REFERENDUM:A.D.R. A DOMANDA(NON)RISPONDE (NON RISPONDONO) E ALTRO


REFERENDUM:A.D.R. A DOMANDA(NON)RISPONDE (NON RISPONDONO) E ALTRO

PRIMA L’ITALIA

l'immagine del profilo di Lorenzo Fabio Romano                           REFERENDUM:A.D.R. A DOMANDA(NON)RISPONDE (NON RISPONDONO) E ALTRO [“AZ.”-28.11.’16] 
[ OGGI – “AZ.” – 28.11.’16 ]
[anteprima di web – servizio tra breve in rete – tutto tratto dal web e nostri commenti ]
 
ULTIMA IN RETE – ( . . . ) Una sparatoria nel campus dell’Ohio State University: uno o forse due persone hanno attaccato l’ateneo. La polizia di Columbus ritiene di aver ucciso uno dei sospettati, ma potrebbe essere ancora attivo un altro sparatore. La televisione locale 10tv ha riportato che ci sarebbero almeno nove feriti, otto dei quali in condizioni stabili e uno grave.( . . . )
REFERENDUM  4 DICEMBRE 2016
VISITA IL SITO E LEGGI TUTTO – clicca link
———————————————————————————————————-IN COPERTINA
Risultati immagini per renzi a casaRisultati immagini per renzi go home
———————————————————————————————————————————————————————————
REPETITA IUVANT
———————————————————————————————————————————————————————————
 foto di Arturo Stenio Vuono. E IO “NO”
———————————————————————————————————-
A.D.R. A DOMANDA(NON)RISPONDE – LO RIPETERO’ OGNI GIORNO, FINO ALLA NOIA,  SINO ALLA VIGILIA DEL VOTO [“Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono]
INCREDIBILE MA VERO…..
REFERENDUM E IL MISTERO DELLA GRANDE RETICENZA. Neppure nell’ultima domenica, prima del voto, è stata scoperchiata la questione della scheda, formalmente in linea con il testo della legge, ma ingannevole e dal quesito farlocco. Non  vi figura il  nuovo art.117, e di riflesso l’art. 55 per il futuro senato, cioè l’imperativo, ogni eccezione rimossa, “dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali”; immessi nella Costituzione ( se passa il “Si” ); può ritenersi tutto ciò compatibile con un popolo, e un suo parlamento, libero e sovrano ? Solo questo, tra le 47 modifiche proposte, e mettiamole pure in parentesi, e non se ne parla,  vale per il “Si” o per il “No”, Io scelgo il “No”; ma se fosse stata manifesta questa proposta di modifica il 90% degli italiani avrebbe detto “No”.Scelgo, il “No”, atteso che a partire dalla Germania la sovranità precede ogni obbligo Ue e che nessuno, in Europa, s’è sognato di inserire nella propria costituzione un limite alla libertà.Prego:una risposta.Verrà ! ! ! ? ? ?
(NON RISPONDONO)
Risultati immagini per l'imbonitoreRisultati immagini per l'imbonitore Risultati immagini per l'imbonitore

Gli Incappucciati – Televendita – Video Ufficiale – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=gFqCcb7eXdI

19 mar 2013 – Caricato da OPMUSICVIDEO

Attenzione!!!! Questo video è consigliato ad un pubblico adulto Tratto dall’album Per solo porci Prodotto …

Mancanti: politico
PER CHI SUONA LA RIFORMA DELL’IMBONITORE ? PRESTO DETTO :
Risultati immagini per la troika Risultati immagini per renzi e lo spread
IL 4 DICEMBRE BASTA UN “NO” !
Risultati immagini per troika go home
IL CONDUCATOR
Risultati immagini per renzi conducator azimutRisultati immagini per renzi a casa
IL 4 DICEMBRE BASTA UN “NO” ! – MANDIAMOLO A CASA !
( . . . )

CONDUCATOR E AMMUCCHIATA GO HOME

Ancora dubbi?

IL 4 DICEMBRE BASTA UN “NO” !

VOTIAMO “NO”

L'immagine può contenere: 22 persone , persone che sorridono
COSI’ HANNO RIDOTTO L’ITALIA

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: il suicidio di Alitalia
Date: Mon, 28 Nov 2016 08:31:50 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )

Da decenni ci sveniamo per salvare l’Alitalia. Forse, un sacrificio necessario per salvare posti di lavoro e l’onore nazionale, ma, ora, scopro che all’interno della compagnia sussiste una forte pulsione suicidaria. Provate a prenotare un volo, approfittando delle offerte via e-mail della compagnia di bandiera e sistematicamente, dopo aver digitato tutto il dovuto, vi apparirà la segnalazione di errore. Non una, due, tre, quattro volte, ma sempre.

