TERREMOTO IN CENTRO ITALIA – FATE PRESTO ! E ALTRE NEWS


TERREMOTO IN CENTRO ITALIA – FATE PRESTO ! E ALTRE NEWS 

( foto dal web )
Una veduta di Amatrice dopo la scossa © ANSA
TERREMOTO IN CENTRO ITALIA – FATE PRESTO ! E ALTRE NEWS 
[ “AZ.-NEWS” : 24 AGOSTO 2016 ]
 
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : AGOSTO 2016 ]
 
LA COPERTINA
TERREMOTO IN CENTRO ITALIA 
LE PRIME NOTIZIE
RIETI – Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6,0, ha colpito nella notte l’Italia centrale provocando morti e feriti. L’epicentro è nei pressi di Accumoli, in provincia di Rieti, nel Lazio, a soli 4 chilometri di profondità. La prima scossa, violentissima, alle 3.36 del mattino è stata sentita da Rimini a Napoli. E proprio ad Accumoli, dove ci sarebbero sei morti, e nella vicina Amatrice si registrano i danni più gravi. “Il paese non c’è più. C’è gente sotto le macerie”: è la prima, drammatica, testimonianza del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. La gravità della situazione è confermata anche dal responsabile della Croce Rossa locale, che parla di almeno un ponte crollato e di una importante fuga di gas. Successivamente nell’area ci sono stati altri movimenti sismici, con le scosse più forti di magnitudo 5,1  alle 4.32 e 5.4 alle 04.33 a 5 chilometri da Norcia. Moltissime le chiamate alla protezione civile e ai vigili del fuoco da tutto il centro Italia. 

E purtroppo già si registrano i primi morti: accertata una vittima ad Accumoli dove ci sono sei morti e almeno 4 persone sotto le macerie, una famiglia con due bambini piccoli. Lo ha raccontato all’Ansa il fotografo Emiliano Grillotti, che racconta come nel corso almeno 15 persone stanno scavando a mani nude per salvarli: “Si sentono le urla della mamma e di uno dei bambini”.  Due cadaveri sono stati estratti dalle rovine di Amatrice. Mentre è confermata anche la morte di una coppia di anziani coniugi a Pescara del Tronto, una delle frazioni più colpite, dove sono in corso le ricerche di due bimbe che sarebbero bloccate sotto le macerie. E proprio ad Accumoli, Amatrice e Posta, nel reatino e ad Arquata del Tronto e a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, si registrano i danni più gravi. Numerosi gli edifici crollati: la chiesa di Amatrice sarebbe distrutta, l’ospedale inagibile. Crollato il campanile di Castelluccio di Norcia. Ad Amandola è stato evacuato l’ospedale, gravemente danneggiato. I viglili del fuoco parlano di danni anche a Gualdo e Mogliano nel Maceratese.Sono attivi i numeri della Protezione Civile: 840840 e  803555.

Una frana sarebbe avvenuta sulla parete Est del Corno Piccolo del Gran Sasso, lo conferma a Repubblica Luca Mazzoleni del rifugio Franchetti, appunto sul monte a 2433 metri, dopo averlo raccontato su Facebook. “Abbiamo sentito i rumori di una frana. Aspettiamo le prime luci per capire meglio di cosa si tratta”. 

Un’altra fortissima scossa si è sentita alle 4.34, più lunga, di entità 5,4. Per ora il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio parla di diversi feriti, crolli e danni ad edifici: “Si tratta di un sisma paragonabile a quello de L’Aquila”. Squadre di vigili del fuoco stanno convergendo da Lazio, Abruzzo, Toscana e Marche. E intanto il responsabile della Protezione Civile Lazio Carlo Rosa racconta: “Il 118 sta già intervenendo ad Amatrice ed Accumoli. Stiamo mandando i mezzi di movimento terra per liberare le strade di accesso. Già mobilitata la colonna mobile regionale con tende, cucine da campo e tutto quello che serve”. Ma evidentemente non basta, Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli lamenta la lentezza degli interventi: “Qui i soccorsi non arrivano”.

