L’ULTIMA DI RENZI E IL PAPA IN SVEZIA – IMMIGRAZIONE INVASIONE E SINDACI – CONTRO IL DECLINO DELLA PATRIA! (Arturo Stenio Vuono) – MARINE LE PEN COL VENTO IN POPPA – L’INTERVISTA A CLEMENTE MASTELLA (tratta dal web) E ALTRO


L’ULTIMA DI RENZI E IL PAPA IN SVEZIA – IMMIGRAZIONE INVASIONE E SINDACI – CONTRO IL DECLINO DELLA PATRIA ! ( Arturo Stenio Vuono ) – MARINE LE PEN COL VENTO IN POPPA – L’INTERVISTA A CLEMENTE MASTELLA ( tratta dal web ) E ALTRO

OGGI : L’ULTIMA DI RENZI E IL PAPA IN SVEZIA – IMMIGRAZIONE INVASIONE E SINDACI – CONTRO IL DECLINO DELLA PATRIA ! ( Arturo Stenio Vuono ) – MARINE LE PEN COL VENTO IN POPPA – L’INTERVISTA A CLEMENTE MASTELLA ( tratta dal web ) E ALTRO [ “AZ.”-NEWS : 1° NOVEMBRE 2016 ]

REFERENDUM 4 DICEMBRE 2016
VISITA IL SITO E LEGGI TUTTO – clicca link
IN COPERTINA – DUE POST ( “AZIMUT” : SENZA PAROLE….. )
da messaggi “postati” su facebook
———————————————————————————————————-
 

100 mila euro al mese per governare un Paese sempre più al collasso, significa oltre 3 mila euro al giorno. Tanto costerebbero la parola, la sapienza,la figura politica di Matteo Renzi, tremila euro al giorno di soldi pubblici per il nostro Premier.La notizia l’ha data il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, nell’aula di Montecitorio, durante il dibattito sul disegno di legge della riforma costituzionale. Mentre il governo dava parere contrario ad un emendamento che voleva rendere pubblici tutti i compensi dei parlamentari superiori ai 900mila euro l’anno, l’ex ministro forzista ha preso la parola e ha annunciato questo nuovo provvedimento di legge.Scroscianti gli applausi e per Matteo Renzi divenuto ad oggi il Politico più pagato del mondo e della storia.Non sono mancate le polemiche da parte dei capigruppo degli altri partiti.Il movimento cinque stelle ha dichiarato vergognoso quanto sta accadendo negli ultimi mesi.Queste le parole del leader di m5s.

( . . . ) – la foto ( . . . )
( . . . )
 

IL VIAGGIO DEL PAPA IN SVEZIA…..

[ tratto dal web ] – ( … ) – “L’esperienza spirituale di Lutero – ha detto il Papa nella cattedrale di Lund – ci interpella e ci ricorda che non possiamo fare nulla senza Dio. ‘Come posso avere un Dio misericordioso?’, questa la domanda che costantemente tormentava Lutero” e la “questione del giusto rapporto con Dio è la questione decisiva della vita.Un applauso caloroso dai fedeli radunati nella cattedrale ha accompagnato la firma della dichiarazione congiunta luterano-cattolica da parte del presidente della Federazione luterana mondiale, Munib Younan, e di papa Bergolio. Subito dopo papa Francesco ha scambiato un’abbraccio con l’arcivescovo primate della Chiesa luterana svedese, signora Antje Jackelen. Papa Francesco, che ha partecipato alla cerimonia in cattedrale dopo aver reso visita ai reali di Svezia, Carlo Gustavo XVI e Silvia, nel palazzo reale di Lund, ora è diretto a Malmo, a circa trenta chilometri da Lund, per partecipare a un evento ecumenico con testimonianze sulla collaborazione nella carità tra luterani e cattolici.” (… )

