REFERENDUM E L’ARMA DEL NO LIBERIAMOCI DAL GRADASSO & C. CHE AMMICCA E FA L’OCCHIOLINO MENTRE IL PAESE AFFONDA


REFERENDUM E L’ARMA DEL << NO >> LIBERIAMOCI DAL GRADASSO & C. CHE AMMICCA E FA L’OCCHIOLINO MENTRE IL PAESE AFFONDA

 
REFERENDUM E L’ARMA DEL << NO >> LIBERIAMOCI DAL GRADASSO & C. CHE AMMICCA E FA L’OCCHIOLINO MENTRE IL PAESE AFFONDA
 [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 1°OTT. ’16 ]
 
 
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI.
REFERENDUM
LIBERIAMOCI !
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( . . . . )

Alcuni motivi per cui il 4 dicembre bisognerà votare NO…..

“Azimut” il presidente Arturo Stenio Vuono
sabato, 1 ottobre 2016  
REFERENDUM E DINTORNI – ANNESSI E CONNESSI.
Non esitiamo a dire, chiaro e tondo, che il referendum sulla riformucola della democrazia sospesa, e di minoranza, serve unicamente a conquistarci la liberazione; l’occasione, esclusivamente, per affrancarci da una pletora di imposti e di abusivi che ci (s)governano. Il << No >> è necessario per dimostrare da quale parte si schiera, nelle urne, il paese; dovrà, su tutto, emergere la volontà del paese reale e mandare a ramengo questa sorta di paese legale che assiste, impotente – se non connivente – , al disastro che ammorba la nazione. Entrare nel merito di questa combinata del Renzi che si veste da gradasso, ammicca e fa l’occhiolino per far bottino di voti, non serve; quello che interessa, se ancora siamo in tempo, è il salvataggio del belpaese che affonda. Nessun commento per l’elargizione delle mance in itinere, verranno, e se vincerà proprio  il << no >> non si potrà dire che nulla cambia; vedremo le conseguenze che, necessariamente, dovrà trarne il capo dello Stato e se il fronte del resistere, per doppiare il capo 2018, avrà ancora il coraggio di arzigogolare e gingillarsi, proseguendo nei giochini di palazzo. Lo vedremo. E vedremo se Mattarella rinvierà alle camere il Renzi; vedremo se disporrà di una maggioranza politica, stante che in senato è soltanto numerica per il peso aggiunto dai cambi di casacca, dai puntellatori e da coloro che operano in dispregio al mandato degli elettori. L’inquilino dell’alto Colle, dato e considerato che il responso sul referendum – vuoi o non vuoi – sarà in primis un giudizio sull’operato dell’esecutivo, e crediamo che il governo che ha fatto la controriforma ne uscirà sconfitto, sino a quando tollererà l’anomalia?
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IL GRADASSO CHE AMMICCA E FA L’OCCHIOLINO MENTRE IL PAESE AFFONDA
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[ TRATTO DAL WEB ]
ROMA – “A me costa fatica perché credo che l’Italicum sia la legge elettorale perfetta, funziona benissimo. Ma sono pronto a fare una discussione vera e anche a cambiarla. Perché la legge elettorale è meno importante del referendum, così come la mia carriera personale è meno importante del referendum. Mi va bene trovare le ragioni che ci uniscono”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Perugia. “Il referendum non è il congresso Pd. E saranno decisivi i voti della destra perché mentre Pd e centrosinistra avranno una stragrande maggioranza a favore, il centrodestra in modo incomprensibile si è schierato per il No. Un autorevole esponente della minoranza Pd mi ha criticato perché voglio prendere i voti di destra. Sì, forse è per questo che si chiama minoranza, io vorrei chiamarmi maggioranza. Se non prendi il voto degli altri ti chiami minoranza, io voglio essere maggioranza e cambiare le cose”. Lo dice Matteo Renzi a Perugia.“D’Alema sui punti della riforma, per storia personale, è totalmente d’accordo. Ma siccome ha come obiettivo la distruzione di una persona e di un’esperienza, fa la sua battaglia. Auguri. D’Alema è un esperto di lotta fratricida in casa. Citofonare Romano Prodi e Walter Veltroni per sapere di che stiamo parlando. Se si fosse impegnato a combattere il centrodestra quanto ha combattuto i suoi compagni di partito, questo Paese sarebbe diverso”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Perugia
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REFERENDUM E VESCOVI ( CHIESA POSSIBILISTA ? )
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[ TRATTO DA “IL FOGLIO” ]