AGGIORNAMENTI – LINK
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#Terremoto 6.0 devasta il centro Italia. Le persone sono sotto le macerie. Terrificanti le prime immagini che giungono da #Amatrice. Serve sangue! Sono attivi i numeri della Protezione Civile per emergenze: 800890800 8008408405.

Questa notte il Centro Italia è stato colpito da un fortissimo terremoto. Due le scosse: la prima è stata registrata alle 3:36 in provincia di Rieti, con epicentro…
RETROONLINE.IT
ALTRE NOTIZIE
Terremoto nel centro Italia, in provincia di Rieti e tra Umbria e Marche. Due morti a Pescara del Tronto (Ascoli Piceno), centro devastato dal sisma. Due cadaveri sono stati estratti dalle macerie ad Amatrice, dove metà del paese è distrutto. Tre persone sono morte nel crollo parziale di una casa ad Amatrice. Lo ha detto il sacerdote Fabio Gammarota, che collabora ai soccorsi. Si scava per cercare altre persone.Tre le scosse più forti. Una di magnitudo 6 è stata registrata alle 3:36. L’epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice (Rieti). L’ipocentro è stato a soli 4 km di profondità.  Seconda e terza scossa sono state registrate alle 4:32 e 4:33. Hanno avuto epicentro in prossimità di Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Gli ipocentri sono stati tra gli 8 e i 9 km. Oltre 50 finora (alle 6:40) le repliche di magnitudo superiore a 2, cinque delle quali di magnitudo 4 o superiore. ORE 7,20 SI SCAVA AD AMATRICE – Gravissimi danni ad Amatrice, dove il corso principale è devastato. All’inizio della via è in corso un’operazione per salvare sei persone che sono sotto un cumulo di macerie alto almeno dieci metri. “E’ un dramma.Metà paese non c’è più”, ha detto il sindaco, “le strade di accesso sono bloccate”. L’ospedale di Amatrice è inagibile. Feriti e barelle vengono curati anche in strada davanti all’ospedale. Le ambulanze stanno trasferendo i feriti a Rieti, mentre i pazienti del nosocomio vengono trasferiti in altri ospedali. All’arrivo alle porte di Amatrice, provenendo dall’Aquila sulla strada 260 Picente, il Ponte chiamato ‘A tre occhi’ sopra il torrente Castellano è pericolante, si è affossato dopo il crollo di un muro sottostante. Si passa in questo punto solo a piedi o in moto. Fino a un chilometro e mezzo da Amatrice sulla 260 Picente la strada è transitabile. Alla vista non ci sono frane o edifici crollati sulla strada. Già a 15 km da Amatrice nelle frazioni di Montereale (L’Aquila) la gente è in strada. A 10km sono visibili sugli edifici crepe e cadute di intonaco.AMATRICE ALLE PRIME LUCI DELL’ALBA. DISTRUTTA – Gravissimi danni ad Amatrice, dove il corso principale è devastato. All’inizio della via è in corso un’operazione per salvare sei persone che sono sotto un cumulo di macerie alto almeno dieci metri. “E’ un dramma.Metà paese non c’è più”, ha detto il sindaco, “le strade di accesso sono bloccate”. L’ospedale di Amatrice è inagibile. Feriti e barelle vengono curati anche in strada davanti all’ospedale. Le ambulanze stanno trasferendo i feriti a Rieti, mentre i pazienti del nosocomio vengono trasferiti in altri ospedali. All’arrivo alle porte di Amatrice, provenendo dall’Aquila sulla strada 260 Picente, il Ponte chiamato ‘A tre occhi’ sopra il torrente Castellano è pericolante, si è affossato dopo il crollo di un muro sottostante. Si passa in questo punto solo a piedi o in moto. Fino a un chilometro e