“AZIMUT” – IL GOLPE PERMANENTE E LA DERIVA DEL “SI” – L’TALIA CON LE CATENE AL COLLO – ALTRE NEWS


“AZIMUT” –  IL GOLPE PERMANENTE E LA DERIVA DEL “SI” – L’TALIA CON LE CATENE AL COLLO – ALTRE NEWS

“AZIMUT” –  IL GOLPE PERMANENTE E LA DERIVA DEL “SI” – L’TALIA CON LE CATENE AL COLLO – ALTRE NEWS [ “AZ.” – 1 NOVEMBRE 2016 ]

 

“AZIMUT” –  IL GOLPE PERMANENTE E LA DERIVA DEL “SI” – L’TALIA CON LE CATENE AL COLLO – ALTRE NEWS [ “AZ.” – 1 NOVEMBRE 2016 ]
 
REFERENDUM 4 DICEMBRE 2016
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STORIA DI UN COLPO DI STATO: DA MONTI A RENZI, L’ITALIA È SCHIAVA DELLA TIRANNIA €UROPEA (di Giuseppe PALMA)

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Era il novembre del 2011 quando una concentrazione di forze sovranazionali (UE, BCE e FMI) – ben appoggiate al nostro interno(Presidente della Repubblica, opposizione e parte della maggioranza parlamentare, Presidente della Camera e giornaloni come Il Sole 24 Ore che titolo’ “Fate Presto!“) – compivano in Italia un vero e proprio COLPO DI STATO che – come ha evidenziato il mio amico prof. Paolo Becchi nel suo bellissimo libro “Colpo di Stato permanente” – non si è svolto come i tradizionali colpi di Stato del passato ma ne ha prodotto i medesimi risultati, con connotati tipici sorprendentemente similari.°.°

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che aveva vinto le elezioni politiche del 2008, fu costretto a rassegnare le dimissioni (peraltro senza mai essere stato sfiduciato dal Parlamento) per fare posto ad un Governo tecnico presieduto dall’ex commissario europeo – e da qualche giorno (non a caso) senatore a vita – prof. Mario Monti.

Motivo del cambio di Governo? Ai polli fu fatto credere che la ragione principale fosse lo spread (che aveva superato i 500 pt. base), ma in realtà i veri motivi furono altri!

In merito alla questione del ricatto/imbroglio rappresentato dallo spread alcuni mesi fa scrissi un articolo che vi invito a rileggere , per cui – spread a parte – andiamo a vedere quali sono stati i veri motivi del COLPO DI STATO del novembre 2011.

Il Governo Berlusconi IV, al di là delle massicce responsabilità politiche, costituiva – soprattutto nella figura del Presidente del Consiglio – un serio ostacolo ai diktat provenienti sia da Bruxelles che da Francoforte! Silvio Berlusconi, checché ne dicano i suoi detrattori, a volte sapeva dire di NO sia alla Merkel che ai diversi burocrati dell’apparato europeo! Per questo “importanti esponenti” UE decisero di “farlo fuori”, chiedendo ausilio addirittura agli americani che però si rifiutarono (come dichiarato espressamente dall’ex Segretario al Tesoro USA Timothy Geithner nel suo libro “Stress Test”).

Lo spread BTP-BUND era iniziato a salire dopo il 30 giugno 2011 arrivando a creare forti preoccupazioni a fine luglio, tant’è che il 5 agosto la BCE inviò al Governo italiano una letteracontente una serie di pesanti misure da adottare, misure che nemmeno Hitler era mai arrivato ad imporre ai Paesi sottomessi al dominio tedesco!

Silvio Berlusconi, mal consigliato dal suo ministro dell’economia Giulio Tremonti, mise sul piatto una serie di provvedimenti di austerity che egli stesso ripugnava, ma che pensava sarebbero potuti servire a stemperare la “tempesta perfetta”.

Ma ormai la Troika aveva deciso che il Governo Berlusconi IV doveva cadere: e così fu!

