DOPO HILLARY TOCCA AL RENZIE-FONZIE E ALTRE NEWS La consacrazione del Perù ai Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria


DOPO HILLARY TOCCA AL RENZIE-FONZIE E ALTRE NEWS La consacrazione del Perù ai Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria

DOPO HILLARY TOCCA AL RENZIE-FONZIE E ALTRE NEWS La consacrazione del Perù ai Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria [ “AZ.” – 12.11.’16 ]
IN COPERTINA
Rottamazione cartelle Equitalia: solo 5 rate e il tempo utile scade fra pochi mesi. Tutte le novità
IL FIORENTIN BIZZARRO VIAGGIA  AL SUON DI BALLE…..
REFERENDUM 4 DICEMBRE 2016
 
AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI 
Associazione Azimut, Naples, Italy.
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
“NO”
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TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA”
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Elezioni Usa, con Hillary Clinton hanno perso in tanti (anche in Italia)

Elezioni Usa, con Hillary Clinton hanno perso in tanti (anche in Italia)

giovedì 10 novembre 2016

Non c’è solo Hillary Clinton ad essere stata sconfitta nelle elezioni presidenziali statunitensi. Insieme a lei c’è la schiera dei sondaggisti fasulli, che fino a ieri la davano alla Casa Bianca con una probabilità vicina al 99 per cento. Tra gli sconfitti ci sono le lobbies finanziarie pronte a foraggiarla (886 milioni raccolti contro 189 milioni di Donald Trump). Ci sono gli artisti miliardari, disposti a fare da paravento, con le loro canzonette, alle evidenti gracilità politiche e personali della candidata democratica. Ci sono i circoli-del-politicamente-corretto, dell’America “presentabile” contro quella trash, del vino Sauvignon blanc e sushi a cena, contro birra Coors e hot dog. C’è la solita sinistra dei quartieri alti e dei poteri forti. Ci sono le cancellerie europee, preoccupate per la possibile ondata trampista sui loro Paesi. E poi c’è la grande stampa, quella d’oltreoceano e quella nostrana, oggi costretta a fare marcia indietro, dopo mesi e mesi d’incensamenti alla Clinton e di preannunciati tracolli per i repubblicani, così rissosi e divisi tra loro.

I profeti del successo (mancato) della Clinton

Gli stessi profeti del successo della Clinton sono oggi costretti a sottolineare la strategia sostanzialmente negativa della candidata democratica, dove il vero argomento portante della sua narrazione è stato quello di fermare Trump, l’usurpatore, il pericoloso ciarlatano senza alcuna competenza e qualificazione a occupare lo Studio Ovale.

Oggi – anche sui mass media italiani – si è parlato dell’ antipatia profonda e antica, che la Clinton suscita in una vasta fetta dell’America. Sono gli stessi mass media che ieri ne tessevano le qualità di statista, la sua capacità comunicativa, il suo essere in grado di abbracciare strati diversi della popolazione, le donne, i latino-americani, i neri. Tutti rigorosamente anti Trump – secondo i bene informati – e tutti mobilitati per sconfiggerne l’arroganza, il sessismo, l’intolleranza.

In campo sono scesi anche gli analisti “moderati”, più attenti alle vicende italiane che a quelle d’oltreoceano ed impegnati ad evocare inesistenti candidati “presentabili”, in grado di battere la rappresentante dei democratici. Volete mettere – dicevano – un candidato del Grand Old Party rispettoso e perbene al posto di quel bufalo di Trump ? Non ci sarebbe partita per la Clinton. Ed invece è stato proprio lo “smoderato” ad avere scompaginato i giochi, ad essere riuscito a “sfondare a sinistra”, a vincere anche là dove i democratici apparivano invincibili.

