INCREDIBILE MA VERO : REFERENDUM IL MISTERO DELLA GRANDE RETICENZA E ALTRO


INCREDIBILE MA VERO : REFERENDUM IL MISTERO DELLA GRANDE RETICENZA E ALTRO

[ “AZ.” – 28.11.’16 ]
[ anteprima di web – servizio tra breve in rete ]
REFERENDUM  4 DICEMBRE 2016
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INCREDIBILE MA VERO : REFERENDUM IL MISTERO DELLA GRANDE RETICENZA E ALTRO [ “AZ.” – 28.11.’16 ]
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LA TELEVENDITA…..
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SENZA PAROLE
foto di Antonio Busiello.

Renzi imita Salvini: "Noi Lega Nord per l'indipendenza del Michigan..."

SENZA PAROLE
 
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INDIGNATO E INCAZZATO !
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“Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono
foto di Arturo Stenio Vuono. INCREDIBILE MA VERO…..
REFERENDUM E IL MISTERO DELLA GRANDE RETICENZA. Neppure nell’ultima domenica, prima del voto, è stata scoperchiata la questione della scheda, formalmente in linea con il testo della legge, ma ingannevole e dal quesito farlocco. Non  vi figura il  nuovo art.117, e di riflesso l’art. 55 per il futuro senato, cioè l’imperativo, ogni eccezione rimossa, “dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali”; immessi nella Costituzione ( se passa il “Si” ); può ritenersi tutto ciò compatibile con un popolo, e un suo parlamento, libero e sovrano ? Solo questo, tra le 47 modifiche proposte, e mettiamole pure in parentesi, e non se ne parla,  vale per il “Si” o per il “No”, Io scelgo il “No”; ma se fosse stata manifesta questa proposta di modifica il 90% degli italiani avrebbe detto “No”.Scelgo, il “No”, atteso che a partire dalla Germania la sovranità precede ogni obbligo Ue e che nessuno, in Europa, s’è sognato di inserire nella propria costituzione un limite alla libertà.Prego:una risposta.Verrà ! ! ! ? ? ?
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Arturo Stenio Vuono
Arturo Stenio Vuono REFERENDUM E IL MISTERO DELLA GRANDE RETICENZA. Neppure nell’ultima domenica, prima del voto, è stata scoperchiata la questione della scheda, formalmente in linea con il testo della legge, ma ingannevole e dal quesito farlocco. Non vi figura il nuovoAltro…
 
Biagio Adinolfi
Biagio Adinolfi https://m.facebook.com/story.php…

Date un’occhiata a questo video sul referendum

"Eccoci!!!#REFERENDUM I cittadini cosa hanno capito degli argomenti di cui si tratta?Abbiamo provato a chiedere alla #gente, leggendo il #questito referendario, se almeno conoscessero le tematiche che riguardano la votazione del 4 Dicembre? (senza entrare neanche nel merito della #riforma)Prima di andare a votare, proviamo ad informarci!!!Le #api @[672191235:2048:Biagio Adinolfi] e @[1267071737:2048:Ivan Piedepalumbo](produzione @[749626105069166:274:Cr Tv Web])#BicameralismoParitario #Cnel #TitoloV#Costituzione #SioNo #forse#confusione #wikipedia #4Dicembre#LAPolemica"
#REFERENDUM I cittadini cosa hanno capito degli argomenti di …
08:58
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L’APolemica

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Eccoci!!!
#REFERENDUM
I cittadini cosa hanno capito degli argomenti di cui si tratta?
Abbiamo provato a chiedere alla #gente, leggendo il #questitoreferendari

 
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IL SAGGIO – REPETITA IUVANT !
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[ tratto da “il Giornale” ]

Silvio Berlusconi: “Votiamo No al referendum o Renzi sarà padrone d’Italia”

Berlusconi chiama gli elettori alle urne: “Col Sì si mette a rischio la democrazia. Il 4 dicembre tutti al seggio per dire No”

Luca Romano – Dom, 27/11/2016 

Con riforma della Costituzione e legge elettorale, “Renzi si è cucito un abito su misura IL SAGGIOsu di lui e sul Pd.

Che cosa succederebbe? Un unico uomo avrebbe nelle sue mani il Senato, la Camera, potrebbe eleggere il capo dello Stato e i membri della Corte Costituzionale. Sarebbe padrone dell’Italia e degli italiani. Ma questo è contrario alla democrazia”. Silvio Berlusconi, ospite a Domenica Live, spiega così le ragioni del No al referendum. Poi il Cav parla anche del dopo-voto: “Spero proprio in un tavolo con tutte le forze del paese per fare una legge elettorale”. Poi mette in guardia sull’eventuale nuovo Senato: “Anche se il centrodestra vincesse le elezioni, avremmo un Senato con il 60% dei suoi componenti del Pd. Il Senato ha dei poteri enormi”.

