono altamente divisivi nell’opinione pubblica. A parte gli “indifferenti”, che non mancano mai, ci si divide subito tra “innocentisti” e “colpevolisti”. I primi vedono nient’altro che un salutare investimento estero che porta una ventata di ossigeno all’asfittica economia isolana. I secondi vedono un oscuro disegno islamista pronto a portare il jihad in Sicilia e a riconquistarla ai burqa e alla sharia. — Noi vorremmo mettere da parte entusiasmi e isterismi del tutto fuori luogo e valutare la situazione con l’attenzione che merita e per quella che è. — Sono solo investimenti commerciali? A nostro avviso NO. E’ evidentemente un progetto di penetrazione politica e culturale, soprattutto politica e culturale. Non siamo nati ieri e le ipocrisie non ci piacciono. Sappiamo bene che questi investimenti sono “di lungo termine”. La cultura occidentale è imbevuta dal concetto del “ritorno immediato” degli investimenti, il “Return on Investment”; nel Vicino Oriente non è così, pensano anche con l’occhio dei decenni, se non dei secoli. — Abbiamo qualcosa contro una religione in particolare, in questo caso quella islamica? Naturalmente NO. La religione attiene alla sfera delle convinzioni individuali, esercita spesso un importante ruolo di coesione sociale, e libero deve esserne il culto e ogni manifestazione culturale che non scada in proselitismi aggressivi o intolleranze di alcun tipo. Noi non entriamo minimamente nella teologia islamica, come non entriamo in quella cristiana o buddista. Esistono in Sicilia musulmani, talvolta neanche immigrati, perfettamente integrati e ottimi cittadini. — Però non possiamo fare a meno di notare che questo “fiume di soldi” arriva da paesi totalitari, paesi in cui non c’è alcuna libertà di religione, dove i diritti civili sono indietro di alcuni millenni, e i diritti politici praticamente inesistenti. Questi regimi, sia pure in maniera diversa, ci risulta siano finanziatori di destabilizzazioni di ogni tipo in paesi a prevalenza musulmana, o anche soltanto con presenze musulmane. Se non i governi in prima persona, finanziatori legati alla rendita dei petrodollari, provenienti proprio da questi paesi, hanno creato e foraggiato “mostri” quali Al Qaeda prima e l’ISIS dopo. Gli scellerati appoggi occidentali, ormai ben più che argomento di “complottisti”, non diminuiscono di un’acca le pesantissime responsabilità di questi ambienti, letteralmente “sporchi di sangue”. — E’ vero che oggi siamo poveri, poveri perché derubati dall’Italia, dall’Europa, dai comitati d’affari interni ed esterni che usano la Sicilia come un bancomat. Ma è questa una buona ragione per venderci al primo che passa? Facciamo un ragionamento. Se avessimo i soldi necessari, e volessimo restaurare in tutto il Medio Oriente, o come governo o attraverso nostri “filantropi” i non pochi monumenti di derivazione classica o cristiana di quei posti, con annessa costruzioni di “mega-chiese” o “centri di cultura cristiana”, sarebbe questo possibile, specialmente nei paesi della Penisola Arabica? Non è lecito – prima di spalancare le porte a investitori così “pelosi” – porre elementari condizioni di reciprocità? Se oggi centinaia di migliaia di Iracheni e Siriani fuggono in Europa, “colpevoli” in massima parte solo di essere sciiti, cristiani, yazidi, dando luogo ad una destabilizzazione interna senza precedenti, questi signori, capi e finanziatori del bellicoso e oscurantista wahabismo sunnita non ne sanno niente? — Ma poi siamo sicuri che lo stato italiano in questo colossale “acquisto” della Sicilia non c’entri proprio nulla? In fondo funziona così: l’Italia ruba alla Sicilia, l’Arabia saudita sopperisce e si compra la Sicilia. Non equivale questo ad essere “venduti”? Come se fossimo solo un “oggetto” di politica e non un “soggetto”? — Siamo sicuri che questa penetrazione, politica, e culturale, non abbia nel medio termine effetti devastanti su una Nazione, quella siciliana, già malmessa e condannata alla desertificazione demografica, e soprattutto non crei danni permanenti? Dopo aver resistito per secoli a invasori diversi, dopo aver affermato, e poi perduto, la nostra indipendenza a costo di indicibili sacrifici, vogliamo adesso “trasformarci geneticamente” in qualcosa di completamente diverso? E se sì, quand’è – di grazia – che ci è stato chiesto e l’abbiamo deciso dando il nostro assenso? E’ accettabile che “altri”, gli “affari” decidano per noi una cosa tanto inquietante e importante? — Ecco, noi abbiamo oggi forse più domande che risposte. Le risposte dovrebbero darle i Siciliani, correttamente informati su quello che sta succedendo e gli unici a poter decidere sulla Terra che è loro da sempre. — Il silenzio della politica italiana su un rischio talmente alto lo troviamo quindi più inquietante del rischio stesso. La nostra sensazione è che l’Italia, non essendo più in grado di mantenere la colonia Sicilia sfruttata da così tanto tempo, stia cercando di fare una grande asta con la quale privarsene al prezzo più alto possibile. — Siamo diventati italiani con una truffa (il plebiscito) e ne usciremmo con un oltraggio (la svendita)? – Noi non lo dobbiamo permettere.

