SPECIALE DONALD TRUMP SECOLO d’ITALIA – ASSOCIAZIONE AZIMUT


SPECIALE DONALD TRUMP SECOLO d’ITALIA – ASSOCIAZIONE AZIMUT

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SPECIALE DONALD TRUMP SECOLO d’ITALIA – ASSOCIAZIONE AZIMUT [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 10.11.2016 ]
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Melania Trump è la first lady più sexy della storia Usa, nonostante le gaffe e le foto in cui posò nuda L’AMERICA DIVERSA – la lezione statunitense
Speciale Donald Trump

Secolo d’Italia – Associazione Azimut

[ “Azimut-NewsLetter” : 10.11.2016 ]
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COME, IN ILLO TEMPORE, IN ITALIA
ULTIME DAL WEB – QUESTO FILM L’ABBIAMO GIA’ VISTO [ “AZIMUT” ]
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COME, IN ILLO TEMPORE, IN ITALIA…..

( . . . ) – Decine di migliaia di persone al grido di ‘Not My President’ sono scese in strada in tutti gli Stati Uniti per protestare contro l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Le due manifestazioni piu’ imponenti a New York e Chicago. Almeno 30 persone sono state arrestate a Manhattan dove si e’ svolta una imponente manifestazione contro Donald Trump. In migliaia, nonostante la pioggia, si sono radunati a Union Square e hannno poi sfilato verso Midtown fino alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth Avenue , dove si trova l’abitazione del nuovo presidente Usa. Paralizzato per ore il traffico nella zona.Tensione ed arresti anche a Columbus Circle, all’ingresso Nord di Central Park, dove si trova il grattacielo del Trump Hotel. Tutta l’area dove si trova la residenza del nuovo presidente, uno dei cuori pulsanti dello shopping e del turismo a Manhattan, e’ blindatisssima. I voli sopra la zona sono stati vietati. L’isolato della Trump Tower e’ circondato da camion ‘anti-bomba’ pieni di sabbia e da decine di agenti alcuni in tenuta antisommossa. Questi ultimi presidiano anche l’ingresso della residenza della famiglia Trump. Tra gli slogan cantati dalla folla di manifestanti ‘Not my President’ e “Hey Hey Ho Ho Donald Trump has to go’.Ma proteste anche a Seattle, Portland, Oakland, San Francisco, Los Angeles, Boston, Filadelfia, Detroit, Austin. Davanti alla Casa Bianca a Washington una folla di persone si e’ riunita per esprimere tutta la propria rabbia e frustrazione per la sconfitta di Hillary Cinton, invocando anche il nome di Barack Obama. ( . . . )

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Hanno eletto il "pifferaio" perché odiano la casta e sono più poveri. Travolto il clan Obama-Clinton Le borse crollano perchè il Big Money ha paura di lui. L'America della finanza è sotto choc ( foto )
La cantonata di Lerner: "Andate a dormire tranquilli, ha vinto Hillary". Poi ammette: "Non ho capito nulla"  Lerner e Renzi
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I due di repubblikas e Fontana del Corsera
NON PIANGE SOLO LA COPPIA USA. – LA VITTORIA E I VEDOVI INCONSOLABILI, ALLA LERNER E COME I SOLITI NOTI “BORSAIOLI”…..SEGUONO A RUOTA IL PREMIERINO, I PUNTELLATORI E I DIRECTOR DEI FOGLI ALLA TOPOLINO…..
 
“…per l’Italia foriero di un bel NO! per il 4 dicembre p.v. che mandi a casa il logorrico prestidigiatore Matteo e tutta la sua congrega di belle (si fà per dire) figlioccie, insieme a lo Re tutt’ora presente….” ( da messaggio ricevuto )

L’oro di Napoli – eduardo de filippo – ‘o pernacchio – YouTube

02 nov 2006 – Caricato da aktarus2

eduardo de filippo alias don ersilio, mostra come si fa un pernacchio nel film l’oro di napoli, di …

 
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OGGI : ANTEPRIMA DI WEB ( SERVIZIO TRA BREVE IN RETE )
Speciale Donald Trump
Thu, 10 Nov 2016 
Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
associazioneazimut@tiscali.it
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Secolo d’Italia 
Trump presidente degli Usa, una pernacchia ai super ricchi di sinistra

