AMEDEO LABOCCETTA DI NUOVO IN GATTABUIA PERSONAGGIO SCOMODO NE USCIRA’ INDENNE QUALCHE AGGIUNTA PER L’ESECUTIVO “GENTILONI-ALFANO” E ALTRO


AMEDEO LABOCCETTA DI NUOVO IN GATTABUIA PERSONAGGIO SCOMODO NE USCIRA’ INDENNE QUALCHE AGGIUNTA PER L’ESECUTIVO “GENTILONI-ALFANO” E ALTRO

AMEDEO LABOCCETTA DI NUOVO IN GATTABUIA PERSONAGGIO SCOMODO NE USCIRA’ INDENNE QUALCHE AGGIUNTA PER L’ESECUTIVO “GENTILONI-ALFANO” E ALTRO [ “AZ.” – 13 DIC. ’16 ]

IN COPERTINA 

( . . . )  un link.
L’ex deputato Pdl Amedeo Laboccetta racconta il presunto complotto contro il governo Berlusconi tra Gianfranco Fini e Giorgio Napolitano
PANORAMA.IT

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E OGGI – MARTEDI’, 13 DICEMBRE 2016

AMEDEO LABOCCETTA DI NUOVO IN GATTABUIA PERSONAGGIO SCOMODO NE USCIRA’ INDENNE 

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[ TRATTO DAL WEB ] – Amedeo Laboccetta arrestato per riciclaggio sulle video-lottery –In manette anche il re delle slot, Francesco Corallo. Indagati anche Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini

Amedeo Laboccetta © ANSA
 
 

( . . . ) – Il principale imprenditore internazionale delle slot machine e re dei casinò ai Caraibi sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Tra gli arrestati c’è anche l’ex parlamentare del Pdl, Amedeo Laboccetta. L’associazione per delinquere transnazionale riciclava in tutto il mondo i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery. In manette anche l’imprenditore Francesco Corallo. Indagati anche Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini.Gli arresti, avvenuti anche all’estero, sono stati eseguiti dallo Scico della Guardia di Finanza in contemporanea a perquisizioni in numerosi stati (Antille Olandesi, Regno Unito, Canada e Francia) e sequestri di numerosi beni e conti correnti per centinaia di milioni di euro. L’inchiesta della magistratura romana riguarda un’associazione per delinquere transnazionale che riciclava in tutto il mondo i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery. ( . . . )


Azimut – il presidente Arturo Stenio Vuono – Mi ero ripromesso di telefonare all’amico Amedeo, rinviando di qualche giorno, per congratularmi a riguardo di quanto da lui, mesi orsono, documentato sul golpe, in Italia, del 2011: a motivo che, nel corso degli ultimi giorni della campagna referendaria, il presidente Berlusconi – intervistato anche in merito alla nota vicenda della sua defenestrazione – aveva ripetutamente citato quanto scritto nel suo libro, di recente pubblicato, quale atto probatorio; purtroppo non ho fatto in tempo, questa mattina prelevato al domicilio di Napoli è stato avviato in trasferta a Regina Coeli, in quel di Roma. Laboccetta, personaggio scomodo, non è nuovo a simili “incidenti di percorso”, per inchieste – indagini – e ristretto negli hotel di regime, dalle quali è sempre uscito totalmente onorato e pulito. Anche questa volta sarà così. Non commento la notizia di agenzia, per il suo arresto, tanto fumosa, generica, e per certi versi in quanto incomprensibile.Ne seguiremo gli sviluppi, informeremo e appena in grado, di certo, ci pronunceremo.

