RASSEGNA STAMPA ARTICOLI TRATTI DAL “SECOLO d’ITALIA” DEL 15 OTTOBRE 2016


 
RASSEGNA STAMPA ARTICOLI TRATTI DAL “SECOLO d’ITALIA” DEL 15 OTTOBRE 2016 [“AZ.-NEWS”]

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Votare no’ e’ una mia scelta, in quanto non riconosco un presidente del consiglio nominato ( . . . )

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NOSTRO ULTIMO PREAVVISO DI PROSSIMO SERVIZIO IN RETE SU FACEBOOK
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SI DICE GLOBALIZZAZIONE MA SI CHIAMA SOVVERSIONE MONDIALE…..
 << No al salario >> – Giuseppe Ciammaruconi  [ C.u.s.i. – “Comitato Unitario Sindacati ( sociali )  Indipendenti”  – stralci  ] – Roma, 1981. Per leggere tutto visita il sito – [ “AZ.” – Sulla globalizzazione e sulla crisi, da anni in atto, oggettivamente irreversibile, non mancheranno agli interessati le documentazioni e le statistiche, etc., facilmente reperibili e consultabili, sempre disponibili. Noi ci occupiamo, invece, di come esse – l’economia globalizzata e le dannose anomalie – vengano come risposta da lontano. I riferimenti sono, tutti, tratti da una pubblicazione, edita dai sindacati sociali del C.u.s.i., e in gran parte a riguardo del modello economico italiano che ebbe sviluppo, seppure non compiuto, nel periodo tra i due grandi conflitti mondiali. Il Comitato Unitario Sindacati Indipendenti, molto attivo in alcune regioni – come Campania ( coordinatore regionale : Arturo Stenio Vuono )  e Lazio ( segretario generale : Giuseppe Ciammaruconi ) – ebbe espansione limitata e vita breve; fu espressione del sindacalismo sociale ed ebbe collegamenti con i referenti – in Italia – del sindacato polacco Solidarnosc di Lech Walesa: il C.u.s.i. ( Comitato Unitario Sindacati [ sociali ] Indpipendenti ) fu il maggior protagonista delle lotte di piazza del movimento dei disoccupati, a Napoli, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80. Il modello economico italiano, ripreso dal C.u.s.i. – che ne rilanciava la << evoluzione >> -, fu a suo tempo oggetto di studio in tutto il mondo, inclusi Usa e Urss, e com’è noto parve che potesse prevalere e realizzarsi un poco ovunque; A circa settanta anni dalla sua abrogazione, per le note vicende storiche, s’è definitivamente imposto il modello globalizzato che, contrariamente a tutto ciò che s’è enfatizzato in tutto il cosiddetto villaggio globale, registra la decadenza conclamata di tutte le economie già dominanti, il loro inarrestabile declino e, in alternativa, lo sviluppo – altrove – di economie emergenti ( ove tutto è lecito, non v’è regola da rispettare, nessun rischio di violazione : il super ibrido cinese docet ) – vedi: anche al termine del servizio :  il << Come >>, << Che cosa >> e << perchè >> produrre  – in mani di pochi decisori quasi sempre anonimi ( ma questo è altro problema che potrà – in altra sede – essere affrontato e dibattuto a parte ).- [ A.S. Vuono – tratto  da  anteprima di web tra breve in rete ] – https://azimutassociazione.wordpress.com – SI DICE GLOBALIZZAZIONE MA SI CHIAMA SOVVERSIONE MONDIALE RIVISITANDO CRAXI E IL MALE CHE DENUNCIO’ – VIENE DA LONTANO COME DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” [ “AZ.” – 17 OTT. ’16 ] – https://youtu.be/NV7mvps67tw
 
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Obama scatena un cyber-attacco senza precedenti sulla Russia