———————————————————————————————————-
IMMIGRAZIONE – INVASIONE E SINDACI
———————————————————————————————————-
“Se i miei cittadini me lo chiedono, sarò in prima fila con la fascia tricolore a fare le barricate”. Fabiano Pigaiani, sindaco del comune di Ficarolo, piccolo centro della provincia di Rovigo che conta poco più di 2.400 abitanti, è pronto a respingere gli 80 profughi che nelle prossime ore saranno ospitati presso la struttura dell’hotel Lory. Il primo cittadino, durante il consiglio comunale che si è tenuto sabato sera, in presenza dello stesso prefetto Enrico Caterino, ha espresso la propria tristezza, ma anche la rabbia e il disappunto per come è stata gestita la vicenda. “I profughi che arriveranno – ha voluto precisare tuttavia Caterino – non sono nuovi arrivi sul territorio polesano, che conferma il tetto dei 700 su tutta la provincia, ma frutto di una ridistribuzione dagli altri centri: Cavanella Po, Loreo, Frassinelle e Rovigo”. La decisione del rappresentate del governo è stata bocciata dai cittadini come anche dal titolare dell’hotel requisito, che ora minaccia di incatenarsi per non permettere l’arrivo dei richiedenti asilo.

 

Il piccolo centro, che conta poco più di 2.400 abitanti, dovrà ospitare 80 profughi

Emergenza profughi, requisito un hotel a Ficarolo. Il sindaco e gli abitanti: “Pronti alle barricate”

Redazione Tiscali 

La situazione è incandescente

“Non si tratta di razzismo ma di buon senso – ha poi aggiunto il sindaco Pigaiani rivolgendosi al Prefetto – non risponderò di ciò che accadrà se non verremo ascoltati. Siamo di fronte ad un sistema imposto da un Governo non eletto dai cittadini. Un sistema che, me lo permetta, definirei scorretto, sbagliato, basato su informazioni spesso sconnesse, confuse se non addirittura mancanti. E’ questo Governo ad incidere sulla comunità con scelte delle quali noi troppo spesso siamo passivi esattori. Gli stessi Prefetti si trovano nella situazione di dover risolvere problemi, problemi pesanti, importanti, che gravano in modo durevole sul territorio di sovrintendenza. Ed a scelta imposta, a scelta avvenuta, nulla si può fare. Eppure, a valle, ci siamo noi. I sindaci, cittadini che devono dare risposte ai cittadini spesso non condividendo quanto si è costretti a fare. Eppure si fa, consci di dover essere ligi alle leggi ed alle decisioni di chi governa”.

Siamo di fronte a due pesi e a due misure

 

“Mi chiedo quale potrà essere l’impatto sociale di quella che dobbiamo chiamare accoglienza. Dove staranno esattamente tutto il giorno? Vorranno adeguarsi alle regole che possono essere anche solo quelle semplici e canoniche di gestione dei rifiuti oppure sarà una battaglia al rispetto di canoni già chiari a tutti perché dettati dal Governo? Cosa faranno queste persone? La risposta che mi viene data è: lavori socialmente utili. Dove? Come? Ai cittadini , magari disoccupati, vengono posti limiti come assicurazioni, corsi, certificazioni. Loro avrebbero già un’assicurazione predisposta dal Governo. Così mi è stato detto ieri mattina. Un’assicurazione che coprirebbe chi mai ha toccato un arnese da lavoro perché nemmeno ne hanno mai potuto vedere uno. Siamo di fronte a due pesi e a due misure”. E poi c’è il problema sanitario. “Che garanzie abbiamo da un punto di vista strettamente sanitario? Che tipo di controlli sono stati effettuati (sempre presupponendo che siano stati effettuati)? Lo chiedo in modo netto, giustificato anche dal fatto che non sappiamo da che zone provengano: zone endemiche oppure no?”.

31 ottobre 2016
 
————————————————————————————————————————————
DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” – REPETITA IUVANT ( NOVEMBRE 2015 )
“…il populismo trasversale resta, comunque sia, l’ultima risorsa che, prima o poi, dovrà scegliere l’Italia. Per non morire ! “
——————————————–—————————————————————————————–
 “Azimut” – Arturo Stenio Vuono 
IL POST DEL PRESIDENTE
————————————————————————————————————————————
EDITORIALE tratto daò servizio – link :

01 | novembre | 2015 | Associazione Azimut

https://azimutassociazione.wordpress.com/2015/11/01/

01 nov 2015 – 1 e 2 NOVEMBRE 2015 – FESTA DI TUTTI I SANTI ECOMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI SGARBI SULL’EURO EDITORIALE VUONO ..