Chi ha urgenza di partire, non potrà che affidarsi ad altre compagnie. 

Premesso che sarebbe illiberale voler salvare a tutti i costi chi si vuole suicidare, la domanda è: chi, all’interno, è tanto sciatto, grullo ed incapace, oppure aspira lucidamente non al decollo, bensì al tracollo?

Giancarlo Lehner

———————————————————————————————————————————————————————————
Via libera della Camera alla manovra, ecco tutte le novità: 50 euro alle pensioni minime COSI’ HANNO RIDOTTO L’ITALIA : ELEMOSINE E MANCE – RISORSE A ITALIANI NIET ! A IMMIGRATI – OK !
———————————————————————————————————————————————————————————

Manovra, Renzi: da 30 a 50 euro per le pensioni sotto i mille

28 novembre 2016
 

Una manovra “ricca di buone notizie, e non è alll’Achille Lauro”. Con queste parole il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha presentato a palazzo Chigi insieme al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan la legge di bilancio per il 2017, approvata dalla Camera dei Deputati con 290 voti a favore e 118 contrario. Ora il ddl dovrà passare al Senato.

 

Giù le tasse, Pil all’1% – Renzi ha detto che “le tasse continuano ad andare giù: va giù l’Ires, via l’Irpef agricola e interventi sulle partite Iva, con buona pace del presidente Monti”. Parlando delle previsioni sul Pil il premier ha confermato che “la crescita è confermata all’1%”.

 

Interventi sulla sanità – Il premier ha poi rivendicato l’aumento dei fondi per la sanità: “Le polemiche stanno a zero, c’è un aumento a 113 miliardi – due in più rispetto all’anno scorso – più il fondo per la non autosufficienza che è a 450 milioni, 50 in più rispetto al 2015”.

 

Crescono le pensioni sotto i mille euro – Infine Renzi ha parlato degli interventi a sostegno delle pensioni: ci saranno “30-50 euro per quelle sotto i mille euro”, ha spiegato il premier, che ha sottolineato allo stesso tempo di non essere “riusciti ad arrivare a 80 euro”.

 

Rischio esercizio provvisorio – Rispondendo alla domanda se in caso di vittoria del No al referendum ci sia il rischio di andare all’esercizio provvisorio, il premier ha risposto: “L’attività parlamentare va avanti e il Senato ha tutto il tempo per chiudere in tempi ragionevoli la legge di bilancio. Il fatto di aver approvato prima del referendum il ddl alla Camera è un elemento di serietà che spero verrà apprezzata da tutti

——————————————————————————-

VUOI VEDERE CHE SI RIMETTONO IN CORSA ? 

——————————————————————————–

ALLA BUON’ORA…..

TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA”





Berlusconi-Meloni-Salvini, se vince il fronte del No l’Italia tornerà protagonista

Berlusconi-Meloni-Salvini, se vince il fronte del No l’Italia tornerà protagonista

domenica 27 novembre 2016.Se vincerà il fronte del No, l’Italia tornerà protagonista: su questo i tre leader di FI, FdI e Lega, Berlusconi-Meloni-Salvinisono assolutamente d’accordo. E allora, post referendum, nuove stagioni riformiste, immigrazione e sicurezza, terrorismo e peso specifico politico in ambito europeo: ferve il dibattito nel centrodestra e nel cantiere delle idee e delle proposte i lavori alacremente in corso si rivelano pragmaticamente propedeutici a una ristrutturazione degli equilibri politici interni e a un restyling operativo del quale saranno proprio gli elettori i primi fruitori dei benefici.

Berlusconi, le proposte per un nuovo centrodestra

Non a caso, allora, secondo Silvio Berlusconi “con un Governo nuovo di centro-destra si potrà mettere fine a questa insicurezza, si potrà far sì che l’Europa, con un Governo che sappia incidere sull’Europa, possa intervenire e fare proprio il problema di questa immigrazione che potrebbe travolgerci. E’ di questi giorni la dichiarazione di Erdogan, presidente della Turchia che, se i rapporti con l’Europa dovessero guastarsi, minaccia di aprire le sue frontiere e sarebbero 2,4 milioni gli immigrati che verrebbero in Europa. Per questo – ha aggiunto il leader azzurro in un video messaggio inviato alla convention di Forza Italia a Napoli – bisogna cambiare, bisogna che l’Italia torni ad essere rilevante in Europa e nel mondo, bisogna che l’economia possa ripartire, bisogna che si ritorni a quella ricetta di governo frutto della saggezza e dell’esperienza che noi abbiamo messo in campo nei 9 anni di governo dove qualche osservatore imparziale ha detto che abbiamo fatto più cose noi in 9 anni che i 50 governi che ci avevano preceduto in 50 anni.