Obama scatena un cyber-attacco senza precedenti sulla Russia

sabato 15 ottobre 2016 

Quella attuale si avvia a essere la peggior crisi tra Stati Uniti eRussia dal tempi della Guerra Fredda. Il presidente americanoBarack Obama non riesce a passare sopra al fatto che il suo omologo Putin sita diventando un protagonista sulla scena internazionale e soprattutto non accetta il suo (di Obama) fallimento militare in Siria,dopo gli altri fallimenti in Iraq, Afghanistan e Libia. Oggi si apprende che la Cia ha ricevuto ordine da  Obama di preparare una cyber attacco senza precedenti contro la Russia in risposta alle pretese ma mai provate interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali americane. Lo riporta in esclusiva la Nbc citando fonti di intelligence americane. Stupita e preoccupata la risposta delCremlino: «L’imprevedibilità e l’aggressione degli Usacontinuano a crescere, e tali minacce contro Mosca e la leadership del nostro Paese sono senza precedenti»: lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, commentando le parole del vice presidente Usa Joe Biden, che in un’intervista, sempre a Nbc, ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a rispondere alle presunte interferenze di hacker russi sulle presidenziali americane. Lo riporta l’agenzia Ria Novosti.

Obama ci riporta alla Guerra fredda

Da parte sua l’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, ha ammonito che l’attuale tensione con gli Usa è probabilmente la peggiore dalla guerra in Medio Oriente del 1973, quando la minaccia di una guerra tra l’Urss, che sosteneva gli arabi, e gli Stati Uniti, l’alleato più stretto di Israele, raggiunse il punto più alto dalla crisi dei missili a Cuba nel 1962. «Penso che la situazione generale sia molto peggio ora, probabilmente la peggiore… sin dal 1973», ha dichiarato. Ma l’ambasciatore russo ha sottolineato una differenza, ossia che oggi «benché ci siano frizioni gravi, differenze come la Siria, continuiamo a lavorare su altre questioni… e qualche volta molto bene». Cosa che non accadeva durante la Guerra fredda. Churkin ha elencato una serie di cose che hanno deteriorato i rapporti bilaterali, dall’allargamento della Nato a est alla “rivoluzione” inUcraina («un colpo di Stato» sostenuto dagli Usa, a suo avviso) sino alla Siria. Il diplomatico russo ha comunque ribadito che Mosca vorrebbe normalizzare i rapporti con gli Usa. «Se il cambio di amministrazione aiuterà, bene», ha detto. Ma anche se Barack Obama potesse restare per un altro mandato – cosa vietata dalla costituzione – la Russia si sforzerebbe di tentare di tornare alla normalità nelle relazioni, ha assicurato.

Assad: Obama crede che il terrorismo sia la carta vincente

Nelle ultime ore, poi, il presidente americano avrebbe convocato alla Casa Bianca un vertice sulla Siria con tutti i suoi più stretti consiglieri di politica estera e militari. All’ordine del giorno, valutare tutte le opzioni, anche militari, per far fronte alla situazione del Paese mediorientale, alla luce dei persistenti raid su Aleppo da parte di Mosca e Damasco. In realtà la maggior parte dei raid su Aleppo li compiono i gruppi terroristi già finanziati dagli Stati Uniti. Gli Usa, insomma, stanno conducendo una politica della “terra bruciata” nei confronti della Russia: lo denuncia la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. Sempre secondo Zakharova, Washington starebbe bloccando i finanziamenti di Banca mondiale e Fmi per progetti in Russia. Anche il presidente siriano Bashar al Assad, legittimo presidente della Siria, ricordiamo,  si è pronunciato sulla guerra che dilania il suo Paese: «I russi capiscono che il terrorismo cresce costantemente sin da quando gli americani, sin dalla guerra in Afghanistan nei primi anni ’80 e fino ai nostri giorni, sono sicuri che il terrorismo sia la carta vincente da poter sempre mettere sul tavolo, da tenere in tasca e tirare fuori quando ce n’è bisogno».

(foto skytg24)

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2 – La Brexit s’è bevuta il vino italiano, crolla l’export del Made in Italy

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La Brexit s’è bevuta il vino italiano, crolla l’export del Made in Italy