Roma. Il cardinale Angelo Bagnasco, in uno dei suoi ultimi interventi ufficiali da presidente della Conferenza episcopale italiana (il secondo mandato scadrà nel 2017), ha parlato di referendum solo al termine della sua lunga prolusione tenuta lunedì davanti al Consiglio permanente riunito a Roma, nel quartier generale sull’Aurelia. Poche battute che non sono un’indicazione di voto – la Cei non lo fa più da tempo – ma che neppure forniscono un orientamento chiaro per i cattolici. “Il paese è atteso per un importante appuntamento, il referendum sulla Costituzione. Come sempre, quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi esercitando la propria sovranità, il nostro invito è di informarsi personalmente, al fine di avere chiari tutti gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze”. Non una parola di più. Se la volontà di escludere ogni tipo di ingerenza – vuoi per dettami papali, vuoi perché quell’epoca è finita – è una delle ragioni che spiegano la posizione interlocutoria di Bagnasco, l’altra è che era impossibile dare una linea quando la base dei vescovi è divisa tra più anime incapaci – sul referendum – di trovare una mediazione. Da un lato ci sono coloro che tutto vogliono meno che la rottura (o comunque alimentare tensioni) con il governo, dall’altro è numeroso il gruppo dei pastori convinti che le ragioni espresse da tempo e pubblicamente da Massimo Gandolfini, leader del Family Day dello scorso gennaio al Circo Massimo, siano sacrosante e quindi degne d’essere perorate in ogni sede.

 

ARTICOLI CORRELATI Globale e poco europeo, così il cristianesimo sopravvivrà Tutti i duelli nei partiti all’ombra del referendum e della legge elettoraleMa c’è una terza pattuglia, minoritaria eppure non silenziosa, che la Costituzione non la vuole toccare, un po’ come l’Anpi o come – forse l’accostamento è più opportuno – con il fronte che ha sbandierato don Giuseppe Dossetti quale presunto sostenitore della causa del no al referendum (Pierluigi Castagnetti, che Dossetti l’ha conosciuto, ha scongiurato mesi fa di non sfruttare il nome dell’ispiratore del cattolicesimo politico italiano nella battaglia per la riforma varata dal governo Renzi). Di certo uno scontro con il governo la Cei non lo vuole ora che si appresta, nella primavera del prossimo anno, a eleggere i suoi nuovi vertici dopo il decennio di Bagnasco. Saranno le prime elezioni con il nuovo Statuto, e cioè con la terna di nomi votati dall’assemblea e proposta al Papa, che sarà libero di scegliere il presidente in quel lotto o di guardare altrove, come tante volte ha fatto in questo triennio di pontificato allorché si trattava di scegliere i vescovi per le varie sedi diocesane. Soprattutto, la maggioranza dei presuli italiani non vuole alimentare possibili dissidi con Palazzo Chigi, memore del logoramento che si ebbe solo un anno fa nel lungo iter del ddl Cirinnà sulle unioni civili, con interi mesi passati a discutere se e in che modo appoggiare iniziative di popolo contro il provvedimento che poi è divenuto legge, creando spaccature trasversali e rimpianti per i tempi passati in cui l’attivismo più o meno muscolare era la consuetudine.

 

Nessuna volontà di intromettersi anche perché non è passata inosservata la benedizione arrivata la scorsa primavera dalla Civiltà Cattolica, la rivista dei gesuiti che va in stampa solo previo placet vaticano. In un lungo articolo firmato da padre Francesco Occhetta, infatti, si analizzavano i pro e i contro della riforma, accompagnando il lettore sulla via d’un discernimento che consentisse una scelta finale. La conclusione, però, era assai chiara: “Rispetto a tali punti di perplessità, va segnalato che una moderna cultura della ‘manutenzione costituzionale’, senza banalizzare l’importante scelta della revisione, non sacralizza tutte le soluzioni adottate e può comunque consentire, in caso di auspicabile successo del referendum, successive modifiche migliorative che tengano conto delle critiche più motivate”.

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LA SINISTRA SI INTERROGA….

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da messaggio “postato” su facebook

Giovedì sera Pier Luigi Bersani ha fatto una considerazione sulla quale ritengo opportuno riflettere. Egli ha affermato che la globalizzazione è in fase di riflusso, e che si sta ritornando alle sovranità nazionali, ai dazi, ai protezionismi. E di ciò sono testimonianza le nuove manifestazioni politiche che si stanno affermando in Europa ed in Usa, basate su quei principi ed al di fuori dei partiti tradizionali: anzi, non assumono neanche più la forma partito, facendo riferimento ad esempio ai “5 Stelle” in Italia (che hanno vinto con i voti della “destra”, ha detto) ed a Trump, vincitore anche contro la “nomenklatura” del suo partito repubblicano. Lui vorrebbe rispondere a tutto ciò riaprendo il “campo” del centrosinistra, abbandonato da Renzi: ma, al di là di questa ipotesi che appare superata proprio per le cose che egli ha detto, l’analisi di Bersani mi sembra corretta.