Trump presidente degli Usa, una pernacchia ai super ricchi di sinistra

mercoledì 9 novembre 2016

L’impossibile, l’imprevedibile è accaduto. Donald Trump contro tutte le previsioni, tutti i sondaggi, tutte le analisi è stato eletto a furor di popolo presidente degli Stati Uniti. Non di misura ma con milioni di voti di vantaggio. La superfavorita, l’ antipaticissima e gettonatissima Hillary Clinton battuta sonoramente e con lei tutti gli scienziati del politicamente corretto, della nuova sinistra dei super ricchi e super poveri, degli intellettuali a la pagé, tutti sconfessati dagli elettori. Direi che la battuta migliore l’ha fatta il capo dello staff elettorale della Clinton, Podesta, di fronte ai sostenitori in attesa di una rimonta irrealizzabile: «Andate a casa, ne parliamo domani!».

Trump e la sconfitta dei presuntuosi

È accaduto quello che era accaduto poco prima in Gran Bretagna con il referendum sull’uscita dall’Europa, cioè la gente che non straparla, che non pontifica, ma che lavora e vorrebbe una società giusta sconfessa una classe dirigente presuntuosa, saccente, che crede di capire tutto e di avere sempre la verità in tasca e invece disastra la società che gli altri costruiscono con fatica ogni giorno. È finito un ciclo, ma prima che in politica nel profondo dell’opinione pubblica. È gratificante osservare a posteriori i furbi di tutto il mondo che erano corsi a farsi benedire da Obama e farsi ingraziare la Clinton, data vincente su tutte le ruote. Renzi capofila che a questo punto inizio a pensare che porti male. Ha comprato una pagina a pagamento sul Financial Times per dire No alla Brexit, è corso a Washington per perorare la causa della Clinton ed ha fatto esporre l’ambasciatore americano a Roma per sostenere il SI al referendum costituzionale in Italia. A Londra ha vinto il Sì, la Clinton è stata battuta e probabilmente quando si voterà il 4 dicembre Phillipps non avrà più le prerogative per rappresentare l’America e in gennaio sarà sostituito da un repubblicano. Però dobbiamo capire cosa passa nel cervello dei perdenti. Alla notizia che Trump vinceva una giovane sostenitrice della Clinton in lacrime nel quartier generale dei democratici telefonando alla sorella ha urlato:«È una follia!». Esattamente questa è la testa del mondo di riferimento dei democratici e dei progressisti di ovunque e quindi anche in Europa e in particolare in Italia. Tutto ciò che non rientra nel loro pensiero è folle. E invece, se fossero loro a non avere più senso di realtà e di critica, che sono gli elementi con cui in psichiatria si fa diagnosi di normalità? Se fossero loro ad aver perso la consapevolezza di come va il mondo e di quello che pensano le persone “normali” e non i “fenomeni” che loro idealizzano, ma che sono estranei al sentire popolare. Riflettiamoci: tutte le pop star, gli intellettualoni, i geni, i giornalini e il sistema mediatico, i miliardari con il cuore a sinistra ma con il portafoglio saldamente a destra, tutti a tifare la sinistra. Invece agricoltori e operai, impiegati e ceto medio, piccoli industriali ed artigiani, commercianti e pensionati e soprattutto tanti giovani, a destra. È il preannuncio della svolta epocale dei prossimi decenni. Madonna si rassegni e non potrà fare sesso orale per gratificazione politica, ma solo per personale godimento. Vedo già il trionfo del massimo del ludibrio, Trump che in primavera andrà a stringere la mano a Putin creando nuove relazioni con la Russia Europea e occidentale, chiudendo l’artificiosa “questione” Ucraina, seppellendo la politica disastrosa delle primavere arabe, che tanto male ha fatto all’Occidente e migliaia di morti tra i mussulmani, la riabilitazione di Assad in Siria e tanto altro. Oggi è un buongiorno per la Destra, ma la Destra italiana deve farne tesoro. I tempi sono corti perché il 4 dicembre c’è il referendum per liquidare Renzi e le elezioni politiche ordinarie sono nella primavera 2018, ma potrebbero anche essere anticipate al 2017.