————————————————————————————————————————————-
Il festival delle mazzette che deprime e umilia il Paese Continua la strage di bambini: altri quattro morti nel Mar Egeo
L’EDITORIALE
Come saremo tra cinquant'anni? Il #deserto che ci attende CONTRO IL DECLINO DELLA PATRIA !
 
Inizio con il parlare di Patria. La patria non può morire, una certezza che mai ci abbandona; nonostante sia in atto il tentativo di eutanasia collettiva cui provvedono, con metodo – apparentemente – indolore, i “Lor Signori” che van per la maggiore, e si fa per dire.Presi a tenaglia, tra il turbine di mazzette e gli arrivi infiniti di sradicati, con buona pace – rispettivamente – dell’anticorruzione e dell’accoglienza, il declino pare irreversibile.Ci si mostra il quotidiano tintinnar di manette onde tranquillizzarci, ci abbondano le foto di bimbi e anziani migranti, che celano i pasciuti e dormienti in missione, a motivo di calmierare l’ansia per un futuro fatto tutto di incognite.Primo:è il sistema di potere che genera le corruttele;secondariamente, all’origine delle fila di sbarcati c’è quella colonna infame che accetta, supinamente, l’indotto fenomeno di dimensioni bibliche, scaraventato sulle nostre spalle dai nemici della nazione.Parlare di caste imbelli, non solo politiche, potrà sembrare banale ma nei palazzi di bisanzio della Roma caput (di cosa? ) sono, in verità, troppi gli invertebrati e non si contano più le giravolte, e gli arzigogoli sui cambi di casacca;è veramente un pozzo senza fondo, la fanno da padroni gli abusivi degli scranni e i puttani che puntellano il funambolo fiorentino.Siamo già al quarto anno, espulso l’ultimo leader eletto dagli italiani, dei ripetuti annunci “sulla iniziata ripresa del paese” ( sic ), solo una serie di reiterati messaggi subliminali, nel mentre sempre più famiglie sprofondano sotto la soglia della povertà e vieppiù i giovani in fuga dalle nostre terre, non solo dal sud.Tanto altro potremmo aggiungere, alternative tardano all’orizzonte e crescono i piccoli oppositori di sua maestà; quel che appare vincente, come risposta alla dittatura dell’EUrss, dalla Francia all’Ungheria,e dalla Svizzera alla Polonia,per ora, da noi tarda a venire; ma il populismo trasversale resta, comunque sia, l’ultima risorsa che, prima o poi, dovrà scegliere l’Italia. Per non morire !
[ REPLICA ]
 
———————————————————————————————————-
Marine Le Pen, col vento in poppa…. [ “Azimut” ]
tratto da:
———————————————————————————————————-

Focus/Francia. Le Pen prima in tutti i sondaggi. Bene Juppé, male Sarko. Flop Hollande

Pubblicato il 31 ottobre 2016 da Francesco Petrocelli
Categorie : Esteri

Marine Le Pen (pag. uff. Fb)

Sono ormai alle porte le primarie della destra repubblicana in Francia –  con lo scontro tra Nicolas Sarkozy, che sull’immigrazione ammicca al lepenismo, in un disperato tentativo di rinnovamento di facciata, e AlainJuppé, il vecchio che avanza sostenuto dal fronte neogollista, per arginare Marine Le Pen con l’arma della ‘identità felice’ (Alain De Benoist ha definito “detestabili” le idee di Juppé) – e mancano pochi mesi alle elezioni presidenziali: il primo turno è il 23 aprile 2017.

Il quotidiano Le Figaro ha pubblicato pochi giorni fa un sondaggio che fotografa la frastagliata realtà elettorale francese, ora più che mai preda di violenti mareggiate e correnti alla ricerca di una definitiva forma.

Hollande in crisi

Il primo dato che emerge è il sicuro disastro dell’attuale premier Hollande. Se il presidente uscente, infatti, decidesse di presentarsi per un secondo mandato nel 2017, arriverebbe quinto con il 9%. Se al suo posto si candidasse Manuel Valls, la situazione sarebbe la stessa, senza alcun miglioramento.

