CORO DI PROTESTE PER MR. PHILLIPS AMBASCIATORE USA A ROMA TUTTO GIUSTO SE NON FOSSE CHE L’ITALIA RESTA A SOVRANITA’ LIMITATA


CORO DI PROTESTE PER MR. PHILLIPS AMBASCIATORE USA A ROMA TUTTO GIUSTO SE NON FOSSE CHE L’ITALIA RESTA A SOVRANITA’ LIMITATA 

CORO DI PROTESTE PER MR. PHILLIPS AMBASCIATORE USA A ROMA TUTTO GIUSTO SE NON FOSSE CHE L’ITALIA RESTA A SOVRANITA’ LIMITATA
[ “AZ.-NEWS” . 15.09.’16 ]
 

IN COPERTINA – L’ITALIA DI RENZI….LINK

 
 
 
AL REFERENDUM 
PER UN NO NON SOLO ALLA RIFORMA
[ “AZ.” ] in tempi di democrazia sospesa, la santa radicalizzazione è una necessità…Alla democrazia di minoranza : alternativa vera e opposizione dura; non tardino i calci nei deretani di pietra e la spallata
 
ULTIMA DAL WEB / tratto dalla rete / link
Mondo.

Un manifestante e 5 poliziotti hanno riportato ferite

FotoGli scontri a Parigi contro il jobs act (ANSA)Gli scontri a Parigi contro il jobs act

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arodiroma » Processo Lande. Parla il Madoff dei Parioli: “ero io a …

http://www.farodiroma.it/…/processo-lande-parla-il-madoff-dei-parioli-er…

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Jun 23, 2016 – Parla il Madoff dei Parioli, Gianfranco Lande, il broker in carcere dal marzo 2011 per aver truffato migliaia di risparmiatori tra cui vip, investitori 

 
[ “AZ.” ] IL PARADOSSO MA QUANTA VERITA !
GIANCARLO LEHNER / DA ROMA
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: torna fra di noi Gianfranco Lande, il Madoff dei Parioli
Date: Thu, 15 Sep 2016 07:42:25 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Ben tornato a Gianfranco Lande, il Madoff dei Parioli, uscito, oggi, dopo 5 anni di galera. Al di là dei reati, ebbe il merito di aver fatto un esauriente check-Up al quoziente di credulità, avidità, intelligenza ed onestà intellettuale a gente dello spettacolo ( moralisti, forcaioli, anticapitalisti, pontificatori, pauperisti, sovversivi da salotto, tardocomunisti ed aspiranti grillini compresi ). Lande, insomma, fregando milioni di euro a costoro, ce li ha fatti conoscere meglio. Li ha dipinti e marcati in eterno.

Giancarlo Lehner

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A proposito delle ultime esternazioni dell’ambasciatore Usa, a Roma, Mr. Phillips, nulla di nuovo:lo schema è quello solito secondo cui maggioranza e opposizione, ieri – nella prima repubblica -, e oggi – nella repubblica napolitana e nel protettorato italia -, ha da essere un tutt’uno;l’unicum manovrabile, addomesticabile e servizievole…
LA SOLITA STORIA DI SEMPRE…
Risultati immagini per ambasciata usa a roma di via veneto Risultati immagini per America grande burattinaio
L’AMBASCIATA USA A ROMA DI VIA VENETO
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[ “AZ.” – SETTEMBRE 2016  ]
“Azimut” il presidente Arturo Stenio Vuono
AI LETTORI. – OGGI SPIGOLATURE DALLA RETE E QUALCHE NOSTRO BREVE COMMENTO – POTRETE RIFLETTERE / LA NOSTRA LINEA NON E’ PIU’ TANTA SOLITARIA. INIZIAMO AD ESSERE IN BUONA COMPAGNIA !
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[ “AZ.” ] QUANDO C’ERA LUI ( IL BERLUSCA ) CARO LEI !
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Il ritorno di Berlusconi: «Il M5S? Si dimostra incapace. Renzi? Ha fallito»