Una volta tanto non vale il vecchio detto secondo cui “le vittorie hanno molti padri e le sconfitte sono orfane”. Come abbiamo visto la disfatta della Clinton ha molti “padri”. Gli stessi che, anche qui da noi, hanno perso la percezione del Paese reale, dell’opinione pubblica, dei veri desideri della gente. L’esatto contrario di Trump, che è riuscito a dare voce alla volontà popolare, cogliendo i fermenti autentici del suo Paese, all’interno di quello che un osservatore attento della società americana, Andrew Spannus, ha individuato come il “riallineamento dell’elettorato statunitense”: dalla distinzione democratici-repubblicani a quella establishment-outsider. Trump – su questa linea – è stato chiaro e senza tentennamenti: “L’unico antidoto a decenni di governo disastroso da parte di una piccola élite – ha detto – è un’infusione marcata di volontà popolare. Su ogni questione che affligge questo paese, il popolo ha ragione e l’élite di governo ha torto”. Per questo ha vinto. Sulle ragioni della sua vittoria e della sconfitta della sua avversaria molti dovrebbero fare autocritica. Tra i cosiddetti “moderati” e tra i progressisti. Al di qua e al di là dell’Atlantico.

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NON E’ VERO MA CI CREDO [ LINK – clicca e leggi ]
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Immagine per il risultato di tipo notizie

A gennaio sarà ufficialmente presidente degli Usa. Ma già 16 anni fa, i Simpson avevano …

Simpson e Trump: era già tutto scritto?

La Gazzetta dello Sport – 2 giorni fa

Simpson, si è avverata la profezia di Donald Trump presidente …

2 giorni fa – Dopo sedici anni è diventata realtà la profezia dei Simpson. In un episodio del 2000 intitolato “Bart to the Future”, il primogenito dà una …

Simpson e Trump: era già tutto scritto? – La Gazzetta dello Sport

video.gazzetta.it/simpsontrump…/c30d1618-a65e-11e6-b5b8-638abbb2…

2 giorni fa – L’ennesimo complotto è dietro l’angolo. I Simpson sapevano già tutto: Donald Trump avrebbe vinto la corsa per la Casa Bianca. Le cose n.

Simpsons Donald Trump 2000 vs Trump escalator entrance 2015 …

06 ott 2015 – Caricato da Agentneedlez

donald trump, simpsons donald trump, conspiracy, trumpescalator entrance.


I Simpsons “veggenti”: già nel 2000 prevedevano Trump presidente …

http://www.askanews.it/…/i-simpsons-veggenti-gia-nel-2000-prevedevano-tru

2 giorni fa – video: I Simpsons ”veggenti”: già nel 2000 prevedevano Trumppresidente – E nell’episodio, Lisa diventava la prima presidente Usa donna …

VIDEO. I Simpson avevano previsto Trump presidente degli Stati Uniti …

http://www.huffingtonpost.it/2016/03/…/simpsontrump-video_n_9494438.ht…

26 mar 2013 – I Simpson avevano previsto Trump presidente degli Stati Uniti in un episodio … Bart è uno squattrinato mentre Lisa è diventata presidente degli …

La profezia dei Simpson nel 2000: “Donald Trump sarà presidente …

http://www.huffingtonpost.it/2016/…/simpson-profezia-trump_n_12876646.ht…

2 giorni fa – La profezia dei Simpson nel 2000: “Donald Trump sarà presidente degli … mentre la sorella Lisa è diventata la prima presidente Usa donna.

Già nel 2000 i Simpson parlavano della vittoria di Donald Trump …

http://www.ilgiornale.it/…/gi-nel-2000-i-simpson-parlavano-vittoria-donald-tru

2 giorni fa – Donald Trump è il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America, ma tra messaggi di sostegno e di speranza, c’è anche chi aveva …

BUFALA I Simpsons e Donald Trump nel 2000 – Bufale.net

http://www.bufale.net/…/bufala-i-simpsonse-donald-trump-nel-2000-bufale-n…

28 set 2015 – Donald Trump ha copiato dai Simpsons? Il famoso cartone animato americano sarebbe capace di predire il futuro? No, è tutta una bufala.