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IL BELPAESE ( 30 sett. ’16 )
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da messaggio “postato” su facebook
Tutti noi che pensiamo di essere vivi, “SIAMO PIU’ MORTI DEI MORTI”. O quasi tutti….Se cosi non fosse, chi era sull’ autobus 451 ieri alle 13,30 a via Palmiro Togliatti a Roma, non avrebbe lasciato che quella ragazzina di 15 anni venisse pestata a sangue da due rom, molto più grandi di lei. La sua colpa? Quella di aver avvisato una sua coetanea che stavano tentando di borseggiarla. L’ hanno “”distrutta di mazzate”” e nessuno è intervenuto. NESSUNO… CAZZO!!!! E allora chi pensa di essere vivo, incluso il sottoscritto, si guardasse allo specchio, non per vedere se c’ è una ruga in più o cazzate del genere, ma per rendersi conto di cosa è diventato. Ho scritto quasi tutti morti, perché fortunatamente ci sono ancora persone come quella ragazzina, ora in un letto di ospedale, che non ci sta a farsi scivolare la vita addosso e che ci ricorda che siamo quasi tutti morti dentro. QUASI….
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LE 80 PRIMAVERE DEL CAVALIERE ( ANCORA RIFLESSIONI SU BERLUSCONI )
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TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA”
Tanti auguri, Silvio. Le nostre differenze la vera ricchezza

Tanti auguri, Silvio. Le nostre differenze la vera ricchezza

giovedì 29 settembre 2016

Tanti auguri, Silvio Berlusconi. Chi mai ce l’avrebbe detto che t’avremmo conosciuto. Che t’avremmo frequentato. Che t’avremmo pubblicamente osannato e privatamente criticato. E che infine t’avremmo abbandonato. Nessuno. Nessuno c’avrebbe scommesso una lira, in quel complicato tramontare di secolo. Perchè neppure Nostradamus avrebbe potuto azzeccare una simile previsione. Mondi che più diversi e distanti non potevano essere che s’incontrano. L’industriale di successo insieme ai nipoti dei reietti della Storia. Noi alleati dell’uomo che col Biscione sulle reti scompagina i palinsesti della soporifera Tv statale, facendo di quella scatola un formidabile veicolo di distrazione di massa. E che, tuttavia, consentì a volti e argomenti tenuti in disparte di entrare anch’essi in ogni casa all’ora di cena. Chi ce l’avrebbe mai detto, caro Berlusconi, noi e Te a braccetto. Un’intuizione, la Tua, che a noi apparve più una ciambella di salvataggio che una possibilità di successo. E infatti fummo lì a sorridere e a manifestare sano scetticismo quando quell’incipit “l’Italia è il Paese che amo” tracimò dagli schermi. Così come rimanemmo a guardarci più increduli che persuasi dinnanzi all’ampiezza inattesa di quel successivo risultato. Truppe moltiplicate, Palazzo conquistato. E perciò ancora a braccetto. A progettare e declamare. A puntualizzare e rimbeccare. Avremmo davvero, con tutto il cuore, voluto cambiare il mondo. Ma, alla fine, è stato proprio il nostro mondo a non capirci più. A voltarci le spalle. Ingolfati dal dettaglio, irretiti dall’omelia del politicamente corretto, adescati dal sacro principio dell’interesse nazionale: ecco come abbiamo smarrito il senso di quel fortunato incontro di fine secolo. Il senso di quelle nostre differenze che, messe insieme, erano pura ricchezza. È così che ci siamo persi. Ognuno nei suoi perché. Ognuno coi suoi distinguo. Ognuno con i suoi “buoni” motivi. Tanti auguri, Silvio Berlusconi.

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IL VENTRILOQUO ( vedi : sotto ) riporta la notizia e aggiunge qualcosa di suo…..

ma è esattamente il contrario, spiace dirlo : l’abbraccio con la Destra ( di cui noi abbiamo sempre fatto parte ma con coerenza ) semmai è stato letale per Silvio Berlusconi….diciamoci tutto e diciamo, onestamente, la verità…..

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da messaggio “postato” su facebook

Enzo Rivellini Due
( . . . )

L’ABBRACCIO CON BERLUSCONI E’ STATO LETALE PER LA DESTRA!!! COMUNQUE AUGURI AL CAVALIERE UOMO STRAORDINARIO E DI GRANDE INTUITO.

Articolo di Mario Aldo Stilton

Tanti auguri, Silvio Berlusconi. Chi mai ce l’avrebbe detto che t’avremmo conosciuto. Che t’avremmo frequentato. Che t’avremmo pubblicamente osannato e privatamente criticato. E che infine t’avremmo abbandonato. Nessuno. Nessuno c’avrebbe scommesso una lira, in quel complicato tramontare di secolo. Perchè neppure No

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L’EDICOLA

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——– Original Message ——–

Subject: 30 settembre – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Fri, 30 Sep 2016 04:43:11 +0200
From: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Venerdì, 30 Settembre 2016
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Potevano almeno salvare la faccia. Ma lo stile, si sa, non è propriamente il forte di Matteo Renzi. Stupisce un po’ lo scivolone politico-estetico della Coldiretti. Ma tant’è, c’è da registrare anche oggi l’ennesima caduta di livello (civile) sulla scena politica italiana.
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L’IDEA DI DESTRA DEL GIORNO

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Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

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(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
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[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
 
 
 
 
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