Povia – Era meglio Berlusconi (con Testo) – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=HMjHdrfk5yQ
07 mag 2016 – Caricato da Francesco Vinciotti

Povia, Era meglio berlusconi versione audio e testo, per ordinare il nuovo cd …

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[ “AZ.” ] SU PUTIN NOVELLO ZAR DI TUTTE LE RUSSIE “IL BATTEZZATO” E GUIDA DELLA >> TERZA ROMA >>
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 “azimutassociazione@libero.it” <azimutassociazione@libero.it>

 15-set-2016 8.55
“Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
A PARTE – VEDI : FOTO – LA FIGURA DI PUTIN DIFENSORE DELLA FEDE
ALTRI ASPETTI DELLA << QUESTIONE RUSSA >>
LINK – CLICCA E ASCOLTA



ACCADEMIA DELLA LIBERTA’ – LINK

PUTIN ED I POTERI FORTI

Pubblicato da Giuseppe Turrisi  21:11:00  

MERCOLEDÌ 14 SETTEMBRE 2016

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[ “AZ.” ] BERGOGLIO : FORSE CHE SI’ E FORSE CHE NO ( MA SULLA POLITICA DELL’ACCOGLIENZA… ) – tratto dal web –
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E’ Ratzinger l’anti-Papa (ma solo nelle t-shirt) dei giovani della Lega Nord

Contro Bergoglio: a Pontida i giovani leghisti faranno t-shirt con immagini del Papa emerito, ora nel Pantheon assieme ad Alberto da Giussano, Oriana Fallaci e Vercingetorige..

LINK
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IL CASO DELL’AMBASCIATORE USA A ROMA
[ “AZ.” ] …Cambio di cavallo ( da Renzi si passa ai Di Maio ? Da Di Maio  si ripassa ai Renzi ? ), ma a ben vedere le cose non stanno proprio così;la linea politica dell’interferire, secondo una costante fissa di sempre, è semplicemente il prosieguo del precedente lavorio di due altri ex ambasciatori – inqullini di via Veneto e di fatto agenti nella qualità di veri e propri plenipotenziari – che ha visto, prima, Mr. Spogli imbeccare i molti onde azzerare il centrodestra;e dare il via ai Monti, Letta nipote e Renzi;e, poi, Mr. Thorne attivare Grillo per fargli occupare e monopolizzare l’intera area della protesta.…..e se avvenisse un fuori programma dal premier e da Grillo, e dal loro ruolo intercambiabile, con un terzo e una terza posizione… ( ? )
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Di Maio, "No al governo di scopo": 5 Stelle alla guida solo con il voto degli italiani Risultati immagini per grillo e renzi youtube
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Il vicepresidente della Camera detta la linea. Ieri Di Battista aveva aperto a un nuovo …

Altre notizie su di maio sul governo di scopo

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[ “AZ.” ] TUTTO BENE SE NON FOSSE CHE L’ITALIA RESTA A << SOVRANITA’ LIMITATA”…..

( tratto dal “il Giornale” )

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Referendum, Mattarella zittisce l’America: “La sovranità è del popolo”

Ieri l’invasione di campo dell’ambasciatore Usa: “Votate sì al referendum”. Mattarella lo zittisce e invita tutti alla calma. Ma Salvini attacca: “Va subito allontanato dall’Italia”

Sergio Rame – Mer, 14/09/2016 

Una netta presa di distanza. Anche Sergio Mattarella, come la maggior parte dei politici italiani, ha reagito con fastidio alle parole dell’ambasciatore americano, John Phillips, che ieri mattina ha parlato di un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia in caso di vittoria del “no” al referendum.

Un’invasione di campo senza precedenti che punta a viziare il dibattito sulle riforme. Tanto che, dopo aver invitato tutti a vivere il dibattito “con serenità”, il capo dello Stato ha ricordato agli Stati Uniti che “la sovranità è degli elettori”.