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TRATTO DA POST SU FACEBOOK
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IL FALLIMENTO DEL TENTATIVO DI SOTTOMETTERE LA RUSSIA ALLA MAFIA GLOBALE di CARLO VIVALDI-FORTI

Il prof. Carlo Vivaldi-Forti, presidente dell’associazione Italia Domani, ci invia il suo articolo sui

rapporti fra Trump e la Russia che volentieri pubblichiamo augurandovi una buona lettura :

“Una delle poche buone notizie di questo funesto 2016 è l’elezione di Donald Trump, il cui significato appare analogo a quella di Ronald Reagan , dalla quale prese avvio la disgregazione dell’impero sovietico e la fine della barbarie comunista. Reagan stravinse perché la prosecuzione della politica penosa e ridicola di Carter ( ricordiamo soltanto l’ingloriosa fine della spedizione in Iran per liberare gli ostaggi americani) stava conducendo il pianeta verso una guerra nucleare. Le lancette dell’orologio atomico non sono mai state così vicine alla mezzanotte come nel 1980. Oggi la storia si ripete: il mondo dominato dalla mafia globale era divenuto insicuro e assolutamente ingiusto. I cravattari della finanza , distruggendo il ceto medio, avevano posto le premesse per una rivoluzione mondiale che, se non si fosse realizzata per via politica, sarebbe inevitabilmente sfociata in un vasto confronto armato. L’insensata sfida alla Russia di Putin, che di comunista non ha proprio nulla, si sarebbe con ogni probabilità conclusa in una catastrofe. Vale allora la pena ripercorrere brevemente le tappe di questa storia tormentata che ha avuto inizio fin dal 1990.
Dopo la scomparsa dell’impero sovietico , non solamente l’uomo della strada, ma pure le autorità delCremlino attendevano dagli occidentali il lancio di un nuovo Piano Marshall , come ricompensa per la loro conversione alla democrazia. Nessuno credeva alla favola buonista della filantropia pura, del resto estranea allo stesso programma di aiuti del secondo dopoguerra. Allora, però, gli americani avevano deciso di trasformare l’Europa da ricostruire in un gigantesco mercato d’esportazione , il più grande affare del secolo. Nel caso degli Stati ex-comunisti, invece, le scelte di Washington e di Bruxelles si rivelarono del tutto diverse. Le lobby e i potentati economico-finanziari, al contrario degli anni Quaranta, tentarono di trasformare il defunto impero sovietico in colonia, fornitrice di materie prime e mano d’opera a basso costo, malgrado l’elevata qualità di entrambe. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale pilotarono il post-comunismo in modo da indurre le popolazioni appena uscite da quella tragica esperienza nella più squallida miseria, eccezion fatta per una ristretta élite di oligarchi, arricchitisi scandalosamente con mezzi spesso illeciti.
Gli effetti di tale politica non tardarono a farsi sentire. Il tentativo di colpo di Stato di Mosca del 1991 e la caduta di Gorbaciov furono le conseguenze più immediate. L’avvento di Boris Eltsin , il leader russo più vicino all’Occidente, aprì un periodo di totale anarchia che vide il predominio della violenza e della corruzione mafiosa. La disperazione in cui precipitò il vecchio ceto medio, ridotto a sottoproletariato, è stata la principale causa dell’avvento di Putin e della svolta autoritaria degli anni Duemila. L’ottusità di questi atteggiamenti, che dietro un liberismo di facciata intendevano trasformare quella già potentissima federazione in un nuovo Far West , hanno tuttavia prodotto l’effetto opposto a quello sperato. Se oggi ci ritroviamo ancora una volta una Russia antagonista, sbilanciata verso il continente asiatico, ovunque sulla difensiva o all’attacco, lo dobbiamo in primo luogo alla cecità e all’ ingordigia di tutti quei pescecani che, con arroganza, hanno tentato in ogni modo di umiliare e sottomettere l’ex-superpotenza al fine di sfruttarne le risorse.
