STOP DISONORE STOP SVENDITA ITALIA STOP INVASIONE CON IL “NO” E ALTRE NEWS


STOP DISONORE STOP SVENDITA ITALIA STOP INVASIONE CON IL “NO” E ALTRE NEWS

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Risultati immagini per stop STOP DISONORE STOP SVENDITA ITALIA STOP INVASIONE CON IL “NO” E ALTRE NEWS [ “AZIMUT” – SABATO, 26 NOVEMBRE 2016 ]
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PER NON DIMENTICARE ( PRIMOPIANO )
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53 anni fa l’assassinio di J.F. Kennedy – 22 Novembre 1963
Ecco il video di quegli istanti che scolvolsero milioni di persone in tutto il mondo.
 
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IN COPERTINA
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CIRCOLA IN RETE
 
Jack Gioia https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1161703663885213&set=a.143797832342473.39840.100001367728306&type=3&theater

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Tutti i media continuano a parlare della riforma costituzionale facendoci credere che il punto cruciale è la diminuzione dei senatori con grandi risparmi sulla 

Altro…

 
TRA BUGIE E DOPPIEZZA – ABILE E MESTATORE [ “AZIMUT” ]
 
“Berlusconi va a giorni alterni, ora dice che vuole il tavolo con me il giorno dopo la vittoria del No. Ma al tavolo ci trova Grillo e D’Alema, non me“, ha detto ancora Renzi ricordando che nel fronte del No ci sono “5 ex premier che per anni ci hanno detto riforme e non le hanno fatto,poi se gli italiani vogliono affidarsi a loro, prego si accomodino”.
 
( da messaggio “postato” su facebook ) – ( . . . )
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NO! alla RIFORMA COSTITUZIONALE

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LADESTRAOCORREOMUORE.IT
 
A DESTRA E A SINISTRA – I CONTRO….
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Il 1 Dicembre a NAPOLI con Giorgia Meloni per dire NO alla RIFORMA TRUFFA partorita dalla BANDA ETRURIA.
#Referendum #VotaNO

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L’on. Roberto #Speranza in conferenza stampa a #Napoli per sostenere le ragioni del #NO al Referendum costituzionale di Sinistra Riformista –#NapoliTime

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DEL COSIDDETTO “FEMMINICIDIO”
“Quante donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza! Il Signore le vuole libere e in piena dignità”. Lo dice Papa Francesco in un tweet, lanciato nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
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[ tratto dal web ]
Il termine “femminicidio” è stato coniato da Maria Marcela Lagarde – una femminista comunista messicana – ed è divenuto popolare per via del  film “Bordertown”, che narrava delle migliaia di donne uccise nella città messicana di Ciudad Juarez. Secondo la teoria femminista venivano uccise in quanto donne da maschi violenti nell’indifferenza della polizia. Secondo la realtà, Ciudad Juarez (la vecchia El Paso dei film western, oggi situata sul confine con gli Stati Uniti) è diventata il crocevia mondiale del narcotraffico e la città con più omicidi al mondo, con la polizia impotente a fermare le guerre fra i cartelli della droga. I becchini fanno gli straordinari tutte le sere, e l’80% dei circa 10 mila omicidi sono stati a danno di uomini.  Molti di questi omicidi vengono compiuti da donne killer, attive soprattutto nel cartello Los Zetas, preferite ai killer uomini perché meno sospettabili. In una retata  nel campo di addestramento per killer di San Cristobal de la Barranca la polizia catturò molte assassine.Le più note sono Maria del Pilar Narro Lopez, alias “la comandante Bombon” e Maria Jimenez, che catturata dopo decine di omicidi ha confessato: ( … ) – [ PER LEGGERE TUTTO – CLICCA LINK – VEDI : SOTTO ]
 
DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK

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Il termine “femminicidio” è stato coniato da Maria Marcela Lagarde – una femminista comunista messicana – ed è divenuto popolare per via del  film “Bordertown”, che narrava delle migliaia di donne …
VIOLENZAFAMILIARE.WORDPRESS.COM
 