mezzo da Amatrice sulla 260 Picente la strada è transitabile. Alla vista non ci sono frane o edifici crollati sulla strada. Già a 15 km da Amatrice nelle frazioni di Montereale (L’Aquila) la gente è in strada. A 10km sono visibili sugli edifici crepe e cadute di intonaco. – Situazione molto grave anche ad Accumoli dove c’è almeno una vittima, e una famiglia di quattro persone – due bambini piccoli e i loro genitori – è sotto le macerie e non da segni di vita. Lo ha detto a RaiNews24 il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci.Due persone sono morte nel crollo della loro abitazione a Pescara del Tronto, una frazione di Arquata vicina all’epicentro, pochi chilometri prima di Accumoli, provenendo dalla Ss4. Lo confermano i carabinieri. Si tratterebbe di una coppia di anziani coniugi, deceduti nello stesso crollo. “Un unico blocco di macerie sulla strada, si scava”. Questo quello che si vede all’arrivo del paese. “Siamo costretti a lasciare l’ auto e a proseguire a piedi – dice la reporter dell’ANSA – la gente piange mentre cammina e si avvia verso il paese”. Un bimbo è stato estratto vivo e sta bene. Questo terremoto “è paragonabile, per intensità, a quello dell’Aquila anche se lo scenario è diverso”, ha detto il capo del Dipartimento Protezione Civile Fabrizio Curcio. [ TRATTO DAL WEB ]
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Europa Nazione (song) [Imperium] – YouTube –https://www.youtube.com/watch?v=ZLO6N9IkCtU
“AZIMUT” – IL POST DEL PRESIDENTE – VENTOTENE VAL BENE UNA MESSA ( 24.08.’16 )
Arturo Stenio Vuono – Due leader e mezzo si parlano addosso, nel buen retiro blindato, come il programma dettò. — L’incrociatore portaeromobili, dei 577 “garibaldini” di bordo ( solo per via del nome dell’incrociatore ), salpando da Napoli arriva al largo di Ventotene e ospita il vertice ( “… Cunsiglio ‘e vorpe, rammaggio ‘e galline:consiglio di volpi, danno di galline… ); Angela Merkel e Francois Hollande, giunti all’aeroporto partenopeo di Capodichino, lunedì 22 u.s., e, dopo, per il prosieguo – con l’elicottero – per l’isola pontina, indi sulla portaerei per il convito confidenziale, regalano a Matteo Renzi una giornata di “marcia trionfale” e una benevole sospensione, a tanto finalizzata, del predominio ( e del veni, vidi, vici : « venni, vidi, vinsi » ). Fatto il piacere, aderendo alla supplica, il ritorno – stesso modo e stesso mezzo – per il ritorno in Germania e Francia. Misure di sicurezza a go go, con spazio aereo in parte interdetto, eccetera ( ma chi li vede ? chi li sente ? chi li pensa e chi li minaccia ? ); quando costò la doppia trasferta, per l’accoglienza degli ospiti, sotto forma di << affare di stato >>, del giovanotto ? — Lasciamo ai lettori le fatiche, e la noia, del districarsi nell’enfasi della cronaca – resoconto dei media ( di ieri 23 ), tutto miele e zucchero, nel segno dell’autocelebrazione di “Matteo il fiorentino”; “il Renzi” che, per mantenersi a galla – tra il Nazzareno e Palazzo Chigi, si spende in una – tra le tante – sue “combinate” ( per “l’interesse dell’ Italia – ohibò ), che rendono molto sul piano di ricerca della notorietà; ma, come sempre, con il poco o il niente di risultati, in quanto all’Europa con ripetitive petizioni di principio su quel che vagheggia – fa tutto lui – ma che non c’è. Le ovvietà, inconcludenti, che ormai stancano e irritano i molti e che, da qualche tempo, si