“SI” E “NO” CONTO ALLA ROVESCIA ” – “Si rompe la gabbia del pensiero unico” – “La grande muraglia nel porto di Salerno” – e altro


“SI” E “NO” CONTO ALLA ROVESCIA ” – “Si rompe la gabbia del pensiero unico” – “La grande muraglia nel porto di Salerno”  –  e altro

“SI” E “NO” CONTO ALLA ROVESCIA ” – “Si rompe la gabbia del pensiero unico” – “La grande muraglia nel porto di Salerno”  –  e altro [ “AZ.” – 18.11.’16 ]
 
IN COPERTINA
Risultati immagini per il conto alla rovescia è iniziato
“SI” E “NO” CONTO ALLA ROVESCIA
Fabio Fazio e Matteo Renzi © ANSA
SENZA PAROLE

– https://azimutassociazione.wordpress.com

Risultati immagini per referendum scheda con vota no
 “SI” E “NO” CONTO ALLA ROVESCIA
A tre settimane dal voto, quale lo stato dell’arte? In pratica, per entrambi i versanti contrapposti, non resta molto tempo; “Si” e “No”, è iniziato il conto alla rovescia. Renzi ha sinora condotto spregiudicatamente la sua madre di tutte le battaglie e ha altalenato tra il  far credere di lasciare o il restare, se non favorevole il risultato, occupando tutti gli spazi di propaganda e fregandosene della par condicio; assai opinabile è l’assieme delle modalità del suo tour, a destra e a manca, spesato nella qualità di presidente del consiglio; eppure. rovesciando la frittata, nega che la riforma ( si fa per dire ), tutto frutto dell’esecutivo in carica, se bocciata, possa avere conseguenze sulla tenuta del governo; mettiamo pure in parentesi la questione del “Si” e del logico collegamento, all’esito del referendum confermativo, anche al suo destino di leader, e passiamo ad altro. Allo stato tutti i sondaggi danno in vantaggio il “No” ma la forbice non è poi tanto ampia, faranno la differenza gli indecisi e i nostri connazionali all’estero; al cosiddetto “partito della nazione”, che nei fatti già esiste, con questa sorta di prova generale voluta da Renzi, di contro non s’è ancora materializzato un fronte articolato e unito per la libertà e la sovranità; si insiste, da parte delle singole formazioni politiche, contrarie al tipo di revisione della costituzione, adottato nell’attuale, in singole iniziative e manifestazioni che, in più, presentano due carenze imperdonabili : nel dare l’impressione di volere soltanto misurare la loro forza, in termini elettorali e concorrenziali;  e nel privilegiare, al chiuso di convegni, le tesi di studiosi e costituzionalisti, sulle molteplici anomalie della legge Boschi-Renzi ma non puntando sulla questione dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali”, immessi a modifica dell’art. 117 della carta costituzionale; pacifico, invece, che ciò, trascurato, resta l’arma formidabile per convincere gli indecisi e, perchè no, utile a far passare molti dal “Si” al “No”. Una strana reticenza, atteso il silenzio sull’argomenti di Renzi e C., e si comprende il perchè. Vorremmo ricordare che, dal dopoguerra in poi, il trasversalismo unito per le occasioni ha significato, in Italia, l’unico strumento per più svolte fondamentali : il compromesso storico, tra cattolici – liberali – socialisti – comunisti, portò al varo della Costituzione; la non ripulsa dei voti di quelli che si definivano i vinti, in specie al nord, portarono alla vittoria della scelta referendaria repubblicana; il rigetto della cosiddetta “legge truffa” fu determinato da posizioni contrarie e simili a destra e a sinistra; in Sicilia, a difesa dello statuto speciale e dell’autonomia per legge di quella regione, si unirono – costituendo una maggioranza di governo – cattolici dissidenti, comunisti e missini. E allora una domanda : perchè non s’è visto un tavolo unito di tutte le forze contrarie alla cosiddetta riforma? Non è solo una domanda, c’è ancora tempo per farlo : in nome della libertà per la nazione e della sovranità per il paese.Sono valori comuni.
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TRATTO DAL “ROMA” DI NAPOLI

Trump, quattro accuse…..