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Associazione Azimut – Napoli ( team azimut online )

L’AMERICA DIVERSA – VINCE DONALD TRUMP
[ “AZIMUT” – NAPOLI ] – [ “AZ.” – 9.11.’16 ] – ATTILA ALLE PORTE NON E’ TRUMP Arturo Stenio Vuono*  Il quarantacinquesimo presidente Usa è il Donald che prevale su tutto e tutti, il braccio di ferro  che non è più tra la sinistra e la destra,  è la novità che irrompe anche in America. Il futuribile è tutto nel segno dello  scontro tra democratici e populisti, la battaglia  che già si gioca nel nostro vecchio continente;la lezione statunitense è la conferma che dovremo fare i conti con la realtà  di due fronti che  andranno a sostituire  la contrapposizione del passato..Destra e Sinistra, superate? Certo che sì, da come li abbiamo conosciute e condivise, e da come li avevamo sperate; è il risultato d’una disarticolazione di tutto il pregresso, ci impone la revisione di ogni e qualsiasi convinzione e di far presto a  bruciarci tutti i vascelli alle spalle. Il populismo, checchè se ne dica,  è una risposta legittima, con tutti i popoli ormai distanti miliardi anni luce dalle vecchie nomenklature, che si rivela come la nuova alternativa; e il Trump, non più il solitario, che non è l’Attila alle porte  l’ha ottimamente incarnata e ben presentata a tutti gli americani. Si profila, ora, come l’unicum globale delle nazionalità avverso l’impoverimento generale, l’immigrazione indotta e indiscriminata, l’esportazione della democrazia al suon di bombe, le compiacenze verso il terrorismo, l’ostilità alla nuova Russia di Putin  e di tutte  le decadenze in genere;trova una sponda, oltreoceano, si rafforza il trasversalismo che s’ispira al cambiamento radicale.Un viatico per tutti quelli che, da noi e in Europa, hanno da tempo scelto di reagire allo scempio della triade prepotente di Ue,  Bce, Fmi.  Come in America, dunque, ben venga, nel nostro Belpaese,  chi se ne farà lo strumento e sceglierà la luce dell’avvenire; per l’oggi, oggettivamente, quel che si muove alla sinistra della sinistra finisce per essere solo un parafulmine, quel che non è di sinistra e non di destra, come iil grillismo della rete, soltanto uno sfogatoio e il muro del pianto che assorbe e metabolizza la protesta; purtroppo forme sterili che non potranno determinare nulla; sull’altro versante, in verità, l’appuntamento che ancora tarda, di centro destra, o di destra, di non stazionare più in mezzo al guado.Fate presto.* presidente Associazione “Azimut” – Napoli 
Giancarlantonio Olivieri *
9-nov-2016
Un pò di luce

Ormai nemmeno “l’officina degli imbroglioni” potrà più dare agli americani ed al mondo Hilary Clinton,credo che di questo siano addolorati e molto Al Bagdadhi e tutto l’Isis, la RAI, con Repubblica,il Corrierone, tutti i componenti la grandere agenzia di propanganda della Clinton,qual’era diventata negli ultimi tempi l’Italia di Renzi insieme a tutta la congrega del pensiero “democratico” mondiale che poi di democratico non ha un bel niente.Vedrete che andrà tutto megtlio di quanto é andata fino ad ora, in particolare non ci saranno guerre, in quelle sono specialisti i presidenti democratici e la Clinton sia pure solamente da semplice ministro non ha scherzato, chissà cosa avrebbe fatto da presidente non c’é che dire l’abbiamo scampata bella.Perciò auguri  a tutto il mondo, mi auguro anzi son quasi certo che questo sia per l’Italia foriero di un bel NO! per il 4 dicembre p.v. che mandi a casa il logorrico prestidigiatore Matteo e tutta la sua congrega di belle (si fà per dire) figlioccie, insieme a lo Re tutt’ora presente.
 *( dalla redazione delle Calabrie – Cosenza )

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GLI ARTICOLI – Secolo d’Italia
 