A questo punto il Cavaliere ribadisce il suo impegno in politica: “Io ho avuto questo intervento chirurgico e mi è servito molto tempo per riprendermi. Sentivo di non impegnarmi più ma poi è sopravvenuto un senso di responsabilità verso il Paese, verso i cittadini italiani, che negli anni mi hanno dato circa 200 milioni di voti. Sento anche un senso di responsabilità nei confronti dei tanti colleghi che mi hanno seguiro in questi anni. Questo senso di responsabilità mi ha fatto tornare in campo per questo referendum, poi vedremo”. Poi Berlusconi chiama gli elettori moderati alle urne: “Bisogna fare uno sforzo e andare a votare No. Questo è un referendum seza quorum e ogni singolo voto pesa. . Chi pensa che restando a casa si favorisce il No si sbaglia. Restando a casa si fa un favore a Renzi. Bisogna andare a votare per un deciso e responsabile No, anche per mandare a casa un Governo che non risolve niente”. Infine il Cavaliere si rivolge agli italiani e lancia un augurio particolare: “Spero che tutti possano realizzare i propri sogni in questo momento così difficile”.

[ tratto da “NAPOLITIME.IT” – LINK  – clicca e leggi ]

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[ TRATTO DAL WEB ]

“Ho detto che bisogna aspettare ancora un po’ e poi lo deciderò. Sarà dopo il 4 dicembre”: così l’ex premier Silvio Berlusconi, lasciando il San Raffaele, ha risposto a chi gli chiedeva se sia definitiva la sua decisione di candidarsi come leader del centrodestra alle prossime elezioni politiche.

“In 22 anni ho subito 73 processi, e ho trascorso settimane con i miei avvocati per preparare le udienze che sono state 3600. E’ stata l’indignazione che mi sono portato dentro tutti questi anni, mi hanno spiegato, a provocarmi questo” problema cardiaco. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervistato da Barbara D’Urso a Domenica live su Canale 5.

“La riforma – ha detto ancora il Cav – non cambierebbe nulla” nel rapporto dell’Italia con l’Ue; “hanno messo in giro la favola che ci sarebbero delle difficoltà con i mercati e le cancellerie straniere. Niente di tutto questo. Una volta trovato l’accordo sulla legge elettorale, andremo al voto”.

Quella su cui si vota il 4 dicembre – ha sottolineato in precedenza in un video messaggio a una manifestazione di Fi – “è una riforma che impedirebbe a noi, se vincessimo con il nostro centro destra le prossime elezioni, di governare, perché il Senato avrebbe da subito una maggioranza del Partito democratico”.

ll leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, rivolgendosi alla platea della convention campana del partito chiede ‘”di convincere il numero maggiore possibile di vostri concittadini. Dovrete convincerli e raccontare queste ragioni che fanno assurda la riforma di Renzi e del Partito democratico. Dovrete ricordare anche una cosa importante: questo referendum non è come gli altri, non ha il quorum, significa che non è necessario raggiungere un certo numero di votanti. Anche se votasse un solo cittadino il referendum sarebbe valido e quindi non si può stare a casa pensando in questo modo di dire un NO: si deve andare a votare”. “Restando a casa – sostiene – si favorirebbe il Sì. Si deve andare a votare e votare un deciso e responsabile NO con l’arma della scheda elettorale per guardare ad un futuro diverso, per far ripartire l’economia, per ridurre le imposte. Sapete che il nostro credo è meno tasse, meno tasse, meno tasse. Meno tasse sulle famiglie, meno tasse sulle imprese, meno tasse sul lavoro, meno tasse sulla casa, con il che si ottengono maggiori consumi delle famiglie, maggiore produzione da parte delle imprese, più posti di lavoro. E’ la ricetta che, dove applicata, ha consentito sempre il rilancio dell’economia”.

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IL SAGGIO e L’IMBONITORE ( continua )