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Trump, quattro accuse che non stanno in piedi

Opinionista: 

Pietro Lignola

Cari amici lettori, l’argomento della settimana è obbligato. L’elezione di Donald Trump è un fatto tale da incidere sulla storia contemporanea e non è, perciò, possibile trascurarlo. Non è un segreto che io tifassi per il tycoon, rifiutando i cliché che il nostro inattendibile sistema mediatico tentava d’imporre. Non sapevo, in verità, nulla di quest’uomo, ma lo preferivo a una candidata certamente pessima, che già tanto male ci aveva fatto con le piccole guerre da lei volute e che verosimilmente avrebbe iniziato nel 2017 la terza guerra mondiale. Sul candidato repubblicano pesavano quattro accuse: egli sarebbe stato un uomo rozzo e ignorante, un macho dedito a molestie sessuali, un amico di Putin e non sarebbe stato cristiano. Primo. Trump non è certamente Dante Alighieri, Pico della Mirandola o Albert Einstein; ma quale uomo politico lo è? L’accusa, su cui ancora insistono sul web alcuni squallidi personaggi, è tipica dell’oligarchica presunzione della sinistra, che negli ultimi settant’anni è riuscita, con un formidabile sforzo organizzativo e una martellante operazione di marketing, a creare il mito della propria superiorità in tutti i campi (il povero Nietzsche impazzirebbe una seconda volta, se potesse vedere il suo superuomo ridotto a intellettuale da salotto). Sono forse più dotti Clinton, Obama e quell’Juncker, esperto in alcoolici, che non ha perso l’occasione per una gaffe di livello planetario? Secondo. Trump avrebbe fatto delle avances, negli anni ’90, a diverse donne. Ora, a parte che per la famiglia Clinton l’argomento sesso dovrebbe essere un rigoroso tabù, non ho mai nascosto la mia preferenza per Casanova e don Giovanni rispetto a Vendola, Marrazzo e Crocetta. Ma gli episodi contestati, ammesso che siano veri, sembrano più da uomo normale che da maniaco sessuale. Terzo. Trump e Putin effettivamente simpatizzano. Un’ottima premessa per un approccio meno isterico alla politica internazionale. Trump non farà la guerra a Putin. Vi dispiace? Non siete quelli che hanno sempre fatto quelle ridicole “marce per la pace”? Quarto. Papa Francesco, molto inopportunamente, affermò che Trump non è cristiano per via del muro al confine messicano. Forse non sapeva che il muro è stato innanzato da Clinton nel 1994 e dal 2006 viene accresciuto e rafforzato (anche durante la presidenza Obama). Si dà il caso, invece, che Trump è contrario all’aborto e questo dovrebbe piacere ai cattolici, tanto è vero che la maggioranza degli americani cattolici, tradizionalmente democratici, ha votato per Trump. Trump non vuole che clandestini, spacciatori e terroristi entrino negli Usa. Anzi, vuol cacciare almeno due milioni di clandestini pregiudicati. A me sembra che abbia perfettamente ragione. Noi abbiamo gli stessi problemi e, ringraziando Renzi, Alfano, Bergoglio e la magistratura, non sembra ci sia alcuna volontà di risolverli. Alfano si vanta di aver espulso un centinaio di imam e altri terroristi musulmani; ma chi ci assicura che non siano già rientrati, se perfino la stupida Europa ci rimprovera di non identificare chi arriva? Insomma, a me Trump sta bene ed io spero che mantenga le promesse (con i politici non si sa mai). Alcuni americani non sono d’accordo e da giorni vanno in piazza, a Portland e in California soprattutto, ma anche a New York e a Washington, per gridare che Donald non è il loro presidente, sfasciare vetrine e bloccare il traffico. Si comportano, insomma, come i nostrani dei sedicenti Centri Sociali. Circolano sul web notizie che essi (gli americani) non lo farebbero gratis: li pagano (da 10 a 20 dollari l’ora) alcune organizzazioni (Washington Can, Planned Parenthood, Progress Unity Fund) aderenti a Usa Action, istituzione radicale che sostiene i democratici ed è stata finanziata da George Soros con 300.000 dollari. Del resto, è noto che anche i manifestanti napoletani usufruiscono di locali e utenze gratuite per la benevolenza di Giggino ‘o sinnaco. Gli uni e gli altri, ovviamente, sono democratici fino al midollo: W il popolo, finché vota chi diciamo noi. Altrimenti è popolo bue. Horkheimer, filosofo di sinistra (ma intelligente) e massimo esponente della scuola di Francoforte, scrisse che libertà e democrazia sono incompatibili. Più democratici vedo, più mi convinco che aveva ragione. 