La vittoria di Trump? Solo il “Secolo” e Dagospia c’hanno sempre creduto

La vittoria di Trump? Solo il ��Secolo” e Dagospia c’hanno sempre creduto

mercoledì 9 novembre 2016

Solo il Secolo d’Italia l’ha detto da subito: Donald Trump ce la può fare! Il riporto biondo fa impazzire il mondo, fu uno dei primissimi pezzi apparsi sul nostro sito. Solo noi e Dagospia, per l’esattezza. Solo noi a dire e scrivere che non era un bluff, non un fenomeno da baraccone, non un idiota ignorante e pieno di soldi colui che correva per la Casa Bianca contro financo il suo stesso partito. Gli altri, tutti gli altri avevano granitiche ed esclusive certezze. Qualche dubbio, qua e là, lo si leggeva pure. Ma messo sempre in disparte, in breve, quasi nascosto. Quasi a scusarsi. Poi solo certezze. Magnifiche e progressive, a sinistra. La volontà del Fato, a destra. Noi del Secolo d’Italia, invece, il dubbio l’abbiamo espresso prima e argomentato poi. L’abbiamo ragionato e spiegato ai nostri lettori. Abbiamo cioè cercato di fare il nostro dovere: sollecitare la riflessione di chi ci legge, non dargli verità precostruite. Del resto era chiaro come stavano le cose. I manovratori avevano già tutto e bello che deciso: Donald Trump era soltanto un becero, stupido intoppo. Uno che sarebbe stato spazzato dalla prima presidente donna della Storia Usa. Addirittura ci si è spinti a spiegare che Trump era quasi quasi stato voluto, costruito ad arte, per rendere ancor più facile ed eclatante il successo della Clinton. Perciò tutti stavano con Hillary e con i sondaggi che la davano perennemente avanti. Tutti tranne noi del Secolo d’Italia e Dagospia. Tutti erano assolutamente certi. Tutti consapevoli e contenti. E se solo provavi a far balenare un’ipotesi, una possibilità, un dubbio erano levate di spalle e risate di scherno. I sondaggi, i numeri, il trend, gli opinionisti tipo Gad Lerner (che ieri sera twittava di stare tranquilli e dormire bene perchè al risveglio ci sarebbe stata Hillary alla Casa Bianca!): è una montagna di banalità più alta dell’Everest quella che ci siamo sorbiti! Mentre l’America profonda si accingeva a dare al suoestablishment una lezione che ci auguriamo definitiva, qui in Italia imperava il pensiero unico: Hillary forever! Cosicchè stamane, alle prime luci dell’alba, con l’arrivo dei dati ufficiali, abbiamo creduto di provare la stessa illuminazione che ebbe il ragionier Fantozzi all’ennesima replica della “Corazzata Potemkin“. Quei sondaggi, quelle certezze altro non erano che «Una cagata pazzesca!».

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Putin “brinda” a Trump: «Siamo pronti a ripristinare i rapporti con gli Usa»

Putin “brinda” a Trump: «Siamo pronti a ripristinare i rapporti con gli Usa»

mercoledì 9 novembre 2016 

La strada è segnata. Gli “sconfitti” dalla vittoria di Trump dovranno farsene una ragione: il “ponte” che Donald Trump intende ripristinare con Mosca è nell’ordine delle cose, il suo “feeling” con Mosca sarà un delle novità di cui le cancellerie internazionali dovranno prendere atto. Dovranno farsene una ragione i supporter nostrani delle sanzioni a Mosca e delle politiche anti- Putin. Uno dei primi telegrammi ad arrivare a risultato acquisito al neo eletto presidente Usa è stato infatti quello di i Vladimir Putin. Nel testo si è «congratulato» con Donald Trump per la vittoria augurandosi presto una svolta e che i «rapporti russo-americani possano uscire dalla crisi». Il presidente russo Putin si dice «sicuro» che il dialogo fra Mosca e Washington, basati sul rispetto reciproco, rispondano «agli interessi dei due Paesi».

Putin: «La Russia è pronta a fare la sua parte»

Del resto, il programma di Trump quando ancora era solo un candidato alla Casa Bianca, era chiarissimo, ricorda il presidente russo. «Abbiamo sentito le dichiarazioni elettorali dell’allora candidato Donald Trump mirate a ripristinare i rapporti fra la Russia e gli Usa. Noi capiamo e ci rendiamo conto che sarà un percorso difficile, dato il deterioramento in cui si trovano le nostre relazioni. La Russia è pronta a far la sua parte e desidera ricostruire i rapporti a pieno titolo con gli Usa. Così Vladimir Putin, anche se, in ossequio al  protocollo, il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, si affretta a chiarire il Cremlino non «cercherà contatti» con Trump nei prossimi mesi ma continuerà «a cercare di lavorare con l’amministrazione Obama».