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Io sto dalla parte di Charlie Hebdo e vi spiego perché  - <i>di G.M. Bellu</i> E A PROPOSITO : DUE INTERVENTI

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IL FATTO DEL GIORNO – SU CHARLIE…..

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( da messaggio “postato” su facebook )

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l'immagine del profilo di Pietro Lignola opinionista del << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >>
Pietro Lignola
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IL MIO ARTICOLO DEL 14.01.2015
PERCHE’ DOVREI ESSERE CHARLIE?
Io non sono Charlie perché non accetto la blasfemia. La rifiuto soprattutto quando è volgare e becera come quella delle vignette di Charlie. Rispetto ad esse la vignetta che tanta violenza suscitò nel mondo islamico e che Calderoli esibì il 15 febbraio 2006 al Tg1, stampata sulla maglietta intima, era brillante e spiritosa ironia. La vignetta era stata pubblicata in prima pagina da France Soir il 1º febbraio 2006: …

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in essa il profeta Maometto, in presenza di Budda e Jahvè, viene rimproverato dal Dio cristiano che gli dice: “Non brontolare, Maometto, siamo stati messi in caricatura tutti quanti, qui”. La blasfemia becera, infarcita di vulve, culi e altre parti intime, m’irrita, ovviamente, assai più quando prende di mira la Trinità, Gesù e la Madonna; essa, tuttavia, mi disgusta profondamente anche quando il bersaglio è Maometto, benché il “profeta” non mi sia per nulla simpatico. Io non sono Charlie perché non accetto l’ipocrisia. Con tutto il rispetto per gli innumerevoli cittadini che hanno sfilato a Parigi, i vari Hollande, Merkel e Renzi, schierati sottobraccio in prima fila con altri potenti, non mi hanno fatto pensare a una sfilata di guerrieri crociati al suono delle sacre marce dei Templari, ma piuttosto a quel fan che si è sparato un selfie accanto alla salma di Pino Daniele. Tutti questi signori (adopero il termine nel senso originario di padroni di “palazzi”) non hanno battuto ciglio di fronte al massacro di Baga: in quell’area della Nigeria nord-orientale sedici villaggi sono stati rasi al suolo da Boko Haram che ha trucidato almeno 2000 persone sui 12 mila abitanti che vivono in quell’area, ammazzati uno a uno a colpi d’arma da fuoco o con i machete, uomini anziani, donne e bambini inseguiti nelle strade e nella foresta, finiti dopo essere stati atrocemente mutilati. Cito questa strage d’innocenti per il numero delle vittime, ma per l’orrore potrei menzionare le tre bambine decenni mandate a farsi esplodere nei mercati. E sono solo notizie degli ultimi giorni. Voi mi obietterete: ma con la sfilata Hollande e Co. volevano difendere i valori dell’Occidente. Eh no, amici lettori: Boko Aram significa “l’educazione occidentale è sacrilega” e, vivadDio, la cultura occidentale mi sembra valga qualche cosina in più delle vignette blasfeme e becere: Dante, Leonardo, Michelangelo, Shakespeare, Bach e Beethoven meritano, a mio modesto parere, più di Charlie. Quel che più mi disgusta nel selfie di monsieur Hollande è la sua ammissione che la strage poteva essere evitata: verissimo, dappoiché gli assassini erano ben noti alle polizie francese, inglese e statunitense e i servizi segreti algerini avevano informato i francesi dell’attentato in preparazione. Io non credo per nulla che c’entrino in qualche modo gli Usa, come già hanno cominciato a insinuare i complottisti: ma la negligenza del governo francese, in crisi di consensi, è sospetta, visto il tentativo di sfruttare la vicenda a scopo politico (leggi l’invito a Sarkozy e il mancato invito a Le Pen). Io non sono Charlie, ma piango ugualmente le vittime della barbarie musulmana. “Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”: condivido in pieno questo pensiero, attribuito a Voltaire. Il filosofo parigino, vero pilastro del pensiero laico europeo, non aveva una buona opinione di Maometto (“Di tutti i legislatori che hanno fondato una religione, è l’unico che abbia diffuso la sua con delle conquiste. Altri popoli hanno imposto ad altre nazioni i loro culti con il ferro e con il fuoco; ma nessun fondatore di una setta è mai stato un conquistatore”), né del Corano («Questo libro governa dispoticamente tutta l’Africa settentrionale… le coste etiopiche… la Siria, l’Asia minore, tutti i paesi che si affacciano sul mar Nero ed il mar Caspio… tutto l’impero dell’Indostan, tutta la Persia, gran parte della Tartaria e nella nostra Europa la Tracia, la Macedonia, la Bulgaria, la Serbia, la Bosnia, tutta la Grecia, l’Epiro e quasi tutte le isole fino allo stretto d’Otranto dove finiscono questi immensi possedimenti»). I governanti d’Eurabia (sì, quelli che si sono fatti il selfie) ci hanno impedito di mettere in scena “Le fanatisme, ou Mahomet le prophète”, tragedia scritta da Voltaire nel 1736 e rappresentata per la prima volta il 25 aprile 1741. Io non sono Charlie, ma voglio sapere cosa si propongono di fare i governi europei per difenderci dall’aggressione islamica. Parlo di aggressione islamica e non di aggressione fondamentalista per una serie di ragioni che sarebbe lungo elencare. Se c’erano islamici al selfie show parigino erano ipocriti o pessimi musulmani. Nessun musulmano potrebbe contraddire sia il divieto assoluto di rappresentare Maometto sia il reato di blasfemia che, secondo la sharia, sono entrambi sanzionabili con la condanna a morte. Un buon musulmano, perciò, non potrebbe mai condannare sinceramente l’uccisione dei redattori di Charlie. Concludo: ci sarà l’attacco al Papa, di cui già si parla. La profezia di Fatima è molto chiara e mostra l’uomo vestito di bianco fra molti cadaveri di chierici e laici. Uno scenario ben compatibile con una spettacolare strage islamica. Anche Nostradamus profetizza che, nella guerra portata dall’Islam all’Europa nei giorni nostri, la sede papale lascerà le rive del Tevere per quelle del Potomac. Sia prudente, Santità. È vero che la Chiesa ha bisogno di martiri, ma la persecuzione musulmana ne fa già abbastanza.