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L’OPINIONE  VINCENZO MANNELLO DA CATANIA
Astensionisti scomparsi ?
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——– Original Message ——–

Subject: Astensionisti scomparsi ? Vedrete..
Date: Thu, 17 Nov 2016 10:39:37 +0100
From: <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )


Tra pochi giorni si andrà a votare per il referendum Si/No..o non ci si andrà affatto perché convinti della necessità/utilità del #nonvotare.Non riprendo le motivazioni alla base delle posizioni Si/No tanto sostenute e dibattute in ogni sede..dal bar a Porta a Porta passando per i giornali.Faccio notare, ai più distratti lettori ed ai media ipocriti e furbetti, che ci saranno (saremo) milioni di italiani che non andranno a votare proprio per niente e nessuno.Ora sottopongo alla attenzione di chi volesse pubblicare questa riflessione :avete letto una riga, sentito in radio, visto in televisione un solo intervento che rifletta la posizione degli astensionisti ??Io,no !! Ovviamente, essendo un modestissimo osservatore senza mezzi a supporto, non ho una copertura mediatica a 360 gradi ma oramai conosco bene i miei polli..radiotelevisivi in testa !!“Missing,scomparsi”..tali sono i milioni di cittadini che, da tutti i tipi di consultazione elettorale degli ultimi decenni, escono vincitori indiscutibili :quelli del #nonvotare  !!Cosa fanno i protagonisti del #regimepartitocratico ed i loro sostenitori mediatici allora ??Li (ci) ignorano..semplice e facile !!Le leve del potere e della comunicazione generalista li hanno tutte loro..È questo il concetto di “democrazia” che lor signori hanno ??Sono questi il “pluralismo ed il servizio pubblico” Rai ed assimilati (Mediaset e Sky) ??Gli occhi e le orecchie per valutare li abbiamo tutti,ognuno si regoli come meglio crede..Ma ecco perché, a mio modesto parere, poi ci si ritrova con le “sorprese” alla Trump o tipo Brexit..per fortuna, aggiungo io 😊

Grazie per l’attenzione

Vincenzo Mannello

 
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DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK
“ALTO TRADIMENTO”. MATTEO RENZI DENUNCIATO
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martedì 15 novembre 2016
“ALTO TRADIMENTO”. MATTEO RENZI DENUNCIATO DA IMPOSIMATO E LANNUTTI
Il Presidente dell’Adusbef Elio Lannutti in questi minuti in procura a Roma per presentare due esposti-denunce.

