CUBA DENTRO E FUORI C’E’ CHI INNEGGIA E PIANGE E CHI FA FESTA – UN 4 DICEMBRE PER AUSTRIA E ITALIA – E ALTRE NEWS


CUBA DENTRO E FUORI C’E’ CHI INNEGGIA E PIANGE E CHI FA FESTA – UN 4 DICEMBRE PER AUSTRIA E ITALIA – E ALTRE NEWS 

CUBA DENTRO E FUORI C’E’ CHI INNEGGIA E PIANGE E CHI FA FESTA – UN 4 DICEMBRE PER AUSTRIA E ITALIA – E ALTRE NEWS 
[ “AZ.” – 26.11.’16 ]
[ anteprima di web – servizio tra breve in rete ]
indexREFERENDUM  4 DICEMBRE 2016
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IN COPERTINA
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( . . . . ) – la foto / . . . )
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L’ARTICOLO CHE SMASCHERA I PREDATORI E GLI AFFAMATORI…..
[ da  il :<< “Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >>
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Inflazione, deflazione e vasi di coccio

Opinionista: 

Pietro Lignola

Cari amici lettori, questa settimana la cronaca non fornisce alcun fatto abbastanza rilevante da richiedere un immediato commento. Ne approfitto per gettare sul tappeto un argomento che da molto tempo mi sta sullo stomaco: inflazione e deflazione. Qualcuno di voi starà pensando: ma cosa ne capisce quello di problemi, che soltanto professoroni esperti di economia sono in grado di affrontare? Quel qualcuno ha perfettamente ragione: io non so proprio nulla di economia. Anzi, non so nulla di questo come di qualsiasi altro argomento. Come disse più di duemila anni fa un tale che ne sapeva molto più di me: unum scio, nullum scio. Vale a dire, in lingua italiana, “io so una cosa sola: che non so nulla”. Non sono quindi in grado di competere con i tanti tuttologi che, appunto perché sanno tutto, ci dicono, attraverso i media più diffusi, che dall’inflazione dei decenni passati siamo entrati in una fase deflattiva e che se, la tendenza non s’inverte, sarà un disastro. Tuttavia, da ignorantissimo uomo della strada, vorrei sforzarmi, insieme a voi, di capirci qualcosa. L’inflazione è “l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un dato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta”. Facciamo un esempio. Nel 1944, verso la fine del tempo di guerra, mio padre tornò a casa sconvolto perché aveva comprato una cassetta di mele (qualcosa bisognava pur mangiare), pagando ben cinque lire, cioè mezza lira al chilo. Oggi, in un qualsiasi supermercato, un chilo di mele (che non sono, però, le vere annurche di allora, crocchianti alla pressione delle dita) costa al minimo un euro e cinquanta, corrispondente a quasi tremila delle vecchie lire. Il prezzo delle mele, quindi, è aumentato negli ultimi settant’anni di ben seimila volte. Ora, com’è ovvio, l’aumento dei prezzi comporta la riduzione dei beni e dei servizi acquistabili con ogni unità monetaria (ossia con una lira o con un euro). L’inflazione comporta pertanto, a redditi immutati, un’erosione del potere d’acquisto dei consumatori. Per salvare i consumatori, sarebbe allora necessario che i redditi crescessero nella stessa misura dei prezzi. Questo è possibile, in una certa misura, per quei cittadini che, esercitando una professione liberale o un commercio, sono in grado di determinare autonomamente una crescita delle proprie entrate, innalzando il livello dei prezzi o dei compensi percepiti. Non è possibile, invece, per chi ha un reddito fisso, come i pensionati e i lavoratori dipendenti. Costoro, a causa dell’inflazione, vanno incontro a un sicuro depauperamento. Essi, ahinoi, sono come i vasi di coccio fra quelli di ferro. La deflazione, al contrario, è una diminuzione del livello generale dei prezzi. Gli “esperti” sostengono che “la deflazione è il vero pericolo dell’economia europea, e italiana il particolare”. Essi precisano che “il tasso d’inflazione dell’Europa a 17 è pari allo 0,2%, quando invece il livello ottimale si aggira intorno al 2%”. Orribile a dirsi, in Italia il mese scorso c’è stata una deflazione dello 0,1%! Un bel po’ di differenza con il 60.000% dell’inflazione dal 1944 a oggi! Debbo dire la verità: io non mi sono accorto di un calo dei prezzi; il settore pubblico, anzi, si è dato da fare aumentando tasse (anche se Renzi continua a dire che le diminuisce), bollette energetiche, premi assicurativi, tariffe autostradali e via dicendo. In ogni modo, ciò che gli esperti temono è una riduzione della domanda, con conseguente calo della produzione e aumento della disoccupazione. Io sospetto che ci prendano in giro. La diminuzione della domanda consegue al depauperamento della grande maggioranza dei cittadini, quello che, in parole poverissime, viene espresso come la sempre maggiore difficoltà di arrivare alla fine del mese; non già, come dicevano gli economisti, a una maggiore disposizione al risparmio. È vero che abbiamo molti disoccupati. Come si spiega, però, che ci sono innumerevoli offerte di lavoro lasciate senza risposta? Come si spiega che, secondo taluni “esperti”, avremmo bisogno dell’immigrazione perché siamo a corto di “forze lavoro”? Qualcuno mi potrebbe spiegare come l’Italia si salvò dalla crisi del 1929 con la famosa “quota novanta” che, all’epoca, fu studiata e ammirata dagli studiosi di tutto il mondo? Per chi non lo sapesse, la quota novanta era il rapporto da non modificare fra il valore della lira e quello della sterlina, che il governo realizzò riducendo redditi e prezzi, vale a dire con la deflazione. La causa primaria dell’inflazione è il consumismo, ossia la produzione d’immense quantità di beni superflui, dei quali la suggestione pubblicitaria impone il consumo. Aggiungete l’immenso divario fra costi di produzione e prezzi al consumo, determinati da una mostruosa intermediazione parassitaria. Aggiungete le smisurate ruberie del settore pubblico e la famelica avidità delle multinazionali e vi renderete conto del perché tante persone un tempo agiate vanno a mangiare nelle mense parrocchiali. Ci vogliamo mettere anche l’inflazione galoppante, come quella che ha ridotto alla fame molti popoli in America e negli altri continenti (ricordate la repubblica di Weimar, che aprì la strada al nazismo?), soltanto per consolare gli “esperti” di economia che hanno a cuore interessi multimiliardari? Oltre che, ovviamente, perché continuino a crescere senza limiti la ricchezza e il potere dei padroni del mondo? Io, nella mia assoluta ignoranza, non sono d’accordo. E voi?

