RENZI A CATANIA LA SOLITA TRASFERTA NON SE NE PUO’ PIU’ ( ARTURO STENIO VUONO ) – [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 12 SETTEMBRE 2016 ]


RENZI A CATANIA LA SOLITA TRASFERTA NON SE NE PUO’ PIU’ ( ARTURO STENIO VUONO ) – [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 12 SETTEMBRE 2016 ]

 

Il Funambolo – I Ratti della Sabina (testo) – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=c6JQWOyjouA

08 mar 2013 – Caricato da CTmaiah46

Il Funabolo, una delle più belle canzoni degli ormai sciolti Ratti della Sabina…

 
CATANIA

11 settembre 2016
MA NON DICE NULLA… ( LUI )
PERCHE’ IL “RE E’ NUDO”…
"La Raggi fa la spesa con la scorta". Saviano la difende: "Polemica vergognosa"
SE I DEMOCRAT PIANGONO I GRILLINI NON RIDONO…
SOTTO IL “VESTITO DI ONESTA’…” NIENTE !
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Franco Fasano – Non se ne può più – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=IOdx3hZCFo0

08 set 2012 – Caricato da EmozionInMusica

Franco Fasano – Non se ne può più (Fabrizio Berlincioni – Franco Fasano) dall’ album “Qualunque sia …

Mute – Non se ne può più – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=l84nKnroM9g
26 dic 2013 – Caricato da MuteMC
Mute – Non se ne può più – Opera mixtape. Registrato … Lazza) – OFFICIAL VIDEO – (Zero2 Ep in uscita ..
“Azimut” il presidente Arturo Stenio Vuono
NON SE NE PUO’ PIU’
Renzi, referendum non congresso Pd, vi aspetto l © ANSA
Non se ne può più. Alla trasferta etnea, il  nostro , uso ai sermoni nel chiuso e allergico ad andare tra la gente, praticando il soliloquio e contando sui ventriloqui, riesce a risvegliare i pruriti degli antagonisti in sonno, contrordine compagni, che non sanno dove andare e neppure ci vanno, ormai ci ispira solo e soltanto noia. Noia, tuttavia non ci si può sottrarre almeno a un breve commento. Il conducator dei democrat ha oltrepassato ogni limite dell’indecenza, pure indecenti i cinquestelle che erano stati designati – subentranti  al rottamatore, ormai sotto affanno e occupati nei giochini;rischiano l’indecenza anche i numerosi perditempo del moderatismo. Le tre aree, al netto degli indecisi, su circa metà degli italiani intenzionati al voto, secondo i sondaggi – per ora – pareggiano; i terzi, ma non ultimi, semprechè la futura area di centrodestra unita, esitano – e fanno molto male – perchè in tempi di democrazia sospesa, la santa radicalizzazione è una necessità. Se netta la contrapposizione alla riformucola costituzionale della Boschi e alla  nuova legge elettorale, senza se o ma, altre due buone ragioni per intenzionare gli appartati il cui valore aggiunto, in schede, prima o poi, è in grado di determinare il capovolgimento della situazione e di uscire dallo stallo. Dell’indecenza di Matteo Renzi, che si pasce in un clima di perenne congresso del Pd e di pannicelli caldi – congiunturali – a riguardo della crisi a valanga , gli atti probatori; primo: nuovamente il buttare l’esca – per il centrodestra –  di modifica dell’italicum, con immediata precedenza, per intavolare un compromesso onorevole sul referendum confirmativo ch’è la sua vera piaga; secondariamente : tenero e accomodante, in uno con il bastone e la carota, nei confronti dei grillini; terzo : ricerca della mediazione, seppure con il pugno di ferro e guanto di velluto, con l’opposizione interna del suo partito; e, infine, mettendo in parentesi le reiterate provocazioni nei confronti della lega e di Salvini, di conseguire il risultato del resistere in linea con il divide et impera. L’indecenza da vera e propria lingua biforcuta. Non se ne può proprio piu’! Alla democrazia di minoranza : alternativa vera e opposizione dura; non tardino i calci nei deretani di pietra e la spallata, ogni eccezione rimossa ! ! ! ( capito ? )
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LA CRONACA ( tratto dal web )
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Scontri si sono registrati tra forze dell’ordine e manifestanti davanti a Villa Bellini di Catania, dopo che ha finito di parlare il premier Matteo Renzi. Il corteo ha tentato di forzare il blocco lanciando bottiglie e pietre. La polizia si è frapposta e sono nati dei tafferugli. Nella zona sono ancora in corso contatti e proteste.L’apertura (ribadita) sull’Italicum e gli attacchi ai leader del passato (come D’Alema) che “vogliono fregarci il futuro”. Matteo Renzi a Catania chiude la Festa nazionale dell’Unità e mette ancora una volta in campo il proprio impegno sul referendum. Il premier manda, però anche un avvertimento a tutti i Dem. “Il Pd – scandisce – non è un insieme di correnti che dalla mattina alla sera sui giornali sparano alzo zero contro gli altri e seminando il panico tra i nostri militanti. Noi non ci faremo trascinare nella guerra del fango al nostro interno da chi pensa che sia opportuno litigare tra di noi, dimenticando che fuori di qui non ci sono le magnifiche sorti progressive, ma destra e populismi. E se non ce ne rendiamo conto tradiamo il nostro passato e il nostro futuro”. Da sinistra, però, allo stato la porta sembra restare chiusa. “Allo stato delle cose il mio voto al referendum è no“. Lo afferma Roberto Speranza, della minoranza Pd, interpellato dopo aver ascoltato Renzi a Catania. “Se dovessero arrivare fatti concreti nelle prossime ore capaci di cambiare l’equilibrio riforma costituzionale-legge elettorale sarò ben contento di valutarle. Ma ad oggi questa è la mia posizione. Mi sarei aspettato qui a Catania maggiore coraggio e soprattutto un tentativo vero di abbassare i toni della polemica. Purtroppo così non è stato”.Il premier elogia i valori del sud andando all’attacco della Lega ma detta anche la linea sul fronte M5s.  “Non attacchiamo Virginia Raggi:rispettiamo il voto dei cittadini di Roma, facciamo vedere che siamo diversi da chi pensa che la politica sia guerra nel fango. Che abbiamo uno stile. Questo non significa abbassare la guardia” ma “noi le istituzioni le rispettiamo sempre, non quando c’è qualcuno dei nostri a governare. Prima del Pd c’è l’Italia”.Il premier ribadisce la sua apertura sull’Italicum. “Ci hanno detto – sottolinea – che il problema del referendum era la legge elettorale: abbiamo detto che siamo pronti a discuterne. C’è bisogno però che gli altri facciano proposte, noi facciamo le nostre”. “Disponibilità totale a discutere di legge elettorale“, ma il premier attacca anche “chi fuori da qui con strumenti propri della cultura antagonista ha cercato di rovinarci la festa” che “non rappresenta una cultura antagonista, ma è nel solco di chi ha storicamente negato alla sinistra una ragione di esistere. Quelli che contestano e spaccano tutto non hanno in testa il futuro dell’Italia”.Il premier ribadisce che il referendum non mette in discussione la legistratura. “Mi hanno chiesto di non personalizzare e ho smesso. Ho detto che la legislatura ha una vita a se stante. E non parliamo più del governo in caso di vittoria del No”. E attacca Massimo D’Alema: “Alcuni leader del passato vorrebbero fregarci il futuro continuando con le divisioni interne, le risse, le polemiche di tutti i giorni. A loro diciamo che questa è la riforma del Pd, come lo era dell’Ulivo e del Pds”. Referendum non è congresso – “A chi vuole trasformare il referendum costituzionale nel congresso del Pd, diciamo: chi ha i voti vinca il congresso. Io ci sarò e aspetto anche loro”.STOCCATA ALLA LEGA – “C’è chi strumentalizza il lavoro dei servitori dello Stato – va giù duro –  chi si permette di andare in giro con le magliette immaginando di rappresentare lui la polizia ma per sette anni hanno bloccato il contratto di quelle persone e noi lo abbiamo sbloccato e abbiamo riconosciuto con gli ottanta euro che sono servitori dello Stato, non di un partito. Tenetevi le vostre camicie verdi e lasciate le magliette della polizia a chi è degno di portarle”.