L’endorsment, dicono in ambienti dem, non era stato concordato ma Matteo Renziavrebbe, comunque, incassato con favore l’appoggio degli Stati Uniti. E i parlamentari piddì hanno sviato il problema indirizzando la propria irritazione nei confronti di Luigi Di Maio che ha paragonato il premier a Pinochet. Ma il problema resta il ruolo dell’America nel dibattito sulle riforme. Nelle ultime settimane, complici i sondaggi che davano il fronte del “no” in netto vantaggio, Renzi aveva cambiato strategia evitando una eccessiva strumentalizzazione della consultazione sul ddl Boschi. Ma il clima è tornato infuocato. Con le opposizioni che, dopo l’entrata a gamba tesa dell’ambasciatore Phillips, hanno chiesto un intervento del Colle che stigmatizzasse “una ingerenza inaccettabile”.

A distanza di ventiquattr’ore Mattarella ha fatto sentire la propria voce. Il mondo è sempre più interconnesso, è il ragionamento del capo dello Stato, è chiaro che quello che avviene in un Paese importante interessi gli altri Paesi. Ma “questa considerazione non muta in nulla il fatto che la sovranità sia demandata agli elettori” che si devono esprimere con un referendum. Mattarella ha, tuttavia, invitato tutti a “vivere serenamente, come ogni passaggio democratico” questo momento che ci porta al voto. Ma a Matteo Salvini le parole non bastano: vuole una risposta plastica. “L’ambasciatore Usa in Italia minaccia gli italiani che voteranno ‘no’ al referendum – tuona il leader della Lega Nord – questo signore dovrebbe essere allontanato dall’Italia. Mai più schiavi, di nessuno”.

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“DEMOCRATICI” E  << POPULISTI >>

[ “AZ.” ] …sui satrapi dell’Ue e dell’Europa che, a suo tempo nascendo e sic res stantibus, già Bettino Craxi vaticinò come l’inferno del futuro o, nella migliore ipotesi, come un limbo; sulla moneta di Belzebù, l’euro, che, per com’era stata progettata, Margaret Thatcher avvisò del pericolo per la democrazia e la sovranità come per l’economia; dell’immigrazione, annessi e connessi, che Oriana Fallaci – in epoca lontana e non sospetta – anticipò come facente parte del piano di indotta ondata d’invasione, da parte del fondamentalismo integralista, legato al terrorismo di marca islamica e ai signori della guerra contro gli infedeli…

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( tratto dal “Secolo d’Italia” )

Viva i populisti. E se toccasse a loro a salvare l’Europa e la nostra libertà?

Viva i populisti. E se toccasse a loro a salvare l’Europa e la nostra libertà?

mercoledì 14 settembre 2016

La vogliamo dire tutta? Quest’Europa non regge più. E poco serve alla sua causa che l’ambasciatore di Obama a Roma, John Philips, metta il suo abusivo zampino nel nostro referendum. Così come non serve la mobilitazione della grande stampa nazionale accorsa a mettere una pezza sulla terribile gaffe diplomatica travestendola da preoccupazione di un «mondo globalizzato e interdipendente» per la stabilità di un partner, l’Italia appunto, geopoliticamente immerso in un Mediterraneo senza pace. Paroloni vuoti, utili solo a fare da paravento alla vera paura che oggi attanaglia un Occidente privo di vera leadership e completamente infeudato fin dentro i suoi organismi politici e burocratici da interessi finanziari senza volto e senza patria: la reazione in atto dei popoli verso questa idea informe e gelatinosa dell’Europa che li rende giorno dopo giorno più poveri e più insicuri.