 
[ ALTRO – TRATTO DA “il GIORNALE” ]

Cinque milioni di uomini ogni anno sono vittime delle violenze femminili

È raro che uccidano. Ma ricattano, umiliano e distruggono economicamente i compagni

Barbara Benedettelli – Dom, 20/11/2016 

Senza nulla togliere alla gravità della violenza maschile sulle donne, credo sia giunto il momento di coniare un nuovo termine anche per il fenomeno opposto: maschicidio. Perché anche il maschio può essere vittima della violenza femminile.

Di certo lo è dell’informazione unidirezionale e di una cultura dominante che procede per stereotipi e pregiudizi: la donna è sempre docile incolpevole vittima e l’uomo sempre carnefice e bastardo. Ma la verità sta sempre in mezzo. Dopo l’elezione di Donald Trump e l’apertura del vaso di Pandora sui media che nascondono, insabbiano o discreditano modificando la verità secondo ideologia (o stereotipi), è emerso il bisogno di autenticità. Di una verità tale a trecentosessanta gradi, la sola capace di darci gli strumenti per risolvere il gap culturale che permette ancora differenze sostanziali tra uomini e donne. E che può fornirci forse perfino la soluzione per diminuire il numero dei femminicidi, costante nel tempo nonostante i passi avanti anche legislativi.Non possiamo dunque non tenere conto, quando osserviamo il fenomeno del femminicidio, dell’altra faccia della medaglia: la condizione maschile, l’emancipazione psicologica dell’uomo, i pregiudizi legati al concetto di maschio e il tabù che riguarda la violenza femminile sul sesso opposto. Violenza che esiste – anche se raramente ha dinamiche omicidiarie – e che riguarda la psiche, il portafogli e perfino la sessualità. In Italia sono poche le indagini in questo senso. Una di queste – passata quasi inosservata – è stata effettuata nel 2012 da una equipe dell’Università di Siena su un campione di uomini tra i 18 e i 70 anni. La metodologia è la stessa utilizzata dall’Istat nel 2006, per la raccolta dei dati sulla violenza contro le donne e che ancora oggi vengono riportati con grande enfasi. Secondo l’indagine dell’Università di Siena, nel 2011 sarebbero stati oltre 5 milioni gli uomini vittime di violenza femminile configurata in: minaccia di esercitare violenza (63,1%); graffi, morsi, capelli strappati (60,05); lancio di oggetti (51,02); percosse con calci e pugni (58,1%). Molto inferiori (8,4%), a differenza della violenza esercitata sulle donne, gli atti che possono mettere a rischio l’incolumità personale e portare al decesso.Una differenza rilevante questa, che in parte giustifica la maggiore attenzione al femminicidio. Nella voce «altre forme di violenza» dell’indagine (15,7%) compaiono tentativi di folgorazione con la corrente elettrica, investimenti con l’auto, mani schiacciate nelle porte, spinte dalle scale. Come gli uomini anche le donne usano forme di violenza psicologica ed economica se pur con dinamiche diverse: critiche a causa di un impiego poco remunerato (50.8%); denigrazioni a causa della vita modesta consentita alla partner (50,2%); paragoni irridenti con persone che hanno guadagni migliori (38,2%); rifiuto di partecipare economicamente alla gestione familiare (48,2%); critiche per difetti fisici (29,3%). Insulti e umiliazione raggiungono una quota di intervistati del 75,4%; distruzione, danneggiamento di beni, minaccia (47,1%); minaccia di suicidio o di autolesionismo (32,4%), specialmente durante la cessazione della convivenza e in presenza di figli, spesso utilizzati in modo strumentale: minaccia di chiedere la separazione, togliere casa e risorse, ridurre in rovina (68,4%); minaccia di portare via i figli (58,2%); minaccia di ostacolare i contatti con i figli (59,4%); minaccia di impedire definitivamente ogni contatto con i figli (43,8%). Nulla di nuovo rispetto alle ricerche sulla violenza nell’ambito delle relazioni intime condotte in altri paesi, dove c’è una maggiore propensione a studiare il fenomeno tenendo conto di entrambi i sessi.In una ricerca effettuata nel 2015 nell’ambito del progetto europeo Daphne III sulla violenza nelle dinamiche di coppia e che coinvolge 5 paesi tra cui l’Italia, analizzando un campione di giovani tra i 14 e i 17 anni: le ragazze che hanno subito una forma di violenza sessuale variano dal 17% al 41% in base all’entità dell’aggressione e i ragazzi dal 9% al 25%. Allora, tenendo conto del fatto che la violenza femminile sugli uomini è di entità più lieve, non possiamo negarla. Dobbiamo prendere atto che il problema della così detta violenza di genere va affrontato da un nuovo punto di vista. Gli sportelli antiviolenza, per esempio, sono attualmente dedicati per lo più alle donne e, come afferma Luca Lo Presti, Presidente di Fondazione Pangea, non sono sempre in grado di gestire la richiesta di aiuto del sesso opposto. «Oggi siamo al paradosso – sostiene Lo Presti – che un uomo cosciente di avere un problema legato alla mancanza di controllo della violenza e che chiede aiuto perché ha paura di ferire a morte la compagna, si trova di fronte a muri altissimi. Quando si presenta in un centro antiviolenza ci sono casi in cui viene aggredito psicologicamente e criminalizzato come se dovesse pagare per tutti, in quanto ritenuto parte di una categoria di esseri umani sempre carnefici». Oppure capita che se un uomo è vittima di una forma di violenza e trova il coraggio di denunciare – nonostante il rischio di derisione perché dimostra una fragilità non consona allo stereotipo di virilità e forza -, allora non è creduto. Perché il cliché lo vuole capace di reagire al sopruso senza fare una piega. In un caso e nell’altro non c’è soluzione. Senza la capacità di ascolto e di aiutare gli uomini concretamente a gestire gli impulsi distruttivi o a risanare una ferita dovuta ad abusi subiti da una donna, non ci sarà mai la possibilità di risolvere un problema profondo e articolato come quello della violenza domestica. Oltre il genere però. Perché il centro di tutto non siano i maschi o le femmine, ma la persona.