[tratto dal quotidiano “Liberio”-NON SI COMPRENDE COSA C’ENTRI LABOCCETTA]

Un fiume di denaro, quasi mezzo miliardo di euro, una vicenda intricata dove si intrecciano slot-machines, politica, la famiglia Tulliani e la celeberrima casa di Montecarlo Un vorticoso giro di soldi per sottrarre il denaro al Fisco. Dodici gli indagati dalla procura di Roma, che ha riaperto un fascicolo avviato dai colleghi di Milano. In manette ci finiscono Francesco Corallo, arrestato ai Caraibi, e Amedeo Laboccetta, già parlamentare del Pdl a Napoli. Tra gli indagati Giancarlo e Sergio Tulliani, cognato e suocero di Gianfranco Fini.

Corallo – con un gruppo di manager italiani e stranieri e insieme a Laboccetta – è indagato per associazione a delinquere, peculato e riciclaggio di 85 milioni di euro, ovvero i tributi dovuti all’Atlantis world group of companies e dalla BPlus Giocolegale Ltd, che si era aggiudicata la gestione telematica dei giochi. Secondo l’accusa, 50 degli 85 milioni, tra il 2004 e il 2007 e poi fino al 2014, sarebbero finiti verso conti correnti esteri olandesi ed inglese di altre società del gruppo Corallo; successivamente quei soldi sono finiti verso un conto corrente di società offshore alle Antille Olandesi, sempre di Francesco Corallo. Tramite uno scambio di liquidità, si legge su Repubblica, sarebbero poi spariti dall’Atlantis altri 150 milioni transitati via Gran Bretagna e Shanghai a Saint Maarten, Curaçao, Santa Lucia e reinvestiti in attività immobiliari proprio a Saint Maarten.

Tulliani, sempre secondo gli inquirenti, avrebbe messo a disposizione del braccio destro di Carollo, Rudolf Baetse, due società offshore per poter far transitare i soldi alle Antille. Baetsen, inoltre, avrebbe finanziato l’acquisto dell’appartamento di Monaco, già di proprietà di Alleanza Nazionale, rilevato da Tulliani e poi passato da una sua società a un’altra. Attraverso i conti di Giancarlo e Sergio Tulliani, dunque, sarebbe passato il denaro sottratto al Fisco da Corallo, pari a 2 milioni e 600mila euro, questa almeno la ricostruzione di magistrati e finanzieri.

Commenti
Arturo Stenio Vuono
 NELLA FOTO : AMEDEO LABOCCETTA E ARTURO STENIO VUONO
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IL SERVIZIO ODIERNO
QUALCHE AGGIUNTA PER L’ESECUTIVO “GENTILONI-ALFANO” 
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da post su facebook  la foto ( . . . )
13 dic. ’16 · 
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SENZA VERGOGNA!

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“AZIMUT” – NAPOLI : VI RISPARMIAMO LA CONCIONE DEL GENTILONI – LA CRONACA – LE VOTAZIONE E IL RESTO…COSI’ SI VIOLENTA LA COSTITUZIONE, LIBERTA’ E SOVRANITA’ DEL POPOLO !

© ANSA

BASTA E AVANZA….

[ Tratto dal web ] – ( . . . ) – Un governo “di responsabilità” che durerà “fin quando avrà la fiducia del Parlamento”. Così Paolo Gentiloni presenta il suo esecutivo alle Camere. Con un discorso lungo appena 18 minuti, in cui “rivendica” come un punto di forza quello che altri considerano “un limite”: la continuità con il governo Renzi e il “grande lavoro fatto” – ( . . . )