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FRANCO CARDINI

Perché non si fa satira sui morti e su Maometto – Il Mattino

http://www.ilmattino.it/…/perche_non_si_fa_satira_sui_morti_e_su_maometto-…

1 giorno fa – Perché non si fa satira sui morti e su Maometto. di Franco Cardini… qualche centinaio di morti) e un settimanale italiano avesse pubblicato una …

 
Ormai da qualche anno, abito quasi più a Parigi che a Firenze. Mi chiedo come avrebbero reagito quassù, tra i cieli bigi – anche se in questo momento fa bello ed è caldissimo – qualche mese fa, quando la Senna ha minacciato d’inondare la Ville Lumière, se fosse accaduto davvero (magari con qualche centinaio di morti) e un settimanale italiano avesse pubblicato una vignetta sul tema “I parigini annegati nella zuppa di cipolle; alcuni si salvano di barchette di pommes frites”. Sicuramente vi sarebbe stata indignazione diffusa, insieme al solito disprezzo strisciante per gli italiani, “maccheronì, pizzà et mafià”.

Certo, non abbiamo la loro grandeur: anche se il loro Francesco I nel castello di Amboise si teneva ben stretto l’autore della Gioconda, e quanto al loro più grande generale era un da un còrso di origini toscane, forse nato cittadino genovese. Magari, però, qualche volta abbiamo un po’ più stile di qualcuno di loro. E siamo anche meglio attrezzati quanto a gastrofilologia. Eh, sì: perché mi chiedo quale pessimo finto ristorante italiota (di quelli turistici, che nei loro menus scrivono “spageti”, ossobucco” e “taglatele”) frequenti il vignettista di “Charlie Hebdo” che ha disegnato i nostri poveri morti all’italiana del recente terremoto sepolti a strati sotto “penne al sugo di pomodoro”, “penne gratinate”, “lasagne”. Li avesse inumati sotto una montagna di bucatini all’amatriciana o di strangozzi alla norcina, almeno avrebbe rispettato la gastrogeoantropologia centroitalica. Invece no, nemmeno quello. Se ne dovrebbe dedurre, stando a “Charlie Hebdo”, che tutta la douce France si stia sempre più adeguando ai livelli di sagacia e di finezza dei suoi ultimi presidenti, soprattutto l’ineffabile Hollande. Fortuna che non è sempre così.
Scherzi a parte, riprendiamo la polemica affiorata proprio a proposito di “Charlie Hebdo”: quando l’Europa intera si divise sulla vignette antimusulmane – che francamente tutto facevano men che ridere – e poi si divise di nuovo sulla libertà della satira quando qualcuno osservò che in fondo i redattori di quel celebre foglio non è che se la fossero cercata, la tragedia del 7 gennaio 2015 (questo mai: quell’orrore ci addolorò e c’indignò tutti…), ma che in fondo bisogna pur star attenti, anche quando si fa satira: ci sono cose dinanzi alle quali forse ci si dovrebbe fermare, forse non è lecito ridere. La fede religiosa, ad esempio; oppure il dolore e la morte di qualcuno. Sulla morte come immagine simbolica si può anche far dello spirito, e se n’è fatto nei secoli (pensate alle “Danze Macabre”: ma quando concretamente e realmente muore qualcuno è giusto fargli largo in silenzio, rispettare la solennità del suo passaggio a un’altra Vita o al Nulla, mostrar solidarietà ai suoi cari (e bellissimo sarebbe anche smetterla di applaudire a funerali: un morto non è una star). Quanto alla religione, si può anche prendere alla leggera e non averne una: ma per chi ce l’ha essa è un patrimonio troppo sacro per ghignarci sopra. Ecco al parola: “Sacro”. E il Sacro è l’arcanamente diverso da noi, il totalmente diverso dalle nostre esistenze quotidiane. Dinanzi al Sacro, si tace con rispetto.