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C U B A [ DENTRO E FUORI ]

Reactions in Havana after Castro's death © EPA CHI INNEGGIA E PIANGE

"Fidel è morto", la foto della salma. Il video-annuncio del fratello

E CHI FA FESTA

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: Fidel è morto e Bergoglio non si sente tanto bene
Date: Sat, 26 Nov 2016 11:56:22 +0000
From: Giancarlo Lehner <giancarlolehner@hotmail.com>
To:  ( . . . )

Sepolto l’islamista Obama, sperduta la Clinton, liberatosi un posto all’Inferno per Fidel, andato a male il raccolto di foglie di coca, Bergoglio, così, non si sente tanto bene.

Giancarlo Lehner

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[ Dal web ] – ( . . . ) -Il dolore di Papa Francesco: “Triste notizia” – “Nel ricevere la triste notizia della scomparsa del suo caro fratello, l’eccellentissimo signor Fidel Alejandro Castro Ruz, ex presidente del Consiglio di Stato e del governo della Repubblica di Cuba, esprimo i miei sentimenti di dolore a vostra eccellenza e agli altri familiari del defunto dignitario, così come al governo e al popolo di codesta amata nazione”. E’ quanto afferma papa Francesco nel telegramma di cordoglio per la morte di Fidel Castro, inviato al fratello e attuale presidente Raul Castro. – ( … )

Il ministro Gentiloni su Twitter: “Si chiude una pagina grande e drammatica del Novecento. Vicini al popolo cubano che guarda al futuro”.