 

La sferzata al dibattito politico di Giorgia Meloni

E mentre Matteo Salvini, al Tour della Sovranità organizzato da Fdi, commentando l’annuncio di Silvio Berlusconi di volersi ricandidare alla leadership del centrodestra, mette i suoi paletti, ribadendo che “di Berlusconi apprezzo l’impegno nella campagna per il No; che dal 5 dicembre parleremo di tutto il resto. Che l’importante è che gli italiani sappiano che dopo la vittoria del No l’Italia riparte con una nuova squadra che sta già governando Regioni importanti, come la Lombardia, il Veneto o la Liguria, e quindi mandiamo a casa Renzi che di bugie ne ha dette fin troppe”, dal fronte del Tour della Sovranità organizzato da Fd I Giorgia Meloni affonda il colpo e concentrandosi sugli scanrai aperti dal referendume, e sopratutto su quelli post voto, dichiara: “Il fronte del No va misurato sulla difesa dell’interesse nazionale e dei cittadini; invece votano Sì i voltagabbana e i trasformisti, perché questa riforma gli consente di fare quello che gli pare”. Di più: “Vota Sì – ha proseguito – Sergio Marchionne, perché è una riforma di fronte alla quale il grande capitale che chiude le imprese in Italia e delocalizza viene tutelato; vota Sì Giorgio Napolitano, in Parlamento dal 1953 perché la riforma non tocca la vera casta; votano sì JP Morgan, Goldman Sachs, le agenzie di rating, le consorterie europee e da oggi anche Juncker. Dove stanno questi non possono stare gli interessi degli italiani”, ha quindi concluso la Meloni dando una sferzata politica al dibattito che dovrebbe indurre gli indecisi a una scelta di campo definitiva. Risolutiva. Realmente indirizzata verso il cambiamento e il miglioramento.

Salvini rilancia le primarie 

Nello stesso tempo, nell’accogliere con favore quanto sostenuto ieri e ribadito in queste ore da Berlusconi in merito al fatto che, in caso di vittoria del No al referendum, “Forza Italia in questa legislatura non appoggerà nessun governo. Siamo però disposti, ed anzi riteniamo necessario, sederci intorno ad un tavolo per riscrivere la legge elettorale”. La considerazione per cui Berlusconi, rinnovando la disponibilità a ricandidarsi, in un colloquio giornalistico col Messaggero ha aggiunto che “la sentenza di Strasburgo dovrà arrivare. Sono assolutamente sicuro che metterà in chiaro come non ci sia stata nessuna evasione da parte mia. E quindi io dovrei ritornare nella possibilità di ricandidarmi. In quel caso il centrodestra non avrebbe la necessità di cercare altri leader, dal Corriere della sera il leader del Carroccio Matteo Salvini ha sentito il bisogno di replicare e aggiustare il tiro. “Io sarei davvero felice se Silvio Berlusconi uscisse dagli impedimenti e fosse in condizione di ritornare pienamente alla politica – ha affermato Salvini -. Ne sarei felice per lui e per tutta l’Italia. E sono assolutamente certo che nei prossimi giorni saprà dare un contributo determinante alla campagna per il No, in tv e in tutti i modi in cui sceglierà di farlo”, ma, “detto questo, dobbiamo tutti guardare avanti. Non possiamo ripresentarci agli italiani nello stesso modo in cui lo abbiamo fatto sempre. Il che significa che chiunque voglia sfidare il Pd alle prossime elezioni dovrà avere la piena legittimazione degli elettori”. Primarie in vista? La proposta politica di Salvini – ed è lo stesso numero uno della Lega a enuclearla e proporla – è “una federazione, nessuno parla di partiti unici o esperimenti genetici. Le identità restano. Una squadra che chiede il controllo sulla moneta, sui confini, sulle banche, sull’età pensionabile chiede democrazia concreta e può essere interessante per molti”.