meritano le scudisciate degli osservatori più onesti – e ce ne sono – , più neutri e più accorti. — Il premier, incollato alla poltrona che – oggettivamente – vacilla, alla vigilia dello “storico 22 agosto” ( ospite al tradizionale al << Caffè della Versilia >>, interrogato dal giornalista mediaset Paolo Del Debbio ), ha cavalcato il delirio dell’onnipotenza: << ( sull’Europa ) << Con Merkel e Hollande nell’isola pontina per rilanciare l’Ue a partire dal basso >>; ha poi chiaramente nascosto la manina: << ( sull’economia ) Non va benissimo crescita zero come la Francia ma speriamo di chiudere il 2016 a più 1% >>; ammansito altri e imprevisti dissenzienti : << ( sull’Anpi ) I partigiani vengano alla festa dell’Unità con me…>>; ammonito uno degli oppositori interni : << ( su D’Alema ) Non utilizzi la consultazione popolare dell’autunno per tentare di rincorrere una rivincita >>; e ha rassicurato i titolari degli scranni : << ( sul referendum ) Al voto comunque nel 2018 >>. Questo il personaggio che, a resistere – resistere – resistere , ricorre e corre a Ventotene. — Lasciamo la cronaca e una qualche più seria osservazione, invece, merita l’assolto compito di legare l’incontro dei tre ( due leader e mezzo ) con le vicende che, tra il 1941 e il 1944, portarono alla gestazione del Manifesto – di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi ( con la successiva collaborazione di Eugenio Colorni ) << Per un’Europa libera e unita >> ( e altro che, nel tempo e ad oggi, seguì per l’unità del vecchio continente ); trattasi del lungo editoriale che ha visto la comparsa – sul quotidiano “Il Mattino” di Napoli ( in prima e alla pagina 9 ), sempre alla vigilia dell’incontro, – del fondo, a firma di Biagio de Giovanni, << Gli ideali di Ventotene e la crisi dell’Europa >>. Articolo che diamo – sicuramente – per letto ( con titolo e sottotitoli ) : “L’analisi – Ventotene, un sogno non infranto L’Europa nazione unica alternativa – Renzi, Merkel e Hollande domani sulle orme di Spinelli e Rossi”; “La storia – Il Manifesto nasceva come alternativa ai totalitarismi ma è intatta la prospettiva” ; ” Il rebus – Il progetto dei fondatori in larga parte irrealizzato ma cosa accadrebbe se fallisse? “; e altro per le biografie dei promotori. — Non è nostra intenzione minimizzare i contenuti dell’articolo. Se pregevole quanto all’esposizione, ineccepibile sul piano storico e puntuale sui fatti – salvo le nostre riserve, a riguardo dell’unificazione europea, – ; unità perseguita, e che ha ricchezza di pagine storiche e, in merito, ideali nutriti per due millenni; Ventotene, perciò, non può, di certo, essere l’ << ombelico del mondo >>. E, infine, non ne condividiamo le conclusioni : << Speriamo che la provvidenza che, secondo alcuni, governa la storia umana, illumini le menti degli uomini di Stato riuniti a Ventotene >>. — Nossignori, diciamo, proprio impossibile. Nel convivio s’è vista – purtroppo – l’Europa che sballa; ln evidenza l’impotenza dell’asse tra lurchi e franchi; e, a mezzadria il Renzi, che – ad esso – solo Ventotene val bene una messa.
https://azimutassociazione.wordpress.com – tratto da anteprima di web ( servizio tra breve in rete ) :
L’EUROPA CHE SBALLA E L’ASSE << “LURCHI” & “FRANCHI” >> CON L’AMMENICOLO DELL’ITALIOTA-MEZZADRO CHE (VENTOTENE ) VAL BENE UNA MESSA [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 24 AGOSTO 2016 ]