 
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LA PROTESTA ( tratto dal web )
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“Non siamo riusciti a isolarli”, commenta un anziano che aveva tentato di bloccare il nucleo di una ventina di giovani partiti alla carica. “Hanno dato dei pugni alle spalle di diversi compagni, questi tutti vestiti di nero, non è possibile”, urla un altro. Posizione non condivisa da una ventina di persone che in serata si recano in Questura per esprimere solidarietà ai due fermati. Negli uffici della Digos ci sono sbarre di legno, caschi e tute nere che sono state sequestrate.l No alla riforma costituzionale, la buona scuola, il rapporto con l’Europa, il lavoro, la scarsa attenzione verso le fasce deboli. Per questo oltre 500 persone si sono riunite e hanno sfilato in corteo mentre Renzi parlava, scandendo slogan contro il governo, ma soprattutto contro il premier. Il tema era ‘Cacciamo Renzi’, che campeggiava sullo striscione che apriva il corteo. Che ha percorso un chilometro di via Umberto, dopo il concentramento in piazza Iolanda, tra gli sguardi incuriositi di passanti e abitanti. Il loro obiettivo era attirare l’attenzione e mettere al centro del dibattito l’opposizione al governo Renzi. Tutto oscurato dallo scontro con le forze dell’ordine, contestato da quasi tutti i partecipanti al corteo.Il volto coperto da sciarpe, caschi neri e i fumogeni accesi. E’ stato il segnale dell’attacco. Preceduto dal lancio di una bottiglia di birra e dall’esplosione assordante di una bomba carta. Decine di giovani si sono lanciati contro il cordone delle forze dell’ordine piazzato alla fine di via Umberto davanti alla Villa Bellini di Catania, dove il premier Matteo Renzi aveva tenuto l’intervento di chiusura della Festa nazionale dell’Unità. Il suono delle sirene è riecheggiato in tutta la zona, mentre cariche della polizia erano in corso, con il lancio di lacrimogeni. Il tutto mentre centinaia di persone defluivano dal Giardino. Con gente che correva per paura, ma con la stragrande maggioranza, curiosa, ferma a guardare e riprendere con i telefonini. Filmati anche i fermi di due manifestanti, due catanesi di 24 e 21 anni, del collettivo Aleph, mentre la polizia di Stato li arresta e li porta via.
Protesta contro Renzi alla Festa dell'Unità, la polizia carica i manifestanti - Le immagini
 