Parità Juppé-Le Pen

Secondo il rilevamento Kantar Sofres OnePoint, in quest’ipotetica corsa ci sarebbe assoluta paritàtra Juppé e la Le Pen, entrambi fissi al 28%, numero che è freddo ritratto di una nazione ancora spaventata e titubante nell’affidarsi al progetto sempre più trasversale del Front National. Molto più indietro, in una disperata rincorsa, ci sarebbero l’ex ministro dell’economia Emanuel Macron al 14% e il candidato della sinistra radicale Jean Luc Melenchon al 13%.

Se si candidasse Sarkozy…

Lo scenario cambierebbe, invece, se il candidato della destra fosse l’ex presidente Sarkozy e non Juppé. In questo caso Hollande arriverebbe sempre quinto, ma con il 10%. Il dato interessante è che Marine Le Pen sarebbe prima indiscussa al 26%, seguita da Sarkozy, fermo al 20%: i Repubblicani perderebbero otto punti. Più giù, anche qui, Macron al 15% e Melenchon al 13,5%. E neanche in questa ipotesi sarebbe di giovamento la candidatura di Valls al posto di Hollande: il primo ministro arriverebbe sempre quinto con il 9%.

Disastro della sinistra

Dal sondaggio emergono chiari dei punti fondamentali che si svilupperanno, forse esasperandosi, nei prossimi mesi. Ma è già doveroso riflettere.

Prima di tutto, quale che sia il quadro futuro, c’è il disastro di Hollande, sfiduciato da una travolgente adunanza plebiscitaria che non lascia dubbi. E dietro la crisi Hollande, lo sfondo cupo raffigura l’irreparabile declino della sinistra, lasciata spettatrice dello scontro Le Pen- candidato di centrodestra. Chissà se tornerà utile – come per le regionali – per dar vita a un enorme fronte comune (anti-Front National), disposto a perdere ogni connotato ideologico pur di combattere l’avanzata del mostro.

 Presente e futuro del Front National

Sul palco, protagonista, per ora c’è solo Marine Le Pen. Il Front National continua a crescere. Le percentuali, però, parlano chiaro: il FN non sembra ancora del tutto pronto a essere modello governativo vincente, forse perché troppo abituato a fare costante opposizione e forse perché ancora imbrigliato in fantasmi del passato e soprattutto tante ombre su cui far luce. Il consenso popolare oscilla e l’establishment farà di tutto per spostarlo sul candidato del centrodestra. Ma l’impressione è che le battaglie identitarie e sovraniste, dopo aver affrontato lotte sanguinose e sabotaggi nel prossimo futuro, finalmente trionferanno. E allora sarà l’ora di guardare all’intera Europa.

 Il centrodestra odia la Le Pen, ma la copia

Il candidato avversario sarà, verosimilmente, Juppé (che non vuole perdere l’ultimo treno del potere), figura moderata con l’obiettivo di rappresentare e rivolgersi, agitando lo spauracchio populista, non al solo elettorato di centrodestra, ma a chiunque non si fidi di Marine & Marion. La mossa Sarkosarebbe meno efficace e il partito lo sa. È interessante, ad ogni modo, vedere entrambi i candidati repubblicani rincorrere, fare propri, con le loro categorie, proprio dei temi del nemico Front National: chi l’avrebbe mai detto di vedere Juppé inclinarsi fortemente verso temi conservatori e Sarkozy parlare di eliminazione del ricongiungimento familiare per gli immigrati? Le proveranno tutte e qualcuno ci crederà ancora. Ma hanno capito che il parametro assoluto, ormai, è il lepenismo.

@barbadilloit

Di Francesco Petrocelli
 
———————————————————————————————————-
L’INTERVISTA A CLEMENTE MASTELLA ( tratto dal web )
Mastella, la torbida storia con gli 007. E su Renzi: "Vi dico chi lo farà cadere" A VOLTE RITORNANO…..
———————————————————————————————————-

Ha fondato cinque partiti negli ultimi vent’ anni, è stato ministro di Prodi e di Berlusconi, deputato per la Dc, il Ccd, l’ Udr e l’ Udeur, senatore dell’ Udeur, europarlamentare del Pdl, membro del comitato di presidenza di Forza Italia, sindaco di Ceppaloni. Dal 2014 è sindaco di Benevento come leader della sua ultima creatura, Popolari per il Sud.