Sorrisini a parte tra Merkel e Sarkozy,il 9 novembre lo spread toccò quota 575 pt. base e Giorgio Napolitano nominò Mario Monti (non riesco ancora a comprendere per quali “altissimi meriti” e in quale campo)senatore a vita! Fu un pizzino a Berlusconi, che dopo pochi giorni si dimise lasciando libero Napolitano di nominare Monti Presidente del Consiglio (16 novembre), quindi a capo di un Governo tecnico sostenuto in Parlamento dal PDL (Berlusconitemette seriamente per le sue aziende), dal PD (che pur di liberarsi di Berlusconi accettò l’imposizione quirinalizia di un Governo tecnico) e dai cespugli UDC e FLI (Casini e Fini videro in Monti l’uomo giusto per rifarsi una verginità politica).

Monti, che salirà a Palazzo Chigi emanante profumo di incenso e che si autodefinira’ il miglior genero possibile per la suocera tedesca, costringerà il Parlamento – sotto il ricatto/imbroglio dello spread – a votare le terribili misure antidemocratiche e di austerità imposte dalla Troika, tra le quali: a) riforma delle pensioni che innalzera’ l’età pensionabile degli italiani e creerà il problema degli esodati, oltre che il blocco della indicizzazione per le pensioni trevolte superiori a quella minima; b) riforma del mercato del lavoro che ridurrà le ipotesi di applicazione della tutela reale (reintegro del lavoratore illegittimamente licenziato); c) divieto di utilizzo del denaro contante per transazioni superiori a 999 euro; d) sottoscrizione del terrificante Fiscal Compact (zero spesa a deficit, riduzione a ritmi criminali del rapporto debito pubblico/PIL e pareggio di bilancio) successivamente ratificato dal Parlamento nel luglio 2012 sotto il terrore dello spread; e) introduzione di misure giacobine di accertamento fiscale con inversione dell’onere della prova a carico delcontribuente (es. Redditometro); f) introduzione dell’IMU… e così via… il tutto contornato dalla criminale COSTITUZIONALIZZAZIONE DEL VINCOLO DEL PAREGGIO DI BILANCIO per mano di un Parlamento sordo e schiavo (Legge costituzionale 20 aprile 2012 n. 1) sotto l’impulso del liquidatore Monti, fido emissario degli interessi sovranazionali che avrà addirittura la faccia tosta di ammettere la voluta contrazione della domanda interna(è possibile visualizzare il video su you tube)!

Un sussulto di indipendenza porterà il PDL – nel dicembre 2012 – a negare l’appoggio parlamentare al Governo Monti (senza tuttavia giungere ad un voto di sfiducia), quindi allo scioglimento anticipato delle Camere (seppur di appena un mese e mezzo rispetto alla scadenza naturale) e a nuove elezioni (fine febbraio 2013).

Trascuro volutamente tutte le fasi che vanno dai risultati elettorali delle elezioni politiche del 2013 alla caduta del Governo Letta (sulle quali ho già scritto tanto e non intendo ripetermi), per giungere ai giorni nostri.

Nel febbraio 2014 Matteo Renzi, eletto Segretario del PD un paio di mesi prima, spinge Enrico Letta (secondo Presidente del Consiglio post 2011 privo di legittimazione popolare) a rassegnare le dimissioni, prendendo il suo posto a Palazzo Chigi.

Nel frattempo lo scenario politico è mutato radicalmente: a) Silvio Berlusconi è decaduto da senatore per effetto della Legge Severino (votata dal suo stesso partito nella precedente Legislatura); b) Angelino Alfano, segretario del PDL addirittura durante le elezioni politiche, sul finire del 2013 abbandona Berlusconi e fonda il NCD, andando in soccorso del Governo Letta prima (ormai privo dell’appoggio del Cavaliere) e dell’esecutivo Renzi poi; c) l’IVA, che sembrava non dovesse aumentare, nell’ottobre 2013 sale dal 21 al 22%; d) la Corte Costituzionale – nel gennaio 2014, con sentenza n. 1/2014 – dichiara l’incostituzionalità del Porcellum, cioè della legge elettorale con la quale si sono tenute le elezioni politiche del 2006, 2008 e 2013.La pronuncia di incostituzionalità riguarda sia la mancata possibilità per l’elettore di esprimere le preferenze per i candidati, sia la mancata previsione di una soglia minima di voti oltre la quale avrebbe dovuto trovare applicazione il premio di maggioranza! In pratica la maggioranza numerica (seggi) che il PD ha alla Camera dei deputati è fortemente viziata dalla pronuncia della Consulta!