Ma allora, cosa avrebbe dovuto fare l’Occidente , al posto di quello che ha fatto? La risposta è semplice: appena crollato il regime si sarebbe dovuto avviare un programma di aiuti per la ricostruzione dei paesi usciti dal dramma del comunismo, non condizionandoli alla stipula di accordi specifici, ma unicamente come sostegno alla nuova democrazia. Inoltre, si sarebbe dovuto offrire alla Russia un pacchetto di proposte allettanti, decisive per il suo e per il nostro futuro: la clausola di nazione più favorita, l’adesione alla UE e alla NATO in condizioni di perfetta parità. Tutto questo ci sarebbe costato molto, ma avremmo concluso un ottimo investimento. Nel corso degli anni ne saremmo stati ripagati con gli interessi grazie alla diminuzione delle spese militari, all’apertura di un vastissimo mercato in espansione, alla disponibilità di materie prime, alla comune lotta al degrado ambientale e al terrorismo, ad un pianeta stabile e ordinato nell’intero emisfero nord. Si sarebbe così realizzato il grande progetto di de Gaulle di un’Europa unita dall’Atlantico agli Urali, ma l’ottusità intellettuale, oltre alla bassezza morale dei poteri forti , lo ha impedito, precipitandoci in una nuova guerra fredda.
Anche Putin, succeduto a Eltsin nel 2000, all’inizio aveva mantenuto la speranza di poter stringere un patto di ferro con i vecchi nemici . Tre mesi dopo la sua ascesa al potere , in una intervista concessa alla Bbc, alla domanda se la Russia potesse entrare nella NATO rispose: “Perché no? “. Berlusconi, che con Vladimir ha sempre mostrato un atteggiamento lungimirante, fatto di rispetto e amicizia, fu sul punto di rendere concreta tale prospettiva attraverso i colloqui di Pratica di Mare . La politica dei piccoli passi, con i famosi inviti a Villa Certosa del premier russo e della sua famiglia, doveva servire a facilitare psicologicamente l’accordo definitivo. Questa fu di sicuro una delle cause che spinsero la mafia globale a distruggere la carriera pubblica del Cavaliere.
La responsabilità delle manovre scatenate contro Putin a livello internazionale, che trovarono emuli facili e volenterosi nei gruppi d’interesse nostrani e nei politici che li sostenevano, più che al presidente americano allora in carica sono da imputare al dominio incontrastato della finanza speculativa , delle grandi banche e della Borsa, sul sistema politico di Oltre Oceano. Quest’ultime , come già rilevato , erano preda di una sindrome megalomaniaca , per cui il crollo dell’ impero del male non poteva non rappresentare che il loro trionfo nella guerra fredda. Come tutti i vincitori indiscussi, ritennero loro pieno diritto, e forse dovere, ridurre a colonie prive di sovranità la nazione e il blocco sconfitti.
Forte dell’arroganza, della superbia e della ricerca del più immediato e spicciolo interesse , abissalmente ignorante in materia diplomatica e in politica estera ( non dimentichiamo che il trattato di Versailles , imposto da Wilson , riducendo alla fame la Germania fu la causa della seconda guerra mondiale), l’apparato amministrativo americano, che altro non era se non un comitato d’affari, condusse da allora nei confronti della Russia una politica catastrofica, con l’intenzione di provocare prima o poi la caduta di Putin. Inutile ricordare gli sconsiderati interventi militari in Jugoslavia , l’annientamento della nazione irakena , il sostegno agli estremisti musulmani