ECCO COSA HA SCRITTO PER AFFARITALIANI.IT LANNUTTI POCO PRIMA DI ANDARE IN PROCURA

#Renzi, che come i suoi vassalli, hanno sempre campato di politica in vita loro, spacciandosi per ‘Nuovi’, vorrebbero far credere su mass media servili, #Tg1 #TeleRenzi, cinegiornali Tv a reti unificate, con la teoria di Goebbles (ministro della propaganda nazista del terzo Reich, scambiato dai tirapiedi di Renzi per Goethe, il grande drammaturgo tedesco) della menzogna ripetuta cento volte diventata verità, complici i pennivendoli di regime, che i difensori del valori della Costituzione nata dalle lotte partigiane sarebbero ‘Vecchi’ ancorati a chissà quali pregiudizi verso il ‘Nuovo che avanza’ (nel termine giusto di rifiuto).#Renzistiasereno,#NoicheVotiamoNo, vogliamo tutelare lo Stato di diritto dalla barbarie delle banche di affari e della finanza criminale, che si scelgono i loro burattini per manovrarli a piacimento, tutto finalizzato all’avidità di guadagno, per speculare e rendere schiavi dei derivati tossici, della finanza di carta e del denaro dal nulla i popoli delle ‘periferie’ dell’Impero, replicando la cavia ‘Grecia’ (che fa a pugni con l’interesse pubblico ed il bene comune). Per questo, nel difendere i valori della Costituzione contro il golpe dei banchieri di affari, delle agenzie di rating, di Confindustria che vuole conservare il sistema affaristico fatto di corruzione ed illegalità, col quale ha sempre pascolato, come dimostra lo scandalo al Sole 24 Ore, dei ‘prenditori’ quali gli ‘svizzeri’ Marchionne e De Benedetti, che vorrebbe sostituire gli stati con gli arbitrati,di predicatori domenicali di sventure spacciati per giornalisti, sto andando ancora una volta in Procura a presentare due ennesimi esposti-denunce contro i ‘golpisti dello spread’, i banchieri di affari e malaffare, auspicando che un ‘giudice a Berlino’ possa chiarire i comportamenti per alto tradimento (art.90 Costituzione) rilevati tra il Capo del Governo ed il capo di JPMorgan, Jamie Dimon, in 10 schiaccianti prove, oltre a chiedere di accertare chi siano stati i manipolatori del voto estero ed i fornitori degli elenchi di 4 milioni di italiani, i finanziatori per la spedizione, finalizzati alla propaganda renziana. Grazie

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DAGLI AMICI DI CONTROCORRENTE – NAPOLI
Si rompe la gabbia del pensiero unico
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—-Messaggio originale—-
Da: “Controcorrente” <info@controcorrentedizioni.eu>
Data: 14/11/2016 16.52
A: “Controcorrente”<info@controcorrentedizioni.eu>
Ogg: Si rompe la gabbia del pensiero unico – Articolo di Paolo Bogognone

Si rompe la gabbia del pensiero unico

Le elezioni statunitensi dell’8 novembre 2016 hanno definitivamente consacrato il populismo antisistemico proprio nel Paese simbolo del Pensiero Unico Neoliberale, ossia gli Stati Uniti d’America. La vittoria elettorale di Donald Trump apre infatti le porte a scenari di tipo nuovo, all’insegna della rottura degli schemi geopolitici, ideologici e culturali affermatisi e dominanti sin dal 1989.
La vittoria di Trump, successiva alla Brexit del 23 giugno scorso, segna un colpo durissimo nei confronti dell’ideologia della fine capitalistica della Storia, delle ambizioni globaliste della finanza internazionale, delle velleità egemoniche del grande capitale transnazionale e della cultura politica della sinistra cosmopolita. La vittoria di Trump trae origine e si alimenta appunto dalla separazione intervenuta, già dalla fine degli anni Sessanta del XX secolo, tra sinistra e classi popolari. 
La sinistra, oggi spazio politico-culturale di riferimento delle classi agiate newyorkesi, ha esaurito la sua funzione rappresentante dei ceti proletari nel momento in cui questi ultimi, ossia la classe operaia autoctona, da Pittsburgh alla Pennsylvania, passando per l’intera “Cintura della Ruggine” (Rust Belt), la regione un tempo industriale comprendente tutto il Nord-Est degli Stati Uniti, ha votato compattamente per Trump. Sul candidato repubblicano Donald Trump sono infatti confluiti i voti, determinanti, di tutti coloro i quali Hillary Clinton, capofila del “Partito Democratico della Guerra” e dell’establishment, aveva impunemente definito «una massa di deplorevoli» in campagna elettorale. 
Hillary Clinton, il candidato di punta delle classi agiate di New York e San Francisco, l’esponente politico che aveva perorato la radicalizzazione dello scontro con la Russia e il rilancio della globalizzazione unipolare attraverso il varo del TTIP, è stata sconfitta in quanto percepita, da quello stesso elettorato operaio un tempo schierato con i democratici, come il rappresentante principale del partito della finanza internazionale, di Wall Street. Ricordiamo infatti che per la sua campagna elettorale, due volte più dispendiosa di quella del rivale Trump, Hillary Clinton ha ricevuto finanziamenti per 48,5 milioni di dollari dai vari fondi d’investimento speculativi quotati a Wall Street (contro gli appena 19 mila versati a Trump). 
Già nel 2008 la Clinton era unanimemente considerata l’espressione politica più affidabile dalla finanza newyorkese. Inoltre, per la campagna presidenziale del 2016, la Fondazione Clinton ricevette ben 13,8 milioni di dollari dal fondo d’investimento legato alla Open Society Foundation di George Soros, il miliardario internazionale da molti autorevoli commentatori ritenuto l’architetto dei colpi di Stato postmoderni, filoccidentali, attuati nei Paesi da ricondurre sotto l’orbita geopolitica di Washington e sotto l’orbita culturale del globalismo. 
La Clinton, infine, ricevette, per la sua campagna elettorale dai 15 ai 25 milioni di dollari dall’Arabia Saudita e, fattore non trascurabile a livello mediatico, incassò il sostegno unanime della società dello spettacolo a stelle e strisce. La sconfitta della Clinton è, dunque, la sconfitta dei fautori del globalismo e del nichilismo, dei cultori della fine della Storia e dell’impero liberaldemocratico americano come destino ineluttabile per tutti i popoli del mondo. Inoltre, la sconfitta di Hillary Clinton travolge e compromette definitivamente la credibilità di tutta quella stampa liberale, conformista, adeguata alla e portavoce della sottocultura pubblicitaria del pettegolezzo e della notizia come merce ad effetto da vendere sul mercato del riscontro politico e, perché no, elettorale, di turno. 
È a questo riguardo sufficiente citare come il New York Times, ancora la sera pre-elettorale del 7 novembre, attribuisse alla Clinton l’85 per cento delle possibilità di successo nelle votazioni. In realtà, come la storia ha poi immancabilmente dimostrato, i sondaggi erano manipolati allo scopo di suscitare consenso pubblico attorno alla figura del candidato presentato come “vincitore in pectore”, ossia Hillary Clinton. 
I sondaggi infatti, nel momento in cui sono confezionati dalle élite a scopi prettamente autoreferenziali, non servono a fotografare la realtà ma a prospettare al pubblico omologato la rappresentazione della realtà che il detto establishment pretende prevalente. La “rivoluzione silenziosa” di Trump assesta pertanto una grave sconfitta alla società dello spettacolo. A seguito della Brexit e della vittoria di Trump si è ormai già oltre la svolta potenzialmente epocale. Il mondo come lo abbiamo conosciuto tra il 1989 e oggi pare essere davvero finito.
 