E proprio quella stessa maggioranza, formatasi attraverso un meccanismo elettorale dichiarato incostituzionale,ha provveduto a svalutare il lavoro (il Jobs Act ha reso la tutela reale un’ipotesi meramente residuale) e sta stuprando la Costituzione, la quale – probabilmente – subirà una consistente riforma nella sua Parte Seconda da parte di un Parlamento di nominati la cui composizione è scaturita da meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali! 

Matteo Renzi (terzo Presidente del Consiglio consecutivo privo di legittimazione democratica) si insedia quindi a Palazzo Chigi con un PD spaccato ma con una forza dirompente: gli italiani gli credono e alle elezioni europee del maggio 2014 conferiscono al PD una incredibile “apertura di credito”: 40,8%, seppur su appena il 59% circa di votanti.

Forte di questo consenso Renzi avvia un percorso di revisione della Parte Seconda della Costituzione, fa approvare a ritmi serrati una riforma del mercato del lavoro (Jobs Act) che – eliminando quasi del tutto la tutela reale – precarizza a vita il lavoro (svalutazione del lavoro allo scopo di salvare l’€uro!) e impone al Parlamento – ricorrendo aďdiritturaalla questione di fiducia – la riforma della legge elettorale (Italicum) in stile “Legge Acerbo 2.0″!

Ma, nonostante l’Italia renziana “faccia le riforme”, i risultati economici sono terrificanti:secondo i dati ISTAT relativi al mese di giugno 2015, la disoccupazione è tornata a salire (12,7%) e quella giovanile ha raggiunto livelli da film horror (44,2%). Per quanto riguarda il PIL, dopo tre anni di recessione, nel 2015 (come anche nel 2013 e nel 2014) ci si aspettava una ripresa economica che – nonostante il Quantitative Easing, il basso prezzo del petrolio e le riforme – nel secondo trimestre di quest’anno ha registrato un misero e deludente +0,2% (addirittura quattro volte più basso del PIL della moribonda e commissariata Grecia).

Ma questi dati, almeno per me, non sono una sorpresa: perché l’€uro sopravviva c’è bisogno della svalutazione del lavoro (riduzione dei salari e delle garanziecontrattuali in favore del lavoratore) e della contrazione della domanda interna! Pier Ferdinando Casini, leader dell’UDC, prima delle elezioni politiche 2013 disse che dopo Monti può esserci solo Monti,non intendendo necessariamente il senatore a vita nella sua rappresentazione fisica ma la direzione politica impressa dal bocconiano col suo Governo! E dal novembre 2011 in avanti, Monti o non Monti, la politica del nostro Paese va nella direzione impressa dall’ex commissario europeo, ossia di realizzazione dei diktat contenuti nella lettera che laBCE inviò a Silvio Berlusconi nell’agosto 2011… E quando Renzi dice di voler cambiare verso all’Europa, intendendo finanche recarsi a Bruxelles per sbattere i pugni sul tavolo, dice una sciocchezza che lo rende addirittura ridicolo!

Alle elezioni regionali di quest’anno, benché il centro-sinistra si sia aggiudicato 5 Regioni su 7, il PD – rispetto alle elezioni europee dell’anno precedente – ha perso circa 2 milioni di voti (Fonte Istituto Cattaneo)! Il 40,8% delle europee è ormai un lontano ricordo!

E concludo.

Nel 2011 il tasso di disoccupazione era dell’8,4% e quello giovanile poco sotto il 30%. Il PIL registrava un +0,4%. Nel 2015 la disoccupazione è al 12,7% e quella giovanile al 44,2% (dati ISTAT relativi a giugno 2015). Il PIL, dopo aver perso quasi 5 pt. percentuali negli ultimi tre anni (2012, 2013 e 2014), registra timidi segnali di ripresa solo quest’anno, segnali del tutto insufficienti e soprattutto deludenti se si considera la contemporaneita’ di molteplici fattori come il Quantitative Easing, le riforme realizzate e il prezzo del petrolio!