«Mi hanno sostenuto anche Forza Italia e Udc ma solo perché non volevo rompere vecchi rapporti e amicizie, non per bisogno. Sarei arrivato al ballottaggio anche solo grazie alle mie due liste, Mastella Sindaco e Noi Sanniti per Mastella».

Ma alla fine, quanti partiti ha cambiato?

«Non è questo il punto, io sono sempre rimasto lo stesso. E finché c’ è stata la Dc non ho mai neppure cambiato corrente, sempre demitiano, nella sinistra di base».

Quindi lei è un po’ più di sinistra in fondo?

«Io sono di centro, seguace di De Gasperi, che diceva che noi democristiani siamo un centro che guarda a sinistra».

Sarà di Centro, ma cambia spesso baricentro.

«Il mio baricentro resta uguale, è il Centro che si sposta, a sinistra o a destra, secondo le circostanze».

E adesso dove sta?

«Adesso non c’ è, ci sono dei centrini a rimorchio del sovrano. Per qualcuno è Renzi, per altri è ancora Berlusconi. Ai miei tempi invece eravamo noi a scegliere con chi stare e dettare le condizioni».

Che cos’ è cambiato?

«Tutto. Lo scenario oggi è tripolare e il Centro si è sfaldato in tanti atomi, manca un tronco robusto».

Ma quanto vale oggi il Centro?

«Nel Palazzo può contare su 120 parlamentari. Un potere immenso, che però non sanno usare. Sono incapaci di dare un’ idea di unità, per questo alle elezioni locali è sempre un bagno di sangue. Colpa dei troppi egoismi e personalismi».

Non incidono perché sanno di non avere i voti: sono stati eletti quasi tutti grazie a Berlusconi…

«Ma hanno ruoli importanti, e se vogliono conquistare voti dovrebbero imparare a farli valere».

È una critica ad Alfano?

«Alfano è meglio di quel che sembra e da ministro non sta facendo male, però soffre troppo Renzi».

Cosa poteva fare?

«Bloccarlo sull’ Italicum: il centro vive solo se ci sono premio di coalizione e turno unico. E poi…».

Prego, onorevole… «Forza Italia frana, la Lega al Sud non esiste, Fratelli d’ Italia ha i suoi limiti: ci sarebbero milioni di voti da andare a prendere. Servirebbero una strategia e un progetto politico, qui invece si decide dove vendere il prodotto prima di stabilire quale prodotto si vuole vendere».

Detto da lei, che ha sempre cambiato schieramento… 

«La prospettiva è diversa. Il mio Udeur era un partito personale, valeva l’ 1,5%, per dodici anni sono stato costretto a zigzagare tra chi voleva farmi fuori, come un rugbista con la palla in mano. C’ erano la Margherita, Forza Italia al massimo del consenso, ho cavalcato la pelle della tigre. Oggi il Centro non avrebbe rivali e ha una potenzialità che stimo tra il 6 e il 10%».

Perché non torna in campo e si prende lei tutto il cucuzzaro?

«Me lo domandano in tanti. Sono come Ciro, il primo dinosauro trovato in Italia. A Benevento, desto simpatia e curiosità».

E allora perché no?

«Sono pago della mia dimensione locale. Non voglio schierarmi, altrimenti subito si dice che busso a poltrone. Preferisco tenermi le mani libere e ritagliarmi un ruolo di autorità morale, per favorire, se ci riesco, la riconciliazione di tutti i centrini».

Con chi è in contatto?

«Casini, Alfano, Cesa, De Mita… Con tutti».

Parisi? È centro anche lui?

«In un sistema proporzionale andrebbe bene. Ma in una logica presidenzialista come quella di oggi serve altro. Devi tenere la cazzimma, essere un populista. Vanno bene Berlusconi, Renzi, Grillo, non i pariolini fighetti e misurati. Parisi l’ ha creato Berlusconi, può fare al massimo il coordinatore. Lo vedrei bene ad aiutare Marina Berlusconi, se lei scendesse in campo».

Si dice che prima o poi Berlusconi ammazzerà Parisi…

«Un giorno gli dirà: “Ti ho dato in mano il partito ma non sei stato in grado”. Come con Alfano e il quid.

Silvio ha l’ idea del ragazzo spazzola, sono tutti bravi però la barberia dev’ essere la sua».

Lei come si è trovato con Berlusconi?