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Trump, una valanga che né De Niro né Madonna sono riusciti a fermare

Trump, una valanga che né De Niro né Madonna sono riusciti a fermare

mercoledì 9 novembre 2016 

Donald Trump ha vinto a valanga. E così è apparso ai suoi dopo una attesa carica di suspence. Con tutta la famiglia e tutto lo staf al seguito. Mentre nella grande sala dell’hotelHilton si irradia la melodia scritta da Jerry Goldsmith per il film “Air Force One“. È  la musica che ha accompagnato l’incedere del nuovo presidente degli Stati Uniti. il 45esimo presidente. Donald Trump non si è smentito: ha usato toni morbidi, ha concesso l’onore della armi alla rivale sconfitta e ringraziato tutti i suoi che l’hanno sostenuto. Ma ha usato il “noi” per marcare la differenza e ringraziare tutti i supporters. Per la prima volta, un presidente eletto ha ringraziato anche gli “indipendenti”. Al primo posto. Ha detto Trump: “Grazie agli indipendenti, ai democratici e ai repubblicani…cercherò di essre il Presidente di tutti”. Nessuno l’ha notato qui in Italia, ma è già stata questa una bella differenza. Perchè Trump sa perfettamente di avere avuto il voto degli indipendenti più di ogni altro aspirante presidente prima di lui. Sa di aver convinto larghe fette di elettorato agnostico, non schierato. Sa di aver prodotto – con poche, ma chiare parole d’ordine – una vera valanga di consensi. Una valanga che da granellino s’è fatta enorme ed inarrestabile. Ed è precipitata addosso all’establishment liberal e conservatore, sotterrandolo. Una valanga che né i cazzotti promessi da De Niro né i pompini promessi da Madonna sono riusciti a fermare.

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Usa 2016, Trump vs Hillary: la lunga notte elettorale in tre minuti (video)

mercoledì 9 novembre 2016 

Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Al termine dell’election day (la lunga notte elettorale) i repubblicani mantengono inoltre il controllo di Camera e Senato al Congresso. Hillary Clinton ammette la disfatta e chiama iltycoon, riconoscendogli la vittoria. I mercati reagiscono e Trump rimedia lanciando messaggi rassicuranti. Poi, alla platea americana, agli occhi di tutto il mondo promette: «Sarò il presidente di tutti gli americani… Cercheremo alleanze, non conflitti, nel mondo», rassicura il neo-presidente sottolineando che gli Stati Uniti «andranno d’accordo con tutti coloro che vorranno andare d’accordo con noi».

Usa 2016, la lunga notte elettorale in tre minuti

Poi la parola passa a Mike Pence, il candidato alla vice presidenza di Trump che, salendo sul palco allestito all’Hilton con la famiglia del tycoon, commenta: «È una notte storica. Gli americani hanno parlato e hanno eletto il loro campione». Sulla sponda opposta, diametralmente agli antipodi, l’atmosfera tra i fan della Clinton che hanno lasciato il Javits Center tra le lacrime è cupa, grigia, e il leitmotiv che ripetono gli interpellati dalle varie tv locali e non è sempre lo stesso: «Andate a casa, non avremo niente da dire stasera». E a ribadirlo, una volta per tutte, alla fine interviene anche John Podesta, il manager della campagna di Hillary. Una lunga notte elettorale, quella appena trascorsa al di là dell’oceano. Una notte di competizione e di speranze, che ha visto Trump trionfare, i Clinton incassare la delusione, e l’America scegliere il cambiamento: un video (postato in apertura) ne riassume i passaggi salienti in appena 3 minuti.

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Inno Due Sicilie – YouTube

16 feb 2008 – Caricato da Lega Sud Ausonia

Inno delle Due Sicilie. … Inno Due Sicilie. Lega Sud Ausonia. Subscribe SubscribedUnsubscribe …

 
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Associazione Azimut, Naples, Italy.
 
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REFERENDUM 4 DICEMBRE 2016AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI 
Associazione Azimut, Naples, Italy.
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
“NO”
 
azimutassociazione@libero.it
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an.arenella@libero.it
massimovuono@libero.it
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Speciale Donald Trump

Secolo d’Italia – Associazione Azimut

[ “Azimut-NewsLetter” : 10.11.2016 ]
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