La Brexit s’è bevuta il vino italiano, crolla l’export del Made in Italy

sabato 15 ottobre 2016

E’ terribilmente pesante l”impatto della Brexit sull’export delmade in Italy. E si fa già sentire, con crolli pesanti delle consegne registrate a luglio per tutti i settori, dal -22 per cento dei mezzi di trasporto (fino a -31 per cento per le auto), al -13 per cento di macchinari e apparecchi, al -9 per cento dell’agroalimentare che finora aveva avuto nella Gran Bretagnail quarto mercato di sbocco. In base ai cali registrati il mese seguente al distacco della Ue, si può prevedere che la Brexitcosterà 2,7 miliardi all’anno al Made in Italy e il cibo e vinoitaliano soffriranno una perdita di 280 milioni.
Sono questi i dati diffusi da Coldiretti in occasione del Forum internazionale dell’agricoltura e alimentazione organizzato aCernobbio.
Il distacco dalla Ue marca in rosso le consegne tricolori dopo che i primi sei mesi dell’anno avevano invece consegnato risultati molto positivi, con l’agroalimentare protagonista al traino del vino (esportazioni per 746 milioni di euro nel 2015 e +4% nei primi sei mesi dell’anno) e di un prosecco amatissimo dai Sudditi di Sua Maestà britannica (275 mln di euro nel 2015 e +50% nel 2016).
Dietro al vino, grande domanda anche per pasta, per un importo complessivo di vendite nel 2015 di 332 milioni di euro. Ma non è solo il calo dell’export a preoccupare, il rischio sottolinea Coldiretti nella sua indagine, è che con l’uscita dall’Ue si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole all‘esportazioni agroalimentari italiane.
«Ad esempio si dovrà verificare il destino a livello comunitario della procedura in corso per fermare le etichette a semaforo che la Gran Bretagna ha deciso di far adottare al 98 per cento dei supermercati inglesi nonostante si tratti di un ostacolo alla libera circolazione delle merci», ricorda ilpresidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.
«Il sistema – aggiunge Moncalvo – esclude paradossalmente dalla dieta alimenti sani, dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto di Parma, per promuovere, al contrario, le bevande gassate senza zucchero, fuorviando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale e colpendo il 60 per cento delle produzioni italiane».
La consapevolezza della qualità e l’attenzione al benessere nutrizionale sono invece sempre più un tratto distintivo dei consumatori italiani, secondo l’altra indagine Coldiretti-Censissulle scelte di acquisto nel Belpaese presentata a Cernobbio. La crisi ha operato un alleggerimento del carrello della spesa di 2,5 chili in dieci anni ma cresce – sottolinea l’organizzazione agricola – l’attenzione alla qualità del cibo, alla sostenibilità ambientale e sociale e alle proprietà salutistiche. E’ boom per i prodotti biologici, portati in tavola da 13 milioni di italiani almeno una volta a settimana e per i prodotti cosiddetti a “km zero”, richiestissimi nei mercati dei contadini che per il 40,7 per cento degli italiani rappresentano la garanzia di poter consumare cibi freschi e sicuri. Di contro – elenca Coldiretti – ci sono cibi di importazione straniera, dalle nocciole turche alle arachidi dalla Cina inquinate da aflatossine cancerogene al pesce vietnamita con troppi metalli pesanti, che svettano nella classifica del sistema di allerta europeo

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3 – «Alto Adige, salvate i nomi italiani»: anche la Crusca lancia un appello

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«Alto Adige, salvate i nomi italiani»: anche la Crusca lancia un appello

«Alto Adige, salvate i nomi italiani»: anche la Crusca lancia un appello

venerdì 14 ottobre 2016

Salvate i nomi italiani delle località dell‘Alto Adige. C’è anche il presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini tra i 48 docenti di atenei italiani e tedeschi che hanno sottoscritto un appello rivolto alle autorità statali e provinciali per la tutela della toponomastica bilingue. Quella dei nomi delle località geografiche altoatesine è una questione che si trascina da tempo sullo scacchiere politico locale, talvolta sottotraccia, talvolta provocando incomprensioni tra la comunità di lingua tedesca e quella, appunto, di lingua italiana che convivono nella provincia autonoma.

Alto Adige, un discussione che dura dal 1906

La questione prese il via poco più di cento anni fa, quando, nel 1906, Ettore Tolomei, geografo roveretano, cominciò la stesura del suo Prontuario dei nomi locali dell’Alto Adige, che poi venne pubblicato dalla Reale società geografica nel 1916. I nomi dei luoghi altoatesini, forzatamente quasi tutti di lingua tedesca dato che la provincia faceva parte dell’Austria sino al termine della prima guerra mondiale, divennero ufficiali con undecreto di Mussolini del ’23. Ed è da quel giorno che se ne parla. Dopo le celeberrime polemiche dei decenni passati Alto Adige , nei quali si paventava, addirittura, la scomparsa della dizione italiana della Vetta d’Italia, la cima più a nord dello Stivale, oggi la questione torna alla ribalta dato che se ne discute in seno alla commissione paritetica dei Sei, consultiva del governo per l’attuazione dello statuto da autonomia dell’Alto Adige.