«A livello personale sempre benissimo ma mi ha detto troppe bugie.

Lo fa simpaticamente, con il sorriso sulle labbra; tu sai che mente ma vedi solo il sorriso e gli credi. La bugia la scopri quando ti ha fottuto».

Forza Italia si dividerà tra parisiani e salviniani?

«Non sopravvalutiamo Salvini: con lui leader, il centrodestra può anche non presentarsi».

Ah già che lei lo detesta…

«Io non lo detesto. È lui che mi ha attaccato gratuitamente. Io facevo il mio movimento locale nel Sannio, ero un suo potenziale alleato, e lui ha dichiarato “mai con Mastella”.

Ma chi gli aveva mai chiesto niente?

E poi è finita che io a Benevento ho vinto e lui a Varese ha perso».

Con Bossi andava d’ accordo?

«La sera prima che stesse male abbiamo cantato insieme abbracciati “Maruzzella” a Porta a Porta. Bossi ha capacità politiche, era legato al territorio ha dato dignità a quei padani che prima nessuno si filava.

Salvini è un tardo lepenista. Se si risolve l’ emergenza immigrazione, lui non ha più ragione di esistere».

Cinquant’ anni di politica, di cosa va più fiero?

«Del mio rapporto con il territorio e la mia gente. E poi, da ministro di Prodi, con l’ ordinamento Mastella ho messo ordine nelle carriere dei magistrati. Prima facevano quello che volevano. Davigo ha detto che sono stato il miglior ministro della Giustizia che lui ricordi».

Per questo i giudici gliel’ hanno fatta pagare indagandola da ministro, con sua moglie?

«Forse anche per questo, ma non solo. Il governo Prodi non era amato dalla Chiesa perché voleva le unioni civili. Neppure gli Usa ci amavano, visto che D’ Alema, ministro degli Esteri, si faceva fotografare con Hezbollah. L’ esecutivo era debole, si reggeva sui pannoloni, Europa e America non gradivano».

Anche voi vittime di un golpe dolce diretto dall’ estero come Berlusconi nel 2011?

«Io e mia moglie siamo stati indagati per intercettazioni in cui segnalavamo un paio di persone. Su seicento agli atti. Siamo stati assolti entrambi: la mia messa in stato d’ accusa era funzionale alla caduta del governo. Sono convinto che dietro ci fosse una storia di Servizi deviati. A Napoli le mie intercettazioni alla stampa le consegnò un funzionario della prefettura, ministero degli Interni, non gente della Procura».

Perché puntarono proprio lei?

«Ero il più piccolo con il mio partitino, potevano abbattermi senza squassare l’ intero sistema politico».

Quanto durerà Renzi?

«Almeno altri cinque anni, che vinca o che perda il referendum. Se vince il Sì, spiana tutti, non fa prigionieri, il Centro è morto. Se vince il No, c’ è già pronto un Renzi bis, cambia la legge elettorale e vince».

A meno che al congresso Pd non gli sfilino il partito?

«Chi può sfilarglielo? Speranza sarà una speranza a vita, Bersani parla, parla, ma ha sbagliato tutto. Se la riforma costituzionale non gli piaceva non doveva votarla in Parlamento, invece si è limitato a criticarla e si è schierato contro troppo tardi».

Come mai questo errore?

«Teoricamente i parlamentari Pd sono quasi tutti suoi, ma Renzi glieli ha presi a uno a uno e lui per mesi non ha saputo su chi poteva contare. Renzi è abilissimo e rapido».

Cosa l’ ha aiutato?

«La caduta delle vecchie dignità del Pd. L’ elettorato era sconcertato dai vari D’ Alema, Veltroni, Fassino e lui ha colpito duro: è stato il Grillo parlante del Pd».

Letta può essere l’ anti-Renzi?

«Sulla carta: ha curriculum, qualità, ma è scappato in Francia. Se fosse rimasto questa sarebbe l’ ora della sua rivincita. Noi democristiani eravamo dei combattenti. Perdevi?

Rimanevi in attesa della rivincita».

Ha un lato debole il premier?

«Il suo consenso sta calando. Colpa dell’ economia. Di economia Renzi non ci capisce molto, d’ altronde nessun democristiano è mai stato forte in economia, neppure De Gasperi».