Song: Europa Nazione Band: Imperium _______________________ Greek subtitles available
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IL NOSTRO SUD
( spazio libero, aperto a tutti, senza filtri o censure )
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Non si tratterebbe di una novità. Lo pensava già, nel 1911, il grande meridionalista Gaetano Salvemini. Proprio quando il sistema di potere di Giolitti
 

Non si tratterebbe di una novità. Lo pensava già, nel 1911, il grande meridionalistaGaetano Salvemini. Proprio quando il sistema di potere di Giolitti derubava il Sud per foraggiare il ‘Triangolo industriale’ Milano-Torino-Genova, condannando le Regioni del Mezzogiorno al sottosviluppo economico e sociale tra Prefetti, mafie e ascari, Salvemini pensava a “a due Stati italiani distinti”. Oggi il Governo Renzi è per molti versi peggiore dei Governi Giolitti: oltre che derubare il Mezzogiorno, Renzi e i suoi sono anche razzisti. Non a caso si parla di Indipendenza siciliana. E ora anche di Indipendenza di tutto il Sud. Un post su facebook di Andrea Pingio riposta una foto e una lettera che Gaetano Salvemini,eminente meridionalista, scrisse nel 1911 a Salvatore Lucchese, riportata da quest’ultimo nello scritto: “Federalismo, socialismo e questione meridionale in Gaetano Salvemini”, ed. Lacaita. Sono considerazioni importanti e molto attuali:“Ogni giorno che passa – scrive Salvemini – diventa sempre più vivo in me il dubbio, se non sia il caso di solennizzare il cinquantennio [dell’Unità] lanciando nel Mezzogiorno la formula della separazione politica. A che scopo continuare con questa unità in cui siamo destinati a funzionare da colonia d’America per le industrie del Nord, e a fornire collegi elettorali ai Chiaroviglio del Nord[…] Perché non facciamo due Stati distinti? Una buona barriera doganale al Tronto e al Garigliano.Voi vi consumate le vostre cotonate sul luogo. Noi vendiamo i nostri prodotti agricoli agli inglesi, e comperiamo i loro prodotti industriali a metà prezzo. In cinquant’anni, abbandonati a noi diventiamo un altro popolo. E se non siamo capaci di governarci da noi, ci daremo in colonia agli inglesi, i quali è sperabile ci amministrino almeno come amministrano l’Egitto, e certo ci tratteranno meglio che non ci abbiano trattato nei cinquant’anni passati i partiti conservatori, che non si dispongano a trattarci nei prossimi cinquant’anni i cosiddetti democratici”.Insomma, per Salvemini, già nel 1911, il Mezzogiorno d’Italia d’Italia avrebbe fatto bene a staccarsi dall’Italia. Il grande meridionalista – che conosceva molto bene la realtà del Sud, metteva nel conto anche l’incapacità dello stesso Meridione ad autogovernarsi. E non nascondeva – ad appena cinquant’anni di Unità d’Italia – una tesi un po’ ardita: piuttosto che restare nell’Italia che, già da qualche anno, era nelle mani di Giovanni Giolitti, per il Sud Italia sarebbe stato meglio diventare una colonia inglese.In realtà, cinquant’anni prima, erano stati proprio gli inglesi a consegnare la Sicilia – e alla fine anche il Sud Italia – ai Savoia. Cinquant’anni dopo Salvemini, con estrema lucidità, non esitava a ragionare per paradossi. Una riflessione, quella sua sugli inglesi, che non era affatto campata in aria. Salvemini era stato un attento osservatore dei danni che proprio il Governo Giolitti aveva prodotto al Mezzogiorno, dislocando tutte le risorse dell’Italia di allora in quello che sarebbe poi diventato il ‘Triangolo industriale Milano-Torino-Genova.Per Giolitti – e per gli interessi economici e politici che stavano dietro al suo Governo – il Sud era solo un territorio da ‘spolpare’ (metafora usata da un altro grande meridionalista di quegli anni, Giustino Fortunato, che parlava, per l’appunto di “osso del Sud”) per drenare risorse da portare al Nord da ‘industrializzare’. Una zona del Paese da amministrare con i Prefetti, dallo stesso Giolitti controllati, che in alcuni momenti applicavano le leggi e in altri momenti si avvalevano delle mafie locali per reprimere le proteste delle popolazioni meridionali.Fatti, personaggi e cose che Salvemini denuncerà in un volume che per l’Italia che ancora oggi celebra Giolitti come lo statista di Dronero” rimarrà sempre ‘indigesto’: Il Ministro della malavita.E oggi? Oltre cento anni dopo tante delle denunce di Salvemini sull’abbandono del Sud restano attuali. Basti pensare a quanto siano ancora oggi valide le sue considerazioni sull’ascarismo (noi ne abbiamo parlato qui). Ed è incredibile che questa lettera coincida con un altro elemento che sta venendo fuori in questi giorni: la verità sulla cosiddetta Brexit, cioè sulle conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.Ricordate, nei giorni precedenti e subito successivi al referendum inglese le notizie catastrofiche sul Regno Unito diffuse dall’Unione Europea e da tanti mezzi d’informazione del nostro Paese? L’economia inglese sarebbe sprofondata, i giovani studenti di questo Paese sarebbero stati penalizzati e via continuando con le previsioni catastrofiche per la Gran Bretagna.Ebbene, ad appena qualche mese dall’uscita dall’Unione Europea, l’economia del Regno Unito vola: occupazione in aumento, consumi in crescita, aumento degli investimenti.