Mattarella: ”Protagonista della vita del mondo” – “Ho appreso con profonda tristezza della scomparsa di Fidel Castro Ruz, un protagonista della storia del suo paese e della vita del mondo”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri di Cuba, Raul Castro Ruz. “Nel corso degli ultimi anni, seppur lontano dalla politica attiva, egli non ha mancato di far sentire con decisione la sua voce su tematiche globali di grande rilievo e attualità, ad iniziare da quelle ambientali”, ( . . . )

Trump, Fidel Castro è stato un dittatore brutale – “Oggi il mondo segna la scomparsa di un dittatore brutale che ha oppresso il suo popolo per quasi sei decenni”: si legge in un comunicato diffuso dal presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump in reazione alla scomparsa di Fidel Castro. “Mentre Cuba rimane un’isola totalitaria, è nelle mie speranze che la giornata di oggi segni il suo distacco dagli orrori sopportati troppo a lungo e verso un futuro in cui il magnifico popolo cubano viva finalmente nella libertà che merita” ( . . . )

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TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA”

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Elogio dell’intolleranza: cosa sarebbe accaduto senza il politically correct

Elogio dell’intolleranza: cosa sarebbe accaduto senza il politically correct

venerdì 25 novembre 2016 

Il secolo scorso, il ‘900, dopo la catastrofe umanitaria conseguente alle due guerre mondiali, si è caratterizzato in tutta la sua seconda parte per la conquista della tolleranza e del garantismo ad ogni costo. Questo è stato il pensiero prevalente di tutte le aree culturali, qualunque fosse la loro radice. Così che il diffondersi dell’idea di tolleranza ha reso spavaldi tutti gli intolleranti e soprattutto ha fatto crescere smisuratamente e ha protetto le culture ed i movimenti a forte aggressività, a cui ha dato la massima garanzia di azione.

La tolleranza verso le Primavere arabe

Probabilmente una impostazione diversa, più severa, non avrebbe fatto crescere il terrorismo, l’Isis e avrebbe risparmiato migliaia di morti in tutto il mondo, a cominciare dai cittadini americani uccisi nell’attentato delle due Torri per finire ai tragici fatti di Parigi e Bruxelles. La tolleranza verso i movimenti delle cosiddette Primavere Arabe, ma anche dei comportamenti migratori selvaggi ed interni negli Stati ad elevato benessere e struttura sociale, ha minato la relazione stessa di convivenza tra le persone. Ma la vulgata diffusa è che sia ragionevole comportarsi così. Questa è l’altra faccia della tragedia, anche umanitaria. Non scomodiamo l’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam, per sostenere “l’insostenibile”, che però è assolutamente vero, ma guardiamo in faccia alle cose come realmente stanno.

L’evoluzione dei regimi totalitari

L’estrema tolleranza verso uno Stato o un Movimento politico aggressivo determinano dinamiche che sfoceranno presto in un conflitto. Ne è stato un esempio l’evoluzione dei regimi totalitari nel primo dopo-guerra europeo. Se ci fosse stato minore tolleranza, allora forse sarebbe stato un bene per tutti, sia per quelli che tolleravano troppo e subivano che per quelli che invece osavano troppo e imponevano, con conseguenze fatali. L’estremo garantismo nei confronti di criminali, malfattori o semplicemente sopraffattori conduce al delitto, si tratti esso di spacciatori, poichè viene tolleraro l’uso delle sostanze, o protettori, poichè viene garantito l’esercizio pubblico della prostituzione, o venditori abusivi poichè vengono loro garantiti sovrabbondanti spazi di guadagno con l’illegalità diffusa ed i marchi contraffatti. E l’azione criminosa impunita a lungo, ad “inizio carriera”, determina la crescita del pregiudicato incallito che alla fine compirà azioni criminali eclatanti. Che dire allora dei migliaia di mafiosi e camorristi, pluri-arrestati che vengono immediatamente scarcerati e rimessi in libertà per agire nuovamente e con più esperienza. Che dire di centinaia di migliaia di immigrati clandestini che vengono lasciati allo sbando e necessariamente per vivere devono delinquere in modo quotidiano e diffuso, determinando il degrado complessivo del vivere sociale, quando magari non intenzionalmente arrivano al ferimento e all’omicidio, spesso anche di loro simili. Che dire dei comportamenti intollerabili di violenza, di fidanzati, mariti ed ex mariti verso le donne, o di genitori violenti verso i figli, o di figli violenti verso i loro genitori o fratelli. Tutti casi conosciuti e più volte segnalati ma che vengono lasciati fino all’estremo alle loro prevedibilissime e talvolta drammatiche conclusioni. E’ possibile che uno ruba a manbassa, truffa, rapina, ferisce, uccide e poi torna libero poco dopo magari per la teoria del “perdono” senza limiti e della “misericordia”. Anche se da sempre le Sacre Scritture prevedevano anche il castigo.