nelle primavere arabe, la liquidazione per interposto paese del colonnello Gheddafi, la gestione irresponsabile del conflitto siriano, causa oltretutto del riversarsi di milioni di profughi in Europa. Operazioni, queste, a cui la Russia non poteva non guardare con sospetto. Ma c’è di peggio. L’inclusione dei paesi est-europei nella NATO, lo schieramento di truppe e rampe missilistiche sulle frontiere orientali della UE, non potevano non risvegliare quella sindrome da accerchiamento di cui la Russia ha sempre sofferto, e non senza ragione, avendo subito ripetute e tragiche invasioni da ovest, che le sono costate terribili distruzioni e milioni di morti. Quale logica, allora, ha guidato queste decisioni apparentemente insensate , a cui l’Europa, Francia , Germania e Italia in testa, si è pecorinamente adeguata?
La risposta è purtroppo ovvia. I poteri forti globali, dalla caduta dei muri in poi, hanno perseguito soltanto il pazzesco disegno del dominio mondiale. Dopo aver sottomesso l’UE e i singoli Stati che ne fanno parte con estrema facilità , grazie alla politica del divide et impera e alla totale inettitudine delle nostre classi dirigenti , si sono accorti di non avere quasi più nemici in grado di tener loro testa: la Cina troppo lontana e troppo legata agli interessi americani, non foss’altro che per il possesso di una elevatissima quota del debito pubblico USA ; il Giappone immobilizzato da una paralisi ormai ventennale; l’Africa e l’America Latina semplici espressioni geografiche. La sola potenza planetaria che non sono riusciti a sottomettere è la Russia di Putin: non soltanto questa possiede un apparato militare imponente e un arsenale atomico in grado di distruggere varie volte la Terra, ma si estende su un territorio inospitale di 10.000 km, per invadere il quale occorrerebbe come minimo un esercito di 200 milioni di soldati, degno della più pura fantascienza.
L’impossibilità di piegare l’unica nazione che impediva il realizzarsi del suo folle progetto , faceva schiumare di rabbia la mafia finanziaria .La recente campagna elettorale americana ha visto due posizioni contrapposte: quella di Trump, che considera la NATO ormai obsoleta, fondata molti anni fa in una situazione internazionale del tutto diversa, e quella della Clinton, favorevole al suo rafforzamento ed estensione in chiave anti-russa su tutti gli scacchieri, dall’Europa dell’est al Baltico, dal Mediterraneo al Medio Oriente.
Adesso, la vittoria del primo modifica tutti gli equilibri mondiali. E’ infatti prevedibile che la politica verso la Russia cambi radicalmente . Anche se in tempi non brevi, si potrà realizzare lo scenario , da me più volte descritto , di un progressivo dissolvimento della NATO , sostituita da una nuova alleanza di tutto l’emisfero settentrionale in difesa dall’aggressione che la nostra civiltà sta subendo dal sud del pianeta e in particolare dall’Islam . Nuovi atteggiamenti sono da attendersi pure riguardo all’immigrazione, visto che il neo eletto presidente ha più volte ribadito di non tollerare l’invasione dei migranti economici. Infine, l’ondata di marea che parte dagli USA non tarderà a investire l’intera Europa, influenzandone le scelte e incoraggiando i movimenti anti-sistema, che nel vecchio continente appaiono sempre più agguerriti. Le prime reazioni scomposte e negative dei burocrati di Bruxelles , nessuno dei quali legittimato da elezioni regolari, insieme ai messaggi trasversali di natura mafiosa che provengono dai cosiddetti mercati, confermano quanto la malavita organizzata tema il ritorno della sovranità al popolo , che resta l’unica speranza di salvezza per tutti noi.”