Ma i cultori della Libertà a Trecentosessanta Gradi non ci stanno. Nulla è sacro, su tutto si può fare una bella risata. E qualcuno – anche cattolico – fa l’esempio dei cristiani che non se la prendono mai quando si scherza su Gesù e sulla Madonna: a differenza di ebrei e musulmani che la fanno sempre tanto lunga.
Potremmo rispondere che uno dei problemi che alla lunga stanno diventando sempre più gravi, nel nostro Occidente, è la fine della “cultura del limite”. Abbiamo conquistato il mondo, mezzo millennio fa, perché abbiamo deciso che dietro un orizzonte ce n’è sempre un altro e che nulla resiste alla forza della navi e dei cannoni (Carlo Maria Cipolla ce l’ha spiegato in un libro bellissimo). Ma quel che oggi accade dalla biotecnologia all’inquinamento mondiale, dal trionfo del turbocapitalismo con la sua sete senza fondo di profitti alla distruzione dell’etica e con esso delle prospettive di seria convivenza umana dovrebbe farci riflettere che un recupero delle frontiere e delle barriere sarebbe salutare. Del resto, lo diceva proprio il grande ossimoro del Sessantotto, “Vietato vietare”: se c’è una cosa che è vietata, vuol dire che il divieto rimane comunque un necessario e ineliminabile valore. 

D’altronde, fatevi un attento esame di coscienza. Davvero si può far satira su tutto? Ve la sentireste ad esempio, anche se ne provaste un’irresistibile (e ripugnante) voglia, di far dell’ironia sulla Shoah? Ammettetelo che non lo fareste comunque, per paura di ricevere in cambio la “morte civile”. Ed è bene che sia così. Per la Shoah e per poche altre, ma sacrosante cose. Non si scherza sulla fede religiosa, nemmeno quando non la si possiede personalmente: e anche se talora una lieve e sempre misurata ironia è ammissibile, la satira mai. Nemmeno quella buona: figurarsi l’altra. Non si scherza sulle sventure e sul dolore; non si scherza sulla morte. Le battute sui migranti annegati nel canale di Sicilia fanno ridere solo qualche infame imbecille. La satira, mes chers amis, lasciatela fare a chi la sa fare: non a chi la fa decadere al livello di offesa immonda. Sabato 3 Settembre 2016 …

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ALTRE NEWS – ( da messaggi “postati” su facebook )
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NO A QUALUNQUE AMNISTIA (ovvero “Natura e parabola dei Radicali”). A chi piace l’amnistia? A due curiosi personaggi: il tipico Papa-populista (Wojtila, Bergogli

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Il SOLE24ORE di domenica 9 agosto 2015 ha pubblicato una splendida poesia, che, prendendo spunto dello pseudonimo con cui l’autore si firma, potremmo definire “

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L’EDICOLA
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Subject: 4 settembre – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Sun, 04 Sep 2016 05:50:15 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it


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Domenica, 4 Settembre 2016
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Esperti del settore e tecnici specializzati annunciano l’arrivo a breve – tra la fine dell’anno e l’inizio del 2017 – della nuova mappa della pericolosità sismica in Italia. Un documento indispensabile che aggiornerà le acquisizioni attuali,.                                                                                                                                              Leggi tutto >
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OGGI – ROMA PIAZZA SAN PIETRO DOMENICA, 4 SETTEMBRE 2016 CANONIZZAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA : E’ SANTA ( MA LO ERA GIA’ ) ALTRE NEWS [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 4 SETT. ’16 ]
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