Paolo Borgognone
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DAGLI AMICI DI CONTROCORRENTE – NAPOLI
“La grande muraglia nel porto di Salerno”
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—-Messaggio originale—-
Da: “Controcorrente” <info@controcorrentedizioni.eu>
Data: 16/11/2016 16.39
A: “Controcorrente”<info@controcorrentedizioni.eu>
Ogg: “La grande muraglia nel porto di Salerno” di Gaetano Troisi. Se ne parla ancora… – Recensione di Annamaria Nazzaro
 

“La grande muraglia nel porto di Salerno”

di Gaetano Troisi. Se ne parla ancora…

Mezzaluna.

Evocatrice di scenari da “Mille e una notte“.

Mezzaluna, non Crescent. Brutto ed inesatto anglicismo, il Crescent è lo sfregio permanente all’identità di una città. 

Salerno.

Hippocratica Civitas, deve il suo nome alle acque, forse dei fiumi che la lambiscono, forse del mare. Forse, dal biblico Salem: pace, ma anche intatta. Intatta nelle origini, sfregiata oggi.

Salerno ha una storia che nulla ha in comune con il Crescent, la nuova costruzione,  tardivamente ispirata allo stile staliniano di un’Unione Sovietica definitivamente dissolta.

Avrebbe dovuto essere la riqualificazione di una zona, rappresentandone il polo abitativo e commerciale: “Noi stiamo facendo la storia … La Piazza diventerà l’identità di Salerno, come S. Pietro a Roma, il Plebiscito a Napoli e Piazza del campo a Siena”, soleva dire Vincenzo De Luca, all’epoca sindaco della città, promotore convinto ed entusiasta del progetto.

Secondo l’avvocato Gaetano Troisi, devoto salernitano d’adozione, il Crescent è soltanto un “grigio mostro “, che deturpa lo scenario di una città che si specchia nel mare. Passione equilibrata e cultura giuridica ed umanistica, sottese dall’analisi dei documenti e dall’ascolto di tutte le voci, gli hanno permesso di raccontare elegantemente le vicende che hanno ne hanno accompagnato l’edificazione. 