La Brexit non ha insegnato nulla all’establishment

La Brexit non ha insegnato niente. E c’è ancora un esercito di beoti pronti a giurare che il progetto Erasmus ben valga l’invasione delle nostre città da parte di africani e mediorientali. Abbiamo ancora davanti agli occhi l’immagine del corpicino del siriano Aylan restituito dalle onde, ma non ne abbiamo neppure una dei tanti bambini francesi falciati come birilli da un terrorista islamista sul lungomare di Nizza. Segno inconfondibile che qualcuno bara di brutto anche sui sentimenti e mira a colpevolizzare l’Europa per tutti i mali del mondo quando dovrebbe essere chiaro che è dalla fine dell’ultima guerra che il Vecchio Continente ha cessato di essere il forno privilegiato della storia. Siamo come nobili decaduti e affogati da debiti. Per manutenere il palazzo dei nostri antichi privilegi abbiamo delegato all’alleato americano la nostra sicurezza, senza disdegnare più di tanto le sbarre del bipolarismo internazionale Usa-Urss. E quando questo è finito, per l’implosione del comunismo realizzato, eravamo talmente ebbri della storiella della “fine della storia” da pretendere di creare una moneta unica senza agganciarla ad una politica comune. Un disastro che è la vera ragione della crisi dell’euro e dei debiti sovrani. Prova ne sia che mentre tutti conoscono il nome di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, quasi nessuno sa quello del capo del governo Ue, Jean Claude Juncker.

Rivedere i trattati istitutivi dell’Europa

Ecco, lo spettro populista che si aggira per l’Europa, pardon per il mondo (c’è anche Donald Trump), e che tanto spaventa l’establishment altro non è se non la reazione della politica alle spire asfissianti dei poteri irresposabili e delle buro-tecnocrazie sovranazionali. Ci sarà pure un motivo se persino la disciplinata e virtuosa Germania è costretta a fare i conti con una crisi di rigetto popolare che rischia di scalzare frau Merkel dal Cancellierato. E se l’insoddisfazione fa capolino nella locomotiva d’Europa, figuriamoci se possono pasteggiare a champagne i passeggeri dei vagoni di coda. In realtà, i populisti esistono perché l’Europa attuale è una tigre di cartapesta che dissemina ingiustizie e paure. Rivederne i trattati istitutivi è l’unica strada da imboccare se si vuole evitare che i roghi circoscritti di oggi si trasformino nell’indomabile incendio di domani.

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[ “AZ.” ] 

…Quando dagli ambasciatori ed esponenti politici, per conciliaboli – più o meno riservati – , partorisce l’ennesima novità, non ne viene fuori molto di intelligente…

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( tratto dal “Secolo d’Italia” )

Mattarella alza la voce con gli Usa, ma il vero “golpe” viene dai poteri forti

Mattarella alza la voce con gli Usa, ma il vero “golpe” viene dai poteri forti

mercoledì 14 settembre 2016 la sovranità appartiene al popolo. «Il mondo si è molto interconnesso: quindi ogni avvenimento che avviene in un paese importante, e l’Italia è un paese importante, è seguito con attenzione anche all’estero. Naturalmente questa considerazione non muta in nulla il fatto che la sovranità sia demandata agli elettori». Così ha detto Mattarella rispondendo alla domanda di un giornalista nel corso della sua visita aSofia.

Giusto e opportuno l’intervento di Mattarella , anche alla luce delle dichiarazioni che si sono levate dal mondo politico italiano dopo l’auspicio di una vittoria del Sì espresso dall’ambasciatore John Phillips. S’è trattato certo di un’uscita improvvida e maldestra, ma non sono venute dal diplomatico Usa le parole più inquietanti a proposito del referendum in Italia. A preoccupare (e a indignare) seriamente dovrebbe essere la minaccia venuta da Fitch nelle stesse ore in cui l’ambasciatore Phillips entrava a gamba tesa nel dibattito italiano: «Se ci fosse un voto “no”, lo vedremmo come uno shock negativo per l’economia e il merito di credito italiano». Così si è espresso Edward Parker, responsabile rating sovrani per Europa Medio Oriente di Fitch. I poteri forti paventano una revisione in negativo del rating dell’Italia nel caso di una bocciatura da parte degli elettori della riforma Renzi- Boschi. È questa l’ingerenza più grave, un vero e proprio tentativo  di “golpe” , soft e in guanti bianchi.