Le conseguenze degli atti tollerati

La prima parte di questo nuovo secolo è tutta segnata dalle conseguenze degli atti tollerati, l’alba del nuovo millennio si apre proprio nel 2001 con l’attentato alle due Torri e con i suoi 4 mila morti, vittime di una banda di terroristi islamici, ma ancora di più della cultura tollerante. E di lì a seguire. I prossimi anni invece saranno caratterizzati dalla reazione dei tolleranti che non ne possono già più dei cattivi comportamenti tollerati. Faccio un esempio piccolo ma significativo. La tolleranza nei confronti dei campi rom e degli extra-comunitari, prevalentemente clandestini, intorno alla periferia di Roma ha determinato la necessità di rifare gli interi impianti elettrici e di illuminazione sul raccordo anulare. Spesa per l’Anas di 16 milioni di euro per lavori in corso e 9 milioni di euro da stanziare per completare le opere. Questo perchè nel corso degli ultimi tempi sono stati completamente asportati il rame e le condotte della rete elettrica, con un ricavo per i criminali valutato intorno ai 5 milioni di euro ma con un danno alle casse pubbliche di 25 milioni che sarebbero potuti servire per sostenere imprese o nuove opere pubbliche di tipo sociale quali manutenzioni alle scuole, rivoveri per anziani, case popolari. Va bene tutto questo? Per gli intellettuali ed i cultori del politicamente corretto si, per i cittadini onesti e per bene, per gli umili lavoratori, per le persone in difficoltà economiche certamente no. E’ tollerabile la difesa solo dei diritti finanziari, delle Banche, dei diritti speculativi, della concorrenza o non hanno più diritti i popoli, i ceti medi, i lavoratori precari e le fasce deboli? E’ più importante rispettare le regole dei bilanci degli Stati o la sostanza della qualità della vita delle persone? E nella scomposizione delle categorie politiche e culturali è più importante la politica della rappresentanza o la politica delle burocrazie e dell’elite culturali, intellettuali, dello spettacolo, degli affari e dei mezzi di comunicazione? Per noi di Destra la risposta è scontata, siamo con i popoli contro il dominio di manipolatori dei sistemi economici, politici e culturali. Meglio Putin e Trump con i loro comportamenti politicamente scorretti e disinvolti piuttosto che l’ipocrisia dei vari coniugi Clinton, Obama, Hollande, Merkel, Junker, Renzi e bella compagnia.

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FATTI & MISFATTI
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L’AFFONDO Salvini accusa la Serracchiani: “Voi avete salvato i banchieri e rovinato gli italiani” Salvini accusa la Serracchiani: “Voi avete salvato i banchieri e rovinato gli italiani”
———————————————————————————————————- IL VIDEO – LINK ( clicca sul testo e ascolta ) ————————————————–
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La7

Matteo Salvini risponde a Debora Serracchiani sul decreto Salva Banche: “Chieda alla sua amichetta Maria Elena Boschi cosa faceva il papà con i risparmi di Banca Etruria!”