Carlo Vivaldi-Forti

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DAGLI AMICI DI CONTROCORRENTE
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—-Messaggio originale—-
Da: “Controcorrente” <info@controcorrentedizioni.eu>
Data: 07/11/2016 17.04
A: “Controcorrente”<info@controcorrentedizioni.eu>
Ogg: La consacrazione del Perù ai Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria – Articolo di Francesco Maurizio Di Giovine

 
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La consacrazione del Perù

ai Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria

La storia della devozione al Sacro Cuore di Gesù è molto antica. La richiesta della consacrazione al suo Cuore, invece, risale alla seconda metà del XVII secolo quando Gesù apparve in più riprese alla suora visitandina francese Margherita Maria Alacoque e le disse: “Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudine e disprezzo…”. Gesù apparve più volte a Santa Margherita e fece molte promesse per coloro che avessero onorato il suo Cuore e che la Santa riporta nelle lettere. Gesù promise, tra l’altro: “Darò tutte le grazie necessarie al loro stato. Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise. Le consolerò nelle loro afflizioni. Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte. Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere”. 

I messaggi del Sacro Cuore di Gesù furono indirizzati al Re di Francia Luigi XIV affinché fosse consacrata la Regale Persona e la Francia intera al Sacro Cuore, con i privilegi che la devozione avrebbe comportato, irradiando di bene la società. La consacrazione richiesta da Nostro Signore Gesù Cristo non fu fatta. Il Re non ne volle sapere. Un secolo più tardi la Rivoluzione Francese distrusse la Monarchia e decapitò il Re. 

Per l’Europa ne conseguirono persecuzioni, guerre e lutti e da allora avanzò un laicismo che non si è più fermato. Fu la degenerazione della Società. La storia, invece, della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria è più recente. La Madonna, apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, disse a Lucia: “Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.

In un clima di assoluto silenzio da parte della stampa internazionale, il 21 ottobre scorso (2016), il Presidente della Repubblica del Perù, con l’autorità conferitagli dalle leggi costituzionali del Paese, ha consacrato formalmente “la sua persona, la sua famiglia, la sua sposa e la Repubblica del Perù all’amore e alla protezione di Dio Onnipotente attraverso l’intercessione del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria”. 

Alla cerimonia ha partecipato Luz Filomeno Sagrado, presidente del Congresso della Nazione Peruviana, la quale ha offerto una preghiera speciale e personale per chiedere l’aiuto e la protezione divina per il suo delicatissimo mandato. Il Presidente del Perù, affidando e consacrando la sua terra all’intercessione divina, è stato molto chiaro: “Affido ai Cuori di Gesù e di Maria il mio governo con tutti i suoi lavoratori e cittadini che si trovano sotto la mia responsabilità. Offro a Dio Onnipotente il mio pensiero e le decisioni come Presidente in modo che li possa utilizzare per il bene del nostro Paese e sempre tenendo presente i Dieci Comandamenti che ci devono ispirare in ogni scelta”. 

La consacrazione Peruviana ai Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria avviene in un momento politico particolarmente delicato per la vita di molti Stati dell’America Centrale usciti da anni insanguinati dal terrorismo rivoluzionario di stampo marxista. La simultanea corruzione dilagante ha dato il corpo mortale a questa nazione che in passato fu la “perla” della monarchia delle Spagne. Per trovare un’altra nazione del continente americano che si consacrò al Sacro Cuore di Gesù, dobbiamo risalire al 25 marzo 1874 quando il Presidente della Repubblica dell’Equador, dott. Garcia Moreno, si recò nella cattedrale di Quito per celebrare l’evento spirituale, storico e politico. Alcuni anni dopo, nel 1872, l’episcopato equadoregno decise di consacrare l’Equador anche al Cuore Immacolato di Maria. Consacrazione ratificata molti decenni più tardi, precisamente nel 1976, dal governo del Paese.

Le pubbliche testimonianze cattoliche provenienti ieri dall’Equador, oggi dal Perù, ci devono far riflettere. Esse indicano la possibilità e la necessità di un cambiamento di rotta. La fede non è un atto intimo delle coscienze. La fede è un atto pubblico di adesione al regno sociale di Cristo che chiama a raccolta tutto un popolo nel nome dell’Unità Cattolica della Patria, unità alla quale oggi più che mai dobbiamo aderire.

 

DOPO HILLARY TOCCA AL RENZIE-FONZIE E ALTRE NEWS La consacrazione del Perù ai Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria

Francesco Maurizio Di Giovi

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Associazione Azimut, Naples, Italy.
 
UNA SCELTA DI CAMPO – NOI VOTIAMO << NO >> 
“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” Napoli )
UNA SCELTA DI CAMPO – NOI VOTIAMO << NO >> 
 
FINE SERVIZIO – A PRESTO  !
 
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