Il COLPO DI STATO, concretizzatosi quasi quattro anni fa, è ancora in atto: l’ex Troika (oggi Brussels Group), ben appoggiata al nostro interno, governa l’Italia attraverso tre pupisuccedutisi dal novembre 2011 ad oggi (Monti, Letta, Renzi) e un giocattolo (il Parlamento) che vota tutto quello che i pupi gli hanno imposto (e impongono) di votare… il tutto allo scopo di salvare l’€uro, una moneta sbagliata e criminale nata con il fine di tutelare il capitale internazionale a scapito del lavoro, dei diritti inalienabili e della democrazia costituzionale: l’aver costituzionalizzato il vincolo del pareggio di bilancio è l’emblema dell’intero colpo di Stato! 

Ciononostante, il popolo dorme! Quando si sveglierà avrà ormai lecatene al collo…e ai piedi!

Giuseppe PALMA

Fonte: Scenarieconomici

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STORIA DI UN COLPO DI STATO: DA MONTI A RENZI, L’ITALIA È SCHIAVA DELLA TIRANNIA €UROPEA (di Giuseppe PALMA)

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 un link.
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VIDEO [ da “azimut archivio online ]
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2011 : L’INIZIO DELLA FINE – L’ITALIA COMMISSARIATA…..
IN RETE : 1° parte intervista ad Arturo Stenio Vuono – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=tmbEtKeZWkA
2° parte intervista ad Arturo Stenio Vuono – YouTube

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“AZIMUT” : Friday, November 12, 2010 
 
[ ANTICIPAMMO TUTTO  GIA’ IL 2010 – DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” – LINK ]
per leggere tutto – vedi : oltre
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13 NOVEMBRE 2011 – IL GIORNO DELLA CIVETTA – IL GIORNO  DEGLI SCIACALLI CHE ESULTANO… 
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Risultati immagini per novembre 2011 dimissioni berlusconi “AZIMUT” : 13 NOVEMBRE 2011 – IL GIORNO DELLA CIVETTA – IL GIORNO  DEGLI SCIACALLI CHE ESULTANO… ( dimissioni Berlusconi  – il cavaliere cade sulle politiche di contrasto all’immigrazione, di non condivisione dell’aggressione alla Libia, di intese con Putin, di dissenso a riguardo dell’Europa germanocentrica e delle storture derivanti dalla linea dell’Ue. e  Bce,  nonchè le anomalie dell’euro )
PER IL RESTO, IL QUINQUENNIO DELLA VERGOGNA E’ ORMAI NOTO…..
 
LINK  – clicca : leggi e ascolta
 

Berlusconi ha rassegnato le dimissioni la folla urla “buffone” e lancia …

www.repubblica.it › Pubblico

Berlusconi ha rassegnato le dimissioni la folla urla “buffone” e lancia monetine Pdl, Giorgio … (Aggiornato alle 02:33 del 13 novembre 2011) Comprimi Aggiorna .

Fine di un’era: Berlusconi si è dimesso (video) Addio tra fischi e gente …

12 nov 2011 – di Pierluigi Giordano Cardone | 12 novembre 2011 ….. Sono pronti a festeggiare le ‘dimissioni di Silvio Berlusconi’ e hanno portato in piazza …

I veri retroscena della caduta del Governo Berlusconi nel Novembre …

27 nov 2013 – I veri retroscena della caduta del Governo Berlusconi nelNovembre 2011 … 2011, l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconiaveva avviato … scritto in suo libro che “le dimissioni di Berlusconi sono avvenute dopo che …

 
64225_10201210428515391_679497394_n Risultati immagini per alfano stampella di renzi
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UNA FARFALLA MI HA DETTO (S’ODE UNA STRANA STORIELLA

https://azimutassociazione.wordpress.com/…/alle-camere-appello-mement…

03 set 2013 – anteprima di web : “Azimut” – Ufficio Stampa : Ferruccio Massimo Vuono massimovuono@libero.it … UNA FARFALLA MI HA DETTO (S’ODE UNA STRANA STORIELLA: 2010)… …. http://www.associazioneazimut.blogattivo.com.