Centinaia di nomi italiani rischiano di sparire dall’Alto Adige

In commissione, così è trapelato di recente, circolerebbe un elenco di qualche centinaio di nomi di località italiane destinati a sparire dai documenti ufficiali. Di qui le legittime proteste, specialmente della destra di lingua italiana dell’ Alto Adige, sfociate ora nell’appello dei professori universitari di cui fa parte anche il presidente dell’Accademia della Crusca. “L’ipotizzata cancellazione di parte della toponomastica in lingua italiana – si afferma nel documento – violerebbe gravemente i principi della Costituzione e l’obbligo del bilinguismo italiano-tedesco sancito da leggi costituzionali, da sentenze della Corte costituzionale e dall’Accordo De Gasperi-Gruber del 1946″. Per questo motivo, i docenti chiedono, assieme a Marazzini, che “si fermi in tempo il tentativo che si rivela di esclusiva natura politica e privo di qualsiasi serio appiglio storico”.

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4 – Feltri contro Mario Calabresi: «Pagine di saliva per Fo e nulla su tuo padre»

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Feltri contro Mario Calabresi: «Pagine di saliva per Fo e nulla su tuo padre»

Feltri contro Mario Calabresi: «Pagine di saliva per Fo e nulla su tuo padre»

sabato 15 ottobre 2016

«Pagine e pagine non di inchiostro ma di saliva, trasformandolo in una sorta di eroe della patria culturale». Così Vittorio Feltri commenta il modo in cui la Repubblica ha affrontato la notizia della morte di Dario Fo, aggiungendo che «non ci sarebbe problema, se non fosse che il direttore Mario Calabresi non è un orfano qualunque, ma figlio del commissario Luigi Calabresi assassinato da Lotta Continuamolti anni orsono, dopo che Dario Fo ne aveva sollecitato l’eliminazione in un comunicato storico sottoscritto da una folla di intellettuali, veri o presunti, ovviamente tutti filo-comunisti».

Feltri: «Fo, nessuna dimestichezza con la letteratura»

Nel giorno in cui si celebrano i funerali del premio Nobel, con un ininterrotto omaggio di milanesi e autorità, dunque, il direttore di Libero si pone nuovamente, e decisamente, fuori dal coro dei tributi. Già in un’intervista radiofonica, Feltri aveva definito Fo «un buon attore, un guitto stupendo», ma con«nessuna dimestichezza con la letteratura». Non solo, ora il giornalista muove una critica senza sconti anche a chi quegli omaggi li ha tributati, a quei giornali che «si sono lasciati andare a elogi esagerati e si sono ben guardati dal muovere critiche al guitto, la cui esistenza è stata ricca di incidenti». Contro un quotidiano in particolare, però, Feltri punta l’indice, perché diretto, appunto, da un orfano che «non è un orfano qualunque»: Mario Calabresi.

L’attacco a Mario Calabresi

«Ora si sa che il tempo è medico e che la memoria è corta, per cui capisco che Calabresi abbia glissato sui misfatti di Fo e gli abbia riservato comunque smisurati peana sul proprio foglio», scrive Feltri nel suo editoriale, «ma c’ è un limite – aggiunge – oltre il quale non doveva andare». «Almeno due righe per ricordare il papà ammazzato su istigazione anche del Nobel egli avrebbe avuto l’obbligo morale di scriverle. Invece non lo ha fatto», è l’accusa di Feltri, che conclude con una stilettata ancora più violenta: «D’accordo che la carriera è fondamentale, ma lo è anche la dignità. Quella dignità che Adriano Sofri, condannato per il delitto del commissario, ha dimostrato di possedere dimettendosi da Repubblica il giorno stesso in cui l’orfano ne assunse la guida. Grande Sofri, piccolo Calabresi».

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Matteoli: «Eravamo missini incoscienti, oggi siamo liberi e orgogliosi…»

Matteoli: «Eravamo missini incoscienti, oggi siamo liberi e orgogliosi…»

sabato 15 ottobre 2016

«Quando ammainammo la bandiera del Msi ed alzammo quella di An, tutti noi piangemmo. Contemporaneamente c’era anche l’entusiasmo per il tragurado raggiunto e per l’inizio di una nuova avventura politica», aveva raccontato Altero Matteoli al “Secolo d’Italia” un anno fa, rievocando il passaggio storico di Fiuggi.