“AZIMUT” – il post del presidente

Arturo Stenio Vuono

IL RITORNO DELLA PARTITOCRAZIA

E così, il gentile Gentiloni, fedelissino al copione, parlò e, tra le solite ovvietà e banaliltà, non ha chiarito – e non poteva – se il suo esecutivo fotocopia voglia, o meno, doppiare il “capo 2018”;preceduto dal lavorio dei soliti commentatori che ritengono sia il capo dello Stato solo un semplice notaio che debba prendere atto delle volontà dei partiti e le conseguenti determinazioni, in merito, da parte delle camere. Tutto giusto si potrebbe dire, niente giusto – diciamo noi – , se non fosse che al presidente Sergio Mattarella spetta, secondo il dettato costituzionale, pure il potere di richiamo e l’indirizzo da esercitarsi con messaggi al parlamento. A tanto non ci si può sottrarre, inutile lo scontato mettere le mani avanti. L’insediamento del nuovo, si fa per dire, esecutivo “Gentiloni – Alfano” , vale ricordarlo, con buona pace di chi vorrebbe il contrario, nasce per chiudere rapidamente l’attuale legislatura che, in pratica, ha esaurito le sue funzioni; tra le tante cose furono dette prioritarie le riforme, la revisione costituzionale e la nuova legge elettorale; due terzi degli italiani, recatisi alle urne, hanno ritenuto certificare che le decisioni spettano ai cittadini e sessanta su cento dei votanti le hanno bocciato e totalmente rigettate. Questa la sola e unica, vera, realtà che non può essere azzerata e che il presidente della repubblica non può e non deve ignorare. Gentiloni si manifesta, dunque, come un leader del peggiore arretramento, il ritorno della partitocrazia che uccide la democrazia, tra i fautori dell’illimitato arbitrio degli eletti; intenzionato a galleggiare e a resistere tra i flutti di ben diciassette formazioni parlamentari, a tanto siamo ormai giunti,  sicuramente coperto dai peones della camera, frutto dell’abusivo e anticostituzionale premio di maggioranza, e contando sul sostegno di voltagabbana e trasformisti al senato. Un prosieguo, irresponsabile, da lunga notte della repubblica.Iddio non voglia, MA TEMIAMO LACERAZIONI, RABBIA E REAZIONI POPOLARI,  NON SI PORTI IL PAESE VERSO LA PROTESTA !

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GLI UMORI IN RETE
( da post su facebook ) la foto  ( . . . )

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( da post su facebook ) la foto  ( . . . )
·

NO , i sacrifici fateli voi ILLEGALI e sperate nel buon cuore degli ITALIANI … buon cuore non vuol dire coglioneria .

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( . . . )
Per una volta voglio fare l’esteta: nun se ponno manco guarda’! Fanno cagare: brutti, depressi e deprimenti! Ma soprattutto con volti che sono lo specchio della loro arrogante, grifagna indifferenza e disprezzo per i reali bisogni della gente. 
L'immagine può contenere: 1 persona
 
( . . . )

LA BOSCHI SEGRETARIA ALLA PRESIDENZA DEL GOVERNO, MA ALLORA VOGLIONO LA RIVOLUZIONE.

( . . . )

Detto Napoletano : ” ‘E chè bella zuppa e cachìssi.”

( . . . )  il post ( . . . )
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
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 ( . . . ) 2 nuove foto —  ( . . . )
 · Rosarno, Calabria · 

HA VINTO IL NO. CHI SE NE FOTTE!

Avete capito bene cari diciotto milioni di italiani che votando “No” speravate non solo di bocciare la riforma, ma, ovviamente,

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ALTRO ( NON PROPRIO DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA MA PUBBLICHIAMO )

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( da post su facebook ) la foto  ( . . . )
 
 

Il fatto che la democrazia sia tramontata è ormai palese. Da dieci anni, dalla vergogna del Porcellum, non possiamo più scegliere i nostri rappresentati. La Cassazione ha accertato, con la sentenza n. 8878/14, la grave ed oggettiva alterazione dei principi di rappresentatività democratica, fatto senza precedenti storici che dimostra la violazione diretta dell’art. 1 Cost.

Il colpo di Stato ovviamente non iniziò nel 2006, il passaggio del 2006 servì per consolidarlo. Infatti il nostro voto era già diventato inutile dall’avvento di Maastricht e dalla conseguente cessione della nostra sovranità, soprattutto monetaria, cessione che ha causato direttamente la crisi economica in cui viviamo. Avere un Parlamento di nominati dai partiti doveva essere principalmente la garanzia che nessuno mettesse più in discussione gli ordini di Bruxelles, proseguendo nella distruzione del nostro Paese, letteralmente saccheggiato, giorno dopo giorno, dalla finanza internazionale.