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L’IMBONITORE –  LO HA DETTO VERAMENTE :
 “…Ma il 5 dicembre l’Italia tutta insieme dovrà andare avanti…” 
[ “AZIMUT” : CERTO CHE SI, VERSO IL BARATRO !
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[ tratto dal web ] – Una “ricaduta” del referendum “sul governo certo che c’è, è evidente. E’ evidente che non possiamo avere un paese fermo a galleggiare. Non sto a far politica per aggiungere una riga al curriculum vitae. Io non sto a vivacchiare e galleggiare nei giochini. Io non sono come tanti”. Lo dice il premier Matteo Renzi a un’iniziativa per il Sì a Torino.Il governo tecnico non lo posso scongiurare io, lo dovete scongiurare voi con il Sì. Il rischio c’è, è evidente”. “Mario Monti, l’ideologo e capo dei governi tecnici, ha detto che ho fatto troppi bonus fiscali. Il punto è che non è che si può votare di Sì perché uno alza le tasse e poi dire No se si abbassano”, sottolinea il premier.E’ “molto serio, di buonsenso e giusto” l’invito di Sergio Chiamparino a ‘mettere mano al Pd’. “Su questo dovremo iniziare dal 5 dicembre. Ma da qui a domenica prossima dobbiamo raccontare casa per casa che questo referendum non è il congresso del Pd”. “Non sappiamo – ha sottolineato – cosa accadrà il 5. Gli elementi di natura politica ci sono, è innegabile. Ma dal punto di vista costituzionale l’alternativa è tra Sì e Mai”.”Il referendum non è su di noi e non è sul governo”, ribadisce. “Se dovessimo guardare i numeri dei partiti saremmo spacciati, considerando che il Pd ha il 35% e poi qualcuno del Pd non vota… saremmo 35% a 65%. Certo è una partita difficile, ma tanti non del Pd hanno voglia di un paese più semplice, più tranquillo: ragioniamo con le persone. E’ una grande occasione per semplificare il sistema. Non dipende dai partiti, ma dai cittadini”.Il premier ha partecipato anche a Domenica Live. Dopo una campagna referendaria dai toni così accesi, si potrà ricucire? “Sì, ma certo. Dobbiamo smettere di parlare male degli altri. Mi accusavano di essere filo berlusconiano perché non attaccavo Berlusconi. Grillo ha detto che siamo ‘serial killer’, una ‘scrofa ferita’. Ma il 5 dicembre l’Italia tutta insieme dovrà andare avanti. Secondo me è meglio se potrà andare avanti più veloce. Ma se resta così comunque si deve andare avanti insieme”.

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DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” 
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L’AMERICA DIVERSA – VINCE DONALD TRUMP
Inno nazionale degli Stati Uniti d’America – National Anthem USA (EN …
[ “AZIMUT” – NAPOLI ] – L’AMERICA DIVERSA – VINCE DONALD – ATTILA ALLE PORTE NON E’ TRUMP – L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 9.11.’16 ] – anteprima di web – servizio tra brevge in rete. – IL COMMENTO ( Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” ] : ATTILA ALLE PORTE NON E’ TRUMP Arturo Stenio Vuono* Il quarantacinquesimo presidente Usa è il Donald che prevale su tutto e tutti, il braccio di ferro che non è più tra la sinistra e la destra, è la novità che irrompe anche in America. Il futuribile è tutto nel segno dello scontro tra democratici e populisti, la battaglia che già si gioca nel nostro vecchio continente;la lezione statunitense è la conferma che dovremo fare i conti con la realtà di due fronti che andranno a sostituire la contrapposizione del passato..Destra e Sinistra, superate? Certo che sì, da come li abbiamo conosciute e condivise, e da come li avevamo sperate; è il risultato d’una disarticolazione di tutto il pregresso, ci impone la revisione di ogni e qualsiasi convinzione e di far presto a bruciarci tutti i vascelli alle spalle. Il populismo, checchè se ne dica, è una risposta legittima, con tutti i popoli ormai distanti miliardi anni luce dalle vecchie nomenklature, che si rivela come la nuova alternativa; e il Trump, non più il solitario, che non è l’Attila alle porte l’ha ottimamente incarnata e ben presentata a tutti gli americani. Si profila, ora, come l’unicum globale delle nazionalità avverso l’impoverimento generale, l’immigrazione indotta e indiscriminata, l’esportazione della democrazia al suon di bombe, le compiacenze verso il terrorismo, l’ostilità alla nuova Russia di Putin e di tutte le decadenze in genere;trova una sponda, oltreoceano, si rafforza il trasversalismo che s’ispira al cambiamento radicale.Un viatico per tutti quelli che, da noi e in Europa, hanno da tempo scelto di reagire allo scempio della triade prepotente di Ue, Bce, Fmi. Come in America, dunque, ben venga, nel nostro Belpaese, chi se ne farà lo strumento e sceglierà la luce dell’avvenire; per l’oggi, oggettivamente, quel che si muove alla sinistra della sinistra finisce per essere solo un parafulmine, quel che non è di sinistra e non di destra, come iil grillismo della rete, soltanto uno sfogatoio e il muro del pianto che assorbe e metabolizza la protesta; purtroppo forme sterili che non potranno determinare nulla; sull’altro versante, in verità, l’appuntamento che ancora tarda, di centro destra, o di destra, di non stazionare più in mezzo al guado.Fate presto.* presidente Associazione “Azimut” – Napoli – –https://azimutassociazione.wordpress.com – VISITA IL SITO E TROVI TUTTE LE NOTIZIE –
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L’EDICOLA