Oggi che Matteoli, senatore di Forza Italia, si prepara a visitare la mostra sui 70 anni del Msi (dal 20 ottobre in via della Scrofa 43), il tratto che traspare resta ancora quello dell’emozione viva ma senza rimpianti.

Cosa ha rappresentato il Msi nella storia democratica di questo Paese?

«Una testimonianza, la salvaguardia di valori irrinunciabili quali la famiglia, il senso della Nazione, l’Europa dei popoli, la difesa della piccola e media imprenditoria. Inoltre, la difesa della tradizione che ci ha portato ad essere protagonisti nel mondo intero».

Qual è il suo ricordo personale sui suoi primi passi nel partito, la militanza, i primi incarichi?

«Quando mi schierai contro la petizione popolare del Msi-Dn, lanciata da Giorgio Almirante,  per l’applicazione della pena di morte nei confronti del terrorismo, petizione che raccolse oltre un 1 milione di firme. A quel tempo ero segretario provinciale del partito e consigliere comunale a Livorno. Dopo la mia presa di posizione, una mattina ricevetti una telefonata dall’onorevole De Michieli Vitturi che mi disse che Almirante mi voleva incontrare. Mi recai a Roma e durante l’incontro spiegai al segretario nazionale le motivazioni che mi avevano indotto a prendere quella posizione. Dopo pochi giorni lo stesso Almirante mi nominò segretario regionale del partito per la Toscana».

Che voleva dire essere missini negli anni di piombo, senatore Matteoli?

«Incoscienti. Nessuno di noi pensava di poter gestire anche una piccola parte del potere, ma rischiava sulla propria pelle. Gli anni di piombo potevano far saltare la Democrazia nel nostro Paese, se ciò non è avvenuto è anche perché c’era il Movimento Sociale baluardo contro la sinistra istituzionale ma soprattutto estrema».

Quali sono state le personalità più brillanti e incisive della storia missina?

«De Marsanich, Anfuso per la politica estera, Romualdi che per primo parlò di scelta di campo, Almirante per il suo coraggio e il suo carisma».

Che eredità lascia alla destra italiana la storia del Msi, senatore Matteoli?

«Potrei dire i valori di cui ho parlato nelle precedenti risposte, ma non solo. Il Movimento Sociale ha rappresentato il senso della militanza più pura. Nei congressi ci  dividevamo ma quando uno di noi era in difficoltà, tutti eravamo con lui. Inoltre, finito il congresso, si prendeva atto delle decisioni prese e si lavorava tutti per il partito, rimandando il confronto e le dispute al congresso successivo».

La mostra è dedicata ai “militanti ignoti” del Msi: esiste ancora un orgoglio missino che anima il popolo della destra italiana che ha seguito percorsi personali e politici diversi?

«La diaspora della destra non ha inficiato il nostro orgoglio di missini. Uomini liberi che non volevano e non vogliono padroni né in Italia né all’estero».

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6 – Azione nazionale: No al referendum ma Sì alla Repubblica presidenziale

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Azione nazionale: No al referendum ma Sì alla Repubblica presidenziale