UNA FARFALLA MI HA DETTO (ANCORA…) E L’ULTIMISSIMA, NON …

https://azimutassociazione.wordpress.com/…/ancora-e-lultimissima-non-sme…

05 lug 2012 – NAPOLI – Associazione Azimut Scritto : Wednesday, July 04, 2012 Per invio ( E, mail – anteprima di web ) : < UNA FARFALLA MI HA DETTO…> ( ANCORA. … http://www.associazioneazimut.blogattivo.com. PROVO A CITARE CHI …

Associazione Azimut : “BUONE NUOVE”: VUOI VEDERE CHE £SI …

associazioneazimut.blogattivo.com/Azimut…/BUONE-NUOVE-VUOI-V…

Associazione Azimut – http://www.associazioneazimut.blogattivo.com. Scritto : Monday …. Sent: Friday, November 12, 2010 5:25 PM Subject: una farfalla mi ha detto.

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MEMENTO
 L'idea di Berlusconi:  
REPETITA IUVANT
“MANI ALZATE” NON SERVONO ! NON TI “ARRENDERE” ! ! !
Azimut” — Nessuna difesa può bastare…salvo che ( sia ), solo, tattica o strategia : onde “nascondere” la “vigilia” di ogni giorno – del “passare al contrattacco” ! ! !
[“Az.-NewsLetter” : lunedì, 20.02.2012 ]

RIPUBBLICHIAMO UNA CORRISPONDENZA ( a suo tempo, ricevuta, più volte inserita nei nostri servizi ) – UNA “FARFALLA” MI HA DETTO…[ “Azimut” – archivio in blog ]
 
ALTROCHE’ ! “…S’ODE UNA STRANA STORIELLA…”
   
[ “Azimut” – ( nella foto ): Silvio Berlusconi, Bettino Craxi ed Enrico Mattei ( capite ? ) … ]
[ . . . ]
[ . . . ]
( . . . ) 13 del novembre 2010
   
[ “Azimut” ( nella foto ) : il giornalista Mauro De Mauro ( ricordate ? ) … ]
<< – UNA “FARFALLA”. MI HA DETTO… – >> —  Commento di: Ezio [ Visitatore ]
Caro Vuono, s’ode una strana storiella. Racconta di attori e comparse, protagonisti e comprimari. Burattini e burattinai. Narra di strani fili – rigorosamente visibili ai soli pochi eletti – in grado di dettare ritmi e menar danze. La storiella nasce a Tripoli, rimbalza a Mosca, si ritrova a Teheran e conclude la sua bizzarra parabola a Roma, nell’epicentro della più grave crisi politico-stituzionale della Seconda Repubblica. Nientedimeno! Chi la racconta fantastica di scenari internazionali, circoli americani, fondi sovrani, gnomi della finanza ed elfi di chissà cosa……. « – Si è spinto troppo in là – », —- « – ha esagerato – », — « – si è mosso senza rete – », « – ha coltivato certi rapporti in maniera eccessivamente spregiudicata – », « – non aveva le spalle adeguatamente coperte – » sono le espressioni che maggiormente ricorrono. Il soggetto, manco a dirlo, è sempre e solo lui: il divino Silvio. Santo e diavolo, angelo e demone.
leggi:
La storiella racconta di certe smorfie provocate a Washington in seguito ad accordi italo-libici, di mal di pancia eccessivi e persistenti dopo dichiarazioni del tipo di quella di Gheddafi: « – La Libia ha il petrolio di cui l’Italia ha bisogno – ». …. « – L’Italia avrà la priorità su petrolio e gas e in altre forme di investimento, perché è uno Stato amico – ». Parole pronunciate nell’arco degli ultimi due anni e ben annodate – racconta la storiella – a diversi fazzoletti. Ma non di soli fazzoletti si tratta.