Il 4 dicembre, nella speranza dei collaborazionisti nostrani, il vincolo esterno del rispetto della governance economica europea e dei suoi stringenti vincoli di bilancio, sarebbe dovuto entrare in Costituzione. Ma il Paese ha avuto il coraggio di dire no, opponendosi ad una propaganda mai vista, degna delle peggiori dittature.

Ovviamente come avevo annunciato la battaglia non era finita! Mattarella, alleato fedele della grande finanza internazionale (non a caso ha ricevuto la Commissione Trilaterale al Quirinale formalizzando l’inchino della Repubblica), non poteva certo mandarci al voto.

Oggi infatti il rischio di un Parlamento contrario all’UE, in cui si formi una maggioranza ampia diretta al riscatto della nostra sovranità, è alto. Ergo che fare? Naturalmente commissariare l’Italia e portare avanti un Parlamento illegittimo fino alla naturale scadenza.

La scelta del nuovo Presidente del Consiglio è ricaduta su uno dei più stomachevoli servi di Bruxelles, Paolo Gentiloni, già agli Esteri, e convinto sostenitore delle cessioni di sovranità nazionale, fatto che ribadiamolo per l’ennesima volta, costituisce reato, trattasi di delitto contro la personalità dello Stato (artt. 241 e 243 cp).

Stanno preparando un nuovo colpo di mano come nel 2011. Adesso ve lo dicono anche i bocconiani.

Il Governo, ancora una volta non eletto, ha pronta una richiesta di aiuti al MES, cioè il commissariamento della Troika per tutti i futuri Governi. Adesso ve lo dicono anche i bocconiani. Leggete.VI STANNO PER FOTTERE ANCORA

di Alberto Micalizzi
docente, ricercatore, e tante altre cose...

Ci risiamo. La troika sta preparando un altro colpo di mano come quello del 2011. Stavolta cerchiamo di farci trovare preparati.

La sconfitta referendaria ha indebolito Renzi e buona parte della compagine pro-UE che ad oggi con molta probabilità è minoranza nel Paese. Ma è pronto il “Piano B”, preparato da tempo come tutte le scelte importanti promosse dalla Troika che notoriamente non improvvisa mai nulla.

La Troika valuta il rischio concreto che forze “populiste” prendano il sopravvento, sia nel caso di leggi elettorali con premio di maggioranza, che favorirebbero il M5S, che tramite sistemi proporzionali, che potrebbero condurre a coalizioni “anomale” tra movimenti anti-establishment. Tutto ciò renderebbe comunque più complessa – certo non impossibile – la continuazione del processo di cessione di sovranità verso la UE e rallenterebbe il completamento di due tasselli fondamentali necessari alla Troika, che sono l’unione bancaria e l’armonizzazione fiscale della UE.

Perché è importante l’unione bancaria? Per controllare l’emissione di moneta scritturale effettuata dalle banche commerciali (che pesa oltre il 95% della massa monetaria “M1”) tra le quali persistono ancora “sacche” sfuggenti, banche legate al territorio come le Banche di Credito Cooperativo che seppur in piccola parte continuano a fornire liquidità alla piccola economia reale rallentando i piani di deflazione e recessione voluti dalla Troika che sono alla base del meccanismo di appropriazione di risorse ai danni dell’economia reale.

D’altro canto, l’urgenza dell’armonizzazione fiscale serve ad evitare competizioni fiscali tra Paesi membri, a precludere ogni forma di uscita dalla morsa del pareggio di bilancio e cancellare il problema dell’evasione fiscale (Equitalia al confronto sarebbe ricordata come un istituto di opere pie…).