———————————————————————————————————-

TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA”

———————————————————————————————————-

In tv Renzi gioca a fare l’antipolitico, ma è proprio lui il primo della casta

In tv Renzi gioca a fare l’antipolitico, ma è proprio lui il primo della casta

domenica 27 novembre 2016 

 
 

In tempi meno pecorecci è più severi degli attuali, nessuno – dopo averne ammirato la performance televisiva nel salotto diBarbara D’Urso su  Canale 5 – avrebbe esitato a classificare Matteo Renzi alla stregua di un cialtrone e a giudicare ancora peggio il Pd che lo ha allevato e incoronato capo. Ma viviamo nell’epoca del primato della comunicazione e le parole, soprattutto quelle dei politici, quasi mai rispecchiano fedelmente un pensiero o un intimo convincimento. La qual cosa ci induce a definire Renzi come semplicemente disperato. A tal punto disperato da mischiare la Costituzione – e qui sta la cialtroneria – con materie come scontrini, rimborsi spese, poltrone e stipendi.

Renzi ospite della D’Urso a Canale 5

Avesse osato Berlusconi utilizzare tali argomentazioni da taverna per illustrare e propagandare la riforma di ben 47 articoli della nostra Carta fondamentale, non c’è dubbio alcuno che ne avrebbe pagato amaramente il fio. RaiUno avrebbe ricicciato il Roberto Benigni in versione giurista, oggi schierato per il “sì”, ma che solo un paio di anni fa predicava l’intangibilità della “Costituzione più bella del mondo”, mentre la più identitaria RaiTre l’avrebbe buttata su partigiani e resistenti per inchiodare il Cavaliere Nero al suo destino di sdoganatore di fascisti. Infine, Eugenio Scalfari, che appare suRepubblica solo la domenica per far capire a tutti che è direttamente Dio a ispirarne gli editoriali, avrebbe vergato con parole di fuoco l’appello alla mobilitazione permanente sotto il titolo “Perché il Caimano è un pericolo per la democrazia”. Oggi, invece, sono tutti lì ad applaudire il taverniere rosso sotto lo sguardo compiaciuto dei finanzieri della J.P. Morgan o degli speculatori alla George Soros. Un bel campionario di facce toste. Ma sono problemi loro.

Il premier s’inventa la Costituzione anti-rimborsi

Per parte nostra ci chiediamo solo che fine abbia fatto la tanto strombazzata tradizione del Pd, il partito che raccoglie gli eredi di Berlinguer e di Dossetti, di Moro e di Terracini, di Togliatti e di De Gasperi. È proprio il loro capo a degradare oggi la fino a ieri venerata Costituzione repubblicana e a presentarla come il libro mastro dei papponi di regime. Di più, per magnificare la sua riforma, Renzi non sa o non riesce a dire. Non se ne abbia dunque a male se per la prossima comparsata in tv gli consigliamo di suggellare con un sonoro rutto di disgusto l’immancabile intemerata contra la casta dei parlamentari. Non per maleducazione, ma giusto per non far insorgere in quei creduloni che lo guardano da casa il sospetto che, in fondo, è la stessa casta che gli consente di tener incollato il sedere alla poltrona.

———————————————————————————————————-

TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA”

———————————————————————————————————-

Referendum, Berlusconi: «Renzi vuole prendersi l’Italia. Il “no” è doveroso»

Referendum, Berlusconi: «Renzi vuole prendersi l’Italia. Il “no” è doveroso»

domenica 27 novembre Ha usato lo stesso riferimento al «Paese che amo» che rese indimenticabile il videomessaggio della famosa “discesa in campo”. Era il 1994: da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e infinite e tormentate sono state le vicissitudini politiche, e non solo politiche, di Silvio Berlusconi. Politicamente morto e risorto almeno una decina di volte, era atteso anche alla prova referendaria dopo molti tentennamenti, qualche reticenza ed un paio di frasi parecchio ambigue. Tutto spazzato via, tutto archiviato. Nel salotto televisivo di Barbara D’Urso, nella “casa” di Canale 5 il Cavaliere ha suonato la riscossa e ha schierato come mai aveva fatto prima Forza Italia sulla trincea del “no” al referendum di domenica prossima. «Ho avuto un intervento chirurgico per cui è stato necessario molto tempo per riprendermi – ha spiegato – e sentivo la voglia di non impegnarmi più, stare un po’ più con i miei figli e nipoti e seguire le aziende. Ma poi è intervenuto un senso di responsabilità verso il Paese che amo e verso gli elettori che in questi venti anni mi hanno dato più di duecento milioni di voti».

Berlusconi: «Pronti a collaborare sulle vere riforme»

È l’annuncio del rientro. Un rientro che se molti guardano e aspettano con trepidazione e speranza, altri vivono come un incubo o addirittura una minaccia. Anche nel centrodestra, dove Matteo Salvini ormai non fa più mistero delle proprie ambizioni di leadership e dove l’eterno ritorno di Berlusconi darebbe il definitivo colpo di grazia a quanti si ostinano (giustamente) a intravedere nelle primarie l’unico modo per mettere in sicurezza l’unità della coalizione. Comunque sia, il messaggio lanciato da che Berlusconi è chiaro: sono tornato e tutti dovranno fare i conti con me. A cominciare da Renzi, cui Berlusconi ha teso la mano sulla legge elettorale: «In caso di vittoria del “no”, siamo disponibili a sederci intorno a un tavolo con lui e le forze politiche per approvarne una di impianto proporzionale perché oggi poli sono tre e non più due».