——– Original Message ——–

Subject: #commentoflash su Renzi e proteste
Date: Mon, 12 Sep 2016 09:03:14 +0200
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To:       (…)
Catania : protesta contro #Renzi…
ammirevole chi protesta per strada e prende manganellate dalla #polizia. Ma,se la sinistra tutta (piú Muos e simili) riesce a malapena a mobilitare così poca gente disposta pure a buscarle,qualcosa non quadra !!
O Renzi non suscita tutto questo malcontento in grado di creargli seri problemi di ordine pubblico oppure…ancora i tempi non sono maturi per prendere a calci in culo lui o chiunque sieda al governo !! 
Io,la mia opinione la ho espressa da tempo..:
“una cosa è l’opposizione al governo in carica,magari con proteste pro-forma e di bandiera,ben altra la lotta al “sistema” di antica memoria”…per quest’ultima,malgrado si progredisca in malcontento e peggioramento delle condizioni sociali,bisogna aspettare !! Pazienza,ci vuole solo tantissima calma e pazienza…☺ 
 
Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello 
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TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA )
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Si preannuncia un settembre nero per l’economia e le ragioni ci sono

Si preannuncia un settembre nero per l’economia e le ragioni ci sono

martedì 6 settembre 2016 

Finite le vacanze estive, si ritorna a parlare di economia.Settembre è sempre stato un periodo complicato per i mercati finanziari e in genere per l’economia. E ciò non solo per l’Italia. Dal 1890, ad esempio, quando è stato creato il Dow Jones, l’indice della borsa americana ha perso in settembre, in media, l’1,1%, mentre negli altri mesi ha guadagnato, sempre in media, lo 0,8%. Bene, il 2016 non sembra smentisca la tradizione. Ma, per limitarci solo al nostro Paese, le previsioni governative di una crescita del Pil su base annua del +1,2%, sembrano eccessivamente ottimistiche, considerati i dati macro economici più recenti comunicati al mercato in questi ultimi giorni. Lo stesso Istat, come noto, ha evidenziato un calo della produzione industriale dello 0,4% rispetto a maggio e, alcune società estere (tra cui Barclays Bank ) si sono spinte molto più in la, stimando la crescita economica italiana per il 2016 intorno al +0,7%, e prevedendo un Pil negativo per il 2017.

Economia in crisi, i prossimi 13 mesi saranno decisivi

Anche se, fortunatamente, non sono molti gli economisti che condividono il pessimismo dell’importante banca d’affari britannica, c’è da dire, comunque, che il 2017 sarà un anno difficile per l’economia europea e per quella italiana. Perché? Sicuramente la tornata delle prossime elezioni – da qui ai prossimi 13 mesi andranno a votare gli elettori italiani, austriaci, olandesi, francesi e tedeschi – rende prudente ogni investitore. In effetti, il terreno è molto fragile e si attendono risultati molto negativi per i partiti tradizionali, come le elezioni amministrative della Germania hanno dimostrato, con l’impennata dei consensi per la destra euroscettica dell’Afd. Bruxelles, inoltre, dovrà negoziare con Londra l’uscita del Regno Unito dalla Ue e, sullo sfondo, resta l’allarme terrorismo, che colpisce il turismo.
In questo clima, è assai facile previsione che non possa concretizzarsi un effettivo aumento della fiducia di imprese e consumatori, presupposto indispensabile per un cammino di crescita e che, di conseguenza, l’economia non andrà bene. Una speranza? La fine anticipata dell’embargo alimentare russo imposto ai paesi occidentali a fronte della crisi ucraina. Prolungato lo scorso maggio fino a fine 2017, una sua revoca porterebbe un buon stimolo alla domanda estera, in un settore che sta dando grandi soddisfazioni al nostro Paese. Ricordiamo, che queste «misure di ritorsione» impediscono dall’agosto del 2014 l’importazione di prodotti alimentari dei paesi occidentali, principalmente dall’Unione europea, che sanziona la Russia per l’annessione della Crimea nel 2014, dopo l’esito favorevole del referendum, e il suo sostegno ai separatisti dell’est dell’Ucraina. Si stima, che il danno per l’economia Ue provocato dall’embargo supera i 100 miliardi di euro l’anno, solo per l’Italia il danno supera i 10 miliardi di euro l’anno.
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OGGI 
RENZI A CATANIA LA SOLITA TRASFERTA NON SE NE PUO’ PIU’ ( ARTURO STENIO VUONO ) –  [ “AZ.-NEWS” : 12.09.’16 ]
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FINE SERVIZIO – A PRESTO SENTIRCI !
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
 
 
Risultati immagini per vessillo del regno delle due sicile 
 

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