l’Italia, che con le sua fanfare renziane pronosticava disastri per gli inglesi? Si è verificato l’esatto contrario: i disastri economici che Renzi, dalle Tv di Stato, indicava come prossimi per gli inglesi, stanno invece colpendo l’Italia: crescita zero, nessun aumento dell’occupazione e aumento delle tasse.Così al nostro capo del Governo non rimangono che altre bugie: come quella che avrebbe abbassato le tasse. Una balla smentita dalle Province trasformare in pompose città Metropolitane e lasciate senza soldi e senza Bilanci 2016, con le Regioni allo stremo, con Comuni al verde.Insomma, l’Italia di Renzi non solo non ha abbassato le tasse, non solo non ha rilanciato l’economia, ma ha anche costretto Regioni, Comuni ed ex Province a tagliare i servizi ai cittadini.L’Italia sta affondando. Tornano d’attualità le considerazioni di Salvemini: non è arrivato il momento, per il Sud Italia, di pensare a se stesso? Del resto, non è forse vero che il Sud Italia, durante il regno delle due Sicilia, se la passava meglio rispetto ai disastri provocati dall’Unità d’Italia?Anche le fesserie che ci hanno raccontato a scuola, per decenni, vengono piano piano smentite. Le bugie raccontate dagli storici su Garibaldi, sull’Impresa del Mille non reggono più (qui potete trovare la nostra Controstoria dell’Impresa dei Mille).Il grande meridionalista pensava due Stati: e non disdegnava l’ipotesi di un ruolo attivo dell’Inghilterra per liberare il Mezzogiorno dall’Italia di Giolitti.L’Italia di Giolitti, per la cronaca, era quanto di più antimeridionale allora si potesse immaginare: ma anche l’Italia di Renzi, oggi, non scherza quanto ad antimeridionalismo. Un atteggiamento, quello del Governo Renzi, che sfiora il razzismo, come ripete spesso Pino Aprile, l’autore di Terroni.Pensate: pur di non ammettere che gli studenti delle regioni del Sud sono più bravi, a scuola, degli studenti del Nord si sono inventati che i nostri docenti sarebbero di manica larga. Sono veramente penosi!Insomma, ci sono tutte le condizioni per cominciare a pensare a qualcosa di più dell’Autonomia del Sud. Un Mezzogirono indipendente, magari fatto da tante Regioni in dipendenti.Negli anni ’50 del secolo passato, quando in Italia c’era ancora una sinistra politica fatta da comunisti e socialisti, si parlava di un “Sud all’opposizione”.Oggi i tempi sono cambiati. Quello che rimane della sinistra italiana è imprigionata dal renzismo. Per il Sud è arrivato il momento di pensare alla libertà…La Sicilia, come la Catalogna, guarda oggi all’indipendenza. E la stessa cosa dovrebbero fare le altre Regioni del Sud.

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Mario Carvelli ha condiviso il suo post.

Buonasera a tutti. Un saluto dalla Calabria e un invito a visitare il sitowww.hantura.it e mettere Mi piace alla nostra pagina Facebook dedicata.

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Subject: 24 agosto – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Wed, 24 Aug 2016 05:49:10 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Mercoledì, 24 Agosto 2016
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L’esercito nigeriano ha annunciato su Twitter che il leader dell’organizzazione integralista islamica Boko Haram, Abubakar Shekau, é stato ferito mortalmente durante un raid aereo in cui sono stati uccisi anche numerosi comandanti del gruppo.                                                                                                                                                                                                                              Leggi tutto >
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L’IDEA DI DESTRA DEL GIORNO

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Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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IL GIOVIN SIGNORE DELLA SINISTRA VANEGGIA…..
( leggi l’articolo – sul “Secolo d’Italia” )
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Renzi finge di non capire: la Ue è in stato comatoso e Brexit ne è la prova