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Subject: 27 Novembre – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Sun, 27 Nov 2016 5:18:34 +0100
From: Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
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Domenica, 27 Novembre 2016
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La notizia della morte di Fidel Castro non ha solo prodotto la solita retorica di circostanza, elogi conformistici al Lider Maximo , alla rivoluzione cubana, a Che Guevara. C’è anche chi ricorda quello che tutti sanno, ma che molti fingono di ignorare: era un dittatore sanguinario.                                                                                                                                                                                           Leggi tutto >
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Castro, il “nazionalista” che abbracciò il comunismo in odio all’America

Castro, il “nazionalista” che abbracciò il comunismo in odio all’America

sabato 26 novembre 2016 – 12:28

 
 

Fidel Castro è morto. Da questo momento, chi oggi ha un’età compresa tra i cinquanta e i sessant’anni è ufficialmente vecchio. A prescindere dalla fede e dai convincimenti politici di ciascuno, la scomparsa il dittatore cubano archivia definitivamente la Guerra Fredda e, con questa, la vulgata del ‘900 come “secolo breve”. Con lui, infatti, se ne vanno l’utopia di un comunismo caraibico a poche miglia dalla Florida, il ricordo del fallito blitz statunitense alla Baia dei Porci, l’appello disperato di Giovanni XXIII alle superpotenze americana e sovietica a non trascinare il mondo nella Terza guerra mondiale per il controllo dell’Isola. Accadeva agli inizi degli anni ’60, un decennio che sarebbe stato chiuso dal vento impetuoso del ’68 con annesso mito castrista e “guevarista”. Nei sogni dei rampolli della borghesia afflosciata dal boomeconomico, Fidel e il “Che” diventarono presto i simboli di una rivoluzione giovanile che, almeno in Italia, non seppe però andare oltre la contestazione e la demolizione del principio di autorità. Se oggi siamo una nazione tecnicamente fallita è perché in tutti questi anni quel principio non solo non é stato surrogato ma é scomparso quasi ovunque.

Castro non voleva Cuba “bordello degli Usa”

Castro, invece, la sua rivoluzione nazionale contro il corrotto regime di Fulgencio Batista l’aveva fatta sul serio. E non fu, almeno nelle sue premesse, una rivoluzione comunista, tanto è vero che il suo successo fu facilitato dal disimpegno americano da quel turbolento avamposto, dove ad una rivoluzione seguiva un colpo di stato e viceversa. PerWashington, Castro valeva Batista purché restasse ferma la condizione di Cuba come bordello dell’America. Ma proprio nel potente vicino il Lìder Maximo individuò la causa dei mali della sua isola, a cominciare dalla corruzione dilagante in ogni ganglio della vita pubblica. Si appoggiò all’Urss di Nikita Krusciov solo quando si rese conto di non poter tenere testa agli Usa senza alcuna protezione. La storia non si fa con i “se”, ma è probabile che se la rivoluzione dei Barbudos fosse scoppiata negli anni ’30, è assai probabile che Castro sarebbe diventato un caudillo dalle forti simpatie per il fascismo e per Mussolini.

La sua utopia è sfociata in un tragico fallimento

Ma tant’è: il feroce bipolarismo imposto dalla Guerra Fredda non lasciava galoppare la fantasia: o con Washington o conMosca, sebbene formalmente Cuba rientrasse nei cosiddetti “Paesi non allineati“, l’alleanza politica internazionale inventata da un altro dittatore comunista, l’infoibatore Josip Broz dettoTito, dopo la fuoriuscita della ex-Jugoslavia dall’orbita d’influenza sovietica. La condizione geopolitica di avamposto comunista nei Caraibi fu il ferro che inchiodò Castro alle sue terribili contraddizioni: l’Isola che i rivoluzionari in cachemiredell’Occidente avevano innalzato a luogo eletto del comunismo dal volto umano si era in realtà trasformata, sotto Castro, anche in un’implacabile macchina di repressione da cui non scamparono neppure molti tra i suoi compagni di lotta. Per decenni, agli occhi del mondo Cuba ha rappresentato, nel contempo, una speranza e un fallimento. Una contraddizione che neppure la recente visita di Papa Francesco e l’apertura diBarack Obama sono riuscite a risolvere. Forse ci riuscirà ora la morte del suo padrone e demiurgo, che con sé porta il peso di un’utopia costata lutti e sangue. Un tratto, questo, comune a tutti i rivoluzionari trasformati in tiranni dalle necessità imposte dalla storia, spesso anche oltre le loro stesse volontà. Ma anche per questo destinati a lasciare nel mondo un segno indelebile e un vuoto ingombrante.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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INCREDIBILE MA VERO : REFERENDUM IL MISTERO DELLA GRANDE RETICENZA E ALTRO [ “AZ.” – 28.11.’16 ]
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IL VERO QUESITO
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foto di Ezzelino Da Romano.Risultati immagini per referendum 4 dicembre barra il no
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 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE INTERVENTO 
 
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