Azione nazionale: No al referendum ma Sì alla Repubblica presidenziale

sabato 15 ottobre 2016

Azione nazionale prosegue il suo impegno per il “no” al referendum costituzionale e oggi ha tenuto un convegno aNapoli per ribadire le proprie argomentazioni. La vittoria del No al referendum costituzionale sarà un punto di svolta fondamentale per ripristinare la sovranità popolare nel nostro Paese, per rilanciare il Sud come motore di sviluppo dell’Italia e per un centrodestra rinnovato ed unito che torni alla guida del Paese». È quanto è emerso dalla manifestazione promossa a Napoli da Azione Nazionale con la partecipazione del coordinatore regionale Pietro Diodato, del Portavoce territoriale Salvatore Ronghi, del coordinatore di Napoli Capitale Enzo Rivellini, dei componenti del direttivo nazionale Gabriella Peluso e Marco Cerreto, dei presidenti dei Comitati per il No Sovranità Popolare e Sud in Costituzione, Angelo Scala e Carmine Ippolito, del portavoce nazionale Fausto Orsomarso e dei promotori Gianni Alemanno e Giuseppe Scopelliti. Per Gianni Alemanno, promotore di Azione Nazionale, intervenuto ai lavori, l’unico modo per fare una riforma seria «è una assemblea costituente, eletta dal popolo. Il Sud è contrario – afferma l’ex sindaco di Roma – perché questa riforma non riconosce nulla al Mezzogiorno e continua a dare un colpo gravissimo alle province. Proponiamo – aggiunge – una Repubblica presidenziale e la macroregione del Sud. Con queste iniziative – conclude – si può tenere insieme l’unita nazionale e dare la giusta autonomia al Sud per andare verso sviluppo e lavoro. Da parte sua l’europarlamentare Raffaele Fitto ha detto che «il centrodestra è compatto sul fronte del No perché è composto da quelle forze che con serietà e credibilità vogliono opporsi a questo Governo e costruire un’alternativa». «Siamo contro la riforma – ha affermato – perché è sbagliata nel merito e rischia non di superare il bicameralismo e andare verso la semplificazione, ma di ottenere il risultato opposto. Ecco perché vogliamo parlare nel merito della riforma – ha aggiunto – e far capire agli italiani che rischia di far andare indietro il Paese. Tutto questo mentre il Paese è fermo economicamente, in grave crisi – ha concluso – il presidente del Consiglio utilizza la legge di stabilità per fare campagna elettorale per il referendum promettendo di tutto e di più con totale irresponsabilità».

Azione nazionale lancia l’idea di una macroregione del Sud

«Identità, comunità e sovranità sono i tre valori su cui si può ricostruire l’unità del centrodestra valorizzando tutte le identità del territorio in un progetto politico identitario e sovranista», ha detto il deputato della Lega Nord Giancarlo Giorgettiintervenendo alla manifestazione di Azione nazionale a Napoli. «Queste cose le dico qui come le dico a Pontida», ha sottolineato Giorgetti, che ha poi aggiunto: «Mi ha fatto piacere ascoltare l’inno borbonico prima di quello nazionale perché rappresenta la storia e la tradizione della vostra terra. Il progetto della Macro Regione Meridionale è musica per le nostre orecchie perché lo stesso progetto che stiamo portando avanti per gli altri territori». Giorgetti si è detto infine favorevole alla proposta di costituzione di un’assemblea costituente per una vera e seria riforma costituzionale lanciata da Gianni Alemanno». «Quando ero ministro per le Politiche agricole nel 2001 era un continuo braccio di ferro con la Lega Nord di Bossi – ha replicato l’ex sindaco di Roma – oggi, invece, le dichiarazioni i Giorgetti aprono l’alleanza tra Lega nord e Mezzogiorno in nome della sovranità nazionale». E «con la vittoria del Sud potranno gettarsi le basi per tornare a nuove elezioni ed eleggere un nuovo Parlamento ed un nuovo governo che riporti il Sud al centro dell’agenda politica del Paese», ha detto Ronghi, per il quale è fondamentale ripartire da una vera riforma costituzionale che preveda il Mezzogiorno in Costituzione per le sue specificità storiche, economiche e socio-culturali e per rilanciare i grandi temi per lo sviluppo del Meridione: le infrastrutture, la fiscalità di vantaggio, la valorizzazione della risorsa-giovani». Rivellini invece ha sottolineato che «la crescita del Sud e particolarmente lo sviluppo di Napoli capitale del Mezzogiorno sono le grandi sfide che, a partire dalla campagna referendaria, potranno trovare grande rilancio per diventare la grande missione nazionale e per porre fine alla politica degli spot di Renzi e dei governi del centrosinistra».