25 novembre 2016 

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TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA”

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Rampelli: «La sinistra al caviale di Capalbio la spunta laddove le borgate falliscono»

Rampelli: «La sinistra al caviale di Capalbio la spunta laddove le borgate falliscono»

giovedì 24 novembre 2016 

Maledetta ipocrisia. Il caso Capalbio con lo stop ai migranti suscita l’amarezza e il sarcasmo del mondo politico. «La “sinistra al caviale” di Capalbio è riuscita laddove ha fallito il popolo delle borgate: bloccare l’arrivo dei profughi che avrebbe arrecato disdoro ai circoli esclusivi sempre più frequentati dagli eredi del partito comunista. Ora ci aspettiamo che il sindaco Pd di Capalbio, congiuntamente con Giorgio Napolitano, Claudio Petruccioli, Giuliano Amato, Achille Occhetto, Chicco Testa, Francesco Rutelli, Furio Colombo, Nicola Zingaretti, Corrado Augias, Gino Paoli aprano il conflitto con Renzi e Alfano sulla gestione dell’immigrazione. A viso aperto. Perché se i centri d’accoglienza per immigrati non possono stare a Capalbio significa che non sono la soluzione al problema è non possono stare a casa di nessuno». È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Fabio Rampelli.

Capalbio, Rampelli: perché i teorici dell’accoglienza tacciono?

L’assordante silenzio dei teorici dell’accoglienza fa riflettere sull’ipocrisia di chi si fa bello sulla pelle degli altri, tacccinadoli di populismo a corrente alternata. L’accoglienza è bella , purché sia tenuta a debita distanza dai loro salotti, dai loro convegni, dalle loro feste. Ora che per il momento i clandestini destinati a Capalbio saranno stipati in qualche periferia o in qualche paesino, chissà se gli abitanti di quei luoghi si lamenteranno? E se lo faranno – come è lecito attendersi – saranno tacciati di essere degli xenofobi, razzisti e miserabili? Interrogativi interessanti 

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Austria, l'annuncio di Hofer: "Pronti a un referendum sull'appartenenza di Vienna all'Unione europea"
L’ALTRO 4 DICEMBRE
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[ tratto da “Accademia della Libertà” ]
 
Il candidato presidenziale dell’estrema destra austriaca,Norbert Hofer, ha affermato che potrebbe spingere per un referendum sull’appartenenza alla Ue. “Se la risposta alla Brexit sarà un’Unione europea centralizzata, dove ai parlamenti nazionali viene tolto potere e dove l’Unione è governata come uno Stato, in questo caso dovremo tenere un referendum in Austria, perché porterebbe ad un cambiamento costituzionale”, ha detto infatti Hofer.
Hofer ha più volte affermato che un voto per lui non vuol dire un voto per l’uscita dell’Austria dalla Ue. Tuttavia, alla Bbc ha affermato anche che ci sono due questioni su cui potrebbe cambiare idea. Una è il futuro dell’accesso della Turchia alla Ue; l’altra è la risposta dell’Unione all’uscita della Gran Bretagna. Anche se l’Ue è importante per l’Austria, ha detto Hofer, noi volevamo “un’Unione Europea migliore”. Le nuove elezioni presidenziali austriache sono in programma per il 4 dicembre e i sondaggi indicano attualmente una situazione di parità.
Europarlamento, Schulz rinuncia a ricandidarsi a presidenza – Intanto, il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, ha annunciato la sua decisione di non ricandidarsi per la terza volta alla guida dell’Assemblea di Strasburgo. Sarà, invece, capolista del suo partito, la Spd, nel Land del Nordreno Vestafalia, alle elezioni politiche tedesche del prossimo anno. “Continuerò a battermi per l’Europa dalla Germania”, ha detto
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CUBA DENTRO E FUORI C’E’ CHI INNEGGIA E PIANGE E CHI FA FESTA – UN 4 DICEMBRE PER AUSTRIA E ITALIA – E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 26.11.’16 ]
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IL VERO QUESITO
L'immagine può contenere: sMS
foto di Ezzelino Da Romano.Risultati immagini per referendum 4 dicembre barra il no
“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE INTERVENTO 
 
 
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