È su questo inquietante intervento che la politica italiana dovrebbe far sentire con più forza la sua voce. E forse anche a questo si  è riferito Mattarella quando ha parlato di “sovranità”. Evidentemente i poteri forti della finanza globale hanno un particolare interesse a una Italia sempre più allineata con il pensiero unico. E non c’è dubbio che oggi, in Italia, il punto di riferimento di questi poteri sia proprio Matteo Renzi. Quanto alle parole dell’ambasciatore, è noto che gli Usa, se vogliono, possono utilizzare strumenti ben più sofisticati delle dichiarazioni di un diplomatico. Certe uscite si rivelano quasi sempre un boomerang.

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[ “AZ.” ] …nuovamente il buttare l’esca – per il centrodestra –  di modifica dell’italicum, con immediata precedenza, per intavolare un compromesso onorevole sul referendum confirmativo ch’è la sua vera piaga…

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– tratto dal web –
Merkel-Renzi (archivio) © ANSA
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“Dobbiamo vivere serenamente il referendum, come ogni passaggio democratico”. Così il presidente Sergio Mattarella, da Sofia, a chi gli chiede delle fibrillazioni crescenti e come gli italiani dovessero vivere questi due mesi che mancano alla consultazione.

“Il mondo – ha proseguito – si è molto interconnesso: quindi ogni avvenimento che avviene in un paese importante, e l’Italia è un paese importante, è seguito con attenzione anche all’estero. Naturalmente questa considerazione non muta in nulla il fatto che la sovranità sia demandata agli elettori”. Quello del referendum costituzionale è un passaggio da vivere “serenamente” ed è normale in un mondo sempre più interconnesso che sia seguito con grande attenzione anche all’estero. A titolo di esempio il capo dello Stato ha citato quanto successo con il referendum in Gran Bretagna. 

Sul Referendum Merkel appoggia le riforme di Renzi  “Ovviamente non spetta al governo tedesco esprimersi su referendum che si tengono in altri Paesi” ma Angela Merkel “appoggia” il premier Matteo Renzi nelle “sue diverse attività di politica interna” e “le riforme che il premier ha avviato, ad esempio nel mercato del lavoro”. Lo ha detto oggi il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert rispondendo a una domanda su quanto affermato ieri dall’ambasciatore Usa a Roma circa il “passo indietro” che farebbero gli investimenti stranieri in Italia qualora prevalesse il ‘no’ al referendum.

Martedì le dichiarazioni dell’Ambasciatore Usa in Italia a favore del Sì al Referendum. Le parole di John Phillips hanno scatenato l’ira del centrodestra e della sinistra Dem che ha letto l’intervento come una grave ‘ingerenza’. Successivamente anche l’Agenzia di rating Fitch ha messo in guardia dagli esiti negativi sui mercati di un ‘no’ alla consultazione. 

Renzi, condivido al 101% le parole di Mattarella –  “Condivido non al 100 per 100 ma al 101 per cento quello che ha detto oggi Mattarella a cui va la nostra gratitudine e augurio di buon lavoro”. Così il premier Matteo Renzi, al teatro di Cuneo a sostegno del referendum, dopo aver attaccato il paragone di Luigi Di Maio tra lui e Pinochet. Se viene bocciata la riforma costituzionale nel referendum, “non è che c’è un’alternativa. Se la gente vota No alla riduzione del numero dei parlamentari, nessun parlamentare farà una nuova riforma per abbassarli, nessuno supererà il bicameralismo paritario. C’è chi dice ‘faremo una nuova riforma’, ma sono quelli che quando hanno avuto l’opportunità di governare, le riforme le hanno promesse ma non le hanno mai fatte: è ora di farla finita”. “Promettono che faranno una nuova bicamerale un altro bel patto della crostata o della crostatina, ma rinvieranno i problemi”, aggiunge.  

Per quanto riguarda, poi, la legge elettorale, il premier sottolinea che”non c’entra niente con il referendum”. A me l’Italicum piace ma se vogliamo cambiarla per dare un segnale, noi ci siamo, eccoci”, rileva.

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CORO DI PROTESTE PER MR. PHILLIPS AMBASCIATORE USA A ROMA TUTTO GIUSTO SE NON FOSSE CHE L’ITALIA RESTA A SOVRANITA’ LIMITATA 

[ “AZ.-NEWS” . 15.09.’16 ]
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(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
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