Forse è per questo che l’ Italia è messa così male, non crede?

«Forse sì. Noi democristiani abbiamo ritenuto l’ economia affare secondario. Guardi chi mettevamo al Tesoro: Carli, Stammata, Andreatta, gente di seconda fila».

Il Partito della Nazione sarà la nuova Dc?

«Una Dc moderna. Con l’ aggravarsi del caso Raggi, Cinquestelle è destinato a calare e spegnersi. La destra rischia di estremizzarsi, e anche la sinistra dissenziente. Rimarrà un grande corpaccione centrale, il partito di Renzi».

Ho capito: è diventato renziano. Allora perché vota No al referendum?

«Per istinto di conservazione. E poi mi offende il modo. Non si cambia la Costituzione a colpi di fiducia.

Se domani cambia il governo che facciamo, ricambiamo la Costituzione? Voteremo il referendum senza sapere quale sarà la legge elettorale e se i senatori saranno scelti dai cittadini o dai consiglieri regionali».

Concorda con chi parla di democrazia a rischio?

«Diciamo che il premier ha una concezione del potere aggressiva, di giovanile temerarietà. Lui ci prova, a volte bluffa ma il problema è che nessuno è in grado di vedere il bluff. Significa che è più bravo degli altri».

Gode di stampa un po’ troppo favorevole?

«Si ricorda il Clan degli Irpini ai tempi di De Mita? Eravamo 4-5 e ci rompevano le palle. Al Giglio Magico sono centinaia e nessuno dice nulla».

Cosa può far cadere Renzi?

«Lo farà cadere il Pd, perché malgrado gli sforzi di Matteo, non sarà mai un partito personale. I partiti personali possono durare anche trent’ anni, quelli istituzionali consumano i leader più in fretta».

Pietro Senaldi

———————————————————————————————————-
ALTRO
———————————————————————————————————-
TRA BREVE IN RETE :
ULTIME TRE E.MAIL ANTEPRIMA DI WEB – SERVIZI TRA BREVE  IN RETE :
DA FONDAZIONE AN – L’EDICOLA (“IL SECOLO D’ITALIA”) – L’ARTICOLO ( IL “ROMA” : SUI GRILLINI – ORAZIO ABBAMONTE ) E ALTRE NEWS  ( da Controcorrente : “Così si può costruire l’Unione dei popoli” – Dominique Venner su “La Verità” – e altro )
[ “AZ:”  – 1° NOV, ’16 ]
 
INTERVENTI DI LEHNER E MANNELLO – L’EDICOLA ( “IL SECOLO d’ITALIA” ) – ALTRE NEWS ( DA CONTROCORRENTE : “Le nuove frontiere dello spionaggio globale” – Articolo di Francesco Cianciarelli ) – [ “AZ.” – 1° NOV. ’16 ] 
OGNISSANTI E L’INVISIBILE NEI PRIMI DUE GIORNI DEL NOVEMBRE E ALTRE NEWS [ “AZIMUT” : 1° NOV. ’16 ]
 
[ PROSSIMAMENTE IN SITO ]
———————————————————————————————————-
OGGI :
L’ULTIMA DI RENZI E IL PAPA IN SVEZIA – IMMIGRAZIONE INVASIONE E SINDACI – CONTRO IL DECLINO DELLA PATRIA ( ARTURO STENIO VUONO ) – MARIME LE PEN COL VENTO IN POPPA – L’INTERVISTA A CLEMENTE MASTELLA / TRATTA DAL WEB ) E ALTRO [ “AZ.”-NEWS : 1° NOV. 2016 ]
———————————————————————————————————————————————————————————
FINE SERVIZIO – A PRESTO !
———————————————————————————————————————————————————————————
“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
“NO”
 
azimutassociazione@libero.it
associazioneazimut@tiscali.it
an.arenella@libero.it
massimovuono@libero.it
Annunci

Un pensiero su “L’ULTIMA DI RENZI E IL PAPA IN SVEZIA – IMMIGRAZIONE INVASIONE E SINDACI – CONTRO IL DECLINO DELLA PATRIA! (Arturo Stenio Vuono) – MARINE LE PEN COL VENTO IN POPPA – L’INTERVISTA A CLEMENTE MASTELLA (tratta dal web) E ALTRO”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...