Egli stesso richiama “l’attività professionale, l’esperienza umana, il desiderio di conoscenza”, che lo hanno spinto – cercando di mantenere sempre l’obiettività di giudizio – a “guardare” la costruzione da varie angolazioni.

Architettonicamente è una “grande muraglia“, indicibilmente brutta e pesante, che sfregia la città. Urbanisticamente è sgradevole e dannoso per il territorio e per i cittadini, poiché nasce sulle acque e, forse, anche su ordigni bellici ancora inesplosi. Politicamente, cui prodest?

E’ l’ autocelebrazione di Vincenzo De Luca,  la cui ambizione terrena è di avere un posto nella storia e quella a lungo termine è di trovare un posto “dignitoso ” per l’urna con le sue ceneri. Di questo è certo Gaetano Troisi.

Il Crescent, che appare brutto ed offensivo a chiunque abbia un po’ di buon gusto, è l’opera degna delle ambizioni di Vincenzo De Luca e ha, dunque, il suo motivo di esistere. Metaforicamente, è la sua orazione funebre.

Il Crescent è stato anche una “risorsa” economica per qualcuno: nel libro emergono infatti, anche illeciti nell’assegnazione degli appalti e nella conduzione dei lavori, come testimoniano – a vario titolo – articoli e documenti, visibili a tutti.

Troisi scrive durante la costruzione dell’emiciclo di cemento, mentre, oggi, il Crescent domina Salerno e, sicuramente, non eguaglia per bellezza e storia Largo di Palazzo a Napoli (in italiano, si legga, oggi, Piazza del Falso Plebiscito): “La piazza dei desideri e dei sogni“, più grande di quest’ultima, non realizza l’antico sogno di supremazia di Salerno su Napoli.

Ma l’amministrazione non si arrende: il sogno deve continuare. 

Se svanisce quello legato al Crescent, nasce quello legato alle Luci d’Artista, che richiameranno – in periodico pellegrinaggio – turisti attratti dalla smisurata pubblicità.

Ma può la storia di Salerno ridursi alla disillusione del Crescent e all’illusione delle luminarie?

Nemmeno queste ultime hanno realizzato il sogno salernitano di supremazia: le Luci d’Artista  mancano del calore e della tradizione, che caratterizzano i secolari pastori di San Gregorio Armeno.

Salerno merita di più.

Salerno non è Napoli e mai lo sarà, ha origini e identità diverse sulle quali dovrà costruire. Non si importano identità e storia.

Il progetto del Crescent, di dubbia ispirazione europea, non è adatto e non è stato adattato alla natura del luogo, non rispecchia la storia della città e non riproduce la filosofia degli abitanti.

Un progetto dovrebbe avere anche valenza profetica: durare nel futuro, non rimanere macerie. Il Crescent resterà soltanto una “brutta grande muraglia”.

Crescent e Luci d’Artista possono evocare i sogni di una Mezzaluna e lo scintillio di luci da “Mille e una notte“?

Forse, solo nel buio pensiero di chi li ha voluti.

Annamaria Nazzaro

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OGGI

“SI” E “NO” CONTO ALLA ROVESCIA ” – “Si rompe la gabbia del pensiero unico” – “La grande muraglia nel porto di Salerno”  –  e altro [ “AZ.” – 18.11.’16 ]
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DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK [ da : COSENZA ]
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( . . . )la foto di Comitato per il NO.
( . . . )

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Comitato per il NO

· 

Esiste tra la legge Renzi-Boschi e gli statuti speciali un contrasto paradossale: il senatore deve necessariamente essere un consigliere, ma il consigliere delle regioni a statuto speciale non può essere senatore. Ed ecco la fregatura!#referendumcostituzionale #iovotono

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REFERENDUM 4 DICEMBRE 2016

“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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VERSO IL 4 DICEMBRE DELLA LIBERAZIONE
Risultati immagini per la postazione telematica della libertà azimut 

 [ PER IL “NO” –  “AZ.” – 18.11.’16 ]
“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
PER 

 L’ITALIA LIBERA E SOVRANA !

FINE INTERVENTO

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