Renzi finge di non capire: la Ue è in stato comatoso e Brexit ne è la prova

martedì 23 agosto 

Il vertice di Ventotene, prima tappa di un percorso che avrà il suo epilogo il 25 marzo del 2017, serve innanzitutto a ribadire agli europei e a al mondo intero un concetto: l’Ue deve avere e avrà un futuro, e il premier italiano che l’Europa non è finita con la Brexit. E ad assicurarlo sono i tre maggiori leader del vecchio continente, Matteo Renzi, Angela Merkel e François Hollande, riuniti in un vero e proprio direttorio, sul ponte di volo della nave Garibaldi. Ma la questione è posta male da Renzi, che forse lui finge di non capire: non è che la Ue finisca dopo la Brexit, è che la Brexit è stata una semplice conseguenza del fatto che la Ue è finita da un pezzo. Il popolo del Regno Unito, che lo ha capito, ha liberamente scelto di liberarsi da una gabbia che stava diventando onerosa e insopportabile. Abbiamo letto un po’ ovunque dotte analisi dei vari “economisti” sul disastro che la Brexit avrebbe portato all’Europa, sulla necessità di non farlo e via dicendo. Tutta panzane, in primo luogo perché gli economisti cosiddetti finora non ne hanno mai azzeccata una, dai tempi della grande crisi del 1929 in poi, e poi perché in ogni caso è troppo presto per vedere quali effetti avrà l’uscita del Regno Unito dalla vecchia e obsoleta Unione europea. Questi “economisti”, votati alla causa di Bruxelles, hanno predetto solo catastrofi, e la stessa Ue ha minacciato Londra: se uscite non commerceremo più con voi, non avrete trattamenti di favore, e così via. Si tratta di minacce a vuoto, da cialtroni, perché semmai è Bruxelles che dovrà scongiurare in ginocchio il Regno Unito di continuare a far entrare le loro merci nell’isola: a chi le venderanno le loro costose Mercedes, Bmw, Audi, Fiat, pasta, vino, pomodoro e ortaggi in generale, se Londra decidesse di mettere dei dazi, così come la Ue ha minacciato di fare con lei?

Dopo la Brexit l’economia inglese va a gonfie vele

Nessuno che sia sano di mente avrebbe il coraggio di mettere contingentamenti o dazi a un Paese di 70 milioni di compratori ricchi, sarebbe un suicidio economico. Strano che gli “economisti” anti-Brexit non lo abbiano mai rilevato. Ma loro non rilevarono neanche il potenziale danno – poi diventato reale – che le sanzioni politiche volute dagli Usa contro laRussia avrebbero portato alle nostre economie, e in particolare a quella italiana. Erano troppo occupati i nostri analisti a seguire il diktat di Bruxelles per vedere il disastro che si fava abbattendo sul nostro continente. È naturalmente indubbio che l’uscita di una nazione come il Regno Unito ci porterà grossi danni economici, chi lo nega? Ma Londra ha scelto di fare i suoi interessi, e sarebbe ora che noi decidessimo di fare i nostri, anziché continuare a farci rovinare dalle assurdità dell’Unione europea. Alla faccia degli economisti, siamo pronti a scommettere che Londra sarà solo la prima a lasciare la nave che si autoaffonda, altri seguiranno, anche perché per ora le cose nella Vecchia Inghilterra sono immediatamente migliorate, altro che crisi paventata dai sedicenti economisti: la sterlina è subito salita, favorendo il turismo e le esportazioni di Sua Maestà; di conseguenza i consumi aumentano e la disoccupazione cala; inoltre i milioni di euro che Londra elargiva alla Ue ogni anno per non avere nulla in cambio, adesso potranno esser utilizzati le le imprese e il sociale, come ha annunciato la premier Teresa May; gli spauracchi agitati dalla Ue e anche dai nostri economisti si sono rivelati vuote parole: ma che stiamo aspettando a seguire l’esempio del popolo inglese?

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OGGI – TERREMOTO IN CENTRO ITALIA – FATE PRESTO ! E ALTRE NEWS 
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 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
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(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
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