In febbraio il Congresso di Azione nazionale

Nel tavolo di confronto, cui hanno preso parte gli esponenti diForza Italia Stefano Caldoro, della Lega Nord Giancarlo Giorgetti, dei Conservatori e Riformisti Raffaele Fitto, i promotori di An Gianni Alemanno e Giuseppe Scopelliti e il portavoce nazionale Fausto Orsomarso, sono state affrontate le motivazioni del No al referendum costituzionale e le ragioni di una partita politica «da cui dipende il futuro del Paese e che può e deve essere un’occasione di rilancio per il centrodestra a partire dai suoi valori fondamentali, dall’identità nazionale, al lavoro, alla famiglia, per tornare alla guida del Paese e per imporre una visione dell’Europa che sia comunanza dei Popoli e non dei banchieri e dei burocrati», ha evidenziato Scopelliti. «La riforma costituzionale è illegittima – ha precisato Diodato– perché approvata da un Parlamento illegittimo in quanto eletto con una legge elettorale dichiarata tale dalla Corte Costituzionale». «È una truffa perché il Senato non viene abolito, anzi, rimane in piedi con tutta la sua costosa organizzazione, e non c’è alcuna riduzione dei costi dell’istituzione in quanto i senatori verranno sostituiti da sindaci e consiglieri regionali», ha rimarcato Cerreto. «La riforma torna al centralismo statale, sottraendo importanti competenze legislative alle Regioni, tra cui infrastrutture, energia, protezione civile, ambiente, ed introduce un meccanismo di devolution in favore delle sole Regioni virtuose a danno delle Regioni meridionali», ha accusatoPeluso. Orsomarso ha annunciato il Congresso nazionale di Azione nazionale a Roma per il 10-11-12 febbraio spiegando: «In quel congresso decideremo se Azione nazionale si deve costituire come partito, oppure confluire in qualche nuovo progetto di aggregazione che unisca più realtà. Tutto questo sempre con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della Destra all’interno di un centrodestra unito.

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16 OTTOBRE 2016 [“AZ.-NEWS]

DA NOTIZIE TISCALI REDAZIONE ( LINK – clicca e leggi )

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LE ACCUSE DELLA CURVA

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RASSEGNA STAMPA ARTICOLI TRATTI DAL “SECOLO d’ITALIA” DEL 15 OTTOBRE 2016 [“AZ.-NEWS”]

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Inno Nazionale Regno Due Sicilie Paisiello – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=mI_RHty4Tg8

29 apr 2007 – Caricato da DueSicilie

L’inno del Regno delle Due Sicilie, composto dal grande musicista tarantino Giovanni Paisiello …

INNO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE – Two Sicilies … – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=h8nmFmOpLN4

10 mag 2008 – Caricato da vesevusman

Per tutti i Meridionali che non conoscono quello che fu il Grande Regno delle Due Sicilie. Se ci si …

Inno al Re delle Due Sicilie – Giovanni Paisiello – YouTube

www.youtube.com/watch?v=s2S4srrTgeg
24 ott 2013 – Caricato da Alamari Musicali

video icon · I primati del Regno delle Due Sicilie prima dell’occupazione piemontese (finanziata …

inno nazionale regno delle due sicilie – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=DCBjr01mMd4

23 ago 2009 – Caricato da Martino Napoletano

Rating is available when the video has been rented. This feature is not …. Veramente era l’inno del Regno …

Inno al Re (Inno nazionale Regno delle Due Sicilie) di … – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=UaMsDrTT9c0

27 dic 2012 – Caricato da LivioTV

Inno al Re (Inno nazionale Regno delle Due Sicilie) di Giovanni Paisiello. LivioTV … Rating is …

L’Inno del Re del Regno delle Due Sicilie cantato da Diletta … – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=xHixsJFerAk

02 mar 2013 – Caricato da DueSicilie

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Inno Regno Delle Due Sicilie “Giovanni Paisiello” con Testo – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=JrwzLTQlxV4

29 giu 2013 – Caricato da dario1019

Rating is available when the video has been rented. … L’Inno al Re era l’inno nazionale del Regno delle …

Inno del Regno delle due Sicilie – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=ib1rymaCqTo

03 gen 2010 – Caricato da Handel81

Il metodo di divisione delle terre prevalente nel regno borbonico era la … + MrJuveboy87 L’inno del …

Inno Nazionale del Regno delle Due Sicilie – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=sBlEy3a1Lzs

14 set 2011 – Caricato da Guglielmo Esposito

L’Inno al Re era l’inno nazionale del Regno delle Due Sicilie, scritto e musicato da … Rating is …

Inno Nazionale – Regno Delle Due Sicilie (Pasiello) – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=_yrm7eqjzFg

27 nov 2010 – Caricato da Martino Napoletano

Your browser does not currently recognize any of the videoformats available. Click here to visit our frequently …

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