 Al sole d’agosto dello scorso anno Turchia e Russia hanno firmato l’intesa che consentirà la costruzione del gasdotto South Stream nel Mar Nero. Il giorno dopo “l’Unità” titolava: « – La Banda del Tubo – ». E spiegava: « – Berlusconi sensale dell’affare del secolo tra Putin ed Erdogan. Joint- venture per far fuori l’Europa e l’America». Il fatto è che in mezzo a gas e tubi è finita anche la lirica. Eh sì, che gli americani si sono messi in testa di cantare il Nabucco, faraonica opera in quattro atti concorrente del South Stream. Gli Usa, infatti, hanno tutto l’interesse ( nazionale e internazionale ) alla creazione di un gasdotto che, attraversando numerosi “Stati amici”, indebolisca la rinata potenza russa. Il problema, però, è che il gas si trova ad Est, direttamente in Russia o in territori ex sovietici che, mai come oggi, subiscono la diretta influenza di Mosca. A complicare ulteriormente il quadro è la partecipazione al progetto South Stream dell’Eni. Scusate, volete che a Washington non s’incazzino? E infatti la storiella racconta di grandi incavolature e di telefoni bollenti al di qua e al di là dell’Atlantico. Com’è finita? Con un rafforzamento degli approvvigionamenti dell’Eni in Turkmenistan, paese chiave per prendere il gas da trasportare attraverso il gasdotto destinato a rafforzare il monopolio russo. « – Ma allora è guerra – », dichiara l’uomo senza volto, io narrante della storiella suddetta.Si dà il caso, infatti, che il gas turkmeno serva anche agli altri progetti alternativi a cui lavorano Usa e Ue. A questo punto la storiella opera un salto in Medio Oriente e ci ricorda come, al termine di un lunghissimo braccio di ferro con gli Usa, alla fine l’Eni pare che abbia ceduto alle pressioni americane: lascerà perdere le sue attività economiche in Iran. Non prima, però, di aver portato a termine gli accordi commerciali esistenti. Per decidersi ci sono volute le minacce americane di penalità economiche contro il cane a sei zampe. Del resto, era stato il Cavalier servente nella sua visita in Israele ad assumere l’impegno per un abbandono delle attività economiche con il regime guidato da Ahmadinejad. Eh già, s’erano incazzati pure gli israeliani. Capirete che far incazzare contemporaneamente americani e israeliani, con annessi e connessi i loro trasversali alleati, non è il massimo per chi la sera voglia poggiare la testa sul cuscino tranquillo. Di recente il ministro degli Esteri, Frattini, ha bisbigliato:…. « – Nel mondo c’è una rete di nemici dell’Italia che vogliono il male dell’Italia – ». E te credo, verrebbe da dire.Il fatto è che la presenza Eni in Iran era cominciata con una di quelle brillanti mosse che resero famoso Enrico Mattei. E qui l’io narrante, con gesto eloquente, si gratta.Vorrà mica scacciare qualche brutto presagio?
Saluti a voi, e buon lavoro ! ezio
Original Message — From: “ezio” ; To: “arturo vuono” 
Sent: Friday, November 12, 2010 5:25 PM Subject: una farfalla mi ha detto… 13.11.10 @ 00:38:51

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SU FINI – Associazione Azimut – WordPress.com

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09 mar 2014 – Associazione Azimut – Naples, Italy. Scritto : Saturday, March 08, 2014. OGGI : ( ANCORA ) SU FINI – ATTUALITA’ E ARCHIVIO AZIMUT – LA …

LA STORIA (NON NOBIS DOMINE – NON A NOI SIGNORE)

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Lo zampino di Napolitano anche nella congiura di Fini

Lo zampino di Napolitano anche nella congiura di Fini

Laboccetta: “Da presidente della Camera si sentiva con Napolitano ogni giorno”. Poi disse: “Non avrò pace finché non vedrò la testa del Cav cadere ai miei piedi”

Andrea Cuomo – Gio, 13/02/2014 

Roma – Il complotto anti-Berlusconi? È partito ben prima del luglio 2011 e ha un protagonista inatteso ma neanche troppo: Gianfranco Fini, allora presidente della Camera e numero due del Pdl.