«Renzi vuole fare il padrone dell’Italia senza voti»

Ma al premier Berlusconi non ha lesinato critiche: «Quella che si voterà il 4 dicembre – ha incalzato  – è una riforma fatta su misura per Renzi» che «concentrerà su di sé tutti i poteri: da quello di avere in mano Camera e Senato, all’elezione del presidente della Repubblica e alla scelta della composizione della Corte Costituzionale». Insomma, ha aggiunto tra gli applausi del pubblico l’ex-premier, «la riforma lo renderà padrone dell’Italia e degli italiani». Ma le riforme, quelle giuste e necessarie alla nazione, ha aggiunto Berlusconi andranno fatte. Infine, l’affondo diretto al «terzo premier non votato», cioè Renzi: «Gli elettori in questi venti anni mi hanno dato più di duecento milioni di voti. Il signor Renzi non si è neppure presentato alle elezioni del Parlamento. L’unico voto che ha avuto sono stati 112 mila voti per diventare sindaco della bellissima città di Firenze». Il leone è tornato a ruggire.

———————————————————————————————————-
L’INDISCREZIONE  ( MA SARA’ VERA LA NOTIZIA ? )
———————————————————————————————————-
Sabato, 26 novembre 2016 

Referendum, Renzi si dimette prima del voto del 4 dicembre

Quirinale “informato”. Rumor choc scuote il Palazzo

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
referendum renzi 01

Dimissioni di Matteo Renzi da presidente del Consiglio prima del referendum costituzionale del 4 dicembre. Da qualche ora circola insistentemente nei Palazzi del potere romano questo rumor che è a dir poco clamoroso. Il leader del Partito Democratico starebbe seriamente accarezzando l’idea del colpo di teatro, della carta da giocare poco prima dell’apertura delle urne – si parla di venerdì 2 dicembre – per cercare di ribaltare i pronostici sfavorevoli per il Sì.


L’obiettivo della mossa a sorpresa del premier sarebbe duplice: dimostrare all’opinione pubblica che non è attaccato alla poltrona di capo del governo e togliere alle opposizioni, Massimo D’Alema, 5 Stelle e Lega in testa, l’arma principale della campagna referendaria ormai diventata anti-Renzi più che anti-riforme della Carta. Ambienti ben informati del Pd raccontano di “contatti continui” e di “seri ragionamenti” circa quest’ipotesi tra il presidente del Consiglio e i suoi fedelissimi (principalmente Boschi, Lotti e Orfini).


Anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sarebbe stato messo in pre-allarme, ovviamente in via del tutto informale, dagli sherpa di Palazzo Chigi. Quella di Renzi, se confermata, sarebbe davvero un’operazione forse azzardata ma abile per cercare di recuperare terreno alla vigilia dell’apertura delle urne. Poi in caso di successo del Sì il Presidente della Repubblica non potrebbe far altro che rifiutare le dimissioni del premier e rimandare Renzi alle Camera per ottenere un nuovo, scontato, voto di fiducia.


Se invece il No dovesse prevale, a quel punto si aprirebbero due scenari differenti: o resta in carica il segretario del Pd ma soltanto per approvare la Legge di Bilancio, rassicurando l’Unione europea e le istituzioni finanziarie, modificare la legge elettorale e poi tornare alle urne per le elezioni politiche all’inizio del 2017; oppure si apre la partita per la ricerca di un nuovo esecutivo di larghe intese o tecnico, ipotesi caldeggiata da Mattarella ma osteggiata da Renzi in caso di successo del No, con Calenda, Padoan e Grasso in pole position per la poltrona di presidente del Consiglio.

———————————————————————————————————-

REFERENDUM:A.D.R. A DOMANDA(NON)RISPONDE (NON RISPONDONO) E ALTRO [“AZ.”-28.11.’16]

———————————————————————————————————-

Risultati immagini per referendum 4 dicembre barra il nofoto di Ezzelino Da Romano.

 
L'immagine può contenere: sMS
 
 
“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE INTERVENTO 
Annunci

2 pensieri riguardo “REFERENDUM:A.D.R. A DOMANDA(NON)RISPONDE (NON RISPONDONO) E ALTRO”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...