L’Italia non è la Grecia né l’Irlanda. La possibilità che vengano messi in discussione alcuni cardini della UE è tangibile e rappresenta un precedente che darebbe voce ai movimenti anti-establishment di altri Paesi chiave come Spagna (Podemos), Francia (Front National) e Germania (AFD).

Ci risiamo, dunque. I paralleli con il 2011 sono numerosi, così come simile potrebbe essere la logica che la Troika seguirà per governare la situazione:creare un’emergenza da gestire con strumenti tecnici che conducano al commissariamento del Paese o palesino tale minaccia, allo scopo magari di tenere in vita i governi posticci del post-Renzi.

Nel 2011 l’azione fu gestita dalle agenzie di rating (il braccio) che concertarono una raffica di pesanti tagli del rating del debito italiano (lo strumento) causando un’impennata dello spread (l’effetto) che condusse al Governo Monti (la soluzione). Oggi l’emergenza è la debolezza patrimoniale delle banche italiane che non soddisfano i criteri di Basilea, in primis di MPSma anche di Carige, Popolare di Vicenza ed altre.

Dunque, uno degli scenari possibili (sottolineo: uno dei possibili) vede un gruppo di fondi pensione ed istituzionali (il braccio) condurre un attacco speculativo contro il settore bancario italiano attraverso ingenti vendite allo scoperto (lo strumento). Tutto ciò causerebbe il crollo dei prezzi azionari delle banche italiane (l’effetto) la cui crisi renderebbe impraticabile l’intervento di investitori esteri.

Allo stesso tempo i media main-stream additerebbero l’intervento statale come iniquo (palesando una menzogna simile a quella del risparmio dei costi della politica propugnato dal “SI”), spalleggiati dalle agenzie di rating che presto faranno sentire la propria voce (ironicamente proprio mentre una di esse – auspicabilmente – verrà condannata a Trani per la manipolazione di mercato del 2011). Dunque, non resterebbe che ricorrere ad un prestito del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità (la soluzione).

Il MES è un moloch celato dietro i sorrisi rassicuranti dei burocrati della Troika, l’ultimo ritrovato della diabolica ingegneria giuridico-finanziaria a trazione UE. E’ ufficialmente un fondo insindacabile ed imperscrutabile di recente costituzione, che ha la veste di organizzazione intergovernativa (su modello FMI) i cui componenti, coperti da immunità totale, arrivano ad includere il Governatore della BCE e il FMI.

In realtà il MES è l’embrione del primo governo direttamente espressione di organismi internazionali, senza alcuna base parlamentare, svincolato da cicli politici e da rischi di caduta, che equivale al commissariamento dell’Italia da parte della stessa Troika. E’ un super-ministero con portafoglio in quanto, a differenza degli altri organismi dell’Unione, è l’unico che può contare su un capitale cospicuo, parliamo di €700 miliardi (!) oltre alla possibilità di emettere obbligazioni sui mercati internazionali.

L’Italia si è impegnata a versare al MES 125 miliardi di Euro, in parte già erogati ed in parte richiamabili in qualsiasi momento dal MES, senza necessità di approvazione e senza possibilità di contestazioni. A fronte di ciò, nel caso di bisogno, l’Italia dovrebbe chiedere un prestito (!) e accettare una serie di vincoli stringenti relativi a qualsiasi decisione di bilancio pubblico, quindi un formale commissariamento UE sul quel briciolo di sovranità rimasta ancora in mano all’esecutivo nazionale.

Il Governo italiano può ricorrere al MES senza necessità del Parlamento, ed è probabile che questo lavoro sporco lo facciano fare al nuovo cameriere di Palazzo Chigi. Fatto ciò, la prossima legge di stabilità dovrà piacere a Draghi, a Lagarde ed agli altri membri della Troika.