L’ex leader di An già tesseva le fila del suo tradimento nei confronti del leader del centrodestra giocando di sponda con il Quirinale per fare le scarpe al suo «capo» e prendere il suo posto a Palazzo Chigi. Ricostruzioni che si devono non a un giornalista un po’ «fanta» e un po’ politico, ma a un politico che di quelle vicende fu testimone privilegiato. Quell’Amedeo Laboccetta allora deputato del Pdl e vero braccio destro di Fini, che racconta in una lunga intervista a Carlantonio Solimene del Tempo gli antefatti del complotto narrato nel suo libro da Alan Friedman. Certo, si può anche sospettare un po’ di risentimento da parte di Laboccetta nei confronti del suo leader e amico (intendiamo Fini) a cui non ha mai perdonato l’ultima stagione politica, quella delle coltellate alla schiena. «Prima che politici bisogna essere uomini. E Fini non lo è mai stato», la spietata diagnosi di Laboccetta. Una testimonianza di disprezzo certamente ingigantita dalla delusione. Però i racconti dell’esperto politico campano sono dettagliati e non solo una vendetta servita gelata.
Il racconto di Laboccetta parte dal 2008, quando, appena salito Berlusconi a Palazzo Chigi dopo il trionfo elettorale, Fini inizia a coltivare rapporti privilegiati (e politicamente adulterini) con Giorgio Napolitano. «Si sentono al telefono praticamente ogni giorno», il ricordo di Laboccetta, testimone diretto di molti di quei colloqui perché in quel momento è uno dei pochi del suo entourage di cui Fini si fida ciecamente. Arriva il 2009 e Fini inizia a dare segni di insofferenza nei confronti del Cavaliere e quest’ultimo cerca di rabbonirlo proponendogli la segreteria del partito. Ma Fini si tiene stretto Montecitorio «perché da lì poteva “tenere per le palle Berlusconi”». Poi Fini alza la posta e chiede addirittura la testa di La Russa, Gasparri e Matteoli. Suoi amici. «Ma l’amicizia in politica non ha valore», replica spietato Fini. Quanto al Cav la ferocia del fondatore di An è addirittura agghiacciante: «Una volta mi disse: “Non avrò pace fino a quando non vedrò ruzzolare la testa di Berlusconi ai miei piedi”».
Si arriva allo showdown del 2010. Fini è convinto che il Cavaliere sia «finito» e si prepara a papparsene i resti. Alimenta la fronda interna e prepara quello che dovrebbe essere il suo grande giorno: il 14 dicembre 2010 quando, in un clima incandescente dentro e fuori Montecitorio, il governo Berlusconi si gioca la sopravvivenza con un voto di fiducia. Fini è convinto di far cadere l’esecutivo, ma non ci riesce e da quel momento inizia la sua parabola negativa come leader di Fli, il partito-yogurt, nel senso della durata. Ma ciò che importa è la frase che prima dell’imboscata fallita Fini rivolge a un Laboccetta che cerca di farlo ragionare: «Tu non pensare che io giochi d’azzardo. Credi che mi muoverei così se non avessi un accordo forte con Napolitano?». Che a sua volta rispondeva a «una regia extranazionale». Quello che a Re Giorgio non riesce quel tumultuoso giorno di dicembre con il burattino Fini, gli riuscirà quasi un anno dopo in un clima più fertile perché economicamente degradato e con uno strumento politicamente più credibile: Mario Monti. Ecco, quelle del 2010 sono prove tecniche di quasi golpe. Che Laboccetta rivela solo ora perché “all’epoca ho fatto di tutto per favorire una ricomposizione» e in seguito «ho ritenuto che era meglio lasciare queste cose alle miserie umane». Oggi però che le rivelazioni di Friedman illuminano gli ultimi punti oscuri di una storia a lungo solo immaginata, è giusto raccontare anche il prequel di una saga già troppo lunga.
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 IL GOLPE PERMANENTE E LA DERIVA DEL “SI” – L’ITALIA CON LE CATENE AL COLLO – ALTRE NEWS [ “AZ.” – 1 NOVEMBRE 2016 ]
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