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VECCHI FUSTI [ IL  PRESIDENTE SEN. AVV. ANTONIO RASTRELLI – A NAPOLI – GIA’ GOVERNATORE EMERITO DELLA REGIONE CAMPANIA – CON AMICI ]

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“….SVEGLIATEVI FRATELLI, SU NON DORMITE PIU’….”

Gli Amici del Vento cantano la canzone omonima, clip montato su foto di Giorgio Almirante e di Almerigo Grilz
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IL SERVIZIO CONTINUA

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L’ALTRA RIFORMA 
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ALCUNI PUNTI ( 4 )
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STOP DISONORE STOP SVENDITA ITALIA STOP INVASIONE CON IL “NO” E ALTRE NEWS [ “AZIMUT” – SABATO, 26 NOVEMBRE 2016 ]
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PRIMA L’ITALIA
l'immagine del profilo di Lorenzo Fabio Romano
REFERENDUM foto di Gabriele Limido. 4 DICEMBRE 2016
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URNE VICINE VADA COME VADA NULLA PIU’ SARA’ COME PRIMA.IN OGNI CASO [“AZ.”-25.11.’16]
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IL VERO QUESITO
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ULTIMO NOSTRO POST SU FACEBOOK – EXTRA SERVIZI IN RETE
[ con un video ]
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Risultati immagini per la postazione telematica della libertà azimut4 DICEMBRE IL VOTO E LA SCELTA  E TANTE RAGIONI PER IL “NO” [ “AZ:” – 25.11.2016 ]