Quella contro il MES è una battaglia decisiva, che deve vedere impegnate tutte le forze che hanno a cuore la sovranità del Paese, sia per quel poco di sovranità che è rimasta sia per quel molto che c’è da riconquistare.

Ci distrarranno con la girandola di Palazzo Chigi, con il congresso del PD, con le primarie del centro-destra, con le storie romanzate dietro ad MPS, con la legge elettorale e tanti altri stratagemmi che occuperanno le reti televisive.Tutto purché il colpo di mano vada a segno sotto silenzio.

Le forze parlamentari che si auto-proclamano anti-establishment o populiste avranno quindi la possibilità di dimostrare con i fatti le proprie reali intenzioni, muovendosi una volta tanto d’anticipo con azioni anche eclatanti che denuncino l’ennesimo colpo di mano (e di Stato) da parte dei tecnocrati di Bruxelles.

La proposta politica da cavalcare è la nazionalizzazione di MPS, che avrebbe un duplice effetto: scongiurare il MES e dotarsi di una banca pubblica per raccogliere finanziamenti a tasso zero direttamente presso la BCE! Questa è la contro-mossa che adotterebbe un esecutivo serio.

Anche le forze extra-parlamentari possono fare un importante lavoro sul territorio, tra le associazioni civiche e popolari, ricordando a tutti che l’indebitamento è prima di tutto uno strumento di governo, e storicamente ha rappresentato la continuazione di una guerra con strumenti finanziari.

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L’EDICOLA

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——– Original Message ——–

Subject: 13 Dicembre 2016 – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Tue, 13 Dec 2016 5:22:49 +0100
From: Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
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Martedì, 13 Dicembre 2016
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Pochissimi i volti nuovi, mentre ci sono alcuni passaggi da una poltrona all’altra. Come, per esempio, è accaduto con Angelino Alfano che passa dal Viminale alla Farnesina. Oppure come per la fedelissima di Renzi, Maria Elena Boschi, che lascia il ministero delle Riforme per diventare sottosegretario alla presidenza del Consiglio.   

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

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Gentiloni parla in un'Aula quasi vuota: "Governo di responsabilità". M5s e Lega fuori dalla Camera L’AULA SORDA E GRIGIA – OGGI ANCHE VUOTA ( O QUASI ) …..

L’OPINIONE ( DA LEHNER – ROMA E MANNELLO – CATANIA )

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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: l’esterofilia demenziale del governo Gentiloni
Date: Tue, 13 Dec 2016 11:41:04 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )

In attesa dell’Esecutivo Intelligente ed Autorevole, guidato da Vittorio Sgarbi, va registrata l’esterofilia caprina del governo Gentiloni. 

Alfano, gran figlio di poliglotta, fa riposare le natiche senza quid alla Farnesina, tanto l’Italia, dopo la fucilazione di Craxi, non ha mai più denotato uno straccio di politica estera; Finocchiaro, inno femminino ad Ingvar Kamprad, ai rapporti col Parlamento svedese e con IKEA, essendo la più adatta a lanciare il grido vichingo: “In alto i carrelli!”.

Giancarlo Lehner

——– Original Message ——–

Subject: era meglio #nonvotare,no ?
Date: Tue, 13 Dec 2016 09:26:36 +0100
From: <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )

Visto quel che sta succedendo …davanti a questo schifo del #regimepartitocratico e del fallimento del No, visto che questa gentaglia non ha una vera opposizione, parlamentare e non,..sono convinto di  aver fatto bene a #nonvotare 🙂


Grazie per l’attenzione

Vincenzo Mannello

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AMEDEO LABOCCETTA DI NUOVO IN GATTABUIA PERSONAGGIO SCOMODO NE USCIRA’ INDENNE QUALCHE AGGIUNTA PER L’ESECUTIVO “GENTILONIALFANO” E ALTRO [ “AZ.” – 13 DIC. ’16 ]

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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE INTERVENTO 
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